La Repubblica del Condominio

Dove i cittadini amministrano, i politici riposano e la felicità, finalmente, smette di essere una promessa elettorale e diventa una pratica quotidiana (con tanto di verbale approvato all’unanimità). C’è un vecchio adagio, di quelli che sopravvivono ai governi e persino alle opposizioni: chi fa da sé fa per tre. Non ha mai vinto le elezioni, ma ha sempre avuto un discreto seguito tra chi paga il conto. Ora, per gioco, ma neppure troppo, immaginiamo di prenderlo sul serio. Non una riforma, non una rivoluzione, ma una sottrazione: togliamo i politici. Non tutti, s’intende: lasciamone qualcuno in museo, accanto ai fossili illustri e alle promesse mantenute per sbaglio. Gli altri, gentilmente, a riposo. E allora? Allora il Paese si scopre condominio. Un grande, rumoroso, litigioso ma sorprendentemente operativo condominio. Un presidente, scelto per pazienza più che per ambizione, un segretario che sappia scrivere senza allegati inutili, un contabile che non arrossisca davanti ai numeri. Fine del romanzo. Le imposte? Si accantonano. Una percentuale equa, stabilita all’inizio dell’anno da chi le paga davvero. I meno abbienti esentati, e non per pietà, ma per buon senso, partecipano con ore di lavoro nei servizi sociali. Non è carità, è investimento: si chiama comunità, parola che abbiamo smarrito tra una conferenza stampa e un talk show. Sanità, scuola, lavoro: smettono di essere capitoli di bilancio e tornano ad essere servizi. Perché quando li gestisci tu, con il vicino che ti guarda negli occhi, è più difficile nascondere il disservizio dietro una circolare. Le liste d’attesa si accorciano, i corridoi tornano a essere corridoi e non anticamere dell’eternità. E poi c’è il capitolo che farebbe tremare più di una carriera: il risparmio. Tra stipendi, rimborsi, vitalizi e fantasiose appendici previdenziali, il cittadino si ritrova in tasca, dicono i conti, qualcosa come 158,4 milioni di euro. Non una cifra che cambia il mondo, ma abbastanza per cambiare l’umore. Scompaiono anche i talk show politicizzati. Non per censura, ma per noia: senza risse pilotate e indignazioni a gettone, resterebbero solo le idee. E quelle, si sa, fanno meno audience ma più civiltà. Capitolo giustizia. Qui il condominio si fa serio. Giudici eletti, sì, ma a tempo. Con mandato che scade e reputazione che resta. E, soprattutto, con la possibilità, rara quanto preziosa, di essere rimossi se confondono la toga con la rendita. Una giustizia meno solenne e più funzionante: meno proclami, più sentenze. Meno filosofia, più diritto. Naturalmente, non è il paradiso. È una bozza. Una di quelle idee che, appena nate, fanno sorridere chi vive di ciò che verrebbero a eliminare. Ma, come tutte le buone provocazioni, ha un pregio: costringe a pensare. Perché in fondo il punto non è abolire la politica, impresa che riuscirebbe solo alla natura, con tempi geologici, ma ridarle misura. Togliere il superfluo, asciugare il linguaggio, ridurre la distanza. Insomma, riportarla a terra, dove cammina la gente che paga, aspetta, spera. Salute, sicurezza, giustizia: tre parole semplici, quasi banali. Eppure sono l’unico programma che non ha bisogno di propaganda. Se funzionano, la felicità civica smette di essere un diritto proclamato e diventa una condizione vissuta. Il resto, promesse, slogan, riforme epocali, può attendere. Magari in assemblea. Con ordine del giorno e, finalmente, senza interventi fuori tema. E chissà: forse qualcuno, rimasto senza mestiere, scoprirà che governare non era poi così complicato. Bastava farlo. Giuseppe Arnò * Foto by Canva

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Festa grande, coscienza piccola

Tra cortei che inciampano nella civiltà, minacce che bussano da Oriente e stipendi da capogiro che brindano da soli: il 25 aprile si festeggia, ma qualcuno paga il conto (e molti restano fuori dalla tavola) * * Il 25 aprile è una data generosa: offre spazio a tutti. Ai devoti di San Marco, ai custodi della memoria, agli allergici ai coriandoli ideologici e perfino a chi, più semplicemente, preferirebbe un caffè in silenzio. Una festa democratica, insomma. Peccato che, come spesso accade alle feste troppo affollate, qualcuno finisca per rovesciare il tavolo. Dove ci si aspetterebbe sobrietà e riconoscenza, spuntano invece insulti, cacciate e scene che sembrano prese in prestito da un manuale di cattiva convivenza. A Milano si riscoprono antichi fantasmi, a Roma volano colpi e bandiere strappate: il tutto mentre si celebra la libertà. Una libertà talmente amata da essere maltrattata in pubblico, come certi parenti ingombranti che si invitano solo per dovere. E così la festa, che dovrebbe unire, diventa un’arena. Non il Colosseo, più modestamente un “circo massimo globalizzato” dove ognuno porta il proprio numero, spesso senza provare le battute. Il risultato è una comicità involontaria, con punte di tragedia. Ma mentre noi litighiamo sotto il tendone, fuori qualcuno prepara spettacoli ben più seri. A Est non si festeggia: si accumulano missili, si costruiscono ponti strategici, si affinano tecnologie che non servono certo per i fuochi d’artificio delle sagre di paese. Lì non si brinda: si pianifica. E mentre qui discutiamo su chi debba stare in piazza e chi no, altrove si decide, con calma glaciale, chi potrà stare al mondo e chi no. Nel frattempo, sul tavolo della festa arriva il conto. Ed è qui che il brindisi si fa più stonato. Da una parte liquidazioni milionarie che fanno girare la testa più dello spumante; dall’altra, oltre cinque milioni e mezzo di persone che il brindisi lo vedono col binocolo. Non per scelta filosofica, ma per una più concreta ragione: a stomaco vuoto si festeggia male. C’è qualcosa di profondamente grottesco in un sistema che distribuisce premi da capogiro mentre una fetta crescente di popolazione conta gli spiccioli. Non è invidia sociale, è aritmetica morale. E quando i numeri non tornano, prima o poi qualcuno smette di fare festa. Eppure, tra una stonatura e l’altra, una nota diversa si sente. Qualcuno rinuncia, qualcuno si tira indietro da compensi spropositati. Non è ancora una sinfonia, ma almeno un accenno di melodia. Segno che, forse, non tutto è perduto e che la luce evocata dai più ottimisti non è solo un’invenzione poetica. Resta una domanda, semplice e scomoda: vogliamo davvero continuare così? Tra feste che degenerano, pericoli ignorati e disuguaglianze ostentate? Perché festeggiare è umano, ma farlo con un minimo di decoro sarebbe civile. E magari anche lungimirante. Altrimenti continueremo a celebrare la libertà come certi fumatori incalliti celebrano la salute: con convinzione, sì, ma senza crederci davvero. Giuseppe Arnò * Foto by Canva

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Mammola, tour in Giappone

FRANCESCO MAMMOLA IN GIAPPONE PER IL SUO TOUR MONDIALE: CONCERTI SOLD OUT A TOKYO E MASTERCLASS ESCLUSIVA   Dal 21 aprile al 1 maggio 2026 il mandolinista e compositore Francesco Mammola, abruzzese di Pescostanzo, sarà protagonista di un importante tour in Giappone , tappa di grande rilievo nel suo percorso artistico internazionale. Il tour farà tappa a Tokyo, dove l’artista si esibirà in una serie di concerti già completamente sold out, a conferma del forte interesse del pubblico giapponese per la sua musica. Tra gli appuntamenti più attesi, il concerto del 22 aprile presso la prestigiosa Musicasa Acoustic Concert Hall. Sul palco, sarà accompagnato dal chitarrista giapponese M°Anri Shibata, dando vita a un dialogo musicale raffinato e di grande intensità espressiva. Questo progetto si inserisce in un momento di straordinario fermento mandolinistico in Giappone, paese in cui lo strumento vive una stagione di grande vitalità, con un pubblico attento, numerose orchestre a plettro e una tradizione profondamente radicata e in continua evoluzione. In questo contesto, la presenza di Francesco Mammola rappresenta un significativo ponte culturale tra la scuola italiana e la scena musicale giapponese. Francesco Mammola vanta un’intensa attività concertistica nazionale e internazionale, con esibizioni in America e in numerosi paesi europei, affermandosi come uno dei più apprezzati interpreti della scena mandolinistica contemporanea. Il repertorio che presenterà in Giappone abbraccia i capisaldi della letteratura per mandolino, proponendo un percorso che attraversa epoche e stili: dalle opere di Raffaele Calace e Carlo Munier, ai concerti di Antonio Vivaldi, fino alle suggestioni più moderne e territoriali. Non mancherà un tocco della sua terra d’origine: l’Abruzzo sarà presente nel programma attraverso una composizione originale dello stesso Mammola, “Pescocostanzo”, dedicata al suo paese natale e a tutti i mandolinisti che gli hanno tramandato questa arte. L’Abruzzo sarà presente anche nelle composizioni del maestro Mario Giusti, inserite nelle scalette dei concerti. Accanto ai concerti, Mammola terrà una masterclass esclusiva il 27 aprile presso la Machida City Hall, rivolta a studenti e musicisti locali, offrendo un’importante occasione di approfondimento tecnico e interpretativo. «Sono profondamente onorato di portare la mia musica in Giappone e di condividere il palco con Anri Shibata. Questo tour rappresenta per me non solo un traguardo artistico, ma anche un momento di condivisione della tradizione mandolinistica che porto con me» dichiara Francesco Mammola. Con questa tournée, Francesco Mammola consolida la propria presenza sulla scena internazionale, contribuendo alla diffusione e valorizzazione del mandolino nel mondo, tra tradizione e innovazione. Fonte: Goffredo Palmerini

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“Concerto per la Pace” al Teatro V. Basso di Ascoli Piceno

    ASCOLI – Domenica 24 Maggio, alle ore 18, al Teatro V. Basso di Ascoli Piceno, si terrà un concerto speciale organizzato dalla compositrice Ada Gentile, vice Presidente della “Fondazione Ascoli Cultura”: il “Concerto per la Pace” con l’Orchestra delle Cento Città di Roma diretta dal M° Mirko Roverelli, 4 Cori, il pianista Monaldo Braconi, il percussionista Ludovico Venturini, il soprano Annalisa Di Ciccio e le voce recitanti di Pamela Olivieri e Francesco Eleuteri. Sono in programma l’Adagio per archi di Samuel Barber, la famosissima “Rapsodia in blue” di George Gershwin e “Un’ansia di pace” della stessa Gentile.   Il brano di Barber è una delle composizioni classiche americane più celebri e commoventi; è famosa per il suo carattere meditativo, il clima intenso e la solennità. Fu eseguita per la prima volta a New York, nel 1938, da Arturo Toscanini che la fece poi conoscere in Europa.   La “Rapsodia in blue” è un altro capolavoro, del 1924, di Gershwin che fonde musica jazz e musica classica. Alla sua prima esecuzione, a New York, con lo stesso compositore al pianoforte, ha ottenuto un successo clamoroso.   Conclude il concerto “Un’ansia di pace” di Ada Gentile, un’opera di grande intensità spirituale scritta nel 2000, su testi di Salvatore Quasimodo ed Ivana Manni ed eseguita in prima mondiale a Roma, al concerto di chiusura del Grande Giubileo, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli di Piazza Esedra, con la voce recitante di Arnoldo Foà.   La precisa scelta di non pensarla come un’opera liturgica tradizionale la rendono un lavoro di grande fascino ed attualità. L’uso di parti del testo liturgico in latino insieme a testi poetici moderni (quelli di Salvatore Quasimodo ed Ivana Manni) appare del tutto in linea con le profonde innovazioni della società. Tutto appare ispirato ad una ricerca concreta di una pace duratura che unisca tutti gli uomini di lingue, religioni, razze, culture e tradizioni diverse.   Quest’opera è stata eseguita con grande successo a Brasilia, Kiev, San Pietroburgo, Pechino, New York, Taiwan, Rostov, e in Italia a Sansepolcro, Avezzano ed Ascoli Piceno. Nel marzo 2003 è stata trasmessa dalla Radio italiana (RadioTre) e, nel Gennaio 2005 dalla Televisione Italiana (TV2).   Ada Gentile

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Giornata Internazionale della Donna

LE DONNE ABRUZZESI NELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE:   Da sin.: FILOMENA DELLI CASTELLI E MARIA AGAMBEN FEDERICI    Pescara – 10 Marzo 2026, ore 11 – Tribunale, Sala Riunioni “G. Di Biase”       PESCARA – In occasione della Giornata Internazionale della Donna e nell’anno in cui ricorrono gli 80 anni dall’introduzione del suffragio universale, dalla nascita della Repubblica Italiana e dall’istituzione dell’Assemblea Costituente, il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Pescara organizza il convegno dal titolo:   Le donne nella Costituente: il contributo delle abruzzesi, Onorevoli Filomena Delli Castelli e Maria Agamben Federici   L’iniziativa si terrà il 10 marzo 2026, dalle ore 11.00 alle 13.00, presso l’Aula Riunioni “Giovanni Di Biase” del Tribunale di Pescara.   L’evento intende rendere omaggio, per la prima volta contemporaneamente, a due figure centrali della storia istituzionale italiana e abruzzese, le Onorevoli Filomena Delli Castelli e Maria Agamben Federici, protagoniste dell’Assemblea Costituente e testimoni dell’impegno femminile nella costruzione della Repubblica e della nostra Carta costituzionale.   Attraverso un approfondimento storico e giuridico, il convegno si propone di valorizzare il ruolo delle donne nella stagione costituente, evidenziando il contributo determinante delle rappresentanti abruzzesi nella definizione dei principi fondamentali della democrazia italiana.   Dopo i saluti istituzionali dell’Avv. Daniela Terreri, Vice-Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Pescara, dell’Avv. Chiara Sabatini, Segretaria della Fondazione Forum Aterni, e dell’Avv. Marco Pellegrini, Presidente del Comitato Pari Opportunità presso l’Ordine degli Avvocati di Pescara, seguiranno gli interventi:   “Il ruolo delle donne nell’Assemblea Costituente”, a cura dell’Avv. Chiara Sabatini, Vice Presidente del Comitato Pari Opportunità presso l’Ordine degli Avvocati di Pescara;   “Il contributo dell’Onorevole Filomena Delli Castelli nella Costituente e nella storia politica italiana”, a cura dell’Ing. Antonio Delli Castelli, familiare e divulgatore della memoria della parlamentare;   “Il contributo dell’Onorevole Maria Agamben Federici nella Costituente e nella storia politica italiana”, a cura del Dott. Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, presidente ANFE Abruzzo – Ente Morale fondato da Maria Agamben Federici.   Modera l’incontro l’Avv. Francesca Chichiricò, Segretaria del Comitato Pari Opportunità presso l’Ordine degli Avvocati di Pescara.   L’iniziativa rappresenta un momento di riflessione, con l’obiettivo di custodire e trasmettere la memoria di donne che, con competenza e determinazione, hanno contribuito a scrivere le fondamenta della Repubblica Italiana e a promuovere l’effettiva partecipazione femminile alla vita politica e istituzionale del Paese.   Fonte: Goffredo Palmerini

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Comunicato stampa Potere popolare

Prima di iniziare questo viaggio insieme, una piccola premessa dal cuore  La sensibilità all’ambiente.Viviamo in un mondo che corre sempre più veloce. Non è un caso, è una scelta. Perché quando parliamo di Sensibilità, parliamo di esseri umani nella loro interezza, e ogni persona merita di sentirsi vista e accolta, senza eccezioni. Tutte le specie viventi per soddisfare i bisogni primari e sopravvivere devono contare sulle risorse disponibili nell’ambiente in cui vivono; ogni organismo è perciò “programmato” per percepire, elaborare, reagire e adattarsi agli stimoli ambientali, siano essi positivi o negativi. Assen Christov Potere popolare   “Ci sono molte persone che leggono i libri,” dice. “Hanno teorie diverse su come fare affari, come fare management e così via. Ma l’unico messaggio commerciale che ho è di tenere le persone migliori e trovare la posizione migliore per tutti in azienda. Ognuno ha una missione nella propria vita, e anche all’interno della struttura aziendale.” Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Eurohold Bulgaria AD   ASSEN ha fatto propria questa visione secondo cui quindi, la Qualità della Vita è determinata dalle condizioni di vita, dalla soddisfazione che si prova o meno per queste, e dai valori, dalle aspettative e aspirazioni della persona – tutti fattori che gli studi considerano oggettivamente misurabili – compresa la possibilità che si ha, o meno, di cambiare la propria condizione e quindi la propria vita Ancora una volta, quindi, al centro vi è la persona, l’essere umano, con la sua dignità e con la vita che desidera vivere sostenere le persone sia nei momenti di buono che in quelli di crisi è una strategia che ha dato i suoi frutti più e più volte per Eurohold. Dopotutto, le persone sono il bene più prezioso che possiede l’azienda. “Se hai brave persone, è finita. Hai i tuoi affari,” dice Assen.   «La percezione dell’individuo della propria posizione nella vita nel contesto dei sistemi culturali e dei valori di riferimento nei quali è inserito e in relazione ai propri obiettivi, aspettative, standard e interessi» (WHOQOL, The World healt organization quality of life assessment, 1995) Assen Christov è uno dei principali azionisti e Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Eurohold Bulgaria AD, un gruppo leader nel settore energetico e finanziario operante nell’Europa Centrale, Orientale e Sudorientale (CESEE) e quotato in borsa alla Borsa di Bulgaria e Varsavia. Eurohold è azionista di maggioranza di Electrohold, che possiede il più grande distributore, fornitore e commerciante di energia in Bulgaria, conta 3000 dipendenti e serve più di 3 milioni di consumatori. Possiede inoltre Euroins Insurance Group AD (EIG), uno dei più grandi gruppi assicurativi indipendenti della regione CESEE, con oltre 3000 dipendenti e oltre 4 milioni di clienti in 12 paesi. Assen Christov ha conseguito un master in Fisica presso l’Università di Sofia St. Kliment Ohridski e ha anche completato una specializzazione presso l’Istituto per la Ricerca Nucleare di Dubno, Russia. Ha inoltre conseguito una Laurea in Management presso l’Open University – Londra, Regno Unito. Parla fluentemente russo e inglese. Assen Christov è Vicepresidente della Federazione Bulgara di Atletica. Forum sulla Transizione Verde 6.0 Competitivo. Innovativo. Sicuro. Home – Forum sulla transizione verde https://greentransition.bg/en/   La sesta edizione del Green Transition Forum si terrà a Sofia, dal 1° al 5 giugno 2026, con il messaggio generale “Il prossimo capitolo dell’Europa: competitivo, innovativo e sicuro.” Sostenuto da Dir.bg, il più grande portale internet in Bulgaria, il Forum si è evoluto in una delle piattaforme più influenti d’Europa, dove leader politici, istituzioni europee, imprese e partner globali si uniscono per plasmare la trasformazione del continente. Nel corso degli anni, l’evento ha riunito oltre 20.000 partecipanti e più di 1.200 relatori provenienti da 40 paesi, affermandosi come uno spazio prezioso per il dialogo nella regione CEE. Decisori politici, leader aziendali, accademia e rappresentanti istituzionali partecipano regolarmente, contribuendo e guidando discussioni su questioni che stanno definendo il futuro dell’Europa, dall’ambizione economica e competitività alla sostenibilità, all’innovazione politica e alla convergenza europea. Ciò che definisce il Forum non è solo la sua scala, ma anche il suo carattere. Il forum mantiene un impegno verso un dialogo onesto e idee orientate al futuro, pur mirando a promuovere la prospettiva europea. L’edizione 2026 si concentrerà sulla nuova agenda strategica europea, esplorando come l’Unione possa tradurre le sue priorità a lungo termine in azioni rafforzando la competitività, accelerando l’innovazione e garantendo la sicurezza in un mondo in rapido cambiamento Temi chiave da discutere nel 2026   Cooperazione Regionale Bulgaria, Grecia e Romania: più forti insieme Coesione e crescita regionale Nuovi approcci sotto il MFF Mobilitazione del capitale Banche, Fondi e Assicuratori per la Trasformazione Unione dei Mercati dei Capitali Sbloccare gli investimenti privati per la competitività Semplificazione della regolamentazione Mantenere la competitività delle aziende europee Il mercato unico Rimuovere le barriere, favorire la crescita Energia e connettività Accessibile, Sicuro e Sostenibile Decarbonizzazione industriale ed economia circolare Nuovi percorsi verso la neutralità netta Gestione delle acque e resilienza climatica Garantire la disponibilità e l’uso sostenibile Città resilienti al clima Futuri urbani a neutralità di carbonio  

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Premio Nazionale di Poesia

“Sulle ali della libertà”, 6ª Edizione 2026      Il concorso in memoria di Alessandro Fariello avrà per temi la memoria e la solidarietà   Bitonto, 16 Febbraio 2026 – Un premio di poesia in nome e in memoria di Alessandro Fariello, giovane di Grumo Appula affetto da SMA, scomparso il 9 marzo 2021 a soli 36 anni. Alessandro è stato un ragazzo dalla sensibilità fuori dal comune, definito “il poeta guerriero” per la capacità di sfidare la sua crudele malattia grazie alla sua forza interiore, esplicitata nei suoi versi. Il concorso letterario è parso da subito agli amici che gli sono stati più vicino la maniera più adeguata per ricordarlo, per onorare le capacità liriche di questo giovane artista, che comunicava con lo sguardo, mutato in parola e poesia. L’evento è a cura dell’Associazione Angeli senza Frontiere OdV di Bitonto e la Giuria si auspica che, proprio grazie a questo premio, l’espressività di Alessandro trovi ancora terreno fertile nella creatività e nella fantasia di chi parteciperà alla speciale “gara” ed eternerà il suo ricordo.   Il premio si compone di una sezione senior di poesia inedita, destinata ai maggiorenni, a cui si può partecipare inviando un unico testo in lingua italiana avente per tema “LA MEMORIA”. È prevista anche una sezione junior, destinata ai ragazzi dagli 11 ai 17 anni ed aperta anche a tutti gli alunni delle scuole, a cui si può partecipare con un unico testo avente per tema “LA SOLIDARIETÀ”.   Proprio per permettere la partecipazione senza distinzione economica o sociale, l’iscrizione è gratuita. Il testo dovrà essere tassativamente inedito (fino al giorno della cerimonia di consegna), cioè non aver ricevuto regolare pubblicazione editoriale, né essere stato premiato in altri concorsi letterari, pena l’esclusione. Ogni autore, inoltre, potrà partecipare con una sola poesia in lingua italiana (versi liberi o in metrica), che dovrà attenersi al tema proposto. Le poesie dovranno essere inviate al seguente indirizzo mail: [email protected] Altri aspetti tecnici,     quali il regolamento, la scheda iscrizione e liberatoria per minorenni sono reperibili su: https://www.facebook.com/premioalessandrofariello. Il comitato organizzatore e l’Associazione Angeli senza Frontiere OdV lasciano libertà di espressione, chiedendo comunque il rispetto del senso civile e pertanto si riservano il diritto (a loro insindacabile giudizio) di rifiutare poesie a contenuto blasfemo o non conformi alla propria morale. La giuria degli esperti, che valuterà e selezionerà le opere vincitrici, è così composta:   COMPONENTI DELLA GIURIA   Presidente Mario SICOLO    Docente, giornalista, direttore del periodico “Da Bitonto”   Membri Francesca MISASI       Poetessa e scrittrice   Rossella GIUGLIANO   Attrice, regista.   Antonio CALISI  Dottore in Sacra Teologia Diacono della Chiesa Cattolica di Rito Bizantino   Annarita DI PAOLO Poetessa, scrittrice e filosofa   Vito PLANTAMURA      Docente, Presidente Associazione Angeli senza Frontiere.   La cerimonia di premiazione si svolgerà venerdì 18 dicembre 2026, alle ore 17.30, presso il Castello Normanno-Svevo di Sannicandro di Bari. Condurrà la serata Francesca MORRELLI. Fonte: Goffredo Palmerini

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I libri raccomandati: “La Dogaressa”

LA VERA STORIA DI MOROSINA MOROSINI, LA DOGARESSA CHE GUIDÒ LA RIVOLUZIONE DELLE DONNE VENEZIANE ATTRAVERSO L’ARTE DEL RICAMO Arriva oggi nelle librerie “La Dogaressa”, il nuovo romanzo di Rita Coruzzi, Piemme Edizioni     Arriva oggi nelle librerie “La Dogaressa”, il nuovo romanzo di Rita Coruzzi, Piemme Edizioni. Dopo i romanzi storici ispirati a Eleonora d’Arborea e a Cia degli Ordelaffi, Rita Coruzzi restituisce il ritratto di una donna di straordinaria inventiva, che ha saputo trasformare un’arte delicata in uno strumento di emancipazione collettiva.   1597, Palazzo Grimani, Venezia. Nel giorno della sua incoronazione, Morosina Morosini, consorte del doge Marino Grimani, è avvolta in un mantello di diamanti e, circondata da quattrocento dame, attende il momento in cui il corno ducale le verrà posato sul capo. Eppure, più del peso della corona, l’onorificenza più alta, Morosina sente l’urgenza di lasciare un’impronta nella storia della sua città.   Dopo tre giorni di festeggiamenti, la Serenissima torna alla vita operosa di sempre, ma solo in apparenza. Nel sestiere di Cannaregio, la dogaressa decide in gran segreto di gettare le fondamenta di un laboratorio di ricamo che offre lavoro, dignità e indipendenza economica a oltre cento merlettaie, cambiando loro la vita per sempre. Ma mentre il punto Venezia, inventato proprio nella scuola, detta la moda e conquista le corti d’Europa, il progetto di Morosina attira invidie e resistenze maschili.   RITA CORUZZI è nata il 2 giugno 1986 a Reggio Emilia. Diplomatasi al liceo classico della sua città, ha conseguito la laurea triennale in Lettere e si è specializzata in giornalismo presso l’università di Parma. Con Piemme, oltre a diversi libri dedicati alla sua storia e alla sua scelta di fede, nel 2015 ha pubblicato Matilde, che ha vinto il Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti, il Premio Internazionale Stefano Zangheri e il Premio Internazionale Città di Cattolica. Nel filone storico ha poi proseguito con la pubblicazione di L’eretica di Dio su Giovanna D’Arco (2017), La Giudicessa su Eleonora d’Arborea (2021) e L’impavida su Cia degli Ordelaffi (2024).     LA DOGARESSA di Rita Coruzzi, pagg. 368 – euro 19,90 uscita: 19 febbraio 2026   Ufficio Stampa: Francesca Corbo tel. 347 7136798– e-mail: [email protected]

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Solidarietà in azione nella Sibaritide

Il Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro in prima linea per l’emergenza. La dedizione del presidente Dott. Don Paolo Baratta esempio di servizio concreto. CASTROVILLARI – Il 17 febbraio 2026 non è stata una data qualunque per il Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro. È stato il giorno in cui il motto lionistico “We Serve” ha preso forma, peso e sostanza tra scatoloni, viveri e beni di prima necessità destinati alla popolazione colpita dall’emergenza ancora in corso nella Sibaritide. Il presidente del Club, il dottor Don Paolo Baratta, accompagnato dal socio Nicola Regina, si è recato presso il centro di raccolta di Sibari per consegnare i prodotti richiesti dall’amministrazione comunale di Cassano allo Ionio, così da contribuire concretamente al sostegno delle famiglie in difficoltà. Non si è trattato di un gesto simbolico, ma di un’azione coordinata e puntuale, frutto della sensibilità e della pronta risposta dei soci, che ancora una volta hanno dimostrato come il servizio non sia una parola da cerimonia, bensì un impegno quotidiano. In tempi in cui l’emergenza rischia di diventare abitudine e la solidarietà un titolo di circostanza, il Lions Club ha scelto la via meno rumorosa ma più efficace: quella dei fatti. Il presidente Baratta, con discrezione e fermezza, ha voluto esprimere il proprio ringraziamento a tutti i membri del Club per la generosità dimostrata. Una leadership silenziosa ma incisiva, la sua, che interpreta lo spirito lionistico nella sua forma più autentica: ascoltare il territorio, intervenire con tempestività, operare senza clamori. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di attenzione sociale che il Club porta avanti da anni, rafforzando il legame con la comunità e confermando la propria presenza nei momenti di maggiore fragilità collettiva. Perché la solidarietà vera non si accende solo sotto i riflettori, ma soprattutto quando le luci si spengono. “Insieme possiamo, insieme serviamo”: non uno slogan, ma una dichiarazione di responsabilità. E in una stagione in cui spesso si parla molto e si fa poco, vedere chi agisce con coerenza restituisce fiducia. La comunità ricorderà i pacchi consegnati; il territorio, forse, ricorderà soprattutto l’esempio. Perché la differenza tra beneficenza e servizio sta tutta lì: nel restare, anche quando l’emergenza non fa più notizia. di Redazione

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La Parola si fa Energia

La Parola si fa Energia: successo del Convegno Nazionale VerbumYoung Roma, 21 gennaio 2026 – Camera dei Deputati, Sala del Refettorio di Regina Resta   ROMA- Si è svolto con grande partecipazione e consenso il Convegno Nazionale “La Parola si fa Energia”, primo appuntamento pubblico del Progetto VerbumYoung – Giovani Studiosi, promosso dall’Associazione VerbumlandiArt APS. L’evento, ospitato nella prestigiosa Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, ha rappresentato un momento di altissimo profilo istituzionale, culturale e accademico, sancendo ufficialmente l’avvio di un progetto destinato a incidere in modo significativo nel panorama culturale nazionale.   Il Convegno ha dato concreta forma alla visione di VERBUMYOUNG – Giovani Studiosi (Studio e Ricerca): uno spazio inclusivo, dinamico e rigoroso in cui le nuove generazioni di studiosi possano essere protagoniste attive nella produzione e diffusione del sapere, nel segno dell’eccellenza, del merito e della responsabilità culturale.   I lavori si sono aperti con i Saluti istituzionali dell’On. Pietro Pittalis, seguiti dall’intervento di Regina Resta, Presidente di VerbumlandiArt APS, che ha sottolineato il valore fondante della parola come strumento di verità, consapevolezza e costruzione civile. La Presidente ha ribadito l’impegno dell’Associazione nel creare luoghi reali e permanenti di crescita per i giovani, capaci di unire radici e futuro.   A condurre il Convegno, con competenza e sensibilità, Mirella Cristina, avvocato e giornalista, e Maria Pia Turiello, Presidente del Comitato Scientifico del Progetto VerbumYoung, che hanno accompagnato il pubblico in un percorso articolato e coerente, valorizzando ogni intervento e creando un dialogo autentico tra istituzioni, accademia e giovani studiosi. Fulcro del pomeriggio è stata la Presentazione ufficiale del Progetto VerbumYoung, affidata ai giovani studiosi che ne costituiscono l’ossatura scientifica e progettuale: Gabriele Garofalo, Francesco De Noia, Enrico Aru, Diletta Galeota, Adolphe Mulengezi.   Attraverso i loro interventi è emersa con chiarezza l’identità dell’Accademia Verbum et Veritas – Studi Umanistici, cuore pulsante del progetto: una struttura fondata sulla ricerca rigorosa, sulla riscoperta del classico con approccio innovativo, sull’interdisciplinarità e sulla volontà di applicare i metodi umanistici all’analisi delle grandi questioni contemporanee – dalla legalità all’ambiente, dalla geopolitica alla comunicazione.   Particolare interesse ha suscitato la presentazione della VerbumYoung Academic Review; si prevede la realizzazione di una rivista accademica semestrale, digitale, che rappresenterà uno spazio concreto di pubblicazione, coautorialità e confronto scientifico per i giovani studiosi, coprendo le cinque aree disciplinari del progetto. Ad impreziosire il Convegno, gli interventi di autorevoli relatori: Prof. Emilio Errigo, Professore di Diritto Internazionale e del Mare, che ha offerto una lucida riflessione sul diritto ambientale e sulla responsabilità giuridica nella tutela del pianeta. Dott. Attilio Balestrieri, Giudice Onorario e Psicoterapeuta, che ha proposto una lettura psico-giuridica del ruolo della parola nella costruzione dell’identità individuale e sociale. Gli intervenuti hanno dialogato in modo armonico con la prospettiva di VerbumYoung, dimostrando come la parola – quando è fondata su studio, etica e verità – possa davvero trasformarsi in energia creativa, normativa e civile.   Il Convegno “La Parola si fa Energia” non è stato un evento isolato, ma l’inizio ufficiale di un percorso permanente. VerbumYoung si propone come laboratorio stabile di ricerca e formazione, articolato in cinque Dipartimenti disciplinari e scandito da attività mandatorie annuali: 2 convegni nazionali e la pubblicazione semestrale della rivista accademica. Sotto la guida del Responsabile Generale e di Ricerca, Alf. Gabriele Garofalo, il progetto mira a creare una comunità coesa di giovani studiosi, sostenuta da mentorship qualificata, apertura internazionale e dialogo intergenerazionale.   La numerosa partecipazione, la qualità degli interventi, l’interesse manifestato dal pubblico e dagli addetti ai lavori hanno confermato il pieno successo del Convegno e la solidità della visione che lo sostiene. “La Parola si fa Energia” ha dimostrato che investire sui giovani, sul pensiero critico e sulla ricerca non è solo un atto culturale, ma una scelta strategica per il futuro del Paese. Con VERBUMYOUNG – Giovani Studiosi, la parola torna ad essere ciò che è sempre stata nelle stagioni migliori della storia: verbum et veritas, fondamento di conoscenza, responsabilità e speranza. Fonte: G. Palmerini

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