La finestra su Roma

 

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Soffia forte il vento dell’ipocrisia

Da zero a 100 in nemmeno 24 ore, il tempo che è trascorso dall’ultimo sonno al fresco alla prima nottata torrida. Nemmeno il tempo di togliere l’ultima copertina dal letto che è già tempo di accendere i climatizzatori. Gli anziani di ieri oggi direbbero perentoriamente “non esistono più le mezze stagioni”, ma quella che era una frase quasi ad effetto per descrivere particolari eccezioni climatiche, oggi è diventata la caratteristica di questo pazzo meteo.

Per non farci mancare nulla il caldo improvviso è accompagnato qua e là da mini-nubifragi che chirurgicamente colpiscono solo alcune zone lasciando indenne il resto della città. Come ieri sera a Roma dove un’improvvisa pioggia torrenziale seguita da grandine, ha messo fuori uso i sottopassi stradali nelle zone di La Rustica e Tor Bella Monaca mettendo in pericolo gli automobilisti in transito.

Le bizze climatiche se non altro sono una delle poche cose condivise dalla comunità Europea, infatti, contemporaneamente all’Italia il caldo torrido ha preso alla sprovvista anche gli organizzatori del Roland Garros a Parigi, torneo tennistico tra i più prestigiosi al mondo che sotto i colpi del caldo ha visto due giorni fa cadere prima Mensik, collassato sul campo al termine dell’incontro, e ieri Jannik Sinner n°1 della classifica ATP che mentre si apprestava a servire per il match ha accusato un malore che ne ha cancellato l’energia.

Di colpo il caldo ha reso irriconoscibile il suo tennis, costringendolo a trascinarsi alla fine dell’incontro e perdendo tre set di fila. Gli organizzatori si sono affrettati ad allontanare le loro responsabilità, ma è innegabile che i 36°C registrati sul Philippe Chatrier durante l’incontro non fossero le condizioni ideali per disputare il match.

Una dichiarazione velata di ipocrisia, quel tanto che serve a difendere un’industria globale che dietro le competizioni sportive è diventata un business di enormi proporzioni. Quello che è sempre stato vero per il calcio oggi lo è anche per il tennis, che ha visto crescere la massa dei suoi fans diventando così un sistema che fa gola a molti attori.

Ma l’ipocrisia è ormai largamente accettata, talmente utilizzata da tutti in ogni campo, ormai nemmeno più evidenziata e messa in discussione. Come un vento che soffia su ogni cosa e ad ogni latitudine, ogni giorno la si può trovare ovunque e così, come la trasformazione del clima, accomuna tutta l’Europa ed il mondo intero.

Ad Amsterdam, ad esempio, dal primo maggio è fatto divieto assoluto di pubblicizzare la carne, i combustibili fossili e i loro derivati e quindi nessuna pubblicità di questi prodotti potrà essere affissa in città. Il Municipio sostiene che la salute dei cittadini e il clima devono venire prima degli interessi delle grandi Aziende, sottolineando la volontà di allineare il paesaggio urbano di Amsterdam agli obiettivi ambientali del governo.

Scelta “green” si dirà, ma come si combina questo “paesaggio urbano” con la spettacolarizzazione della prostituzione messa in vetrina in pieno centro? E come si combina la “salute dei cittadini” con l’industria della Marijuana che alimenta l’enorme business dei Coffe Shop consentendone l’acquisto giornaliero di 5 grammi, o con lo studio che vorrebbe legalizzare l’intera filiera produttiva in tutto il paese? Se non è ipocrisia questa cosa lo è?

Oppure non è forse ipocrisia trasformare in nemici giurati screditandoli al limite dell’offesa personale, tutti quegli ex miti colpevoli solamente di aver espresso le loro idee in libertà o non più rappresentativi di un pensiero a senso unico che non ammette idee diverse, come nella tradizione dei peggiori regimi.

Negli ultimi tempi sono tanti ad aver subito questa sorte, come Liliana Segre, superstite dell’olocausto e Senatrice a vita passata dall’essere un totem della sinistra a bersaglio dell’odio della sinistra stessa divenuta oggi antisemita.

Oppure Erri De Luca, scrittore ed ex leader di Lotta Continua, formazione di estrema sinistra, detentore della moralità di quel versante politico che però ultimamente si è definito orgogliosamente sionista perché crede nel diritto degli ebrei ad avere una patria e contestualmente ha dichiarato di non ritenere che a Gaza ci sia alcun genocidio.

Ultimo dei rinnegati in ordine di tempo è Francesco De Gregori che alla presentazione del suo docufilm Nevergreen riferendosi alla posizione di Springsteen su Trump ha dichiarato di provare imbarazzo quando un uomo di spettacolo si schiera in maniera netta e apodittica, aggiungendo “Un proclama buttato giù da un palco o anche scritto in un appello mi lascia abbastanza indifferente “. 

Ha inoltre motivato il suo pensiero sostenendo che questi temi hanno bisogno di approfondimento e che il pubblico ha una propria coscienza. Di fatto il cantautore già da tempo aveva dichiarato il suo distacco da ogni strumentalizzazione politica, ma queste ultime dichiarazioni saranno sembrate insopportabili a chi non permette la pluralità del pensiero e ricopre di melma tutto quello che non è conforme al proprio credo.

Per i politici poi l’ipocrisia è addirittura il pane quotidiano, quasi uno strumento indispensabile per poter esercitare la propria attività, e in questa destra e sinistra sono sullo stesso piano, ma si rende più evidente nella parte politica più in difficoltà.

Alle recenti elezioni amministrative il massimo dell’ipocrisia è stato rappresentato da Elly Schlein che, partita da Venezia al grido di “riprendiamoci l’Italia”, in realtà ha arruolato candidati musulmani promettendogli attraverso i leader di partito che il futuro dell’Italia è islamico.

Oltre a perdere sonoramente, ha stampato manifesti elettorali scritti in arabo che iniziavano con “In nome di Allah”, alla faccia dell’inclusione, uscendo allo scoperto definitivamente sul fatto che il loro unico disegno politico è creare nuove masse di voto a loro favore, moltitudini il cui unico interesse è odiare l’occidente con i suoi valori per asservirlo ai propri.

Oltre che ipocrisia un enorme miopia sociale che non riesce a mettere a fuoco quanto sta succedendo ormai a ritmi sempre più frequenti sull’intero territorio nazionale, vedasi ad esempio i fatti Modena.

Ma l’ipocrisia più grande del momento viene dalla Spagna, modello sbandierato più volte come realtà da cui prendere esempio. Mentre in Italia, anche con il supporto della magistratura, si osteggiava in tutti i modi il progetto del governo relativo ai centri per migranti in Albania, contemporaneamente il governo presieduto da Pedro Sanchez lo metteva in atto finanziando la stessa operazione in Mauritania, con tanto di supporto operativo e impiego della Polizia Spagnola. Qui l’ipocrisia si fa quasi accecante, soprattutto alla luce di quanto arriva dalla spagna in questi giorni che rende il tutto quasi una barzelletta.

Una miriade di provvedimenti giudiziari per presunte associazione a delinquere, corruzione, traffico di influenze, rivelazione di segreti, falsa testimonianza, falso documentale e reati contro le istituzioni dello Stato si è abbattuta su Pedro Sanchez, e la lista dei casi su cui indagare si allunga ogni giorno coinvolgendo parenti e collaboratori per un totale di nove indagati, tra cui risulterebbero in primo piano la moglie e il fratello del premier.

Ma l’immagine più significativa di questo scandalo è l’immagine dell’Ex Presidente Zapatero sorpreso a preparare la fuga in Venezuela. Nella cassaforte dell’ex Leader dei Socialisti la polizia ha rinvenuto rubini, smeraldi, diamanti e orologi di lusso insieme ad un biglietto aereo. Naturalmente, per il principio della presunzione d´innocenza, ogni accusa andrà dimostrata, ma in ogni modo non credo che in questo momento possa essere un paese da prendere a modello per l’Italia.

Tra poco sarà il 2 giugno Festa della Repubblica, con buona pace di chi vuole soppiantare la nostra cultura almeno per un giorno il tricolore sarà protagonista in ogni dove. Se ne facciano una ragione quelli che vorrebbero calpestare questi valori nella speranza che gli altri siano sempre in numero maggiore.

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