Con “Paolina” l’intelligenza artificiale approda in film all’Aquila

Presentazione del docufilm Paolina, La ragazza senza gioventú MUSPAC, Piazza d’Arti, L’Aquila Giovedì 11 giugno 2026, ore 18.00 Ingresso gratuito   Con “Paolina” l’intelligenza artificiale approda in film all’Aquila   L’intelligenza artificiale debutta in film anche all’Aquila. Infatti, la più recente rivoluzione tecnologica, ha già messo radici tra i giovani cineasti abruzzesi, i più intraprendenti tra i quali hanno creato la prima opera cinematografica “made in Abruzzo” in cui se ne fa largo uso. L’appuntamento è per GIOVEDI’ 11 GIUGNO, ore 18:00, nel Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea dove è in programma la visione del docufilm “Paolina, La ragazza senza gioventú”, una realizzazione dell’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica” con la regia di Fabrizio Pompei, la sceneggiatura di Iaia Centofanti, le musiche originali di Elena Floris e le elaborazioni con intelligenza artificiale dovute a Giuseppe Tandoi. Si tratta di un nuovo contributo creativo al crescente interesse per la figura dell’aquilana Paolina Giorgi, una delle artiste più brillanti del rutilante mondo che tra fine Ottocento e inizio Novecento fu il Cafè-chantant. Nel 1911, Paolina Giorgi fu famosa anche per il tragico assassinio impostole da un innamorato respinto, diventando protagonista del femminicidio più clamoroso della Belle Époque. Il docufilm — girato interamente in Abruzzo, nei luoghi legati alla sua vita — restituisce il ritratto di una donna di coraggio e resilienza, non a caso definita “ragazza senza gioventù”, intrecciando ricostruzioni teatrali, testimonianze e documenti d’archivio. Il progetto punta a recuperare memorie femminili spesso trascurate, con un linguaggio innovativo e accessibile. Tra i contributi di rilievo, l’intervista alla scrittrice Donatella Di Pietrantonio (Premio Strega e Campiello), che riflette sul ruolo della letteratura nel dar voce alle donne vittime di violenza. L’opera è basata sugli studi di Errico Centofanti, che dal 2008 ha riportato alla luce la figura di Paolina, ed è supportata dalla Giunta Regionale d’Abruzzo (L.R. 98/99). Il docufilm si avvale della partecipazione anche di altri studiosi che apportano una brillante sfaccettatura al racconto dell’avvincente avventura umana di Paolina: gli studiosi Fabrizio Marinelli (Deputazione Abruzzese di Storia Patria), Silvia Nanni, Martina Sconci, Stefano De Matteis e Maria Teresa Giusti (Università Roma Tre e Chieti-Pescara). Sul fronte artistico e tecnico: Gemma Maria la Cecilia (attrice), Veronica Visentin (voce fuori campo), Diodato Salvatore e Francesco Colantoni (riprese e montaggio), Giuseppe Tandoi (montaggio), Diego Sebastiani (audio), Manuela D’Innocenzo e Pierluigi Rossi (produzione esecutiva). L’Aquila, 8 giugno 2026 Per l’Ufficio Stampa Manuela D’Innocenzo 366.2898535 _______________________________ Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” ETS sede legale: Via Enrico Berlinguer – 67100 L’Aquila sede operativa: Via Niccolò Copernico, Nucleo Industriale di Bazzano – 67100 L’Aquila tel. 366.2898530 – 366.2898535  [email protected] – PEC [email protected] https://www.istitutocinematografico.org/

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CAMPI FLEGREI | Precisazioni INGV su studio preliminare e interpretazioni diffuse sui media

In riferimento ad alcune notizie diffuse nelle ultime ore relative a un preprint scientifico riguardante l’evoluzione del bradisismo ai Campi Flegrei, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) precisa che il lavoro citato è uno studio preliminare attualmente in fase di revisione scientifica e non rappresenta una previsione deterministica dell’evoluzione del fenomeno né, tantomeno, una previsione di eventi sismici o eruttivi imminenti. Il lavoro, disponibile come preprint sulla piattaforma arXiv, propone un’ipotesi di ricerca sull’evoluzione della deformazione del suolo nell’area flegrea e analizza la possibilità che l’attuale trend possa evolvere, nei prossimi anni, verso un differente regime dinamico, la cui natura non è al momento definibile nei dettagli. L’INGV sottolinea inoltre che alcune interpretazioni e ricostruzioni apparse sulla stampa hanno attribuito allo studio contenuti, dichiarazioni e significati non presenti nel testo scientifico originale, generando una rappresentazione impropria e potenzialmente allarmistica dei risultati. In particolare, il riferimento a procedure di “forecasting criptato”, riportato in alcuni articoli, riguarda esclusivamente una metodologia tecnica utilizzata in ambito scientifico internazionale per validare analisi previsionali attraverso registrazioni temporali certificate e non implica l’esistenza di previsioni segrete o scenari nascosti relativi ai Campi Flegrei. “È importante distinguere tra attività di ricerca scientifica, che per sua natura sviluppa e verifica ipotesi interpretative, e le attività ufficiali di monitoraggio e valutazione del rischio svolte dall’INGV nell’ambito del sistema nazionale di protezione civile”, sottolinea il Presidente dell’INGV, Fabio Florindo. “Ogni valutazione sullo stato della caldera viene effettuata sulla base dell’insieme dei parametri osservati e condivisa attraverso i canali istituzionali preposti”. L’INGV ribadisce che il monitoraggio dei Campi Flegrei prosegue costantemente attraverso reti multiparametriche e sistemi di sorveglianza attivi 24 ore su 24, e invita a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali dell’Istituto e del Dipartimento della Protezione Civile (DPC) per informazioni riguardanti l’evoluzione del fenomeno bradisismico e della sismicità nell’area. ________________________________________________________ Ufficio Stampa / Press Office Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV Via di Vigna Murata, 605 | 00143 – Roma (Italia) +39.06 51.86.05.14 | +39.06 51.86.05.72 | +39.06 51.86.02.75

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Qumran, Templari e Massoneria: il mistero di un filo invisibile lungo duemila anni

Dai Rotoli del Mar Morto agli ordini iniziatici moderni: simboli, conoscenze riservate e ipotesi che continuano ad affascinare storici e ricercatori MIMMO LEONETTI Roma, 11 maggio 2026 – Dai deserti di Qumran alle cattedrali templari, fino ai rituali attribuiti alla Massoneria moderna: un intreccio di simboli, segreti e conoscenze riservate continua ad alimentare uno dei più affascinanti enigmi della storia occidentale. I Rotoli di Qumran, scoperti nel secolo scorso nelle grotte nei pressi del Mar Morto, rappresentano per alcuni studiosi e ricercatori molto più di semplici manoscritti antichi. Secondo interpretazioni di carattere esoterico, quei testi custodirebbero frammenti di una conoscenza iniziatica sopravvissuta nei secoli attraverso confraternite segrete e ordini cavallereschi. Al centro di queste teorie emergono i Cavalieri Templari, considerati da alcune correnti simboliche come depositari di antichi saperi acquisiti durante la permanenza in Terra Santa. La leggenda vuole che proprio i Templari abbiano avuto accesso a documenti nascosti, insegnamenti riservati e codici spirituali riconducibili alle comunità essene associate a Qumran. Secondo alcune letture esoteriche, anche la comunità degli Esseni avrebbe seguito una struttura iniziatica assimilabile — almeno sul piano simbolico e disciplinare — a una sorta di proto-massoneria antica. Le pratiche di purificazione, il silenzio rituale, la trasmissione graduale della conoscenza e il forte senso di fratellanza vengono infatti indicati da alcuni ricercatori come elementi che anticiperebbero modelli presenti nei successivi ordini iniziatici occidentali. Da qui nascerebbe il presunto legame con alcuni filoni della Massoneria moderna, nei quali ricorrono temi comuni: la ricerca della luce, il percorso iniziatico, la geometria sacra, il simbolismo del Tempio e la custodia di una verità riservata agli iniziati. Le connessioni più discusse riguardano: la trasmissione segreta della conoscenza; i rituali di purificazione e passaggio; i simboli legati alla luce e alla rinascita spirituale; le architetture sacre e i codici geometrici; il concetto di élite iniziatica custode del sapere. Sebbene il mondo accademico inviti alla prudenza e sottolinei l’assenza di prove storiche definitive, il fascino di queste ipotesi continua ad alimentare conferenze, saggi, documentari e dibattiti internazionali. Tra storia ufficiale, suggestioni simboliche e tradizioni occulte, il mistero resta aperto: esiste davvero un filo invisibile che collega Qumran, i Templari e la Massoneria, oppure siamo davanti all’ennesima seduzione dell’uomo per ciò che non riesce del tutto a spiegare?

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Sparate a vista! I cieli d’Europa sotto assedio dei palloncini

Da Rascel alla realtà: i palloncini non sono più un gioco da bambini ma una seccatura geopolitica tra radar, droni e aeroporti in tilt. L’Europa, con i suoi tempi biblici, cerca ancora di capire se abbatterli o invitarli a un vertice. Intanto, dall’Italia, arriva almeno una buona notizia: la scienza vola più in alto di tutti. a a Dove andranno a finire i palloncini? “Dove andranno a finire i palloncini, quando sfuggono di mano ai bambini…” cantava Renato Rascel, con la leggerezza dei tempi in cui l’unico problema era non farli scappare verso l’azzurro. Oggi, però, quei palloncini sembrano aver cambiato mestiere: da simbolo di festa a pretesto di tensioni internazionali. La saga comincia qualche anno fa con i famigerati “palloni spia” cinesi, sorpresi a fluttuare sopra i cieli del Canada e degli Stati Uniti. Pechino, naturalmente, nega ogni addebito, forse, chissà, erano davvero sfuggiti di mano a qualche infante distratto. Ma le risate durarono poco: i palloncini vennero abbattuti e la festa finì nel boato dei missili. L’Europa insegue (lentamente) Col passare del tempo la faccenda si è fatta seria: ora i palloncini compaiono regolarmente sui radar degli aeroporti europei, provocano chiusure temporanee, allarmi militari e un discreto disorientamento istituzionale. Da dove arrivano? La risposta è ovvia: non dai giardini d’infanzia dell’Est. Il problema, come sempre, è che l’Europa, questa vecchia signora dai piedi di piombo, non sa mai se indignarsi, mediare o convocare un vertice di “alto profilo tecnico”. Nel frattempo i palloncini continuano a fare i loro voli pindarici, indisturbati tra una capitale e l’altra, e ai cittadini non resta che guardare in su e sperare che non atterrino sul proprio tetto. La soluzione “alla buona” Così, mentre le cancellerie riflettono, sembra finalmente maturata una decisione sensata: abbatterli a vista, senza esitazioni, come si faceva una volta con le zanzare. Oppure, per restare nel registro del bon ton diplomatico, potremmo restituire la cortesia raddoppiando la quantità di oggetti volanti diretti verso i mittenti. Dopotutto, l’ironia è un’arma gentile ma efficace. Curiosi di sapere come finirà? Anche noi. E, conoscendo Bruxelles, c’è da scommettere che ci vorranno almeno tre riunioni e un sottocomitato prima che qualcuno trovi il coraggio di dire “fuoco!”. Ma almeno… l’Italia vola alto E qui, per fortuna, arriva una buona notizia che rimette un po’ d’ordine in questo cielo impazzito: a Roma, presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, è stato eseguito il primo trapianto al mondo di arteria polmonare. Un intervento pionieristico su una paziente con tumore infiltrante, che conferma l’Italia come eccellenza mondiale nel campo dei trapianti. Mentre i palloncini invadono i cieli e le cancellerie litigano sui comunicati, la nostra sanità, quella tanto bistrattata, continua a scrivere pagine di vera grandezza. E per chiudere, una modesta proposta Il problema, in fondo, non risiede in Italia. Qui, tra un corteo e una riforma della Giustizia che finalmente prende forma, si continua a fare, a inventare, a operare. No: il nodo sta nei centri di comando dell’astronave Europa, dove il comandante Kirk tarda a entrare in plancia e l’equipaggio discute sul regolamento d’ingaggio. Nel frattempo, i palloncini volano. Ma almeno noi, ogni tanto, riusciamo ancora a toccare il cielo, con una arteria in più e una burocrazia in meno. Di Redazione

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La notte internazionale della luna

  SABATO 4 OTTOBRE 2025, ORE 21:00 Planetarium Pythagoras Città Metropolitana Reggio Calabria LA NOTTE INTERNAZIONALE DELLA LUNA International Observe the Moon Night XVI edizione   Sabato 4 ottobre si celebra la sedicesima edizione de “La Notte internazionale della Luna” (International Observe the Moon Night), l’interessante esperienza che dal 2010 ha portato tutto il mondo ad osservare la Luna nella stessa serata. L’iniziativa è promossa dalla NASA, l’agenzia spaziale americana, e nel nostro paese è supportata dalla Società Astronomica Italiana e dall’Istituto Nazionale di Astrofisica. L’obiettivo è quello di proporre osservazioni al telescopio dedicate alla Luna, di approfondire temi quali la genesi e le caratteristiche fisiche, la mitologia, la poesia, la musica e le diverse espressioni artistiche ispirate al nostro satellite naturale. Sono migliaia le manifestazioni previste a livello mondiale, tra queste anche quella organizzata dal Planetarium Pythagoras – Città Metropolitana di Reggio Calabria, che aderisce all’iniziativa fin dalla sua prima edizione. L’incontro presso il planetario reggino sarà dedicato all’approfondimento delle principali caratteristiche della Luna. A seguire, dal piazzale antistante, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, l’osservazione al telescopio: sarà possibile ammirare gli affascinanti giochi di luce e ombra sui crateri e sui mari lunari. L’esperienza sarà arricchita dalla visione di Saturno, il celebre “signore degli anelli”. Nella convinzione che una corretta diffusione della cultura scientifica costituisce uno dei presupposti per il pieno esercizio dei diritti democratici dei cittadini, parafrasando il poeta Petrarca: “io aspetto tutto il dì la sera che l’ sol si parta e dia luogo a la Luna”, l’appuntamento al Planetarium Pythagoras è, dunque, fissato per sabato 4 ottobre alle ore 21.00 per condividere l’osservazione del nostro satellite naturale a cui la Terra deve moltissimo. La partecipazione all’iniziativa è libera e gratuita; non occorre prenotare. Planetario Pythagoras <[email protected]>

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GEOFISICA | Torna l’appuntamento con la Scuola Internazionale di Erice

Tre giorni di confronti scientifici e forum di alto livello riuniranno alcuni tra i massimi esperti internazionali della geofisica contemporanea per stimolare la discussione sulle prossime sfide nello studio delle Geoscienze [Roma, 15 settembre 2025] Giovani ricercatori, dottorandi, professori ed esperti di numerosi settori delle Scienze della Terra torneranno a riunirsi ad Erice, in provincia di Trapani, per il 43° corso della Scuola Internazionale di Geofisica “Enzo Boschi” della Fondazione e Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”. La Scuola, organizzata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con il patrocinio di Regione Siciliana, Università di Bologna e Fondazione Eucentre, è in programma dal 22 al 26 settembre. Fondata nel 1984 da Enzo Boschi, già Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica (ING) e dell’INGV, scomparso nel 2018, la Scuola è stata a lui recentemente intitolata dal prof. Antonino Zichichi, Presidente della Fondazione Majorana. Da aprile 2025 la Scuola è diretta da Fabio Florindo, Presidente dell’INGV. La nuova edizione della Scuola, intitolata “Frontiere della geofisica per il terzo millennio”, sarà coordinata da Maria Elina Belardinelli e Paolo Gasperini dell’Università di Bologna e da Alberto Michelini, Daniela Pantosti, Massimo Pompilio e Gianluca Valensise dell’INGV. “Siamo orgogliosi di aver riportato ad Erice, dopo diversi anni, la Scuola ora intitolata ad Enzo Boschi, ravvivandone propositi e atmosfera”, dichiara il Presidente Florindo. “Il nostro obiettivo per la tre giorni di lavori è quello di offrire ai partecipanti una panoramica dei risultati più recenti nei principali settori della geofisica della Terra solida e fluida: dalla sismologia alla vulcanologia, passando per cambiamenti climatici e meteorologia spaziale”. L’approccio multidisciplinare allo studio delle Scienze della Terra sottolinea l’importanza dell’accrescimento costante delle conoscenze per individuare le migliori strategie per la tutela dell’uomo e dei suoi beni dai rischi naturali. “Nel corso delle sei sessioni in programma rivolgeremo particolare attenzione alle reciproche interazioni tra i fenomeni geofisici e agli straordinari progressi che i sistemi di osservazione della Terra hanno compiuto negli ultimi 40 anni”, aggiunge Florindo. “Dalla modellazione delle dinamiche dell’interno della Terra alla comprensione e previsione del comportamento delle faglie, fino al miglioramento della nostra capacità di emettere allerte precoci di imminenti grandi terremoti, eruzioni vulcaniche o tempeste solari, basate sull’uso delle nuove tecnologie e del big data”, conclude il Presidente. Una delle sessioni sarà interamente dedicata al ricordo di Enzo Boschi, della sua figura, dei progressi e degli importanti risultati scientifici conseguiti dall’INGV sotto la sua guida. Brochure della Scuola in allegato Link utili: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Scuola Internazionale di Geofisica “Enzo Boschi” Fondazione e Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana” Regione Siciliana Università di Bologna – Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” Fondazione Eucentre ________________________________________________________ Ufficio Stampa / Press Office Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV Via di Vigna Murata, 605 | 00143 – Roma (Italia) +39.06 51.86.05.14 | +39.06 51.86.05.72 | +39.06 51.86.02.75 www.ingv.it  |  Facebook  INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia  |Instagram ingv_press  |X Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia |LinkedIN Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia  |Youtube  INGV – Ist. Nazionale di Geofisica e Vulcanologia |Telegram INGV press. |Threads INGV press  | WhatsApp INGV Press

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La Luna dal Mare

lo spettacolo dell’eclissi sulla costa jonica reggina con gli esperti del Planetarium Pythagoras   La sera di domenica 7 settembre 2025 si verificherà una eclissi totale di Luna, visibile in gran parte d’Europa, inclusa l’Italia. Durante un’eclissi lunare totale, la Terra si posiziona tra il Sole e la Luna, proiettando la propria ombra sul nostro satellite naturale. Quando la Luna attraversa completamente la porzione più scura dell’ombra terrestre, detta umbra, assume una suggestiva tonalità rossastra o ramata. Nonostante la Luna sia immersa nell’ombra della Terra, non scompare del tutto dalla vista. La luce solare, infatti, attraversa l’atmosfera terrestre e viene rifratta (cioè piegata) verso l’interno del cono d’ombra terrestre. Durante questo passaggio, la luce blu viene dispersa (come avviene al tramonto), mentre la luce rossa e arancione viene deviata e proiettata sulla Luna. Questo conferisce alla Luna quella tinta rossastra tipica delle eclissi totali. Per l’occasione, il Planetarium Pythagoras – Città Metropolitana di Reggio Calabria organizza due punti di osservazione pubblica sulla costa jonica reggina: dalle ore 19:15 sul Lungomare Nord di Brancaleone dalle ore 20:15 presso la Statua di Nosside sul Lungomare di Locri. Il fenomeno si verifica al momento della levata della Luna, motivo per cui sono stati scelti luoghi sulla costa jonica, dove la Luna sorge direttamente dal mare, offrendo così una visione senza ostacoli visivi. Lo Staff del Planetarium Pythagoras accompagnerà il pubblico nell’osservazione e nella comprensione scientifica del fenomeno. La partecipazione è libera e gratuita. Non è richiesta prenotazione. Di seguito le varie fasi dell’eclisse con i relativi orari: Inizio penombra: ore 17:28 (non visibile dalla Calabria) Inizio eclissi parziale: ore 18:27 (non visibile dalla Calabria) Sorgere della Luna: ore ~19:16 (costa jonica reggina) Inizio totalità: ore 19:30 Massimo dell’eclissi: ore 20:11 Fine totalità: ore 20:52 Fine eclissi parziale ore 21:56 Fine penombra: 22:55 L’eclissi lunare rappresenta una bella opportunità per avvicinarsi all’astronomia e riscoprire la bellezza del cielo notturno.   Staff Planetarium Pythagoras – Città Metropolitana Reggio Calabria

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VULCANI | Etna, nuovo archivio di dati satellitari sull’eruzione del 2025

Pubblicato un dataset open access per il monitoraggio dell’attività vulcanica [Roma, 13 agosto 2025] È stato pubblicato sulla rivista Scientific Data un nuovo archivio di dati satellitari sull’eruzione dell’Etna del febbraio 2025. Il dataset, realizzato da un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo  coordinato da Gaetana Ganci, raccoglie per la prima volta una serie di prodotti derivati da immagini acquisite da diversi satelliti, integrati per fornire una visione completa e ad alta frequenza dell’evoluzione dell’evento eruttivo. Tra i dati utilizzati figura il nuovo satellite europeo Meteosat di Terza Generazione (MTG), che grazie al sensore Flexible Combined Imager (FCI) ha permesso di acquisire immagini nell’infrarosso ogni 10 minuti con una risoluzione di 2 km. A supporto sono stati impiegati anche sensori come MODIS, VIIRS, SEVIRI, PlanetScope, SkySat, Pléiades e TROPOMI, consentendo una copertura multispettrale e a varie scale di dettaglio. Il dataset comprende stime dei tassi di effusione e dei volumi di lava emessi, elaborate con il sistema di monitoraggio termico satellitare CL-HOTSAT; mappe ad alta risoluzione dell’estensione e della morfologia dei campi lavici, ottenute da immagini PlanetScope e SkySat; calcoli dello spessore dei depositi lavici realizzati a partire da modelli digitali di superficie derivati da immagini Pléiades; e misurazioni giornaliere delle emissioni di anidride solforosa (SO₂) da dati TROPOMI, elaborate con tecniche di Intelligenza Artificiale. I dati sono stati verificati con osservazioni sul terreno, mostrando un’elevata corrispondenza tra i diversi metodi di calcolo del volume di lava e una precisione delle mappe delle colate nell’ordine di poche decine di metri. Anche le misurazioni delle emissioni di gas hanno confermato la loro sincronizzazione con le fasi più intense dell’eruzione. Questo lavoro evidenzia il ruolo centrale dell’INGV nell’integrazione di dati satellitari provenienti da fonti diverse per un monitoraggio quasi in tempo reale dell’attività vulcanica. Le informazioni così ottenute possono supportare valutazioni tempestive della pericolosità, migliorare la mappatura delle aree interessate dalle colate laviche e offrire una comprensione più approfondita dei processi eruttivi, contribuendo alla gestione del rischio e delle emergenze. Tutti i dati sono disponibili in open access con licenza CC BY 4.0 al link: https://doi.org/10.6084/m9.figshare.28759586. L’articolo scientifico che accompagna il dataset è consultabile su Scientific Data al link: https://doi.org/10.1038/s41597-025-05545-0. Figura – Serie temporale dei prodotti derivati da dati satellitari durante  l’eruzione dell’Etna del 2025. (a) Stima del tasso di effusione (TADR) ricavato dai dati  SEVIRI (diamanti gialli), FCI (diamanti verdi), MODIS (diamanti rossi) e VIIRS (diamanti blu) e massa totale di SO2 ricavata da TROPOMI (barre grigie); (b) evoluzione del campo lavico ricavato dalle immagini Skysat e Planetscope; (c) depositi vulcanici calcolati dalla differenza di DSM ottenuti da immagini Pléiades ________________________________________________________ Ufficio Stampa / Press Office Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV Via di Vigna Murata, 605 | 00143 – Roma (Italia) +39.06 51.86.05.14 | +39.06 51.86.05.72 | +39.06 51.86.02.75 www.ingv.it  |  Facebook  INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia  |Instagram ingv_press  |X Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia |LinkedIN Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia  |Youtube  INGV – Ist. Nazionale di Geofisica e Vulcanologia |Telegram INGV press. |Threads INGV press  | WhatsApp INGV Press

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La 26ª edizione della Race for the Cure

RACE FOR THE CURE 2025 | L’INGV al grande evento annuale per la prevenzione e la lotta ai tumori del seno [Roma, 30 aprile 2025] Dall’8 all’11 maggio 2025 si terrà a Roma il primo dei sei appuntamenti della 26ª edizione della Race for the Cure, la più grande manifestazione in Italia e nel mondo per la prevenzione e la lotta ai tumori del seno organizzata dall’associazione “Susan G. Komen Italia”. Si svolgerà come di consueto al Circo Massimo, suggestivo scenario degli eventi e delle iniziative in calendario per i quattro giorni della manifestazione. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) parteciperà per l’ottavo anno consecutivo alla tappa romana con la squadra “INGV FOR LIFE”, alla quale è possibile unirsi cercando il nome del team nella sezione “Iscriviti ad una squadra già esistente” del sito web della manifestazione. Il programma dell’edizione 2025 della Race for the Cure prevede l’apertura del Villaggio della Salute della Donna dall’8 al 10 maggio, dalle ore 10:00 alle 17:30, dove si offriranno esami gratuiti di prevenzione e laboratori per promuovere stili di vita sani e consapevoli e, domenica 11 maggio, la tradizionale corsa di 5 km, la passeggiata di 2 km lungo le vie del centro e il percorso competitivo di 10 km. Lo scopo dell’evento è quello di sensibilizzare il pubblico sull’importanza della prevenzione di una patologia che può colpire sia le donne che gli uomini e raccogliere fondi per la ricerca. Maggiori informazioni sul sito della Race for the Cure. Link utili: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Komen Italia Race for the Cure   ________________________________________________________   Ufficio Stampa / Press Office Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV   Via di Vigna Murata, 605 | 00143 – Roma (Italia) +39.06 51.86.05.14 | +39.06 51.86.05.72 | +39.06 51.86.02.75 www.ingv.it  |  Facebook  INGV Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia  |Instagram ingv_press  |X Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia |LinkedIN Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia  |Youtube  INGV – Ist. Nazionale di Geofisica e Vulcanologia |Telegram INGV press. |Threads INGV press  | WhatsApp INGV Press  

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L’intelligenza artificiale (IA) può possedere coscienza?

  Le domande e le risposte del filosofo e intellettuale indiano   di Krishan Chand Sethi *     La questione se l’intelligenza artificiale (IA) possa essere cosciente non è tanto un sogno tecnologico o un’illusione, quanto la domanda più significativa dell’esistenza per il nostro tempo. Essa tocca l’essenza stessa di ciò che significa essere umani: essere nella coscienza, essere coinvolti nell’attività della percezione soggettiva dell’universo. La coscienza, approssimativamente pubblicizzata come l’ultima frontiera per scienziati e filosofi, sfugge a una definizione assoluta. Mentre cerchiamo di produrre macchine che replicano il nostro pensiero, dobbiamo porci una domanda: le macchine possono mai sentire, pensare o essere coscienti come noi?   Il Dr. Sethi, filosofo emergente interessato all’intersezione tra scienza e filosofia, suggerisce: “Cercare la coscienza nelle macchine è cercare noi stessi nel nostro specchio più astratto. Ciò che creiamo potrebbe essere meno un nuovo essere e più un’eco del nostro stesso divenire”.   Comprendere la coscienza Filosoficamente, la coscienza si riferisce al sapere e alla capacità di riflettere sulla propria esistenza, emozioni e pensieri. Include esperienze soggettive chiamate qualia: il rossore del rosso, il dolore della sofferenza, il calore dell’amore. Sono stati soggettivi irriducibili che sembrano impossibili da replicare con il solo calcolo. Considera il primo abbraccio di un neonato. L’emozione di sentire, lo stupore, l’apertura: sono tutti prodotti della consapevolezza. Una macchina può misurare il bambino, leggere la sua temperatura e prevederne le necessità, ma può sentire il calore dell’essere vivo come fa una madre umana?   Il Dr. Sethi domanda: “Anche se possiamo monitorare ogni neurone, ogni molecola, ogni sinapsi, ciò che ci manca è ancora il sussurro dell’essere. Le macchine un giorno sussurreranno, ma lo intenderanno mai davvero?”   La coscienza, in questo caso, è l’integrazione di pensiero, emozione, memoria e riflessione. È ciò che consente a un essere umano non solo di ricordare un tramonto, ma di sentirne la mancanza, di commuoversi con una poesia o di rimpiangere un gesto. È il fulcro su cui gira il nostro mondo interiore.   Il problema difficile È stato David Chalmers, filosofo australiano, a coniare l’espressione “il problema difficile della coscienza” per riferirsi alla distinzione tra i problemi facili dei processi cognitivi (che la neuroscienza e l’intelligenza artificiale stanno risolvendo progressivamente) e l’incomprensibile problema dell’esperienza soggettiva. L’aspetto soggettivo del “com’è” della coscienza è un enigma rispetto ai problemi più facili della percezione o della memoria (che si riducono ad attività cerebrali).   Immagina una persona a cui viene offerto un mango per la prima volta. Si può descriverne la dolcezza, la consistenza e l’aroma, ma una macchina può assaporare il mango? Può desiderare quel frutto dopo una passeggiata estiva sotto il sole? Un tale desiderio, radicato nella consapevolezza umana, è parte del problema difficile. Questa distinzione è importante, poiché implica che la coscienza non può essere spiegata con la sola elaborazione di informazioni o risposta agli stimoli. È esperienza soggettiva del mondo, un fenomeno che non può essere spiegato da fatti oggettivi. Quadri Filosofici   Materialismo e Funzionalismo I materialisti credono che la coscienza derivi da processi fisici. Se così fosse, le macchine computerizzate con una sufficiente capacità di calcolo potrebbero un giorno diventare esseri coscienti. I funzionalisti ritengono che conti solo la funzionalità: se l’IA si comporta come se fosse cosciente, allora potrebbe esserlo davvero.   Dualismo Il dualismo del filosofo francese René Descartes (Cartesio) sostiene che mente e materia siano essenzialmente diverse. Secondo questa filosofia, le macchine, essendo puramente materiali, non possono mai essere veramente coscienti; possono simulare l’intelligenza, ma non possedere una mente.   Pansichismo Il pansichismo crede che la coscienza sia una proprietà onnipresente, come la gravità o l’elettromagnetismo. Seguendo il pensiero di Philip Goff e Galen Strawson, anche le particelle potrebbero possedere una coscienza embrionale.   Il Dr. Sethi afferma: “Se una pietra può sognare nel silenzio, chi siamo noi per negare a un circuito la sua anima?” Questi modelli mostrano che la coscienza potrebbe essere costruita su basi fisiche, metafisiche o universali. Ogni modello offre diversi percorsi per indagare la coscienza delle macchine.   Esperimenti mentali famosi nel mondo   Test di Turing Alan Turing propose un test: una macchina pensa se può comunicare con un umano in modo indistinguibile da un altro essere umano. Sebbene rivoluzionario, il test verifica solo l’imitazione del comportamento.   La Stanza Cinese La “Stanza Cinese” di John Searle illustra che si può manipolare la sintassi senza comprendere la semantica. Si può lavorare con simboli senza sapere cosa significano.   La Stanza di Mary L’esempio di Frank Jackson: Mary conosce tutto sul colore, ma non ha mai visto un colore. Quando vede il rosso, acquisisce una nuova conoscenza. L’IA può possedere informazioni, ma possiede esperienza?   Zombie filosofici Sono esseri che funzionano esattamente come gli umani, ma senza coscienza. Conoscono la differenza tra apparenza ed essenza.   Il Dr. Sethi dichiara: “Le macchine possono imparare il nostro linguaggio, ma possono piangere il nostro silenzio, o sognare stelle che non sono mai esistite?” Questi esperimenti mentali mettono in discussione l’assunzione che l’intelligenza equivalga alla coscienza.   Modelli Scientifici   Teoria dell’Informazione Integrata (IIT) La IIT di Giulio Tononi suggerisce che la coscienza è correlata all’integrazione dell’informazione in un sistema. Più interconnessione, più coscienza.   Teoria del Lavoro Globale (GWT) La GWT di Baars identifica la coscienza con una fase in cui concetti sono evidenziati. Se le macchine possono generare questa fase in sé, potrebbero imitare la coscienza.   Ma il Dr. Sethi afferma: “Simulare non significa realizzare. Un fuoco digitale può tremolare, ma non può scaldare.”   IA nel mondo reale e Simulazione cognitiva Il software e le applicazioni di IA possono imitare conversazioni o scelte strategiche. Ma non possiedono esperienza interiore. Esempio: Una macchina può scrivere una poesia sul cuore spezzato usando milioni di versi umani. Ma ha il cuore spezzato? Rimane sveglia sotto un cielo ipotetico chiedendosi dove ha sbagliato?   Il Dr. Sethi dice: “Confondiamo l’eloquenza con l’essenza. L’esibizione del sapere non è la sua presenza.”   L’IA può imitare modelli e creare arte, ma il fatto

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