Forum Internazionale Italia-Cina

ITALIA–CINA, LA ZES UNICA AL CENTRO DEL FORUM INTERNAZIONALE AL SENATO: INVESTIMENTI, INNOVAZIONE E COOPERAZIONE CON UNIDO ITPO PECHINO Il 5 novembre a Palazzo Madama confronto tra Governo, rappresentanti dell’organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale, istituzioni, esperti e protagonisti dell’economia internazionale. L’iniziativa è organizzata da Bianco Consulting su iniziativa del senatore Antonio Salvatore Trevisi. Roma, 27 ottobre 2026 – Portare la ZES Unica italiana all’attenzione degli interlocutori economici internazionali e rafforzare il dialogo tra Italia e Cina su investimenti, innovazione e sviluppo industriale sostenibile. È questo l’obiettivo del Forum Internazionale Italia–Cina 2026, in programma giovedì 5 novembre, dalle ore 9.30 alle 11.30, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, a Palazzo Madama. L’iniziativa, organizzata da Bianco Consulting su iniziativa del senatore Antonio Salvatore Trevisi, riunirà rappresentanti del Governo, personalità istituzionali, esponenti del mondo economico e imprenditoriale, professionisti della cooperazione internazionale e delegati cinesi, per approfondire le prospettive di una collaborazione capace di trasformare le opportunità di investimento in progetti concreti. Di assoluto prestigio la partecipazione di un rappresentante dell‘UNIDO ITPO Pechino, ufficio della United Nations Industrial Development Organization, agenzia specializzata delle Nazioni Unite (ONU) incaricata di promuovere uno sviluppo industriale inclusivo e sostenibile. Fondato nel 1990, l’UNIDO ITPO Beijing svolge un ruolo internazionale nella promozione degli investimenti, nel trasferimento di tecnologie, nella creazione di partenariati industriali e nel collegamento tra imprese, istituzioni e mercati. La sua rete opera per favorire nuove opportunità di cooperazione economica e tecnologica, in coerenza con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030. La partecipazione di Xin Wang, Capo del Centro di Coordinamento Regionale Settentrionale dell’UNIDO ITPO Pechino, offrirà una prospettiva internazionale sulle strategie di sviluppo, sugli investimenti e sui possibili ambiti di collaborazione tra i sistemi produttivi italiano e cinese.   LA ZES UNICA ITALIANA COME LEVA DI ATTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI Al centro della conferenza la presentazione della Zona Economica Speciale Unica italiana, strumento strategico per sostenere gli investimenti produttivi, favorire l’insediamento di nuove imprese, valorizzare le infrastrutture e rafforzare la competitività dei territori. Agevolazioni, semplificazione amministrativa, innovazione tecnologica e internazionalizzazione saranno tra i temi del confronto, con particolare attenzione alle opportunità per le imprese interessate a sviluppare iniziative industriali e commerciali in Italia. L’obiettivo è favorire un dialogo operativo tra capitale internazionale, competenze imprenditoriali e potenzialità del sistema produttivo italiano, individuando nuove sinergie nei settori strategici dell’innovazione, dell’energia, delle tecnologie avanzate e dello sviluppo sostenibile.   GOVERNO, ISTITUZIONI E PROTAGONISTI DELL’ECONOMIA INTERNAZIONALE Il programma prevede i saluti istituzionali di Massimo Dell’Utri, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e del senatore Antonio Salvatore Trevisi, componente della VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato. Previsti inoltre gli interventi del senatore Marco Scurria, vicepresidente del Gruppo Fratelli d’Italia al Senato e segretario della IV Commissione Politiche dell’Unione europea; di Angelo Deiana, presidente nazionale Confassociazioni; di Michele De Gasperis, presidente dell’Istituto Italiano OBOR; di Alfredo Carmine Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale; e di Raimondo Grassi, presidente della Commissione” Energia Sostenibile, AI e Aerospace” dell’Intergruppo Parlamentare “AI, Empowerment e Mercati Emergenti.” A introdurre e moderare i lavori saranno Angelica Bianco, CEO di Bianco Consulting, promotrice dell’organizzazione del Forum, e Ubaldo Livolsi, CEO di Livolsi & Partners, figura di riferimento nel panorama della finanza e della consulenza strategica.   IL CONFRONTO ITALIA–CINA: IMPRESE, TECNOLOGIA E COOPERAZIONE Accanto a Xin Wang interverranno Zhu Fangfang, direttore generale di Beijing Shang Innovation Co. Ltd, e Gao Shuai, presidente dell’Aseci– Associazione per lo Sviluppo Economico e Culturale Internazionale, contribuendo ad approfondire le prospettive di collaborazione tra realtà imprenditoriali italiane e cinesi. Il confronto sarà arricchito dai contributi di Manlio Guadagnuolo, segretario generale del Tecnopolo Mediterraneo, e di Alessandro De Luca, avvocato esperto in diritto internazionale, con approfondimenti sui processi di innovazione, sulle opportunità industriali e sugli aspetti giuridici connessi agli investimenti transnazionali. Il supporto linguistico sarà curato da Francesca Wang.   UN DIALOGO INTERNAZIONALE ORIENTATO AL FUTURO Il Forum si propone di contribuire alla costruzione di nuove relazioni economiche e industriali, valorizzando il ruolo dell’Italia quale interlocutore per gli investimenti e la cooperazione tecnologica e quello della Cina come partner nei processi di innovazione e sviluppo. Un appuntamento che pone al centro non soltanto le opportunità economiche, ma anche la necessità di una cooperazione internazionale fondata sulla sostenibilità, sulla condivisione delle competenze e sulla capacità di tradurre il confronto istituzionale in prospettive concrete per imprese e territori.   INFORMAZIONI E ACCREDITI STAMPA Giovedì 5 novembre 2026 | Ore 9.30–11.30 Senato della Repubblica – Sala Caduti di Nassirya Palazzo Madama, Piazza Madama 11 – Roma   Accrediti: [email protected] Fonte: Goffredo Palmerini

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AQ – XI Giornata Internazionale del Perdono

13 ottobre 2026  Il Perdono nutre il Mondo, L’Aquila ne è stata testimone con la XI Giornata internazionale di Goffredo Palmerini   L’AQUILA – Sabato 10 ottobre 2026 la XI Giornata Internazionale del Perdono ha regalato un intero giorno indimenticabile. Grande partecipazione ed emozioni intense all’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice” dell’Aquila, dove testimonianze, incontri e riflessioni hanno dato voce al valore universale del Perdono.   Dall’intervento di Daniel Lumera, ispiratore e fondatore della Giornata, alla toccante testimonianza del Prof. Izzeldin Abuelaish, medico di Gaza, nominato Ambasciatore del Perdono, dalle parole di don Francesco Fiorillo alle esperienze dei giovani dell’Associazione Rondine, fino all’incontro di Davide Simone Cavallo con gli studenti del Liceo “Cotugno” ed emozionante l’esibizione di Cella Musica, il complesso musicale che riunisce persone detenute e agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Siena.   Tra i momenti più significativi la proclamazione di L’Aquila “Città Gentile”, con la partecipazione del vicesindaco Raffaele Daniele, e la suggestiva cerimonia con la preghiera per la Pace con le bandiere di tutti i Paesi del mondo, segno di unità e speranza. Dall’Aquila un messaggio che varca ogni confine, tutti i confini: il Perdono costruisce ponti, supera le divisioni e apre nuove strade di pace.   Grande soddisfazione per lo straordinario successo della XI Giornata internazionale del Perdono a L’Aquila è stata espressa ieri dal presidente dell’associazione La Lumera ODV, Gen. Nico Caiazza, che ha ringraziato i partner aquilani One Group e L’Aquila Made In nelle persone dei relativi presidenti Francesca Pompa e Goffredo Palmerini, ma soprattutto espresso un forte ringraziamento al Comandante della Scuola, Gen. Gabriele Failla, e ai suoi collaboratori per aver consentito lo svolgimento dei lavori della XI Giornata nel prestigioso Auditorium.   Il presidente Caiazza ha inoltre ringraziato tutti i volontari che hanno lavorato senza tregua per la realizzazione dell’XI Giornata internazionale del Perdono nella città Capitale italiana della Cultura 2026, ma soprattutto a “L’Aquila capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”, così definita da papa Francesco nella sua visita pastorale alla Perdonanza del 28 agosto 2022, come ha ricordato Angelo De Nicola intervenendo ai lavori della Giornata.   Oltre 400 le persone presenti alla Giornata, che hanno seguito i lavori iniziati alle 9 del mattino e proseguiti fino alle 19 della sera, e migliaia i collegamenti da remoto di chi ha seguito i lavori attraverso il link della diretta televisiva.   La Giornata Internazionale del Perdono si conferma il tutto il suo valore come evento laico e indipendente che ha lo scopo di celebrare il perdono come strumento indispensabile per costruire un rinnovato modo di essere umani. Un’occasione per stimolare e rendere fecondo il dialogo tra personalità del mondo della cultura, della scienza, delle istituzioni e del volontariato, per la diffusione di una nuova cultura fondata sui valori di cooperazione, responsabilità, consapevolezza e condivisione dell’impegno nella promozione della pace. Dunque un contributo al confronto di rilevante significato, sul tema del perdono come valore individuale e collettivo, laico ed universale. Emozionante, infine il messaggio di ringraziamento che Izzeldin Abuelaish ha recapitato a Nico Caiazza. Il prof. Abuelaish, medico di Gaza che nel 2009 ha perso le sue tre figlie in un bombardamento, ha rifiutato l’odio e ha fatto del perdono la sua scelta di vita. Così Izzeldin Abuelaish ha scritto al Gen. Caiazza in un’email recapitata ieri.     Caro Nico, desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a te e a tutto il tuo team per avermi invitato a L’Aquila e per l’onore di tenere il discorso di apertura alla Giornata Internazionale del Perdono. Grazie per la vostra gentilezza, la vostra generosità e la straordinaria cura con cui avete reso questo incontro così significativo. Ti sono profondamente grato per avermi onorato con il riconoscimento di Ambasciatore del Perdono. Lo ricevo con umiltà e con un profondo senso di responsabilità. Per me il perdono non è soltanto una parola o un gesto simbolico. È una scelta umana difficile ma coraggiosa: rifiutare che odio e vendetta determinino il nostro futuro e lavorare per un mondo in cui prevalgano dignità, compassione e comprensione. Perdonare non significa dimenticare, negare l’ingiustizia o rinunciare alla ricerca della verità e delle responsabilità. Significa rifiutare che il dolore che ci è stato inflitto diventi la fonte di altro dolore per gli altri. Sono venuto a L’Aquila con speranza, portando con me le mie esperienze e la mia convinzione che l’umanità possa elevarsi al di sopra dell’odio. Me ne sono andato ancora più ispirato, incoraggiato e pieno di speranza, non solo per il calore e la generosità che mi avete dimostrato, ma anche per le meravigliose persone che ho incontrato. La loro motivazione, la loro apertura, il loro impegno e la loro volontà di fare una differenza positiva nel nostro mondo mi hanno toccato profondamente. Incontrare persone che non si limitano a parlare di un mondo migliore, ma sono davvero disposte a lavorare per costruirlo, mi ricorda che non siamo soli in questo cammino. Ci sono persone ovunque che credono che la compassione sia più forte dell’indifferenza, che la comprensione possa superare la divisione e che ogni essere umano abbia la responsabilità di contribuire a un mondo più pacifico e umano. La speranza diventa potente quando ispira l’azione, e il perdono acquista significato quando ci aiuta a costruire un futuro diverso. L’incontro di L’Aquila è stato un bellissimo promemoria del fatto che, nonostante la sofferenza e le divisioni che ci circondano, possiamo scegliere di unirci, riconoscere la nostra comune umanità e compiere passi concreti verso il cambiamento. Credo sinceramente che questo sia l’inizio di qualcosa di importante. Spero che possiamo continuare la nostra collaborazione, rafforzare i legami nati a L’Aquila e lavorare insieme per diffondere speranza, perdono e umanità, in particolare tra i giovani. Meritano un futuro in cui ereditino saggezza anziché odio, comprensione anziché pregiudizio, e il coraggio di costruire ponti anziché muri. Ti sarei molto grato se potessi condividere questo messaggio con tutti coloro che hanno partecipato al convegno. Voglio che sappiano quanto la loro presenza, il loro impegno

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La prevenzione del tumore al seno unisce Italia e Francia

Castrovillari supera i confini nazionali: la prevenzione del tumore al seno unisce Italia e Francia A Villiers-le-Bel, nell’area parigina, un service congiunto dei Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro e Roissy Pays de France ha promosso visite senologiche e sensibilizzazione sulla diagnosi precoce.   Dr.Luigi Postorivo, Antonio Da Costa Presidente Lions Club de Roissy Pays de France per l’anno sociale 2026/27 e Dott.Don Paolo Baratta (foto a destra); Dott.Don Paolo Baratta, Manuel Dos Santos 1° Vice-Governatore del Lions Clubs International per il Distretto Île-de-France Ouest (DM103 Francia), facente parte del Lions Club Roissy Pays de France e il Dr.Luigi Postorivo (foto a sinistra). Dalla Calabria alla regione parigina, la solidarietà Lions supera i confini e si traduce in un concreto impegno per la salute. Il 10 ottobre, a Villiers-le-Bel, in Francia, il Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro e il Lions Club Roissy Pays de France hanno promosso un service congiunto dedicato alla prevenzione del tumore al seno, con numerose visite senologiche e un’importante attività di sensibilizzazione. L’iniziativa, realizzata nell’ambito dell’anno sociale 2026/2027, è stata promossa su impulso di Jérôme Boulay, direttore sportivo, e si è svolta presso il Parc des Sports di Villiers-le-Bel, registrando un significativo successo di partecipazione. Le visite senologiche sono state effettuate dal dott. Luigi Postorivo, specialista di lunga esperienza e di riconosciuti meriti professionali in Italia e all’estero. Socio del Lions Club Castello Aragonese e primo insignito del riconoscimento Melvin Jones all’interno del club, Postorivo ha messo la propria competenza al servizio di un’iniziativa di grande valore sanitario e sociale. A rappresentare il Lions Club Castello Aragonese è stato il dott. Don Paolo Baratta, Past President e imprenditore apprezzato in Francia e non solo. Nel corso dell’incontro, Baratta è intervenuto insieme a Frédérique Dufros, assessore alle politiche sociali del Comune di Villiers-le-Bel, e a Manuel Dos Santos, primo vicegovernatore del Lions Clubs International per il Distretto Île-de-France Ouest (DM 103 Francia), appartenente al Lions Club Roissy Pays de France. I tre rappresentanti hanno richiamato, con partecipazione e convinzione, l’attenzione sull’importanza degli screening e della diagnosi precoce, strumenti fondamentali nella prevenzione e nella lotta contro il tumore al seno. Informare, sensibilizzare e favorire l’accesso ai controlli significa infatti contribuire concretamente alla tutela della salute e alla diffusione di una maggiore consapevolezza. Al di là dei risultati immediati, la giornata ha assunto un significato che supera la dimensione sanitaria. La collaborazione fra i due club ha dimostrato come la cooperazione internazionale possa tradurre i principi della solidarietà in azioni concrete, coinvolgendo professionisti, istituzioni e cittadini in un obiettivo condiviso. Il service ha così ribadito un messaggio essenziale: la prevenzione non appartiene a un singolo territorio e la salute non conosce confini geografici. Dalla Calabria alla Francia, l’impegno dei Lions testimonia che la collaborazione e il servizio alla comunità possono unire persone e realtà diverse, trasformando i valori associativi in gesti concreti a beneficio della collettività. Un’iniziativa che conferma come la solidarietà, quando si traduce in azione, parli una lingua universale. Insieme possiamo, insieme costruiamo, insieme serviamo. di Redazione

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Amerigo Vespucci – A servizio del mare da 95 anni

All’Amerigo Vespucci il COLUMBUS INTERNATIONAL AWARD X edizione VENEZIA 2026   con il patrocinio della Commissione Europea   95 anni al servizio del mare     Venezia, 03 ottobre 2026 – Giornata memorabile a Venezia per Fondazione ITALY e l’Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina Militare Italiana che viene impiegata, quasi ogni anno dalla sua entrata in attività, per l’addestramento degli allievi dell’Accademia Navale di Livorno. Una nutrita delegazione di Fondazione ITALY, guidata dal Presidente Dott. Massimiliano Ferrara, ideatore e fondatore del Premio Internazionale COLUMBUS INTERNATIONAL AWARD, ha avuto l’onore di essere accolta a bordo direttamente dal Comandante Nicasio Falica e da una rappresentanza di ufficiali, sottoufficiali, allievi e marinai dello splendido veliero che ci rende orgogliosi nel mondo. Varata il 22 febbraio 1931 presso i cantieri di Castellammare di Stabia e ribattezzata “la nave più bella del mondo” dalla portaerei americana USS Independence che la incrociò nel 1962, l’Amerigo Vespucci ha da pochi giorni completato il Tour Mondiale Nord America 2026. La Nave è salpata da Genova lo scorso 9 maggio per un itinerario di 156 giorni, durante i quali ha percorso ben 12.151 miglia nautiche, con 207 giorni di mare e 13 soste complessive, di cui 8 in porti esteri. Dopo Santa Cruz de Tenerife, Baltimora, New York, Boston, Québec City, Montréal, Ponte Delgada, Cadice, Cagliari e Napoli, l’Ambasciatrice itinerante del Made in Italy e dei valori UNESCO è giunta a Venezia, a Riva San Biasio, di fronte al Museo Storico Navale. L’Amerigo Vespucci è la nave più antica in servizio nella Marina Militare e il suo motto, Non chi comincia ma quel che persevera, attribuito a Leonardo da Vinci, ne enfatizza la perseveranza. Da oltre 30 anni è impegnata nella tutela ambientale collaborando con UNICEF e WWF e Marevivo. Per quanto suddetto e in occasione del 95° compleanno della Nave Scuola, approfittando del suo arrivo nella splendida e unica cornice della città di Venezia, il Dott. Ferrara non ha voluto mancare a questa importante ricorrenza organizzando la decima edizione del COLUMBUS INTERNATIONAL AWARD e consegnando l’ambito premio nelle mani del Comandante. Due le premiazioni: alla Nave Scuola Amerigo Vespucci, per la sezione Excellence, e al Comandante Nicasio Falica, per la sezione Amazing. Queste le importanti motivazioni: In occasione dei suoi 95 anni e dello straordinario Tour Mondiale che ne ha riaffermato il ruolo di Ambasciatrice itinerante del Made in Italy, l’Amerigo Vespucci rappresenta l’eccellenza della storia e dell’anima marittima italiana nel mondo. Vero simbolo di maestria artigianale, rigore marinaresco e tradizione millenaria, la Nave Scuola Amerigo Vespucci incarna lo spirito di esplorazione, scoperta e unione tra i popoli che fu proprio di Cristoforo Colombo. Alla guida della Nave Scuola Amerigo Vespucci, il Comandante Nicasio Falica incarna con passione lo spirito dei grandi navigatori italiani, coniugando la custodia dei valori e delle tradizioni della Marina Militare con una visione proiettata alle sfide del mondo globale. Per la straordinaria capacità di condurre con senso del dovere il fiore all’occhiello della nostra Patria nei mari del mondo, rappresentando dignitosamente l’eccellenza e il prestigio dell’Italia a livello internazionale. Il COLUMBUS INTERNATIONAL AWARD continua così la sua missione legata all’orgoglio e all’eccellenza italiana. La decima edizione è stata onorata del Patrocinio della Commissione Europea. La notizia, il giorno stesso, è stata riportata su tutti i telegiornali regionali e sulle numerose testate e siti internet gestiti dal Gruppo Netweek, oltre 60. A breve andrà in onda sul Canale nazionale 61 anche un apposito documentario con i momenti salienti della cerimonia e le interviste. L’edizione di Venezia, la decima in ordine temporale, arriva dopo un percorso internazionale che ha visto il COLUMBUS INTERNATIONAL AWARD approdare a Genova, Miami, Roma, Rio de Janeiro, Amelia e New York. A bordo, oltre al Presidente Ferrara, tra gli altri, Pasqualino Buonfiglio, Vicepresidente di Fondazione ITALY, Cristian Lochis, in rappresentanza di General Fruit e Polot 1882, Ambasciatori del Made in Italy nel mondo, il Presidente Gianfranco Sciscione del Gruppo Netweek e  il Prof. Avv. Leopoldo Rizzi. Un particolare grazie al Tenente di Vascello Barbara Orlando e al Sottotenente di Vascello Matteo Sgherri che ha illustrato alla delegazione, minuziosamente e con sincera enfasi, la vita e la storia dell’Amerigo Vespucci. Grazie a tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione per questa bellissima, e unica nel suo genere, edizione, alla Marina Militare per i vari permessi concessi, grazie a tutto l’equipaggio per l’accoglienza e grazie a Andrea Castello e a Fabio Chiavassa. L’evento è stato realizzato con il supporto di General Fruit, AdviceTourism – il Primo Portale Turistico Internazionale Senza Commissioni, Bottega Branca, COLUMBUS SPRITZ e Polot 1882 e grazie a FERRARA – events & communication e UNITED International Media Partners, Canale Internazionale di Comunicazione e Informazione che raggruppa vari Media Partners Internazionali. I premi, bellissimi piatti artigianali in ceramica personalizzati e ritraenti il logo del COLUMBUS INTERNATIONAL AWARD, sono stati realizzati da Bottega Branca – Creazioni in Ceramica, grazie alla maestria di Agostino Branca, e sono l’espressione dell’eccellenza italiana e del Made in Italy. Oltre ai piatti sono stati consegnati i Certificati Premio, su cornice oro antichizzato con inserzioni di corde marinare, e il Comandante in capo Falica è stato omaggiato, direttamente dalle mani del Direttore Commerciale e Commercio Estero di General Fruit, Cristian Lochis, con il primo cofanetto del COLUMBUS COLLECTION. Si tratta di un bellissimo cofanetto in legno contenente una collezione di 3 bottiglie che richiamano il Tricolore e a ciascun colore è stato assegnato il nome delle 3 famose caravelle del viaggio di Cristoforo Colombo: la Niña, la Pinta e la Santa Maria. Sono preparati analcolici pronti per sposarsi con l’incluso “Prosecco analcolico” o con un normale Prosecco. L’idea nasce dal Premio Internazionale, dalla visione del Presidente Ferrara e del Vicepresidente Buonfiglio: una bevanda che nel suo gusto sappia completamente d’Italia, di sapori italiani e di orgoglio italiano. E’ così nata la collaborazione con l’azienda General Fruit, leader nel mondo nel proprio settore. Nei primissimi mesi del 2027 un’ulteriore novità verrà lanciata sempre in tema COLUMBUS, gusto italiano, eccellenza italiana, orgoglio italiano. Per

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AQ – Giornata internazionale del Perdono 2026

DANIEL LUMERA PORTA A L’AQUILA L’UNDICESIMA GIORNATA INTERNAZIONALE DEL PERDONO Il 10 ottobre “Il Perdono nutre il mondo”: testimonianze internazionali, giustizia, giovani, laboratori esperienziali e dialoghi per una giornata dedicata a pace, guarigione, integrità personale e collettiva   L’AQUILA – Daniel Lumera, biologo naturalista, docente e scrittore, esperto internazionale di benessere e qualità della vita, ha scelto L’Aquila come luogo privilegiato per l’11ª Giornata Internazionale del Perdono, evento da lui ideato e voluto, organizzato da La Lumera ODV e co-organizzato dalla Fraternità del Monastero San Magno, One Group e L’Aquila Made In. L’appuntamento è per sabato 10 ottobre 2026 all’Auditorium della Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice”, a Coppito. Una scelta che assume un significato particolare proprio all’Aquila, città nella quale la cultura del Perdono affonda le proprie radici nella storia e continua a rappresentare un patrimonio capace di parlare al presente. L’edizione 2026 avrà come titolo e filo conduttore “Il Perdono nutre il mondo, come il Summit Nazionale promosso dal 2023 da One Group.  Una comunanza di intenti che unisce i due percorsi e contribuisce a rafforzare il ruolo dell’Aquila come città del Perdono, del dialogo e della riconciliazione. Una Giornata che mette al centro il Perdono non come concetto astratto, ma come esperienza capace di interrogare la vita personale e collettiva attraverso testimonianze, dialoghi, giustizia, giovani, pratiche esperienziali e musica. Daniel Lumera, don Francesco Fiorillo e la testimonianza di Izzeldin Abuelaish La Giornata prenderà il via alle 8.30 con l’accoglienza degli ospiti. Alle 9.00 l’apertura dei lavori con gli interventi del Vice Sindaco dell’Aquila Raffaele Daniele, del Presidente di La Lumera ODV Nico Caiazza, del Presidente di L’Aquila Made In Goffredo Palmerini, della Presidente di One Group Francesca Pompa e del giornalista e scrittore Angelo De Nicola. Dalle 9.30 Daniel Lumera e don Francesco Fiorillo, sacerdote e custode del Monastero San Magno di Fondi, saranno protagonisti del dialogo “Il Perdono nutre il mondo”. Tra le testimonianze più significative della mattinata, quella internazionale del Prof. Dr. Izzeldin Abuelaish, medico, autore, accademico, ricercatore e umanitario palestinese-canadese, conosciuto come “il medico di Gaza”, autore del libro “Non odierò”. Dopo aver perso tre figlie in un bombardamento, Abuelaish ha trasformato la tragedia personale in un impegno globale per sradicare l’odio e promuovere la pace. Il tema del Perdono incontrerà anche quello della giustizia, con una tavola rotonda alla quale prenderanno parte persone detenute e una direttrice di carcere. Il Perdono diventa esperienza Dopo la pausa e il light lunch su prenotazione, il programma riprenderà alle 14.30 con i laboratori di pratiche condotti da Manuela Zavan e Serena Porciani, formatrici della Scuola Internazionale del Perdono (ISF). Il pomeriggio darà ampio spazio alle nuove generazioni attraverso il dialogo con i giovani del Liceo Classico Cotugno dell’Aquila e l’esposizione dei loro lavori, il confronto con gli studenti internazionali dell’Associazione Rondine e l’intervista a Davide Simone Cavallo e studenti liceali, dal titolo “Perdono e futuro, la generazione zeta insegna a ricostruire”. A intrecciare Perdono, giustizia e linguaggio musicale sarà inoltre il concerto di “Cella Musica”, gruppo composto da detenuti e agenti della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Siena. I giovani protagonisti dell’edizione 2026 Il coinvolgimento attivo degli studenti del territorio rappresenta uno degli elementi innovativi di questa 11ª edizione. Gli studenti del Convitto Nazionale Cotugno e della Cittadella della Pace saranno coinvolti in un percorso educativo sul Perdono dedicato ai temi della pace, della responsabilità e della riconciliazione, attraverso attività introduttive alla meditazione, produzione creativa e partecipazione attiva, anche alla sfilata delle bandiere di tutte le nazioni. Gli studenti presenteranno inoltre un contributo originale durante la Giornata e ad alcuni di loro sarà offerta la possibilità di partecipare come volontari all’evento. Un modo per affidare alle nuove generazioni non soltanto il ruolo di spettatori, ma uno spazio attivo all’interno di un percorso di cambiamento culturale. “L’Aquila Città gentile” e una cerimonia per la pace nel mondo La Giornata si concluderà, dalle 18.30 alle 19.00, con due momenti dal forte valore simbolico: la proclamazione di “L’Aquila Città gentile” e la cerimonia di preghiera per la pace nel mondo, accompagnata dalla sfilata delle bandiere di tutte le nazioni a cura di May Peace Prevail On Earth International. Una conclusione che riporta al significato più ampio dell’11ª Giornata Internazionale del Perdono: trasformare il Perdono in una possibilità concreta di incontro, responsabilità e riconciliazione, capace di attraversare persone, generazioni e comunità. Informazioni 11ª Giornata Internazionale del Perdono – “Il Perdono nutre il mondo” Sabato 10 ottobre 2026 – dalle ore 8.30 Auditorium Scuola Sottufficiali Guardia di Finanza “Vincenzo Giudice” Viale delle Fiamme Gialle, 20 – Coppito (AQ) La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. L’evento sarà trasmesso anche in diretta streaming sul canale YouTube ufficiale de La Lumera ODV. Fonte Goffredo Palmerini Inviato da Francesca Pompa

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Quando la storia passa per una strada

Castrovillari e i suoi figli illustri: la figura di Nicola Baratta, medico, filosofo e patriota, raccontata da Don Paolo Baratta   Ci sono strade che portano semplicemente da un punto all’altro della città e altre che, oltre a condurre da qualche parte, raccontano una storia. È il caso della strada intitolata a Nicola Baratta, illustre concittadino di Castrovillari, medico, filosofo e patriota, figura di straordinaria cultura e di non comune rigore civile. Riscoprire uomini come Baratta significa, in fondo, riaprire una pagina della storia della propria comunità. Una storia che non vive soltanto nei grandi avvenimenti e nei nomi consegnati ai manuali, ma anche nelle intelligenze che, spesso lontano dai riflettori, hanno saputo lasciare un segno nel proprio tempo. La sua vicenda attraversa medicina, filosofia, storia, scienza e impegno civile, in un’epoca nella quale il sapere non amava ancora essere rinchiuso in compartimenti stagni. Baratta studiava, osservava, confrontava e soprattutto cercava di comprendere: qualità che, allora come oggi, non sembrano affatto fuori moda. A riportarne alla memoria la figura è Paolo Baratta, che propone questi cenni storici dedicati a un concittadino al quale Castrovillari ha giustamente riservato un luogo nella propria toponomastica. Ma una targa stradale, per quanto importante, non basta a raccontare un uomo. Ed è proprio per questo che vale la pena fermarsi qualche minuto, idealmente, davanti a quella strada e lasciarsi accompagnare nella storia di Nicola Baratta, uomo di scienza, di pensiero e di patria, che seppe fare della cultura non un ornamento personale, ma uno strumento al servizio degli altri. E forse è questa la lezione più curiosa che ci lascia la storia: alcuni uomini finiscono nei libri; altri, più modestamente, nelle targhe stradali. Ma quando dietro una targa c’è una vita come quella di Nicola Baratta, vale la pena ricordare che non stiamo semplicemente indicando un indirizzo. Stiamo indicando una memoria.   STORIA DI CASTROVILLARI E DEI SUOI FIGLI. di Paolo Baratta 🔴 CENNI STORICI SULL’ ILLUSTRE CONCITTADINO N.H. NICOLA BARATTA MEDICO FILOSOFO E PATRIOTA A CUI GLI È STATA DEDICATA UNA STRADA NELLA CITTADINA DI CASTROVILLARI. 🔴 NICOLA BARATTA, figlio di Dionisio e di Rosa Gallo, nato il 15 aprile 1773, fu quello che superò tutti ed è rimasto ancora insuperato. Pronto e vivace d’ ingegno, compì i primi studi sotto il padre Rossi ed il sacerdote Andreassi lo studio della lingua latina e della filosofia, ed ancor giovanetto svolgeva in pubblico esperimento l’ intero corso filosofico di Condillac. Avviato nella scienza medica prima dal padre, si recò poscia ‘per perfezionarla in Napoli, dove ebbe l’avventura di studiare anatomia con Cotugno, fisiologia e patologia con l’ eloquente Sementini, e clinica con Domenico Cirillo. A 21 anni, compiuti due corsi di medicina, ed ottenuta la laurea nella famosa Scuola Salernitana, tornò in patria, donde pei già narrati avvenimenti, fu costretto a fuggire prima in Napoli, e quindi a Roma. Quivi divenne discepolo ed amico di Flaiani ed Astrubali, vide e conobbe Monti, Botta, Winkelman, che gli schiusero la fonte della storia e delle arti, ed acquistò quella vasta comprensione e quella sintesi estesa, sue doti principali. Rientrato in patria coi francesi nel 1806, davasi alacremente all’esercizio di sua professione, e nell’ intento di giovare gl’ infermi e studiar la natura dei morbi, era assiduo, istancabile ed eguale con tutti; nè mai, mosso da interesse o da umani riguardi, lo si vedeva frequentare più il tugurio del povero che il palagio del ricco. Grande filosofo, non si fermava mai ai fatti; ma risaliva sempre alle cagioni ed alle leggi universali. Conoscitore di tutti i sistemi di medicina, paragonava i vecchi ai nuovi, li vagliava, li giudicava e ne sceglieva la parte migliore, per cui si formò un metodo facile, semplice e sicuro. Premuroso di diffondere in altri la luce della scienza, dettò per parecchi anni alla gioventù studiosa le dottrine dei sommi della medicina e le sue, con quell’ arte che sa rendere più intelligibili e facili le materie più astruse, èd esprimere col minor numero di parole il maggior numero d’ idee. Quando la professione non lo chiamava al letto dell’ ammalato o alla privata cattedra, passava gl’ interi giorni e le notti a studiare e meditare le opere dei classici, e, di mente enciclopedica, divenne profondo nella filosofia, nella storia e nella matematica, senza che gli rimanessero estranee le amene lettere e la poesia. Chiamato più volte a servir la sua patria in tempi difficilissimi, lo fece con quel zelo, disinteresse ed amore che tanto lo distinguevano, e nel 1806 fu, come abbiamo detto, deputato del Buon Governo, nel 1811 membro del Consiglio generale di Calabria Citra, e nel 1819 membro del Consiglio distrettuale di Castrovillari. Il governo francese voleva ad ogni costo affidargli la carica di sottintendente; ma fu impossibile determinarlo ad accettare. Accettò invece quelle, che, senza nulla fruttargli, gli davano campo a rendersi utile agli altri; e nel 1811 fu nominato socio corrispondente della Società Agraria di Calabria Citra, nel 1812 socio corrispondente e nel 1817 socio onorario della Società economica della stessa provincia, nel 1813 presidente del Giuri di esami pel distretto di Castrovillari, e nel 1817 ispettore delle scuole primarie del medesimo distretto. Cessò di vivere il 16 gennaio 1859, alla vigilia di quel risorgimento italiano, che egli aveva tanto ed invano sospirato. La sua patria, che gli prestava una specie di culto, in molte evenienze non può che ricordarsi sempre di sì grand’ uomo. Lasciò scritte gran numero di opere tra complete ed incomplete, ma nessuna fu data alle stampe. Fra esse citeremo solo le seguenti: 1. Saggi, pensieri ed osservazioni di letteratura, critica, storia, fisica e medicina (1807). 2. Saggio di medicina pratica (1845). 3. Trattato sulle malattie croniche. 4. Compendio del libro del sig. Desault sulle malattie orinarie e riflessioni dell’ autore. 5. Trattato di Geologia. 6. Storia filosofica e politica di tutte le nazioni (incompleta). 7. Appunti sulla storia della letteratura italiana antica e moderna. 8. Memorie per la descrizione fisicoto-pografica del Distretto di Castrovillari. Esse si conservano dal nipote Dionisio Baratta; e, per

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Quarto Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”

Il Perdono apre al futuro: dal Summit dell’Aquila una riflessione sulla libertà dei giovani e sulla responsabilità degli adulti     Grande partecipazione al 4° Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”. Filosofi, sociologi, educatori, comunicatori, professionisti e uno straordinario testimone in un confronto su perdono, libertà di scegliere e responsabilità degli adulti.   L’AQUILA – Interpretare lo spirito della Perdonanza significa custodirne le radici e, allo stesso tempo, portarne il messaggio nel presente, facendolo dialogare con le domande del nostro tempo. È questa la direzione che ha segnato la IV edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, promosso e organizzato da One Group e L’Aquila Made In, che sabato 29 agosto ha registrato al Teatro San Filippo una grande partecipazione di pubblico intorno al tema “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere”. Ideato da Francesca Pompa, art director del Summit, l’incontro è stato introdotto da Angelo De Nicola e moderato dalla stessa Pompa. Ad aprire i lavori i saluti istituzionali di Manuela Tursini, assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, del Prefetto dell’Aquila Vito Cusumano e di Goffredo Palmerini, presidente dell’associazione L’Aquila Made In.   Significativo il riconoscimento istituzionale giunto al Summit attraverso il messaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nel suo saluto la Presidente Meloni ha sottolineato come il Summit “impreziosisca il programma della 732ª Perdonanza Celestiniana”, richiamando il percorso dell’Aquila quale laboratorio di rinascita, innovazione e futuro. La Presidente del Consiglio ha inoltre ricordato la “missione speciale” affidata alla città dalle parole di Papa Francesco: tenere vivo il dono di Celestino V e promuovere, in un tempo attraversato da crisi e polarizzazioni, la forza del perdono e il messaggio universale della riconciliazione.   I giovani sono stati al centro del Summit, ma attraverso una prospettiva precisa: interrogare soprattutto il mondo degli adulti. Quale mondo stiamo consegnando alle nuove generazioni? Quali esempi e modelli proponiamo? Quanto spazio siamo realmente capaci di lasciare alla loro libertà?   Su queste domande si sono confrontate voci e sensibilità diverse. Francesco Giorgino ha analizzato il perdono nella società individualizzata; Michelangelo Tagliaferri il rapporto tra verità, memoria, etica e Perdonanza; Massimo Cacciari il legame tra perdono, libertà e futuro; Diego Fusaro il dono come possibilità di liberarsi dalla logica dell’utile e dello scambio.   Alla riflessione si sono affiancate le esperienze: Davide Simone Cavallo, con “Non odio”, ha raccontato la scelta di non lasciare all’odio l’ultima parola sulla propria storia, confrontandosi con un quindicenne  che ha portato direttamente nel Summit le domande dei giovani. Carmina Gallucci ha affrontato il dubbio come ponte verso il perdono, affidando anche alla musica, con “Sospesi ma vivi”, parte del proprio messaggio; Valeria Pompili ha indagato il perdono come possibilità di trasformazione e libertà. Remo Lucchi ha riportato l’attenzione sulla responsabilità educativa degli adulti nell’accompagnare i giovani verso scelte libere e consapevoli, mentre Dario Bolis ha sottolineato la necessità non di scegliere il futuro al posto dei giovani, ma di porli nelle condizioni di poterlo scegliere.   Pensieri ed esperienze differenti che non hanno cercato di offrire una risposta definitiva alla domanda “Il Perdono apre al futuro?”, ma hanno fatto emergere una consapevolezza: la libertà dei giovani non riguarda soltanto le scelte che sapranno compiere, ma anche ciò che gli adulti consegnano loro e lo spazio che sono capaci di lasciare alle loro domande, ai loro errori e alla possibilità di trovare la propria strada. È qui che perdono, libertà e futuro possono incontrarsi. Il perdono non cancella il passato. Può però impedire che il passato abbia sempre l’ultima parola e aprire al futuro quando ciascuno ritrova la libertà di scegliere. È questa una delle riflessioni che la quarta edizione del Summit “Il Perdono Nutre il Mondo” consegna alla città e alla Perdonanza: continuare ad interrogare il perdono e la sua attualità, facendone una cultura viva, contemporanea e capace di futuro.   Il Summit ha ricevuto il patrocinio della Regione Abruzzo e del Comune dell’Aquila. Organizzato e sostenuto principalmente da One Group e L’Aquila Made In, ha ricevuto un contributo dal Comune dell’Aquila, dalla Fondazione Carispaq, da SODIFA e SE.RA. Centro Studi del Conflitto, con LAQTV come media partner.     Fonte: Goffredo Palmerini

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Il Perdono apre al futuro

24 agosto 2026   A L’Aquila il Summit che parla ai giovani e alla coscienza del nostro tempo   di Goffredo Palmerini     L’AQUILA – Ci sono parole che non appartengono soltanto alla storia, appartengono alla vita. Il perdono è una di queste. E L’Aquila, che da sette secoli custodisce il dono di Celestino V, torna anche quest’anno a interrogare il mondo con la sua voce antica e sempre nuova. Il 29 agosto, nel cuore della 732ª Perdonanza Celestiniana, il Teatro San Filippo – rinato dopo le ferite del sisma del 2009 – accoglierà la quarta edizione del Summit nazionale “Il Perdono nutre il Mondo”, dedicato al tema: “Il Perdono apre al futuro? I giovani e la libertà di scegliere.” Un titolo che è già una domanda. Una domanda che non riguarda solo i giovani, ma tutti noi. Gli adulti, le Istituzioni, le comunità. Una domanda che attraversa il nostro tempo, segnato da guerre, violenze, crisi globali, smarrimenti generazionali. Una domanda che chiede ascolto, responsabilità, visione.   Il Summit nasce da un’intuizione semplice e radicale. Il perdono non è un gesto che riguarda il passato, ma una prospettiva che apre al futuro. Non è un valore da celebrare in astratto, ma un modo di guardare la vita, la memoria, la responsabilità, la libertà. Come annota Francesca Pompa, ideatrice e art director del Summit, il perdono non è una risposta facile: è un cammino. Un cammino che chiede di interrogare ciò che siamo, ciò che abbiamo ereditato, ciò che vogliamo diventare. Un cammino che riguarda soprattutto i giovani, chiamati a scegliere la propria strada in un mondo che offre opportunità immense, ma anche pressioni enormi, ansie, contraddizioni, fragilità.   Il Summit si svilupperà lungo tre assi – Comprendere, Perdonare, Scegliere – affidati a voci diverse, generazioni diverse, sensibilità diverse. Sul palco del Teatro San Filippo si alterneranno filosofi, sociologi, educatori, comunicatori, giovani: Michelangelo Tagliaferri, Diego Fusaro, Massimo Cacciari, Francesco Giorgino, Remo Lucchi, Valeria Pompili, Carmina Gallucci, Dario Bolis, Davide Simone Cavallo e il giovane Alessio Ciocca. Ognuno porterà una domanda, una visione, una riflessione, una ferita, una testimonianza, una possibilità, una proposta. Ognuno offrirà un frammento di futuro. Perché il perdono, prima di essere un gesto, è un linguaggio. E il futuro, prima di essere un tempo, è una scelta.   Il 28 agosto 2022, aprendo la Porta Santa della Basilica di Collemaggio, Papa Francesco ha definito L’Aquila “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”. Non un blasone da mostrare, ma una responsabilità da vivere. Una responsabilità che nasce dal dono di Celestino V, la Perdonanza, il primo giubileo della storia, concesso il 29 agosto 1294 all’atto della sua incoronazione a pontefice proprio a L’Aquila, in quella stessa basilica che egli aveva fatto costruire nel 1275, dopo essersi fermato a Collemaggio di ritorno dal Concilio di Lione. Dal 1294 ogni anno, e per 732 anni, la città apre la Porta Santa di Collemaggio e offre al mondo un messaggio che attraversa i secoli, così come sancito nella Bolla della Perdonanza.   «Celestino Vescovo servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che prenderanno visione di questa lettera, salute e apostolica benedizione. Tra le feste solenni che ricordano i santi è da annoverare tra le più importanti quella di San Giovanni Battista in quanto questi, pur provenendo dal grembo di una madre sterile per vecchiezza, tuttavia fu ricolmo di virtù e fonte abbondante di sacri doni, fu voce degli Apostoli, avendo concluso il ciclo dei profeti, ed annunziò la presenza di Cristo in terra mediante l’annuncio del Verbo e miracolose indicazioni, annunziò quel Cristo che fu luce nella nebbia del mondo e delle tenebre dell’ignoranza che avvolgevano la terra, per cui per il Battista seguì il glorioso martirio, misteriosamente imposto dall’arbitrio di una donna impudica in virtù del compito affidatole. Noi, che nel giorno della decollazione di San Giovanni, nella chiesa benedettina di Santa Maria di Collemaggio in Aquila ricevemmo sul nostro capo la tiara, desideriamo che con ancor più venerazione tal Santo venga onorato mediante inni, canti religiosi e devote preghiere dei fedeli. Affinché, dunque, in questa chiesa la festività della decollazione di San Giovanni sia esaltata con segnalate cerimonie e sia celebrata con il concorso devoto del popolo di Dio, e tanto più devotamente e fervidamente lo sia quanto più in tale chiesa la supplice richiesta di coloro che cercano Dio troveranno tesori della Chiesa che risplendono dei doni spirituali che gioveranno nella futura vita, forti della misericordia di Dio onnipotente e dell’autorità dei suoi apostoli SS. Pietro e Paolo, in ogni ricorrenza annuale della festività assolviamo dalla colpa e dalla pena, conseguenti a tutti i loro peccati commessi sin dal Battesimo, quanti sinceramente pentiti e confessati saranno entrati nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio dai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività. Dato in Aquila, 29 settembre, nell’anno primo del nostro pontificato».   L’indulgenza plenaria con il perdono divino ricevuto, che impegna ciascuno a perdonare ogni uomo o donna del suo prossimo. Dunque la riconciliazione è possibile. La pace è possibile. La libertà interiore è possibile. Il Summit nasce per rendere vivo questo messaggio, per contribuire a tradurlo nella contemporaneità, per portarlo dentro le tensioni del nostro tempo presente. Sicché essere un luogo dello spirito, per L’Aquila, non è un privilegio, ma un compito, una missione ineludibile nell’attualizzare il lascito spirituale e civile della Perdonanza, aprendolo al mondo, all’intera umanità.   Quest’anno il Summit entra nel Festival delle Risonanze, il nuovo contenitore culturale della Perdonanza. E si svolge per la prima volta nel Teatro San Filippo, restituito di recente alla città dopo il prezioso restauro dai danni del terremoto del 6 aprile 2009. Un luogo che ha conosciuto la fragilità e la rinascita. Un luogo che accoglie parole e linguaggi diversi, perché possano risuonare e lasciare una traccia. Un luogo che, come la città, sa che il perdono non è un gesto di debolezza, ma un atto di forza e di misericordia.   Viviamo

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Eventi settembrini a Montalto Uffugo

KHAOS – FESTIVAL FILOSOFICO NEL SAGRATO Montalto Uffugo, La Spoleto del Sud – Sagrato di San Francesco     ACCADEMIA MONTALTINA DEGLI INCULTI – AD 1601 Habilis Natura Soli Presidente: Dr. Luciano Romeo KHAOS – FESTIVAL FILOSOFICO NEL SAGRATO Montalto Uffugo, La Spoleto del Sud – Sagrato di San Francesco L’ACCADEMIA CELEBRA IL TRENTACINQUENNALE 1991-2026 DI MIMMO LEONETTI E RIVENDICA IL PATRIMONIO ECCLESIALE MONTALTINO COME LUOGO FILOSOFICO L’Accademia Montaltina degli Inculti – AD 1601, presieduta dal Dr. Luciano Romeo, comunica che la prima edizione di KHAOS – Festival Filosofico nel Sagrato si terrà a Montalto Uffugo presso il Sagrato di San Francesco, quale Atto libero dell’Accademia, senza patrocini. Il Festival è indetto in occasione del Trentacinquennale della Saggistica Indipendente (1991-2026) di Mimmo Leonetti – 35 anni di ricerca, riflessione, libero pensiero, al quale l’Accademia conferirà pergamena di riconoscimento. In sede di presentazione del Festival, il Presidente dell’Accademia, Dr. Luciano Romeo, ha inteso sottolineare il valore filosofico e culturale del contesto scelto. DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DR. LUCIANO ROMEO “Abbiamo scelto il Sagrato di San Francesco non per comodità logistica, ma per necessità filosofica. Il sagrato è il luogo del Khaos: è il margine tra il sacro e il civile, tra il chiostro e la piazza. E Montalto Uffugo custodisce, in questo senso, un patrimonio culturale di grande pregio, che va ben oltre ciò che già si sa. La Chiesa del Carmine, come quella di San Francesco, vulgo della Annunziata, ma anche quella di San Domenico, detengono un patrimonio culturale di grande pregio, a parte quelle cose che si sanno già. A questo si aggiunge la Chiesa di Santa Chiara con annesso Monastero, che al suo interno contiene una pala d’altare di grande prestigio, frutto di artisti napoletani, all’interno della quale sono pure state trovate delle reliquie di San Francesco di Paola. E mentre vi erano le educande, nel 1800 circa, il Della Cananea vi dedicò il romanzo Amina. Non sono solo chiese. Sono archivi di pensiero, di arte, di mistica civile. Sono il luogo dove il libero pensiero degli Inculti è nato nel 1601. È lì che dobbiamo tornare a fare filosofia”. IL FESTIVAL KHAOS non intende quindi essere una semplice rassegna di conferenze, ma un atto di restituzione: riportare la filosofia nei luoghi che l’hanno generata. L’epigrafe scelta per l’edizione 2026, tratta dalla riflessione di Mimmo Leonetti, ne riassume il senso: “…non perché racconti il passato, ma perché indica una direzione…” Il passato di cui parla Romeo – le pale napoletane, le reliquie del Paolano, le educande dell’Ottocento, il romanzo Amina di Della Cananea – non vale come nostalgia, ma come indicazione di una direzione culturale che Montalto, La Spoleto del Sud, può tornare ad indicare all’intera Calabria Fonte: Mimmo Leonetti

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