Palmerini – Repotage dagli States

REPORTAGE DAGLI STATES: LE GIORNATE A NEW YORK E QUELLE IN TEXAS Racconto di viaggio di un gruppo di studenti universitari dell’Aquila e del loro parroco don Federico   di Goffredo Palmerini                     L’AQUILA – Settembre, andiamo, è tempo di migrare! Siamo infatti andati dall’Aquila, da dove iniziava il Tratturo Magno, ma non verso il Tavoliere pugliese dove per secoli hanno migrato i nostri pastori e le loro greggi percorrendo “un erbal fiume silente”, come l’immaginifica creatività di D’Annunzio poetava. Siamo andati invece in America, trasvolando l’oceano, in una migrazione di appena due settimane (dal 10 al 24 settembre), non certo come di quelle sui bastimenti che tanti italiani hanno affrontato nella Grande Emigrazione, ma con un comodo volo di 9 ore da Roma a New York. Undici studenti universitari aquilani e fuori sede, un gruppo simbolico in rappresentanza dei tanti giovani che frequentano la Parrocchia Universitaria “San Giuseppe Artigiano” dell’Aquila, insieme alla loro guida spirituale, il parroco don Federico Palmerini, hanno voluto fare questa esperienza per conoscere direttamente il fenomeno migratorio riguardante una tra le rotte più seguite dalla nostra emigrazione, dopo quelle del Brasile e dell’Argentina, appunto gli Stati Uniti, dove le varie generazioni degli emigrati italiani con gli italo-discendenti costituiscono oggi una cospicua comunità di oltre 18 milioni di oriundi. Una comunità che dopo le sofferenze ed i pregiudizi patiti all’inizio delle due ondate migratorie nei due secoli precedenti ha saputo riscattarsi ed affermarsi in tutti i campi, conquistando stima e prestigio, insieme al rispetto della società americana. Traguardi di successo, costati prove durissime alle generazioni precedenti, che oggi sono talmente evidenti da trovare consacrazione, come tra alcuni giorni accadrà, negli eventi del Columbus Day, in tutti gli States ma soprattutto a New York, nella celebre Parata sulla Quinta Avenue, dove ogni anno si palesa la più grande manifestazione dell’orgoglio italiano in America.   La missione negli Stati Uniti del gruppo universitario dell’Aquila si è dispiegata in 6 giorni nella Grande Mela e gli altri 8 in Texas. Gli undici studenti universitari (Matteo, dell’Aquila; Matteo, Mattia, Giuseppe e Corrado di Vasto; ⁠Monica di Montesilvano; ⁠Cornelia di Pordenone; ⁠Mattia, Luca e Margherita di Torino; ⁠Giacomo di Chieti) e il loro parroco don Federico hanno chiesto a chi scrive di accompagnarli, almeno a New York, anche per promuovere e organizzare qualche incontro significativo che li avvicinasse al tema dell’emigrazione. Ho accettato di buon grado, anticipando questa volta a settembre l’annuale visita d’ottobre a New York o in altre città degli States, perché mese celebrativo della cultura italiana. Siamo così partiti ed arrivati quasi alla stessa ora, loro con un volo Delta, chi scrive con ITA. Questo reportage esce alcuni giorni dopo il loro rientro, giusto il tempo di raccogliere appunti del viaggio e le loro emozioni, se possono interessare qualche lettore. La prima settimana a New York la racconto in prima persona, avendola vissuta quasi del tutto insieme al gruppo. Il 15 settembre, mentre loro volavano a Houston, chi scrive rientrava in Italia per un impegno culturale a Gorizia, dove il 19 settembre si sarebbe tenuto il Premio internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo”. La settimana in Texas è invece il racconto “de relato”, attraverso le annotazioni e le esperienze vissute dal gruppo, riportate a mo’ di diario di viaggio da don Federico. Ecco dunque, giorno per giorno, il racconto della missione in America.   Mercoledì 10 settembre, intorno alle 14 l’arrivo al JFK Airport. Grande fila agli sportelli dell’immigrazione, un’ora e mezza per le pratiche d’ingresso. Il gruppo dei dodici vanno in metro verso il loro alloggio, a East Harlem, presso il convento Our Lady of Mount Carmel, una buona sistemazione, trovata dopo diversi altri tentativi grazie alla segnalazione di don Luigi Portarulo, uno dei sacerdoti della Cattedrale di St. Patrick. Per chi scrive è stato meno agevole l’arrivo al 145W della 55^ Strada, per via dei lavori in corso sull’autostrada d’accesso all’aeroporto, due ore abbondanti di taxi. All’arrivo l’abbraccio di Piero Picozzi, mio ospite e fraterno amico, con il quale condivido l’amicizia affettuosa verso Mario Fratti, il grande drammaturgo d’origine aquilana scomparso due anni fa, ed ora la custodia della sua memoria. Piero mi ha aspettato sulla porta fino al mio arrivo, rinviando un appuntamento di lavoro, segno di premura e di amicizia davvero commendevole che mi commuove. Mi dà le chiavi della casa e va al suo appuntamento. Lascio in casa il mio bagaglio e subito approfitto per una passeggiata rilassante tra il verde e l’ombra del Central Park, animato come sempre di varia umanità. Ristora camminare per il parco, il cuore verde di New York che ti fa subito immergere nell’atmosfera della città e delle sue innumerevoli stimolazioni.   Giovedì 11 settembre. Nella mattinata il gruppo dei dodici sceglie la suggestiva passeggiata sull’High Line, la vecchia ferrovia di New York diventata un parco lineare sopraelevato che si snoda per circa tre chilometri tra il Meatpacking District, Chelsea e l’Hudson Yards, un’attrazione unica per aree verdi e scorci panoramici sulla città. Nel pomeriggio, alle 14:30, l’incontro con Domenico Accili, medico endocrinologo, professore ordinario della Columbia University. Lo avevo concordato con lui più di due mesi fa, in ragione dei suoi molteplici suoi impegni. Arriviamo con qualche minuto d’anticipo al Centro di ricerca dove ci aspetta. Il prof. Accili, aquilano d’origine – per essere amico di famiglia lo chiamo confidenzialmente Mimmo – ci accoglie con grande cordialità. In una sala riunioni ha fatto preparare per noi un buffet di dolci, caffè e bevande. Poi, chiesto ai giovani città d’origine e le facoltà dove seguono gli studi a L’Aquila, Mimmo ci racconta la sua storia professionale e la sua particolare “emigrazione” negli Stati Uniti. Laureato all’Università Cattolica di Roma, ha seguito presso il Policlinico Gemelli la formazione in Medicina interna. Venuto negli Stati Uniti con una borsa di studio Fogarty presso l’Istituto nazionale del diabete e delle malattie renali digestive di Bethesda, nel Maryland, è diventato direttore della Sezione Genetica e azione ormonale del prestigioso National Institutes of Health.

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Il beato Angelo da Furci

Lo spirito dottrinale, liturgico e pastorale dell’agostiniano abruzzese precorse di sette secoli le statuizioni del Concilio Vaticano II voluto da Papa Giovanni XXIII   di Gabriella Izzi Benedetti *     In un’epoca come l’attuale dal clima contraddittorio, tra rifiuto, o scetticismo, verso la spiritualità, l’etica, la cultura e contraddistinto, di contro, dall’esigenza del recupero di una visione alta di valori morali, formativi, rinnovamento sociale, capita che figure percepite come icone racchiuse in lontananze inconciliabili con l’humus corrente, si rivelino in tutta la loro attualità e acquisiscano valore propedeutico. A questo esercito di remoti e lungimiranti personaggi appartiene il beato Angelo da Furci che da tempo avrebbe dovuto accedere a un’intestazione di santità e con essa a un carisma diverso nell’approccio ideale con i fedeli. Nei secoli, dai più remoti, la storia è in buona parte fatta non da eserciti, rivendicazioni territoriali e simili, ma da proposte innovatrici che appartengono a scienziati, filosofi, filantropi, insomma uomini di pensiero e di apertura umana, la cui luce di conoscenza e di generosa partecipazione sociale illumina il cammino altrui; evolve, raffina, sensibilizza; in sostanza produce uno sviluppo che si riversa in ambiti i più disparati.       Angelo (1257- 1327), eremitano dell’Ordine di S. Agostino, vive in un periodo che, in quanto a turbolenza, conflittualità dottrinali, politiche e sociali, non ha niente da invidiare alla nostra epoca. Tempi difficili per la Chiesa e l’Impero, ostili fra loro a danno, come sempre, del consorzio civile. Superato il così fortemente temuto anno Mille, la società sembra recuperare vitalità, concentrarsi su questioni che, trascendenti o immanenti che siano, vengono vissute come esigenze collettive di recupero della normalità di vita e voglia di progresso. I Movimenti spiritualisti invocano a gran voce il ritorno alla Chiesa delle origini, alla sua spiritualità scevra da profitti e compromessi. Lo scontro fra papato e impero, pur fortissimo, si avvia ad accordi specie per le Investiture, con il concordato di Worms nel 1122. Ma non si placano le lotte per le autonomie che vedono i Comuni contro l’Impero o la Chiesa. Il discorso è lungo ed esula dal nostro discorso. Tra le opportunità storicamente rilevanti che il nuovo millennio propone, si colloca l’aspirazione al sapere, l’attuazione di centri di culturali. Tra l’XI e il XIII secolo sorgono Studi o Università, poiché l’esigenza di sganciarsi dal controllo, spesso egemonia, dell’Impero e della Chiesa, è fortemente sentito; un apparato più ampio e libero dell’apprendimento delle scienze filosofico-teologiche, del diritto romano in specie ma non solo, della scienza medica. Una ventata d’autonomia spira dalle più antiche Università: Bologna e in seguito Padova specializzate in Diritto Romano, Salerno e Montpellier in scienze mediche, Parigi in studi teologici e filosofici, dove Domenicani e Francescani sviluppano una struttura culturale nuova, la Scolastica, una filosofia a disposizione della Teologia. Ma anche gli Agostiniani hanno a Parigi ottimi maestri. C’è da aggiungere che questi Ordini sorgono non a caso in quel clima riformista del 1200, e così ha il suo recupero anche l’ordine Agostiniano fondato da Agostino vescovo di Ippona nel V secolo; poiché dopo la morte di lui per mano dei Vandali, nel 430, l’Ordine si era andato disperdendo, mentre non era venuto meno lo studio del pensiero di Agostino, collocato tra i più grandi Dottori della Chiesa; fondamentale nella storia del Cristianesimo, col superamento del conflitto fra ragione e fede; fede che non è una barriera al di là della quale la ragione non possa procedere, poiché di fatto è lo stimolo intrinseco alla ricerca razionale. Il concetto di Trinità (Essere, Verità, Amore), le tematiche del bene e del male, del libero arbitrio, la misura del tempo e dell’anima e tanto ancora, sono straordinarie intuizioni che rendono Agostino tra i più affascinanti filosofi -teologi di tutti i tempi. Angelo nasce in un piccolo centro dell’entroterra abruzzese, Furci, da genitori possidenti i cui nomi di battesimo Adalipto e Albazia denotano provenienza gentilizia; persone di grande religiosità e amore per il prossimo. La nascita di Angelo completa una unione che pareva sterile. E poiché fin da bambino dimostra intelligenza non comune e voglia di conoscenza, avrà i primi rudimenti del sapere nel vicino Convento di Cornoclano, per completarli presso il Convento degli Agostiniani in Vasto. Il giovane frate eccelle talmente che si decide di inviarlo, dopo cinque anni di studio, alla Sorbona, l’Università di Parigi. Anche in questo contesto Angelo emerge per profondità di pensiero e personali doti umane; il grande studioso Egidio Colonna Romano, che copre la cattedra di Sacra Teologia lo associa quale assistente. L’autorità dottrinale di S. Agostino si sviluppa dal Medioevo con varie formulazioni di studiosi del suo pensiero.  Tra i più importanti S. Bonaventura che vede in Agostino l’unica alternativa e il correttivo critico dell’aristotelismo; costituendo una sintesi speculativa sulla base delle tesi agostiniane, dall’illuminazione, al principio di interiorità, al forte rilievo cristologico. Una linea di pensiero che verrà sviluppata anche dalla Scolastica francescana; Egidio Romano Maestro di Angelo ne è seguace e sulla stessa linea si pone Angelo da Furci. Il precetto di S. Agostino, fede, ragione e vita, forma anche nel Beato Angelo un tutt’uno. Sicché è difficile separare l’uomo di fede dall’uomo di cultura o della realtà del vivere. L’essere umano è visto nella sua globalità e nelle scelte operative, senza scontri: uomo di profonda religiosità e insieme un uomo di cultura, sconfessa la convinzione che la scienza sia sempre all’opposto della fede. “Conosco per credere e credo per conoscere” scrive S. Agostino. La spiritualità agostiniana non è fuga dal mondo, ma partecipazione ed elevazione della realtà che contraddistingue l’uomo. Una spiritualità che si basa essenzialmente sulla libertà rivelata dalla Sacra Scrittura e dalla Parola di Dio. La fama di Angelo cresce. Le sue omelie attraggono grandi folle. Gli scritti sono straordinari, riferiscono le cronache, ma oggi, eccetto poche testimonianze, introvabili, per esempio I Sermoni. Lette e commentate a distanza di molti anni dalla sua morte, sono andate poi disperse. Si spera sempre che da qualche archivio conventuale, un giorno o l’altro qualcosa riemerga. Ormai Dottore in Teologia, dopo cinque

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Settimana della moda donna 2025 a Milano

    A Villa Clerici si spengono le luci sul grande spettacolo della Moda Donna a Milano dove Fashion Vibes ci ha invitato a giocare con la moda, la sostenibilità e il design… A Milano la sfilata/evento di Fashion Vibes, dove la moda, attraverso le sue mille declinazioni, diventa un gioco, un piacere da indossare, e la sfilata a Villa Clerici lo dimostra,  inserendo il fattore sorpresa, interrompendo le regole, il déjà-vu….Fashion Vibes si conferma, nel grande panorama della settimana della Moda Donna a Milano, come un evento nuovo, diverso, ricco di colpi di scena, che anno dopo anno si distingue per proporre designer conclamati e nuovi talenti al debutto, scopre la moda, che aggiunge allo stile, i dettagli, i tessuti, le forme, pellame, gioielli e fragranze, elementi imprescindibili, accessori dalla creatività e bellezza naturale, dalle lavorazioni artigianali che esprimono una visione del lusso etico che prende ispirazione dalla storia dei paesi più lontani. La sfilata si è divisa in due parti, Luminescence con inizio alle ore 15/30 ed Heritage dalle ore 17,00. Sullo sfondo la giornata che si veste di glamour, Pop Up Showcase evento live A Journey Through Style and Senses” di Fashion Lives Events, dalle ore 13.00 alle ore 21.00. LUMINESCENCE prima parte della sfilata   HEEYONGHeE STUDIO  (Corea del Sud) Collezione: “Quiet Rebellion” Minimalismo concettuale e provocazione: l’abito t-shirt bianco con struttura corsetto e dettagli decisi è diventato un manifesto di nuova femminilità. 2B NATELIER (Dubai) – Collezione: “Quiet Vitality” Femminilità gioiosa e ironica: tessuti vivaci e silhouette playful hanno reinterpretato codici orientali in chiave moderna. LUXE LIVING (Italia) – Collezione  “Velour de Luxe” Seduzione e teatralità: cristalli scintillanti, trasparenze e piume hanno reso la passerella un’esplosione di glamour. VERVINEUS (USA) – Collezione: “Back to Life” Energia urbana e ribellione estetica: frange, bagliori metallici e tessuti iridescenti per una collezione dinamica e sensuale.   POP UP Exibibition ANA CAROLINA VALENCIA (Colombia) Gioielli artigianali in oro e pietre preziose, tra tradizione e modernità RICHNESS N SEMPLICITY (Italia) Linee pure e raffinatezza essenziale per un eleganza senza tempo SUPER ALOHA (Hawaii) Body e accessori sportivi che portano a Milano l’energia vibrante dell’oceano. AL WATANIAH (Dubai) Collezione Arya,  fragranze che incarnano un’eleganza contemporanea. HERITAGE seconda parte della sfilata DARKO EDRIS (Iraq) Collezione: “Heritage Reimagined” Abiti couture sontuosi, dalla silhouette regale, dettagli preziosi che raccontano la tradizione in chiave contemporanea. RUKO B (New York/USA) Collezione: “Fearless Elegance” Trasparenze futuristiche e linee architettoniche per un’estetica audace e sensuale, carica dell’energia metropolitana di New York. CLAMA (Colombia) collezione “Raíces del Alma” (Radici dell’Anima). Un duo madre e figlia dalla Colombia ha presentato una collezione colma di emozione, eleganza e orgoglio culturale con l’anima della Colombia. The HOUSE OF MAGSARILI (USA/Filippine) Collezione: “Every Woman’s Story” Inclusività ed empowerment: modelle di ogni età e provenienza, arrivate anche dagli Stati Uniti, hanno sfilato celebrando la forza femminile. HANAN BAKRI e AL WATANIAH (Kuait) Collezione: “Scent of Elegance” per una esperienza multisensoriale che ha unito abiti ricercati e fragranze raffinate, fondendo moda e profumo. ELSA FAIRY (Ukraina) Una collezione che è un’esplosione di emozioni, colori e materiali per una mini/principessa contemporanea.  NATALI KUDRINA (Bielorussia) Collezione: “Power in Simplicity” – Linee sartoriali pulite e moderne che mettono in risalto una femminilità sicura e decisa. HEBA ALENAZI (Arabia Saudita) Collezione: “Love at First Sight” Per un finale magnetico: abiti imponenti e scintillanti che fondono cultura araba e modernità, conquistando il pubblico a prima vista. Grazie di cuore a tutta la mia squadra, ai partner e agli amici che hanno reso possibile questa esperienza. Orgogliosa del lavoro condiviso, del backstage curato da MIA e dall’eleganza e style professionale di Luciano Carino. Fashion Vibes [email protected]

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Giornate Europee del Patrimonio 2025

  L’arte di costruire storie: il cinema incontra il patrimonio     In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2025, l’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” ETS, propone una giornata di riflessione dal titolo L’arte di costruire storie: il cinema incontra il patrimonio.   Le Giornate Europee del Patrimonio rappresentano un’occasione unica per valorizzare e riscoprire la ricchezza culturale dell’Europa. Il tema di quest’anno è Architetture: l’arte di costruire ed il cinema vuole rappresentare un ponte verso il nostro patrimonio culturale, permettendo di esplorare le storie e i luoghi che hanno plasmato la nostra identità. La settima arte è uno strumento vivo che rende il passato accessibile, attraverso la narrazione visiva.   Domani, Sabato 27 settembre 2025 proponiamo agli Istituti Scolastici la visione di tre lungometraggi distinti per fasce di età accompagnati dall’intervento di Martina Orlando, docente di Cinema e restauratrice cinematografica, che traccerà un approfondimento attraverso il linguaggio delle immagini e delle storie, permettono di esplorare il patrimonio materiale e immateriale con uno sguardo critico e coinvolgente.   L’evento sarà proposto in streaming sul canale YouTube dell’Istituto ai seguenti link:   Scuole Primarie  Bigio Randagio di J.Hamman e Sarah Scrimgeour, Regno Unito, 2023 https://www.raiplay.it/video/2024/06/bigio-randagio-a2ce810d-0c4e-47b1-97d2-31786ded4e63.html Approfondimento cinematografico https://youtu.be/mF3d5wPw1B0   Scuole Secondarie di Primo Grado Un mondo a parte di Riccardo Milani, Italia, 2024 https://www.dailymotion.com/video/x9eqrmu Approfondimento cinematografico https://youtu.be/E5ptOukprPs   Scuole Secondarie di Secondo Grado Miracolo a Milano di Vittorio De Sica, Italia, 1951 https://www.youtube.com/watch?v=vCC-DFt_KNo Approfondimento cinematografico https://youtu.be/EwkQPjx4j1E   Si ringrazia per la collaborazione l’Ufficio Scolastico Provinciale dell’Abruzzo, che ha accolto l’iniziativa promuovendola presso gli Istituti Scolastici.     L’Aquila, 26 settembre 2025   Per l’Ufficio Stampa Manuela D’Innocenzo 366.2898535 _______________________________ Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica” ETS sede legale: Via Enrico Berlinguer – 67100 L’Aquila sede operativa: Via Niccolò Copernico, Nucleo Industriale di Bazzano – 67100 L’Aquila tel. 366.2898530 – 366.2898535  [email protected] – PEC [email protected] https://www.istitutocinematografico.org/    

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OMaR News

  SANITÀ, PER LA PRIMA VOLTA IN SARDEGNA SOMMINISTRATA LA TERAPIA GENICA PER LA SMA: A RICEVERLA UNA BIMBA DI POCHI MESI RICOVERATA AL MICROCITEMICO DI CAGLIARI   L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) è una grave patologia genetica rara neurodegenerativa. A fare la diagnosi e a seguire tutte le fasi del trattamento è stato il Prof. Salvatore Savasta, Direttore della Clinica Pediatrica Assessore Armando Bartolazzi: “È una tappa del percorso che consentirà ai cittadini sardi di ricevere trattamenti avanzati anche nella nostra Regione. E la dimostrazione che in Sardegna la Sanità non va in vacanza”   Cagliari, 24 settembre 2025 – Lo scorso 17 settembre, per la prima volta in Sardegna, all’Ospedale Microcitemico “A. Cao” di Cagliari è stato effettuato un trattamento di terapia genica per l’atrofia muscolare spinale (SMA). A ricevere l’infusione del gene modificato è stata una bimba di pochi mesi alla quale ad agosto era stata diagnosticata la SMA (di tipo 1), una gravissima malattia genetica rara che, in assenza di trattamento, comporta una progressiva e rapida perdita delle capacità motorie fino a ridurre le aspettative di vita a pochissimi mesi o anni. Il trattamento è stato effettuato presso la Clinica Pediatrica e Malattie Rare diretta dal Prof. Salvatore Savasta, che ha seguito personalmente la procedura dopo che, nei primi di agosto, aveva diagnosticato la patologia richiedendo tempestivamente il test genetico di conferma, che è stato subito effettuato dalla Dott.ssa Stefania Murru, Responsabile della SSD Laboratorio di Genetica e Genomica dello stesso presidio Microcitemico.   “Dal momento stesso in cui abbiamo ricevuto la conferma dalla positività del test genetico – racconta il Prof. Savasta – non c’è stato un solo giorno in cui non si sia lavorato per programmare gli accertamenti necessari ed espletare tutte le pratiche burocratiche che precedono il trattamento. In Sardegna, fino ad oggi, non era mai stata effettuata una terapia genica per la SMA, nonostante questo siamo riusciti a superare ogni passaggio grazie alla vicinanza delle Istituzioni, in particolar modo dell’Assessore Armando Bartolazzi, che ha colto l’urgenza e l’importanza della situazione clinica. Desidero ringraziare la famiglia per la disponibilità e la fiducia dimostrata nei confronti dei sanitari, la Coordinatrice Infermieristica Mariella Sedda per l’accoglienza e la professionalità dimostrata e infine ringrazio la Dott.ssa Monica Marica, specialista in malattie rare e che già segue soggetti con la stessa patologia”.   “Ho seguito con attenzione e costante impegno la vicenda di questa bimba sin dal momento della diagnosi, avvenuta lo scorso agosto. Abbiamo lavorato con discrezione e determinazione affinché fosse avviato il trattamento nel minor tempo possibile. Oggi posso esprimere una grande soddisfazione per il trattamento effettuato, e desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutto il personale dell’Ospedale Microcitemico per la dedizione e la professionalità dimostrate – dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Armando Bartolazzi – Questa è la prima volta che una terapia genica per SMA viene effettuata in Sardegna: ed è solo una tappa, importante, di un percorso che consentirà finalmente ai cittadini sardi affetti da malattie genetiche di ricevere trattamenti avanzati anche nella nostra Regione, con l’accesso a terapie innovative di questo tipo. Si tratta di un impegno significativo, sia sotto il profilo economico che organizzativo, per la Regione, che al momento non ha la possibilità di attingere al Fondo nazionale per i Farmaci Innovativi. Tuttavia, riteniamo che questo sia un passo fondamentale per il rafforzamento del sistema sanitario regionale e per la creazione di una rete pediatrica di eccellenza. Questo passo, in linea con la realizzazione dell’Ospedale del Bambino che diventerà un centro di riferimento per l’erogazione di cure pediatriche ad alta specializzazione, rappresenta un altro tassello decisivo per la sanità della Sardegna. Con queste iniziative, la Regione compirà un notevole passo in avanti nella qualità dell’assistenza sanitaria offerta ai nostri cittadini più giovani. Questi sono i fatti che dimostrano che la sanità in Sardegna lavora anche in estate e non va in vacanza: compatibilmente con delle difficoltà storiche, non solo stiamo facendo del tutto per migliorare, ma otteniamo anche risultati di grande eccellenza”.   “Siamo certamente consapevoli – conclude Bartolazzi – dei ritardi accumulati nell’attuazione del programma di screening neonatale, che include malattie rare come la SMA (e anche altre patologie come le lisosomiali) ma posso assicurare che la Regione sta collaborando con i massimi esperti del settore per avviare quanto prima il programma. I fondi aggiuntivi recentemente stanziati contribuiranno a velocizzare questo processo”.   “Questo intervento conferma che la strada da intraprendere per la realizzazione di un Ospedale del Bambino, in cui gestire clinicamente tutte le patologie pediatriche, deve essere strettamente collegata allo sviluppo della ricerca, delle tecnologie e delle indagini diagnostiche – commenta Aldo Atzori, Manager della ASL n.8 – Come ASL di Cagliari stiamo dando il nostro contributo, anche favorendo, con cura e attenzione, il passaggio di gestione dell’ospedale Cao all’ARNAS Brotzu. Mentre questo passaggio si svolge, occorre però anche garantire lo svolgimento di tutte le procedure atte a portare avanti i percorsi intrapresi. Uno degli importanti interventi realizzati proprio in questa fase di Commissariamento è quella di favorire il completamento delle gare per l’approvvigionamento dei kit diagnostici per lo screening neonatale della SMA, uno dei passi senza dubbio importanti per garantire un futuro alle cure pediatriche in Sardegna”.   “Siamo felici che la terapia genica per l’atrofia muscolare spinale sia disponibile anche nella nostra Regione – affermano Rita Trogu e Roberta Contu, Referenti regionali dell’Associazione Famiglie SMA – Si tratta di un trattamento rilevante che può migliorare la qualità di vita dei bambini e delle famiglie. Per far sì che questa opportunità terapeutica possa ancor di più contribuire a dare un futuro migliore ai piccoli pazienti sardi, e a quelli di tutto il Paese, è necessario che a livello nazionale sia completato l’inserimento della SMA nel panel dello screening neonatale, così da garantire diagnosi tempestive e accesso immediato alle cure”.   SMA E TERAPIA GENICA   L’atrofia muscolare spinale – spiega l’Osservatorio Malattie Rare (OMaR) – è caratterizzata dalla perdita dei motoneuroni, ovvero quei neuroni che trasportano i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli,

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Rimpianto per il definitivo… fuori onda di  Emilio Fede

  Il giornalista, anchorman televisivo e scrittore Emilio Fede s’è spento per cause naturali a 94 anni d’età, accanto alla figlia Sveva, il 2 settembre 2025. Noto anche per le sue sfuriate ed intemperanze come direttore e conduttore dell’edizione serale del TG4, pane per i denti satirici di Antonio Ricci e del suo “Striscia la notizia”.    Nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) il 24 giugno 1931, era ospite della Residenza “San Felice” di Segrate (Milano). Dopo i funerali nella chiesa di Dio Padre nel quartiere Milano 2 di Segrate e la cremazione, le ceneri di Fede trovano riposo nella cappella della famiglia de Feo nel cimitero di Mirabella Eclano (Avellino), accanto alla moglie Diana.    Ecco un suo ricordo “dal vivo”, scritto in forma “mista”, diaristico-biografica. Riguarda l’incontro casuale ed il breve dialogo con lui nella confusionaria atmosfera della stazione di Milano Centrale, l’11 giugno 2016. Quando sfoderava ancora lucida e pungente verve, senza più eccessi di passata protervia… (c. b.)      «Mamma mia, com’è invecchiato!»   Milano, 11 giugno 2016 – Scendo senza fretta, in tarda mattinata, dal treno proveniente da Verona e m’infilo nel marasma della stazione Centrale che non risparmia gli spintoni senza scuse, le gimcane tra trollies, il farsi largo tra zombies piantati davanti ai tabelloni riepilogativi di arrivi e partenze. La coincidenza verso Gerenzano-Turate non è prossima ed allora me la prendo comoda, curiosando tra la folla che s’assiepa o si disperde verso convogli o uscite. Inganno l’attesa squadrando persone e situazioni attorno e, alla mia sinistra, individuo un personaggio conosciuto, propenso ad entrare nel Freccia Club. Mi stacco dalla mia noiosa postazione e gli vado incontro mentre lui, il giornalista ex direttore del TG4 Emilio Fede, parlotta con il suo accompagnatore. Lo fermo presentandomi (ed esagerando volutamente nell’adularlo) come suo “indegno collega”. E mi scodella, con l’inconfondibile e familiare timbro vocale, un panegirico sui giornalisti da considerare tutti allo stesso livello, “luminosi” o “spenti” che possano essere. Come a dire che tra me e lui non esiste alcuna differenza (sic). Mah! Approfitto dell’incontro per una foto assieme scattata dalla persona che lo segue e che mi sa tanto di scorta di protezione. Gli stringo la mano e lui, Emilio Fede, l’ex “padreterno” di certo giornalismo televisivo ed il collerico in fuori onda “rubati” per darli in pasto al pubblico guardone, “scompare” con la sua “ombra” all’interno del Freccia Club. Osservo l’incedere lento del famoso giornalista che s’appoggia, di tanto in tanto, al suo… “badante” e commento tra me e me: «Mamma mia, com’è invecchiato!». In effetti, il popolare conduttore televisivo, per forza d’anagrafe, ha perso molto del suo smalto, spesso polemicamente aggressivo. Come natura dalla nodosa radice siciliana comanda…   Dalla direzione del TG1 Rai a quella del TG4 Mediaset   Figlio d’un brigadiere dei Carabinieri che, a suo tempo, operò vari anni in Etiopia, Emilio si trasferì con la famiglia, al termine della Seconda guerra mondiale, da San Piero Patti (sempre Messina) a Roma. In seguito, si sposò nel 1965 con la giornalista del TG1 (e destinata a senatrice) Diana Carla Carmela de Feo, figlia dell’ex vice presidente della Rai, Italo de Feo, dalla quale ebbe due figlie, Sveva e Simona. La moglie morì il 23 giugno 2021, ad 84 anni, dopo una lunga malattia. Fede, passando dalle prime collaborazioni con giornali, fece l’ingresso nella Rai nel 1958, in qualità di conduttore a contratto per “Il circolo dei castori”, con Enza Sampò e Febo Conti, acquisendo l’esclusiva con la televisione di Stato dal 1961. Fu inviato speciale in Africa per 8 anni, seguendo post colonizzazioni e guerre civili. Operò con Sergio Zavoli nel programma d’inchiesta TV7, settimanale d’approfondimento del TG1. Per 5 anni, dal 1976, apparve da conduttore proprio del TG1, segnando il passo come volto della prima edizione a colori del 28 febbraio 1977, assumendone la direzione per 2 anni, dal 1981. Lasciate alle spalle anche trasmissioni come “Test” e “Obiettivo su…”, chiuse con la Rai nel 1987 per motivazioni alterne: un processo per gioco d’azzardo che lo coinvolse (ed in cui venne assolto) e/o per un restyling sugli equilibri politico-ripartitori (palesi o sottobanco) dei vari scranni di comando nella tivù pubblica. Quindi, Fede passò a Rete A fondando e dirigendo il TgA andato in onda dal 7 settembre 1987. Seguì nel 1989 il salto alla Fininvest berlusconiana per reggere il timone di Videonews dapprima e di Studio Aperto su Italia 1 poi. Nel 1992 divenne direttore del TG4 di Rete 4, emittente che già aveva ospitato il suo rotocalco settimanale d’attualità “Cronaca”. Sempre per Rete 4 lanciò i programmi “Le grandi interviste”, “Sipario”, “Sipario notte”, “Password – Il mondo in casa”. Per effetto di trattative fallite, il 28 marzo 2012 Mediaset destituì Emilio Fede dalla direzione del TG4 e, nell’agosto successivo, il giornalista riapparve nel canale del digitale terreste Vero Capri, tenendo una rubrica settimanale d’attualità politica ed economica intitolata “Attualità con Fede”. Tra il 2013 ed il 2014, fu direttore editoriale del quotidiano “La Discussione” (fondato da Alcide De Gasperi nel 1952). Anche lui non seppe resistere alle sirene della politica, candidandosi alle elezioni politiche del 1979 ed a quelle europee del 1984 con il Partito Socialista Democratico Italiano. Senza essere eletto. Nel luglio 2012 costituì il movimento d’opinione “Vogliamo Vivere”, sciolto dopo per mancanza di fondi… essenziali. E nel settembre 2013 rese noto d’aver fondato un organismo politico, “Le ali della libertà”, mentre, nel maggio 2014, s’aggregò a “Uniti si vince” di Luca Miatton a puntello di Silvio Berlusconi. Sottoposto spesso e volentieri a critiche, prese di posizione, diatribe dal momento della sua entrata nella “corte” berlusconiana in poi, Fede subì per il suo personalissimo modo di condurre il TG4 (tutto orientato pro Berlusconi, secondo l’“Osservatorio di Pavia”, Istituto di ricerca e d’analisi della comunicazione) nonché d’esternare la sua esuberanza giornalistica, pesanti multe dall’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) per violazione della legge sulla par condicio, querele, verifiche da parte della Guardia di Finanza, procedimenti giudiziari.   Il suo lascito nelle biblioteche   La bibliografia

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L’USEF ricorda gli emigrati caduti sul lavoro

  Si è conclusa l’uno settembre una significativa serata che l’USEF APS ha realizzato con fondi dell’Assessorato della Famiglia delle Politiche Sociali e del lavoro dedicata agli emigrati morti sul lavoro. L’iniziativa collocata all’interno dell’edizione 2025 dell’ALLORO FEST, si è avvalsa della collaborazione dell’associazione Gruppo Folk Conca D’Oro ed il patrocinio non oneroso del Comune. Serata ricca di spunti e piena di significato attentamente seguita dal un pubblico che affollava il capace spazio del “Giardino dei Giusti” di via Alloro a Palermo. Con l’iniziativa che si è anche avvalsa di una mostra fotografica che riporta le sciagure più significative, l’USEF APS ha voluto rendere omaggio alle migliaia di morti, che hanno insanguinato le vie dell’emigrazione. Notevole successo dell’iniziativa che al cospetto di un parterre affollatissimo è iniziata con una introduzione dell’On. Pino Apprendi presidente dell’USEF provinciale di Palermo che ha illustrato la funzione dell’USEF e l’importanza dell’associazionismo. Il segretario generale nel suo intervento ha ripercorso l’iter legislativo sull’emigrazione, prima ostacolata da una circolare del presidente del Consiglio del 1868 che impediva di emigrare in Algeria ed USA ed in seguito da una circolare del 1873 che imponeva a chi emigrava che in caso di malattia avrebbe dovuto pagarsi il biglietto di ritorno. Nel 1888 nasce la prima legge (legge Crispi) che raccogliendo le pressioni degli industriali del Nord e dei latifondisti del mezzogiorno preoccupati che venisse a mancare manodopera a basso costo, inasprì le regole per chi volesse emigrare. Solo una legge del 1901 prese atto del grande flusso migratorio prevedendo alcuni diritti per i lavoratori che emigravano. Il flusso che aveva già portato all’estero parecchi milioni di italiani, si calcola che dal 1870 al 1970 oltre 27 milioni di italiani emigrarono, ebbe un rallentamento durante il periodo dell’autarchia imposta da Mussoli. Un rallentamento che non si ripercorse sulle sciagure se il 28 febbraio del 1940 nelle miniere di Arsia (Istria) uno scoppio di grisou uccise 185 minatori e ne ferì 150. Seguì dopo la fine della guerra l’epoca degli accordi che l’Italia fece con diversi Paesi europei per evitare la pressione sociale dovuta alla grande massa di disoccupati e sottoccupati e nello stesso tempo procurarsi le necessarie risorse per rilanciare le industrie del Nord e dare inizio alla ricostruzione. Fu così che vennero stipulati accordi con la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Olanda. Famoso per le sue conseguenze rimase l’accordo con il Belgio del 1946, quando l’Italia si impegnò a fornire 50.000 lavoratori in cambio di carbone. Figlia di questo accordo è la tragedia di Marcinelle dove perirono 262 operai di cui 136 italiani. Fu la sciagura che diede una svola alla politica dell’emigrazione ed a quella mineraria in genere. Dei disegni di legge giacenti in V commissione in materia di emigrazione ha parlato la Dr.ssa Di Liberti, che ha anche enumerato una serie di provvedimenti in favore delle famiglie e della possibilità di accedere ai tanti bandi che l’Assessorato pubblica o è in procinto di pubblicare che recepiscono leggi e fondi siciliani ed europei che rispondono alle esigenze della popolazione siciliana, come ad esempio i provvedimenti per favorire il rientro dei cervelli, le agevolazioni per chi trasferisce la propria residenza in uno dei centri in via di spopolamento favorendo la ripopolazione  dei piccoli centri. In campo anche agevolazione per il recupero del patrimonio edilizio e l’aumento dei servizi all’infanzia per favorire le nascite. L’importante serata va avanti con il racconto “Il salto del Gambero” scritto da Ignazio Rosato ed affidato alla bravura dell’attrice Rossella Leone accompagnata dalla fisarmonica di Pierpaolo Petta. Un racconto di emigrazione verso l’America mediante un estenuante viaggio in nave “dal molo Santa Lucia di Palermo ad Ellis Island ed il ritorno alla terra degli avi in aereo di una nipote che alla fine decide di non tornare più in America e di restare in Sicilia dove ha ritrovato le proprie radici. La canzone “Merica Merica” chiude lo spettacolo che tanta commozione ha creato tra il pubblico e tanti spunti di riflessione ha suggerito a tanti. Per finire, un ambiente, quello minerario dove alle difficoltà lavorative si mescolava lo sfruttamento dei cosiddetti “carusi” in Sicilia ma anche in Europa anche se era proibito assumere ragazzi inferiori a 14 anni. Un ambiente dove lo sfruttamento del minerale avveniva anche a scapito della sicurezza. Questi sono gli eroi che l’USEF ha inteso affidare al ricordo della memoria che non deve morire mai e che deve restare fonte di ispirazione e di esempio per costruire un futuro migliore. Questo ha voluto dire la scopertura della targa intitolata a questi eroi e resa visibile a tutti dopo che è stata tirata giù la bandiera dell’USEF che la copriva. L’unica chiusura possibile di una iniziativa a perenne ricordo di una pagina di storia del popolo siciliano. Della nostra storia. Salvatore Augello

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CS Giulianova, “Spazio Contest Show”

CS Giulianova. Il viaggio di “Spazio Contest Show” prosegue con la 6° finale nazionale a Giulianova. Giovedì, 4 settembre, ore 20:30, nello Chalet “Caprice” Lungomare Zara. Ingresso libero Il viaggio di “Spazio Contest Show” prosegue con la 6° finale nazionale a Giulianova Giovedì, 4 settembre, ore 20:30, nello Chalet “Caprice” Lungomare Zara. Ingresso libero     Giulianova. L’attesa è finita, l’emozione continua e il viaggio di “Spazio Contest Show” prosegue senza sosta! Un evento che promette di essere un’autentica celebrazione dell’arte e della passione per tutte l’età. Il viaggio prosegue con la 6° finale nazionale a Giulianova, giovedì 4 settembre, ore 20:30, nello Chalet “Caprice” Lungomare Zara con ingresso libero. Sarà un’altra serata memorabile dove i migliori talenti, dai 6 agli 80 anni, con entusiasmo e sana competizione, si sfideranno per il titolo in un crescendo di emozioni e performance straordinarie: dal ritmo travolgente della danza, alle melodie incantevoli del canto; dalle performance teatrali che emozionano, alle sfilate che incantano. L’evento vuole essere una vetrina completa per ogni forma d’arte senza limiti. A giudicare i talenti sarà una giuria d’eccezione, composta da professionisti del settore come: Walter Garibaldi, autore, regista e agente di spettacolo; Massimo Fascetti, attore; Marcella Di Pasquale, cantante da “The Voice Senior” e Loris Danesi, stilista internazionale. La loro esperienza e la loro competenza saranno fondamentali per individuare i talenti più promettenti. Punto di forza di questo format è l’inclusività, dove la passione non ha età né barriere; dove ogni talento di ogni generazione e con diverse abilità, dai giovanissimi agli adulti, si sente a proprio agio e possa esprimere il meglio di sé in uno spazio per brillare. L’evento, curato dall’Associazione Culturale “GaJa Eventi”, in collaborazione con  “Progetto Pegaso”, sarà presentato da Lara Falò e Walter De Berardinis. Walter De Berardinis <[email protected]>

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Matilde Brandi alla XXII edizione del Palio del Barone

La Gran Dama e custode delle chiavi della Città sarà Matilde Brandi L’attrice romana parteciperà alla XXII edizione del Palio del Barone – edizione 2025 Sabato, 16 agosto, centro storico di Tortoreto, ingresso libero La protagonista assoluta della XXII edizione del Palio del Barone di Tortoreto sarà l’attrice, showgirl e conduttrice televisiva, Matilde Brandi. La Brandi vestirà per la prima volta gli abiti della Gran Dama e custode delle chiavi della città e sfilerà con il corteo storico medievale sabato 16 agosto, ore 20,30, nel cuore del centro storico, insieme alla coppia dei Baroni. L’attrice romana, dopo la vestizione, uscirà per la prima volta dalla sede comunale con le chiavi della città tra le sue braccia materne e gentili. Ha esordito, dopo il diploma al balletto di Roma, nella trasmissione “Club  92” con Gigi Proietti. La popolarità la raggiunge in poco tempo quando partecipa, agli inizi degli anni ’90, al programma “Fantastico” di Rai1 con Raffaella Carrà e Johnny Dorelli. Successivamente emigrò alle reti della Mediaset nel programma di Canale 5 “Buona Domenica” diventando anche prima ballerina. Alla fine degli anni ’90 affianca Adriano Celentano nello show “Francamente me ne infischio” di Rai 1 e prima ballerina nel varietà del sabato sera “Torno sabato” con Giorgio Panariello. Negli anni 2000, mentre inizia una intensa attività teatrale, affianca Carlo Conti in “Baciami Versilia”. E’ stata anche la primadonna della compagnia del Bagaglino di Pier Francesco Pingitore in onda su Canale 5, con Leo Gullotta, Oreste Lionello e Pippo Franco. Poi concorrente in vari programmi televisivi come Tale e quale show, Grande Fratello VIP, Detto fatto, L’isola dei famosi e Ne vedremo delle belle. Questo è il terzo anno consecutivo che il patron del Palio Ennio Guercioni e il suo staff scelgono come testimonial un personaggio noto al grande pubblico. La Gran Dama, nelle scorse edizioni, è stata impersonata da Manila Nazzaro e Milena Miconi.  La rievocazione storica gode dell’alto patrocinio del Comune di Tortoreto e della Regione Abruzzo.   Walter De Berardinis <[email protected]>  

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