Jornalismo em alerta: ABI encerra semana nacional com debate firme contra a desinformação

Evento reuniu academia e profissionais em três capitais e reforçou o papel da imprensa diante dos desafios eleitorais e das notícias falsas A 4ª Semana Nacional de Jornalismo promovida pela Associação Brasileira de Imprensa (ABI) foi encerrada no dia 17 de abril, no Rio de Janeiro, consolidando-se como um espaço qualificado de reflexão sobre um dos temas mais urgentes da atualidade: a desinformação. Sob o eixo “Notícias falsas, desinformação e manipulação”, o evento percorreu diferentes centros acadêmicos do país, conectando teoria e prática em um momento particularmente sensível para a democracia brasileira. A abertura ocorreu na Universidade de São Paulo (USP), seguida por debates na Universidade Federal do Ceará, em Fortaleza, culminando no encontro final na sede da ABI. A mesa de encerramento reuniu nomes do meio acadêmico e do jornalismo, sob mediação de Vitor Iorio, oferecendo um panorama consistente dos desafios enfrentados pela profissão. Em ano eleitoral, o foco do evento mostrou-se especialmente oportuno. As discussões evidenciaram como a disseminação de notícias falsas impacta não apenas o cotidiano dos cidadãos, mas também a estabilidade das instituições e o próprio funcionamento do regime democrático. Mais do que denunciar o problema, os participantes buscaram caminhos para práticas jornalísticas mais seguras, responsáveis e eficazes no combate à desinformação. Apesar do êxito geral, duas mesas previstas não puderam ser realizadas, em razão de paralisações na Universidade do Estado do Rio de Janeiro e na Universidade de Brasília. A decisão da ABI de não substituir essas atividades, em respeito às reivindicações dos servidores, reforçou o compromisso da entidade com a valorização da educação pública e de seus profissionais. O saldo final é amplamente positivo. A iniciativa reafirma o papel central da ABI como promotora de um jornalismo crítico e consciente, capaz de enfrentar as distorções informativas do nosso tempo. Em tempos de ruído excessivo, encontros como este lembram que a boa informação ainda exige método, debate  e, sobretudo, responsabilidade. Informaçõeswww.abi.org.br TransmissõesCanal ABI TV, no YouTube@ABITVweb   Redação ASIB *

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SP – Istituto Italiano di Cultura – Calendario eventi aprile 2026

de 6 de março a 30 de agosto ÓPERA A Caminho do Interior – Elixir e Seus Amores Entrada gratuita 04 e 05 de abril | Ribeirão Preto | Theatro Pedro II 08 de abril | Dracena | Teatro Municipal 09 de abril | Adamantina | Teatro Municipal 10 de abril | Regente Feijó | Teatro Municipal 16 de abril | Campinas | Centro de Convivência   de 9 de março a 2 de maio DESIGN Expo “5+1” De segunda a sexta, das 10:00 às 19:00. Sábado, das 10:30 às 12:30 e das 13:30 às 17:30 | IIC – Av. Higienópolis, 436 | Entrada gratuita   1 de abril LITERATURA Clube de Leitura “Italianas contemporâneas”: Flor de Rocha Das 19:00 às 21:00 | IIC – Av. Higienópolis, 436 | Inscrição obrigatória: [email protected] | Entrada gratuita   7 de abril ARTE Aula aberta – Arte heliófita: um projeto curatorial e de pesquisa sobre feminismos e meio ambiente  das 10:00 às 12:00 | MAC USP, sala 127 – Avenida Pedro Álvares Cabral, 1301 | Entrada gratuita   9 de abril ARTE Festival Concreto – Inauguração do mural “Gente di mare” de Ettorre 17:00 | Centro Dragão do Mar de Arte e Cultura – Rua Dragão do Mar 81, Praia de Iracema | Fortaleza/Ceará   13 de abril CINEMA XI Mostra Permanente de Cinema Italiano – projeção do filme “Vermiglio” (Maura Delpero, 2024, 119 min. drama/ficção histórica) 19:00 | Cine-Teatro Denoy de Oliveira – R. Rui Barbosa 323, Bela Vista | Entrada gratuita   21 de abril ARTE Inauguração do mural “Acolhida” de Ettorre em São Paulo 15:00 | Arsenal da Esperança – R. Dr. Almeida Lima, 900 | Entrada gratuita   De 23 a 29 de abril CINEMA Festival de Cinema Europeu Imovision   25 e 29 de abril ÓPERA SIPARIO – A magia da ópera italiana pelo Brasil Entrada gratuita 25 de abril às 19:00| Sala de Concertos Radegundis Feitosa (UFPB) | João Pessoa | Ingressos: retirada no local uma hora antes do espetáculo 29 de abril às 19:30 |Teatro Alberto Maranhão – Praça Augusto Severo | Natal | Ingressos: retirada no local uma hora antes do espetáculo

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CUCINA: a Rio si accende il gusto italiano

Inaugurata la nuova scuola di enogastronomia al Polo Italianorio: tradizione, eccellenza e convivialità nel segno dell’Italia Rio de Janeiro, 18 marzo – Alle ore 18, tra l’eleganza del Polo Italianorio e la suggestione di Praça Itália, è stata inaugurata CUCINA, la nuova scuola di enogastronomia italiana destinata a diventare un punto di riferimento per la diffusione del gusto e della cultura culinaria del Bel Paese in Brasile. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto culturale ITALINORIO, avviato due anni fa e fondato su un principio tanto semplice quanto ambizioso: l’eccellenza della gastronomia italiana, recentemente riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Un riconoscimento che non è soltanto un titolo, ma una responsabilità: quella di custodire e trasmettere un sapere fatto di tradizione, territorio e passione. A sottolineare il valore dell’evento è stato il Console Generale d’Italia a Rio de Janeiro, Massimiliano Iacchini, che ha evidenziato come la nascita di CUCINA rappresenti «uno spazio permanente per rafforzare, insieme ai partner, l’azione di promozione della cultura gastronomica italiana nel mondo», in occasione della Settimana della Cucina Italiana. La scuola nasce dalla sinergia tra il Consolato Generale d’Italia, il Supermercado Zona Sul e l`Istituto Europeo di Design, con l’obiettivo di promuovere e valorizzare le tradizioni culinarie italiane, formando al contempo nuove competenze e sensibilità gastronomiche. CUCINA si inserisce inoltre nel processo di valorizzazione della storica “Casa Italia”, edificio simbolo della presenza italiana a Rio de Janeiro, che si avvicina al traguardo dei novant’anni: un luogo che continua a rinnovarsi senza tradire le proprie radici. Dopo il taglio del nastro, gli ospiti sono stati accompagnati in un percorso sensoriale fatto di cocktail, degustazioni e creazioni gastronomiche firmate da chef d’eccezione: Silvio Podda, Michele Petenzi, Nelson Soares, Nello Garaventa e Pierluigi Russo. Sapori autentici, armonizzati da una selezione di vini pregiati e accompagnati da un sottofondo musicale discreto ma coinvolgente. A rendere ancora più gradita la serata, un omaggio finale offerto dal Supermercado Zona Sul, gesto che ha suggellato un evento riuscito sotto ogni punto di vista. Il pubblico, numeroso e partecipe, ha mostrato grande apprezzamento per un’iniziativa capace di coniugare cultura, gusto e convivialità. E in fondo, tra un calice alzato e un piatto assaporato, si è avuta la conferma di una verità antica: l’Italia, quando si siede a tavola, non esporta solo ricette, ma uno stile di vita. E se qualcuno pensava che bastasse una forchetta per capirlo, beh… dopo CUCINA dovrà ricredersi: serve almeno un intero menù. Giuseppe Arnò

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Zona Sul, l’arte di crescere senza chiamarla fortuna

Dalla bancarella di Ipanema a oltre quaranta negozi: un modello imprenditoriale che merita applausi. Ma anche qualche cassa in più. «La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità», ammoniva Seneca. E se c’è una storia che smentisce l’alibi della dea bendata, è quella dei fratelli Francesco Leta e Mario Leta, immigrati italiani che nel 1959 fondarono il Supermercato Zona Sul, partendo da una semplice bancarella nel mercato di Ipanema. Oggi Zona Sul è una catena con oltre quaranta negozi nello Stato di Rio de Janeiro. Per molti carioca è “il” supermercato: qualità, assortimento, attenzione al cliente, un tocco di italianità che profuma di casa anche sotto il sole dei tropici. Non fortuna, dunque, ma intuito. Non caso, ma capacità di leggere il bisogno di una città in crescita e offrirle un servizio all’altezza, con prodotti selezionati, importati e locali, e con un’evoluzione tecnologica che ha abbracciato vendita online e consegne a domicilio. Fin qui, l’elogio è doveroso. Crescere senza perdere identità è merce rara nel commercio al dettaglio. E la famiglia Leta ha saputo farlo, accompagnando l’espansione con una struttura amministrativa più complessa, tra gerenti, controlli qualità, statistiche e supervisione capillare. Proprio per questo,  ed è qui che l’affetto si fa esigente, stona come una nota fuori spartito il disservizio riscontrato presso il punto vendita di Av. Nossa Senhora de Copacabana 595: la cassa riservata ad anziani, gestanti e persone con disabilità affidata a una sola cassiera. Il risultato? File che, con indulgenza retorica, potremmo definire bibliche. La segnalazione alla gerente di turno non è mancata. L’effetto, per ora, sì. È un dettaglio? Forse. Ma nei dettagli si misura la coerenza tra reputazione e realtà. Una catena che ha fatto della qualità il proprio vessillo non può permettersi che la corsia della priorità diventi il corridoio dell’attesa. Perché se è vero che la fortuna non esiste, è altrettanto vero che la pazienza, soprattutto a una certa età, non è una risorsa rinnovabile. Noi continuiamo a tifare per Zona Sul. Ci piacerebbe poterle assegnare un dieci e lode senza postille. Ma, come insegnava il vecchio Seneca,  e come ricorderebbe un cronista un po’ malizioso, il talento incontra l’opportunità. Sta poi all’organizzazione non farlo inciampare… in coda alla cassa. Giuseppe Arnò

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Workshop de Pizza Napolitana

Chef Arnaldo Pantani: a alma de Nápoles em um workshop de Pizza Napolitana no Rio de Janeiro x x O Chef de Cucina Arnaldo Pantani, napolitano de origem e apaixonado divulgador da verdadeira culinária italiana, conduziu recentemente um simpático e envolvente workshop dedicado à Pizza Napolitana, que conquistou plenamente os participantes e deixou no ar um autêntico perfume de Nápoles. O seminário reuniu um grupo seleto de pessoas interessadas não apenas em aprender a técnica da pizza, mas também em compreender sua história, identidade cultural e importância gastronômica. Desde as primeiras horas, o tempo pareceu passar rapidamente graças à abordagem clara e envolvente do chef, que iniciou o encontro com uma rica parte teórica e histórica, abordando as origens da pizza, sua evolução ao longo dos séculos e a escolha criteriosa dos ingredientes — elemento essencial para garantir autenticidade e qualidade. Mais do que uma aula de culinária, o workshop foi uma verdadeira experiência sensorial e cultural, marcada por uma autêntica ventata di napoletanità, onde saberes, sabores e tradições se misturaram de forma harmoniosa. O ensino preciso e apaixonado do Chef Pantani, aliado à colaboração de seu jovem e talentoso assistente, Carlos Eduardo Barros, resultou em um trabalho didático eficaz, dinâmico e extremamente bem recebido pelos participantes, que demonstraram grande entusiasmo e satisfação ao longo de todo o evento. Radicado há muitos anos no Rio de Janeiro, Arnaldo Pantani desenvolve um trabalho meritório e contínuo de difusão da culinária italiana e napolitana no Brasil. Ao longo de sua trajetória, atuou em restaurantes renomados, consolidando sua reputação profissional, e trabalhou por vários anos no famoso Hotel Sheraton, experiência que lhe proporcionou importante reconhecimento internacional. Essa colaboração se estendeu até o advento da pandemia, momento em que o chef passou a dedicar-se com ainda mais intensidade a cursos, workshops e estágios de culinária italiana. Seu compromisso com a cultura italiana também se reflete nas aulas ministradas no Instituto Italiano de Cultura do Rio de Janeiro, onde contribui para a valorização e preservação das tradições gastronômicas da Itália, aproximando culturas e formando novos apaixonados pela boa cozinha. O workshop de Pizza Napolitana conduzido por Arnaldo Pantani confirmou, mais uma vez, que a verdadeira gastronomia vai além da técnica: ela é história, identidade, emoção e partilha. Um evento de grande sucesso, que deixou nos participantes não apenas novos conhecimentos, mas também o sabor autêntico de Nápoles no coração. A notoriedade e o sucesso do Chef Pantani na comunidade italiana foram fortalecidos a partir do momento em que ele passou a frequentar, pela primeira vez, o Salotto Italia, espaço criado na sede do Comitê Olímpico Nacional Italiano (CONI) por iniciativa de Alfredo Apicella. Alguns anos depois, essa experiência teve continuidade no Instituto Italiano de Cultura do Rio de Janeiro, que, à época, adotou e desenvolveu uma iniciativa semelhante, dando um forte impulso à ideia de unir gastronomia, cultura e identidade italiana. Mas, voltando um pouco atrás no tempo, uma contribuição importante para a divulgação de novas e espetaculares formas de promoção e difusão da nossa pizza ocorreu quando, aqui no Rio de Janeiro, chegaram os pizzaioli italianos Campeões do Mundo. Os pizzaioli italianos, comandados pelo Chef Giorgio Riggio, foram oficialmente recebidos pelo Delegado do CONI e, pela primeira vez, tiveram acesso à Casa Italia, onde foi organizado um estágio pioneiro, idealizado pelo Delegado do CONI, com o tema “Esporte e Alimentação: Pizza e Acrobacia”. O estágio representou o primeiro evento do gênero realizado no Rio de Janeiro e contou com a participação de mais de 40 pizzaioli, provenientes de diversos restaurantes, que aderiram com grande entusiasmo à iniciativa. Foi nessa mesma ocasião que nasceu, no âmbito do CONI Brasile e voltado às crianças ítalo-brasileiras, o Projeto Social “Pizzaioli per un Giorno”, que posteriormente deu origem a outras iniciativas do mesmo gênero, incluindo colaborações para a divulgação da Dieta Mediterrânea, ampliando ainda mais o alcance social, cultural e esportivo do projeto. Mais importante ainda, dessa experiência nasceu uma grande e duradoura amizade com Giorgio Riggio, mantida até os dias de hoje, marcada pelo respeito profissional, pela colaboração cultural e pela paixão comum pela autêntica tradição da pizza italiana.     Alfredo Apicella @alfredoapicella.oficial  

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La pizza, gli amici e le piccole felicità: elogio semiserio dell’arte dello stare insieme

Dove si dimostra che l’amicizia sopravvive a tutto… persino alla pizza “brasilerizzata”. Con un inchino a Mamma Bette. Ci sono piaceri che non richiedono lauree, diplomi o manuali d’uso. Uno di questi, forse il più universale e sottovalutato, è la tavolata con gli amici. Un tavolo, quattro risate, due battute e un piatto che non tradisca: e la vita torna immediatamente più leggera, come insegnavano già i saggi latini. “Amicus certus in re incerta cernitur”, sentenziavano, lasciandoci intuire che nelle incertezze quotidiane un amico fedele è più efficace di un intero ministero della serenità. Cicerone, poi, faceva addirittura della convivialitas la sua filosofia affettiva: altro che trattati astratti, l’amicizia,  nel suo “Laelius de amicitia”, si costruisce tra un boccone e una parola detta bene. E aveva ragione: a tavola ci si incontra, ci si rilassa, si punzecchia l’amico e si perdona subito dopo, perché il buon cibo è il miglior diplomatico mai esistito. Tolto lui, resta solo il litigio… o, peggio ancora, l’amaro in bocca. E qui entra in scena il dramma carioca: Rio de Janeiro, città generosa di panorami e allegria, non lo è altrettanto quando si parla di pizza. Quella vera, italiana, con la “i” maiuscola e il profumo che riconosci anche a occhi chiusi. Qui, ahimè, le pizzerie aprono e chiudono come stagioni di telenovelas: partono bene, un pizzaiolo bravo, qualche promessa epica, e finiscono male, con prodotti così “brasilerizzati” che il pomodoro è già cotto tre volte, la mozzarella rimbalza e gli ingredienti sembrano usciti da un’insalata russa in crisi d’identità. Della pizza resta solo il nome. E il conto. Non stupisce, dunque, che la dottoressa Patrícia,  carioca di nascita, italiana di adozione e perciò perfetta giudice del mondo spicciolo della tavola, sia entrata nel panico quando ha dovuto scegliere una pizzeria per incontrare gli amici venuti dal Portogallo, la coppia d’oro Paulo e Terezinha. Un’occasione che meritava almeno una pizza vera, non un esperimento antropologico. Le opzioni? Scarse. L’esperienza? Demoralizzante. Rimaneva una sola pizzeria da tentare: un ultimo faro nella notte gastronomica. “O la va o la spacca”, ha pensato la nostra Patrícia, sapendo bene che con gli amici ci si può anche arrangiare… ma non fino al punto di fingere che una pizza di gomma sia commestibile. Fortuna ha voluto che la scelta cadesse su Mamma Bette, a Copacabana. E qui bisogna fermarsi e togliersi il cappello. Perché la pizza era… buona. Ma buona davvero. Di quelle che ti riconciliano col mondo e ti fanno venire voglia di cantare “’O sole mio” anche se stai in Avenida Atlântica. La serata è filata liscia: pizza eccellente, risate autentiche, ospiti soddisfatti e quel senso di calore che solo una tavola ben apparecchiata,  e ben popolata, sa dare. E così Mamma Bette diventa, ufficialmente, porto sicuro della diaspora italiana in cerca di pizza degna, luogo di rimpatriate, consolazioni, serate piene di chiacchiere e niente amaro in bocca (tranne il digestivo, quando ci vuole). Tornando all’amicizia, la dottoressa Patrícia, ancora raggiante,  ha confessato che la vita è molto più allegra quando hai un amico con cui fare due passi, scambiare due confidenze o condividere una pizza fatta come si deve. Perché la ricetta della felicità, in fondo, non è complicata: basta una buona compagnia, un luogo sincero… e una pizza che non tradisca la patria. E se proprio vogliamo dirla alla Montanelli: l’amicizia è come la pizza buona. Se la trovi, tienitela stretta. Perché non capita tutti i giorni, e quando capita… fa un gran bene allo spirito. Giuseppe Arnò

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SP – “Primeiro Encontro”, de Paolo Genovese

  “Primeiro Encontro”, de Paolo Genovese, chega à telona do tradicional cinema de rua em sessão de pré-estreia, acompanhado da exposição fotográfica “Amor no cinema italiano” e uma imersão gastronômica com apoio da Meno Diciotto Gelato. “Primeiro Encontro” foi um dos maiores êxitos do cinema italiano em 2025, liderando as bilheterias nas duas primeiras semanas em cartaz. O filme também foi destaque no Festival de Roma, onde recebeu o prêmio do público – reafirmando o talento de Genovese em criar histórias cheias de ironia e afeto. É inspirado na animação “Divertida Mente” – mas aqui as emoções têm cara e corpo humano e conduzem a situações hilárias o casal de protagonistas, bem na noite do primeiro date. O Cineclube Italiano busca oferecer uma viagem pela Itália, combinando o melhor da atual cinematografia com discussões enriquecedoras e momentos de prazer gastronômico. A exposição “Amor no cinema italiano” propõe cenas memoráveis das obras-primas de mestres como Fellini, De Sica, Pasolini, Tornatore e Scola. Para tornar a viagem ainda mais deliciosa haverá uma degustação do autêntico gelato italiano produzido artesanalmente pela Meno Diciotto Gelato – fundada em 1986, em Turim, com um histórico de excelência e tradição. O nome da marca faz referência à temperatura ideal de armazenamento e conservação do gelato (-18°C), essencial para preservar sua textura perfeita. Resultado da prolífica parceria entre o Cine Belas Artes, o Instituto Italiano de Cultura de São Paulo e a Pandora Filmes, o Cineclube Italiano é uma oportunidade imperdível para amantes do cinema, da cultura italiana e das boas experiências.   Cineclube Italiano: Primeiro Encontro (Itália, 2025, cor, 97 min., comédia, legendado em português, de Paolo Genovese) Quando: 9 de dezembro Horário: 19h30 Onde: Cine Belas Artes (Rua da Consolação, 2423 – Consolação – São Paulo/SP) Ingresso: R$10,00 (Clique aqui para comprar seu ingresso) Telefone: (11) 2894-5781

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Italia e Brasile: due sponde, un’unica memoria

Al Teatro Italia di Rio de Janeiro, la scrittrice e ricercatrice Antonella Rita Roscilli racconta, attraverso Zélia Gattai, il filo invisibile che unisce l’emigrazione italiana alle radici culturali del Brasile.     a a Il prossimo 4 novembre, alle ore 18.30, presso il Teatro Italia dell’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, la scrittrice e ricercatrice Antonella Rita Roscilli terrà una conferenza dal titolo “Legami storici e memorie dell’immigrazione italiana in Zélia Gattai Amado”. L’incontro, che celebra i profondi legami tra Italia e Brasile, ripercorre la storia di un dialogo culturale che attraversa l’oceano Atlantico e trova in Zélia Gattai, moglie di Jorge Amado e autrice di straordinaria sensibilità, una figura simbolica. Membro corrispondente dell’Academia de Letras da Bahia (ALB), dell’Istituto Geografico e Storico di Bahia (IGHB) e ricercatrice presso lo IHAC dell’Universidade Federal da Bahia (Ufba), Antonella Rita Roscilli presenterà in questa occasione il suo volume “Zélia Gattai Amado e l’Emigrazione italiana in Brasile” (Ed. Cosmo Iannone), opera scelta in Italia per commemorare il 150° anniversario dell’immigrazione italiana in Brasile e recentemente pubblicata anche in Brasile dalla casa editrice universitaria Edufba. La conferenza, introdotta dal Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Marco Marica, sarà aperta da un intervento del poeta, filosofo e critico letterario Carlos Nejar, membro dell’Accademia Brasiliana di Lettere (ABL). Tra gli ospiti figurano inoltre lo storico e scrittore Paulo Roberto Pereira, membro dell’Academia Carioca de Letras e dell’ALB, e Paulo Knauss, professore e direttore del Museo dell’Istituto Storico e Geografico del Brasile. Un appuntamento di grande rilievo che, nel segno della memoria e della cultura, rinnova l’antico abbraccio tra le due sponde dell’Atlantico. Comunicato Stampa

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Ato no Rio homenageia Vladimir Herzog

  a A Associação Brasileira de Imprensa (ABI) homenageou o jornalista Vladimir Herzog, símbolo da luta pela democracia e da resistência contra a ditadura militar no Brasil. Na sede da ABI, no Rio de Janeiro, foi realizada uma cerimônia em sua memória, com a presença do presidente da associação e de muitos jornalistas. A homenagem incluiu a fixação de uma faixa na porta da sede da ABI, onde permanecerá durante todo o ano, marcado oficialmente como o “Ano Vladimir Herzog”. A iniciativa visa preservar a memória do jornalista assassinado em 1975 no DOI-CODI, e destacar sua importância para a defesa da ética, dos direitos humanos e da liberdade de expressão. No mesmo evento, esteve presente Alfredo Apicella, diretor esportivo e jornalista, representando Giuseppe Arno, presidente da Associação Stampa Italiana no Brasil (ASIB), demonstrando o apoio também da comunidade italiana à valorização da memória de Herzog. A associação italiana tem atuado em parceria com a ABI em eventos de valorização da imprensa livre e da democracia. Vladimir Herzog teve um papel decisivo na história recente do Brasil, tendo sido torturado e morto pelo regime militar devido à sua atuação como jornalista e à sua militância política. Sua morte provocou ampla comoção e marcou o impulso para a redemocratização do país. A homenagem da ABI em 2025 reforça o compromisso da imprensa brasileira com a memória e a justiça, assegurando que o legado de Herzog continue vivo e presente na luta pelos direitos humanos e pela liberdade de expressão. Esta homenagem também contou com o apoio do Instituto Vladimir Herzog, que mantém importante acervo e memória sobre sua vida e obra, além da sua atuação como professor e jornalista de TV Cultura. O Ano Vladimir Herzog empenha-se em promover reportagens, eventos e debates como forma de manter viva a memória contra o apagamento histórico promovido pela repressão do passado. Alfredo Apicella

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Evento ABI

  ABI realiza Ato em memória de Vladimir Herzog e todas as vítimas da ditadura militar     A Associação Brasileira de Imprensa (ABI) convoca toda a sociedade, jornalistas, estudantes e defensores dos direitos humanos para um grande ato em memória de Vladimir Herzog, o jornalista brutalmente assassinado há 50 anos pela ditadura militar brasileira. O evento, que lembrará todas as vítimas da repressão, tem apoio do Instituto Vladimir Herzog, do Grupo Tortura Nunca Mais, do Clube de Engenharia e do Sindicato dos Jornalistas do Município do Rio de Janeiro. Será realizado no dia 24 de outubro, sexta-feira, às 17h, na Rua Araújo Porto Alegre 71, no Centro do Rio, se soma às iniciativas do “Ano Vladimir Herzog”, instituído pela ABI. No dia 25 de outubro de 1975 Vlado foi torturado e morto nas dependências do DOI-CODI, em São Paulo. Seu legado de luta pela democracia e pela liberdade de expressão jamais será esquecido. Herzog, então diretor de jornalismo da TV Cultura, foi uma das vítimas da implacável perseguição do regime, que tentou acobertar o assassinato com a falsa e cínica versão de suicídio. Uma mentira desmontada pela coragem da família e da sociedade civil, e, posteriormente, pelas investigações históricas. A necessidade de preservar essa memória é reforçada pelas conclusões da Comissão Nacional da Verdade (CNV), cujo relatório final, de 2014, foi categórico ao afirmar que Vladimir Herzog morreu em decorrência de ação perpetrada por agentes do Estado brasileiro, em um contexto de sistemáticas violações de direitos humanos promovidas pela ditadura. A CNV não apenas desmantelou a farsa do suicídio, como também listou 377 agentes públicos envolvidos em graves violações e recomendou que o Estado brasileiro promova a responsabilização jurídica — civil, criminal e administrativa — dos apontados. O relatório deixou claro que crimes como tortura, execuções e desaparecimentos forçados, praticados em larga escala e de forma sistemática, constituem crimes contra a humanidade, sendo imprescritíveis e inafiançáveis. O ato do dia 24 de outubro é um chamado urgente para que o Brasil não retroceda no seu dever de investigar, processar e julgar todos os crimes da ditadura, garantindo a Verdade, a Memória e a Justiça. Junte-se a nós nesta homenagem, reafirmando o compromisso com os valores que Vlado defendeu com a própria vida: a liberdade de imprensa e a democracia plena.   ABI Presidência <[email protected]>

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