Il tuo futuro è più grande del tuo trauma

Natalia Khlodenko è una psicologa ucraina, autrice ed ex conduttrice  televisiva di punta la cui vita lavoro compreso, è stata  notevolmente cambiata all’alba del 24 febbraio 2022.     Quando le prime esplosioni hanno scosso Kiev, Natalia ha preso i suoi due figli lasciando il suo appartamento per l’ultima volta unendosi alla lunga colonna di auto in fuga verso il confine occidentale dell’Ucraina. Il viaggio, segnato dalla costante paura dei bombardamenti e dall’impotenza di leggere richieste di aiuto che non poteva ancora offrire, trasformò “l’Oprah della Ucraina” in una rifugiata da un momento all’altro. Residente adesso in Europa, Natalia incanala quell’esperienza in iniziative su larga scala per la salute mentale degli ucraini sfollati. Nel 2025 ha fondato la “Maratona Psicologica Panucraina “ quale programma gratuito a livello nazionale atto nel fornire a donne e madri, strumenti basati su evidenze scientifiche per ricostruire stabilità, reddito ed autostima, affinchè i loro figli possono crescere e prosperare. Il 60% del suo lavoro testimonia l’innata convinzione che la protezione dei bambini inizi con il dare potere agli adulti prendendosi cura di loro. Natalia appare regolarmente in televisione nazionale quale esperta di traumi postbellici, in particolare nell’aiutare le donne ad affrontare le sfide emotive e psicologiche della ricostruzione delle loro vite. Il suo stile terapeutico con l’espressione creativa, incoraggia le pazienti ad incanalare la “giusta rabbia” quale carburante per uno scopo. Ed ancora a cantare o disegnare le proprie emozioni trovando un legame quotidiano anche nel più breve scambio di battute al vicino bar. Il suo messaggio ha raggiunto un pubblico globale grazie a collaborazioni con leggende della musica come Gloria Gaynor e Kathy Sledge , nonché una recente conversazione pubblica sulla pace e perseveranza come appunto agiva Martin Luther King . Per Natalia parlare in pubblico, condurre seminari sul recupero dei traumi sino a far uscire il suo bel libro “Il costo del  silenzio” è un modo di lasciare sempre la sua impronta  nella convinzione fondamentale che lo scopo è più forte del trauma. Un metodo di lavoro il suo invitando ogni sopravvissuto  – guerre, violenze, perdite personali – nell’usare il dolore  non come traguardo bensì come materia prima per la trasformazione. Alla scorsa edizione del “Better World Fund Venice” di cui è Presidente e Fondatore Manuel Collas De La Roche, la psicologa Kholodenko era  stata invitata alla conferenza sull’impatto emotivo del trauma e del PTSD. Attingendo alla propria esperienza di clinica nonché rifugiata di guerra, aveva esplorato dettagliatamente come il trauma rimodella il sistema nervoso e come la speranza, la forza e la riscoperta del ‘sé’, possono aiutarci a guarire ritrovando il nostro scopo di vita. Non a caso il suo messaggio vincente è: il tuo futuro è più grande del tuo trauma.” Carla Cavicchini

Read More »

Il Valore delle Eccellenze Italiane nel Mondo

Al Senato della Repubblica “Il Valore delle Eccellenze Italiane nel Mondo”: il Senatore Antonio Trevisi e l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald promuovono il dialogo tra Italia e comunità italo-americana     Roma, 3 luglio – La prestigiosa Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama, presso il Senato della Repubblica, ha ospitato oggi la conferenza stampa “Il Valore delle Eccellenze Italiane nel Mondo”, promossa su iniziativa del Senatore Antonio Salvatore Trevisi, con la partecipazione dell’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, del Board of Directors della National Italian American Foundation (NIAF), della Presidente di Italian Producers, Giusi Malcangi, e con il coordinamento del Prof. Michele Panzarino. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, imprese, ricerca e comunità italo-americana, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze italiane nei settori dei trasporti, dell’impresa, dell’agroalimentare, della moda, dello sport, della medicina e del benessere, rafforzando il ruolo del Made in Italy quale patrimonio strategico per la crescita economica e l’immagine internazionale del Paese. Nel suo intervento istituzionale, il Senatore Antonio Trevisi ha sottolineato l’importanza di sostenere le imprese, la ricerca e il talento italiano, riconoscendo il valore di quanti, con il proprio lavoro, contribuiscono a rafforzare la competitività dell’Italia nel mondo. L’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald ha invece evidenziato il ruolo fondamentale della collaborazione con la National Italian American Foundation (NIAF) nel consolidare il legame tra Italia e Stati Uniti e nel promuovere nuove opportunità di cooperazione economica, culturale e scientifica. Nel corso della manifestazione sono stati conferiti riconoscimenti ad aziende, professionisti e protagonisti del Made in Italy che si sono distinti per il loro contributo allo sviluppo economico, scientifico e culturale del Paese. Tra i premiati figurano Marco Mazzieri, Presidente della Federazione Italiana Baseball Softball (FIBS); Ned Colletti, General Manager della Nazionale Italiana di Baseball per il World Baseball Classic 2026; Prof. Arch. Raimondo Grassi, Vicepresidente di ASE Aerospace S.p.A.; Ottavio Sartori e Franco Rinaldi, CEO di Arredissima – Berloni; Arturo Amore, CEO di Masami; Vincenzo Labianca, CEO di Meditrans; Laura De Carolis, imprenditrice del settore moda; Stefania Anna Mariani, Presidente di AKA Duty Free Travel Retail; e gli autori del volume “ADHD e Plusdotazione – La Rivoluzione Integrata”, pubblicato da Magi Edizioni: Maria Laura Sadolfo, Mauro Ciro Antonio Rongioletti, Gennaro Bruno e Fabrizio Papa, rappresentati alla cerimonia dalla Dott.ssa Maria Laura Sadolfo, che ha ritirato il riconoscimento a nome del gruppo di ricerca. La conferenza ha confermato il valore della sinergia tra istituzioni, imprese e ricerca quale motore di sviluppo e innovazione, rafforzando il dialogo tra Italia e Stati Uniti attraverso il coinvolgimento della NIAF e delle organizzazioni impegnate nella promozione internazionale del Made in Italy. L’iniziativa si è conclusa con un messaggio condiviso: investire nelle eccellenze italiane significa investire nel futuro del Paese. Dall’industria aerospaziale alla medicina, dall’agroalimentare alla moda, fino allo sport e all’impresa, l’Italia continua a distinguersi nel mondo grazie a competenze, ricerca, innovazione e capacità di costruire relazioni internazionali sempre più solide. https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/03/al-senato-della-repubblica-il-valore-delle-eccellenze-italiane-nel-mondo-il-senatore-antonio-trevisi-e-lon-fucsia-nissoli-fitzgerald-promuovono-il-dialogo-tra-italia-e-comunita-italo-americana/

Read More »

La finestra su Roma

di Bruno Fulco Le notti magiche inseguendo un gol non sono più roba per noi     L’Italia si sta sciogliendo sotto i colpi dell’anticiclone subtropicale africano, un’area di alta pressione che originata sul deserto del Sahara si espande a macchia d’olio verso l’Europa, portando temperature che in questi giorni superano stabilmente i 35 gradi tendendo ai 40 per gran parte della giornata.  L’ancora di salvezza non possono essere che i condizionatori, con buona pace di tutti gli eco – predicatori che moralizzano la gente sul loro uso, sostenuti anche dagli pseudo economisti che in virtù dei consumi energetici esortano a non usarli. Che poi sono gli stessi che rifiutano il nucleare in casa nostra come fonte di energia ma sono pronti a morire per quello dei nostri vicini di casa, Spagna compresa che ne ha annunciato la dismissione entro il 2035 ma che intanto ci sta dentro alla grande. L’altro rimedio naturale è quello dei bagni al mare, quasi un’illusione che a volte evolve in puro disagio. Quello che avviene sulle spiagge quando si schiudono le uova delle piccole tartarughe, potrebbe avvenire anche a chi dalle grandi città non resiste al miraggio della costa. Alla stregua delle piccole tartarughe più sfortunate, che hanno la sfortuna di rompere il guscio di giorno e vengono bruciate dal sole mentre corrono affannosamente verso l’acqua, gli automobilisti che si avventurano tra le migliaia di auto che intasano ogni strada che corre verso il mare, arrivano nella maggior parte alla meta esausti e stravolti dalla calura con il rischio di non trovare nemmeno posto, trasformando quella che doveva essere una giornata di sollievo in un incubo ad alta temperatura. Una volta i più saggi avrebbero preferito rimanere in casa con il frigo carico di birre, gelati ed ogni genere di conforto per godersi la rassegna calcistica mondiale ma ahimè questo è uno sport che non ci vede più come rappresentanti dell’élite. Per noi niente più notti magiche inseguendo un gol ma solamente un ruolo passivo da spettatori. Da questo punto di osservazione neutro però si può cogliere meglio lo stato del calcio mondiale. L’ennesima mancata qualificazione dell’Italia oltre ad aver addolorato un popolo intero che di calcio ci campa, è solo un triste presagio della sorte a cui va incontro il calcio Europeo confermato dalle eliminazioni di questa fase. Olanda e Germania squadre dal blasone calcistico simile all’Italia, anche se inferiore, abbandonano il mondiale Usa senza nemmeno superare il girone di qualificazione. Le due compagini figuravano addirittura tra le favorite per la vittoria finale ma una sorte quasi simile a quella degli Azzurri si è abbattuta su di loro, visto che ad eliminarle sono state rispettivamente Marocco e Paraguay, come a noi la Serbia ha impedito addirittura l’accesso alla competizione. La caratteristica comune di queste disfatte calcistiche è senza dubbio la perdita di identità e la sconfitta del sistema calcistico di queste nazioni. Gli stessi discorsi che si sono fatti per l’Italia sono riproducibili anche per queste Nazionali perché la differenza che c’è è nella modalità ma le cause rimangono le stesse. Per quanto riguarda l’Italia, la scelta di acquistare calciatori a basso costo di paesi africani, sudamericani e slavi per trasformarli in prodotti da vendere ha avuto un esito catastrofico. Le scuole calcio si sono trasformate in attività di lucro senz’anima infischiandosene di portare sul campo il talento del dna calcistico dei ragazzi italiani. Per le altre nazionali europee a questo si aggiunge anche il fenomeno della naturalizzazione, che porta come risultato finale squadre infarcite di talenti nativi di altri paesi o con un avo o un genitore di quello stato e che hanno facoltà di scegliere la nazionalità per cui gareggiare. Non si tratta nemmeno di un fatto di identità o del valore di un rapporto maturato con la nazione ospitante ma solo di opportunità. In pratica un giocatore talentuoso che si trova nella possibilità di scegliere opterà sempre per quella più titolata. È indicativo l’esempio dei fratelli Brian Brobbey e Derrick Luckassen, padri diversi, stessa madre nati e in Olanda. Il primo autore con l’Olanda, di una doppietta alla Svezia e in gol contro la Tunisia, l’altro marcatore sabato notte col Ghana al suo esordio contro la Croazia. Così come i fratelli Doué, Guéla ha optato per la Costa d’Avorio e il più piccolo e talentuoso Désiré, per la Francia. Guarda caso il più dottato sceglie sempre la squadra più forte e mai il contrario. In questo stato di cose tra le favorite per la vittoria finale risulta la Francia sempre più simile ad un Africa Mix di calciatori di grande talento, insieme all’Argentina che di contro ricorda un po’ l’Italia di tanti anni fa, dove la passione era il motore di tutto il movimento. Caratteristiche mostrate oggi dalla nazionale Albiceleste dove i calciatori che arrivano al successo sono quelli animati dalla grande fame di realizzazione ed amore per il proprio paese, sentimento fuori moda alle nostre latitudini. Senza dimenticare poi che tra le sue fila gioca un certo Lionel Messi, uno tra i migliori giocatori al mondo di sempre. Lo sport è anche un po’ lo specchio dei nostri tempi e il tema della mancanza di identità così evidente nel calcio, travalica lo sport per diventare uno degli argomenti tra i più caldi in tutta Europa, dove evidentemente gli equilibri stanno saltando. Purtroppo, politiche scellerate hanno permesso un’immigrazione senza controllo, generando situazioni al limite in molte città dove l’esasperazione si trasforma in episodi di violenza senza quartiere. Ne è l’esempio la rivolta di Belfast, scoppiata a seguito dell’aggressione compiuta da un richiedente asilo sudanese ai danni di un cittadino irlandese. In molte città d’Europa cresce il movimento che vuole la remigrazione di massa e naturalmente, tutto ciò si presta alla strumentalizzazione più acuta. In Italia questo sentimento è stato prontamente raccolto dalla formazione politica Futuro Nazionale guidata da Vannacci, che appena fuoriuscito dalla Lega di Salvini con il suo nuovo partito ha superato la Lega stessa nei sondaggi e viaggia nei consensi verso la doppia cifra, ponendosi come un

Read More »

A cent’anni dall’innesco del caso dello “smemorato di Collegno”

        Quando la vicenda Canella-Bruneri coinvolse Italia e Brasile   Un secolo fa, all’inizio di marzo 1926, a Torino avvenne l’antefatto di quanto, successivamente, sarebbe esploso come un caso giudiziario-mediatico destinato a durare anni e con certezze minate tuttora da dubbi insinuanti: la questione dello “smemorato di Collegno” e la contesa della sua identità tra Giulio Canella e Mario Bruneri. Conseguenze pubbliche e private che riguardarono un veronese d’adozione, dichiarato disperso nell’attuale Macedonia  del Nord (nei pressi dell’ex Manastir oggi Bitola, ai piedi dei monti Baba o Baba Planina, nell’ambito del Fronte Macedone o di Salonicco), il 25 novembre 1916, il filosofo ed educatore Giulio Canella, abitante con la famiglia nel villino Liberty Bachbauer Canella, in viale Gabriele D’Annunzio. Canella nacque il 5 dicembre 1882 a Padova, dove studiò e si laureò in Filosofia nel 1904. Tre anni dopo conseguì la laurea in Lettere. Dal 15 ottobre 1904 al 15 gennaio 1905 insegnò Lettere e Filosofia nel Collegio vescovile di Thiene (Vicenza). Precettato, venne congedato nell’agosto 1906 trasferendosi a Verona, in quanto nominato dapprima supplente di Lettere e poi professore di Pedagogia e Morale alla Scuola Normale “Alessandro Manzoni”, in seguito istituto magistrale, diventandone direttore nel 1907. Collaboratore di riviste ed autore di pubblicazioni a tema, cofondò il 13 gennaio 1909 (assieme a padre Agostino Gemelli – al secolo Edoardo – , Giovanni Battista Coris e Giuseppe Zamboni), la “Rivista di Filosofia neo-scolastica”, trimestrale. Giulio si sposò nel 1913 con Giulia Canella (figlia di suo cugino Francesco, possidente in Brasile, nata appunto a Rio de Janeiro). Ebbero 2 figli, Margherita e Giuseppe. Mobilitato nel maggio 1915, fu esentato dal servizio militare e richiamato nel maggio 1916. Fino alla sua “sparizione” del 25 novembre successivo, dal silenzio che ebbe un inatteso sussulto dopo la pubblicazione, ne “La Domenica del Corriere” del 6 febbraio 1927, d’una nota con foto: Chi lo conosce? Ricoverato il giorno 10 marzo 1926 nel Manicomio di Torino (Casa Collegno). Nulla egli è in condizione di dire sul proprio nome, sul paese di origine, sulla professione. Parla correntemente l’italiano. Si rileva persona colta e distinta dell’età apparente di anni 45. Contemporaneamente, “La Stampa” diffuse un’intervista all’anonimo che contribuì ad accrescere l’interesse generale. Il giornalista Ugo Pavia sottolineò una certa somiglianza del tizio con Nikolaj II Romanov (Nikolaj Aleksandrovič Romanov, Carskoe Selo, 18 maggio 1868, 6 maggio del calendario giuliano – Ekaterinburg, 17 luglio 1918), ucciso con la famiglia dai rivoluzionari bolscevichi, instillando la “teoria del complotto”, allora in auge, che ritenne sopravvissuto all’eccidio l’ultimo zar di Russia. Un ulteriore annuncio con ritratto grafico sull’“Illustrazione del Popolo” (supplemento della “Gazzetta del Popolo”) del 13 febbraio 1927 ampliò ulteriormente il caso: L’“uomo di Collegno” è tornato all’onore della cronaca. Pubblichiamo questo interessante documento nel quale l’enigmatico personaggio appare dopo il taglio della fluente barba operato recentemente per ordine dell’autorità giudiziaria (Schizzo eseguito dal pittore Alfredo Ortelli).     Si trattò d’una persona fermata, ai primi di marzo 1926, con l’accusa d’aver trafugato uno o più vasi funerari dal settore ebraico del Cimitero monumentale di Torino. Arrestato, non riuscendo ad ottenere informazioni sulla sua identità, venne trasferito nel manicomio di Collegno, a circa 5 chilometri da Torino, venendovi internato definitivamente il 2 aprile 1926, secondo disposizione del tribunale. In seguito agli appelli sui giornali, tra quanti scrissero o si recarono a Collegno credendo si trattasse d’un proprio congiunto, oltre al fratello di Giulio, Renzo (convinto tramite lettera d’averlo riconosciuto) e la stessa moglie (che, il 27 febbraio, ne appurò direttamente la personalità), lo sconosciuto, stabilito quale Giulio Canella, il 2 marzo 1927 venne dimesso dal manicomio senza la necessaria autorizzazione giudiziaria ed affidato, appunto, all’asserita sposa Giulia. Altre circostanze sopravvenute complicarono la trama. Una lettera anonima recapitata il 7 marzo 1927 alla questura di Torino avanzò l’ipotesi che lo “smemorato” potesse essere il pregiudicato Mario Bruneri (nato a Torino il 18 giugno 1886), ex tipografo. Con Rosa Negro, sua coniuge, ebbe il figlio Giuseppe. Separatosi, indossò la divisa militare tra il 1915 ed il 1918. Quindi, accumulò arresti,  condanne, detenzioni e reati tra il 1920  ed il 1923. Lasciata Torino con l’amante di turno, Camilla Ghedini, per altri lidi furfanteschi, si stabilì a Genova con il falso nome di Raffaele Lapegna fino all’agosto 1925. Cambiò nuovamente residenza ed identità a Milano, quale Adolfo Mighetti. E nel gennaio 1926 rifece capolino a Torino, nelle vesti fittizie di Ziolfo Mighetti. Insomma, non certo uno stinco di santo… Messo a confronto, il dapprima ipotizzato Giulio Canella venne riconosciuto come Mario Bruneri da familiari, conoscenti e… amante. Per effetto della nuova verifica, la persona di cui si prese cura Giulia venne ricondotta nell’ospedale psichiatrico di Collegno ed il tribunale assegnò all’illustre psichiatra e neurologo Alfredo Coppola (Palermo, 7 luglio 1888 – Palermo, 12 giugno 1957) l’incarico di perito per il vaglio delle condizioni mentali dell’uomo. La relativa perizia psichiatrica, depositata l’8 settembre 1927, stabilì trattarsi di Mario Bruneri, privo di indizi d’incapacità d’intendere e di volere, simulatore d’amnesia per evitare il carcere e senza istinti suicidi (in precedenza ritenuti manifesti). Aggirati tre ordini di cattura a suo carico e tratto in arresto in custodia del manicomio, considerando ancora parziale il riconoscimento quale Bruneri in ambiti penali ed applicando il principio del diritto In dubio, pro reo (Nel dubbio, in favore dell’imputato), all’individuo non vennero applicati gli stessi ordini di cattura. Fu richiesto per l’affidamento sia dai familiari Canella che da quelli Bruneri. Il tribunale, in modo pilatesco, decretò il rilascio e l’assegnazione della custodia all’avvocato Gino Zanetti, già incaricato della tutela legale dello “smemorato” e convinto assertore della versione Giulio Canella. Infatti, provvide subito a consegnarlo a Giulia Canella. Con la sentenza del 22 ottobre-5 novembre 1928, il tribunale civile di Torino respinse l’istanza della famiglia Canella per nuove indagini d’accertamento e decretò le generalità della persona in Mario Bruneri. Ma il “caso Canella-Bruneri” proseguì testardamente in un tira e molla giudiziario, tra ricorsi in appello, cassazione ed ancora appello, assumendo contorni di rilevanza popolare, con “tifoserie” canelliane e bruneriane. Giulia dimostrò

Read More »

Cooperazioni internazionali – Diaspora Africana

Inaugurazione della Missione Diplomatica dello Stato della Diaspora Africana (Soad) in Italia e Vaticano   Roma, 25 giugno 2026 – ore 18.00   UNAR –  UNAR – Unione Associazioni Regionali di Roma e del Lazio – Via Ulisse Aldrovandi, 16 –  00197 ROMA (RM)   Lo Stato della Diaspora Africana (SOAD) annuncia l’inaugurazione ufficiale della propria Missione Diplomatica in Italia e Vaticano, che si terrà il prossimo 25 giugno 2026 alle ore 18.00 presso la sede dell’UNAR di Roma.   L’evento rappresenta un importante momento istituzionale volto a consolidare il dialogo tra la Diaspora Africana, le istituzioni italiane, la Santa Sede, il mondo imprenditoriale e la società civile, favorendo nuove opportunità di cooperazione internazionale, sviluppo sostenibile e integrazione economica.   La Missione Diplomatica è guidata dall’Ambasciatore Avv. Prof. Emanuele Mosca, Capo Missione, affiancato dal Dott. Antonio Peragine, Vice Capo Missione Vicario e Responsabile delle Relazioni con le Autorità Italiane e della Comunicazione della Missione Diplomatica.   Fanno parte della struttura diplomatica:   Luca Palese, Portavoce e Delegato agli Affari Economici della Missione Diplomatica in Italia e Vaticano; Caleb Francis Sylvanus John, Delegato agli Affari Consolari della Missione Diplomatica in Italia e Vaticano; Natascia Miccolis, Responsabile degli Affari Amministrativi della Missione Diplomatica in Italia e Vaticano.   Lo Stato della Diaspora Africana   Lo Stato della Diaspora Africana (SOAD) nasce nel 2018 in coerenza con la visione promossa dall’Unione Africana relativa alla cosiddetta “Sesta Regione d’Africa”, intesa come l’insieme delle comunità africane e afrodiscendenti residenti fuori dal continente.   Pur non configurandosi come uno Stato territoriale, il SOAD rappresenta uno Stato finalizzato a rafforzare la partecipazione della diaspora ai processi di sviluppo economico, sociale e culturale dell’Africa e delle sue comunità nel mondo.   Le priorità della Missione Diplomatica in Italia e Vaticano   La Missione, attualmente in fase di consolidamento operativo, svilupperà la propria azione lungo tre direttrici principali:   Rafforzamento delle relazioni istituzionali con il Governo Italiano, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Santa Sede; Promozione della diplomazia economica e del sostegno alle piccole e medie imprese afrodiscendenti, favorendo opportunità di cooperazione con i mercati africani e con l’AfCFTA (African Continental Free Trade Area); Sviluppo di iniziative culturali, formative e sociali finalizzate a valorizzare il contributo della diaspora africana e afrodiscendente nei processi di crescita e inclusione.   Una visione condivisa   L’azione della Missione si fonda su alcuni pilastri strategici:   Integrazione della Sesta Regione d’Africa Promuovere la piena partecipazione politica, economica e sociale della diaspora africana ai processi di sviluppo del continente.   Memoria Storica e Identità Valorizzare il patrimonio storico e culturale delle comunità africane e afrodiscendenti, rafforzando il dialogo interculturale e la consapevolezza delle radici comuni.   Autodeterminazione Economica Sostenere modelli di sviluppo sostenibile, innovazione e cooperazione economica orientati alla crescita inclusiva e all’autosufficienza. Inaugurazione della missione diplomatica dello stato della Diaspora Africana (Soad) in Italia e Vaticano Rappresentanza Internazionale Favorire la costruzione di strumenti di rappresentanza e partecipazione che garantiscano una voce autorevole e condivisa alle comunità afrodiscendenti nel contesto internazionale.   L’inaugurazione del 25 giugno costituirà un’importante occasione di incontro tra rappresentanti istituzionali, corpo diplomatico, organizzazioni internazionali, esponenti del mondo accademico, imprenditoriale e associativo, con l’obiettivo di avviare nuove forme di collaborazione a beneficio delle relazioni tra Italia, Africa e Diaspora.   Fonte: Dott. Antonio Peragine

Read More »

Varese, “We for Peace”

WE FOR PEACE: a Varese una giornata di pace, cultura, impresa e comunità Grande partecipazione all’evento promosso dal Rotary: istituzioni, relatori, imprese, associazioni e artisti insieme per costruire relazioni di valore sul territorio   VARESE – Si è svolto sabato 6 giugno presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese l’evento “We for Peace”, promosso dal Rotary Club Varedo e del Seveso, in collaborazione con i Rotary Club del Gruppo Brianza 2 e con il patrocinio del Distretto Rotary 2042. Una giornata intensa e partecipata, che ha saputo unire riflessione, testimonianze, riconoscimenti e impegno concreto attorno al tema della pace. Un appuntamento che ha dato voce a un progetto capace di coinvolgere il territorio in modo autentico, creando connessioni significative tra istituzioni, mondo rotariano, imprese, associazioni, cultura e cittadini. L’iniziativa ha rappresentato il momento culminante di un percorso costruito nel tempo, in cui la pace è stata proposta non come concetto astratto, ma come valore da coltivare attraverso l’educazione, la cultura, la responsabilità sociale e la qualità delle relazioni. Proprio questo è uno degli aspetti più significativi emersi dalla giornata: la capacità del Rotary di farsi promotore di un dialogo concreto con il territorio, coinvolgendo persone, amministrazioni comunali, aziende, realtà associative, artisti e professionisti in una visione comune orientata al bene collettivo. Ad aprire l’evento sono stati anche i saluti istituzionali dei Sindaci intervenuti: Davide Galimberti, Sindaco di Varese, Alberto Rossi, Sindaco di Seregno, e Mattia Salvioni, Sindaco di Merate, la cui presenza ha testimoniato l’attenzione e la vicinanza delle istituzioni a un progetto capace di generare valore culturale e sociale. La giornata è stata arricchita dalla presenza di autorevoli relatori del mondo rotariano, accademico, culturale e professionale, che hanno offerto contributi di grande spessore e sensibilità: Stefano Artese, Governatore del Distretto Rotary 2042; Donatella Rampado, Presidente del progetto We for Peace e Presidente del Rotary Club Varedo e del Seveso; Giuseppe La Rocca, Governatore del Distretto Rotary 2042 per l’anno 2026-2027; Giovanni Airoli, Responsabile Rotary Foundation Distretto Rotary 2042; Hafez Haidar, Presidente esecutivo del premio Espressioni di Pace; Luca Carminati, Direttore artistico e Responsabile Commissione Pubblica Immagine Distretto Rotary 2042; Yuksel Alper Ecevit, Executive Director The Otto and Fran Walter Rotary Peace Center presso la Bahçeşehir University; Paolo Crespi, Presidente del Rotary Club di Varese; Giovanni Cordini, Professore dell’Università di Pavia; Edoardo Gerbelli, Presidente Sotto Commissione Distrettuale Borse della Pace; Mino Carrara, Presidente Sotto Commissione End Polio Now Distretto Rotary 2042; Marina Verderajme, GIDP-Associazione Direttori Risorse Umane; Paola Bucchia, Youmani OdV; Daniela Perego, socia del Rotary Club Varedo e del Seveso. Nel corso della manifestazione sono stati celebrati i protagonisti delle tre azioni che compongono il progetto. Grande spazio è stato dedicato al Premio culturale “Espressioni di Pace”, che ha saputo raccogliere e valorizzare sensibilità, linguaggi ed espressioni differenti, confermando quanto la cultura possa essere uno strumento concreto di dialogo e di crescita civile. I primi premi sono stati assegnati a Laura Simeoni per la categoria Narrativa, Antonia Martina per la Saggistica, Fondazione Daimon per la Grafica, Pietro Catalano per la Poesia, Carmelo Loddo per Fiabe e racconti e Luisa Di Francesco per la categoria Immagini e suoni. Un momento altrettanto significativo è stato quello dedicato a Business for Peace, l’azione rivolta al mondo imprenditoriale e nata per riconoscere e promuovere le realtà aziendali che, attraverso il lavoro quotidiano, contribuiscono a costruire contesti più inclusivi, responsabili e rispettosi della persona. Sono state premiate Tecniplast S.p.A., Eisai S.r.l., Ristopiù Lombardia S.p.A. Società Benefit, Engie Italia ed Etjca Group: esperienze diverse, ma accomunate dalla volontà di interpretare l’impresa come soggetto attivo nella costruzione di valore sociale e umano. Accanto a questi riconoscimenti, un accenno importante merita anche Giochiamo alla Pace, l’azione dedicata ai più piccoli, pensata per seminare fin dall’infanzia i valori dell’ascolto, del rispetto, della collaborazione e della convivenza positiva. In essa si esprime con particolare forza il senso profondo dell’intero progetto: costruire pace significa educare, creare relazioni sane, offrire occasioni di crescita condivisa e rendere le nuove generazioni protagoniste di una cultura dell’incontro. L’iniziativa ha inoltre ricevuto il patrocinio culturale di numerose istituzioni, enti, associazioni e realtà accademiche che ne hanno riconosciuto il valore educativo, culturale e sociale: Assosinderesi, Women of Change, Rotary Club Varese, Comune di Varese, Città di Varedo, Città di Meda, Comune di Carate Brianza, Città di Seregno, Città di Merate, Città di Paderno Dugnano, Comune di Daverio, Provincia di Monza e Brianza, GIDP, Bahçeşehir University, Università degli Studi di Padova e Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”.   We for Peace si conferma così molto più di un evento: è un percorso corale che ha saputo mettere in rete energie, sensibilità e competenze diverse, dimostrando che il dialogo tra Rotary e territorio può generare iniziative concrete, partecipate e capaci di lasciare un segno. La presenza congiunta di istituzioni, relatori, aziende, associazioni, artisti e cittadini ha restituito con chiarezza il valore di una progettualità che nasce dal territorio e al territorio ritorna, arricchendolo di significato, relazioni e prospettive. In un tempo che chiede responsabilità, ascolto e capacità di costruire ponti, la giornata del 6 giugno ha rappresentato un segnale importante: la pace può essere declinata in molti modi, ma prende forma davvero quando culture, esperienze e mondi diversi scelgono di incontrarsi e lavorare insieme. Presidente Donatella Rampado www.assosinderesi.it Fonte: G. Palmerini

Read More »

Catanzaro, il cardinale Reina celebra l’anniversario dell’Arciconfraternita: fede, arte e solidarietà

Nella chiesa di San Giovanni Battista una solenne liturgia con le autorità civili e religiose. Ammissione del porporato al sodalizio, doni simbolici e un protocollo sanitario per i più fragili Una celebrazione solenne e partecipata ha segnato, lunedì 27 aprile, l’anniversario della fondazione della Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad honorem, nella chiesa di San Giovanni Battista di Catanzaro. A presiedere l’Eucaristia è stato il cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Papa Leone XIV per l’Arcidiocesi di Roma, accolto da una vasta presenza di fedeli, autorità civili e militari e rappresentanti del mondo religioso. Accanto al porporato hanno concelebrato l’arcivescovo metropolita Claudio Maniago, il vicario generale diocesano Salvatore Cognetti, il parroco don Massimo Cardamone e numerosi presbiteri, a testimonianza della rilevanza ecclesiale dell’evento. Al termine della funzione, il priore Luigi Vincenzo Merante Critelli ha espresso gratitudine al cardinale Reina per aver accettato l’invito, sottolineando il valore della sua presenza quale segno di vicinanza e riconoscimento per l’attività del sodalizio. Nello stesso contesto si è svolta l’ammissione ufficiale del cardinale all’Arciconfraternita, con la consegna delle insegne confraternali. Particolarmente significativa anche la dimensione culturale e artistica della giornata: il maestro calabrese Giuseppe Fata ha donato al porporato il “Simulacrum 2026 – Il volto di Maria Santissima”, mentre il confratello Enzo Modulo Morosini ha offerto un volume sulla simbologia araldica nel cristianesimo, contenente un approfondimento sullo stemma episcopale del cardinale Reina, il cui motto è “Caritas patiens est”. Non solo spiritualità e tradizione, ma anche impegno concreto: a margine della celebrazione è stato infatti sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Arciconfraternita e il gruppo Citrigno, realtà di riferimento nella sanità privata calabrese. L’accordo garantirà prestazioni sanitarie, dalla diagnostica per immagini alle visite specialistiche,  a condizioni agevolate o gratuite per i membri del sodalizio e per le persone in difficoltà che vi si rivolgono. La visita del cardinale Reina ha infine rinsaldato il legame storico tra l’Arciconfraternita e l’Arcibasilica di San Giovanni in Laterano, casa madre del sodalizio sin dal 1688. Un vincolo che si rinnova ogni anno con la partecipazione alla festa della Dedicazione e con l’offerta del cero pasquale, simbolo di comunione e continuità. Una giornata che ha intrecciato fede, tradizione e solidarietà, nel segno di una carità operosa che, come ricorda il motto del cardinale Reina, sa attendere ma soprattutto agire. Paolo Trotta 

Read More »

Castrovillari, il Lions Club accende i riflettori sulla salute mentale

Grande partecipazione alla presentazione del libro di Giovanni Occhiuto. Un nuovo segnale di impegno civile e di servizio alla comunità x x Nella giornata dell’11 aprile 2026, presso la Sala Consiliare del Palazzo di Città di Castrovillari, il Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro ha promosso un’importante iniziativa culturale e sociale: la presentazione del libro di Giovanni Occhiuto, “Voglio solo sentirmi meglio”. L’evento, accolto con una partecipazione numerosa e sentita, ha registrato un notevole successo, confermando ancora una volta la capacità del Club di farsi promotore di momenti di alto valore umano e civile. Il tema affrontato dall’opera, quello delle fragilità mentali, ha offerto lo spunto per riflessioni profonde e di grande attualità, non soltanto attraverso i qualificati interventi dei relatori, ma anche grazie alla viva attenzione dell’intera platea, che ha seguito il dibattito con sensibilità e autentico interesse. Di particolare rilievo anche il risvolto concreto dell’iniziativa: i fondi raccolti attraverso il libro consentiranno alla Fondazione “Le idee di Chicco” di proseguire un progetto, in collaborazione con l’Università della Calabria, finalizzato a offrire sostegno e vicinanza a quanti sono colpiti da queste patologie, contribuendo così a costruire una rete di aiuto e consapevolezza sempre più necessaria nella società contemporanea. Il Presidente del Lions Club, Dott. Don Paolo Baratta, ha espresso profonda gratitudine per la presenza delle numerose autorità intervenute, tra cui il Presidente della Regione, On. Roberto Occhiuto, e il Senatore Mario Occhiuto, unitamente a tutte le figure istituzionali che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza all’iniziativa. Un sentito ringraziamento è stato rivolto al Senatore Francesco Silvestro, al Sindaco di Castrovillari, Avv. Domenico Lo Polito, da sempre vicino alle attività del Club, al Dott. Vitaliano De Salazar, alla Dott.ssa Elisabetta D’Elia, al Dott. Francesco Pappaterra, socio del Club, e al Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco. Particolarmente apprezzata è stata la conduzione del moderatore, Giovanni Pastore, vice caposervizio della Gazzetta del Sud, che ha guidato con equilibrio e professionalità il confronto, così come il prezioso contributo dell’Avv. Francesca Straticò, socia del Club, che ha dialogato con grande competenza con l’autore, Dott. Giovanni Occhiuto, al quale va un plauso speciale per aver condiviso con il Lions una tematica tanto delicata quanto urgente. Un ringraziamento speciale è stato inoltre rivolto agli studenti del Polo Liceale Galileo Galilei di Trebisacce, la cui presenza ha rappresentato un segnale incoraggiante di attenzione delle nuove generazioni verso temi sociali di grande rilevanza. Infine, il merito più grande va a tutti i soci del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro e ai numerosi cittadini intervenuti, che con la loro partecipazione hanno dimostrato sensibilità, coscienza civica e desiderio di contribuire a una comunità più attenta alle fragilità umane. Un elogio particolare merita il Presidente Dott. Don Paolo Baratta, che con costante dedizione, spirito di servizio e instancabile impegno continua a incarnare nel modo più autentico la missione lionistica del servire, trasformando ogni iniziativa in un’occasione di crescita collettiva e di concreta vicinanza al territorio. Insieme possiamo, insieme serviamo. di Redazione *

Read More »

Confessioni… a latere di Enzo Iacchetti, sulla scia del suo libro autobiografico

Istrionico conduttore (con Ezio Greggio) di migliaia di puntate di “Striscia la notizia”    Bardolino (Verona) – Enzo Iacchetti (cabarettista, comico, attore di cinema e tivù, cantante, conduttore televisivo, ora pure dalle uscite estemporanee politico-sociali scatena polemiche) s’è confessato tra il serio (poco) ed il faceto (tanto) davanti al folto pubblico del Teatro “Corallo” della cittadina gardesana. L’evento, nell’ambito degli Incontri con l’autore della Rassegna teatrale 2026, progetto dell’assessorato alla Cultura del Comune di Bardolino con la collaborazione della Fondazione AIDA ETS ICC, ha avuto come stimolo di risposte e freddure Stefano Colli (Bologna, 19 dicembre 1989, cantautore e performer). L’happening del burlesco personaggio dello spettacolo s’è sviluppato sulla scia del suo istrionico passato raccolto nel libro autobiografico “25 minuti di felicità. Senza mai perdere la malinconia” (Bompiani, Milano, 2025) presentato nell’occasione. La retrospettiva personale e pubblica di Vincenzo Iacchetti, detto Enzo (Castelleone, Cremona, 31 agosto 1952 ma cresciuto a Maccagno e poi a Castronno, nel Varesotto) ha toccato passaggi della sua carriera d’intrattenitore diverso propiziata al celebre “Derby Club” di Milano, tempio della creatività cabarettistico-comica innovatrice, con punte d’irritualità visionario-stravaganti. Nel locale notturno, attivo dal 1959 al 1985, ha esordito una lunga serie di umoristi, attori, musicisti, cantautori (Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, Paolo Rossi, Teo Teocoli, Claudio Bisio, Giorgio Faletti, Enrico Beruschi, Felice Andreasi, Mauro Di Francesco, I Gufi, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Bruno Lauzi, Fabio Concato, Elio e le Storie Tese, Franco Cerri ecc.). La prima chiamata al “Maurizio Costanzo Show” del pianeta dapprima Fininvest e poi Mediaset, dove propose le sue accattivanti canzoni bonsai accolte positivamente, gli fece meritare, puntata dopo puntata, il ruolo da ospite fisso del programma teatrale-televisivo. E così pure il suo approdo a “Striscia la notizia” di Antonio Ricci (Albenga, Savona, 26 giugno 1950), della stessa famiglia editoriale, facendo coppia stabile con l’Ezio Greggio (Cossato, Biella, 7 aprile 1954) del vezzeggiativo Enzino, duo più longevo del programma, in modo irresistibile e vincente. Dal suo debutto del 26 settembre 1994 alla fine della stagione 2024/2025, Iacchetti ha preso parte a ben 2.913 puntate del tg satirico. E, a proposito dell’andar d’accordo o meno tra loro di satira e politica, dopo le applaudite repliche agli spunti di Colli ed il firmacopie di prammatica del suo libro (con relativi selfies… omaggio), Iacchetti ha risposto in un esclusivo approccio: «Beh, con la politica d’oggi mica tanto. Però, la satira è sempre stata, da quando siamo in democrazia, una cosa che criticava la politica. Per cui non c’è niente da meravigliarsi. Di sinistra o di destra, i governi dai comici saranno sempre presi in giro, per cui questo è. Ecco. Magari qualche messaggio anche nella presa in giro c’è».   Servizio e foto di Claudio Beccalossi

Read More »

Sanremo 2026, seconda serata tra lacrime e risate

Lauro commuove l’Ariston, Lillo lo scompiglia: in top five Paradiso, Lda-Aka 7even, Nayt, Fedez-Masini ed Ermal Meta   La seconda serata del Festival di Sanremo prova a invertire la rotta degli ascolti e si muove come una maratona ben cronometrata da Carlo Conti: ritmo serrato, emozioni calibrate, qualche rischio calcolato. Il momento più intenso arriva quando Achille Lauro, accompagnato dal soprano Valentina Gargano e da un coro di venti elementi, porta sul palco Perdutamente, omaggio alle vittime di Crans-Montana. L’Ariston si spegne, trattiene il fiato, ascolta. “Se può aver confortato anche solo una persona, era un dovere”, dice Lauro. E per una volta il Festival smette di essere spettacolo e diventa raccoglimento. Ad aprire la gara dei Big è Patty Pravo, regale in velluto rosso rubino. Sfilano poi LDA e Aka 7even, Enrico Nigiotti, Tommaso Paradiso, Elettra Lamborghini (alle prese con insonni “festini bilaterali”), Ermal Meta che dedica Stella stellina ai bambini vittime di Gaza, Levante, le Bambole di Pezza, Chiello, J-Ax, Nayt, Fulminacci, Fedez & Masini, Dargen D’Amico e Ditonellapiaga. A fine serata, nella top five (senza ordine di piazzamento) entrano Tommaso Paradiso, Lda & Aka 7even, Nayt, Fedez & Masini ed Ermal Meta: un mix di generazioni e stili che fotografa la geografia attuale del pop italiano. Spazio anche alle Nuove Proposte, con l’incoraggiamento di Laura Pausini (“non abbiate paura e go go”), e il pass per la finale a Filippucci e Angelica Bove. Emozione personale per Gianluca Gazzoli, che ricorda la madre nel giorno del suo compleanno: Sanremo, ogni tanto, concede anche questi cortocircuiti tra palco e vita. Sul fronte spettacolo, la quota comicità è affidata a Lillo Petrolo, che gioca a smontare il cerimoniale festivaliero tra finte introduzioni solenni e improbabili coreografie di galleria. E se qualcuno temeva la noia, Lillo ha provveduto a sabotarla con metodo. Momento amarcord con il premio alla carriera a Fausto Leali, accolto da una standing ovation: 82 anni portati con orgoglio e una memoria che riporta al Festival in bianco e nero dal Casinò. Un ponte tra epoche, quando la canzone aveva meno effetti speciali e più voce. In platea e sul palco anche lo sport, in ideale staffetta con Milano-Cortina, e il Coro dell’Anffas a dare nuova sostanza a Si può dare di più. Sanremo resta questo: un luogo dove si può piangere per una canzone, ridere per una battuta, discutere per una classifica. E mentre i numeri degli ascolti vengono vivisezionati come un bilancio statale, l’Ariston continua a fare il suo mestiere antico: raccontare l’Italia che canta, che polemizza, che si commuove. Perché alla fine il Festival non è mai solo una gara. È uno specchio. E lo specchio, si sa, non mente: al massimo stona. Giuseppe Arnò

Read More »
NOTIZIE CORRELATE

Vedi anche

L’eterno miraggio della stabilità globale Carota, Bastone e Matrioske: Trump, Putin e la Farsa della Pace Quando la diplomazia si.

BOP – BEATS OF POMPEII 2025: LA MUSICA È CULTURA NEL SUGGESTIVO PARCO ARCHEOLOGICO DI POMPEI Sabato 19 luglio Nick.