A cent’anni dall’innesco del caso dello “smemorato di Collegno”

        Quando la vicenda Canella-Bruneri coinvolse Italia e Brasile   Un secolo fa, all’inizio di marzo 1926, a Torino avvenne l’antefatto di quanto, successivamente, sarebbe esploso come un caso giudiziario-mediatico destinato a durare anni e con certezze minate tuttora da dubbi insinuanti: la questione dello “smemorato di Collegno” e la contesa della sua identità tra Giulio Canella e Mario Bruneri. Conseguenze pubbliche e private che riguardarono un veronese d’adozione, dichiarato disperso nell’attuale Macedonia  del Nord (nei pressi dell’ex Manastir oggi Bitola, ai piedi dei monti Baba o Baba Planina, nell’ambito del Fronte Macedone o di Salonicco), il 25 novembre 1916, il filosofo ed educatore Giulio Canella, abitante con la famiglia nel villino Liberty Bachbauer Canella, in viale Gabriele D’Annunzio. Canella nacque il 5 dicembre 1882 a Padova, dove studiò e si laureò in Filosofia nel 1904. Tre anni dopo conseguì la laurea in Lettere. Dal 15 ottobre 1904 al 15 gennaio 1905 insegnò Lettere e Filosofia nel Collegio vescovile di Thiene (Vicenza). Precettato, venne congedato nell’agosto 1906 trasferendosi a Verona, in quanto nominato dapprima supplente di Lettere e poi professore di Pedagogia e Morale alla Scuola Normale “Alessandro Manzoni”, in seguito istituto magistrale, diventandone direttore nel 1907. Collaboratore di riviste ed autore di pubblicazioni a tema, cofondò il 13 gennaio 1909 (assieme a padre Agostino Gemelli – al secolo Edoardo – , Giovanni Battista Coris e Giuseppe Zamboni), la “Rivista di Filosofia neo-scolastica”, trimestrale. Giulio si sposò nel 1913 con Giulia Canella (figlia di suo cugino Francesco, possidente in Brasile, nata appunto a Rio de Janeiro). Ebbero 2 figli, Margherita e Giuseppe. Mobilitato nel maggio 1915, fu esentato dal servizio militare e richiamato nel maggio 1916. Fino alla sua “sparizione” del 25 novembre successivo, dal silenzio che ebbe un inatteso sussulto dopo la pubblicazione, ne “La Domenica del Corriere” del 6 febbraio 1927, d’una nota con foto: Chi lo conosce? Ricoverato il giorno 10 marzo 1926 nel Manicomio di Torino (Casa Collegno). Nulla egli è in condizione di dire sul proprio nome, sul paese di origine, sulla professione. Parla correntemente l’italiano. Si rileva persona colta e distinta dell’età apparente di anni 45. Contemporaneamente, “La Stampa” diffuse un’intervista all’anonimo che contribuì ad accrescere l’interesse generale. Il giornalista Ugo Pavia sottolineò una certa somiglianza del tizio con Nikolaj II Romanov (Nikolaj Aleksandrovič Romanov, Carskoe Selo, 18 maggio 1868, 6 maggio del calendario giuliano – Ekaterinburg, 17 luglio 1918), ucciso con la famiglia dai rivoluzionari bolscevichi, instillando la “teoria del complotto”, allora in auge, che ritenne sopravvissuto all’eccidio l’ultimo zar di Russia. Un ulteriore annuncio con ritratto grafico sull’“Illustrazione del Popolo” (supplemento della “Gazzetta del Popolo”) del 13 febbraio 1927 ampliò ulteriormente il caso: L’“uomo di Collegno” è tornato all’onore della cronaca. Pubblichiamo questo interessante documento nel quale l’enigmatico personaggio appare dopo il taglio della fluente barba operato recentemente per ordine dell’autorità giudiziaria (Schizzo eseguito dal pittore Alfredo Ortelli).     Si trattò d’una persona fermata, ai primi di marzo 1926, con l’accusa d’aver trafugato uno o più vasi funerari dal settore ebraico del Cimitero monumentale di Torino. Arrestato, non riuscendo ad ottenere informazioni sulla sua identità, venne trasferito nel manicomio di Collegno, a circa 5 chilometri da Torino, venendovi internato definitivamente il 2 aprile 1926, secondo disposizione del tribunale. In seguito agli appelli sui giornali, tra quanti scrissero o si recarono a Collegno credendo si trattasse d’un proprio congiunto, oltre al fratello di Giulio, Renzo (convinto tramite lettera d’averlo riconosciuto) e la stessa moglie (che, il 27 febbraio, ne appurò direttamente la personalità), lo sconosciuto, stabilito quale Giulio Canella, il 2 marzo 1927 venne dimesso dal manicomio senza la necessaria autorizzazione giudiziaria ed affidato, appunto, all’asserita sposa Giulia. Altre circostanze sopravvenute complicarono la trama. Una lettera anonima recapitata il 7 marzo 1927 alla questura di Torino avanzò l’ipotesi che lo “smemorato” potesse essere il pregiudicato Mario Bruneri (nato a Torino il 18 giugno 1886), ex tipografo. Con Rosa Negro, sua coniuge, ebbe il figlio Giuseppe. Separatosi, indossò la divisa militare tra il 1915 ed il 1918. Quindi, accumulò arresti,  condanne, detenzioni e reati tra il 1920  ed il 1923. Lasciata Torino con l’amante di turno, Camilla Ghedini, per altri lidi furfanteschi, si stabilì a Genova con il falso nome di Raffaele Lapegna fino all’agosto 1925. Cambiò nuovamente residenza ed identità a Milano, quale Adolfo Mighetti. E nel gennaio 1926 rifece capolino a Torino, nelle vesti fittizie di Ziolfo Mighetti. Insomma, non certo uno stinco di santo… Messo a confronto, il dapprima ipotizzato Giulio Canella venne riconosciuto come Mario Bruneri da familiari, conoscenti e… amante. Per effetto della nuova verifica, la persona di cui si prese cura Giulia venne ricondotta nell’ospedale psichiatrico di Collegno ed il tribunale assegnò all’illustre psichiatra e neurologo Alfredo Coppola (Palermo, 7 luglio 1888 – Palermo, 12 giugno 1957) l’incarico di perito per il vaglio delle condizioni mentali dell’uomo. La relativa perizia psichiatrica, depositata l’8 settembre 1927, stabilì trattarsi di Mario Bruneri, privo di indizi d’incapacità d’intendere e di volere, simulatore d’amnesia per evitare il carcere e senza istinti suicidi (in precedenza ritenuti manifesti). Aggirati tre ordini di cattura a suo carico e tratto in arresto in custodia del manicomio, considerando ancora parziale il riconoscimento quale Bruneri in ambiti penali ed applicando il principio del diritto In dubio, pro reo (Nel dubbio, in favore dell’imputato), all’individuo non vennero applicati gli stessi ordini di cattura. Fu richiesto per l’affidamento sia dai familiari Canella che da quelli Bruneri. Il tribunale, in modo pilatesco, decretò il rilascio e l’assegnazione della custodia all’avvocato Gino Zanetti, già incaricato della tutela legale dello “smemorato” e convinto assertore della versione Giulio Canella. Infatti, provvide subito a consegnarlo a Giulia Canella. Con la sentenza del 22 ottobre-5 novembre 1928, il tribunale civile di Torino respinse l’istanza della famiglia Canella per nuove indagini d’accertamento e decretò le generalità della persona in Mario Bruneri. Ma il “caso Canella-Bruneri” proseguì testardamente in un tira e molla giudiziario, tra ricorsi in appello, cassazione ed ancora appello, assumendo contorni di rilevanza popolare, con “tifoserie” canelliane e bruneriane. Giulia dimostrò

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Cooperazioni internazionali – Diaspora Africana

Inaugurazione della Missione Diplomatica dello Stato della Diaspora Africana (Soad) in Italia e Vaticano   Roma, 25 giugno 2026 – ore 18.00   UNAR –  UNAR – Unione Associazioni Regionali di Roma e del Lazio – Via Ulisse Aldrovandi, 16 –  00197 ROMA (RM)   Lo Stato della Diaspora Africana (SOAD) annuncia l’inaugurazione ufficiale della propria Missione Diplomatica in Italia e Vaticano, che si terrà il prossimo 25 giugno 2026 alle ore 18.00 presso la sede dell’UNAR di Roma.   L’evento rappresenta un importante momento istituzionale volto a consolidare il dialogo tra la Diaspora Africana, le istituzioni italiane, la Santa Sede, il mondo imprenditoriale e la società civile, favorendo nuove opportunità di cooperazione internazionale, sviluppo sostenibile e integrazione economica.   La Missione Diplomatica è guidata dall’Ambasciatore Avv. Prof. Emanuele Mosca, Capo Missione, affiancato dal Dott. Antonio Peragine, Vice Capo Missione Vicario e Responsabile delle Relazioni con le Autorità Italiane e della Comunicazione della Missione Diplomatica.   Fanno parte della struttura diplomatica:   Luca Palese, Portavoce e Delegato agli Affari Economici della Missione Diplomatica in Italia e Vaticano; Caleb Francis Sylvanus John, Delegato agli Affari Consolari della Missione Diplomatica in Italia e Vaticano; Natascia Miccolis, Responsabile degli Affari Amministrativi della Missione Diplomatica in Italia e Vaticano.   Lo Stato della Diaspora Africana   Lo Stato della Diaspora Africana (SOAD) nasce nel 2018 in coerenza con la visione promossa dall’Unione Africana relativa alla cosiddetta “Sesta Regione d’Africa”, intesa come l’insieme delle comunità africane e afrodiscendenti residenti fuori dal continente.   Pur non configurandosi come uno Stato territoriale, il SOAD rappresenta uno Stato finalizzato a rafforzare la partecipazione della diaspora ai processi di sviluppo economico, sociale e culturale dell’Africa e delle sue comunità nel mondo.   Le priorità della Missione Diplomatica in Italia e Vaticano   La Missione, attualmente in fase di consolidamento operativo, svilupperà la propria azione lungo tre direttrici principali:   Rafforzamento delle relazioni istituzionali con il Governo Italiano, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Santa Sede; Promozione della diplomazia economica e del sostegno alle piccole e medie imprese afrodiscendenti, favorendo opportunità di cooperazione con i mercati africani e con l’AfCFTA (African Continental Free Trade Area); Sviluppo di iniziative culturali, formative e sociali finalizzate a valorizzare il contributo della diaspora africana e afrodiscendente nei processi di crescita e inclusione.   Una visione condivisa   L’azione della Missione si fonda su alcuni pilastri strategici:   Integrazione della Sesta Regione d’Africa Promuovere la piena partecipazione politica, economica e sociale della diaspora africana ai processi di sviluppo del continente.   Memoria Storica e Identità Valorizzare il patrimonio storico e culturale delle comunità africane e afrodiscendenti, rafforzando il dialogo interculturale e la consapevolezza delle radici comuni.   Autodeterminazione Economica Sostenere modelli di sviluppo sostenibile, innovazione e cooperazione economica orientati alla crescita inclusiva e all’autosufficienza. Inaugurazione della missione diplomatica dello stato della Diaspora Africana (Soad) in Italia e Vaticano Rappresentanza Internazionale Favorire la costruzione di strumenti di rappresentanza e partecipazione che garantiscano una voce autorevole e condivisa alle comunità afrodiscendenti nel contesto internazionale.   L’inaugurazione del 25 giugno costituirà un’importante occasione di incontro tra rappresentanti istituzionali, corpo diplomatico, organizzazioni internazionali, esponenti del mondo accademico, imprenditoriale e associativo, con l’obiettivo di avviare nuove forme di collaborazione a beneficio delle relazioni tra Italia, Africa e Diaspora.   Fonte: Dott. Antonio Peragine

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Varese, “We for Peace”

WE FOR PEACE: a Varese una giornata di pace, cultura, impresa e comunità Grande partecipazione all’evento promosso dal Rotary: istituzioni, relatori, imprese, associazioni e artisti insieme per costruire relazioni di valore sul territorio   VARESE – Si è svolto sabato 6 giugno presso l’Università degli Studi dell’Insubria di Varese l’evento “We for Peace”, promosso dal Rotary Club Varedo e del Seveso, in collaborazione con i Rotary Club del Gruppo Brianza 2 e con il patrocinio del Distretto Rotary 2042. Una giornata intensa e partecipata, che ha saputo unire riflessione, testimonianze, riconoscimenti e impegno concreto attorno al tema della pace. Un appuntamento che ha dato voce a un progetto capace di coinvolgere il territorio in modo autentico, creando connessioni significative tra istituzioni, mondo rotariano, imprese, associazioni, cultura e cittadini. L’iniziativa ha rappresentato il momento culminante di un percorso costruito nel tempo, in cui la pace è stata proposta non come concetto astratto, ma come valore da coltivare attraverso l’educazione, la cultura, la responsabilità sociale e la qualità delle relazioni. Proprio questo è uno degli aspetti più significativi emersi dalla giornata: la capacità del Rotary di farsi promotore di un dialogo concreto con il territorio, coinvolgendo persone, amministrazioni comunali, aziende, realtà associative, artisti e professionisti in una visione comune orientata al bene collettivo. Ad aprire l’evento sono stati anche i saluti istituzionali dei Sindaci intervenuti: Davide Galimberti, Sindaco di Varese, Alberto Rossi, Sindaco di Seregno, e Mattia Salvioni, Sindaco di Merate, la cui presenza ha testimoniato l’attenzione e la vicinanza delle istituzioni a un progetto capace di generare valore culturale e sociale. La giornata è stata arricchita dalla presenza di autorevoli relatori del mondo rotariano, accademico, culturale e professionale, che hanno offerto contributi di grande spessore e sensibilità: Stefano Artese, Governatore del Distretto Rotary 2042; Donatella Rampado, Presidente del progetto We for Peace e Presidente del Rotary Club Varedo e del Seveso; Giuseppe La Rocca, Governatore del Distretto Rotary 2042 per l’anno 2026-2027; Giovanni Airoli, Responsabile Rotary Foundation Distretto Rotary 2042; Hafez Haidar, Presidente esecutivo del premio Espressioni di Pace; Luca Carminati, Direttore artistico e Responsabile Commissione Pubblica Immagine Distretto Rotary 2042; Yuksel Alper Ecevit, Executive Director The Otto and Fran Walter Rotary Peace Center presso la Bahçeşehir University; Paolo Crespi, Presidente del Rotary Club di Varese; Giovanni Cordini, Professore dell’Università di Pavia; Edoardo Gerbelli, Presidente Sotto Commissione Distrettuale Borse della Pace; Mino Carrara, Presidente Sotto Commissione End Polio Now Distretto Rotary 2042; Marina Verderajme, GIDP-Associazione Direttori Risorse Umane; Paola Bucchia, Youmani OdV; Daniela Perego, socia del Rotary Club Varedo e del Seveso. Nel corso della manifestazione sono stati celebrati i protagonisti delle tre azioni che compongono il progetto. Grande spazio è stato dedicato al Premio culturale “Espressioni di Pace”, che ha saputo raccogliere e valorizzare sensibilità, linguaggi ed espressioni differenti, confermando quanto la cultura possa essere uno strumento concreto di dialogo e di crescita civile. I primi premi sono stati assegnati a Laura Simeoni per la categoria Narrativa, Antonia Martina per la Saggistica, Fondazione Daimon per la Grafica, Pietro Catalano per la Poesia, Carmelo Loddo per Fiabe e racconti e Luisa Di Francesco per la categoria Immagini e suoni. Un momento altrettanto significativo è stato quello dedicato a Business for Peace, l’azione rivolta al mondo imprenditoriale e nata per riconoscere e promuovere le realtà aziendali che, attraverso il lavoro quotidiano, contribuiscono a costruire contesti più inclusivi, responsabili e rispettosi della persona. Sono state premiate Tecniplast S.p.A., Eisai S.r.l., Ristopiù Lombardia S.p.A. Società Benefit, Engie Italia ed Etjca Group: esperienze diverse, ma accomunate dalla volontà di interpretare l’impresa come soggetto attivo nella costruzione di valore sociale e umano. Accanto a questi riconoscimenti, un accenno importante merita anche Giochiamo alla Pace, l’azione dedicata ai più piccoli, pensata per seminare fin dall’infanzia i valori dell’ascolto, del rispetto, della collaborazione e della convivenza positiva. In essa si esprime con particolare forza il senso profondo dell’intero progetto: costruire pace significa educare, creare relazioni sane, offrire occasioni di crescita condivisa e rendere le nuove generazioni protagoniste di una cultura dell’incontro. L’iniziativa ha inoltre ricevuto il patrocinio culturale di numerose istituzioni, enti, associazioni e realtà accademiche che ne hanno riconosciuto il valore educativo, culturale e sociale: Assosinderesi, Women of Change, Rotary Club Varese, Comune di Varese, Città di Varedo, Città di Meda, Comune di Carate Brianza, Città di Seregno, Città di Merate, Città di Paderno Dugnano, Comune di Daverio, Provincia di Monza e Brianza, GIDP, Bahçeşehir University, Università degli Studi di Padova e Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”.   We for Peace si conferma così molto più di un evento: è un percorso corale che ha saputo mettere in rete energie, sensibilità e competenze diverse, dimostrando che il dialogo tra Rotary e territorio può generare iniziative concrete, partecipate e capaci di lasciare un segno. La presenza congiunta di istituzioni, relatori, aziende, associazioni, artisti e cittadini ha restituito con chiarezza il valore di una progettualità che nasce dal territorio e al territorio ritorna, arricchendolo di significato, relazioni e prospettive. In un tempo che chiede responsabilità, ascolto e capacità di costruire ponti, la giornata del 6 giugno ha rappresentato un segnale importante: la pace può essere declinata in molti modi, ma prende forma davvero quando culture, esperienze e mondi diversi scelgono di incontrarsi e lavorare insieme. Presidente Donatella Rampado www.assosinderesi.it Fonte: G. Palmerini

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Catanzaro, il cardinale Reina celebra l’anniversario dell’Arciconfraternita: fede, arte e solidarietà

Nella chiesa di San Giovanni Battista una solenne liturgia con le autorità civili e religiose. Ammissione del porporato al sodalizio, doni simbolici e un protocollo sanitario per i più fragili Una celebrazione solenne e partecipata ha segnato, lunedì 27 aprile, l’anniversario della fondazione della Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista dei Cavalieri di Malta ad honorem, nella chiesa di San Giovanni Battista di Catanzaro. A presiedere l’Eucaristia è stato il cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale di Papa Leone XIV per l’Arcidiocesi di Roma, accolto da una vasta presenza di fedeli, autorità civili e militari e rappresentanti del mondo religioso. Accanto al porporato hanno concelebrato l’arcivescovo metropolita Claudio Maniago, il vicario generale diocesano Salvatore Cognetti, il parroco don Massimo Cardamone e numerosi presbiteri, a testimonianza della rilevanza ecclesiale dell’evento. Al termine della funzione, il priore Luigi Vincenzo Merante Critelli ha espresso gratitudine al cardinale Reina per aver accettato l’invito, sottolineando il valore della sua presenza quale segno di vicinanza e riconoscimento per l’attività del sodalizio. Nello stesso contesto si è svolta l’ammissione ufficiale del cardinale all’Arciconfraternita, con la consegna delle insegne confraternali. Particolarmente significativa anche la dimensione culturale e artistica della giornata: il maestro calabrese Giuseppe Fata ha donato al porporato il “Simulacrum 2026 – Il volto di Maria Santissima”, mentre il confratello Enzo Modulo Morosini ha offerto un volume sulla simbologia araldica nel cristianesimo, contenente un approfondimento sullo stemma episcopale del cardinale Reina, il cui motto è “Caritas patiens est”. Non solo spiritualità e tradizione, ma anche impegno concreto: a margine della celebrazione è stato infatti sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Arciconfraternita e il gruppo Citrigno, realtà di riferimento nella sanità privata calabrese. L’accordo garantirà prestazioni sanitarie, dalla diagnostica per immagini alle visite specialistiche,  a condizioni agevolate o gratuite per i membri del sodalizio e per le persone in difficoltà che vi si rivolgono. La visita del cardinale Reina ha infine rinsaldato il legame storico tra l’Arciconfraternita e l’Arcibasilica di San Giovanni in Laterano, casa madre del sodalizio sin dal 1688. Un vincolo che si rinnova ogni anno con la partecipazione alla festa della Dedicazione e con l’offerta del cero pasquale, simbolo di comunione e continuità. Una giornata che ha intrecciato fede, tradizione e solidarietà, nel segno di una carità operosa che, come ricorda il motto del cardinale Reina, sa attendere ma soprattutto agire. Paolo Trotta 

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Castrovillari, il Lions Club accende i riflettori sulla salute mentale

Grande partecipazione alla presentazione del libro di Giovanni Occhiuto. Un nuovo segnale di impegno civile e di servizio alla comunità x x Nella giornata dell’11 aprile 2026, presso la Sala Consiliare del Palazzo di Città di Castrovillari, il Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro ha promosso un’importante iniziativa culturale e sociale: la presentazione del libro di Giovanni Occhiuto, “Voglio solo sentirmi meglio”. L’evento, accolto con una partecipazione numerosa e sentita, ha registrato un notevole successo, confermando ancora una volta la capacità del Club di farsi promotore di momenti di alto valore umano e civile. Il tema affrontato dall’opera, quello delle fragilità mentali, ha offerto lo spunto per riflessioni profonde e di grande attualità, non soltanto attraverso i qualificati interventi dei relatori, ma anche grazie alla viva attenzione dell’intera platea, che ha seguito il dibattito con sensibilità e autentico interesse. Di particolare rilievo anche il risvolto concreto dell’iniziativa: i fondi raccolti attraverso il libro consentiranno alla Fondazione “Le idee di Chicco” di proseguire un progetto, in collaborazione con l’Università della Calabria, finalizzato a offrire sostegno e vicinanza a quanti sono colpiti da queste patologie, contribuendo così a costruire una rete di aiuto e consapevolezza sempre più necessaria nella società contemporanea. Il Presidente del Lions Club, Dott. Don Paolo Baratta, ha espresso profonda gratitudine per la presenza delle numerose autorità intervenute, tra cui il Presidente della Regione, On. Roberto Occhiuto, e il Senatore Mario Occhiuto, unitamente a tutte le figure istituzionali che hanno voluto testimoniare la loro vicinanza all’iniziativa. Un sentito ringraziamento è stato rivolto al Senatore Francesco Silvestro, al Sindaco di Castrovillari, Avv. Domenico Lo Polito, da sempre vicino alle attività del Club, al Dott. Vitaliano De Salazar, alla Dott.ssa Elisabetta D’Elia, al Dott. Francesco Pappaterra, socio del Club, e al Rettore dell’Università della Calabria, Gianluigi Greco. Particolarmente apprezzata è stata la conduzione del moderatore, Giovanni Pastore, vice caposervizio della Gazzetta del Sud, che ha guidato con equilibrio e professionalità il confronto, così come il prezioso contributo dell’Avv. Francesca Straticò, socia del Club, che ha dialogato con grande competenza con l’autore, Dott. Giovanni Occhiuto, al quale va un plauso speciale per aver condiviso con il Lions una tematica tanto delicata quanto urgente. Un ringraziamento speciale è stato inoltre rivolto agli studenti del Polo Liceale Galileo Galilei di Trebisacce, la cui presenza ha rappresentato un segnale incoraggiante di attenzione delle nuove generazioni verso temi sociali di grande rilevanza. Infine, il merito più grande va a tutti i soci del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro e ai numerosi cittadini intervenuti, che con la loro partecipazione hanno dimostrato sensibilità, coscienza civica e desiderio di contribuire a una comunità più attenta alle fragilità umane. Un elogio particolare merita il Presidente Dott. Don Paolo Baratta, che con costante dedizione, spirito di servizio e instancabile impegno continua a incarnare nel modo più autentico la missione lionistica del servire, trasformando ogni iniziativa in un’occasione di crescita collettiva e di concreta vicinanza al territorio. Insieme possiamo, insieme serviamo. di Redazione *

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Confessioni… a latere di Enzo Iacchetti, sulla scia del suo libro autobiografico

Istrionico conduttore (con Ezio Greggio) di migliaia di puntate di “Striscia la notizia”    Bardolino (Verona) – Enzo Iacchetti (cabarettista, comico, attore di cinema e tivù, cantante, conduttore televisivo, ora pure dalle uscite estemporanee politico-sociali scatena polemiche) s’è confessato tra il serio (poco) ed il faceto (tanto) davanti al folto pubblico del Teatro “Corallo” della cittadina gardesana. L’evento, nell’ambito degli Incontri con l’autore della Rassegna teatrale 2026, progetto dell’assessorato alla Cultura del Comune di Bardolino con la collaborazione della Fondazione AIDA ETS ICC, ha avuto come stimolo di risposte e freddure Stefano Colli (Bologna, 19 dicembre 1989, cantautore e performer). L’happening del burlesco personaggio dello spettacolo s’è sviluppato sulla scia del suo istrionico passato raccolto nel libro autobiografico “25 minuti di felicità. Senza mai perdere la malinconia” (Bompiani, Milano, 2025) presentato nell’occasione. La retrospettiva personale e pubblica di Vincenzo Iacchetti, detto Enzo (Castelleone, Cremona, 31 agosto 1952 ma cresciuto a Maccagno e poi a Castronno, nel Varesotto) ha toccato passaggi della sua carriera d’intrattenitore diverso propiziata al celebre “Derby Club” di Milano, tempio della creatività cabarettistico-comica innovatrice, con punte d’irritualità visionario-stravaganti. Nel locale notturno, attivo dal 1959 al 1985, ha esordito una lunga serie di umoristi, attori, musicisti, cantautori (Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, Paolo Rossi, Teo Teocoli, Claudio Bisio, Giorgio Faletti, Enrico Beruschi, Felice Andreasi, Mauro Di Francesco, I Gufi, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Bruno Lauzi, Fabio Concato, Elio e le Storie Tese, Franco Cerri ecc.). La prima chiamata al “Maurizio Costanzo Show” del pianeta dapprima Fininvest e poi Mediaset, dove propose le sue accattivanti canzoni bonsai accolte positivamente, gli fece meritare, puntata dopo puntata, il ruolo da ospite fisso del programma teatrale-televisivo. E così pure il suo approdo a “Striscia la notizia” di Antonio Ricci (Albenga, Savona, 26 giugno 1950), della stessa famiglia editoriale, facendo coppia stabile con l’Ezio Greggio (Cossato, Biella, 7 aprile 1954) del vezzeggiativo Enzino, duo più longevo del programma, in modo irresistibile e vincente. Dal suo debutto del 26 settembre 1994 alla fine della stagione 2024/2025, Iacchetti ha preso parte a ben 2.913 puntate del tg satirico. E, a proposito dell’andar d’accordo o meno tra loro di satira e politica, dopo le applaudite repliche agli spunti di Colli ed il firmacopie di prammatica del suo libro (con relativi selfies… omaggio), Iacchetti ha risposto in un esclusivo approccio: «Beh, con la politica d’oggi mica tanto. Però, la satira è sempre stata, da quando siamo in democrazia, una cosa che criticava la politica. Per cui non c’è niente da meravigliarsi. Di sinistra o di destra, i governi dai comici saranno sempre presi in giro, per cui questo è. Ecco. Magari qualche messaggio anche nella presa in giro c’è».   Servizio e foto di Claudio Beccalossi

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Sanremo 2026, seconda serata tra lacrime e risate

Lauro commuove l’Ariston, Lillo lo scompiglia: in top five Paradiso, Lda-Aka 7even, Nayt, Fedez-Masini ed Ermal Meta   La seconda serata del Festival di Sanremo prova a invertire la rotta degli ascolti e si muove come una maratona ben cronometrata da Carlo Conti: ritmo serrato, emozioni calibrate, qualche rischio calcolato. Il momento più intenso arriva quando Achille Lauro, accompagnato dal soprano Valentina Gargano e da un coro di venti elementi, porta sul palco Perdutamente, omaggio alle vittime di Crans-Montana. L’Ariston si spegne, trattiene il fiato, ascolta. “Se può aver confortato anche solo una persona, era un dovere”, dice Lauro. E per una volta il Festival smette di essere spettacolo e diventa raccoglimento. Ad aprire la gara dei Big è Patty Pravo, regale in velluto rosso rubino. Sfilano poi LDA e Aka 7even, Enrico Nigiotti, Tommaso Paradiso, Elettra Lamborghini (alle prese con insonni “festini bilaterali”), Ermal Meta che dedica Stella stellina ai bambini vittime di Gaza, Levante, le Bambole di Pezza, Chiello, J-Ax, Nayt, Fulminacci, Fedez & Masini, Dargen D’Amico e Ditonellapiaga. A fine serata, nella top five (senza ordine di piazzamento) entrano Tommaso Paradiso, Lda & Aka 7even, Nayt, Fedez & Masini ed Ermal Meta: un mix di generazioni e stili che fotografa la geografia attuale del pop italiano. Spazio anche alle Nuove Proposte, con l’incoraggiamento di Laura Pausini (“non abbiate paura e go go”), e il pass per la finale a Filippucci e Angelica Bove. Emozione personale per Gianluca Gazzoli, che ricorda la madre nel giorno del suo compleanno: Sanremo, ogni tanto, concede anche questi cortocircuiti tra palco e vita. Sul fronte spettacolo, la quota comicità è affidata a Lillo Petrolo, che gioca a smontare il cerimoniale festivaliero tra finte introduzioni solenni e improbabili coreografie di galleria. E se qualcuno temeva la noia, Lillo ha provveduto a sabotarla con metodo. Momento amarcord con il premio alla carriera a Fausto Leali, accolto da una standing ovation: 82 anni portati con orgoglio e una memoria che riporta al Festival in bianco e nero dal Casinò. Un ponte tra epoche, quando la canzone aveva meno effetti speciali e più voce. In platea e sul palco anche lo sport, in ideale staffetta con Milano-Cortina, e il Coro dell’Anffas a dare nuova sostanza a Si può dare di più. Sanremo resta questo: un luogo dove si può piangere per una canzone, ridere per una battuta, discutere per una classifica. E mentre i numeri degli ascolti vengono vivisezionati come un bilancio statale, l’Ariston continua a fare il suo mestiere antico: raccontare l’Italia che canta, che polemizza, che si commuove. Perché alla fine il Festival non è mai solo una gara. È uno specchio. E lo specchio, si sa, non mente: al massimo stona. Giuseppe Arnò

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Visita a Marino di Antonio Peragine

  Il Direttore del Corriere Nazionale ricevuto a Palazzo Colonna “La nostra disponibilità per promuovere la Cultura a Marino” le sue parole di Anna Maria Gavotti     Si profila una sorta di gemellaggio tra la Puglia e il Lazio, tra Bari e Marino, al momento non tra le celeberrime e ottime “orecchiette alle cime di rapa” e la succulenta “matriciana”, che comunque male non ci sta, diciamola tutta, ma tra culture e tradizioni diverse di eccellenza e di valori della nostra bella Italia! Questa la sintesi di un incontro svoltosi nella giornata odierna a Marino, nella sede municipale di Palazzo Colonna tra l’amministrazione comunale nelle persone del Sindaco Stefano Cecchi, il Vice Sindaco Maria Sabrina Minucci e l’Assessore Roberta Covizzi e il Direttore del Corriere Nazionale Antonio Peragine, giunto con il suo Capo della Redazione romana Giovanni Ierfone, alla presenza anche del Direttore artistico del Teatro V. Colonna di Marino Giorgio Granito. Antonio Peragine è Direttore dei quotidiani online Il Corriere Nazionale (testata di punta del network Retewebitalia, il primo network italiano che riunisce circa 100 quotidiani online consorziati e rappresenta una rete nazionale di testate giornalistiche dal Nord al Sud del Paese, di cui è Presidente), Corriere di Puglia e Lucania, Radici e Stampa Parlamento. Ricopre inoltre l’incarico di Direttore del Dipartimento di Giornalismo e Relazioni Pubbliche Internazionali, Etica e Dinamiche dell’Informazione dell’Università Federiciana Popolare. È Presidente dell’Associazione Nazionale Italiani nel Mondo (ANIM APS). “Noi abbiamo dato la nostra disponibilità di una collaborazione gratuita a promuovere la cultura a Marino, le caratteristiche della città, il Teatro V. Colonna e tutto ciò che sia utile a far conoscere il territorio su tutte le nostre testate – ha dichiarato al termine dell’incontro il Direttore Antonio Peragine –  Se l’amministrazione comunale è con noi siamo molto felici di collaborare a questa crescita. Promuovere l’attività di Marino sulle nostre testate nazionali mi sembra un’ottima opportunità. Divulgare le notizie sulle attività del Comune, su ciò che fa il Sindaco e l’Amministrazione comunale. Sa soddisfare la cittadinanza? Vogliamo aiutare a capire Marino. L’obiettivo che ci diamo è quello di dare visibilità alla politica culturale di Marino. Abbiamo offerto una possibilità, vedremo se sarà accettata”. Il Direttore, nel corso dell’incontro, ha prospettato l’eventualità di tenere conferenze o recital da parte di personalità della cultura e della musica di livello nazionale e internazionale o anche di tenere la convention annuale dell’ENAC proprio al Teatro V. Colonna con un grande ritorno di immagine per la città. Il Vice Sindaco Maria Sabrina Minucci ha affermato che la specificità di Marino è la Sagra dell’Uva “grazie alla quale siamo conosciuti in tutto il mondo, quindi ben venga questo respiro internazionale – ha detto il Vice Sindaco – Per quanto ci riguarda faremo del nostro meglio per reperire tutti i fondi necessari a favorire questa possibilità per il territorio. Inoltre siamo molto attenti ai bandi, che siano regionali, nazionali o europei che spesso intercettiamo e che ci aiutano a realizzare i nostri eventi e i nostri progetti” sottolineando il fatto che la presenza di tali personalità,  cui faceva cenno il Direttore, potrebbe essere contestualizzata all’interno delle manifestazioni che si tengono nel corso dell’anno. Il tutto non nell’immediato, ma con una seria programmazione  che permetta di organizzare al meglio gli eventi stessi. A margine della riunione istituzionale, il Direttore Peragine ha visitato il Teatro Vittoria Colonna, manifestando interesse per la struttura e per il suo percorso artistico e organizzativo. Una visita di carattere conoscitivo, che si inserisce in una più ampia riflessione sulle possibili relazioni culturali tra realtà teatrali italiane di rilievo, in vista di future collaborazioni e scambi, anche con importanti teatri del panorama nazionale. In questo quadro si colloca la posizione favorevole del Direttore artistico del Teatro Vittoria Colonna, Giorgio Granito, che ha evidenziato come nella prossima Stagione Teatrale potrebbero trovare spazio performance di qualità, capaci di conferire ulteriore prestigio a una struttura che già oggi opera al meglio delle proprie possibilità, registrando molti sold out negli spettacoli andati in scena dall’inizio della stagione ad oggi.

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Un calendario “diplomatico”

Un calendario sui palazzi delle Ambasciate d’Italia di Arturo Varè C’è un’Italia che si racconta anche attraverso i luoghi: palazzi storici, ville e residenze che ospitano Ambasciate, Residenze degli Ambasciatori e Istituti Italiani di Cultura. Non sono semplici sedi operative, ma spazi di rappresentanza in cui architettura, arti decorative e memoria istituzionale si intrecciano, offrendo una forma concreta e immediatamente percepibile della presenza italiana nel mondo. In questa prospettiva si colloca la nuova iniziativa legata alla collana dell’Editore Carlo Colombo di Roma, dedicata alla valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero: la pubblicazione del “Calendario Ambasciate 2026”, concepito come progetto editoriale che accompagna il raggiungimento del sessantesimo volume della Collana, traguardo che testimonia la continuità e la solidità di un lavoro di lungo periodo.     L’Ambasciatore Gaetano Cortese, autore del calendario, rinnova per il 2026 l’iniziativa avviata nel 2024: un calendario illustrato che raccoglie immagini delle copertine e degli ambienti interni di alcune Ambasciate e Residenze pubblicate nella Collana, trasformando un patrimonio spesso poco accessibile in un racconto visivo fruibile e immediato. L’edizione 2026 è concepita come un viaggio in dodici tappe, in cui ogni mese diventa l’occasione per entrare idealmente in un palazzo-simbolo della presenza italiana nel mondo. Il percorso inizia a gennaio con l’Ambasciata d’Italia all’Aja (“Il Palazzo di Sophialaan”), prosegue a febbraio con Vienna (Palazzo Metternich), marzo con Bruxelles (Palazzo Caraman Chimay), aprile con Bucarest (Villa Stolojan), maggio con Oslo (Villa di Inkognitogaten) e giugno con Berna (Villa dei Marchesi Paulucci di Calboli). Nel secondo semestre, luglio è dedicato a Helsinki (Villa Hjelt), agosto a Stoccolma (Palazzo di Oakhill), settembre all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid (Palazzo Abrantes), ottobre all’Ambasciata d’Italia ad Ankara, novembre alla Residenza dell’Ambasciatore a Washington (Villa Firenze) e dicembre all’Ambasciata d’Italia a New Delhi. Nell’introduzione al Calendario, il diplomatico Stefano Baldi ricorda come i volumi già pubblicati sulle Residenze degli Ambasciatori e sugli altri palazzi di rilievo all’estero – di proprietà dello Stato italiano e destinati a ospitare le nostre Missioni diplomatiche – siano ormai numerosi. Nella maggior parte dei casi si tratta di opere corredate da ricche sezioni fotografiche e da un testo, talvolta bilingue, prevalentemente dedicato alla storia degli edifici. Baldi sottolinea inoltre che la collana curata dall’Amb. Gaetano Cortese rappresenta oggi la raccolta più completa di questo genere editoriale: un risultato che non deriva solo dall’ampiezza del catalogo, ma dalla qualità del metodo, capace di restituire il valore delle sedi diplomatiche oltre il loro pur rilevante profilo architettonico. In più occasioni, osserva Baldi, è stato evidenziato come le Missioni costituiscano una sintesi simbolica fra Paese rappresentato e Paese ospitante; il loro significato trascende dunque il mero valore degli edifici e si configura come testimonianza tangibile dei rapporti bilaterali, della loro evoluzione storica e della loro solidità. In questo quadro, le Residenze, soprattutto quando demaniali, assumono una funzione particolarmente strategica: sono strumenti di lavoro di primaria importanza e un mezzo straordinario di collegamento con la realtà locale in cui operano gli Ambasciatori, risultando spesso lo spazio più idoneo non solo per incontri ufficiali, ma anche per le molteplici iniziative di promozione dell’Italia a beneficio delle diverse componenti del Sistema Paese. Al di là dell’impatto visivo, il Calendario ha il merito di richiamare l’attenzione sul lavoro quotidiano di tutela che consente a queste sedi di rimanere all’altezza della loro funzione: manutenzione, conservazione e interventi di restauro che preservano edifici spesso complessi, storicamente stratificati e fortemente simbolici. In questo senso, la pubblicazione diventa anche un modo per valorizzare la costante attenzione dei Capi Missione e delle strutture competenti al mantenimento e alla cura di un demanio diplomatico che non è soltanto un insieme di immobili, ma un capitale culturale e istituzionale dell’Italia nel mondo. Per gentile concessione dell’autore e dell’editore, la versione digitale del “Calendario Ambasciate 2026” è scaricabile all’indirizzo: https://diplosor.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/12/calendario_ambasciate_cortese_2026-3.pdf Le versioni digitali dei volumi della Collana diretta dall’Amb. Gaetano Cortese sono inoltre consultabili online nella “Biblioteca digitale dei libri scritti da diplomatici italiani”, che raccoglie numerose pubblicazioni di autori provenienti dalla carriera diplomatica, inclusa una sezione dedicata ad Ambasciate e Residenze: https://diplosor.wordpress.com/biblioteca-digitale-dei-libri-di-diplomatici-italiani/   Fonte: Goffredo Palmerini

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Il Lions Club celebra l’amicizia e la cultura a Villa Gallo/Bonifati

Festa degli auguri a Castrovillari tra nuovi ingressi, riconoscimenti culturali e spirito di servizio Castrovillari – Nella splendida cornice di Villa Gallo/Bonifati, venerdì 20 dicembre 2025, si è svolta la tradizionale festa degli auguri del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro, un appuntamento all’insegna della convivialità, dell’amicizia e della condivisione dei valori che da sempre contraddistinguono il mondo lionistico. La serata è stata impreziosita dall’ingresso ufficiale di due nuovi soci, Filomena Cecere e Alessia Abate, accolte con entusiasmo dai presenti, a testimonianza della vitalità e della crescita del Club sul territorio. Momento centrale dell’evento è stata la consegna del Premio culturale “Roberto Baratta”, intitolato al poeta castrovillarese del Cinquecento. Il riconoscimento è stato conferito all’Accademia Pollineana per il costante impegno culturale e professionale profuso negli anni a favore della città di Castrovillari. Il premio è stato consegnato dal Presidente del Lions Club, dott. Don Paolo Baratta, e dall’avv. Claudio Zicari, direttore del Sistema museale di Castrovillari, in rappresentanza del dott. Gianluigi Trombetti, premiato nella precedente edizione e assente per motivi di salute, che ha comunque voluto far giungere il proprio saluto telefonico.L’Accademia Pollineana, impossibilitata a essere presente con la sua presidente Minella Bloise, è stata rappresentata dal vicepresidente Pasquale Pandolfi. A impreziosire ulteriormente la cerimonia è stato l’intervento della professoressa Angela Lo Passo, che ha letto un sonetto del poeta Roberto Baratta, composto secondo i canoni stilistici del Petrarca, suscitando vivo apprezzamento tra il pubblico. Nel corso della serata è giunto anche il saluto telefonico del II Vice Governatore del Distretto 108 Ya, Gianfranco Ucci, che ha ringraziato i presenti per l’impegno costante ispirato al motto lionistico We Serve, augurando a tutti un proficuo e ricco anno 2026. Il presidente dott. Don Paolo Baratta ha infine espresso un sentito ringraziamento alle autorità lionistiche e ai rappresentanti delle associazioni presenti: Achille Morcavallo, responsabile distrettuale Ambiente, Economia e Lavoro; Giuseppe Minasi, componente distrettuale del service “Una speranza per la salvaguardia della salute dei minori delle aree a rischio”; Franca Canadè, presidente del Lions Club Arbëria; Marianna Fioravante, presidente del Kiwanis Club Castrovillari; Riccardo Mazziotti, in rappresentanza del Rotary Club Alto Ionio Cosentino; Claudio Zicari, direttore del Sistema museale di Castrovillari; Pasquale Pandolfi, vicepresidente dell’Accademia Pollineana. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai membri del Direttivo del Club, al cerimoniere Loredana De Mico per l’eccellente conduzione della serata e a tutti i soci del Lions Club Castello Aragonese, il cui impegno ha reso possibile la piena riuscita dell’evento.

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