Pane, amore e… musica!

Bandão “Tra un concerto e l’altro dormiamo tutti insieme in qualche struttura messa a disposizione da chi ci ha invitato a suonare, basta portarsi dietro un materassino e un sacco a pelo e il gioco è fatto” ci spiega Fabio Becherini, percussionista di un surdo basso dell’orchestra Bandão. E quando ne parla Fabio si illumina tutto per la soddisfazione di essere parte di un progetto partito quasi per gioco, poi cresciuto negli anni, che oggi conta almeno un centinaio di percussionisti che si alternano tra un concerto e l’altro. E attenzione, Bandão è un’orchestra costituita solo da percussioni non ci sono altri tipi di strumento. Bandão L’orchestra ha all’attivo più di 600 concerti in Italia e nel mondo, una vasta discografia e collaborazioni musicali con artisti di vari paesi, è diretta dai maestri Francesco Petreni e Lorenzo Catacchini e suddivisa in 9 sezioni ritmiche: timbe, tamborim, repinique, ganzà, agogo’, rullanti, surdi alti, surdi centrador, surdi bassi. Tra i vari concerti a Firenze, Roma, Napoli, ultimamente Bandão si è esibita a Linate al Jova Beach Party con Jovanotti e Salmo dove ha suonato “L’Ombelico del mondo” di fronte ad un pubblico di 100mila persone. Tra le varie esibizioni internazionali si annoverano quella a Ilé Aiyé a Salvador de Bahia e a Londra, unica rappresentante italiana, in occasione della London’s New Year’s Day Parade. La storia Nato nel 1994, in modo del tutto spontaneo, dall’idea di un gruppo di persone amanti delle percussioni e della musica brasiliana e anche grazie ad un seminario condotto da Pato Fuentes, l’orchestra Bandão in questi anni è cresciuta in modo esponenziale diventando, oggi, una realtà musicale e sociale rilevante, nel quale valori ed esperienze di tante persone diverse si intrecciano accomunate da un’unica, grande passione: la musica. E’interessante notare che, malgrado inizialmente la musica sia partita dai ritmi brasiliani, cubani e africani, a poco a poco a questi siano stati aggiunti ritmi musicali originali, composti dal Maestro Francesco Petreni, che ha legato le tradizioni musicali italiane a quelle di paesi lontani. La poliritmia è la peculiarità di Bandão che sovrappone ritmi diversi eseguiti nello stesso tempo. L’IMPEGNO SOCIALE La passione e l’impegno sociale contraddistinguono questa splendida orchestra la quale, oltre a suonare, dedica i proventi dei suoi concerti in beneficenza. Inoltre promuove lo studio della musica in forma collettiva e gratuita, senza alcuna distinzione tra le persone per quanto riguarda l’età, il sesso, l’etnia, la religione. Ogni persona interessata a seguire un corso trova in Bandão l’accoglienza e lo stimolo per iniziare a studiare e magari, in seguito, per entrare nella band. L’orchestra sostiene anche associazioni locali e internazionali come Emergency e Amnesty International. Inoltre, dal 2003, invia un contributo annuale all’associazione brasiliana Primero de Majo che svolge attività nella favela Dos Novos Alagados di Salvador de Bahia per attività in favore dei bambini.

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LA PERDONANZA, COME LA VORREI

Una riflessione a margine dell’edizione 730 dell’antico giubileo celestiniano   di Giuseppe Lalli   Apertura Porta Santa   L’AQUILA – Diciamoci la verità: il corteo della Perdonanza – sia detto con tutto il rispetto per chi vi partecipa e per la fatica di chi lo organizza –, ancorché scenograficamente attraente e tale da avergli meritato ambiti riconoscimenti internazionali, non è né storico, con i suoi anacronismi (anche se negli ultimi anni sono stati attenuati) né religioso, lontano come appare dallo spirito autentico della Perdonanza celestiniana (che è spirito di penitenza e di umiltà). È tutt’altra cosa rispetto a quegli “inni e canti” che l’eremita Pietro dal Morrone divenuto papa auspicava (una figura, peraltro, quella di Celestino V, abbondantemente saccheggiata da una pubblicistica conformistica e superficiale).   È nota la caustica definizione con la quale un celebre storico aquilano da poco scomparso liquidava la manifestazione, e le sue critiche alla Perdonanza, per come era celebrata negli ultimi decenni. Bisognerebbe recuperare l’originario senso spirituale dell’evento, come auspicava già dieci anni fa un altro storico aquilano, Walter Cavalieri, che in una nota ad un quotidiano locale del 14 luglio 2014 sosteneva fosse da rivedere l’impostazione “turistica” del grande appuntamento celestiniano:   Non un corteo, ma una processione, la Bolla portata dalla municipalità e non da fantasiosi figuranti, il coinvolgimento dei quattro quarti della città-territorio, la lettura della Bolla da parte di un chierico e non del sindaco,   Perdonanza   Lo studioso sottolineava subito dopo che bisognava ripristinare una tradizione secolare che rimettesse al centro la sacralità dell’evento, con collaterali manifestazioni anche laiche, ma sobrie ed intonate al clima di devozione, e tali da richiamare turisti attratti da un evento unico e autentico. Va altresì ricordato che anticamente non esisteva una Porta santa e l’indulgenza veniva concessa non per uno ma per due giorni (dai vespri del 28 a quelli del 30 agosto) in un contesto di pura spiritualità: inni sacri, veglie di preghiera, ostensione delle reliquie.   In questa ottica, si potrebbe distinguere, nel tempo e nello spazio, l’aspetto ludico-turistico, da confinare in un periodo precedente, da quello religioso, superando così la dimensione scenografica e spettacolare e ripristinando una processione sacra che ripercorresse l’antico tragitto, allorché la Bolla veniva portata a Collemaggio da piazza del Mercato passando per Costa Masciarelli e Porta Bazzano.   All’interno di questa restaurata cornice devozionale, si potrebbe ridare spazio sia a momenti di conforto spirituale ai malati, come aveva intuito già negli anni ‘70 padre Quirino Salomone, sia alle associazioni di volontariato religiose e laiche che prestano assistenza morale e materiale alle tante emergenze socio-sanitarie della città.   Utopie? Visioni? Forse! Ma il Cristianesimo, che non è stato mai di moda, è l’unica utopia che vale ancora la pena di coltivare (il vero patrimonio dell’Unesco!): quel cristianesimo che in questa nostra Europa satolla e sempre più pagana si vuole cancellare.   Così com’è ai nostri giorni il corteo non si distingue da una qualsiasi manifestazione folcloristica d’epoca, ed è solo un’occasione di visibilità (già è tanto che nelle ultime edizioni la scelta della dama che porta simbolicamente la Bolla sia stata sottratta alla logica di un concorso di bellezza alla “Miss Italia”). Si avverte una contaminazione tra sacro e profano (che era coessenziale alla società medievale, ma che oggi non trova alcuna giustificazione) che urta la sensibilità cristiana, e che è espressione di quello spirito mondano che, più ancora dell’ingiustizia sociale, è distante dallo spirito evangelico.   A chi mostra, nei fatti, che “Parigi val bene una messa” (secondo la celebre frase attribuita a Enrico IV di Borbone – 1553/1610 –  prima di convertirsi, lui protestante, al cattolicesimo e potersi così cingere il capo con la corona del regno di Francia), bisogna ricordare ciò che Benedetto Croce (1866-1952) rispose a Benito Mussolini (1883-1945) che lo aveva accusato, per aver dissentito dalla stipula del Concordato, di essere un imboscato della storia: cioè che “una sola messa vale molto più di cento Parigi, perché fatto di coscienza”.   Sia concesso al credente di affermare, sulla falsariga del “laico” Benedetto Croce (al di là del giudizio di merito su quei Patti Lateranensi che potevano avere una loro ragione d’essere), che una sola Perdonanza, che è fatto di fede personale, non di manifestazione collettiva, vale molto più di cento conferenze e di mille cortei, perché questione che ha a che fare con la vita eterna.   Il cristiano, del resto, è chiamato a fare la Perdonanza non una volta all’anno transitando sotto una porta sia pure solenne, ma tutti i giorni: ogni sera, nell’esame di coscienza, è sotto la porta della misericordia di Dio che deve passare. Il cristiano sa pure che la prima indulgenza plenaria l’ha dispensata Gesù, verso le ore 15 (“l’ora sesta”) di quel venerdì che precedette la Pasqua ebraica, nei confronti di uno di quei due uomini crocifissi insieme a Lui che si dichiarò sinceramente pentito delle sue colpe, al quale disse “Oggi stesso sarai con me in Paradiso”.   Che dire poi di tutta quella cornice ludica (a volte con espressioni affatto coerenti con la visione cristiana della vita) che si svolge a latere dell’importante ricorrenza? Indipendentemente dagli intenti degli ideatori e dal valore artistico delle prestazioni, si finisce per soffocare, e di fatto banalizzare, il significato eminentemente religioso dell’evento celestiniano, che dovrebbe, semmai, essere accompagnato da appropriate iniziative ecclesiali (quest’anno alquanto disattese), quali incontri con i giovani e conferenze sul profondo richiamo evangelico della Perdonanza: la salvezza offerta a tutti e la santità come orizzonte alto del cristiano, nelle condizioni ordinarie in cui si svolge la sua esistenza terrena. La politica fa il suo mestiere e la ben oliata macchina dello spettacolo fa il suo lavoro. Ma quando i cattolici di ogni ordine e… rango cominceranno a farsi sentire un po’ di più? La Perdonanza, che resta pur sempre un evento religioso, nel rispetto dello spirito in cui la concepì Celestino V, dovrebbe rappresentare per la Chiesa un’occasione di evangelizzazione, con le sue implicazioni culturali e sociali. Se non si colgono queste opportunità rare

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“La Croce di Celestino” 2024 ad Alessandro Palmerini

LIONS CLUB L’AQUILA   La cerimonia di consegna del premio domenica 25 agosto, ore 17, Auditorium del Parco     L’AQUILA – Domenica 25 agosto, in occasione della 730esima Perdonanza celestiniana, il Lions Club L’Aquila conferirà il premio “La Croce di Celestino” ad Alessandro Palmerini, aquilano, tecnico del suono che ha ottenuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale nel mondo del cinema, tra cui due David di Donatello. Il Lions Club gli renderà omaggio per il grande impulso che ha dato alla rinascita e alla crescita culturale e sociale della città.   La cerimonia si terrà alle ore 17.00 all’Auditorium del Parco. Parteciperanno importanti ospiti del cinema e della cultura. Tra questi Gabriele Lucci, storico del cinema e Piercesare Stagni, presidente della Fondazione Abruzzo Film Commission.   Alessandro Palmerini entra dunque nell’Albo d’oro del Premio, conferito negli anni più recenti a Gianni Letta (2023), Mario Narducci (2022), Leonardo De Amicis (2021), Ordine dei Medici L’Aquila (2020), Francesco Sabatini (2019), Riccardo Cocciante (2018), Paolo Fresu (2017). ***   Alessandro Palmerini è nato a L’Aquila il 18 febbraio 1977. Nella città capoluogo d’Abruzzo si è formato presso l’Accademia internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine, concludendo nel 2002 il ciclo quinquennale di studi con una tesi sul Suono nel cinema. Nella stessa Accademia dal 2006 ha poi svolto per tre anni un incarico di docenza. Vive a Roma, lavora in Italia e all’estero come Tecnico del suono nel cinema e, talvolta, in fiction tv. Nel 2023 ha vinto il David di Donatello per il Miglior Suono con il film Le otto montagne di Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, e con lo stesso film anche il Nastro d’Argento. Nel 2013 aveva vinto, insieme a Remo Ugolinelli, il suo primo David di Donatello per il Miglior suono in presa diretta con il film Diaz di Daniele Vicari. Con lo stesso film nel 2012 era stato premiato con il Ciak d’oro e il Nastro d’Argento. Nel 2008 aveva vinto il suo primo Ciak d’oro con il film La ragazza del lago di Andrea Molaioli e nello stesso anno era stato tributato il Premio AITS per il film Tv Maria Montessori di Gianluca Tavarelli.   Molte le candidature per il Miglior Suono che Alessandro Palmerini ha collezionato negli anni, quali quelle per i film Capri Revolution e Qui rido io di Mario Martone, La Tenerezza di Gianni Amelio, Sole cuore amore di Daniele Vicari, Io e te di Bernardo Bertolucci, L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi, La giusta distanza di Carlo Mazzacurati, La prima neve e Io sono Li di Andrea Segre, L’aria salata di Alessandro Angelini, Aldo Moro il presidente e Maria Montessori di Gianluca Tavarelli. Ha lavorato, oltre ai già menzionati, con importanti registi tra i quali per brevità si citano Nanni Moretti, Francesca Archibugi, Terry Gilliam, Francesca Comencini, Carlo Vanzina, Ricky Tognazzi, Giuseppe Piccioni, Kim Rossi Stuart, Pietro Castellitto, Emanuele Scaringi, Massimiliano Bruno. Vice Presidente dell’AITS, l’Associazione italiana Tecnici del suono, Palmerini è docente al Corso di Ripresa del Suono presso la Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté” e alla Scuola Nazionale di Cinema – Centro Sperimentale di Cinematografia in Roma. Recentemente gli è stato tributato il Premio Nazionale Pratola 2024 per il Cinema.

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Esposizione di Elena Conti

Il golden modern chic di Elena Conti alla ricerca della luce Fino a settembre a Roma, presso la Galleria Gregorio VII, in via Gregorio VII, 274 le opere fondo oro di Elena Conti che vive e lavora a Siena, nel cuore della Toscana. Elena Conti è’ una giornalista che ha  iniziato a dipingere da giovanissima ma solo negli ultimi anni ha trasformato questa sua attitudine in una nuova professione, che affianca all’attività giornalistica di sempre. Il suo progetto verte sul ruolo essenziale della luce nella natura, nell’ideazione e, a seguire, per la realizzazione di un’opera d’arte, anche in relazione con l’ombra, in un gioco degli opposti ma anche  di complementarietà allo stesso tempo. Elena Conti ha trasformato in arte, attraverso la propria sensibilità e le specificità artistiche e tecniche che la contraddistinguono, la propria idea di luce, sia a livello estetico che simbolico. Pittura, olii, colori acrilici, fogli d’oro, acquerelli, vernice, tele, tavole, carte, richiami di fiori, natura, oggetti e  sogni, immaginati, elementi naturali, di giorno e di notte, materiali e  materia pittorica in grado di creare riflessi, giochi tra luce e ombra, effetti di movimento. L’astrazione, a volte pura ma anche caratterizzata da accenni figurativi, è capace di rappresentare un fenomeno, un concetto, un simbolo di purezza di spirito come quello della luce. Dai suoi  quadri emerge il suo modo di vedere la vita, con gioia, entusiasmo e naturalezza, i suoi fiori, l’erba, rami di alberi, farfalle, volo d’uccelli, sono “soggetti” rappresentati che si sviluppano, come una danza,   in  orizzonti di luce viva, estiva. In continua evoluzione, cerca sempre di sperimentare nuove tecniche pittoriche con l’uso dello stucco e dei fondi in foglia d’oro. Ha esposto in diverse personali e negli ultimi anni ha partecipato attivamente a varie mostre collettive nazionali e internazionali.  Nel 2017 è stata invitata  all’ “Italian Vanity Art Exhibition” nell’Emirato di Dubai,  per un progetto nato con l’intento di valorizzare l’arte  italiana all’estero, attraverso la promozione di artisti italiani negli Emirati Arabi. Con TASA The Artist’s Style in Art, ha partecipato a Celebrate Summer in NY 2017, l’arte che scende in strada e si confronta con il melting pot newyorkese di culture e stili. Ama dipingere opere grandi, di forte impatto visivo, i fondi in foglia oro impreziosiscono i suoi quadri dove la natura fiori,  fili d’erba,  api e libellule, si stagliano su un fondo non omogeneo, attraverso il quale si intravedono immagini surreali che danno colori nuovi alla natura. Elena Conti è invitata spesso ad esporre  anche in alcuni castelli del Chianti senese, e le sue opere questa estate  si possono vedere  negli spazi del Castello di Tornano, una spettacolare struttura ricettiva risalente al 790 AD in cui restare incantati, attraverso un percorso d’arte che la vede protagonista insieme ad altri tre artisti, Ilaria Di Meo, Enzo Gambelli e la fotografa tedesca Susanne Paetsch. L’uso della foglia oro è la sua cifra più riconoscibile di  questo periodo artistico, un utilizzo rivisto in chiave contemporanea, con la scelta di dare spazio  alle imperfezioni e ai vuoti che crea la complessa tecnica di applicazione, dando vita a giochi di rotture e strappi materici particolarmente apprezzati, su cui spiccano fiori iperrealistici, dai nomi complessi come il plumbago o agapanto, che l’artista predilige per le delicate sfumature di azzurro. Le opere  di Elena Conti si inseriscono in maniera armoniosa  in spazi austeri come nei saloni del Castello di Tornano, ma che portano luce e accenti della natura anche  in arredamenti ultra moderni. Elena Conti – Giornalista free lance Fondazione Qualivita – Area comunicazione e relazioni esterne  [email protected][email protected] Fonte: [email protected]

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POETI E PITTORI IN DIALOGO

LA PITTRICE GINA MARZIALE HA DIPINTO LA VERTIGINE POETICA Gina Marziale e Corrado Calabrò sono i Superpremi 2024 del Premio I GRANDI DIALOGHI, ideato da Anna Manna sul web durante la Pandemia.Gina Marziale è artista reduce dalla Biennale di Venezia, dove è stata presente con un suo dipinto di grande classe e introspezione, e Corrado Calabrò è poeta famoso a livello internazionale. La pittrice ha creato, quale Omaggio artistico al poeta Corrado Calabrò, il suo dipinto intitolato “VERTIGINE POETICA” (olio su tela, cm. 70×70), ispirandosi alla brevissima lirica Vertigine che la poetessa romana Anna Manna aveva dedicato a Corrado Calabrò dopo l’evento “Nove poeti per Corrado Calabrò” tenutosi il 14 aprile scorso presso la galleria internazionale AREA CONTESA ARTE, in via Margutta a Roma, curata da Francesco Agresti. Vertigine  Il Poeta vero Vibra Tra la strada e le stelle …Tra le stelle e la strada Incuriosito invaghito Del cosmo Annientato Accende il dialogo Tra la strada e le stelle …Tra le stelle e la strada Tra la strada e…………le stelle Anna Manna Gina Marziale ha voluto rappresentare il cosmo, le galassie, le stelle, il pianeta sparito dai capovolgimenti climatici. Il poeta che sta a guardare ha una vertigine (a sinistra in rosso) alla visione di tutto ciò. La sua sensibilità lo fa vibrare incuriosito e annientato tentando di accennare un dialogo tra la strada e le stelle. Così la stessa pittrice ha descritto la sua opera. E la poetessa Anna Manna ha così raccontato il suo stato d’animo, sia nella stesura della poesia sia nel contatto visivo con il dipinto: “Il mondo trema, si sgretola e i versi di Corrado Calabrò cercano di scandagliare l’universo, di carpirne i misteri. La poesia sboccia in questo tremendo incandescente viaggio nel cosmo, fiorisce con la delicatezza dei fiori ma i versi ed i fiori che li rappresentano, sono rossi, di vita certo, ma anche di sangue, il sangue delle guerre, delle sofferenze. Comunque nel mistero del dolore e della gioia il poeta, la poesia, i fiori rossi, cantano l’inno alla vita, la speranza del domani.” Le due artiste si conoscono da molti anni, insieme hanno preso parte a molti eventi. Indimenticabili le Mostre a Palazzo Valentini curate da Anna Manna per l’Assessorato alla cultura della Provincia di Roma. Si sono conosciute, infatti, alla bellissima Mostra, e di grande successo, del pittore futurista Antonio Fiore, diventato una punta di diamante della pittura europea. Da sempre il dialogo tra le due artiste ha arricchito le loro opere di quel quid in più che dona una visuale completa. Gina Marziale ha dipinto anche un quadro dedicato a tutti i poeti, La stanza del poeta, ed ha firmato la copertina dell’unico romanzo di Anna Manna “A largo della polveriera”, che fu presentato nella Sala delle Bandiere della sede di rappresentanza del Parlamento Europeo a Roma. Alessandro Clementi Comunicazione stampa – Premio I GRANDI DIALOGHI Fonte: G.Palmerini

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Il giornalista Domenico Letizia entra nel team di Italea Campania

Italea Campania e la promozione del turismo delle radici nel casertano e nel Sannio ITALEA è un importante progetto di promozione del turismo delle radici lanciato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, all’interno del progetto PNNR e finanziato da Next GenerationEU per il periodo 2022-2025. Un progetto dedicato sia a chi conosce già le proprie origini italiane e vuole organizzare un viaggio per scoprire e ritrovare i luoghi, i costumi e la cultura dei propri avi, sia a chi le deve identificare, e che potrà avvalersi di una rete di esperti affidabili. Il team di professionisti di Italea Campania è attivo nelle province di Napoli, Avellino, Caserta, Benevento e Salerno, grazie alle sinergie tra professionisti esperti in settori quali turismo responsabile, sviluppo rurale, accoglienza agrituristica, scienze agrarie e forestali, food innovation, agricoltura sostenibile, escursionismo storico-naturalistico, genealogia, innovazione digitale, inclusione sociale, didattica esperienziale e laboratori immersivi”. Nelle ultime settimane la squadra di Italea Campania si è “impreziosita” di un “nuovo acquisto” per valorizzare il territorio del Sannio e di tutto il casertano. Nel team di Italea Campania è entrato anche Domenico Letizia, giornalista e Communication Manager, esperto di marketing territoriale, istituzionale e d’impresa. La presenza del giornalista casertano è stata valutata per promuovere un trait d’union tra Campania e Canada, paese con il quale da sempre coltiva importanti contatti. Non solo dirette sui social con i tanti italo-discendenti residenti nel paese che ha come capitale Ottawa, ma anche racconti di luoghi e persone, di feste, iniziative popolari, antichi mestieri e sagre che da sempre animano le comunità del casertano e del beneventano. La rete territoriale del progetto Italea si estende in tutte le regioni italiane per informare, accogliere e assistere i viaggiatori delle radici, garantendo un supporto capillare lungo tutto il percorso e aiutando nell’organizzazione di un viaggio su misura, in base alle specifiche esigenze e aspettative di ciascuno. Il recupero della storia, della memoria e delle tradizioni della propria terra natìa inoltre sono le principali motivazioni che inducono gli italiani di seconda e terza generazione a scegliere l’Italia come meta per le loro vacanze e per questo sono ritenuti gli elementi fondanti per lo sviluppo del turismo delle radici. Analizzando le principali mete turistiche che riguardano le aree e i borghi rurali è nata l’idea di approfondire, oltre al fenomeno della promozione delle produzioni agroalimentari italiane, l’interesse delle attività agricole dal punto di vista turistico e, in particolare, dal punto di vista di coloro che hanno legami profondi con l’identità culturale italiana.

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PA – Bandi di Dottorato di Ricerca

Conservatorio di Palermo: Pubblicati Due Bandi di Dottorato di Ricerca Il Conservatorio di Palermo annuncia l’apertura di due bandi di dottorato di ricerca, destinati a potenziare la ricerca e la formazione nel settore della musica e delle arti performative. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro il 2 settembre 2024. I Bandi Dettagli e Iscrizione I corsi di dottorato, della durata triennale, inizieranno il 4 novembre 2024. Per ulteriori dettagli sui bandi e per scaricare la documentazione necessaria, visitare la sezione “News” del sito web del Conservatorio di Palermo: Conservatorio Palermo – Bandi di Dottorato. Dichiarazione del Direttore Il Direttore del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo, M° Mauro Visconti, commenta: “L’attivazione dei dottorati di ricerca rappresenta un passo significativo per la nostra istituzione verso la crescita e il rafforzamento della nostra presenza internazionale nella ricerca musicale. Con l’avvio di questi programmi, speriamo di contribuire significativamente alla comunità accademica e culturale.” Contatti Per informazioni ulteriori, contattare Rosanna Minafò, PR Consulting e addetto stampa del Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo:

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A Bozzetti l´Augustale federiciano

Al Vice Presidente di Confindustria Italia, Prof. Giovanni Bozzetti, l’Augustale federiciano CEFALÙ – Domenica scorsa, in occasione dell’evento di alta rilevanza musicale “Concert pour la Paix” tenutosi presso lo storico teatro Salvatore Cicero di Cefalù e che ha visto l’esibizione in scena della pianista e direttrice d’orchestra di livello internazionale M* Maria Luisa Macellaro La Franca, si è tenuta la cerimonia di consegna della nuova onorificenza, conferita dal Centro Studi Federico II a insigni personalità, ovvero l’Augustale, riproduzione fedele della moneta della Pace fatta realizzare nel 1231 dall’imperatore Federico secondo. Il Centro Studi è reduce dal successo ottenuto a Roma presso il Circolo del Ministero degli Affari esteri, dove il 17 giugno 2024 il Presidente Giuseppe Di Franco,insieme alpresidente delComitato Scientifico Goffredo Palmerini,ha presentato un programma dedicato alla diplomazia culturale internazionale e mostrato in anteprima mondiale la riproduzione dell’Augustale federiciano. In quella occasione l’Augustale è stato consegnato al Sen. Giulio Terzi di Sant’Agata, Presidente Commissione affari esteri del Senato, già Ministro degli Esteri e Ambasciatore a Washington; all’Ambasciatore UmbertoVattani, Presidente della Venice International  University; a Francesco Perfetti, Professore Ordinario di Storia contemporanea presso la LUISS Guido Carli; all’Ambasciatore Gaetano Cortese, curatore della prestigiosa collana di volumi sulle residenze e rappresentanze diplomatiche italiane nel mondo. A ricevere a Cefalù il prestigioso riconoscimento sono state le seguenti personalità: il Prof. Giovanni Bozzetti, Vice Presidente di Confindustria Italia, per l’altissimo impegno professionale profuso a livello internazionale; il Comune di Cefalù, città della Pace e della Cultura, rappresentato per l’occasione dall’assessore alla Cultura, Prof Antonio Franco; il Dr. Paolo Grifo e il Prof Pietro Luigi Matta, rispettivamente Presidente e Consigliere della Kemeco Rio Srl di Palermo, per i risultati conseguiti in oltre 50 anni di attività dalla su indicata e prestigiosa società; il Maestro Antonio Barracato, poeta scrittore e artista riconosciuto a livello nazionale, il quale nel corso della carriera ha ricevuto oltre 600 premi e riconoscimenti; la Dr. Donata Guaia, già Presidente dell’INNER Wheel Palermo Centro uno dei Club service più prestigiosi a livello regionale e per il suo alto impegno profuso in tanti anni di attività. In occasione della cerimonia il Presidente Di Franco si è inoltre soffermato sulla storia dell’Augustale, la preziosa moneta d’oro voluta da Federico II e realizzata dall’orafo messinese Balduino Pagano, successivamente emessa dalle zecche di Messina e Brindisi. La manifestazione ha riscosso un grandissimo successo di pubblico e di critica. Foto: Salvo Ciano

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Si chiude la visita di Stato del Presidente Mattarella in Brasile. Una visita che ricambia quella del Presidente brasiliano Lula, avvenuta nel 2023.

Mattarella, dopo il cerimoniale di ricevimento svoltosi a Brasilia, ha visitato Porto Alegre, capitale dello Stato del Rio Grande do Sul, ove le recenti alluvioni hanno causato vittime, danni e disperazione alla popolazione gaucha. Le altre città in cui il Presidente ha fatto tappa sono: San Paolo, Rio de Janeiro e Salvador de Bahia. Ovunque sia stato Mattarella ha entusiasmato! “Siamo tutti un po´migranti” Quanti valori egli esprime nel profferire questa frase in visita al Museo dell’Immigrazione a San Paolo. Ci torna in mente sotto certi aspetti, e ci sia permessa la comparazione, la frase del Presidente J.F. Kennedy «Ich bin ein Berliner» (io sono un berlinese) pronunciata il 26 giugno 1963 a Berlino Ovest durante il discorso tenuto nella attuale John F. Kennedy Platz in occasione della visita ufficiale alla città. Orbene, la cronistoria dei luoghi visitati in ogni singola città è stata pubblicata abbondantemente dai vari organi governativi, dall’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica e dalle TV nazionali e locali, per cui noi cercheremo di superare questa fase e sottoporre, in questa sede, a disamina la realtà storica della visita presidenziale. In altre parole, il nostro non è un rifiuto della tradizione di narrare i fatti secondo la successione cronologica, ma un suo superamento: esaminarli in una nuova chiave interpretativa. Il successo della visita Perché la visita del Presidente Mattarella è stata un vero successo e non una delle tante visite che la diplomazia e il protocollo che regolano i rapporti tra i vari Paesi dettano? “Non è facoltà dei mortali di comandare al successo; ma faremo di meglio: lo meriteremo” Joseph Addison, Catone, 1713. E l’Italia merita il successo che si guadagna e continua a guadagnarsi giorno dopo giorno, in ogni circostanza. Abbiamo un Presidente della Repubblica che suscita rispetto e simpatia ovunque si trovi e in Brasile non poteva andare differentemente. Egli ha visitato cinque città brasiliane, cosa fuori del comune nelle visite di Stato, ma c’è un perché: il Presidente Mattarella ha voluto incontrare tutte le nostre comunità più consistenti numericamente, anche se molto distanti una dall’altra. Un gesto di affetto, che gli italiani fuori dell’Italia hanno apprezzato e non poco. In sostanza, il Presidente ha voluto rendere omaggio a tutte le comunità italiane in Brasile e dare nel contempo un segnale significativo al governo brasiliano e ai cittadini dei due Paesi: sono qui, sono venuto a stringervi la mano per quello che avete fatto, per quello che farete e per quanto faremo assieme: congratulazioni e promesse! Gli aiuti fatti pervenire attraverso la Croce Rossa Internazionale al popolo gaucho; il riconoscimento della laboriosità italiana e del legame tra due “popoli fratelli”, latini e cattolici; l’accoglienza entusiasmante riservata ad ogni incontro istituzionale, nonché i numerosi accordi stipulati tra i due governi sono la prova concreta di quanto sia stata coronata dal successo la visita di Mattarella in Brasile. D’altronde, stiamo praticando una politica internazionale che lascia indietro i nostri partner europei, e poi, lasciatecelo pur dire, siamo un popolo generoso, accogliente, solidale, pacifista e universalmente benvoluto: basti pensare, ad esempio, che nel Niger solo i soldati italiani sono rimasti sul territorio, mentre tutti gli altri, americani compresi, hanno dovuto sloggiare in fretta e furia con armi e bagagli. Certo è che dopo Ciampi nel 2000 il Brasile meritava la visita da parte di un Capo di Stato italiano e a colmare il vuoto è stato uno tra i più amati: Sergio Mattarella. Le memorie del passato, i successi del presente e le speranze per il futuro sono stati in sostanza i tre elementi predominanti durante la visita del nostro Presidente. Una visita che non a caso ha coinciso con l’anniversario dei 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile. Mattarella in compagnia della figlia Laura è già rientrato in Italia; per noi è stato come un film, a lieto fine naturalmente. Ma come nelle proiezioni cinematografiche, nei titoli di coda vediamo scorrere i nomi di tutti i professionisti che hanno consentito la realizzazione della produzione: Presidente Sergio Mattarella – protagonista; Alessandro Cortese, Ambasciatore d’Italia in Brasile; Valerio Caruso, C.G. Porto Alegre; Domenico Fornara, C.G. San Paolo; Massimiliano Iacchini, C.G. Rio de Janeiro; Andrea Garziera, C.O. Salvador Bahia –  attori principali. Regia realizzata dal Cerimoniale Diplomatico della Repubblica; Co-produzione Italia-Brasile. Un ringraziamento speciale vada ai vari Organi di Stato delle capitali visitate, all’Ambasciatore Cortese e a tutto l’apparato diplomatico consolare che congiuntamente hanno consentito il perfetto svolgimento del percorso presidenziale. I ringraziamenti della stampa Noi della stampa italiana in Brasile ringraziamo il Presidente Mattarella per averci fatto sentire orgogliosi di essere italiani con la sua presenza autorevole e paterna; l’Ambasciatore Cortese per l´eccellente esito del suo operato; e i Consoli poc’anzi menzionati per la sensibilità dimostrata verso gli organi d’informazione. Seguono alcune immagini della visita presidenziale a San Paolo e a Rio de Janeiro. Credito foto: Patrícia Arnò

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GLI EUROPLAY 2024, SPAGNA-FRANCIA

L’Altra Nazionale Una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali Spagna- Francia Appuntamento il 9 luglio in diretta alle 20.40 su RaiPlay Conduce Michela Giraud Domani in campo Spagna–Francia, il penultimo atto del torneo. “Gli Europlay 2024, L’altra Nazionale” seguirà il match in diretta dalle 20.40 di martedì 9 luglio su RaiPlay. Nel salotto di Michela Giraud a raccontare la partita anche gli attori comici Ubaldo Pantani e Massimo Bagnato, che si aggiungono a Manuel Pascali ex difensore della squadra scozzese del Kilmarnock – oggi allenatore e commentatore sportivo- e all’ex arbitro Cristian Zanzi che con la sua passione per i giochi di prestigio intratterrà i vari ospiti anche con spettacoli di magia. Accanto a loro i giornalisti sportivi Francesca Brienza e Alessio Viola e la content creator Martina Monti.  Ad animare il talk ironico e leggero, che presenta le partite con uno spirito meno ufficiale e più spontaneo, anche Chef Mariola che, col suo inconfondibile stile, cucinerà piatti tipici italiani  mentre Simone Carponi, esperto di segni zodiacali seguitissimo sui social, improvviserà curiosi pronostici. L’intera diretta sarà accompagnata dalla musica di Carlo Amleto, talento musicale e comico, dalla simpatia di Mirko Matteucci – conduttore de “I mestieri di Mirko”-  dalle esibizioni degli allievi di  “C.I.O.È.” l’Accademia diretta da Lello Arena per la formazione di talenti.  “Gli EuroPlay 2024, l’altra Nazionale”, un programma di Giovanni Benincasa, realizzato con Francesco Mileto e Vittorio Simonelli, regia di Claudia De Toma è una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, disponibile alle 20.40 in diretta su RaiPlay  al link Link alle foto Carla Cavicchini [email protected]

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