Gli 87 anni di Adriano Celentano

Un brutto ricordo. Quando Il Molleggiato deluse col suo “Adrian” Servizio e foto di Claudio Beccalossi Verona – Il grande Adriano Celentano ha varcato la soglia degli 87 anni. Nato a Milano il 6 gennaio 1938, macina successo fin dal 1956 in multiformi ambiti dello spettacolo (come cantante, attore, showman, regista, sceneggiatore, compositore, cabarettista, autore televisivo e produttore discografico). Soprannominato, in tempi d’oro giovanili, Il Molleggiato (per le sue caratteristiche movenze durante le esibizioni) e Il ragazzo della via Gluck (dove crebbe e che fu il titolo d’un suo celebre motivo), è stato il leader alquanto dittatorello del clan intitolato a se stesso. Della sua carriera si sa pressoché tutto in quanto tutto, di lui, ha fatto e fa ancora notizia, nonostante oggi rimanga perlopiù rintanato, con la moglie Claudia Mori (pseudonimo di Claudia Moroni, Roma, 12 febbraio 1944), in una sorta di buen retiro ipocondriaco, nella sua faraonica villa tra il verde di Campesone di Galbiate (Lecco). Verona conserva un particolare amarcord riguardo ad Adriano, di quando, cioè, tra  gennaio e febbraio 2019, vennero trasmesse dal Teatro “Camploy”, in via Cantarane, quattro puntate (delle nove previste) di “Aspettando Adrian” in diretta televisiva per Canale 5, prologo di “Adrian”. Si trattava d’un mix tra breve anteprima dagli interpreti in carne ed ossa e corposo proseguimento con un avveniristico cartoon tra intrighi, morale ed erotismo “made in Milo Manara” (Maurilio detto Milo, Luson, Bolzano, 12 settembre 1945, da anni residente a Sant’Ambrogio di Valpolicella, famoso disegnatore e fumettista). La quaterna proposta, dalla formula originale, non riuscì tuttavia a far impennare lo share, in un continuo calando rispetto alle ottimistiche previsioni della vigilia. Sembrò che la montagna avesse partorito un topolino, nonostante l’ossessiva pubblicità promozionale su Canale 5. Le prime due puntate delusero anche (se non soprattutto) per le mini-intrusioni di Celentano in versione taciturna se non… muta. Nel varietà trasmesso il 21 gennaio 2019 (“Adrian” a parte) i telespettatori furono 5.997.000, con uno share del 21,92%. In quello del 22 gennaio il pubblico televisivo ammontò a 3.965.000, pari ad uno share del 15%. La serie tivù dei preamboli-spettacolo pre-animazione, “Aspettando Adrian”, ebbe come coprotagonisti Nino Frassica (Messina, 11 dicembre 1950), Francesco Scali (Roma, 9 maggio 1958) e Natalino Balasso (Porto Tolle, Rovigo, 2 dicembre 1960) nella prima puntata, a cui s’aggiunsero, nella seconda, Giovanni Storti (Milano, 20 febbraio 1957), del celebre trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Alle sue due “apparizioni-flash”, Celentano aggiunse, nella terza puntata del 28 gennaio, l’esibizione di due brani del suo repertorio, “Pregherò” e “Hot Dog Buddy Buddy”. Chi scrive riuscì a fotografarlo all’uscita dal “Due Torri Hôtel”, in piazza Sant’Anastasia, preceduto dalla moglie Claudia, prima che venisse accompagnato al Teatro “Camploy”. Fu un’immagine-documento che fermò il veloce ed agile, nonostante i suoi allora 81 anni suonati, sgattaiolar fuori di Adriano dall’hôtel per sedersi in auto accanto all’autista. I presenti al terzo appuntamento davanti ai teleschermi con “Aspettando Adrian” risultarono 3.029.000, per uno share dell’11,87%. Ai cast precedenti s’aggregò l’attrice Ilenia Pastorelli (Roma, 24 dicembre 1985). Celentano disertò completamente il palco, poi, nella quarta puntata del 4 febbraio 2019 a cui concorse Max Tortora (all’anagrafe Massimiliano, Roma, 21 gennaio 1963). L’aspettativa, forse esagerata, incappò in una clamorosa delusione e l’incognita restò per le altre date in programma. Infatti, la serie venne sospesa adducendo ufficialmente problemi di salute di Adriano, mentre i critici confermarono il tonfo di gradimento dell’audience. Le puntate dal vivo ripresero tra il 7 novembre ed il 5 dicembre 2019, rimodulandone gli schemi. Ma i commenti si riconfermarono, in ogni caso, generalmente negativi…  

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Parigi – Premio BOOKS for PEACE 2024

Premio BOOKS for PEACE 2024 a Sophia Loren, consegnato a Edoardo Ponti Parigi, 28 novembre 2024 – Il Premio BOOKS for PEACE 2024 è stato conferito a Sophia Loren, una delle più grandi icone del cinema italiano, che ha rappresentato nel mondo la bellezza, la forza e l’eleganza del nostro Paese. Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato a Edoardo Ponti, regista e produttore del film La voce umana, e alla Signora Sophia Loren per la memorabile e straordinaria interpretazione a MasiFILM, in una cerimonia speciale che ha avuto luogo a Parigi in un luogo magico dove è impossibile non sognare, l’appartamento residenza privata di Napoleone Bonaparte allo SHANGRI-LA hotel. Il premio, nato per essere luce per chi non è visto e voce per chi non è ascoltato, è un simbolo di speranza e di solidarietà, capace di illuminare chi non brilla sotto i riflettori. Ogni anno, il BOOKS for PEACE sceglie di premiare quelle figure che, con il loro talento e il loro impegno, contribuiscono alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico. Quest’anno, con la premiazione di Sophia Loren ed Edoardo Ponti, il premio ha voluto sottolineare l’importanza di portare l’arte e la cultura là dove ce n’è più bisogno. “Siamo immensamente grati a Sophia Loren, a Edoardo Ponti e MasiFilm per aver accettato questo riconoscimento e per il continuo impegno nel rappresentare il meglio della cultura italiana nel mondo,” ha dichiarato Antonio Imeneo, ideatore e fondatore del premio. “La grandezza e la disarmante umiltà della Signora Loren e del figlio Edoardo si manifestano anche nella loro disponibilità a mettersi al servizio dei ‘piccoli del mondo’, portando un messaggio di pace, speranza, bellezza e immensa umanità.” Il Premio BOOKS for PEACE è pensato per celebrare i Diritti Umani attraverso l’arte e la cultura come strumenti di cambiamento e di pace. Con il supporto di figure straordinarie come Loren e Ponti, Katia Ricciarelli, il Premio Nobel per la Pace Dr. Denis Mukwege, di luoghi magici come il Parco Archeologico di Pompei e la Reggia di Caserta, il premio si conferma un’importante iniziativa a favore della fratellanza globale, dimostrando che la vera grandezza si trova nelle piccole cose. Antonio Imeneo, i fondatori e la Commissione del premio desiderano inoltre ringraziare tutti coloro che contribuiscono a rendere possibile questa missione, che ogni anno si arricchisce di nuovi significativi gesti di generosità e impegno. “Un ringraziamento speciale per questo regalo natalizio in anticipo, va alla Nobildonna Signora Sophia Loren, che ha saputo e continua ad incantare generazioni di spettatori, e a Edoardo Ponti, il cui film La voce umana continua a emozionare e a raccontare la profondità della condizione umana, spingendo tutti noi a riflettere sulla bellezza e sull’importanza della comunicazione.” Concludendo, questo premio ci ricorda che l’arte e la cultura sono essenziali per la costruzione di ponti tra le persone, in un mondo sempre più diviso, e che ogni gesto di solidarietà ha un impatto che va oltre le parole. Porzia Addabbo – per Books for Peace *** Sophia Loren receives BOOKS for PEACE 2024 prize, awarded to Edoardo Ponti Paris, 28 November 2024 – The BOOKS for PEACE 2024 Prize has been awarded to Sophia Loren, one of the greatest icons of Italian cinema, who represented the beauty, strength and elegance of our country in the world. The prestigious award was presented to Edoardo Ponti, director and producer of the film The Human Voice, to Ms Sophia Loren for the memorable and extraordinary performance in a MasiFILM production. The special ceremony  took place in Paris in a magical place where not dreaming is impossible , the private apartment of Napoleon Bonaparte at the SHANGRI-LA hotel. The prize, born to be a light for those who are not seen and a voice for those who are not heard, is a symbol of hope and solidarity, illuminating  those who do not shine in the spotlight. Every year, BOOKS for PEACE chooses to reward those figures who, with their talent and commitment, contribute to the construction of a more just and peaceful world. This year, with the presentation of the awards to Sophia Loren and Edoardo Ponti, the prize wanted to underline the importance of bringing art and culture where there is most need. “We are immensely grateful to Sophia Loren, Edoardo Ponti and MasiFilm for accepting this recognition and for their continued commitment to represent the best of Italian culture in the world,” said Antonio Imeneo, creator and founder of the award. ” The greatness and disarming humility of Mrs Loren and her son Edoardo is also manifested in their willingness to work for the ‘little ones of the world’, bringing a message of peace, hope, beauty and immense humanity.” The BOOKS for PEACE Prize is conceived to celebrate Human Rights through art and culture as tools of change and peace. With the support of extraordinary figures such as Loren and Ponti, Katia Ricciarelli, the Nobel Peace Prize Dr. Denis Mukwege, magical historical places like the Archaeological Park of Pompeii and the Reggia di Caserta the award stands out as an important initiative in favor of global brotherhood, showing that true greatness can be found in the little things. Antonio Imeneo, the founders and the commission of the prize would also like to thank all those who contribute to make this mission possible and enriched every year with new significant gestures of generosity and commitment. “Special Christmas greetings goto the Nobildonna Mrs Sophia Loren, who continues to enchant generations of spectators, and to Edoardo Ponti, whose film The human voice continues to show and tell the depth of the human condition, making us all reflect on the beauty and importance of communication.” In conclusion, this award reminds us that art and culture are essential for building bridges between people in an increasingly divided world, and that every gesture of solidarity has an impact that goes beyond words.   Porzia Addabbo – Books for Peace Fonte: G. Palmerini

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Giovanni Gravina è il neo presidente della SISDCA

IL PROFESSOR GIOVANNI GRAVINA ELETTO ALL’UNANIMITÀ PROSSIMO PRESIDENTE DELLA  SOCIETÀ ITALIANA PER LO STUDIO DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE     Comunicato Stampa, 21 novembre 2024   La Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA) ha eletto quale prossimo presidente il Prof. Giovanni Gravina, insigne clinico, specialista endocrinologo e attualmente Direttore Sanitario della Casa di Cura San Rossore di Pisa.   Prof. Giovanni Gravina Le votazioni si sono tenute durante l’ultimo congresso nazionale a Roma, aperto dalla Magnifica Rettrice dell’Università la Sapienza, Antonella Polimeni, dal Dr. Roberto Copparoni e dalla Dott.ssa Denise Giacomini, del Ministero della Salute, e a cui hanno partecipato gli oltre trecento specialisti che compongono l’associazione e che hanno votato la fiducia al Prof. Gravina, eletto all’unanimità dal nuovo Consiglio Direttivo di SISDCA. Giovanni Gravina affiancherà il Presidente attualmente in carica, Dott.ssa Patrizia Todisco, per la durata del suo mandato e assumerà l’incarico nel triennio successivo. A fianco del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, istituzioni cui è chiamata a partecipare ai tavoli e agli studi specifici in materia, la Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare è la più antica società scientifica italiana che si occupa delle patologie dell’alimentazione ed è stata la prima società al mondo a scegliere come focus della propria mission la multidisciplinarietà, includendo tra i suoi membri medici psichiatri e internisti, psicologi e psicoterapeuti, dietisti e nutrizionisti. Nata nel 1991, con suo primo presidente il Prof. Massimo Cuzzolaro, ha ben presto assunto prestigio per clinici e ricercatori di diverse discipline in Italia e in Europa, ed è divenuta riferimento fondamentale per la formazione e l’approfondimento sul trattamento di Anoressia, Bulimia e Binge Eating Disorder, grazie alla promozione e al consolidamento degli studi su connessioni e sovrapposizioni tra obesità, disturbi dell’alimentazione e disturbi dell’immagine corporea. Il Prof. Gravina, medico specialista in endocrinologia e formato in ambito psicoterapeutico, ha ricevuto il prestigioso incarico, raccogliendo l’eredità dei famosi specialisti che lo hanno preceduto nel ruolo di Presidenti della SISDCA, grazie all’esperienza clinica e alle competenze maturate nella sua trentennale attività nel campo dello studio e del trattamento dei disturbi alimentari, che ha svolto a Pisa nel Centro della Casa di Cura San Rossore da lui diretto e nel servizio pubblico, come fondatore e medico del Centro Arianna della ASL Nordovest Toscana, apprezzato relatore in numerosi Congressi nazionali ed internazionali, autore di articoli scientifici, membro di tavoli del Ministero della Sanità e dell’Istituto Superiore di sanità per la stesura di documenti e linee guida su prevenzione e trattamento dei disturbi alimentari, docente nel corso di Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana dell’Università di Pisa e della Scuola di Psicoterapia ad indirizzo analitico transazionale di Pisa, componente dell’editorial Board della rivista scientifica internazionale Eating and Weight Disorders. I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), o Disordini del Comportamento Alimentare, che includono anche molti soggetti che richiedono cure per obesità, sono uno tra i disagi sociali più diffusi, come spiega il Dr. Gravina: “l’elevata incidenza di comportamenti patologici nell’ambito dell’alimentazione, soprattutto tra i giovani, è solo la punta dell’iceberg di disagi ben più profondi e complessi. I numerosi fattori che emergono tra i pazienti, divenuti ancora più vulnerabili dopo la pandemia e anche nell’attualità complessa di guerre, conflitti e immagini violente – servite quotidianamente dai media e dai social nella loro totale crudezza senza valutarne le conseguenze tra i più giovani e fragili -, il disagio in famiglia, a scuola, nella società in generale – dal bullismo alla dipendenza dal web – mostrano una comunità attraversata da comportamenti alimentari disfunzionali che sono lo specchio di malesseri profondi. La prevenzione e la cura dei pazienti è divenuta difficile, troppo spesso i pazienti arrivano allo specialista dopo due anni dall’inizio del disturbo, un tempo lunghissimo se si considera che i disagi alimentari sono forme patologiche di lunga o lunghissima durata, ci vogliono anni per risolverle e soprattutto richiedono un approccio multidisciplinare. Oggi l’errore di lettura dietro un comportamento alimentare disfunzionale è il vero problema. Anoressia, Bulimia, Ortoressia, Bing Eating Disorder (BED), Obesità e le evoluzioni fenotipiche, hanno bisogno di competenze tipicamente multidisciplinari (Psichiatri, Psicologhi, Psicoterapeuti, Medici Internisti ed Endocrinologi, Dietisti e Nutrizionisti, Educatori e Terapisti). Non ultimo, in un campo così delicato come quello come quello delle patologie comportamentali occorre una reale sensibilità del mondo politico ed economico rispetto alle esigenze e richieste di pazienti così delicati e complessi e delle loro famiglie”. — Rosi Fontana head & founder ——– ROSI FONTANA – PRESS & PUBLIC RELATIONS @we move ideas and opinions www.rosifontana.it – mob. +39 335 5623246 * * Questo numero di telefono è operativo negli orari di lavoro dell’Agenzia: dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 18:00. In tutti gli altri orari e giorni Vi preghiamo di inviare una mail Fonte: G.Palmerini

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La “colonna spezzata” con le ceneri di Enzo Tortora

  Milano – Il Cimitero monumentale della città meneghina fu edificato tra il 1864 ed il 1866 in stile eclettico con richiami bizantini, gotici e romanici, su progetto dell’architetto Carlo Francesco Maciachini (citato anche col cognome Maciacchini o Macciacchini, Induno Olona, Varese, 2 aprile 1818 – Varese, 10 giugno 1899). Venne inaugurato il 2 novembre 1866. Un ambito del camposanto, innalzato e dal grande scalone, situato all’entrata principale, accoglie le estreme dimore di personaggi insigni. Si tratta del Famedio (dal latino famae aedes, cioè “tempio della fama”), ampia struttura in marmo e mattoni di stampo neogotico, concepito in origine come chiesa. In un angolo dell’Edicola F di Levante Superiore (con cellette per ceneri o resti esumati di “cittadini noti e benemeriti”) s’impone la particolare “colonna spezzata” marmorea (terminante con un capitello corinzio) che custodisce le ceneri di Enzo Tortora (dai nomi aggiuntivi Claudio e Marcello, Genova, 30 novembre 1928 – Milano, 18 maggio 1988), giornalista, conduttore ed autore televisivo e radiofonico, attore e politico, vittima di malagiustizia all’italiana con magistrati/inquisitori che, addirittura, poi hanno fatto ulteriori salti di carriera. Il delirio di Stato del “caso Tortora” costituisce ancora un indegno marchio a fuoco negli annali del diritto e della giustizia in ambito nazionale. Anche per l’esempio umano e morale dimostrato dal ritenuto colpevole. Infatti,  dopo il plateale arresto da parte dei carabinieri alle 4 di mattina del 17 giugno 1983 (con l’accusa di traffico di stupefacenti ed associazione di stampo camorristico) e la sua elezione ad europarlamentare nelle liste del Partito Radicale il 17 giugno 1984 (con 414.514 preferenze) e, quindi, tornato libero il 20 luglio successivo, Tortora, il 13 dicembre 1985 volle dimettersi rinunciando all’immunità parlamentare. Dal 29 dicembre fu messo agli arresti domiciliari, continuando ad affrontare a testa alta l’iter giudiziario contro di lui che già l’aveva condannato in primo grado, il 17 settembre 1985, a dieci anni di reclusione. Venne assolto con formula piena, il 15 settembre 1986, dalla Corte d’appello di Napoli e, il 17 giugno 1987, la Cassazione confermò la sentenza assolutoria ponendo fine al calvario giudiziario che, purtroppo, minò la sua salute stroncata da un tumore polmonare. Tortora viene tuttora considerato tra i precursori/fondatori della televisione in Italia, conduttore, tra molto altro, de “La domenica sportiva” e del programma televisivo di successo “Portobello” (“Mercatino del venerdì”). Nelle sue volontà testamentarie, aveva lasciato scritto di deporre le proprie ceneri, a cremazione avvenuta, in una custodia in legno con una copia di un’edizione di “Storia della colonna infame” di Alessandro Manzoni con prefazione di Leonardo Sciascia (Racalmuto, Agrigento, 8 gennaio 1921 – Palermo, 20 novembre 1989). Nel libro viene ripercorsa quella che fu una delle prime vicende di  giustizia ingiusta in Italia. Il contenitore è stato inserito nella parte centrale in vetro della “colonna spezzata” che riporta una significativa frase dello stesso Sciascia: “Che non sia un’illusione”… Servizio e foto di Claudio Beccalossi        

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Saranno fonte di ispirazione per chi li ha amati

    I sogni di Ester Raccampo e Edoardo Lombardi continueranno a vivere attraverso i libri acquistati grazie al denaro della raccolta fondi, iniziata lo scorso anno, che ha raggiunto la notevole cifra di 12mila euro e che sono stati donati alle biblioteche scolastiche di Scarperia, Barberino di Mugello e Luco. Ma chi erano Ester e Edoardo? Erano due ragazzi di 29 anni che il 25 dicembre dello scorso anno, tornando a casa da Pistoia dove avevano festeggiato il Natale con i genitori di Edoardo, si stavano recando a casa dai familiari di Ester, la mamma Elena, il babbo Jimmy, la sorella Noemi, i nonni e gli zii, ma erano stati investiti da un’auto che percorreva la strada a folle velocità colpendoli in pieno, senza lasciar loro scampo. Morti sul colpo. “Poco prima Ester ci aveva telefonato” spiega Elena Cipriani, la mamma di Ester “ ci aveva comunicato che stavano arrivando, mancavano pochi minuti e ci saremmo visti per cenare insieme e chiudere al meglio il Santo Natale. Così purtroppo non è stato”. Da quel tragico momento il dolore ha invaso le famiglie di Ester e Edoardo, che hanno deciso di far tumulare i corpi dei due ragazzi nello stesso cimitero, a Borgo San Lorenzo. Erano così innamorati Ester e Edoardo che dovevano riposare vicini, per sempre. Abbiamo parlato di dolore, un dolore atroce, indescrivibile, a tratti inaccettabile, per una morte sicuramente assurda. “Una figlia e un genero  che hai appena sentito per telefono, che stanno tornando a casa sereni, guidando in modo tranquillo in una giornata di festa, ad un tratto non ci sono più, spariscono e di loro restano soltanto quel lieve profumo dentro un maglione appena acquistato e che non te la senti di riporre, o un libro aperto lasciato sul comodino e quei ricordi invadenti che affollano la mente e ti annientano. Ma bisogna reagire e non farsi distruggere da quel dolore per commemorare nel migliore dei modi quei due ragazzi così pieni di vita, amanti della lettura e della musica”. Due giovani, entrambi laureati in storia, Ester era passata dalla laurea breve, in lettere, alla magistrale in scienze storiche, mentre Edoardo era laureato in  storia contemporanea e si stava preparando ad un dottorato di ricerca, pur insegnando nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Scarperia, mentre Ester era passata di ruolo il primo di settembre 2023 nella scuola secondaria di primo grado di Barberino di Mugello. Ester avrebbe discusso il 28 di giugno 2024 l’anno di prova, questo purtroppo non è stato possibile perciò la preside, professoressa Alessandra Pascotto, ha fatto una menzione speciale al momento delle discussioni ufficializzando anche l’anno di prova di Ester che non l’aveva potuto discutere. Subito dopo la loro scomparsa le famiglie dei due giovani hanno acconsentito all’idea di Erica Lucioli, rappresentante dei genitori della scuola primaria di Luco di Mugello, che ha proposto una raccolta fondi destinata all’acquisto di libri che la coppia, appassionata di storia e letteratura, divorava. “Ogni libro letto, porterà tra le sue pagine, il ricordo e la luce di Ester ed Edoardo” così ha spiegato l’ideatrice. E come abbiamo scritto, in breve tempo, si è raggiunta la quota di 12mila euro per l’acquisto di libri da dedicare alla lettura dei ragazzi delle scuole medie e della scuola primaria. I libri, ben 5mila, sono stati scelti con cura dalla mamma di Ester, docente alla scuola primaria di Luco di Mugello, che ha trascorso tutto il suo tempo libero dall’insegnamento a preparare la lista per l’acquisto. Oggi, a pochi mesi dal primo anniversario della morte dei due ragazzi, le biblioteche scolastiche di Barberino e Scarperia, oltre ai libri, portano i loro nomi ad eterna memoria. L’amore per la figlia ha dato un forte slancio a Elena che con l’aiuto  della sua famiglia e in collaborazione con “La Scriveria” di Borgo San Lorenzo ha appena ideato un premio letterario, in ricordo di Ester, da inserire nella manifestazione “Ingorgo Letterario”. Il concorso è rivolto ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado e alle classi quinte della scuola primaria di tutto il Mugello e prenderà il via il 16 novembre. “Il progetto prevede la lettura e l’eventuale recensione su quanto è stato letto” spiega Elena ”consequenziale sarà la domanda: cosa può scaturire dalla lettura? Sarà la domanda chiave che faremo ai ragazzi, per stimolare in loro lo spirito critico e indurli alla riflessione; per aiutarli a rispondere utilizzeremo le recensioni che Ester aveva svolto per alcune testate giornalistiche, per le case editrici e il suo blog personale. ” Ma le iniziative non finiscono qui. “La cosa più bella in assoluto” spiega ancora Elena “sarà il concerto per il compleanno di Ester, il 23 novembre. Mia figlia, infatti, avrebbe compiuto 30 anni, per questo abbiamo organizzato nella Pieve di Borgo San Lorenzo, per le ore 21, un concerto che è la replica di quello svolto in aprile nella chiesa di Santa Trinita che ebbe un successo enorme, infatti la chiesa era gremita e le persone si trovavano persino fuori, nella piazza. Il coro, composto da sessanta persone, tra le quali un soprano e un tenore, è diretto da un collega di mia figlia, il professore Raffaele Puccianti, e interpreterà “La Messa di Requiem” di Bramhs. La voce narrante durante l’evento sarà quella di Noemi, la sorella di Ester, che parlerà di lei. Al termine della serata io farò gli auguri a mia figlia. Ritengo che questa Messa di Requiem sia molto bella, perché è una preghiera laica e invia un messaggio di speranza ai vivi. Molte persone hanno aiutato me e la mia famiglia ad organizzare questo ricordo, tra queste vorrei ringraziare la professoressa Marilisa Cantini che insieme alla Pro Loco borghigiana ci ha sostenuto in questa iniziativa. Durante l’evento ci sarà una raccolta fondi per l’acquisto di nuovi libri da donare alle biblioteche scolastiche” conclude così Elena e tra le pieghe della sua voce vibra la commozione per un dolore che, malgrado tutto, è ancora molto forte dentro di lei. Francesca Lippi  

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La finestra su Roma

di Bruno Fulco Il lupo perde il pelo ma non il vizio… A Roma le finestre sono ancora spalancate vista la coda climatica della bella stagione che non ne vuole sapere di lasciare il passo all’autunno, e nemmeno il ripristino dell’ora solare ha contribuito a restituire le atmosfere autunnali tipiche di questo periodo. Panettoni e pandori attendono già sugli scaffali dei supermercati, mentre mentalmente si fa fatica a desiderare un cartoccio di caldarroste così vestiti in bermuda e maniche corte. La zucca si, quella sta andando alla grande, non ancora in cucina ma bensì impiegata per la ricorrenza di Halloween, inutile importazione consumistica di cui la cultura italiana non sentiva assolutamente bisogno. L’origine di Halloween sarebbe legata al Capodanno celtico che segnava la fine dell’estate e l’ingresso dell’inverno, e più precisamente alla festa di Samhain che decretava la settimana in cui, secondo le antiche tradizioni, avveniva l’incontro tra il mondo terreno e l’aldilà. Nessun orrore quindi proprio come avviene per il Día de los muertos, celebrazione dei defunti messicana celebrata con musica, bevande e cibi tradizionali insieme a rappresentazioni caricaturali della morte, che però hanno il significato di ritrovare il contatto con i propri cari.  Una festa di origini precolombiane in cui le tradizioni locali si sono fuse con quelle portate dal cristianesimo. Un elemento culturale quindi, ben lontano dalla pagliacciata horror ridotta solamene ad un’enorme operazione commerciale. Ma la nostra società alle pagliacciate è ben abituata ed anzi sembra nutrirsi sempre più di queste. Basta affacciarsi un attimo ogni giorno sulle vicende politiche del belpaese per rendersene conto. Alla soglia dei due anni di mandato, da sinistra non sanno più come fare per mettere in crisi un governo che pur con tutti i suoi errori, sta comunque dimostrando una certa stabilità costringendo la Schlein e compagni a trovate sempre più povere di idee concrete. Tra le pecche maggiori del governo Meloni c’è forse quello a volte di affidarsi a personaggi inopportuni a rappresentarlo, ma questo non può certo giustificare il distorto concetto democratico della sinistra. Una morale non scritta di cui sono gli unici detentori, che li autorizza a demolire con ogni mezzo tutto ciò che è diverso da loro e dal loro pensiero. Le armi sono sempre quelle, anche se alcune un po’ spuntate come il continuo richiamo al fascismo, che probabilmente sta iniziando a scavallare la soglia oltre il quale rende ridicolo chi lo sbandiera sempre come spauracchio ai quattro venti in ogni occasione. Alcune di queste armi però sono sempre cariche e pronte all’uso, come una certa stampa ormai più vicina a quella scandalistica, che è sempre in caccia di pettegolezzi ravanando nella vita privata e familiare di ogni riferimento riconducibile a destra, come un cane randagio fa nella spazzatura. Anche la magistratura è tra queste e si sa il Lupo perde il pelo ma non il vizio. Le modalità di come i togati utilizzino il loro potere sono sotto gli occhi di tutti, ma nessuno dei loro inciampi sembra essere sufficiente a ricondurre la loro funzione a quello che dovrebbe essere, e da cui oggi con ilo loro operato dimostrano di essere ben lontani. In un altro paese il caso Palamara avrebbe avuto ben altre conseguenze, ma stampa e media “amici” si sono limitati a gestire la cosa per depotenziarne i potenziali effetti. Forti di questa copertura questi “funzionari pubblici investiti di poteri giudiziari”, o almeno una parte di essi, hanno proseguito imperterriti in quella che sembra essere prevalentemente la loro mission politica, con gli effetti che tutti hanno potuto vedere, ad esempio nella questione dei migranti in Albania. Un modo per intralciare l’operato del governo, oppure per mettere pressione e frenare la riforma sulla separazione di carriera tra giudici e pm? Chi lo sa, certo però che le intercettazioni sulla Premier nelle chat dei magistrati non depongono certo a favore dell’onestà intellettuale di questi ultimi. Estraniarsi da tutto questo con l’arte in una città come Roma è però sempre possibile. In questo periodo potrebbe aiutarci l’esposizione “Ligabue. I misteri di una mente” che offre una nuova lettura del lavoro di Antonio Ligabue, una rilettura in chiave psicologica per dare un quadro complessivo più aggiornato dell’artista, liberando la sua opera unica dalle tante etichette limitanti che nel tempo gli sono state appiccicate.

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Fare cultura parlando di vini

Vini Giovanni Terenzi ambasciatori del Cesanese che guadagna consensi a passi da gigante   Il rosso del Lazio per eccellenza conquista sempre più le preferenze dei consumatori ma non è certo una sorpresa per chi in questo vitigno ci ha sempre creduto   Il Lazio del vino fondamentale per la diffusione della cultura enoica nel mondo sin dalla notte dei tempi, ha vissuto lunghi tratti di smarrimento sulla via della qualità. Fasi alterne capaci per ampi periodi di offuscare le grandi attitudini di questo territorio, che insieme alle peculiarità pedoclimatiche ne fanno un ambiente ideale per la viticoltura.   Grazie al cielo però da almeno qualche decennio il motore della ricerca qualitativa ha ripreso a lavorare a pieno regime. A rimetterlo il moto un variegato mix di attori che oggi compongono l’ambiente della viticoltura Laziale. Tra questi troviamo le nuove leve, che armate di grande volontà hanno osato credere nel loro territorio troppo a lungo messo in ombra, a volte anche dai suoi stessi protagonisti.   Queste nuove generazioni di viticoltori, grazie all’esempio e al lavoro di alcune aziende storiche hanno trovato una spalla valida su cui appoggiare la loro intraprendenza. Riferimenti sicuri da cui prendere spunto, esempio, ispirazione ed esperienze.   Tra questi capisaldi per quanto riguarda le vicende del Cesanese e specificamente per la Docg del Piglio, è d’obbligo menzionare Vini Giovanni Terenzi, Cantina a conduzione familiare giunta oggi alla quinta generazione e situata a La Forma nel comune di Serrone (Fr). Presente già negli anni ’50 come realtà Agricola è a Giovanni Terenzi, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana e memoria storica del territorio, che deve la sua trasformazione in Azienda Vinicola nel 1974.   È di quegli anni, infatti, l’amore per il Cesanese di Affile, che nel 1989 segna il cambio di passo decisivo con il reimpianto del vigneto di proprietà esclusivamente con questo varietale per le uve a bacca rossa, e con la Passerina per i bianchi. Da allora è ancora il Cav. Giovanni ad occuparsi degli otto ettari di vigna, operando senza l’uso di prodotti chimici e diserbanti nel pieno rispetto dell’ambiente.   Insieme alla Signora Santa sua moglie, cura personalmente ogni fase del calendario agricolo della vite, dalla potatura fino alla vendemmia passando per tutte le altre fasi: dalla potatura verde, alla pulizia delle erbe infestanti, limitando al minimo il numero dei trattamenti con l’obiettivo di alzare sempre più l’asticella della sostenibilità.   Ad occuparsi delle operazioni di cantina pensa suo figlio Armando che segue personalmente le operazioni di vinificazione e affinamento dei vini, curandone anche tutto il processo che porta alla distribuzione sui mercati internazionali.   Insieme a lui sua Sorella Pina Terenzi si occupa di amministrazione, public relations e organizzazione di eventi, ma il suo impegno per questo vitigno ha valicato i confini Aziendali nel 2023, quando ha assunto la Presidenza del Consorzio di tutela vini Cesanese del Piglio. Grazie alla grande disponibilità di Armando Terenzi abbiamo avuto il piacere di approfondire alcuni aspetti sul mondo Cesanese e sulle sue prospettive:   Quando si parla di Cesanese del Piglio non si può non menzionare la Famiglia Terenzi. E’ consapevole del vostro ruolo nell’ascesa del gradimento di pubblico verso questo vino? È un grande onore per noi essere riconosciuti in questo modo ed è certamente motivo di orgoglio. Dai nostri vigneti nascono solo vini che esaltano il territorio con l’obiettivo costante di raggiungere la massima qualità. Il concetto di territorialità per noi è fondamentale ed è il motivo per cui negli anni ‘70 abbiamo deciso di investire in quest’aerea.   Una famiglia di viticoltori da quattro generazioni. Quando è stato il momento di svolta per la vostra realtà Aziendale? Ci sono due fasi che dobbiamo tenere a mente. La prima quando nella metà degli anni ’90 in famiglia ci siamo resi conto che dovevamo focalizzare tutta la nostra attenzione verso queste uve per esaltarne il potenziale; la seconda quando insieme ai nostri colleghi produttori – pochi a dir la verità – abbiamo messo in gioco tutto quello che avevamo per ottenere il riconoscimento della DOCG.   In vigna va ancora papà Giovanni, memoria agricola storica del territorio, mentre le attività di cantina sono più affar suo. In questa convivenza generazionale le vostre visioni di viticoltura vanno d’accordo o creano occasioni di dibattito? E chi ha l’ultima parola? Il confronto in famiglia c’è sempre, anche nelle piccole scelte. Ognuno di noi ha la sua autonomia, ma le decisioni importanti vengono sempre prese insieme e l’ultima parola spetta sempre a lui…Giovanni!   Negli ultimi anni 10 – 15 anni il Cesanese ha innalzato la sua qualità senza comprometterne i tratti essenziali. Quali sono stati gli elementi importanti di questa ascesa? L’ascesa la si deve soprattutto al fatto che il Cesanese ha finalmente trovato nel consumatore una dimensione che merita rispetto, il rispetto di un territorio, il rispetto di coltivarlo, il rispetto della qualità che ognuno di noi cerca. Indubbiamente questi fattori hanno innalzato la qualità e noi abbiamo fatto soltanto il nostro dovere cioè quello di avvicinare questo vino ad un pubblico di nicchia.   Un vino come il Colle Forma rivela i tratti caratteriali più autentici del Cesanese del Piglio mentre nel Vajoscuro la ricerca dell’eleganza appare più evidente. A parte le differenze di prezzo, quale catalizza di più le preferenze del pubblico? Il Colle Forma rivela i tratti più caratteristici del Cesanese perché la maturazione in botte grande – rovere di Slovenia da 20 hl – non interviene eccessivamente nelle caratteristiche organolettiche del prodotto, mentre la maturazione del Vajoscuro avviene in piccole botti – tonneaux da 350l di rovere francese di primo e/o secondo passaggio – in cui aumenta il rapporto tra volume del vino e superficie della botte andando così a cedere in modo più deciso i classici sentori tostati. Due vini provenienti da stesse uve e stessi vigneti ma che hanno un’anima diversa.   A che punto siamo rispetto all’espressione del potenziale di questo vitigno? Ritiene che abbia già raggiunto il suo massimo oppure c’è da lavorarci ancora,

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I Cavalieri dell’Ordine Patriarcale

In occasione dell’incontro annuale di ottobre per ricordare il Patrono Sant’Ignazio, il Delegato per l’Italia settentrionale dei Cavalieri dell’Ordine Patriarcale Lino Mortarino, ha invitato S.B. Ignace Youssef III Younan, Patriarca Siro-cattolico di Antiochia a celebrare una Divina Liturgia sabato 12 ottobre alle ore 11 a Borgolavezzaro nell’antica chiesa di Santa Maria. Il Patriarca, ha accolto di buon grado l’invito rispondendo “Mi auguro che possiamo riunire il più grande numero dei nostri carissimi Cavalieri e loro famiglie, per supplicare il Signore a darci la pace vera e per rinnovare la nostra Speranza, in Lui, nostro Salvatore e Spes nostra! “ Considerata l’occasione così speciale, l’invito è stato esteso a tutte le autorità locali, alle associazioni che operano nel sociale, nel volontariato, nello sport e nell’assistenza al prossimo. Esse rappresentano un po’ la volontà di tutta la comunità ad operare, ciascuno nel proprio settore, per la concordia e l’aiuto a coloro che quotidianamente vivono accanto a noi: è certo un primo ma importante passo per ricercare la concordia e la pace. La nostra gratitudine dunque e il nostro grazie a Sua Beatitudine per  avere accolto l’invito a presiedere, accompagnato da S. Ecc. Mons. Rami Alkabalan, Procuratore Patriarcale presso la Santa Sede, la solenne Celebrazione di sabato 12 ottobre. Ringraziamo anche il Sindaco, le Autorità civili e militari e i Sacerdoti che hanno presenziato alla Divina Liturgia secondo il rito della Chiesa Apostolica di Antiochia dei Siri Il Patriarca, in questi giorni in Vaticano per il Sinodo voluto da Papa Francesco, proviene da Beirut in Libano, terra tanto provata da troppi anni e sottoposta a prove terribili e conosce molto bene la tragica attuale situazione.         Il Delegato

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Story By: Jennifer Adriana LaDelfa

The Italian American Museum Rings The Nasdaq Opening Bell in Recognition of Italian American Heritage Month in NYC Story By: Jennifer Adriana LaDelfa The Nasdaq Opening Bell Ceremony in partnership with The Italian American Museum kicked off Italian Heritage Month in New York City on October 3, 2024;the year of Italian Roots Tourism in the world! In honor of the occasion, Marie Palladino, Head of Education, represented Dr. Joseph Scelsa, the Founder of the Italian American Museum, ringing the opening bell. This special event was curated by Jennifer Adriana LaDelfa of Jennifer Adriana Public Relations, Inc. and Founder of La Media New York.  The immersive experience at 4 Times Square included prayers led by Don Luigi Portarulo of Saint Patrick’s Cathedral. Donee’ Smalls, MBA represented the Department of Veterans Affairs on behalf of 103 year old Italian born WW ll Veteran, Knight Dominick Critelli. Cav. Giuliana Ridolfi Cardillo attended the event in promotion of the 500th Anniversary since the Florentine explorer, Giovanni Da Verrazzano, discovered New York Bay. She represented the Tuscan Association & the prestigious Italian Heritage and Culture Committee of New York. Marzia Bortolin, former publicist for the National Italian Board of Tourism attended along with guests from the Columbus Citizens Foundation and many young Italian Americans that represent the future of the Italian community.  A Nasdaq representative welcomed the Italian American Museum, IAM,  in opening remarks expressing, “we are so exited that you can join us right here at the cross roads of the world in Times Square New York as we get set to ring todays opening bell in recognition of Italian American Heritage Month. In 2001, the Italian American Museum in New York State was chartered as the first Italian Museum in America and since then their mission has been to tell inspiring stories highlighting Italian American accomplishments through hard work, ingenuity and perseverance. The future holds many opportunities for the Italian American Museum to provide enhanced programing, increased access, deeper understanding and broader community engagement. Marie, we are thrilled to have you and your team here to celebrate Italian American Heritage Month. Nasdaq knows the meaning of hard work, ingenuity and perseverance and we applaud you and your entire team for all of your hard work in keeping the Italian American culture alive. Now please join me in welcoming Marie Palladino.” “Good morning, my name is Marie Palladino, the Head of Education at New York’s Italian American Museum, the first Museum in America’s history dedicated to telling the story of Italian American heritage and history. The Museum itself was originally a financial center for the immigrants in Little Italy, the historic Banca Stabile still located in the Heart of Little Italy at 151 Mulberry Street. On behalf of the Museum, I am honored and excited to be here kicking off Italian American Heritage and Culture Month as we ring the Nasdaq bell. After years of dedication and hard work we are thrilled to reopen the Museum’s doors to the public this month on October 14th after a 5 year redesign project with three inaugural exhibitions: “Puppet Homecoming, papà Manteo marionettes “The Quincentenary,” and “Good Night, Maria”. In Spring 2025, we will debut our permanent exhibit which will feature the achievements of Italians in America from 500 years ago when Verrazzano first sailed into New York Bay up until today. Today I humbly speak on behalf of the 18 million Italian Americans across the nation, and countless unheard voices from the past, our ancestors, that made unimaginable sacrifices to contribute to the mosaic of America. Grazie mille a Nasdaq for this honor and to all who have supported the Italian American Museum on this rewarding journey.” As Marie Palladino rang the Nasdaq Opening Bell at 9:30 am, all guests at this intimate VIP event were transported to Italy living la dolce vita! The Italian hit song Volare played loudly through the studio, while green, white & red confetti & streamers representing the Italian flag’s colors cascaded down. There was not a single person in the room that wasn’t smiling, laughing, singing, and dancing in celebration as we honored our beloved Italy. The Nasdaq opening bell ceremony is the opening of the stock market. It is televised live around the world on Fox Business, CNBC, Bloomberg, Bloomberg BNN, Yahoo Finance, MSN & on the Times Square Billboard. The bell has been rung by celebrities distinguished guests and members of notable not for profit organizations. Some past bell ringers include Ebay, Amazon, Tom Hanks, Zoe Saldana, Michael Phelps, and Serena Williams. This recognition by Nasdaq partnering with the museum was significantas it announced to the world that New York’s Italian American Museum has arrived!

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Lions Club News

      Il 4 ottobre, su incarico del Presidente del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibariade Valle dell´Esaro, Dott. Luigi Postorivo, il Vicepresidente Don Paolo Baratta e il Tesoriere Alessandra Ciccarelli hanno portato i saluti all´Avv. Giuseppe Arnò, di origine calabrese, Past Presidente del Lions Club di Nova Friburgo (Brasile), Direttore della Gazzetta Italo-Brasiliana e e Presidente nazionale dell´ASIB (Associazione Stampa Italiana in Brasile), confermando quanto sia importante la convivialità e la collaborazione dei Club Lions, sia a livello nazionale che internazionale.     Lions Clubs International è l’organizzazione di club di servizio più grande al mondo con più di 1 milione 400 mila soci in circa 46 mila club distribuiti in oltre 200 paesi e aree geografiche di tutto il mondo.

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