Debutterà il 22 novembre a Modena il premio internazionale di poesia “Sergio Camellini”

  DEBUTTERÀ IL 22 NOVEMBRE A MODENA IL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “SERGIO CAMELLINI” La 1^ edizione del premio intitolato al grande Poeta modenese si terrà nell’Aula magna del Palazzo Ducale   di Goffredo Palmerini         a MODENA – Debutterà a Modena, il 22 novembre 2025 alle ore 15:30, il Premio internazionale di Poesia “Sergio Camellini”, dedicato al grande poeta modenese scomparso il 12 giugno 2024. La prima edizione si svolgerà al Palazzo Ducale, nell’Aula magna dell’Accademia militare. Presidente onoraria del Premio è MARCELLA CAMELLINI, figlia del poeta e dirigente medico nel reparto di cardiologia dell’ospedale civile di Sassuolo. Sergio Camellini è stato per oltre un decennio esponente di punta dell’Associazione culturale VERBUMLANDIART, fondata e presieduta da REGINA RESTA, poetessa e infaticabile promotrice culturale. Per onorare la memoria dell’insigne Poeta l’associazione salentina ha istituito il premio internazionale a lui dedicato e lo ha impiantato nella terra che gli aveva dato i natali. SERGIO CAMELLINI era nato a Sassuolo (Modena) il 14 dicembre 1940. Autore fecondo dal verso trasparente e ricco di sentimento, immediato nella comprensibilità, poeta costruttore di ponti d’amicizia e condivisione di valori universali, Camellini era largamente conosciuto e stimato nel mondo letterario italiano e internazionale, soprattutto amato per le sue singolari doti umane, di rispettosa attenzione all’altro. Un autentico operatore di pace e un gentiluomo di rara finezza d’animo.   Eccellente nella professione di psicologo clinico, biopsicosessuologo e psicogeriatra, Sergio Camellini aveva nella poesia la sua seconda ragione di vita e nella civiltà contadina il suo rifugio dai rumori e dal parossismo del mondo moderno. Con le sue splendide liriche ha cantato le piccole gioie, le fatiche del quotidiano, la natura, l’amore, i ricordi, che portano a riflessioni sull’esistenza umana contemporanea. Poesia, la sua, che si sviluppa guardando l’Oltre, con forza e coraggio. Il suo poetare esprime dolcezza, scivola ad inseguire versi ricchi di accelerazioni emotive. La sua penna intinge al rispetto reciproco, vergando sul quaderno della vita i valori di sempre sulle ali della libertà, dell’amicizia e della pace. Appassionato cultore dell’arte povera, studioso della civiltà contadina, nella sua casa a Borgo Serrazzone, suo buen retiro sull’Appennino emiliano, aveva fondato un vero e proprio Museo agreste con attrezzi agricoli ed utensili dei diversi mestieri artigiani. Migliaia di pezzi raccolti negli anni con intensa passione ed esposti nel giardino, collocati con cura sulle pareti e nei locali pianterreno dell’ampia casa di montagna, costituiscono la straordinaria collezione etnoantropologica di civiltà contadina che Camellini ha composto e che ora lascia alla libera fruizione dei visitatori quale significativo patrimonio culturale.   Numerosi, di Sergio Camellini, sono i volumi di poesia pubblicati, tra i quali ricordiamo: So di essere (Edizioni Progetto Cultura, 2003), Rivoli di pensiero sulla carta (Pagine, 2013), Poesia sei tu (SD Collezioni Editoriali, 2014), Bagliori (Ed.Ursini, 2015), Sogno di un mattino di primavera (SD Collezioni Editoriali, 2015), So di essere (Edizioni progetto cultura, 2016), Tenero è l’amore (Guido Miano, 2017), L’azzurro del tuo cielo (Il Convivio, 2017), Tra le righe del pensiero (Edizioni Progetto Cultura, 2018), Opera Omnia Sergio Camellini (Guido Miano, 2018), Il canto delle Muse (Guido Viano, 2019), Madre natura è vita (Aletti, 2019), S’accende una luce (Il Convivio, 2020), Viandante dei sogni (Dantebus Edizioni, 2020), I colori della fantasia (Guido Miano, 2021), Ascolto i silenzi (Consulta, 2021). Presente in numerose antologie, sillogi e poesie di Sergio Camellini sono state tradotte e pubblicate in serbo e in inglese. Ha partecipato ad eventi culturali e letterari in Serbia e India. Innumerevoli i premi e i riconoscimenti alla sua poesia, alla cultura e alla carriera che gli sono stati tributati nei più prestigiosi concorsi letterari in Italia e che ne fanno uno degli autori più noti e apprezzati. Grande la partecipazione, dall’Italia e dall’estero, a questa prima edizione del Premio, come assai rilevante è stato il lavoro della Giuria, presieduta dal prof. HAFEZ HAIDAR, già docente di Letteratura araba all’Università di Pavia, insigne poeta, scrittore e traduttore, candidato al Premio Nobel per la Pace e la Letteratura, Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. La GIURIA PER AUTORI ITALIANI è così composta: Anna Maria Lombardi (filosofa, psicologa, psicoterapeuta, autrice e poetessa), Francesco Nigri (poeta, digital marketing specialist), Hebe Muñoz (poetessa, scrittrice, traduttrice), Marcella Camellini (cardiologa, docente e divulgatrice medico-scientifica), Marilisa Palazzone (docente e autrice), Michele Miano (editore, critico letterario e poeta), Rosella Murano (docente, scrittrice e poetessa), Stefania Romito (giornalista, scrittrice e poetessa). Questa, invece, la composizione della GIURIA PER AUTORI STRANIERI: Angela Kosta (poetessa, scrittrice, giornalista, traduttrice), Hebe Muñoz (poetessa, scrittrice, traduttrice), Irene Doura Kavadia (scrittrice, poetessa, docente, traduttrice), Marta Tarantino (Ph.D. ricercatrice Università Orientale di Napoli, scrittrice, traduttrice), Miriam Haidar (docente, autrice, traduttrice), Mirjana Dobrilla (autrice, traduttrice), Taghrid Bou Merhi (poetessa e scrittrice, giornalista, traduttrice). Il COMITATO ORGANIZZATORE del Premio è composto da: Regina Resta (Presidente Verbumlandiart Aps), Marcella Camellini, Graziano Perria (già Primo Dirigente della Polizia di Stato), Maria Pia Turiello (criminologa forense), Mirella Cristina (avvocato, già parlamentare), Sabrina Di Bona (già ispettore PS). Compongono il COMITATO D’ONORE del Premio Andrea Bortolamasi, Assessore alla cultura del Comune di Modena, Maria Savigni, Assessore alla cultura del Comune di Sassuolo, Giuliano Albarani, Assessore alla cultura del Comune di Carpi, Cav. Maria Carafoli, Presidente del Panathlon International Club Modena, Silvia Stefani, Responsabile servizi di Staff del Sindaco di Sassuolo, On. Mirella Cristina, Avvocato e già Parlamentare, Angela Govi, Artista, Francesco Lenoci, docente Università Cattolica Milano, Francesco Nigri, Founder & CEO iBusiness Srls, Franco Guerzoni, Artista Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, Hafez Haidar, Ufficiale OMRI, Hebe Muñoz, poetessa e traduttrice, Rodolfo Vettorello, poeta e critico letterario, Rosella Murano, docente e poetessa, Maria Pia Turiello, presidente Comitato Scientifico Verbumlandiart, Regina Resta, presidente Verbumlandiart, e Marcella Camellini, presidente onoraria del Premio. Dopo un prologo musicale e i saluti istituzionali, che saranno aperti dal video La vita di Sergio Camellini e dall’intervento della Presidente Onoraria del Premio, Marcella Camellini, seguito dagli interventi di Regina Resta, della Sen. Vincenza Rando e dai rappresentanti delle Municipalità presenti, la Cerimonia di premiazione prenderà il via con la consegna delle Targhe di Onorificenza alla Carriera e all’Eccellenza Culturale alle Personalità sotto indicate.   SEN. VINCENZA RANDO – Avvocato;

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La trasfigurazione di Gino Cecchettin

Atroce sofferenza che si fa fervore al contrasto della violenza di genere    Isola della Scala (Verona) – Dallo straziante dolore ad una missione possibile per tentare d’arginare il futuro ripetersi, attraverso ricuciti, rinnovati paradigmi di cultura del rispetto inculcati fin dall’infanzia, di drammi del parallelo pianeta maledetto chiamato Femminicidio.    Al Showtime Arena del Palariso, nel corso di Taste of earth (L’evoluzione della Fiera del bollito, festival della cucina tradizionale ed internazionale), il pienone di pubblico di tutte le età (con predominanza di quella anziana) ha ascoltato con emozione le parole di Gino Cecchettin (Rovigo, 3 settembre 1968), padre di Giulia (Padova, 5 maggio 2001, abitante con i familiari – papà Gino, sorella Elena, fratello Davide – a Vigonovo, Venezia), studentessa in Ingegneria biomedica all’Università di Padova prossima alla laurea, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta (Padova, 18 dicembre 2001), incapace di rassegnarsi alla fine della loro relazione.    Accoltellata alla testa ed al collo l’11 novembre 2023 nella zona industriale di Fossò (Venezia) e caricata nel bagagliaio dell’auto, il suo cadavere venne rinvenuto il 18 novembre successivo in una zona boschiva (chiamata Pian delle more) tra il lago di Barcis e Piancavallo, in provincia di Pordenone. Turetta fu arrestato dalla polizia tedesca, alla sera del 18 novembre,  mentre era con la vettura ferma, rimasta senza benzina, nella corsia d’emergenza dell’autostrada A9, tra Bad Dürrengberg e lo svincolo Rippachtal, verso Monaco di Baviera. Detenuto nel carcere di Halle, il giovane trovò estradizione in Italia il 25 novembre, venendo incarcerato nella Casa circondariale scaligera, a Montorio. Dove si trova tuttora.    Già reduce, in mattinata, da un incontro con oltre 600 studenti degli istituti scolastici del Comune, Cecchettin, sul palco del Showtime Arena, è stato accolto dal sindaco di Isola della Scala, Luigi Mirandola, dall’amministratore unico di Ente Fiera, Roberto Venturi e da quanti (assessorato ai Servizi sociali, Commissione pari opportunità ecc.) hanno collaborato all’organizzazione dell’evento.    Quindi, ha sviluppato gli spunti proposti della psicologa intervistatrice Franca Consorte, partendo da estrapolazioni del libro dello stesso Cecchettin (con Marco Franzoso) “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia” (Rizzoli, Milano, 2024, ediz. aggiornata 2025).    Un viaggio a ritroso in un mix d’agrodolce e pena, tra reminiscenze anche fanciullesche e giovanili, che non ha tralasciato un altro abisso d’enorme sofferenza, quella patita per la perdita, a soli 51 anni per un tumore, della moglie Monica Camerotto, deceduta il 20 ottobre 2022 (poco più d’un anno prima della tragedia di Giulia). Come se non fosse bastato tanto tormento, il 14 febbraio 2025 è scomparsa la madre di Gino, Carla Gatto, 76 anni, pittrice e scrittrice. Nel suo romanzo “Con lo zaino sulle spalle” figura come interprete Emma, una ragazza fatalmente in fuga dalla violenza, vittima d’una “società patriarcale”.    Cecchettin ha voluto rievocare, tra molto altro, quel pianto di sfogo, a dirotto, da solo, in un angolo all’esterno del cimitero, dopo le esequie della moglie. Lacrime a fiotti, lasciate asciugare senza togliersele dal viso con un fazzoletto… Ed il paio di accenni a chi le ha tolto Giulia in modo così crudele, chiamato per nome, Filippo, forse per abitudine colloquiale sopravvissuta, quasi istintivamente, nello spasmo interiore. S’è soffermato sulla “creatura” nata in memoria della figlia, la Fondazione “Giulia Cecchettin” ETS (Ente del Terzo Settore), per trasformare il dolore in un’opportunità sociale, nell’impegno a favore dell’inclusione e del contrasto alla violenza di genere.    Al termine del confronto a cuore aperto con la dott.ssa Consorte, i Lions Club di Isola della Scala e Bovolone, come segno tangibile di sostegno, hanno donato duemila euro alla Fondazione. Gino Cecchettin (dal volto scavato, stanco e dal sorriso d’occasione velato di tristezza infinita), infine, ha stretto le mani a tanti in sua piena vicinanza. Servizio e foto di Claudio Beccalossi

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Un weekend di cultura e solidarietà: il Kiwanis di Cosenza in prima linea

Tre giorni di incontri, dibattiti e gemellaggi internazionali tra arte, dialogo mediterraneo e impegno civile. Il Kiwanis Club di Cosenza si prepara a vivere un fine settimana denso di appuntamenti culturali e di alto profilo sociale. Domani, 14 novembre, presso l’Hotel San Francesco di Rende, il Club dedicherà la serata all’opera I dettagli di bellezza in 20 luoghi della Calabria, firmata da Mario Vicino. Dopo i saluti istituzionali del presidente, prof. Paolo Trotta, dell’avv. Silvio Aliffi e del conte Carmelo Crispino, la parola passerà all’autore, che guiderà i presenti in un percorso di approfondimento. A moderare l’incontro sarà la prof.ssa Titti Mauro. Nella stessa location, il 15 novembre, spazio al “Caminetto Culturale”, focalizzato sul dialogo multiculturale del Mediterraneo. L’iniziativa, anch’essa promossa dal Kiwanis Club di Cosenza, vedrà l’intervento del prof. emerito Domenico Milito, presidente nazionale Fnisism, figura di spicco nel mondo della formazione. Il programma culminerà domenica con il Charter Day, celebrato in occasione del gemellaggio con il Kiwanis Club di Malta: un momento simbolico che rafforza relazioni internazionali e valori comuni. Un weekend intenso, che ben rappresenta lo spirito del Kiwanis: «Fare il bene costa fatica; ma la fatica passa subito e resta il bene». Un plauso convinto va al presidente Trotta, promotore instancabile di iniziative orientate al bene comune e al dialogo tra comunità.          

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Roma – Premio Gazzetta Diplomatica

ALL’AMBASCIATRICE DEL CANADA A ROMA IL PREMIO GAZZETTA DIPLOMATICA  “AMBASCIATORE DELL’ANNO 2025”         ROMA – Elissa Ann Golberg è l’Ambasciatore dell’Anno 2025. Il prestigioso riconoscimento, tributato come consuetudine dalla rivista Gazzetta Diplomatica, è stato assegnato all’Ambasciatrice del Canada nell’ambito di una cerimonia che si è tenuta lunedì scorso presso la Camera dei Deputati, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari, alla presenza di circa 200 ospiti tra autorità, diplomatici e rappresentanti istituzionali.   A selezionare i vincitori del Premio è stata una giuria di esperti, formata da parlamentari, professionisti e diplomatici, presieduta dall’Ambasciatore Stefano Benazzo. L’iniziativa, promossa dalla testata diretta da Marco Finelli, celebra ogni anno l’eccellenza diplomatica e consolare, il dialogo tra i popoli e l’impegno per la cooperazione internazionale.   Tra i parlamentari intervenuti, il segretario di presidenza Roberto Traversi, assieme ai deputati Fabio Porta della Commissione Affari Esteri di Monteciorio e Christian Di Sanzo, eletto nella Circoscrizione Nord e Centro America, e i Senatori Andrea De Priamo della Commissione Affari Costituzionali e Luigi Nave, Presidente dell’Integruppo Parlamentare Italia-Canada.   Il Premio Gazzetta Diplomatica alla Carriera è stato conferito con particolare enfasi all’imprenditrice Anna Fendi, icona del Made in Italy e ambasciatrice culturale nel mondo.   Come Console Onorario dell’Anno 2025 sono stati premiati Federico Cosenz (Lussemburgo, Palermo), Fortunato Giovanni Peron (Croazia, Bologna) e Valentina Mazza (Kazakhstan, Napoli).   I Premi Speciali sono infine stati assegnati a Luiza Pufu (Ambasciata di Romania), Camillo della Nebbia (Esercito Italiano) e Federico Quadrelli (Comites Berlino).   Fonte: Goffredo Palmerini

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Bologna, una coppa e una promessa

In libreria dal 5 novembre Bologna, una coppa e una promessa (Minerva Edizioni) di Leonardo Vicari QUANDO UN SOLO MINUTO BASTA A CAMBIARE TUTTO: IL RACCONTO DI UNA CITTÀ, DI UNA PARTITA E DI UN ATTESA LUNGA VENTICINQUE ANNI Bologna, 3 novembre 2025 – C’è un istante, nel calcio come nella vita, in cui il tempo smette di scorrere e si fa rivelazione. Per Leonardo Vicari, giornalista e voce storica della radio bolognese, quell’istante arriva al 53’, quando Ndoye segna e Bologna intera trattiene il fiato. Ma “53’ Ndoye – Bologna, una Coppa e una promessa” (Minerva Edizioni) non è il resoconto di una partita: è la cronaca sentimentale di una città che ha imparato a riconoscersi nei propri sogni, nelle proprie sconfitte e nei propri ritorni. Attraverso il filo rosso della Coppa Italia, Vicari ripercorre venticinque anni di storia sportiva e personale, dagli anni Novanta all’attualità: allenatori, radio, stadi semivuoti, passioni civili, ferite e rinascite. La “Coppa” diventa metafora di una PERCORSO che resiste all’ironia, al disincanto e al tempo che passa. Un trofeo mai conquistato NÈ TROPPO AMBITO ma DA LUI continuamente inseguito — come le promesse che non si smettono di fare, anche quando sembrano impossibili da mantenere.   L’autore: Leonardo Vicari è nato a Bologna, dal 1979 ne vive le voci e i colori, le evoluzioni e i mugugni. È giornalista, conduttore di Quasi Gol su Radio Nettuno Bologna Uno e ideatore del progetto @rimasugli che ricerca e raccoglie dal 2011 le scritte apparse su ogni tipo di parete della città.   UFFICIO STAMPA MINERVA: Korina Sheremet –  [email protected] | 3803835997 Camilla Malfatti – [email protected] | 3428827067 Benedetta Dalla Rovere – [email protected] | 335 5230658  

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Tutela delle acque e dei mari

Tutela delle acque e dei mari, Rete IZS: “La scienza al servizio della salute pubblica e dell’ambiente” a a La tutela delle acque e dei mari rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo: cambiamenti climatici, inquinamento, diffusione di plastiche e specie aliene, resistenza antimicrobica e nuove esigenze produttive dell’acquacoltura mettono alla prova la salute degli ecosistemi acquatici e, con essa, la sicurezza alimentare e la salute collettiva. In questo scenario, la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani è impegnata, anche con progetti di cooperazione internazionale, in un ampio programma di sorveglianza epidemiologica, diagnostica, monitoraggio e ricerca per la salvaguardia del benessere delle acque e degli ambienti marini, un ambito in cui ambiente, salute animale e salute umana si intrecciano profondamente. “Tutelare le acque e i mari significa garantire un patrimonio naturale da tramandare alle future generazioni – spiega Simonetta Cherchi, Direttore Generale dell’IZS della Sardegna – e assicurare un ecosistema sostenibile, ancor di più in ragione delle caratteristiche specifiche della nostra Regione. Le acque rappresentano, per la Sardegna in particolare, un patrimonio naturale di inestimabile valore, essenziale per la tutela della biodiversità e per attività come acquacoltura, pesca e turismo. In tale contesto la condivisione di know-how ed esperienze è fondamentale. Progetti come Aquae Strength rafforzano le capacità diagnostiche, migliorano la sorveglianza epidemiologica e promuovono un uso più responsabile dei medicinali veterinari nella produzione ittica, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la qualità delle produzioni”. Un impegno condiviso anche dall’IZS delle Venezie, che dal 1994 è Centro di Referenza Nazionale per lo studio e la diagnosi delle malattie dei pesci, molluschi e crostacei, parte del Centro Specialistico Ittico (CSI), che ospita anche il Laboratorio di Referenza dell’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (WOAH) per l’encefalo-retinopatia virale dei pesci. “Gli Istituti sono oggi protagonisti di una rete di collaborazioni dal Mediterraneo fino all’Asia centrale e al Sud-Est asiatico – sottolinea Giuseppe Arcangeli, direttore del Centro. Iniziative come Aquae Strength e Central Aqua rafforzano la sicurezza alimentare dei prodotti ittici, Tarta-Net tutela la biodiversità del Mediterraneo monitorando lo stato di salute della tartaruga marina comune e la diffusione di geni di antibiotico-resistenza. Oltre alla ricerca e alla diagnostica avanzata, l’Istituto è impegnato su progetti mirati come quello sul granchio blu, che minaccia la biodiversità del Delta del Po, e partecipa a programmi europee come FuturEUAqua, per rendere l’acquacoltura più resiliente e sostenibile. È un lavoro di squadra che mette la scienza al servizio della salute pubblica e della tutela ambientale”. Dalla Sardegna al Nord-Est, fino alla Sicilia, l’impegno della Rete si muove lungo un’unica direttrice: mettere la conoscenza scientifica al servizio della tutela degli ecosistemi acquatici e della biodiversità mediterranea. “Attraverso il Centro di Referenza Nazionale per le Tartarughe Marine (C.Re.Ta.M.) – dichiara il Direttore Generale dell’IZS della Sicilia Francesca Di Gaudio –, affrontiamo le sfide ambientali più pressanti, legate all’inquinamento e all’impatto antropico nel Mediterraneo. Tra i progetti più significativi, quello finanziato dalla WOAH, che utilizza la Caretta caretta come organismo sentinella per monitorare geni di resistenza antimicrobica e inquinanti ambientali. Siamo inoltre impegnati nello studio dell’impatto delle plastiche sul microbiota intestinale delle tartarughe marine e nella diffusione di patogeni e geni di resistenza agli antibiotici, per comprendere il legame tra inquinamento, salute animale e salute umana. Infine, con il CNR abbiamo sviluppato un progetto pilota allo scopo di progettare protesi di pinna destinate a esemplari adulti di Caretta caretta mutilati, per consentirne la reintroduzione in natura. Un esempio di sostenibilità, innovazione e tutela della biodiversità in ottica One Health”. La tutela delle acque e dei mari, dunque, non è solo un impegno ambientale ma un investimento nella salute e nel futuro: un percorso che la Rete IZS porta avanti ogni giorno, con competenze scientifiche, visione condivisa e spirito di collaborazione.     Irene Perfetti — UFFICIO STAMPA RETE IZS: +39 333 7299556

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Italia e Brasile: due sponde, un’unica memoria

Al Teatro Italia di Rio de Janeiro, la scrittrice e ricercatrice Antonella Rita Roscilli racconta, attraverso Zélia Gattai, il filo invisibile che unisce l’emigrazione italiana alle radici culturali del Brasile.     a a Il prossimo 4 novembre, alle ore 18.30, presso il Teatro Italia dell’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, la scrittrice e ricercatrice Antonella Rita Roscilli terrà una conferenza dal titolo “Legami storici e memorie dell’immigrazione italiana in Zélia Gattai Amado”. L’incontro, che celebra i profondi legami tra Italia e Brasile, ripercorre la storia di un dialogo culturale che attraversa l’oceano Atlantico e trova in Zélia Gattai, moglie di Jorge Amado e autrice di straordinaria sensibilità, una figura simbolica. Membro corrispondente dell’Academia de Letras da Bahia (ALB), dell’Istituto Geografico e Storico di Bahia (IGHB) e ricercatrice presso lo IHAC dell’Universidade Federal da Bahia (Ufba), Antonella Rita Roscilli presenterà in questa occasione il suo volume “Zélia Gattai Amado e l’Emigrazione italiana in Brasile” (Ed. Cosmo Iannone), opera scelta in Italia per commemorare il 150° anniversario dell’immigrazione italiana in Brasile e recentemente pubblicata anche in Brasile dalla casa editrice universitaria Edufba. La conferenza, introdotta dal Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, Marco Marica, sarà aperta da un intervento del poeta, filosofo e critico letterario Carlos Nejar, membro dell’Accademia Brasiliana di Lettere (ABL). Tra gli ospiti figurano inoltre lo storico e scrittore Paulo Roberto Pereira, membro dell’Academia Carioca de Letras e dell’ALB, e Paulo Knauss, professore e direttore del Museo dell’Istituto Storico e Geografico del Brasile. Un appuntamento di grande rilievo che, nel segno della memoria e della cultura, rinnova l’antico abbraccio tra le due sponde dell’Atlantico. Comunicato Stampa

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Sparate a vista! I cieli d’Europa sotto assedio dei palloncini

Da Rascel alla realtà: i palloncini non sono più un gioco da bambini ma una seccatura geopolitica tra radar, droni e aeroporti in tilt. L’Europa, con i suoi tempi biblici, cerca ancora di capire se abbatterli o invitarli a un vertice. Intanto, dall’Italia, arriva almeno una buona notizia: la scienza vola più in alto di tutti. a a Dove andranno a finire i palloncini? “Dove andranno a finire i palloncini, quando sfuggono di mano ai bambini…” cantava Renato Rascel, con la leggerezza dei tempi in cui l’unico problema era non farli scappare verso l’azzurro. Oggi, però, quei palloncini sembrano aver cambiato mestiere: da simbolo di festa a pretesto di tensioni internazionali. La saga comincia qualche anno fa con i famigerati “palloni spia” cinesi, sorpresi a fluttuare sopra i cieli del Canada e degli Stati Uniti. Pechino, naturalmente, nega ogni addebito, forse, chissà, erano davvero sfuggiti di mano a qualche infante distratto. Ma le risate durarono poco: i palloncini vennero abbattuti e la festa finì nel boato dei missili. L’Europa insegue (lentamente) Col passare del tempo la faccenda si è fatta seria: ora i palloncini compaiono regolarmente sui radar degli aeroporti europei, provocano chiusure temporanee, allarmi militari e un discreto disorientamento istituzionale. Da dove arrivano? La risposta è ovvia: non dai giardini d’infanzia dell’Est. Il problema, come sempre, è che l’Europa, questa vecchia signora dai piedi di piombo, non sa mai se indignarsi, mediare o convocare un vertice di “alto profilo tecnico”. Nel frattempo i palloncini continuano a fare i loro voli pindarici, indisturbati tra una capitale e l’altra, e ai cittadini non resta che guardare in su e sperare che non atterrino sul proprio tetto. La soluzione “alla buona” Così, mentre le cancellerie riflettono, sembra finalmente maturata una decisione sensata: abbatterli a vista, senza esitazioni, come si faceva una volta con le zanzare. Oppure, per restare nel registro del bon ton diplomatico, potremmo restituire la cortesia raddoppiando la quantità di oggetti volanti diretti verso i mittenti. Dopotutto, l’ironia è un’arma gentile ma efficace. Curiosi di sapere come finirà? Anche noi. E, conoscendo Bruxelles, c’è da scommettere che ci vorranno almeno tre riunioni e un sottocomitato prima che qualcuno trovi il coraggio di dire “fuoco!”. Ma almeno… l’Italia vola alto E qui, per fortuna, arriva una buona notizia che rimette un po’ d’ordine in questo cielo impazzito: a Roma, presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, è stato eseguito il primo trapianto al mondo di arteria polmonare. Un intervento pionieristico su una paziente con tumore infiltrante, che conferma l’Italia come eccellenza mondiale nel campo dei trapianti. Mentre i palloncini invadono i cieli e le cancellerie litigano sui comunicati, la nostra sanità, quella tanto bistrattata, continua a scrivere pagine di vera grandezza. E per chiudere, una modesta proposta Il problema, in fondo, non risiede in Italia. Qui, tra un corteo e una riforma della Giustizia che finalmente prende forma, si continua a fare, a inventare, a operare. No: il nodo sta nei centri di comando dell’astronave Europa, dove il comandante Kirk tarda a entrare in plancia e l’equipaggio discute sul regolamento d’ingaggio. Nel frattempo, i palloncini volano. Ma almeno noi, ogni tanto, riusciamo ancora a toccare il cielo, con una arteria in più e una burocrazia in meno. Di Redazione

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L´Ambasciatore Marrapodi presto all´ONU

L’AMBASCIATORE GIORGIO MARRAPODI  PROSSIMO RAPPRESENTANTE PERMANENTE D’ITALIA ALL’ONU a a a a a L’Ambasciatore Giorgio Marrapodi, attualmente Ambasciatore d’Italia in Turchia, assumerà prossimamente le funzioni di Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York, in sostituzione dell’attuale Rappresentante Permanente Maurizio Massari, che lascerà la sede il 31 dicembre 2025.   L’Ambasciatore Marrapodi ha una lunga esperienza diplomatica, acquisita in ben 35 anni di carriera, e ha prestato servizio, tra l’altro, presso la Rappresentanza diplomatica italiana negli Stati Uniti, a NewYork dal 1994 al 1998, durante la missione a di uno dei nostri più grandi e prestigiosi ambasciatori italiani, qual è stato Paolo Fulci.   Si è trattato di uno dei periodi storici della diplomazia italiana, allorquando l’Italia ha lasciato una traccia indelebile in seno alle Nazioni Unite con la presenza di illustri diplomatici che hanno affiancato l’azione del Capo missione Ambasciatore Paolo Fulci, quali il suo braccio destro l’Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, vice Capo missione della Rappresentanza e Giorgio Marrapodi, che rappresentava l’Italia al Comitato Esecutivo del Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, del Programma di Sviluppo e del Comitato per le sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.   L’Ambasciatore Paolo Fulci, assieme ai suoi collaboratori, curò anche la visita di Stato del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro negli Stati Uniti d’America, per la parte attinente la partecipazione del Capo dello Stato nei vari incontri tenutisi in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e al discorso pronunciato dal Presidente Scalfaro all’Assemblea delle Nazioni Unite il 3 aprile del 1996.   L’Ambasciatore Giorgio Marrapodi ha ricordato la sua missione diplomatica a New York, col ruolo cruciale svolto dal Rappresentante Permanente d’Italia Paolo Fulci in quella sede, ed il contributo del nostro Paese agli sforzi della riforma dell’Organizzazione mondiale negli anni Novanta, nella pubblicazione collettanea “L’Italia all’ONU 1993-1999”, pubblicato da Rubettino a cura di Raniero Tallarigo.   Dal gennaio 2018 Marrapodi ha ricoperto in seno alla Farnesina la carica di Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo e nel corso del 2020/2021 è stato membro del Comitato Consultivo delle Nazioni Unite per la preparazione dell’UNSG Summit sui sistemi alimentari.   Dal 2013 al 2017 è stato Ambasciatore d’Italia in Austria e durante la sua missione diplomatica a Vienna è stato il promotore di ben 4 pubblicazioni sulla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Vienna, il rinomato e splendido Palazzo Metternich, proprietà del già Principe Klemens Wenzel Lothar von Metternich.   La prima pubblicazione fu stampata in occasione del bicentenario del Congresso di Vienna 1815-2015 e la seconda in occasione del 170° anniversario della costruzione del Palazzo, entrambe in versione italiana e tedesca. I quattro preziosi volumi, curati dall’Ambasciatore Gaetano Cortese, sono stati pubblicati nella splendida Collana dell’Editore Carlo Colombo di Roma, della quale Cortese 25 anni fa fu l’ideatore e fondatore, dove sono documentate le meraviglie artistiche e architettoniche delle Rappresentanze diplomatiche italiane nel mondo e la storia delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e i vari Paesi trattati nei volumi.   Goffredo Palmerini

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Accademia del Jazz:

Silvia Bolognesi è la nuova Direttrice Artistica e Didattica di Siena Jazz   Per la prima volta, una donna alla guida dell’Accademia del Jazz: un nuovo anno accademico all’insegna di innovazione, didattica e inclusività.   Alla Fortezza Medicea, sede dell’Accademia, un percorso di ristrutturazione e ammodernamento delle aule per un impegno costante verso la qualità dell’offerta formativa a   a Siena, 17 ottobre 2025 – Con l’avvio del nuovo anno accademico, Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz annuncia la nomina di Silvia Bolognesi a nuova Direttrice Artistica e Didattica dell’istituzione. È la prima volta che una donna assume questo prestigioso incarico nella storia dell’Accademia, segnando un momento di svolta e rinnovamento nella direzione della parità di genere, dell’inclusione e della contemporaneità artistica. Silvia Bolognesi subentra a Francesco Bigoni, stimato musicista e professionista di straordinaria sensibilità, che nell’ultimo anno ha guidato il percorso artistico e didattico dell’Accademia, e che ha rassegnato le dimissioni per motivi personali. Con questa nomina, Siena Jazz inaugura l’anno accademico 2025/2026 con un rinnovato slancio progettuale e formativo, avviando un importante percorso di ristrutturazione e ammodernamento delle aule dell’Accademia, con un nuovo allestimento acustico, a conferma dell’impegno costante verso la qualità dell’offerta educativa e l’innovazione dei suoi spazi. Si accompagna all’avvio del nuovo anno accademico anche il lancio del nuovo sito web dell’istituzione, la cui grafica e struttura rinnovata contribuiranno alla promozione delle tante attività dell’Accademia e accompagneranno i visitatori in una navigazione più intuitiva e immediata. Musicista, compositrice, contrabbassista e docente, Silvia Bolognesi è una figura di rilievo nel panorama jazz internazionale, con una carriera costellata di collaborazioni eccellenti, riconoscimenti, e progetti di respiro internazionale. La sua nomina rappresenta un segnale forte e concreto verso una direzione artistica aperta, inclusiva e profondamente legata alla contemporaneità. Un nuovo capitolo per Siena Jazz La scelta di Silvia Bolognesi si inserisce in un percorso di apertura verso nuove estetiche, nuove generazioni e nuove forme di apprendimento, rafforzando il ruolo di Siena Jazz come centro di eccellenza nella formazione musicale, capace di coniugare tradizione e sperimentazione, studio accademico e creatività collettiva. Con l’energia e la visione di Bolognesi, l’Accademia si prepara a vivere una stagione di grande rilancio, guidata da un’artista che incarna in pieno i valori di una musica viva, inclusiva e in costante evoluzione. Silvia Bolognesi: una figura di spicco della jazz internazionale Contrabbassista, compositrice, docente e leader di numerose formazioni, Silvia Bolognesi è una delle personalità più autorevoli e apprezzate del panorama jazz europeo. Diplomata all’Istituto “R. Franci” di Siena, si è perfezionata con il M° Alberto Bocini e ha intrapreso il suo percorso jazzistico proprio all’interno di Siena Jazz, formandosi con Paolino Dalla Porta, Furio Di Castri e Ferruccio Spinetti. Determinanti per la sua crescita artistica gli incontri con William Parker, Roscoe Mitchell, Butch Morris, Anthony Braxton e Muhal Richard Abrams. Nel 2010 viene premiata come “Miglior Nuovo Talento del Jazz Italiano” al Top Jazz della rivista Musica Jazz e nello stesso anno riceve il trofeo InSound come miglior contrabbassista. È fondatrice dell’etichetta Fonterossa Records, direttrice artistica del festival “Fonterossa Day” e docente presso Siena Jazz, dove insegna contrabbasso e musica d’insieme. Ha collaborato, tra gli altri, con Enrico Rava, Hamid Drake, Art Ensemble of Chicago, David Murray, Evan Parker, Maria Pia De Vito, Günter “Baby” Sommer, portando la sua musica su palchi internazionali e partecipando a progetti tra Europa, Africa e Stati Uniti. Ufficio Stampa Siena Jazz Rosanna Minafò – ufficio stampa nazionale ed internazionale mob. 3484009298 – email [email protected] Massimo Biliorsi e Lucia Piazzolla – ufficio stampa regionale Mob 0577271401 email [email protected] [email protected] Foto e grafica di Tommaso Taurisano

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