SIENA, fonte di vita nuova

Il Fonte battesimale del Duomo di Siena restaurato  Torna a risplendere dopo tre anni di restauri lo straordinario capolavoro in marmo, bronzo dorato e rame smaltato realizzato da Donatello, Jacopo della Quercia, Ghiberti e Giovanni di Turino.  L’Opera della Metropolitana di Siena e l’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, sono lieti di restituire al grande pubblico il Fonte battesimale del Duomo di Siena restaurato. Sarà, infatti, nuovamente visibile dal 25 giugno – dopo tre anni di interventi conservativi – lo straordinario impianto scultoreo realizzato da Donatello, Jacopo della Quercia, Ghiberti e Giovanni di Turino. Il restauro è frutto di una serie di interventi, di altissimo e innovativo livello tecnico, condotti dal personale dell’Opera e da quello, altamente specializzato, dell’Opificio delle Pietre Dure, guidato dapprima dal compianto Marco Ciatti e, successivamente da Emanuela Daffra. Sotto l’alta sorveglianza dei funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, prima diretta da Andrea Muzzi e, attualmente, da Gabriele Nannetti, il personale dell’Opera e dell’Opificio, con la proficua collaborazione di restauratori e docenti universitari, si è avvicendato nel complesso restauro di un’opera frutto della geniale perizia dei massimi artisti della prima metà del Quattrocento: interventi diversi ma collegati che, giunti a compimento, restituiscono alla Chiesa, alla Città e al mondo, un luogo centrale sotto il profilo pastorale e liturgico e, contestualmente, un vero e proprio capolavoro di incommensurabile bellezza. “Per un cristiano si nasce a nuova vita con il battesimo – sottolinea il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino – e il Fonte battesimale del duomo di Siena ha visto ‘nascere a nuova vita’ tante generazioni di senesi famosi e meno famosi, tanta gente comune, legati tutti in maniera indissolubile a questa città unica. Alla forte connotazione spirituale e religiosa oggi si aggiunge la suggestione per la restituzione al mondo di un capolavoro assoluto del Rinascimento italiano”.“Tutto il complesso del duomo della nostra città – aggiunge il card. Lojudice – è uno scrigno che contiene immensi capolavori di arte che trovano la loro ispirazione nella tradizione cristiana che a Siena e nei suoi territori ha saputo trasformarsi nella chiave di volta delle comunità”.L’intervento di restauro, finanziato dall’Opera della Metropolitana di Siena, è frutto di una sinergia reale e concreta tra la Fabbriceria, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (OPD), a cui è stata affidata la direzione del restauro, coordinato dagli storici dell’arte Laura Speranza e Riccardo Gennaioli, rispettivamente direttori dei settori Restauro Bronzi e Materiali Lapidei dell’OPD. I dipendenti dell’Opera del Duomo e, in particolare, tutti gli addetti di Area tecnica, con l’ausilio di quelli dell’Area Sicurezza e delle altre Aree, hanno partecipato attivamente, ciascuno per le proprie competenze, alle necessarie attività conservative tra cui quelle di restauro lapideo che sono state direttamente svolte dal personale dell’Ente: dal Restauratore Andrea Galgani, e dalle Collaboratrici di restauro Serena Bianchi e Lucrezia Coletta che, quotidianamente, insieme alla restauratrice esterna Irene Giovacchini, hanno eseguito interventi di consolidamento e pulitura seguendo le indicazioni e le scelte metodologiche elaborate dalla direzione tecnica e scientifica del restauro affidata al settore Restauro Materiali lapidei dell’OPD con la restauratrice Camilla Mancini, attiva in prima persona e di Riccardo Gennaioli, direttore del settore. Nei laboratori dell’OPD a Firenze hanno operato sulle parti metalliche, con la direzione tecnica di Stefania Agnoletti, i restauratori interni Maria Baruffetti, Annalena Brini, Elisa Pucci del settore Bronzi diretto da Laura Speranza. Sono stati coinvolti anche restauratori esterni (Antonio Mignemi, Stefano Casu, Elena della Schiava e Merj Nesi). Le indagini scientifiche sono state condotte da OPD (Andrea Cagnini, Monica Galeotti, Simone Porcinai) e da un nutrito gruppo di professionisti esterni.Un team articolato, dunque, che ha saputo operare in stretta sinergia.L’area tecnica dell’Opera del Duomo diretta dall’architetto Enrico De Benedetti ha, inoltre, progettato e curato il nuovo allestimento del Battistero volto a migliorarne l’accoglienza e la fruizione.  “Mantenere, conservare, restaurare e valorizzare i beni che ci sono stati affidati. Sono questi alcuni dei compiti istituzionali dell’Opera della Metropolitana di Siena” – afferma il Rettore prof. Giovanni Minnucci – “e ad essi, per volontà del Consiglio di amministrazione che sentitamente ringrazio, ci siamo rigorosamente attenuti anche in questa felicissima occasione. Restituire, mirabilmente restaurato – alla Chiesa, alla Città di Siena, e alle tante persone che visitano il Complesso monumentale – un bene di una bellezza incantevole ed ineguagliabile, come il Fonte battesimale, è stata una missione alla quale ben volentieri ci siamo dedicati, insieme a tutto il personale dell’Opera, a quello dell’Opificio delle Pietre Dure, ai docenti universitari e ai tecnici esterni alle due Istituzioni. Eravamo pienamente consapevoli, anche alla luce delle decisioni assunte dal precedente CdA, non solo della necessità ineludibile di procedere ad operazioni di restauro mai avvenute, ma anche profondamente convinti dei risultati che la sinergia fra i tanti soggetti coinvolti, grazie alle loro rispettive specifiche competenze, avrebbe potuto generare. Siamo dunque grati a tutti coloro che, a vario titolo, si sono cimentati in questa impresa che indiscutibilmente contribuisce alla conservazione di un bene liturgico ed artistico preziosissimo: un bene la cui visione, d’ora in avanti – ne siamo certi – susciterà forti emozioni e il convinto apprezzamento di tutti coloro che, venendo in visita, si soffermeranno all’interno del Battistero per ammirarlo”. Posizionato al centro della struttura architettonica del Battistero, il Fonte battesimale, è uno tra i maggiori capolavori conservati all’interno del complesso monumentale del Duomo di Siena. Straordinaria opera in marmo, bronzo e rame smaltato realizzata tra il 1417 e il 1431 dai più importanti scultori del primo Rinascimento. Il Fonte è costituito da una vasca esagonale in cui si inseriscono i sei specchi in bronzo dorato raffiguranti la vita del Battista, scanditi dalle statue della virtù di cui due, Fede e Speranza, realizzate da Donatello. Fra gli episodi più rappresentativi assume un particolare rilievo il Battesimo di Gesù di Lorenzo Ghiberti del 1427, elegante e raffinata scena caratterizzata da un pittoricismo e un senso di profondità ottenuti grazie a una graduale riduzione del rilievo Il ciclo si conclude con il celebre Banchetto

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Lo Chef Marco Lo Manto e i suoi cannoli siciliani

Oggi presentiamo lo Chef Marco Lo Manto, recentemente nominato Presidente Delegato dell’Italian Culinary Consortium per la Danimarca. Nativo di Siracusa, una delle città più belle della Sicilia, frequenta il locale Istituto Alberghiero, diplomandosi nel lontano 1996, e ci dice di aver avuto il piacere, oltre che l’onore, di essere stato compagno di classe dello Chef e Presidente ICC Carmelo Carnevale. Inizia come commis in vari ristoranti della sua città, sia come gelatiere e pasticciere che come cuoco ma poi, per amore, si trasferisce in Danimarca: galeotto fu il destino, come si dice, nell’unica serata libera  conosce una ragazza a Siracusa Marina, che poi diventerà sua moglie, che lo invita a Copenaghen e da lì è cominciato il legame con la capitale danese; oggi vive ancora lì con la sua famiglia, ha 2 belle figlie di 15 e 18 anni, Elisa e Sofia, che sono il suo orgoglio e la sua gioia. Nonostante la lontananza si è prodigato, senza badare a spese, a portarle spesso in Sicilia, rafforzando un legame con il resto della sua famiglia, con i suoi genitori e quindi i loro nonni, che le hanno accolte sempre con il loro infinito amore, avviando un andirivieni costante e dando linfa alla conoscenza ormai ottima del loro italiano e del dialetto, anzi della lingua siciliana, oltre che del danese e dell’inglese. Il nostro Chef Marco vive ormai da circa 24 anni nella Danimarca del Nord, precisamente nella città di Hillerød, a 38 km da Copenhagen, una cittadina bella e ospitale anche se non molto grande, con più o meno 35 mila abitanti. Ha lavorato, nel corso degli anni, come pizzaiolo e cuoco in diversi ristoranti della capitale, nota per avere all’interno dei suoi confini i più numerosi ristoranti con stella Michelin al mondo, quindi senz’altro possiamo definire Copenhagen come una città stupenda ma anche interessata alla cultura e alla buona cucina, ovviamente non solo italiana ma anche di altri paesi e tutte di ottimo livello. Ritornando alla sua città natale, Siracusa, il nostro Chef Marco ricorda che già ai tempi della scuola aveva avuto delle esperienze in banchetti, degustazioni ed eventi di ogni dimensione, cosa che poi ha perfezionato lavorando in diversi ristoranti della sua città, cercando di apprendere il più possibile onde alimentare la sua crescita professionale. Ma è poi in Danimarca che ha avuto la possibilità di esprimersi molto di più, specialmente come cuoco, sia in ristoranti italiani di fama che anche in alcuni stellati, imparando sempre cose e tecniche nuove per aumentare il suo bagaglio culinario. Manco a dirlo, ha imparato la lingua locale e l’inglese per potersi esprimere professionalmente al meglio e, dalle suddette esperienze, a cominciare da quelle iniziali nella terra natìa, è nata l’idea di aprire la sua attività di catering, che ormai ha festeggiato il ventennale dell’apertura, datata 2004 (Lomanto catering). Vanta anche la partecipazione in diversi programmi televisivi danesi nazionali, dove ha avuto la possibilità di cucinare e far conoscere soprattutto i piatti tipici siciliani, unitamente a spiegare la nostra filosofia esistenziale, la nostra buona cucina e il saper godere la vita e le nostre cose più belle. Per ritornare alla sua attività attuale, la sua ditta di catering si occupa per prima cosa del servizio mensa durante la pausa lavoro per oltre 200 persone di diversi uffici, mentre  nei weekend è molto attivo nell’organizzazione di feste ed eventi di ogni tipo nella sua sala banchetti, come ricevimenti per matrimoni, funzioni religiose, anniversari e compleanni, oltre a corsi di cucina sia per aziende che per privati. Il nostro Chef Marco ha una vera e propria passione per la preparazione di cibi di buona qualità, esclusivamente con ottimi ingredienti e materie prime, cosa che genera, come ci racconta, il conseguente mantenimento di lunghe relazioni con i propri clienti. Queste soddisfazioni lo hanno portato a perfezionarsi sempre di più, a curare ogni dettaglio della cucina e del servizio, garantendo responsabilmente al suo staff una guida affidabile, sicura e allo stesso tempo gradevole e senza stress. Ha anche trovato il tempo di aprire un bar gelateria italiano qui in Danimarca, dove anche i connazionali potevano degustare un buon gelato, dei cannoli siciliani ma anche lasagne e piadine, purtroppo poi chiuso durante la pandemia, anche se ancora oggi riceve richieste di riapertura dalla sua clientela a cui manca il suo gelato di altissima qualita’, più volte menzionato dai vari giornali locali. Il suo lavoro lo porta a ricercare e a scoprire sempre nuovi prodotti della nostra terra, ad assaggiarli e a sperimentare nuove ricette e nuove tecniche, anche attraverso degli stages con altri colleghi ma, sicuramente, in lui alberga l’assoluta consapevolezza che gli ingredienti e le conserve semplici e genuine, come il basilico fresco, le melanzane sott’olio oppure una marmellata di arance con finocchietto, il peperoncino e la cipolla rossa da abbinare ai vari formaggi, come tanti altri prodotti e quindi sapori, sono delle cose che sono difficili da reperire lontano dai suoi e quindi dei nostri luoghi d’origine. Ad ogni modo, ci dice, specialmente quando va in alcune trasmissioni televisive locali dove si cucina, in genere porta e prepara dei piatti tipici siciliani come la caponata o anche la parmigiana e, immancabilmente, viene letteralmente divorata in studio dai presenti. Dalle sue parole si nota come gli manca la sua Sicilia, il loro modo di essere e di vivere, l’odore e la vista del mare. Gli manca soprattutto la famiglia e principalmente i nipoti, gli mancano le cose di tutti i giorni, come il mercato e la verdura nostrana, gli mancano le cose futili e probabilmente anche le sciocchezze, gli manca, si può dire, tutto, anche se poi non dimentica che il lavoro e la realizzazione professionale lo hanno portato lontano ed è lì che deve stare, almeno per la maggior parte dell’anno. https://lomanto.dk  *Ed eccoci alla ricetta del nostro Chef Marco Lo Manto, tipica della sua terra ma anche la sua ricetta del cuore: i cannoli siciliani. A lui piace molto stendere la pasta con cura, formare i tipici cerchi da mettere sulle canne

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L´opinione di Casilli

Quali saranno le conseguenze e le prospettive future  del voto europeo? Non si può fa finta o, minimamente pensare, che non sia accaduto nulla di nuovo dopo le elezioni europee, come vorrebbero farci credere analisti e politici, orientati quasi tutti a sinistra, nei dibattiti televisivi, perché il voto è stato tutt’altro che una scelta di stabilità, visto che la maggioranza europeista a Strasburgo è la stessa.                                            Angela Casilli E’ una opinione errata per una serie di motivi che vanno dalla sopravvalutazione del ruolo del Parlamento europeo, alla sottovalutazione del ruolo del Consiglio europeo che ha i veri poteri decisionali, perché sono i primi ministri dei vari Paesi dell’Unione presenti nel Consiglio europeo che prendono le decisioni che contano e lo fanno tenendo ben presente i loro elettorati e la loro volubilità. La maggioranza europeista presente nel Parlamento europeo apparsa in questa tornata elettorale abbastanza risicata, a causa della scarsa affluenza alle urne, non sembra essere molto affidabile sotto il profilo decisionale, perché l’area politica di riferimento risulta più ampia di quanto non si pensi e quello che succede nei singoli Paesi non manca di far sentire i suoi effetti su tutti gli altri. Esempio plastico di quanto detto la rivoluzione politica in corso in Francia, dove Macron ha sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni nel tentativo di fermare l’ascesa della Le Pen e una sua alleanza con gli eredi di De Gaulle o, il terremoto politico in Germania dove, un movimento di chiara ispirazione neo-nazista ha sconfitto il partito socialdemocratico al governo, nel conteggio dei voti. Sono circa vent’anni che commettiamo sempre lo stesso errore, cioè quello di sottovalutare l’astensionismo sempre più marcato nelle elezioni: dovremmo invece capire la lezione, perché l’elettorato si ribella in questo modo a un eccesso di regole, a un dirigismo e verticismo che non fanno bene all’Unione e sembrano segnare il suo declino. Le élite europee debbono capire che bisogna difendere la politica dell’integrazione che punta ad una Unione europea che sia appunto “unione“, perciò vanno riviste le politiche finora seguite che, nel tentativo di guidare la transizione verde e quelle energetica, hanno solo creato malcontento e rifiuto nelle popolazione europee. La conseguenza di questo diffuso malessere è stata, anzi è, la deriva a destra di molti Paesi, dopo il tramonto dei populismi di sinistra, come quello di Cinquestelle in Italia e di Podemos in Spagna. Per questa ragione le classi dirigenti europee, interessate a non far definitivamente fallire il processo di integrazione a suo tempo avviato, devono oggi aprire la porta, senza chiedere genuflessioni preventive, a quelle componenti della destra che hanno dimostrato di saper governare nei loro Paesi e di conoscere la dimensione sovranazionale dei problemi e la necessità, quindi, di una maggiore solidarietà tra gli Stati che andrebbe a vantaggio di tutti, senza lasciare nessuno Stato solo, come invece è accaduto al nostro Paese con il fenomeno migratorio. La nostra Premier è oggi l’unica ad aver vinto le elezioni europee tra i Grandi e, ai vertici del Partito Popolare, si è consapevoli di questo successo di cui la Premier dovrà fare buon uso, non solo ottenendo il massimo in termini di potere e poltrone, ma cercando di mantenere la barra dritta, come si suol dire con termine marinaresco, visto il grave empasse franco-tedesco. L’opposizione da noi dovrebbe favorire questo, anziché mettere veti e questo vale per tutti i partiti che non sono al governo e soprattutto per il PD, il partito più forte tra i socialisti europei grazie al risultato ottenuto dalla Schlein, che potrebbe aspirare alla guida del Pse nel Parlamento europeo.  E’ interesse di tutti rilanciare l’Unione Europea su basi nuove e rafforzare la centralità italiana in Europa. Fonte: G.Palmerini

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G7 – La sostenibilità del cibo pugliese

G7, LA SOSTENIBILITÀ DEL FOOD PUGLIESE ATTIRA I BIG E LA STAMPA ESTERA Domani 14 giugno, ore 10, cooking show in Fiera del Levante per assaggiare la filiera della Comunità Vi sveliamo in anteprima il menu dell’executive chef Giuseppe Pedone G7 COMUNITA SOSTENIBILE DELEGAZIONE CANADA G7 –  COMUNITA SOSTENIBILE MINISTRO LOLLOLLOBRIGIDA MINISTRO DOMENICO PINTO MASSIMO BOTTURA CHEF GIUSEPPE PEDONE – TENUTA PINTO Continua a crescere l’interesse del G7 verso la nascente “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” che nello stand allestito in Fiera del Levante stanno raccontando ai big italiani e al mondo una filosofia produttiva rispettosa dell’ambiente, possibile e realizzabile con un antico sapere Made in Puglia unito all’innovazione. Dopo il ministro del Made in Italy Francesco Lollobrigida, la Comunità ha attirato l’attenzione dello chef pluristellato Massimo Bottura che ha sottolineato come questo sia il futuro, perché coniugare sostenibilità nell’intera filiera alimentare, con qualità e nutraceutica dei prodotti è davvero una grande sfida. Si sono poi succedute varie delegazioni estere, fra le quali hanno mostrato particolare attenzione il Canada ed il Giappone. Proprio l’evento in Fiera del Levante del G7 è per la prima occasione nella quale, la Comunità, si è presentata per condividere i 24 mesi di lavoro durante i quali il CIHEAM (Centre International de Hautes Études Agronomiques Méditerranéennes) sede di Bari, con Roberto Capone e Gianluigi Cesari, ha accompagnato scientificamente la sua costituzione. Questo è, in sintesi, il contenuto del progetto di sponsorizzazione presentato a Palazzo Chigi attraverso un apposito bando, a seguito del quale la “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” è risultata ammessa.          È tutto pronto per il cooking show di domani ore 10, nello stand della “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” a cura di un giovane talento che è Giuseppe Pedone, executive chef di Tenuta Pinto, che prima di tornare in Puglia ha lavorato in ristoranti stellati di Parigi. Proprio attingendo all’orto sperimentale di Tenuta Pinto di Mola di Bari, capofila della Comunità, lo chef Pedone domani in Fiera del Levante illustrerà al microfono e farà degustare tre mini assaggi. Le aziende che hanno aderito con entusiasmo alla creazione della Comunità, partecipando al bando di Palazzo Chigi da cui il progetto è stato selezionato, sono otto: Agricola Pinto e Tenuta Pinto di Mola di Bari, Tersan Puglia di Modugno, Tormaresca di Minervino Murge, Frantoio Muraglia di Andria, Pantaleo Agricoltura di Speziale di Fasano, Andriani Spa di Gravina di Puglia, Marchiato Fresco e la web tv Foglie di Conversano. Sono tutte aziende che, lavorando con decisione verso la sostenibilità, producono svariati milioni di euro di fatturato dimostrando come il rispetto per l’ambiente non sia un costo, bensì un fruttuoso investimento.          “Il nostro impegno è quello di favorire la creazione del Food Environment basandosi sulla Dieta Sostenibile Mediterranea Pugliese di cui desideriamo condividere i principi con gli ospiti in arrivo da tutto il mondo in Puglia per il G7 – dichiara Domenico Pinto, azienda capofila della Comunità – . Noi abbiamo ereditato dai nostri avi un grande patrimonio, ora è il tempo di coinvolgere sempre di più i giovani e continuare a investire nella terra, in modo innovativo e guardando al futuro del pianeta”.          Dalla sperimentazione alla cucina, ecco il menu che domani venerdì 14 giugno in Fiera del Levante, la “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” realizzerà dalle ore 10 alle ore 11 con un cooking show dell’executive chef Giuseppe Pedone particolarmente attento alla sperimentazione in corso ed alle tecniche di cucina che valorizzano e preservano la materia prima sostenibile. G7, LA “COMUNITÀ DELL’ECONOMIA RURALE PUGLIESE VERSO LA SOSTENIBILITA’ CERTIFICATA” PRESENTA VENERDÌ 14 GIUGNO ORE 10 IL COOKING SHOW CON I PRODOTTI DELLA SPERIMENTAZIONE IN CORSO Con mini degustazione e illustrazione al microfono del progetto e dei piatti in assaggio A cura dell’executive chef Pedone Giuseppe, Tenuta Pinto (Mola di Bari), capofila del progetto di sostenibilità LISTA MATERIA PRIMA E PRODUTTORE DELLA COMUNITÀ MARCHIATO FRESCO Broccolo pugliese nord FoggiaCocomero Barattiere zona Monopoli/FasanoCiliegia Ferrovia zona Turi/ConversanoAsparagi verdi calibro 12/16 zona LesinaAlbicocche zona San Ferdinando AGRICOLA PANTALEOPassata di pomodoro Bio reginaPomodori secchi sott’olioOlio Evo Biologico ANDRIANI SPARisoni di ceci FRANTOIO MURAGLIAOlio extra vergine di oliva BIO da agricoltura biologica MENU MINI DEGUSTAZIONE N. 3 PORTATE ANTIPASTOCrema di broccolo foggiano con sfera al pomodoro secco, spuma al caciocavallo podolico e Olio Evo Biologico frantoio “Pantaleo” PORTATA PRINCIPALERisoni ai ceci con asparago verde di lesina, cocomero barattiere, passata di pomodoro Bio regina e Olio extra vergine di oliva BIO frantoi “La Muraglia” DESSERTZuppa di ciliegia ferrovia, albicocca di San Ferdinando caramellata e cremoso alla ricotta vaccina e lime Ufficio Stampa KREA’-Communication di Carla Cavicchini 

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Motori, Ferrari più che eccellente!

LA FERRARI VINCE ANCHE L’EDIZIONE DI QUEST’ANNO DI LE MANS ALESSANDRO PIER GUIDI HA NUOVAMENTE GUIDATO VERSO LA VITTORIA IL SUO TEAM UN LIBRO PER CONOSCERE IL DUE VOLTE CAMPIONE DEL MONDO CON LA FERRARI SUL TETTO DEL MONDO ALE PIER GUIDI 51 di Emiliano Tozzi Edizioni Minerva – Collana “FLATOUT” “Non ho scelto le ruote coperte. Loro hanno scelto me.” ALESSANDRO PIER GUIDI “Nel mondo delle gare endurance, tuttavia, pochi piloti sono riusciti a colpirmi come ha fatto Alessandro Pier Guidi.” ANTONELLO COLETTA Domenica 11 giugno 2023: la Ferrari – dopo 50 anni di assenza – torna e vince la novantunesima edizione della 24 Ore di Le Mans. Tre i piloti alla guida per questa storica vittoria: Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. Ed è il piede e la profonda esperienza di quest’ultimo a fare la differenza. Dalle emozioni di quella edizione della 24 Ore nasce un libro a lui dedicato. Alessandro Pier Guidi è pilota di riferimento nel mondo endurance italiano la cui passione nasce, come tanti da bambino, sulle piste di kart. Emiliano Tozzi ha deciso di raccontarci la sua storia attraverso le voci delle persone a lui più vicine: una splendida famiglia acquisita da cui proviene la sua forza “emotiva” in pista. Si susseguono le testimonianze di Franco Giuliani (Presidente Scuderia Ferrari Club Alessandra) e di sua moglie Claudia. Di Alessandro Valeri, l’amico di una vita e Francesco Gastaldi, giornalista de “La Stampa” di Torino. Di Marco Petrini e Nicola Villani, le storiche voci italiane al commento nelle gare del campionato Wec, dalle frequenze televisive di Eurosport. E poi Sara, molto e tanto di più della semplice compagna di vita di Alessandro. Accanto agli amici di una vita, emerge un contesto calato all’interno di una più grande e famosa “famiglia da corsa”, emblema stesso di un nome e un marchio famoso nel mondo oltre i semplici confini delle competizioni. Antonello Coletta e Ferdinando Cannizzo, a capo del progetto 499P, in appena 11 mesi (da quando la vettura mette per la prima volta le ruote in pista) con la sola forza delle proprie idee, hanno saputo portare al vertice l’ultima biposto concepita a Maranello, ottenendo quella vittoria che vale una stagione e un’intera vita nel mondo del motorsport. Quando le ragioni dei tanti e una squadra corse diventano un’unica cosa. Dietro un nome assoluto che travalica immediatamente il semplice mondo dell’automobile. Fino a raggiungere il tetto del mondo. Emiliano Tozzi,scrittore, giornalista e editor, è nato a Faenza nel maggio del 1973. Quindici anni da cantante lirico, senza mai aver perso di vista le quattro ruote da corsa. Dopo un’esperienza nel 2016 con il sito specializzato “FormulaPassion” è stato artefice del blog di automobilismo sportivo “Sinfonia Motore (la voce dell’asfalto)” online da marzo 2017 a marzo 2024. Ha debuttato nel mondo dell’editoria nel 2018 con il titolo Quel giorno a Le Mans (341.3) pubblicato da Pacini Editore nel dicembre dello stesso anno, raccontando il debutto di Cetilar Racing sul leggendario circuito della Sarthe, fino al loro ritorno su quella medesima pista un anno più tardi. Con il libro Chris Amon. La sfortuna non esiste (prefazione di Leo Turrini, edito nell’aprile 2022 da Minerva) è risultato vincitore del premio Selezione Bancarella Sport 2023. Dal 2024, per Minerva, svolge il ruolo di direttore della collana “FlatOut”, con pubblicazioni inerenti al mondo delle due e quattro ruote, di cui anche questo libro fa parte. Ufficio stampa Edizioni Minerva Edoardo Caprino Maria Cira Vitiello [email protected] 331 4193814

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UNA GRANDE FESTA DELLA MUSICA 2024

    CON IL CONSERVATORIO ARTURO TOSCANINI DI RIBERA     Per il 30° di FdM Italiana 1994-2024     Aspettando Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025     PRESENTAZIONE UFFICIALE ALLA CONFERENA STAMPA NAZIONALE     AL MINISTERO DELLA CULTURA     400 Musicisti partecipanti agli eventi del Toscanini     PROGRAMMA GENERALE     19 GIUGNO – ore 21,00- Ribera (AG) -Piazza Duomo – “LA PRIMA ORCHESTRA SIAMO NOI!”     Concerto per Coro, Orchestra Sinfonica e 15 Bande Musicali- Direttore Alberto Maniaci.     21 Giugno- ore 21,00 – Pesaro – Piazza del Popolo – “MANCINI 100”     Evento celebrativo dei 100 dalla nascita del grande compositore italo-americano Henry Mancini in gemellaggio tra i Conservatori delle Città di Pesaro e Ribera/Agrigento, Capitali italiane della cultura 2024 e 2025.     21 Giugno ore 19,00 – Sambuca di Sicilia (AG) – Teatro l’Idea – Rassegna Musicale “MAURIZIO POLLINI” – Rassegna dedicata alla letteratura pianistica e alla musica da camera con pianoforte.     22 Giugno –ore 11,00 – Cinisi (PA) – Atelier Casiglia – “DA SCARLATTI A POULENC” – Concerto/laboratorio di Musica da Camera con strumenti antichi e moderni     COMUNICATO     Presentato ufficialmente il programma della trentesima edizione italiana della Festa della Musica 2024 presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura, in programma il prossimo 21 giugno 2024. Presenti alla conferenza stampa: il coordinatore nazionale della Festa della Musica, Paolo Masini; il presidente dell’AIPFM, Marco Staccioli; il Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi; il responsabile comunicazione della rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Massimo Pronio e il Direttore del Dipartimento Politiche giovanili in rappresentanza del Ministro Andrea Abodi, Michele Sciscioli. Tra i relatori anche la vicedirettrice del Conservatorio Arturo Toscanini, Mariangela Longo, che ha presentato tutto il programma del Conservatorio ed il docente del Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro, Mauro Campobasso. Durante la conferenza stampa è stata realizzata la diretta streaming dalla RAI Cultura, partner della Festa della Musica, visibile sul link: https://www.raicultura.it/musica/eventi/Presentazione-Festa-della-Musica-edizione-2024-bc4cb07c-20a9-41ce-9d34-958372d22f09.html     “In occasione del 30° della Festa della Musica Italiana e in attesa di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, dichiara la vicedirettrice Longo, il Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera, già  partner ufficiale della speciale manifestazione che ogni anno il 21 Giugno  si celebra in Italia e in tutta Europa, si prepara ad organizzare  dal 19 al 22 Giugno eventi importanti che coinvolgeranno 400 musicisti in quattro città diverse con il patrocinio di Rappresentanza Italiana della Commissione Europea, Ministero della Cultura, Dipartimento delle politiche giovanili e il servizio Civile Universale, Associazione Italiana Festa della Musica (AIPFM) che ne coordina tutti gli eventi al livello nazionale, Assessorato Beni Culturali Regione Siciliana e le Istituzioni e  i Teatri coinvolti nelle città ospitanti di Ribera (AG), Pesaro, Sambuca di Sicilia (AG) e Cinisi (PA). Inoltre, A Pesaro, Capitale italiana della Cultura, andrà in scena un grande concerto per i 100 anni di Henry Mancini. Si esibiranno i giovani del Conservatorio “Gioacchino Rossini” di Pesaro in un concerto orchestrale, organizzato con il Pesaro Film Festival, dedicato alle indimenticabili colonne sonore dell’autore italo americano, ed il concerto, vedrà anche la partecipazione di studenti e docenti del Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera-Agrigento, creando un ideale passaggio di testimone tra Pesaro e Agrigento, Capitali italiana della Cultura 2024 e 2025”.     Gli eventi del Toscanini sono organizzati con il coordinamento artistico della Prof.ssa Mariangela Longo, la direzione di produzione del prof. Simone Piraino, il prezioso contributo di tutti gli organi statutari guidati dal Direttore Prof. Riccardo Ferrara e dal Presidente dott. Giuseppe Tortorici. Eventi ad ingresso libero.     19 GIUGNO – ore 21,00- Ribera (AG) -Piazza Duomo – “LA PRIMA ORCHESTRA SIAMO NOI!”     Il 19 Giugno la piazza Duomo di Ribera si trasformerà in un palco a cielo aperto dove si svolgerà il Concerto per Solisti, Coro, Orchestra Sinfonica del Conservatorio Arturo Toscanini e 15 Bande Musicali organizzato dal Conservatorio Toscanini con il patrocinio del Comune di Ribera.     Il mega evento vedrà protagonisti oltre 300 musicisti che, sotto la direzione d’orchestra del M° Alberto Maniaci e la co-direzione di 15 Maestri delle Bande Musicali, eseguiranno tre inni (Inno d’Italia, Inno europeo, inno della Regione Siciliana) e renderanno omaggio all’Opera lirica italiana, patrimonio mondiale dell’umanità, con musiche di Puccini, Verdi, Bellini. Un evento unico nel suo genere all’insegna della massima condivisione e della inclusione di formazioni diverse in un’unica compagine orchestrale, perfettamente consono alla tematica scelta da Festa della Musica Italiana per i festeggiamenti del suo 30° anniversario. All’evento parteciperanno le seguenti Bande Musicali del territorio: Banda “Vincenzo Bellini” di Agrigento –  M° Carmelo Mangione;  Banda musicale “Luigi Ingo” di Alessandria della Rocca – M° Roberto Guastella;  Banda “Vincenzo Bellini” di Alessandria della Rocca – M° Francesco Garofalo; Complesso bandistico “G. Verdi” di Bivona – M° Salvatore Cutrò; Banda musicale di Burgio – M° Salvatore Caramazza; Banda “Vincenzo Bellini” di Calamonaci – M° Aurelio De Sarno; Complesso bandistico “Città di Caltabellotta” – M° Luciano Monte; Banda musicale “Alessandro Scarlatti” di Cattolica Eraclea – M° Maurizio Mongiovì; Banda “Città di Cianciana” – M° Johnny Gallina; Complesso bandistico “G. Verdi” di Grotte – M° Salvatore Puglisi; Complesso bandistico “The Washington Navel” di Ribera – M° Pietro Giacomazzo; Complesso bandistico “Città di Ribera” – M° Giuseppe Guddemi; “Corpo Bandistico Gino Spicola” Santo Stefano di Quisquina – M° Domenico Spicola; Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Sciacca – M° Accursio Sabella; Banda Musicale “Vincenzo Bellini” di Siculiana – M° Giacomo Consolo. Presenta Valeria Milazzo     Il 21 Giugno- ore 21,00 – Pesaro –Piazza del Popolo – “Mancini 100”-     Evento celebrativo dei 100 anni dalla nascita del grande compositore italo-americano Henry Mancini, vincitore di 4 premi Oscar per la musica da film, numerosissimi Grammy, innumerevoli nomination e passato alla storia per la sua vasta produzione musicale. Il Concerto è organizzato dal Conservatorio G. Rossini di Pesaro in collaborazione con il Conservatorio A. Toscanini di Ribera nell’ambito della 60° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema e dei festeggiamenti per il 30° di FdM, e darà l’occasione del passaggio di testimone tra i Conservatori delle Città Capitali italiane della cultura Pesaro 2024 e Agrigento 2025, alla presenza delle rispettive

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SAPORI DI PACE

Ultime notizie SAPORI DI PACE, UN EVENTO DI GRANDE SUCCESSO A CERIANO LAGHETTO La manifestazione ha concluso il Progetto Agorà Scuola d’italiano per Stranieri MONZA BRIANZA – Grande successo per l’evento Sapori di pace, che si è tenuto sabato 15 giugno 2024 presso l’oratorio di Ceriano Laghetto, a conclusione del Progetto Agorà Scuola di italiano per Stranieri, che ha coinvolto numerosi corsisti, di provenienza varia, soprattutto extraeuropea. La realizzazione dei corsi a Ceriano Laghetto, Cogliate e Lazzate è stato possibile grazie all’impegno sinergico del Circolo Acli di Ceriano, che ha permesso di passare dall’idea all’azione, dell’Associazione Massimo Brioschi che ha messo a disposizione i propri locali e ha risolto diversi problemi logistici, delle Parrocchie di Cogliate e Lazzate, che hanno concesso i propri spazi e degli insegnanti che hanno svolto il proprio operato a titolo volontario. Il pomeriggio di poesie, musica e storie si è caratterizzato per la ricchezza dell’incontro tra culture e lingue diverse. In apertura, il brano “Imagine” di John Lennon, eseguito da Miriam Haidar e Giulia Forlani alla voce e da Antonio Francescon al piano. E’ seguito poi il saluto di Giovanni Forlani, membro molto attivo delle Acli di Ceriano Laghetto, e di Gianna Ferrario, una delle insegnanti del progetto, nonché una ideatrice e promotrice dei corsi; entrambi hanno spiegato come è nato e si è sviluppato il progetto. E’ poi intervenuto il Presidente delle Acli di Ceriano Laghetto, Mauro Piuri, che ha parlato dell’importanza dell’integrazione e dell’accoglienza e della necessità di fare squadra e rete. Il Sindaco neoeletto, Max Occa, ha salutato il numeroso pubblico presente e gli organizzatori dei corsi. L’insegnante Rosella Murano ha ringraziato i Parroci dei comuni interessati per aver messo a disposizione gli spazi e ha introdotto il Parroco di Cogliate, Don Mauro Belloni, che ha salutato i presenti, anche a nome degli altri Parroci, e ha ricordato l’importanza dell’apprendimento e della collaborazione. Le docenti Cinzia Campi e Angela Cavazzoni hanno rivolto il proprio ringraziamento all’Associazione Massimo Brioschi, i cui componenti si sono adoperati in vario modo per la buona riuscita dei corsi. E’ stato poi il momento dell’intervento di Hafez Haidar, poeta finissimo candidato al Nobel per la Pace e la Letteratura, il quale, accompagnato dalle musiche eseguite al piano da Antonio Francescon, ha recitato alcune sue poesie e ha sottolineato l’importanza del dialogo tra culture diverse e della conoscenza reciproca, presupposti imprescindibili per una pace effettiva e duratura. Ha poi ricordato la centralità del ruolo della donna, rimarcando il fatto che i suoi diritti in alcuni Paesi vengano ancora calpestati. Ha citato gli esempi di donne che hanno creduto nel cambiamento: Malala Youzafzai, pakistana insignita del Premio Nobel per la Pace, che si è schierata contro il regime dei Talebani ed ha combattuto affinché anche alle donne venisse riconosciuto il diritto all’istruzione, e di Madre Teresa di Calcutta, anch’essa insignita del Premio Nobel per la Pace, che realizzò la “città della pace”, dove ospitò migliaia di famiglie di lebbrosi. Al progetto hanno lavorato come docenti Cinzia Campi e Angela Cavazzoni, insegnanti a Ceriano Laghetto; Nicoletta Di Muzio, Alessandra Garbagnati, Greta Tonetto, insegnanti a Lazzate; Crina Negoescu, Maria Najimi, Gianna Ferrario, Rosella Murano, Mariacarla Radice, Marco Landini, insegnanti a Cogliate. E’ stata poi la volta dei veri protagonisti della festa, i corsisti, che in un tripudio di colori sono saliti sul palco e si sono presentati, prima di ricevere il diploma di partecipazione ai corsi. Il pianista e le due cantanti hanno infine incantato il pubblico con l’Hallelujah di Leonard Coen. Ha chiuso l’evento la merenda etnica, molto varia, ricca, saporita e colorata, generosamente offerta dalle corsiste e arricchita dal profumato tè preparato da Aziz. Fonte: G.Palmerini

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PITTI UOMO 106

A Pitti Uomo 106 compratori esteri in lieve aumento In crescita Germania, Olanda e gli altri mercatidell’Europa centro settentrionale, confermano i numeri Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, si consolida la ripresa asiatica. In diminuzione – attesa – i compratori italiani In totale circa 11.500 buyer e più di 15.000 visitatori. “I primi dati sull’affluenza finale – riporta con soddisfazione e sobrietà Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – indicano che dopo il grande aumento dello scorso giugno, 20% sul 2022, i compratori esteri registrano una lieve crescita, a raggiungere le 5.300 unità. La conferma dei buyers internazionali – quelli che fanno il mercato e indicano la direzione – sono indicatori importanti per gli espositori, danno fiducia e prospettiva. Il numero delle affluenze italiane invece non conferma i risultati del 2023, diminuiscono del 7%, ma devo dire che questo era ampiamente previsto, considerata la chiusura di tantissimi negozi in questi ultimi due, tre anni e l’andamento poco dinamico dei consumi interni. L’idea che circola tra operatori e commentatori è che – contando su un relativo allentamento delle tensioni geopolitiche e sugli stimoli all’economia da parte delle istituzioni economiche e monetarie – dobbiamo attendere il 2025 per una decisa ripresa.” A poche ore dalla conclusione di questa 106esima edizione, il numero di presenze complessive si avvia a raggiungere gli 11.500 compratori, con una percentuale estera che arriverà al 46%. In totale i visitatori in Fortezza hanno superato le 15.000 presenze. “La qualità delle presenze è alta – prosegue Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – ci sono i migliori, motivati e intenzionati a far tornare i clienti nei loro negozi e department stores. Da rimarcare quindi, al di là della conferma di Francia, Stati Uniti e UK, la crescita dell’Europa centro settentrionale (Germania a +15% e circa 680 compratori in Fortezza, performance molto buone di Olanda, Austria, Belgio e Paesi Baltici), il sorprendente aumento dell’Europa dell’Est (Polonia, Repubblica Ceca, Serbia, Ungheria, Bulgaria), il consolidamento della ripresa asiatica (anche per i nuovi arrivati come Singapore, Indonesia, Thailandia e Mongolia) e l’exploit di mercati chiave come Turchia e Kazakistan”. I 15 mercati esteri più presenti a Pitti Immagine Uomo 106 sono, nell’ordine:Germania, Olanda, Gran Bretagna, Spagna, Giappone, Turchia, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Austria, Belgio, Polonia, Corea del Sud, Russia e Cina. “Anche questa è una stagione che va affrontata con fiducia e coraggio – commenta Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine – in modo consapevole e, insieme, con la stessa energia di sempre. Sono contento anzitutto per i miei colleghi, che hanno proposto collezioni di grande qualità, in termini di manifattura, nuovi materiali e stile: Pitti Uomo, siamo alla 106esima edizione, ancora una volta rappresenta lo stimolo per presentarsi al meglio, per fare innovazione, per confermarsi leader. Naturalmente non possiamo nasconderci la situazione difficile del mercato italiano. E’ vero che la distribuzione italiana di alto livello – i negozi specializzati che fanno tendenza e che per questo sono méta di visite e analisi da parte dei colleghi esteri di tutto il mondo – è presente senza defezioni, ma il problema è la debole dinamica dei consumi interni. Dobbiamo tutti fare una riflessione e capire come aprire una nuova fase di crescita e di fiducia: rappresentanze imprenditoriali e del lavoro, governo italiano, istituzioni europee…  La squadra di Pitti è inesauribile nel fare ricerca e scouting, fornire servizi agli operatori, ideare eventi speciali e comunicare. Ma tutti noi, a partire dal sottoscritto, sappiamo quanta strada ci sia ancora da fare. Anche Firenze risponde da par suo: con i luoghi, le persone, le atmosfere, le voci… cioè tutta quella vitalità che è indispensabile per qualsiasi evento basato sui rapporti umani”. Un’edizione di Pitti Uomo che ha visto svolgersi anche un ricco calendario di eventi, in Fortezza e in città, con grande partecipazione e attenzione da parte degli oltre 1.000 giornalisti e operatori media arrivati a Firenze. A partire dall’evento speciale di apertura di Paul Smith, il fashion show della Guest Designer Marine Serre, la presentazione col debutto del menswear di Plan C e la prima sfilata in assoluto di Pierre-Louis Mascia. E poi i tanti debutti, i lanci e le anteprime, le celebrazioni di questa edizione, in cui l’internazionalità è stata una cifra distintiva anche delle tante collaborazioni e progetti speciali – da Scandinavian Manifesto a J Quality, fino alla novità China Wave – presentati con successo da Pitti Immagine in Fortezza. Firenze, 14 giugno 2024 Pubblicazione a cura di Ufficio Stampa KREA’ di Carla Cavicchini

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Le vie della pastorizia

TRATTURI E TRANSUMANZE

  Le vie della pastorizia, tra Abruzzo e Puglia, e l’arte della lana che portò Leonardo a L’Aquila di Gabriella Izzi Benedetti (nella foto) * Leonardo da Vinci I camminamenti, l’incrocio tra vie hanno da sempre prodotto fusione fra culture e popoli. Questa realtà da tempi preistorici concerne anche i tratturi la cui origine è datata intorno a 10.000 anni fa. Sono vie di transito che, con un sistema reticolare, spostando masse di greggi dalla montagna alla pianura e viceversa, oltre alla migrazione hanno favorito lo smercio, il baratto, creato scambio di saperi. L’Abruzzo possiede tracce antichissime del fenomeno, sicuramente dal VI millennio. Testimonianze sono reperibili nella valle Subequana e a Civitaretenga. Le direttrici tratturali erano spesso fortificate; se ne trovano di simili nei camminamenti dei Sanniti e in quelle dei Sabelli. Nel museo civico di Sulmona un interessante bassorilievo documenta scene dell’attività pastorale durante il trasferimento delle greggi. Per millenni la transumanza è stata libera da imposte, poi i romani le introdussero, creando conflitti anche perché il mondo pastorale ha avuto, da sempre, carattere fortemente devozionale. Ecco perché è calzante l’osservazione di Goethe: “L’Europa, è nata peregrinando e la sua lingua è il Cristianesimo” peregrinare nel senso di spostarsi, viaggiare. Goethe nell’indicare il Cristianesimo come lingua comune e unificante, si riferisce a più recenti cronologie; ma il senso del sacro già in età classica, ellenica, preromana e romana è stato un fattore di continuità tra il viaggio, in specie transumante e la sacralità. L’Antico e il Nuovo Testamento, attraverso i Re pastori, coniugano l’aspetto autorevole e il devozionale. Il pastore è colui che guida, che salva. In Abruzzo i percorsi tuttora esistenti, per quanto minimi, rivelano lo stretto legame tra viabilità storica e religiosa. Presso Scanno scavi archeologici hanno evidenziato resti di un tempio sacro a Giove Lanario; e Scanno è sulla direttrice del Tratturo Regio. Presso Sulmona esiste un’intera area sacra a Ercole Quirino, e Sulmona è sulla direttrice tratturale L’Aquila-Foggia. La pratica di fede che accompagnava la lunga marcia delle greggi, trovava nelle strutture religiose una rete protettiva. Lungo i percorsi chiese e cappelle cristiane vennero edificate su ruderi di quelle romane e preromane. La pieve di Santa Maria dei Cintorelli, a Caporciano, a ridosso del Tratturo, mostra residui di attività del mondo pastorale arcaico. In particolare furono fondamentali le strutture benedettine poste lungo il cammino transumante, e per la prima volta troviamo annessi ai conventi luoghi di ospitalità e cura; questo perché i Benedettini furono i primi, seguendo la regola ora et labora che Benedetto da Norcia dettò nel 542, a vivere non solo di preghiera. Divennero fra l’altro medici e infermieri, come architetti, giuristi, musicisti, artigiani. In Abruzzo la realtà benedettina fu floridissima: circa 300 strutture. In zona Sangro la badia di Santa Maria di Cinquemiglia era dotata di un Hospitale per i viandanti. In modo particolare la devozione era rivolta alla Madonna dell’Incoronata e all’arcangelo Michele. A Vasto troviamo sull’antico tragitto il Convento dell’Incoronata, San Lorenzo e Sant’Antonio abate. Benedetto Croce parla di un poeta pastore abruzzese, Cesidio Gentile, cultore del rito mariano, che inventò un patto di gemellaggio fra Pescasseroli e Foggia, paesi collegati da un tratturo Regio o Magno, come quello, che dall’Aquila raggiungeva Foggia. I Tratturi Regi erano enormi, larghi 111 metri e 11 cm esatti; non si conosce il motivo di questa metratura, se riferita all’astronomia o a un calcolo di sfericità terrestre. Se si pensa che una nostra autostrada di 4 corsie non supera i 12 metri, possiamo immaginare la differenza. I tratturi più piccoli, tratturelli o bracci, confluivano in quelli maggiori, o facevano defluire le greggi verso altre zone; quindi formavano una rete gigantesca. Lungo il percorso transumante i “Riposi”, luoghi di sosta, collocati in genere vicino a un fiume, davano modo ai pastori di dedicarsi alla trasformazione del prodotto caseario, della lana, allo scambio di prodotti come zafferano, o prodotti delle cartiere. Dalle zone vicine convenivano gli abitanti; sul sagrato della chiesa si svolgevano sagre, fiere, e questa aggregazione creava alla fine agglomerati urbani. Ne è esempio la fondazione dell’Aquila che porta un cambio di passo nella logistica non solo locale. La depurazione, filatura e tessitura delle lane raggiunsero in L’Aquila un grado di tale perfezione attraverso telai così particolari che la loro fama indusse Leonardo Da Vinci, tra il 1498 e il 1501, ad avventurarsi negli Abruzzi con un mercante di stoffe suo amico, il milanese Paolo Trivulzio, che scendeva spesso in Abruzzo per la lana aquilana, la più pregiata sul mercato. I telai aquilani erano all’avanguardia nella tecnica; tecnica di cui Leonardo si appropriò immediatamente e realizzò per i tessitori del luogo dei disegni. Quindi abbiamo delle coperte abruzzesi realizzate secondo il disegno di Leonardo. Uno di essi è conservato presso il castello di Windsor. E presso la “Royal Collection” esistono suoi bozzetti raffiguranti Sulmona, il Morrone, la Majella, gli alti picchi del Gran Sasso, tutti su carta di Celano, cartiera tra le più importanti in Italia. Poi qualcosa cambiò. Alfonso d’Aragona nel 1447 decise di riorganizzare la Dogana delle pecore in Puglia e fece convergere tutti gli armamentari, le attrezzature, a Foggia, penalizzando le fiere dell’Aquila, Castel di Sangro e abruzzesi in genere. Si salvò quella di Lanciano in quanto unica fiera franca, cioè libera, della regione, e lì vennero a convergere in tantissimi non solo italiani attratti dalla fama della lana abruzzese. Dalla Toscana arrivavano le grandi famiglie fiorentine come i Biffi, gli Strozzi, i Tornaquinci e si avvantaggiavano di percorsi alternativi, le cosiddette vie della lana. In Abruzzo molto importante quella che da Guardiagrele arrivava a Prato. Guardiagrele era luogo di convergenza di prodotti lanari; e dimostra come i camminamenti interregionali producessero pluralità di relazioni. Per dire, Nicola da Guardiagrele scultore e orafo, (la sua Croce in argento è tra le più belle in assoluto), si formò nella bottega del toscano Lorenzo Ghiberti. L’enorme intrico di strade intersecanti l’intera Europa potrebbero raccontarci molto di più della evoluzione da esse generate. Tra le direttrici più importanti la via Francigena che dalla Scozia, attraversando la Francia raggiungeva le Puglie, zona d’imbarco dei crociati. E un troncone proseguiva fino a Santa Maria di Leuca. La via che da Monte Sant’Angelo nel Gargano, attraversa l’Italia, si prolunga fino a Mont Saint Michel in Francia e oltre. Soprattutto per i tratturi risulta importante la via degli Abruzzi che da Firenze arrivava a Napoli, incrociando Spoleto, L’Aquila, Sulmona, Castel di Sangro, giudicata tra le più sicure per la ricchezza di castelli e torri di avvistamento abruzzesi.  In alcuni tratti viari come avviene per la via Traiana, è evidente l’intreccio tratturo e strada, il sovrapporsi. La

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Justiça: Fundamentos, Importância e Desafios

A justiça é um dos pilares fundamentais de qualquer sociedade organizada, responsável por assegurar a ordem, a paz e a equidade entre os cidadãos. Este conceito vai além dos tribunais e do sistema legal; ele permeia todos os aspectos da vida social, econômica e política. Neste post, vamos explorar os fundamentos da justiça, sua importância, os principais sistemas judiciais, desafios contemporâneos e o papel das novas tecnologias no sistema de justiça. Fundamentos da Justiça Conceito de Justiça A justiça pode ser entendida como o princípio moral e legal que assegura que cada indivíduo receba o que lhe é devido, seja na forma de direitos, deveres ou recompensas. Filósofos como Aristóteles e John Rawls contribuíram significativamente para a compreensão do que constitui uma sociedade justa, com Rawls propondo a teoria da “justiça como equidade”, que defende a igualdade de oportunidades e a distribuição justa dos recursos. Tipos de Justiça Princípios da Justiça Os princípios fundamentais da justiça incluem a imparcialidade, a igualdade perante a lei, a transparência nos processos judiciais e o respeito aos direitos humanos. Importância da Justiça Manutenção da Ordem Social A justiça é essencial para a manutenção da ordem e da paz social, garantindo que as leis sejam respeitadas e que os conflitos sejam resolvidos de maneira justa e equitativa. Proteção dos Direitos Humanos Um sistema de justiça eficaz protege os direitos humanos, assegurando que todos os indivíduos sejam tratados com dignidade e respeito, independentemente de sua condição social, econômica ou cultural. Promoção da Equidade A justiça promove a equidade ao garantir que todos os cidadãos tenham acesso igualitário aos recursos e oportunidades, combatendo a discriminação e a desigualdade. Fortalecimento da Confiança Pública Um sistema de justiça transparente e eficiente fortalece a confiança pública nas instituições, essencial para a coesão social e a governança democrática. Principais Sistemas Judiciais Sistema de Direito Civil Predominante em muitos países, o sistema de direito civil (ou codificado) baseia-se em códigos escritos e estatutos que definem as leis e regulamentos. Os juízes aplicam as leis conforme estabelecidas nos códigos, com base em precedentes limitados. Sistema de Common Law Usado principalmente no Reino Unido, Estados Unidos e outras nações de herança britânica, o sistema de common law é baseado em precedentes judiciais. As decisões dos juízes em casos anteriores guiam a resolução de casos futuros, permitindo uma evolução contínua do direito. Sistemas de Direito Consuetudinário Em algumas culturas, o direito consuetudinário (ou costumeiro) é baseado em tradições e costumes locais, que são reconhecidos e aplicados pelos tribunais. Este sistema é comum em muitas comunidades indígenas e tribais. Sistemas de Direito Religioso Alguns países adotam sistemas legais baseados em leis religiosas, como a Sharia no mundo islâmico. Nesses sistemas, as leis religiosas guiam a jurisprudência e a administração da justiça. Desafios Contemporâneos Sobrecarga dos Tribunais Muitos sistemas judiciais enfrentam sobrecarga, com um número excessivo de casos que resultam em longos períodos de espera e atrasos na justiça. Isso compromete a eficiência e a eficácia do sistema. Acesso à Justiça O acesso à justiça continua sendo um desafio significativo, especialmente para populações vulneráveis e marginalizadas. Barreiras econômicas, geográficas e sociais podem impedir que muitos indivíduos busquem ou obtenham justiça. Corrupção e Imparcialidade A corrupção dentro do sistema judicial mina a confiança pública e compromete a imparcialidade dos processos. Garantir a integridade e a transparência é crucial para um sistema de justiça eficaz. Direitos Humanos e Liberdades Civis A proteção dos direitos humanos e das liberdades civis é um desafio contínuo, especialmente em contextos onde governos autoritários ou conflitos armados ameaçam a segurança e os direitos dos cidadãos. Tecnologia e o Sistema de Justiça Digitalização dos Processos Judiciais A digitalização dos processos judiciais está revolucionando a administração da justiça, tornando os procedimentos mais rápidos e acessíveis. Sistemas de gestão de casos eletrônicos e audiências virtuais são exemplos de como a tecnologia está sendo integrada ao sistema judicial. Inteligência Artificial e Análise de Dados A inteligência artificial (IA) e a análise de dados estão sendo exploradas para melhorar a eficiência dos tribunais. Ferramentas de IA podem ajudar na análise de precedentes legais, na predição de resultados de casos e na otimização da alocação de recursos. Cibersegurança Com a crescente digitalização, a cibersegurança se tornou uma prioridade para proteger os dados sensíveis e garantir a integridade dos processos judiciais. Acesso Remoto e Inclusão Tecnologias de comunicação e plataformas digitais estão expandindo o acesso à justiça, permitindo que indivíduos em áreas remotas ou com mobilidade limitada participem dos processos judiciais. Conclusão A justiça é um componente essencial para a construção de uma sociedade equitativa, segura e harmoniosa. Embora enfrente diversos desafios, desde a sobrecarga dos tribunais até a necessidade de proteger os direitos humanos, a evolução tecnológica oferece novas oportunidades para melhorar a eficiência e a acessibilidade do sistema de justiça. À medida que continuamos a avançar, é fundamental promover a integridade, a transparência e a inclusão no sistema de justiça, garantindo que ele sirva a todos os cidadãos de maneira justa e equitativa.

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