Si chiude la visita di Stato del Presidente Mattarella in Brasile. Una visita che ricambia quella del Presidente brasiliano Lula, avvenuta nel 2023.

Mattarella, dopo il cerimoniale di ricevimento svoltosi a Brasilia, ha visitato Porto Alegre, capitale dello Stato del Rio Grande do Sul, ove le recenti alluvioni hanno causato vittime, danni e disperazione alla popolazione gaucha. Le altre città in cui il Presidente ha fatto tappa sono: San Paolo, Rio de Janeiro e Salvador de Bahia. Ovunque sia stato Mattarella ha entusiasmato! “Siamo tutti un po´migranti” Quanti valori egli esprime nel profferire questa frase in visita al Museo dell’Immigrazione a San Paolo. Ci torna in mente sotto certi aspetti, e ci sia permessa la comparazione, la frase del Presidente J.F. Kennedy «Ich bin ein Berliner» (io sono un berlinese) pronunciata il 26 giugno 1963 a Berlino Ovest durante il discorso tenuto nella attuale John F. Kennedy Platz in occasione della visita ufficiale alla città. Orbene, la cronistoria dei luoghi visitati in ogni singola città è stata pubblicata abbondantemente dai vari organi governativi, dall’ufficio stampa della Presidenza della Repubblica e dalle TV nazionali e locali, per cui noi cercheremo di superare questa fase e sottoporre, in questa sede, a disamina la realtà storica della visita presidenziale. In altre parole, il nostro non è un rifiuto della tradizione di narrare i fatti secondo la successione cronologica, ma un suo superamento: esaminarli in una nuova chiave interpretativa. Il successo della visita Perché la visita del Presidente Mattarella è stata un vero successo e non una delle tante visite che la diplomazia e il protocollo che regolano i rapporti tra i vari Paesi dettano? “Non è facoltà dei mortali di comandare al successo; ma faremo di meglio: lo meriteremo” Joseph Addison, Catone, 1713. E l’Italia merita il successo che si guadagna e continua a guadagnarsi giorno dopo giorno, in ogni circostanza. Abbiamo un Presidente della Repubblica che suscita rispetto e simpatia ovunque si trovi e in Brasile non poteva andare differentemente. Egli ha visitato cinque città brasiliane, cosa fuori del comune nelle visite di Stato, ma c’è un perché: il Presidente Mattarella ha voluto incontrare tutte le nostre comunità più consistenti numericamente, anche se molto distanti una dall’altra. Un gesto di affetto, che gli italiani fuori dell’Italia hanno apprezzato e non poco. In sostanza, il Presidente ha voluto rendere omaggio a tutte le comunità italiane in Brasile e dare nel contempo un segnale significativo al governo brasiliano e ai cittadini dei due Paesi: sono qui, sono venuto a stringervi la mano per quello che avete fatto, per quello che farete e per quanto faremo assieme: congratulazioni e promesse! Gli aiuti fatti pervenire attraverso la Croce Rossa Internazionale al popolo gaucho; il riconoscimento della laboriosità italiana e del legame tra due “popoli fratelli”, latini e cattolici; l’accoglienza entusiasmante riservata ad ogni incontro istituzionale, nonché i numerosi accordi stipulati tra i due governi sono la prova concreta di quanto sia stata coronata dal successo la visita di Mattarella in Brasile. D’altronde, stiamo praticando una politica internazionale che lascia indietro i nostri partner europei, e poi, lasciatecelo pur dire, siamo un popolo generoso, accogliente, solidale, pacifista e universalmente benvoluto: basti pensare, ad esempio, che nel Niger solo i soldati italiani sono rimasti sul territorio, mentre tutti gli altri, americani compresi, hanno dovuto sloggiare in fretta e furia con armi e bagagli. Certo è che dopo Ciampi nel 2000 il Brasile meritava la visita da parte di un Capo di Stato italiano e a colmare il vuoto è stato uno tra i più amati: Sergio Mattarella. Le memorie del passato, i successi del presente e le speranze per il futuro sono stati in sostanza i tre elementi predominanti durante la visita del nostro Presidente. Una visita che non a caso ha coinciso con l’anniversario dei 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile. Mattarella in compagnia della figlia Laura è già rientrato in Italia; per noi è stato come un film, a lieto fine naturalmente. Ma come nelle proiezioni cinematografiche, nei titoli di coda vediamo scorrere i nomi di tutti i professionisti che hanno consentito la realizzazione della produzione: Presidente Sergio Mattarella – protagonista; Alessandro Cortese, Ambasciatore d’Italia in Brasile; Valerio Caruso, C.G. Porto Alegre; Domenico Fornara, C.G. San Paolo; Massimiliano Iacchini, C.G. Rio de Janeiro; Andrea Garziera, C.O. Salvador Bahia –  attori principali. Regia realizzata dal Cerimoniale Diplomatico della Repubblica; Co-produzione Italia-Brasile. Un ringraziamento speciale vada ai vari Organi di Stato delle capitali visitate, all’Ambasciatore Cortese e a tutto l’apparato diplomatico consolare che congiuntamente hanno consentito il perfetto svolgimento del percorso presidenziale. I ringraziamenti della stampa Noi della stampa italiana in Brasile ringraziamo il Presidente Mattarella per averci fatto sentire orgogliosi di essere italiani con la sua presenza autorevole e paterna; l’Ambasciatore Cortese per l´eccellente esito del suo operato; e i Consoli poc’anzi menzionati per la sensibilità dimostrata verso gli organi d’informazione. Seguono alcune immagini della visita presidenziale a San Paolo e a Rio de Janeiro. Credito foto: Patrícia Arnò

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GLI EUROPLAY 2024, SPAGNA-FRANCIA

L’Altra Nazionale Una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali Spagna- Francia Appuntamento il 9 luglio in diretta alle 20.40 su RaiPlay Conduce Michela Giraud Domani in campo Spagna–Francia, il penultimo atto del torneo. “Gli Europlay 2024, L’altra Nazionale” seguirà il match in diretta dalle 20.40 di martedì 9 luglio su RaiPlay. Nel salotto di Michela Giraud a raccontare la partita anche gli attori comici Ubaldo Pantani e Massimo Bagnato, che si aggiungono a Manuel Pascali ex difensore della squadra scozzese del Kilmarnock – oggi allenatore e commentatore sportivo- e all’ex arbitro Cristian Zanzi che con la sua passione per i giochi di prestigio intratterrà i vari ospiti anche con spettacoli di magia. Accanto a loro i giornalisti sportivi Francesca Brienza e Alessio Viola e la content creator Martina Monti.  Ad animare il talk ironico e leggero, che presenta le partite con uno spirito meno ufficiale e più spontaneo, anche Chef Mariola che, col suo inconfondibile stile, cucinerà piatti tipici italiani  mentre Simone Carponi, esperto di segni zodiacali seguitissimo sui social, improvviserà curiosi pronostici. L’intera diretta sarà accompagnata dalla musica di Carlo Amleto, talento musicale e comico, dalla simpatia di Mirko Matteucci – conduttore de “I mestieri di Mirko”-  dalle esibizioni degli allievi di  “C.I.O.È.” l’Accademia diretta da Lello Arena per la formazione di talenti.  “Gli EuroPlay 2024, l’altra Nazionale”, un programma di Giovanni Benincasa, realizzato con Francesco Mileto e Vittorio Simonelli, regia di Claudia De Toma è una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, disponibile alle 20.40 in diretta su RaiPlay  al link Link alle foto Carla Cavicchini [email protected]

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Uve rare del casertano: un progetto di valorizzazione

Importanti novità giungono dalla provincia di Caserta in tema di valorizzazione e promozione dei prodotti del territorio. Il lavoro di riscoperta delle uve rare e del processo di spumantizzazione ha trovato un importante protagonista nell’azienda di Vincenzo Santagata, Primo Santagata di Alvignano, in collaborazione con l’agronomo dott. Vincenzo Coppola. Questo progetto ambizioso ha portato all’iscrizione del vitigno “Ingannapastore” al Registro Nazionale delle Varietà di Vite del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, rappresentando un esempio significativo di come la valorizzazione delle varietà locali possa rinvigorire il patrimonio viticolo del territorio. Vincenzo Santagata, attraverso la sua azienda “La Sagliutella Agriturismo”, ha intrapreso un percorso per promuovere il vitigno antico Ingannapastore, caratterizzato da uve a bacca bianca ideali per la spumantizzazione. Questo vitigno è stato utilizzato per produrre uno spumante brut di alta qualità. Vincenzo Santagata Bottiglie uve rare La decisione di ri-piantare fino a un ettaro di questo vitigno storico è stata una scommessa audace, che ha dato frutti grazie alla notevole acidità delle uve, perfette per la produzione di spumanti di qualità. Il nuovo volume del professore Stefano Del Lungo, “Solopaca. Viticoltura di terroir e uve rare dal Taburno Camposauro alla costa tirrenica”, presentato il 4 luglio a Roma presso la Sala Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, raccoglie e diffonde i risultati di indagini pluriennali condotte sulla biodiversità viticola campana a Solopaca (Taburno Camposauro), nella Penisola Sorrentina e nel Golfo di Policastro. Questa ricerca è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra il CNR, il CREA VE (Viticoltura ed Enologia), la Regione Campania e l’AIS Toscana – Delegazione di Grosseto, esperti campani e imprenditori del settore vinicolo, mirata a riscoprire e valorizzare le varietà antiche e perdute di uve rare della Campania. La pubblicazione di Del Lungo approfondisce il recupero di undici varietà di uva rare, tra cui l’Ingannapastore, e il riconoscimento della Vernaccia d’Arulo, con il Greco nero di Todi. Gli undici vitigni riscoperti includono Tennecchia nera, Tesola nera, Agostina bianca, Uva Urmo bianca, Cocozza bianca, Ingannapastore bianco, Castagnara nera, Suppezza nera, Sabato nero, Reginella nera e Racina piccola nera. Questi sforzi dimostrano l’importanza di dedicare attenzione alle uve rare e alle antiche varietà che rischiavano l’estinzione, contribuendo a salvaguardare la biodiversità e creando nuove opportunità economiche nelle campagne.  Domenico Letizia Direttore, giornalista e communication manager

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Portogallo- Francia

GLI EUROPLAY 2024 – L’ALTRA NAZIONALE Una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali Portogallo- Francia Appuntamento il 5 luglio in diretta alle 20.40 su RaiPlay Conduce Michela Giraud Nuovo appuntamento con “Gli Europlay 2024, L’altra Nazionale” venerdì 5 luglio in diretta alle 20.40 su RaiPlay per seguire Portogallo-Francia. A raccontare la partita insieme a Michela Giraud anche l’attore comico Massimo Bagnato, l’ex difensore della squadra scozzese del Kilmarnock – oggi allenatore e commentatore sportivo- Manuel Pascali, l’ex attaccante Regina Baresi figlia del leggendario Beppe e Cristian Zanzi che, appeso il fischietto dopo aver arbitrato circa 900 gare, ha coltivato la passione per i giochi di prestigio e tra un commento e l’altro, intratterrà i vari ospiti con spettacoli di magia. Accanto a loro i giornalisti sportivi Francesca Brienza e Alessio Viola e la content creator Martina Monti.   Ad animare il talk ironico e leggero, che presenta le partite con uno spirito meno ufficiale e più spontaneo, anche Chef Mariola, col suo inconfondibile stile cucinerà questa volta piatti tipici italiani mentre Simone Carponi, esperto di segni zodiacali seguitissimo sui social, improvviserà curiosi profili di squadre e calciatori che si avviano alle semifinali. L’intera diretta sarà accompagnata dalla musica di Carlo Amleto, talento musicale e comico, dalla simpatia di Mirko Matteucci – conduttore de “I mestieri di Mirko”-  dalle esibizioni degli allievi di“C.I.O.È.” l’Accademia diretta da Lello Arena per la formazione di talenti.  “Gli EuroPlay 2024, l’altra Nazionale”, un programma di Giovanni Benincasa, realizzato con Francesco Mileto e Vittorio Simonelli, regia di Claudia De Toma è una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali, disponibile alle 20.40 in diretta su RaiPlay  al link https://www.raiplay.it/programmi/glieuroplay Link alle foto A cura Ufficio Stampa KREA’-Communication di Carla Cavicchini 

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NO ALLA CAVA MOCCIA

COMUNE DI SANTA MARIA A VICO Centomila abitanti al confine tra il casertano e il beneventano dicono no alla cava di Durazzano Si è svolta presso il Comune di Durazzano un’importante riunione tra sindaci, istituzioni, associazioni imprenditoriali e ambientaliste per dire no alle innumerevoli problematiche legate alla cava di Durazzano. La Cava Moccia oramai è una realtà che minaccia la salubrità dell’ambiente del territorio e va contrastata con tutti gli strumenti giuridici e politici concepibili e applicabili. La riunione è stata aperta da Pasqualina Grasso, Sindaco di Durazzano, e da Andrea Pirozzi, Sindaco del Comune di Santa Maria a Vico e presidente del Parco Urbano Dea Diana. “Con decreto n.41 del 7 giugno 2024 della Regione Campania si riapre l’annoso capitolo della cava estrattiva nel comune di Durazzano. Ricordiamo a tutti i cittadini che l’area estrattiva, anche se isolata rispetto al Parco Urbano Dea Diana, di fatto è interclusa, perché per accedervi occorrerebbe transitare attraverso i nostri comuni e all’interno del Parco stesso. Questa è una vertenza che deve unirci tutti per il futuro del nostro territorio e la salute delle nostre famiglie”, hanno ribadito i numerosi consiglieri comunali e le autorità politiche presenti alla riunione aperta. I vari rappresentanti delle istituzioni comunali e dell’associazionismo civico e ambientalista del territorio hanno rilanciato nuove azioni giuridiche, associative e politiche per contrastare l’apertura della cava, ribadendo le azioni obsolete della Regione rispetto alle politiche ambientali degli ultimi decenni. Si tratta di fermare uno scempio ambientale e infrastrutturale per il territorio della Valle di Suessola e per il vicino beneventano, fermando un comparto estrattivo in grado di comportare uno scempio ambientale. Ai rappresentanti istituzionali è giunta anche il sostegno e la concreta solidarietà del Senatore Domenico Matera e dell’Onorevole Francesco Maria Rubano. Le autorità politiche del territorio stanno fortemente lavorando alla strutturazione e alle attività del Parco Urbano Dea Diana per la tutela e lo sviluppo ambientale, turistico e occupazionale dei monti Tifatini, e per questo motivo, si chiede al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, spiegazioni sulle motivazioni di tale scelta, nonché di assumere una posizione netta a favore degli oltre 100.000 cittadini coinvolti. “Siamo pronti ad intraprendere tutte le iniziative giuridiche immaginabili e a mobilitarci politicamente per chiedere un incontro concreto e decisivo con il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca”, hanno ribadito i numerosi sindaci, attori politici e associativi durante l’incontro al Comune di Durazzano. Gli esperti e i rappresentanti politici del territorio stanno lavorando per eliminare definitivamente la questione comparto estrattivo nel cuore delle colline del territorio e salvaguardare un bene primario inviolabile: la salute dei cittadini. Un momento decisivo per concertare le azioni comuni da intraprendere e per informare i cittadini della nuova linea difensiva giuridica. Domenico Letizia <[email protected]>

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“Ti racconto così” – presentazione volume

“Ti racconto così” di Goffredo Palmerini, la presentazione a L’Aquila Venerdì 28 giugno, alle ore 17, il libro sarà presentato presso l’Auditorium ANCE L’AQUILA – Sarà presentato venerdì 28 giugno, alle ore 17, presso l’Auditorium ANCE (L’Aquila, viale Alcide De Gasperi 61) il volume “Ti racconto così” di Goffredo Palmerini (One Group Edizioni), quindicesimo libro del giornalista e scrittore aquilano. Dopo i saluti istituzionali, interverranno Lucilla Sergiacomo, scrittrice e critica letteraria, Fabrizio Marinelli, Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria e saggista, Francesca Pompa, Presidente One Group Edizioni, e l’Autore. Modererà gli interventi la giornalista Angela Ciano. Il libro apre con due eccellenti contributi: la pagina di Presentazione scritta da Pierfranco Bruni, scrittore e poeta, archeologo già direttore del Ministero per i Beni Culturali, impegnato in contemporanea a L’Aquila al convegno nazionale presso l’Emiciclo “Stati Generali della Lettura”, e la Prefazione di Lucilla Sergiacomo, insigne italianista che il 30 giugno riceverà a Pescara il prestigioso Premio Flaiano – Speciale per la Cultura, per i suoi studi e saggi determinanti sull’opera di Ennio Flaiano. Il volume, con fine veste grafica, racconta storie di vita, le bellezze e dell’Abruzzo e dell’Aquila – Città cui è dedicato, Capitale italiana della Cultura 2026 -, viaggi, eventi straordinari, personaggi aquilani che hanno lasciato un’impronta significativa nella comunità, o che nel mondo rendono onore alla terra d’origine. Un libro denso di speranza, di coraggio e di ottimismo. Il libro è già disponibile nelle librerie dell’Aquila, sui principali Store di vendita online e naturalmente presso l’editore ([email protected]). L’evento potrà essere seguito in diretta facebook su Manuwebtv al link https://www.facebook.com/manuwebtv e in registrata su Youtube con il medesimo link. Così tra l’altro Lucilla Sergiacomo annota nella Prefazione al volume: «Se Goffredo Palmerini fosse vissuto ai tempi dell’antica Roma potremmo rintracciarlo nel novero dei pontefici massimi, i magistrati che registravano negli Annales maximi i fatti più rilevanti, politici, militari e sociali, accaduti nell’anno trascorso […]. Come un vero e proprio annalista, anche Palmerini ci restituisce numerose e varie cronache, a partire dai fatti destinati a passare alla storia, come la partecipazione di Papa Francesco al rito della Perdonanza […].» Scrive infine Pierfranco Bruni nella sua Presentazione: «[…] Un ottimo lavoro che si permea del ricordare. Ad ogni contributo resta legato il senso. Ogni capitolo è un orizzonte di senso. Con la gentilezza che lo caratterizza, le annotazioni sono frasi di esistenza che si incidono nel suo e nel nostro cammino. È da qui che prende dimensione un corpus di storia e di storie. Goffredo Palmerini è uno scrittore che si specchia nel giornalismo. Un giornalismo fatto di “cose” in un atto fenomenologico che resiste ad ogni durata.» *** Goffredo Palmerini, nato a L’Aquila nel 1948, è giornalista e scrittore. È stato dirigente delle Ferrovie dello Stato nel settore commerciale dell’esercizio. Per quasi trent’anni amministratore della Città capoluogo d’Abruzzo, è stato più volte assessore e vicesindaco dell’Aquila. Scrive su giornali e riviste in Italia e sulla stampa italiana all’estero. Suoi articoli sono stati pubblicati e vengono ospitati su molte testate in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Sud Africa, Uruguay e Venezuela. È in redazione presso numerose testate giornalistiche in Italia e come collaboratore e corrispondente presso la stampa italiana all’estero. Collabora inoltre con alcune Agenzie internazionali italiane, magazine e riviste culturali. Ha pubblicato i volumi “Oltre confine” (2007), “Abruzzo Gran Riserva” (2008), “L’Aquila nel Mondo” (2010), “L’Altra Italia” (2012), “L’Italia dei sogni” (2014), “Le radici e le ali” (2016), “L’Italia nel cuore” (2017), “Grand Tour a volo d’Aquila” (2018), “Italia ante Covid” (2020), “Mario Daniele, il sogno americano” (2021) tradotto e pubblicato anche in Usa, “Mosaico di Voci” (2021), Il mondo che va (2022), Il mondo di Mario Fratti (2023), Mario Setta, testimonianze di libertà e Ti Racconto Così (2024). Nel 2008 gli è stato tributato il Premio Internazionale “Guerriero di Capestrano” per il contributo reso alla diffusione della cultura abruzzese nel mondo. Conferiti nel 2014 il Premio Roccamorice e a Lecce il Premio Speciale “Nelson Mandela” per i Diritti Umani, nel 2017 a Galatone il Premio della Critica Letteraria. Gli sono stati inoltre conferiti Premi alla Cultura a Galatone (2016), Spoleto e Montefiore Conca (2019), Erice (2022). Tributati inoltre nel 2020 il Premio Nazionale Pratola per la Letteratura e il Premio internazionale Città di Firenze per la Cultura. Per il Giornalismo vincitore nel 2007 del XXXI Premio Internazionale Emigrazione, gli sono poi stati conferiti, sempre per l’attività giornalistica: lo Zirè d’Oro nel 2008, il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia” (2017) con Medaglia del Presidente della Repubblica, il Premio Giornalistico Nazionale “Maria Grazia Cutuli” (2017), il Premio Giornalistico dell’Anno dall’Associazione Stampa italiana in Brasile, il Premio internazionale “Fontane di Roma” (2018), il Premio Eccellenza Italiana e il Premio internazionale Federico II nel 2021. Nel 2023 il Premio Napoli Cultural Classic, nel 2024 il Premio Genius Loci a Roma e a Firenze il Premio Florence Seven Stars per il Giornalismo. Attribuito inoltre nel 2024, dal Gems Book of World Records in India, il primato mondiale per l’articolo più pubblicato nel mondo (su 52 testate, tra italiane ed estere). Da molti anni svolge un’intensa attività con le comunità italiane nel mondo. Studioso di emigrazione, è membro del Comitato scientifico internazionale del “Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (SER-Migrantes, Roma, 2014), per la quale opera è anche uno degli Autori. È membro di prestigiose istituzioni culturali, sia in Italia che all’estero. 26 giugno 2024 Goffredo Palmerini

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SIENA, fonte di vita nuova

Il Fonte battesimale del Duomo di Siena restaurato  Torna a risplendere dopo tre anni di restauri lo straordinario capolavoro in marmo, bronzo dorato e rame smaltato realizzato da Donatello, Jacopo della Quercia, Ghiberti e Giovanni di Turino.  L’Opera della Metropolitana di Siena e l’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, sono lieti di restituire al grande pubblico il Fonte battesimale del Duomo di Siena restaurato. Sarà, infatti, nuovamente visibile dal 25 giugno – dopo tre anni di interventi conservativi – lo straordinario impianto scultoreo realizzato da Donatello, Jacopo della Quercia, Ghiberti e Giovanni di Turino. Il restauro è frutto di una serie di interventi, di altissimo e innovativo livello tecnico, condotti dal personale dell’Opera e da quello, altamente specializzato, dell’Opificio delle Pietre Dure, guidato dapprima dal compianto Marco Ciatti e, successivamente da Emanuela Daffra. Sotto l’alta sorveglianza dei funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, prima diretta da Andrea Muzzi e, attualmente, da Gabriele Nannetti, il personale dell’Opera e dell’Opificio, con la proficua collaborazione di restauratori e docenti universitari, si è avvicendato nel complesso restauro di un’opera frutto della geniale perizia dei massimi artisti della prima metà del Quattrocento: interventi diversi ma collegati che, giunti a compimento, restituiscono alla Chiesa, alla Città e al mondo, un luogo centrale sotto il profilo pastorale e liturgico e, contestualmente, un vero e proprio capolavoro di incommensurabile bellezza. “Per un cristiano si nasce a nuova vita con il battesimo – sottolinea il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino – e il Fonte battesimale del duomo di Siena ha visto ‘nascere a nuova vita’ tante generazioni di senesi famosi e meno famosi, tanta gente comune, legati tutti in maniera indissolubile a questa città unica. Alla forte connotazione spirituale e religiosa oggi si aggiunge la suggestione per la restituzione al mondo di un capolavoro assoluto del Rinascimento italiano”.“Tutto il complesso del duomo della nostra città – aggiunge il card. Lojudice – è uno scrigno che contiene immensi capolavori di arte che trovano la loro ispirazione nella tradizione cristiana che a Siena e nei suoi territori ha saputo trasformarsi nella chiave di volta delle comunità”.L’intervento di restauro, finanziato dall’Opera della Metropolitana di Siena, è frutto di una sinergia reale e concreta tra la Fabbriceria, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (OPD), a cui è stata affidata la direzione del restauro, coordinato dagli storici dell’arte Laura Speranza e Riccardo Gennaioli, rispettivamente direttori dei settori Restauro Bronzi e Materiali Lapidei dell’OPD. I dipendenti dell’Opera del Duomo e, in particolare, tutti gli addetti di Area tecnica, con l’ausilio di quelli dell’Area Sicurezza e delle altre Aree, hanno partecipato attivamente, ciascuno per le proprie competenze, alle necessarie attività conservative tra cui quelle di restauro lapideo che sono state direttamente svolte dal personale dell’Ente: dal Restauratore Andrea Galgani, e dalle Collaboratrici di restauro Serena Bianchi e Lucrezia Coletta che, quotidianamente, insieme alla restauratrice esterna Irene Giovacchini, hanno eseguito interventi di consolidamento e pulitura seguendo le indicazioni e le scelte metodologiche elaborate dalla direzione tecnica e scientifica del restauro affidata al settore Restauro Materiali lapidei dell’OPD con la restauratrice Camilla Mancini, attiva in prima persona e di Riccardo Gennaioli, direttore del settore. Nei laboratori dell’OPD a Firenze hanno operato sulle parti metalliche, con la direzione tecnica di Stefania Agnoletti, i restauratori interni Maria Baruffetti, Annalena Brini, Elisa Pucci del settore Bronzi diretto da Laura Speranza. Sono stati coinvolti anche restauratori esterni (Antonio Mignemi, Stefano Casu, Elena della Schiava e Merj Nesi). Le indagini scientifiche sono state condotte da OPD (Andrea Cagnini, Monica Galeotti, Simone Porcinai) e da un nutrito gruppo di professionisti esterni.Un team articolato, dunque, che ha saputo operare in stretta sinergia.L’area tecnica dell’Opera del Duomo diretta dall’architetto Enrico De Benedetti ha, inoltre, progettato e curato il nuovo allestimento del Battistero volto a migliorarne l’accoglienza e la fruizione.  “Mantenere, conservare, restaurare e valorizzare i beni che ci sono stati affidati. Sono questi alcuni dei compiti istituzionali dell’Opera della Metropolitana di Siena” – afferma il Rettore prof. Giovanni Minnucci – “e ad essi, per volontà del Consiglio di amministrazione che sentitamente ringrazio, ci siamo rigorosamente attenuti anche in questa felicissima occasione. Restituire, mirabilmente restaurato – alla Chiesa, alla Città di Siena, e alle tante persone che visitano il Complesso monumentale – un bene di una bellezza incantevole ed ineguagliabile, come il Fonte battesimale, è stata una missione alla quale ben volentieri ci siamo dedicati, insieme a tutto il personale dell’Opera, a quello dell’Opificio delle Pietre Dure, ai docenti universitari e ai tecnici esterni alle due Istituzioni. Eravamo pienamente consapevoli, anche alla luce delle decisioni assunte dal precedente CdA, non solo della necessità ineludibile di procedere ad operazioni di restauro mai avvenute, ma anche profondamente convinti dei risultati che la sinergia fra i tanti soggetti coinvolti, grazie alle loro rispettive specifiche competenze, avrebbe potuto generare. Siamo dunque grati a tutti coloro che, a vario titolo, si sono cimentati in questa impresa che indiscutibilmente contribuisce alla conservazione di un bene liturgico ed artistico preziosissimo: un bene la cui visione, d’ora in avanti – ne siamo certi – susciterà forti emozioni e il convinto apprezzamento di tutti coloro che, venendo in visita, si soffermeranno all’interno del Battistero per ammirarlo”. Posizionato al centro della struttura architettonica del Battistero, il Fonte battesimale, è uno tra i maggiori capolavori conservati all’interno del complesso monumentale del Duomo di Siena. Straordinaria opera in marmo, bronzo e rame smaltato realizzata tra il 1417 e il 1431 dai più importanti scultori del primo Rinascimento. Il Fonte è costituito da una vasca esagonale in cui si inseriscono i sei specchi in bronzo dorato raffiguranti la vita del Battista, scanditi dalle statue della virtù di cui due, Fede e Speranza, realizzate da Donatello. Fra gli episodi più rappresentativi assume un particolare rilievo il Battesimo di Gesù di Lorenzo Ghiberti del 1427, elegante e raffinata scena caratterizzata da un pittoricismo e un senso di profondità ottenuti grazie a una graduale riduzione del rilievo Il ciclo si conclude con il celebre Banchetto

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Lo Chef Marco Lo Manto e i suoi cannoli siciliani

Oggi presentiamo lo Chef Marco Lo Manto, recentemente nominato Presidente Delegato dell’Italian Culinary Consortium per la Danimarca. Nativo di Siracusa, una delle città più belle della Sicilia, frequenta il locale Istituto Alberghiero, diplomandosi nel lontano 1996, e ci dice di aver avuto il piacere, oltre che l’onore, di essere stato compagno di classe dello Chef e Presidente ICC Carmelo Carnevale. Inizia come commis in vari ristoranti della sua città, sia come gelatiere e pasticciere che come cuoco ma poi, per amore, si trasferisce in Danimarca: galeotto fu il destino, come si dice, nell’unica serata libera  conosce una ragazza a Siracusa Marina, che poi diventerà sua moglie, che lo invita a Copenaghen e da lì è cominciato il legame con la capitale danese; oggi vive ancora lì con la sua famiglia, ha 2 belle figlie di 15 e 18 anni, Elisa e Sofia, che sono il suo orgoglio e la sua gioia. Nonostante la lontananza si è prodigato, senza badare a spese, a portarle spesso in Sicilia, rafforzando un legame con il resto della sua famiglia, con i suoi genitori e quindi i loro nonni, che le hanno accolte sempre con il loro infinito amore, avviando un andirivieni costante e dando linfa alla conoscenza ormai ottima del loro italiano e del dialetto, anzi della lingua siciliana, oltre che del danese e dell’inglese. Il nostro Chef Marco vive ormai da circa 24 anni nella Danimarca del Nord, precisamente nella città di Hillerød, a 38 km da Copenhagen, una cittadina bella e ospitale anche se non molto grande, con più o meno 35 mila abitanti. Ha lavorato, nel corso degli anni, come pizzaiolo e cuoco in diversi ristoranti della capitale, nota per avere all’interno dei suoi confini i più numerosi ristoranti con stella Michelin al mondo, quindi senz’altro possiamo definire Copenhagen come una città stupenda ma anche interessata alla cultura e alla buona cucina, ovviamente non solo italiana ma anche di altri paesi e tutte di ottimo livello. Ritornando alla sua città natale, Siracusa, il nostro Chef Marco ricorda che già ai tempi della scuola aveva avuto delle esperienze in banchetti, degustazioni ed eventi di ogni dimensione, cosa che poi ha perfezionato lavorando in diversi ristoranti della sua città, cercando di apprendere il più possibile onde alimentare la sua crescita professionale. Ma è poi in Danimarca che ha avuto la possibilità di esprimersi molto di più, specialmente come cuoco, sia in ristoranti italiani di fama che anche in alcuni stellati, imparando sempre cose e tecniche nuove per aumentare il suo bagaglio culinario. Manco a dirlo, ha imparato la lingua locale e l’inglese per potersi esprimere professionalmente al meglio e, dalle suddette esperienze, a cominciare da quelle iniziali nella terra natìa, è nata l’idea di aprire la sua attività di catering, che ormai ha festeggiato il ventennale dell’apertura, datata 2004 (Lomanto catering). Vanta anche la partecipazione in diversi programmi televisivi danesi nazionali, dove ha avuto la possibilità di cucinare e far conoscere soprattutto i piatti tipici siciliani, unitamente a spiegare la nostra filosofia esistenziale, la nostra buona cucina e il saper godere la vita e le nostre cose più belle. Per ritornare alla sua attività attuale, la sua ditta di catering si occupa per prima cosa del servizio mensa durante la pausa lavoro per oltre 200 persone di diversi uffici, mentre  nei weekend è molto attivo nell’organizzazione di feste ed eventi di ogni tipo nella sua sala banchetti, come ricevimenti per matrimoni, funzioni religiose, anniversari e compleanni, oltre a corsi di cucina sia per aziende che per privati. Il nostro Chef Marco ha una vera e propria passione per la preparazione di cibi di buona qualità, esclusivamente con ottimi ingredienti e materie prime, cosa che genera, come ci racconta, il conseguente mantenimento di lunghe relazioni con i propri clienti. Queste soddisfazioni lo hanno portato a perfezionarsi sempre di più, a curare ogni dettaglio della cucina e del servizio, garantendo responsabilmente al suo staff una guida affidabile, sicura e allo stesso tempo gradevole e senza stress. Ha anche trovato il tempo di aprire un bar gelateria italiano qui in Danimarca, dove anche i connazionali potevano degustare un buon gelato, dei cannoli siciliani ma anche lasagne e piadine, purtroppo poi chiuso durante la pandemia, anche se ancora oggi riceve richieste di riapertura dalla sua clientela a cui manca il suo gelato di altissima qualita’, più volte menzionato dai vari giornali locali. Il suo lavoro lo porta a ricercare e a scoprire sempre nuovi prodotti della nostra terra, ad assaggiarli e a sperimentare nuove ricette e nuove tecniche, anche attraverso degli stages con altri colleghi ma, sicuramente, in lui alberga l’assoluta consapevolezza che gli ingredienti e le conserve semplici e genuine, come il basilico fresco, le melanzane sott’olio oppure una marmellata di arance con finocchietto, il peperoncino e la cipolla rossa da abbinare ai vari formaggi, come tanti altri prodotti e quindi sapori, sono delle cose che sono difficili da reperire lontano dai suoi e quindi dei nostri luoghi d’origine. Ad ogni modo, ci dice, specialmente quando va in alcune trasmissioni televisive locali dove si cucina, in genere porta e prepara dei piatti tipici siciliani come la caponata o anche la parmigiana e, immancabilmente, viene letteralmente divorata in studio dai presenti. Dalle sue parole si nota come gli manca la sua Sicilia, il loro modo di essere e di vivere, l’odore e la vista del mare. Gli manca soprattutto la famiglia e principalmente i nipoti, gli mancano le cose di tutti i giorni, come il mercato e la verdura nostrana, gli mancano le cose futili e probabilmente anche le sciocchezze, gli manca, si può dire, tutto, anche se poi non dimentica che il lavoro e la realizzazione professionale lo hanno portato lontano ed è lì che deve stare, almeno per la maggior parte dell’anno. https://lomanto.dk  *Ed eccoci alla ricetta del nostro Chef Marco Lo Manto, tipica della sua terra ma anche la sua ricetta del cuore: i cannoli siciliani. A lui piace molto stendere la pasta con cura, formare i tipici cerchi da mettere sulle canne

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L´opinione di Casilli

Quali saranno le conseguenze e le prospettive future  del voto europeo? Non si può fa finta o, minimamente pensare, che non sia accaduto nulla di nuovo dopo le elezioni europee, come vorrebbero farci credere analisti e politici, orientati quasi tutti a sinistra, nei dibattiti televisivi, perché il voto è stato tutt’altro che una scelta di stabilità, visto che la maggioranza europeista a Strasburgo è la stessa.                                            Angela Casilli E’ una opinione errata per una serie di motivi che vanno dalla sopravvalutazione del ruolo del Parlamento europeo, alla sottovalutazione del ruolo del Consiglio europeo che ha i veri poteri decisionali, perché sono i primi ministri dei vari Paesi dell’Unione presenti nel Consiglio europeo che prendono le decisioni che contano e lo fanno tenendo ben presente i loro elettorati e la loro volubilità. La maggioranza europeista presente nel Parlamento europeo apparsa in questa tornata elettorale abbastanza risicata, a causa della scarsa affluenza alle urne, non sembra essere molto affidabile sotto il profilo decisionale, perché l’area politica di riferimento risulta più ampia di quanto non si pensi e quello che succede nei singoli Paesi non manca di far sentire i suoi effetti su tutti gli altri. Esempio plastico di quanto detto la rivoluzione politica in corso in Francia, dove Macron ha sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni nel tentativo di fermare l’ascesa della Le Pen e una sua alleanza con gli eredi di De Gaulle o, il terremoto politico in Germania dove, un movimento di chiara ispirazione neo-nazista ha sconfitto il partito socialdemocratico al governo, nel conteggio dei voti. Sono circa vent’anni che commettiamo sempre lo stesso errore, cioè quello di sottovalutare l’astensionismo sempre più marcato nelle elezioni: dovremmo invece capire la lezione, perché l’elettorato si ribella in questo modo a un eccesso di regole, a un dirigismo e verticismo che non fanno bene all’Unione e sembrano segnare il suo declino. Le élite europee debbono capire che bisogna difendere la politica dell’integrazione che punta ad una Unione europea che sia appunto “unione“, perciò vanno riviste le politiche finora seguite che, nel tentativo di guidare la transizione verde e quelle energetica, hanno solo creato malcontento e rifiuto nelle popolazione europee. La conseguenza di questo diffuso malessere è stata, anzi è, la deriva a destra di molti Paesi, dopo il tramonto dei populismi di sinistra, come quello di Cinquestelle in Italia e di Podemos in Spagna. Per questa ragione le classi dirigenti europee, interessate a non far definitivamente fallire il processo di integrazione a suo tempo avviato, devono oggi aprire la porta, senza chiedere genuflessioni preventive, a quelle componenti della destra che hanno dimostrato di saper governare nei loro Paesi e di conoscere la dimensione sovranazionale dei problemi e la necessità, quindi, di una maggiore solidarietà tra gli Stati che andrebbe a vantaggio di tutti, senza lasciare nessuno Stato solo, come invece è accaduto al nostro Paese con il fenomeno migratorio. La nostra Premier è oggi l’unica ad aver vinto le elezioni europee tra i Grandi e, ai vertici del Partito Popolare, si è consapevoli di questo successo di cui la Premier dovrà fare buon uso, non solo ottenendo il massimo in termini di potere e poltrone, ma cercando di mantenere la barra dritta, come si suol dire con termine marinaresco, visto il grave empasse franco-tedesco. L’opposizione da noi dovrebbe favorire questo, anziché mettere veti e questo vale per tutti i partiti che non sono al governo e soprattutto per il PD, il partito più forte tra i socialisti europei grazie al risultato ottenuto dalla Schlein, che potrebbe aspirare alla guida del Pse nel Parlamento europeo.  E’ interesse di tutti rilanciare l’Unione Europea su basi nuove e rafforzare la centralità italiana in Europa. Fonte: G.Palmerini

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G7 – La sostenibilità del cibo pugliese

G7, LA SOSTENIBILITÀ DEL FOOD PUGLIESE ATTIRA I BIG E LA STAMPA ESTERA Domani 14 giugno, ore 10, cooking show in Fiera del Levante per assaggiare la filiera della Comunità Vi sveliamo in anteprima il menu dell’executive chef Giuseppe Pedone G7 COMUNITA SOSTENIBILE DELEGAZIONE CANADA G7 –  COMUNITA SOSTENIBILE MINISTRO LOLLOLLOBRIGIDA MINISTRO DOMENICO PINTO MASSIMO BOTTURA CHEF GIUSEPPE PEDONE – TENUTA PINTO Continua a crescere l’interesse del G7 verso la nascente “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” che nello stand allestito in Fiera del Levante stanno raccontando ai big italiani e al mondo una filosofia produttiva rispettosa dell’ambiente, possibile e realizzabile con un antico sapere Made in Puglia unito all’innovazione. Dopo il ministro del Made in Italy Francesco Lollobrigida, la Comunità ha attirato l’attenzione dello chef pluristellato Massimo Bottura che ha sottolineato come questo sia il futuro, perché coniugare sostenibilità nell’intera filiera alimentare, con qualità e nutraceutica dei prodotti è davvero una grande sfida. Si sono poi succedute varie delegazioni estere, fra le quali hanno mostrato particolare attenzione il Canada ed il Giappone. Proprio l’evento in Fiera del Levante del G7 è per la prima occasione nella quale, la Comunità, si è presentata per condividere i 24 mesi di lavoro durante i quali il CIHEAM (Centre International de Hautes Études Agronomiques Méditerranéennes) sede di Bari, con Roberto Capone e Gianluigi Cesari, ha accompagnato scientificamente la sua costituzione. Questo è, in sintesi, il contenuto del progetto di sponsorizzazione presentato a Palazzo Chigi attraverso un apposito bando, a seguito del quale la “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” è risultata ammessa.          È tutto pronto per il cooking show di domani ore 10, nello stand della “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” a cura di un giovane talento che è Giuseppe Pedone, executive chef di Tenuta Pinto, che prima di tornare in Puglia ha lavorato in ristoranti stellati di Parigi. Proprio attingendo all’orto sperimentale di Tenuta Pinto di Mola di Bari, capofila della Comunità, lo chef Pedone domani in Fiera del Levante illustrerà al microfono e farà degustare tre mini assaggi. Le aziende che hanno aderito con entusiasmo alla creazione della Comunità, partecipando al bando di Palazzo Chigi da cui il progetto è stato selezionato, sono otto: Agricola Pinto e Tenuta Pinto di Mola di Bari, Tersan Puglia di Modugno, Tormaresca di Minervino Murge, Frantoio Muraglia di Andria, Pantaleo Agricoltura di Speziale di Fasano, Andriani Spa di Gravina di Puglia, Marchiato Fresco e la web tv Foglie di Conversano. Sono tutte aziende che, lavorando con decisione verso la sostenibilità, producono svariati milioni di euro di fatturato dimostrando come il rispetto per l’ambiente non sia un costo, bensì un fruttuoso investimento.          “Il nostro impegno è quello di favorire la creazione del Food Environment basandosi sulla Dieta Sostenibile Mediterranea Pugliese di cui desideriamo condividere i principi con gli ospiti in arrivo da tutto il mondo in Puglia per il G7 – dichiara Domenico Pinto, azienda capofila della Comunità – . Noi abbiamo ereditato dai nostri avi un grande patrimonio, ora è il tempo di coinvolgere sempre di più i giovani e continuare a investire nella terra, in modo innovativo e guardando al futuro del pianeta”.          Dalla sperimentazione alla cucina, ecco il menu che domani venerdì 14 giugno in Fiera del Levante, la “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” realizzerà dalle ore 10 alle ore 11 con un cooking show dell’executive chef Giuseppe Pedone particolarmente attento alla sperimentazione in corso ed alle tecniche di cucina che valorizzano e preservano la materia prima sostenibile. G7, LA “COMUNITÀ DELL’ECONOMIA RURALE PUGLIESE VERSO LA SOSTENIBILITA’ CERTIFICATA” PRESENTA VENERDÌ 14 GIUGNO ORE 10 IL COOKING SHOW CON I PRODOTTI DELLA SPERIMENTAZIONE IN CORSO Con mini degustazione e illustrazione al microfono del progetto e dei piatti in assaggio A cura dell’executive chef Pedone Giuseppe, Tenuta Pinto (Mola di Bari), capofila del progetto di sostenibilità LISTA MATERIA PRIMA E PRODUTTORE DELLA COMUNITÀ MARCHIATO FRESCO Broccolo pugliese nord FoggiaCocomero Barattiere zona Monopoli/FasanoCiliegia Ferrovia zona Turi/ConversanoAsparagi verdi calibro 12/16 zona LesinaAlbicocche zona San Ferdinando AGRICOLA PANTALEOPassata di pomodoro Bio reginaPomodori secchi sott’olioOlio Evo Biologico ANDRIANI SPARisoni di ceci FRANTOIO MURAGLIAOlio extra vergine di oliva BIO da agricoltura biologica MENU MINI DEGUSTAZIONE N. 3 PORTATE ANTIPASTOCrema di broccolo foggiano con sfera al pomodoro secco, spuma al caciocavallo podolico e Olio Evo Biologico frantoio “Pantaleo” PORTATA PRINCIPALERisoni ai ceci con asparago verde di lesina, cocomero barattiere, passata di pomodoro Bio regina e Olio extra vergine di oliva BIO frantoi “La Muraglia” DESSERTZuppa di ciliegia ferrovia, albicocca di San Ferdinando caramellata e cremoso alla ricotta vaccina e lime Ufficio Stampa KREA’-Communication di Carla Cavicchini 

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