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Novità librarie: Triveneto migrante
“Triveneto migrante. Il racconto dell’antica migrazione dalle Venezie”: presentato il nuovo libro di Emilio Franzina con Gianpaolo Romanato Nelle 504 pagine del libro (Ronzani Editore, 30 euro) non solo le migrazioni trivenete in Brasile, Argentina e sud America ma anche quelle in regioni italiane come la pianura pontina Di Giovanni Coviello – Direttore responsabile – 22 Novembre 2024, 22:22 “Triveneto migrante. Il racconto dell’antica migrazione dalle Venezie, la presentazione da parte dell’autore Emilio Franzina con Gianpaolo Romanato (foto di Roberto Ortolan per ViPiu.it) Oggi, nella suggestiva cornice della Sala Stucchi di Palazzo Trissino a Vicenza, affollata da ascoltatori attenti, il professor Emilio Franzina, già professore ordinario di Storia Contemporanea e docente di Storia del Giornalismo e di Storia delle Americhe presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Verona, ha presentato il suo nuovo libro, Triveneto migrante. Il racconto dell’antica migrazione dalle Venezie (504 pagine, Ronzani Editore, 30 euro), un’opera che offre una prospettiva unica sulle dinamiche migratorie storiche del Nordest italiano. Accanto all’autore c’era il professor Gianpaolo Romanato a “pungolarlo” sul racconto di alcuni passaggi del libro e della storia delle migrazioni venete. Triveneto migrante, di Emilio Franzina Romanato, già docente di Storia contemporanea nell’Università di Padova e Presidente del Comitato scientifico della Casa-Museo G. Matteotti di Fratta Polesine, ha guidato un dialogo ricco di approfondimenti storici, aneddoti e riflessioni su un fenomeno che ha segnato profondamente il destino del Triveneto e su cui Emilio Franzina (tra le nuove firme illustri anche della testata VicenzaPiù Viva) è stato e sarà, da sempre attento studioso, prolifico di pubblicazioni, essendo uno dei massimi esperti sui migranti in uscita (e in entrata) dal Veneto e dall’Italia. Quest’ultima pubblicazione, ricca anche di foto d’epoca, che concentra l’attenzione sul Triveneto, arriva in occasione dei 70 anni di fondazione dei Vicentini del mondo e vicinissima al 150° dell’emigrazione veneta in Brasile, che, però, cadrà storicamente nell’anno prossimo, non nell’attuale come vuole la vulgata, ha chiosato l’accademico “perché nel 1874 i primi ad emigrare furono i trentini mentre solo l’anno dopo cominciò l’emigrazione in massa dei veneti”. Il libro procede per capitoli raccontando diversi tipi di emigrazioni, legate a diverse ragioni. Di base spesso c’è la necessità di sopravvivere, magari perché la campagna non dà i frutti sperati o il lavoro nel proprio paesino non basta, e non basta nemmeno il lavoro in città; a volte a spingere ad andare altrove è la prospettiva di migliorare la propria situazione, l’occasione di uscire da un mondo che sembra troppo chiuso; altre volte sono situazioni contingenti, situazioni improvvise. emilio franzina presenta il libro sulle migrazioni dal triveneto Tutte le migrazioni sono accomunate da una caratteristica: dal Triveneto si emigrava per andare a lavorare. Più o meno duramente, in ambienti più o meno difficili o accoglienti, ma il sogno di trovare una vita migliore poggiava sempre sulle solide basi del lavoro. Il libro accompagna il lettore a conoscere sia le diverse ondate migratorie, verso paesi lontani ma anche vicini (in alcuni casi i Veneti migrarono anche semplicemente verso altre parti d’Italia, come la pianura pontina), sia a scoprire vicende particolari di singoli protagonisti, a ricordare che la Storia con la s maiuscola è sempre fatta di tante piccole storie personali. La presentazione di “Triveneto migrante” Ad iniziare l’incontro è stato l’autore stesso, dopo un suo momento di sconcerto perché Franzina si aspettava un “saluto” ufficiale e introduttivo di un rappresentante istituzionale mentre c’era in sala solo il capo di Gabinetto Sandro Pupillo, che, però, si era occupato solo di verificare che la sala fosse fruibile anche per il suo impianto fonico. L’assenza potrebbe essere stata imputabile anche a qualche passaggio mancante di chi ha organizzato l’evento, presumibilmente lo staff dell’Editore Ronzani, che, comunque, Franzina ha convintamente ringraziato per aver pubblicato l’opera. Un libro che racconta storie di vita e di popoli “Triveneto migrante” di Franzina, pubblicato da Ronzani Editore, raccoglie 8 saggi che coprono un arco temporale dal XVIII al XX secolo, raccontando i flussi migratori che hanno coinvolto le Venezie, con un’attenzione particolare alle cause, ai percorsi e agli effetti sociali ed economici delle partenze. Attraverso 500 pagine, il libro accompagna il lettore in un viaggio che esplora le diverse ondate migratorie verso mete lontane, come il Brasile e l’Argentina. Franzina, uno dei massimi esperti di migrazioni italiane, non si limita a una narrazione generale, ma dà voce alle storie individuali, utilizzando lettere, diari e documenti per restituire la complessità e l’umanità del fenomeno. Ha sottolineato che le migrazioni del Triveneto, pur avendo motivazioni diverse – dalla ricerca di lavoro alla fuga dalla povertà, dall’avventura personale al desiderio di una vita migliore – hanno un comune denominatore: il lavoro come fondamento del sogno di una vita migliore. “Gli uomini non hanno radici, hanno piedi che camminano”, ha dichiarato Franzina in polemica con certe frasi salviniane e ribadendo che il movimento umano non è solo una necessità economica, ma una costante della storia. La cornice storica e il ruolo del Triveneto Il dialogo con Romanato ha permesso di contestualizzare storicamente il fenomeno dell’emigrazione “il tema più rilevante della storia italiana dal punto di vista demografico, sociale e politico”. Dal 1876 al 1913, anno di massimo esodo, l’Italia ha visto partire, per lo meno ufficialmente, 26 milioni di persone, un numero impressionante che testimonia l’impatto epocale del fenomeno. Romanato ha elogiato Franzina come uno dei pionieri dello studio delle migrazioni in Italia. “Quando ci siamo laureati, negli anni Settanta, questo tema era ignorato dalla storiografia ufficiale. Franzina ha avuto il merito di portarlo al centro del dibattito accademico e culturale”, ha dichiarato, mentre l’autore ricordava anche di essersi impegnato anche nella divulgazione di questo argomento attraverso opere teatrali, canzoni e spettacoli. Tra i punti affrontati, un posto centrale è stato riservato al caso del Brasile, in particolare al Rio Grande do Sul, dove ancora oggi si parla un dialetto veneto influenzato dal portoghese. Franzina ha spiegato come i migranti veneti abbiano









