REGIONE SICILIANA – IN ARRIVO BORSE DI STUDIO

Arrivano le borse di studio anche per gli studenti degli ITS Academy siciliani iscritti al biennio di specializzazione 2024-2026 Con D.D.S. n. 2715 del 31/12/2024, la Regione Siciliana, Assessorato dell’istruzione e della formazione professionale, Dipartimento dell’istruzione, dell’Università e del Diritto allo Studio ha adottato uno specifico provvedimento che mira a garantire le studentesse e gli studenti iscritti ad una delle 11 ITS Academy presenti in Sicilia e che frequentano validamente uno dei percorsi ITS avviati nel 2024, che non sia tra quelli già finanziati dal PNRR. In particolare, la norma promuove una più ampia ed efficace attuazione di stage aziendali, anche all’Estero, e rende effettivo il diritto allo studio degli allievi degli I.T.S Academy che operano nella nostra regione. Gli ITS Academy, pertanto, dovranno pubblicare apposito bando e assegnare le borse di tirocinio, nel rispetto dei seguenti requisiti: studenti iscritti a un percorso ITS Academy dell’offerta regionale avviato nel 2024 (non PNRR); studenti iscritti con Indicatore di Situazione Economica Equivalente (ISEE) e Indicatore di Situazione Patrimoniale Equivalente (ISPE) come definiti per l’accesso ai benefici relativi al diritto allo studio, in analogia con quanto previsto dai decreti del Ministro dell’Università e della Ricerca in materia, in ultimo rivalutati con D.D. MUR Direzione generale degli ordinamenti della formazione superiore e del diritto allo studio n. 318/2024 (limite massimo ISEE: euro 27.726,79 e limite massimo ISPE: euro 60.275,66); studenti non beneficiari, per il medesimo anno formativo, di altre provvidenze analoghe erogate dallo Stato o da altre istituzioni pubbliche e private, in Italia o all’estero; specifica richiesta presentata secondo le procedure definite da ciascuna fondazione ITS, che valuteranno le caratteristiche dei destinatari (fuori sede, in sede, pendolari, ecc.). Le borse di studio a sostegno dei tirocini formativi hanno un importo € 600,00 mensili, se svolto all’estero; € 300,00 mensili per i tirocini in Italia. Per avere diritto alla borsa di studio, il/la candidato/a deve possedere tutti e quattro i requisiti sopra indicati. Tutte le info sul portale www.itsvoltapalermo.it ITS NTV Volta Palermo – Borse di studio 2025 – NEWS (2).jpg   Rosanna Minafò PR Consulting Giornalista Email [email protected][email protected] Linkedin: https://www.linkedin.com/in/rosanna-minafo Instagram: https://instagram.com/minaforosanna

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I Diamanti di Özpetek, 18 storie al femminile nel suo miglior film 

“Importante è solo ciò che resta dentro” Ferzan Özpetek, Elisa Casseri, Carlotta Corradi    Solo un regista con la sua sensibilità poteva realizzare un film con 18 storie femminili e insieme delineare ciò che è il sogno cinema. Parliamo di Ferzan Özpeteke di Diamanti, il suo ultimo film, che “racconta con coerenza e ricchezza di sfaccettature il mondo al femminile, prendendo a pretesto le dinamiche relazionali e lavorative che si instaurano in una sartoria che risponde alle committenze cinematografiche” e al contempo è “una riflessione metacinematografica, espressamente presente fin dall’inizio, visto che lo stesso regista compare in un prolungato totale iniziale nell’atto di distribuire e discutere i copioni con costumiste e sarte, ulteriore elemento di interesse, che svela il backstage delle sartorie al servizio dell’industria cinematografica e lo rende il terreno ideale nel quale si appalesano non solo la sensibilità e il gusto, ma anche lo spirito di gruppo, la tenacia e la resilienza femminili”, come annota  Alessio Cossu in una recensione.   Ogni personaggio è delineato con caratteri propri e, quando non lo sia, dà un contributo perfettamente intonato alla coralità. Nessuna battuta fuori posto, anzi alcuni dialoghi si chiudono con affermazioni che esulano dal tenore metacinematografico per acquisire il sapore della massima indimenticabile. Anche la gestione delle inquadrature coincide coerentemente con un punto di vista al femminile: tendenzialmente mobile, quasi a riprodurre la solerte iperattività delle donne, la macchina da presa si muove morbidamente tra di esse, tavolta vi gira attorno più e più volte, con un occhio scrutatore, indagatore. Femminile, appunto.   Quanto ai ruoli maschili, alcuni di essi appaiono polemicamente e provocatoriamente ribaltati rispetto al rigido clichè uomo/donna, rendendo meno asfittico e prevedibile il quadro delle interazioni e interrogando gli spettatori e le loro certezze. Diamanti è la miglior prova di Ferzan Özpetek degli ultimi anni. È un’opera che si rivolge al pubblico senza pretesa di didascalismo alcuno, con gentilezza e allusività, ironia profondità. Quella profondità che permette di cogliere il carattere o lo stato d’animo di un personaggio sulla base dell’abbigliamento che indossa.   Quando le donne sono al lavoro indossano, tranne Alberta e Gabriella, un abbigliamento che le eguaglia le une alle altre, mentre quando lasciano l’atelier e scendono dai mezzi pubblici, sciolta quella che potremmo definire una vera e propria sorellanza, nella singola irripetibilità dei loro abiti si dirigono ciascuna, chi con una battuta, chi con fare civettuolo, chi con espressione più meditabonda, verso la propria quotidianità familiare. Le donne che popolano la sartoria Canova possono litigare, insultarsi e prendersi in giro ma non si pugnalano alle spalle: non sorprende che alla sceneggiatura, oltre al regista, ci siano due mani femminili, Carlotta Corradi (anche autrice del soggetto) ed Elisa Casseri.    Questo senso di “sorellanza” è incarnato al sommo grado dalle due protagoniste, legate tanto dall’affetto quanto da ricordi dolorosi che affrontano in modo speculare e contrario: Alberta passandoci sopra come uno schiacciasassi, Gabriella schivandoli accuratamente. Luisa Ranieri e Jasmine Trinca interiorizzano completamente i rispettivi ruoli, acquisendo fisicamente l’una una durezza programmatica, l’altra una negazione di sé che sfiora l’annullamento (mai le occhiaie di Trinca sono risultate tanto simboliche). Insomma un film con emozioni che ti restano dentro, anche dopo la parola:Fine.  Carlo Di Stanislao Fonte: G. Palmerini

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Fare cultura parlando di vini

A Beviamoci Sud Rocca del Principe ha aperto alla grande il ricco programma delle Masterclass La degustazione dei grandi vini di Ercole Zarrella guidata da Luciano Pignataro mette l’accento sull’importanza qualitativa del Fiano nel panorama dei bianchi italiani. A Beviamoci Sud, la tre giorni romana appena conclusa dedicata alla viticoltura che spazia dal centro Italia al Meridione, il ricco programma delle Masterclass della VI Edizione è stato aperto da una vera e propria eccellenza assoluta, come Rocca del Principe di Ercole Zarrella. L’Azienda, che nel Fiano esprime la sua viticoltura al massimo, ha tolto ogni dubbio a chi pensava che questo vitigno non fosse ai primi posti tra quelli italiani in grado di produrre bianchi d’eccellenza, anche per quanto riguarda vini destinati all’invecchiamento. La Masterclass è stata condotta da Luciano Pignataro, grande firma del giornalismo enogastronomico ed esperto cultore diCampania e del sud Italia, nonché organizzatore stesso dell’evento insieme adAndrea Petrini, (creatore del blog Percorsi di Vino) e Marco Cum (Riserva Grande). Proprio Andrea Petrini ha introdotto Ercole Zarrella che accompagnato da sua moglie Aurelia Fabrizio, ha voluto condividere la gioia per il compimento dei suoi primi vent’anni da produttore celebrati da questa Masterclass a lui dedicata. Attraverso la verticale di nove annate e superando la sterile prosa di esposizione sensoriale, Luciano Pignataro ha indagato un po’ il mondo del Fiano, il comportamento attraverso le diverse annate climatiche e la sua capacità di viaggiare nel tempo. Partendo dal territorio, il comune di Lapio che per il Fiano si è dimostrato essere un habitat d’eccellenza, ha ripercorso le tappe salienti della storia dell’Azienda che nei primi anni del nuovo millennio 2004 – 2005 in quel di Contrada Arianiello di Lapioha compiuto il grande salto, trasformando le proprie uve che in precedenza venivano conferite, in etichette di grandissima qualità riconosciuta ogni anno dalle maggiori guide nazionali. Pignataro riferendosi a studiuniversitari ha sottolineato come la natura semiaromatica di questo vitigno produca sentori veramente interessanti lungo il processo di invecchiamento. A margine ha poi aggiunto che l’Italia del vino concentrata per lunghi anni solo sull’invecchiamento dei rossi, solo ora si sia resa consapevole di questa possibilità anche per i bianchi. In particolare, nel territorio in questione in passato l’invecchiamento dei vini bianchi era escluso anche per motivi economici, dovuti all’urgenza di mettere i vini sul mercato. La degustazione hainvece evidenziato come il Fiano abbia bisogno di 3 o 4 anni per essere pronto, per poi intraprendere la strada dell’evoluzione sviluppando il suo profilo aromatico in grado di dare risultati di grande soddisfazione, sempre a patto però di mantenerne la freschezza, come nei vini di Ercole Zarrella in cui rimane come filo conduttore. In Irpinia la vendemmia è una delle più “fredde” d’Italiae tradizionalmente si utilizza quasi esclusivamente l’acciaio, anche se da poco si sperimenta e si comincia a ragionare su altre possibilità che prevedano un moderato uso del legno. Questo è il contesto in cui Ercole Zarrella vive la sua avventura nel mondo del vino, che tante soddisfazioni sta dando e che con grande emozione ha raccontato ai presenti partendo dagli inizi nel 1990, quando volle riprendere questa attività che lo legava ai ricordi d’infanzia trascorsacon il nonno tra vigne e cantina. Dagli inizi come conferitore con la prima vigna in contrada Tognano nella parte più alta del comune di Lapio, all’integrazione delle altre parcelle distribuite tra i 550 e i 620 metri s.l.m. Diverse esposizioni scelte grazie alla conoscenza del territorio maturata negli anni. Scelte fatte nella consapevolezza che il comune di Tognano esposto a Nord Est, oltre che sui suoli vulcanici potesse contare anche sulla ricchezza idrica e su una buona ventilazione. Un punto a favore che facilita la gestione delle problematiche dovute all’umidità, permettendo di contrastare al meglio le malattie e portare in cantina uve sane con più facilità, anche nelle annate più complicate. Nel suo racconto i sogni, l’impegno e i sacrifici che nel 2004 con la caduta del prezzo delle uve, lo portarono alla decisione di imbottigliare in proprio i suoi vini. Inizialmente come tutti i viticoltori locali che avevano fatto la stessa scelta e non avendo grande conoscenza delle potenzialità del Fiano, metteva in commercio i suoi vini a pochi mesi dalla vendemmia. Come ha raccontato ancora Ercole Zarrella le cose cambiarono nel 2010, quando ascoltando in giro i pareri degli addetti ai lavori, tra cui lo stesso Pignataro che aveva intuito le potenzialità del vitigno in longevità, iniziò a far uscire i vini con maggiore tempo di affinamento. Sperimentò così che per esprimere il territorio,la ricchezza di terpeni del Fiano ha bisogno di allungare il suo percorso negli anni ed infatti, a differenza del passato, attualmente il tempo di uscita per il base èdi un anno e mezzo dalla vendemmia, mentre per il cru Tognano, le vigne più vecchie piantate nella parte più ricca del suolo vulcanico si aspettano 2 anni, così come per il terzo cru, il Neviera di Sopra Docgche riprende il nome dall’omonima contrada, voluto dalla figlia Simona enologa dell’Azienda, e che fa anche un uso moderato del legno.­ Le annate in degustazione: Si comincia dal Tognano Fiano Avellino Docg Riserva2022, annata climaticamente di grande equilibrio, dal naso giovanile di frutto, mela o altra a polpa bianca. La grande freschezza domina il sorso, gli aromi di bocca sono coerenti, con piacevole chiusura amarognola in media persistenza. Tognano Fiano Avellino Docg Riserva2020, è frutto di un’annata un po’ piovosa specie nel finale ma che non ha dato nessun problema. Il vino ne è uscito più profumato rispetto al precedente. Agrume e accenni balsamici si distinguono al naso. La freschezza è ancora importante ma non prevalente nel sorso, che rispetto al precedente si assesta su una nota dolce per poi ritrovare la lieve chiusura piacevolmente amara. TognanoFiano Avellino Docg2018, Aumenta la complessità del profilo olfattivo, tra erbe aromatiche accenni balsamici e minerali, con i profumi fruttati che si fanno più tenui e la comparsa di una nota fumè che si ritroverà anche nella progressione all’indietro nel tempo. Bocca di equilibrio e grande gusto dai ritorni

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REGINA RESTA VINCITRICE IN INDIA DEL IV PREMIO INTERNAZIONALE GOLDEN ACE

DAMAN (India) – Il Dr. Krishan Chand Sethi, fondatore e presidente del World Pictorial Poetry & Art Forum (C), annuncia con orgoglio il vincitore del IV Golden Ace Award per l’anno 2024. Il Forum, che vanta 34 filiali in tutto il mondo, ha selezionato la signora Dr. Regina Resta, italiana, per questo prestigioso riconoscimento. Il Golden Ace Award riconosce straordinari contributi alla letteratura, all’arte e alla cultura, celebrando personalità che hanno lasciato un segno indelebile sulla comunità creativa globale. Le notevoli conquiste della signora Resta come poeta, scrittrice e sostenitrice della cultura la rendono una meritevole destinataria di questo riconoscimento.   Il processo di selezione per questo prestigioso premio è stato effettuato da un comitato composto da:  Dr. Krishan Chand Sethi, fondatore e presidente del World Pictorial Poetry & Art Forum (C) e figura letteraria mondiale; Mrs. Sunita Sethi, Patrona del World Pictorial Poetry & Art Forum; Mr. Goffredo Palmerini, noto scrittore, giornalista e icona mediatica internazionale dall’Italia, che funge da consulente; Padmashri Dr. Vishnu Pandya, ex presidente della Gujarat Sahitya Academy, che funge anche da consigliere; Mr. Williamsji Maveli, Amministratore del Forum e rispettata figura letteraria.   Alcune informazioni sulla vincitrice Regina Resta è nata il 20 giugno 1955 a Castellammare di Stabia, provincia di Napoli. Dopo aver completato gli studi di Scienze biologiche presso l’Università Federico II di Napoli, si è stabilita a Galatone (Lecce), dove ha dedicato la sua vita alla famiglia, al lavoro e alla passione per la letteratura e la poesia. In 40 anni di carriera, ha lavorato come formatrice e collaboratrice presso la Caritas diocesana, svolgendo il ruolo di responsabile parrocchiale della Caritas nella diocesi di Nardò-Gallipoli. Il percorso letterario della signora Resta è un percorso di eccellenza e innovazione. Ha contribuito a varie piattaforme letterarie e ha condotto su MyBoxTV la rubrica di arte e cultura Verbumlandia. Le sue opere sono state pubblicate su importanti riviste culturali nazionali, come Il Saggio, e antologie come Woman…mystery, art e Versi Diversi, edizioni XI e XII. Premi e riconoscimenti Regina Resta ha ricevuto numerosi premi prestigiosi, tra cui: Secondo premio per The Last Dream al 1° Premio Internazionale d’Arte Europclub Messina -Taormina (2010); Primo premio per Amore…a chilometri zero al 2° Premio Internazionale d’Arte Europclub Messina (2011); Premio alla Cultura al Premio Juan Montalvo (2015); Premio alla Carriera “Angeli Prize” Pesaro (2018) da Aida Abdullaeva; Premio della Critica al Premio internazionale di Poesia per la pace universale “Frate Ilaro del Corvo” (2016); Laurea honoris causa in letteratura presso l’Università di Belgrado (2021); Premio internazionale Michelangelo (2022); Premio internazionale Gigante della cultura globale (2024);   Contributi letterari Le sue opere più importanti sono: Gli Archi della Vita (2009); Al mercato delle pulci (2013); L’Amore è fuggente (2015); Want to have Want, tradotto in serbo da Majdan Magazine (2016); Just Being Myself, pubblicato in Serbia (2022). È conosciuta anche per i suoi saggi critici e le recensioni di autori famosi, come Sergio Camellini, Pierfranco Bruni ed altri.   Leadership culturale In qualità di fondatrice e presidente dell’Associazione internazionale VerbumlandiArt Aps (2013), la signora Resta ha guidato numerose iniziative per promuovere la pace, l’uguaglianza di genere e la consapevolezza ambientale. Ha lanciato Verbum Press, una rivista culturale bimestrale online, e movimenti culturali di punta come Catena Donna per la pace e il progetto Divinamente Donna per combattere la violenza di genere. La sua visione per lo scambio culturale e l’eccellenza artistica ha ispirato innumerevoli individui in tutto il mondo, facendone un vero faro di creatività e leadership.   Premio internazionale Golden Ace 2024 – Motivazione: Conferendo alla signora Dr. Regina Resta il IV Premio internazionale Golden Ace, il World Pictorial Poetry & Art Forum (C) riconosce i suoi contributi eccezionali alla letteratura, all’arte e alla cultura. Il Forum si congratula con la signora Resta per i suoi risultati eccezionali e per essere una fonte di ispirazione duratura per poeti, scrittori e artisti di tutto il mondo.   Sunita Sethi, Patrona Williamsji Maveli, Amministratore World Pictorial Poetry & Art Forum (C) ***   REGINA RESTA WINNER IN INDIA OF 4TH GOLDEN ACE INTERNATIONAL AWARD   DAMAN (India) – Dr. Sethi K.C., the Founder and Chairman of the World Pictorial Poetry & Art Forum (C), proudly announces the winner of the IVth Golden Ace Awardz for the year 2024. The forum, which boasts 34 branches across the globe, has selected Mrs. Dr. Regina Resta from Italy for this prestigious honour. The Golden Ace Awardz recognizes extraordinary contributions to literature, art, and culture, celebrating individuals who have left an indelible mark on the global creative community. Mrs. Resta’s remarkable achievements as a poet, writer, and cultural advocate make her a deserving recipient of this accolade.   The selection process for this prestigious award was carried out by an esteemed committee consisting of:   Dr. Sethi K.C., Founder and Chairman of the World Pictorial Poetry & Art Forum (C) and a global literary figure.   Mrs. Sunita Sethi, Patron of the World Pictorial Poetry & Art Forum.   Mr. Goffredo Palmerini, a renowned writer, journalist, and international media icon from Italy, serving as an Advisor.   Padmashri Dr. Vishnu Pandya, former Chairman of the Gujarat Sahitya Academy, also serving as an Advisor.   Mr. Williamsji Maveli, Admin of the forum and a respected literary figure.   About Ms. Regina Resta Regina Resta was born on June 20, 1955, in Castellammare di Stabia, Naples. After completing her studies in Biological Sciences at the University “Federico II” in Naples, she settled in Galatone, Lecce, where she devoted herself to family, work, and an enduring passion for literature and poetry. Over a 40-year career, she worked as a trainer and collaborator in the Diocesan Caritas, serving as the parish Caritas manager in the Diocese of Nardò-Gallipoli. Mrs. Resta’s literary journey is one of excellence and innovation. She has been a contributor to various literary platforms and served as the host of the art and culture column Verbumlandia on MyBoxTV. Her works have been featured in prominent national cultural magazines, such as Il Saggio, and anthologies

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La mia filosofia: trovare la luce nelle ombre della sofferenza

di Krishan Chand Sethi *   La sofferenza è stata il mio maestro, nonché l’ombra che mi ha accompagnato per tutta la vita, plasmando il nucleo stesso del mio essere. Ha guidato i miei pensieri, influenzato le mie decisioni e infine modellato la mia filosofia. Queste esperienze non solo mi hanno cambiato, ma mi hanno spinto a introspezione, riflessione e una profonda ricerca su come la sofferenza influenzi la crescita personale e la comprensione. Questa filosofia non deriva da una teoria speculativa, ma dall’esperienza; credo che possa parlare a chiunque abbia mai sentito il peso del dolore e cercato in esso un significato.   Le origini della mia filosofia   Non ho mai trovato il mio posto tra coloro che sembravano accettare il dolore come parte della crescita. Per la maggior parte delle persone, era solo un ospite indesiderato da evitare, simile a una debolezza. Ma la vita ha avuto il suo modo di cambiare le cose, portando nella mia esistenza perdita, fallimenti e momenti di dubbio personale, spogliando strato dopo strato le illusioni che circondavano la mia identità.   Ricordo distintamente un periodo di fallimento professionale e di dolore personale. Non erano episodi rari, ma quella stagione di sofferenza si protrasse così a lungo da rendere estremamente difficile capire chi fossi e quale fosse il mio valore. Quando un progetto significativo fallì, mi sentii sopraffatto dall’inadeguatezza. In retrospettiva, quel fallimento mi spinse verso la resilienza e la creatività. Solo mesi dopo, affrontando un nuovo progetto con le lezioni apprese, capii l’importanza di quell’esperienza dolorosa.   Imparare a vedere il dolore come un’opportunità di riflessione   La sofferenza mi ha insegnato che la riflessione è essenziale. Il dolore zittisce il rumore circostante e ti costringe a confrontarti con i tuoi pensieri. Ho iniziato a pormi domande profonde: Questo è davvero importante per me? Sto vivendo una buona vita? Cosa vuole insegnarmi questo dolore? Ho scoperto che la sofferenza contiene opportunità nascoste per la crescita.   Il ruolo della resilienza nella mia storia   La resilienza non è innata, ma si apprende attraverso la sofferenza. Ho capito che è un muscolo che si rafforza con le sfide. In momenti di perdita personale e pressioni professionali, ho trovato una forza interiore che non sapevo di possedere. Ogni sfida superata mi ha insegnato a piegarmi senza spezzarmi.   Empatia: un frutto della sofferenza   La sofferenza mi ha donato empatia. Prima, i problemi degli altri sembravano distanti. Ora, capisco più profondamente le loro esperienze. Questo ha influenzato non solo le mie relazioni personali, ma anche il mio lavoro creativo.   La ricerca di significato nella sofferenza   Durante il mio cammino, mi sono chiesto: perché soffriamo? Cercando risposte nella filosofia e nella spiritualità, ho trovato il pensiero di Viktor Frankl: “Quando non possiamo più cambiare una situazione, siamo sfidati a cambiare noi stessi”. Queste parole sono diventate la base della mia filosofia.   Illusioni infrante e chiarezza acquisita   La sofferenza infrange le illusioni sulla giustizia e la prevedibilità della vita. Pur essendo dolorosa, porta chiarezza, aiutandoci a focalizzarci su ciò che conta davvero.   La creatività nata dal dolore   Il dolore ha spesso alimentato il mio viaggio artistico. Nei momenti più difficili, la scrittura è stata un conforto, trasformando il dolore in forza e speranza. Racconto spesso questa esperienza per incoraggiare gli altri a usare la sofferenza come trampolino di lancio creativo.   Sofferenza nelle relazioni e nella comunità   La sofferenza non definisce solo l’individuo, ma anche le relazioni e le comunità. Ho visto la forza che emerge quando le persone si uniscono durante le avversità, trovando sostegno reciproco resilienza collettiva.   Lezioni pratiche dalla sofferenza   Riflettere: la sofferenza insegna, ma richiede tempo per comprendere le lezioni. Chiedere aiuto: il dolore non deve essere affrontato da soli. Focalizzarsi sulla crescita: chiedersi “Cosa posso imparare da questo?” trasforma il dolore in opportunità.   Conclusione: la sofferenza come maestro   La sofferenza è il più grande insegnante. Mi ha condotto alla scoperta di me stesso, portandomi resilienza, empatia e creatività. Non segna la fine, ma l’inizio di un cambiamento profondo. Per coloro che sono in preda al dolore, ecco il mio punto di vista: il dolore non segna la fine ma solo l’inizio di un cambiamento profondo. È un’opportunità per crescere, relazionarsi e apprendere quanto siano profonde la tua forza e la tua saggezza. Come dice Rumi: “La ferita è il luogo dove entra la luce”. Questa non è una filosofia astratta, ma un’esperienza vissuta che continua a plasmare la mia vita e il mio lavoro.     Dr. Sethi K.C. – (Autore)                                   Daman, India – Auckland, Nuova Zelanda   Traduzione dall’Inglese a cura della scrittrice Arch. Franca Colozzo Fonte: G.Palmerini

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LA VERA ARTE RESTA ETERNA

L’arte ha un significato ampio in cui ciascun individuo trasmette le proprie capacità, le proprie emozioni, le tecniche e molto altro attraverso un linguaggio personale. Nel corso dei secoli passati, i nobili ed i mecenati hanno voluto lasciare una testimonianza del loro potere attraverso la richiesta di opere d’arte che generalmente sfociavano in dipinti, statue, monumenti, templi e sontuose costruzioni abitative.   A testimonianza di ciò, basti pensare alle maestose opere artistiche sia egizie, greche, dell’antica Roma o nelle Americhe – con le civiltà Maya, Inca e Azteca – o alla grande muraglia cinese, a Petra, famosa città giordana, al Taj Mahal in India e tanti altri capolavori. Poi, In un contesto storico particolare, qual è stato il Rinascimento italiano, basti pensare alla nascita quasi contemporanea di diversi geni, come ad esempio Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, che hanno dato vita a capolavori entrati nello scenario mondiale come unici ed irripetibili.   Al primo viene attribuito il quadro più famoso e prestigioso al mondo, “La Gioconda“; al secondo, oltre al capolavoro del “Giudizio Universale” nella Cappella Sistina, due grandi capolavori scultorei, il “Mosè”, custodito presso la chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma, e “La Pietà”, situata nella basilica di San Pietro nella città del Vaticano.   Adesso, ritornando nell’era attuale, credo che bisognerebbe fare un distinguo tra un’opera che possa essere qualificata come d’arte o come un’operazione commerciale o mediatica. Secondo il mio parere, la banana attaccata al muro con un nastro adesivo di Maurizio Cattelan e venduta per 6,2 milioni di dollari è stata solo una grande operazione mediatica, essendo un’opera “viva”, quindi deperibile, è evidente che non possa considerarsi un’opera d’arte.   Molto probabilmente l’opera, pur veicolando un messaggio molto profondo tale da far riflettere su alcuni concetti, non può essere definita assolutamente opera d’arte e non mi trova d’accordo. Quest’ultima potrebbe essere ricordata per qualche anno solo per la cifra folle spesa per acquistarla, ma le meraviglie da me sopra menzionate sono destinate ad essere ammirate per l’eternità e non hanno prezzo perché patrimonio dell’umanità.   Piero Martino Fonte: G.Palmerini

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EUGENIA SERAFINI TRA REALTÀ E IMMAGINIFICO

Alla nota Libreria Horafelix di Roma “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”  Possiamo dire che non c’è frase più significativa di questa che Gabriel García Márquez genialmente scrive nero su bianco, per introdurre la serata di presentazione di due libri preziosi attraverso i quali Eugenia Serafini racconta e si lascia raccontare tra realtà e immaginifico: il poema “Canto dell’’Effimero” di Eugenia Serafini, 2^ Edizione Roma 2022, che ha meritato la Menzione Speciale al prestigioso XXXV Premio Letterario Internazionale Camaiore /Francesco Belluomini 2023 e il libro-intervista Eugenia Serafini si racconta di Silvana Lazzarino, 2^ Ediz. ampliata, Artecom-onlus 2024.                                                                                                                                                                                             La serata che si svolge a Roma a conclusione della Rassegna Iplac 2024 (Circolo Insieme per la Cultura) il 14 dicembre 2024 alle ore 18,00  presso la libreria Caffè letterario Horafelix in Via Reggio Emilia, 89, è dedicata  a conoscere ancora più da vicino questa grande e straordinaria artista di fama internazionale: Eugenia Serafini, “PREMIO ALL’ECCELLENZA IPLAC – XVI Premio Letterario Internazionale 2023. Il CANTO DELL’EFFIMERO/ Piccolo tour Roma Carrara e ritorno”, diario poetico come lo definisce nella postfazione Nicolò Giuseppe Brancato, “nasce da una serie di “coincidenze”: Nell’estate del 1995, portando dei fiori alla nonna, Eugenia Serafini ebbe la strana sensazione che Eugenia Guidugli volesse comunicarle qualcosa: non sapeva cosa, ma le venne istintivo pensare che si sarebbe coronato il suo sogno di insegnare all’Accademia carrarina: fatto sta che, nell’autunno dello steso anno e cioè solo qualche mese dopo, le giunse la relativa nomina. I viaggi da Roma a Carrara e ritorno, in una situazione così favorevolmente ed inaspettatamente particolare, furono stimolo per questo che oserei chiamare “diario poetico”, diario di sentimenti, sensazioni, esperienze, emozioni universa-li, ove la brevità è suggerita anche dal veloce succedersi di immagini durante il viaggio in treno: e d’altra parte, il termine “diario” non è sinonimo di “effimero” sostantivato? L’insegnamento a Carrara è stato gravido di ulteriori risultati: senza di esso non sarebbe stata invitata dal DAMS dell’Università della Calabria a tenere una serie di letture e di stage, né poi chiamata per chiara fama alla cattedra di Disegno  presso la stessa Università.” E bene ne intuisce il valore profondo Elio Pecora che nella Prefazione così sottolinea: “In un tale effimero e nella sua attentata leggerezza si muovono e si pronunciano i momenti dell’esistenza, lacerti di verità accostate. Così la pena e l’allegria, il bisogno d’amore e la sua perdita, il dubbio che consuma e il desiderio che non s’arrende, il pensiero della morte e i meandri della memoria s’intrecciano e si alternano nei versi brevi, nelle frasi in corsa per declivi di inchiostro sottile, dietro cancellature che lasciano trapelare il negato e l’incauto.” Salone e ingresso alla Biblioteca della AABB di Carrara Una chiosa della stessa Serafini già nel titolo “Parole per una poetica” rivela l’esigenza di chiarire e sottolineare le numerose sperimentazioni linguistiche e segniche del suo lungo percorso poetico e di ricerca artistica intermediale a tutto campo, che la pone tra i più interessanti e creativi rappresentanti della creatività attivi tra i due millenni: 1900 e 2000. L’incontro prosegue con la conversazione tra la giornalista, poeta e scrittrice Silvana Lazzarino ed Eugenia Serafini, sul libro/intervista “Eugenia Serafini…. si racconta” , nel quale Silvana Lazzarino sottolinea con acume e grande sensibilità, come la nota artista multimediale, poetessa, giornalista, docente universitaria, proceda nel suo lavoro a partire da scelte importanti, nuove esperienze grazie a incontri determinanti come sono stati tra gli altri quello con Mario Verdone e Lawrence Ferlinghetti. In questo testo si avverte la profonda connessione tra amore per la sua terra i monti della Tolfa, affetti familiari, amicizie con artisti e intellettuali, e quello che ruota intorno all’evoluzione della sua arte dove spiccano tematiche inerenti l’aspetto ecologico e sociale, senza dimenticare il possibile recupero dell’originaria armonia tra l’uomo e la natura di cui egli è parte integrante. A moderare la serata è la nota scrittrice di gialli Maria Rizzi, Presidente Iplac, relatori sono lo scrittore e poeta Roberto de Luca Vice-Presidente Iplac e Silvana Lazzarino giornalista, autrice e poetessa, mentre le letture sono a cura dell’artista Eugenia Serafini e della poetessa e scrittrice Federica Sciandivasci Consigliera Iplac. La serata si chiude con un’apericena durante la quale brindare al Natale orami alle porte. Per quanti desiderino fermarsi con prenotazione obbligatoria contattare il numero 347 5789139. SCHEDA Per la Rassegna Iplac 2024 Presentazione dei libri Canto dell’Effimero di Eugenia Serafini, Ediz. Artecom-onus, Roma 2022 Eugenia Serafini si racconta di Silvana Lazzarino, Ediz. Artecom-onlus 2024 Modera: Maria Rizzi Relatori: Silvana Lazzarino e Roberto De Luca Letture a cura di Eugenia Serafini e Federica Sciandivasci presso la libreria Horafelix, Via Reggio Emilia, 89 Roma sabato 14 dicembre 2024 ore 18.00 Nella foto: Serafini e Verdone

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La luce interiore: un faro di resilienza e autostima

  di Krishan Chand Sethi Dentro di te c’è una luce che nessuna tempesta può offuscare, un fuoco che nessuna mano può rubare. Questa qualità particolare è presente in tutti noi: una luce indistruttibile e un fuoco spontaneo che nessuna forza umana può spegnere. Questa luce interiore rappresenta speranza, energia e autostima. Allo stesso modo, il fuoco simboleggia passione e resilienza, elementi fondamentali della nostra natura. Questi non possono essere toccati dalle circostanze esterne né dagli sforzi di chiunque di controllarli o indebolirli. La verità di questa luce e di questo fuoco dentro di noi è una delle doti più potenti che una persona possa avere, poiché significa che, qualunque cosa la vita ci riservi, la nostra forza interiore rimane indistruttibile. La luce interiore: un faro di resilienza e autostima   La luce interior ci ricorda che il nostro valore è intrinseco, non collegato a successi, riconoscimenti esterni o opinioni altrui. Quando il mondo ci dice continuamente che dobbiamo dimostrare di essere sufficienti, questa luce interiore ci conferma la nostra forza intrinseca. È una fonte di resilienza nei momenti di oscurità, quando ci sentiamo vulnerabili o incerti, illuminando il nostro cammino verso il future, nonostante i venti contrari di dubbi o delusioni. Krishan Chand Sethi (nella foto) Questa luce non solo fa parte di noi, ma è anche la nostra capacità di compassione, empatia e bontà. Ci permette di connetterci con gli altri, di vedere il bene negli esseri umani e di dare significato alle relazioni e alle esperienze della vita. È ciò che ci consente di perdonare e di andare avanti anche nei momenti più difficili, rendendoci paradossalmente ancora più forti e resilienti.   Il fuoco indomabile: una fonte di passione e di scopo Se la luce rappresenta la nostra verità, allora il fuoco rappresenta la nostra passione e le nostre ambizioni. Questo fuoco non può essere rubato o spento, perché arde dal profondo, nella maniera più autentica e genuina. È quella voce interiore che ci spinge a inseguire i nostri sogni, a coltivare i nostri talenti e a esprimerci con coraggio. È ciò che ci fa andare avanti anche quando tutto sembra troppo difficile, perché dentro di noi c’è qualcosa che va più in profondità delle difficoltà momentanee. Questo fuoco rappresenta la possibilità di crescere, di cercare nuove opportunità e di muoverci verso obiettivi che risuonano con chi siamo realmente. Ci spinge a perseguire la realizzazione piuttosto che la semplice sopravvivenza. Questo fuoco si nutre delle battute d’arresto e dei fallimenti, trasformandoli in carburante per ardere ancora più intensamente. È ciò che trasforma il nostro dolore in scopo, le nostre lotte in forza e i nostri sogni in realtà.   La luce e il fuoco immuni alle tempeste esterne   Le tempeste della vita – come la perdita, il rifiuto, il tradimento o le avversità – possono scuoterci, ma non possono toccare la nostra luce e il nostro fuoco interiore. Le circostanze esterne possono cambiare, ma il nostro nucleo rimane intatto e oltre il controllo altrui. Le persone possono cercare di imporci le loro limitazioni o di influenzarci con energie negative, ma questi tentativi funzionano solo se glielo permettiamo. Finché rimaniamo radicati nella nostra luce e nel nostro fuoco, rimaniamo ancorati a qualcosa che appartiene solo a noi.   Il viaggio verso la luce e il fuoco interiori   Riconoscere e onorare la nostra luce e il nostro fuoco è uno degli atti più potenti che possiamo fare per noi stessi. Questa consapevolezza ci aiuta a costruire una relazione profonda con noi stessi, rafforzando la nostra capacità di affrontare le sfide della vita. Questa connessione ci libera dalla necessità di cercare approvazione esterna, permettendoci di inseguire i nostri sogni senza paura del giudizio o del fallimento. Ci insegna a lasciar andare ciò che non ci serve più e a concentrarci su ciò che è veramente importante per la nostra crescita personale. Condividere la luce e il fuoco con il mondo   Anche se questa luce e questo fuoco sono profondamente personali, hanno il potenziale di illuminare anche le vite degli altri. Vivendo autenticamente, possiamo ispirare gli altri a scoprire la loro forza interiore. Come una candela che ne accende un’altra senza perdere la propria fiamma, il nostro fuoco può accendere speranza e resilienza nelle vite altrui.   Un percorso di vita illuminato dalla luce e dal fuoco   Questa luce e questo fuoco evolvono con noi, adattandosi ai nostri sogni e alle nostre esperienze in continua trasformazione. Ma al centro di tutto rimane una costante: la nostra essenza, una fonte inalterabile di guida e forza. Attraverso questa forza interiore, non solo creiamo una vita piena e soddisfacente per noi stessi, ma anche per chi ci circonda. Dentro ognuno di noi c’è una luce che nessuna tempesta può spegnere e un fuoco che nessuna mano può rubare. È l’essenza della nostra anima, il nucleo indomabile del nostro essere, capace di cambiare le nostre vite e ispirare il mondo intorno a noi.   Dr. Sethi K.C. Daman, India – Auckland, Nuova Zelanda   ***   “Within You, There Is a Light That No Storm Can Dim, a Fire No Hand Can Steal”   This particular quality is in all of us: it is indestructible light and impulsive fire, which human might cannot quench and snuff out. Such a thing as inner light does make for hope, vigor, and self-esteem. For such a thing, a fire means passion and intention-resilience, of the very basic nature about ourselves. These cannot be touched by external circumstances or anybody else’s efforts to control or weaken them. The truth of this light and fire within is one of the most empowering realizations a person can make, for it means that, no matter what life may throw at us, our core strength remains unbreakable.   The Inner Light: A Beacon of Resilience and Self-Worth   It reminds me that I am worth it in there, with an inner light brighter to test my value within-not connected with achievement, validation through externals, or people’s opinions of

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Novità librarie – Antonella Rita Roscilli

I 150 anni della Emigrazione italiana in Brasile approdano alla Fiera Nazionale Letteraria “Più Libri Più Liberi” di Roma che giunge quest’ anno alla sua 23esima edizione. Si terrà dal 4 all’8 dicembre presso il Centro Congressi Roma-La Nuvola all’Eur, costruito dal famoso architetto Massimiliano Fuksas. Durante i cinque giorni si attendono 670 eventi e 590 espositori che presenteranno al pubblico le novità del proprio catalogo. La Cosmo Iannone Editore nella Fiera occupa lo Stand F57  e presenterà “Zélia Gattai Amado e l’Emigrazione italiana in Brasile” la nuova opera di Antonella Rita Roscilli, che verrà lanciata l’8 dicembre p.v. nella Sala Vega, alle ore 10.30. Questo libro è stato scelto per omaggiare i 150 anni dell’emigrazione italiana in Brasile. Parteciperanno alla conferenza  S.E. Renato Mosca de Souza, Ambasciatore del Brasile in Italia, San Marino e Malta; Fabio Porta, Deputato italiano eletto in Sud America – Circoscrizione Esteri, Presidente dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile; e il Prof. Norberto Lombardi, Direttore della Collana “Quaderni sulle migrazioni” della Cosmo Iannone. L’opera traccia il percorso della cosiddetta Grande emigrazione italiana oltreoceano, tra la fine del sec. XIX e inizi del XX, evidenziando i contesti socio-politici italiani e brasiliani nell’ambito dei quali avvenivano le partenze e gli arrivi, fornendo documenti e testimonianze originali che rivelano i valori che accompagnarono molti emigranti di quel tempo e le difficoltà che furono costretti a patire in terra straniera. L’autrice focalizza dati finora sconosciuti ai più, utopie, sogni e lotte per i diritti sociali, ponendo l’accento su alcune caratteristiche migratorie. Dedica alcune pagine a storie uniche come la Colônia Cecília, riscatta la memoria di personaggi dimenticati, come l’italiano Oreste Ristori, Francesco Arnaldo Gattai e Giovanni Rossi, ricorda i cosiddetti “schiavi bianchi”. E’ questo l’ humus che respirò fin da piccola Zélia Gattai. Figlia e nipote di emigranti italiani conservò per tutta la vita valori e tradizione del paese dei suoi antenati. Una vita di straordinario coraggio e dignità la condusse fino all’incontro col famoso scrittore brasiliano Jorge Amado, di cui fu moglie per oltre 50 anni. In questo libro l’autrice, che è biografa ufficiale di Zélia Gattai, ne ripercorre l’esistenza completa. L’opera è arricchita da introduzioni di Evelina Hoisel (Presidente dell’Academia de Letras da Bahia-ALB e docente universitaria in Brasile), di Myriam Fraga, poetessa e direttrice della Fondazione Casa de Jorge Amado a Salvador Bahia; di Fabio Porta, e da una postfazione a firma del professor Roberto Vecchi (Università di Bologna). L’opera era stata originariamente pubblicata in Brasile, in lingua portoghese, dalla casa editrice  Edufba dell’Università Federale di Bahia-UFBA. La versione originale del libro venne lanciata a Salvador all’ Academia de Letras da Bahia, alla presenza di S.E. Antonio Bernardini, Ambasciatore dell’Italia in Brasile. Venne, poi, scelta per inaugurare a Brasilia la “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo” all’Università di Brasilia-UnB. E ancora, venne presentata  nello stato di Minas Gerais alla Casa-Fiat di Belo Horizonte: a São Paulo all’Istituto di Cultura Italiana. In Europa, sempre la versione portoghese, fu presentata in Portogallo durante il Simposio Mondiale sulla Lingua Portoghese SIMELP, a Firenze nel prestigioso “Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux”. Infine, a Roma, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, nel corso di una conferenza per i 150 anni, alla quale hanno partecipato Renato Mosca, Fabio Porta e il professor Giorgio De Marchis (Università Roma Tre). Ricordiamo che la Fiera Letteraria “Più Libri Più Liberi” è promossa e organizzata dall’Associazione degli Editori Italiani, Centro per il Libro e la Lettura del Ministero dei Beni Culturali, Regione Lazio, Roma Capitale, Camera di Commercio di Roma e ICE Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e Poste Italiane, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, ATAC, Azienda di trasporti Capitolina, EUR Spa, RAI, il Giornale della Libreria.   Note biografiche dell’autrice. Ricercatrice, scrittrice, brasilianista, giornalista e traduttrice, ha lavorato a lungo alla Rai-Radiotelevisione italiana. Tra le sue opere e scritti ricordiamo “Da palavra à imagem em Anarquistas graças a Deus” (ed. Edufba), “Zélia de Euá rodeada de estrelas” (Ed CasadePalavras), “Storia di un Pino di città e altri racconti” (Antonio Dellisanti editore). Da molti anni si dedica all’Intercultura, agli studi sull’emigrazione italiana, promuovendo al contempo la diffusione della cultura e della letteratura brasiliana in Italia e in altri paesi europei. È fondatrice e direttrice di “Sarapegbe”, rivista italiana bilingue on line di dialogo interculturale, con collaboratori di entrambe le sponde dell’Atlantico. Membro Corrispondente per l’Italia all’Academia de Letras da Bahia-ALB, è altresì membro corrispondente dell’Istituto Geografico Storico di Bahia-IGHB ove integra il Comitato Editoriale della Rivista della istituzione. Laureata presso l’Università La Sapienza di Roma, in Lingue e Letterature Moderne (Letteratura Brasiliana e Letterature Africane di espressione portoghese) ha specializzazioni in Brasile. Possiede un Dottorato di Ricerca in Studi Multidisciplinari con tesi sulla rappresentazione dell’emigrante italiano nella fiction televisiva brasiliana (ancora inedita) alla UFBA, dove ha inoltre conseguito un Master, con tesi pubblicata. Nel 2022, in occasione del bicentenario della nascita di D. Teresa Cristina di Borbone, ultima imperatrice del Brasile, di origini italiche, ricevette dall’Ambasciatore del Brasile in Italia S.E. Hélio Vitor Ramos Filho la “Medaglia Teresa Cristina di Borbone delle Due Sicilie” per la sua dedizione agli studi e  divulgazione di questa figura storica.   Cosmo Iannone Editore Stand F57 XXIII Fiera Letteraria Nazionale “Più Libri Più Liberi” 4-8/12/2024 Centro Congressi Roma – La Nuvola Viale Asia, 25  Eur

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