Al Polo Italia No Rio una serata dedicata all’arte e all’amicizia tra Brasile e Italia Rio de Janeiro ha vissuto.

“Intrecci di memoria” di Goffredo Palmerini
27 giugno 2025 In libreria e sugli store online il volume “Intrecci di memoria”, di Goffredo Palmerini, One Group Edizioni L’AQUILA – Uscito in questi primi giorni di luglio “Intrecci di memoria” di Goffredo Palmerini, pubblicato dalle Edizioni One Group. Il nuovo libro del fecondo giornalista e scrittore abruzzese è disponibile nelle librerie e sui principali store di vendita online (Lafeltrinelli, IBS, Libreria Universitaria, Librerie Coop, Amazon, Mondadoristore) e presso l’editore ([email protected]). Il volume “Intrecci di memoria – Trame di vita, territori, sguardi in cammino”, con una preziosa veste grafica, 332 pagine arricchite da oltre 300 immagini, è dedicato nel centenario della nascita al prof. Serafino Patrizio, insigne matematico dell’Università dell’Aquila, amministratore pubblico e operatore culturale, scomparso 5 anni fa. Il libro è un caleidoscopio di storie di vita, racconti di viaggio, eventi culturali rilevanti, personaggi emeriti, che hanno tratteggiato il corso di un intero anno, da giugno 2023 a giugno 2024. Questo sedicesimo libro di Palmerini è corredato dai significativi contributi di Sonia Cancian, docente, saggista e storica della McGill University di Montreal (PRESENTAZIONE) e di Giovanna Di Lello, docente e scrittrice, direttrice artistica del John Fante Festival, che ha scritto la PREFAZIONE. Con il consenso dell’editore One Group, se può essere d’interesse, qui di seguito si propone il testo della PREFAZIONE di Giovanna Di Lello. *** PREFAZIONE di Giovanna Di Lello In questa sua sedicesima pubblicazione, Goffredo Palmerini, figura di spicco del giornalismo abruzzese e scrittore di talento dalla prosa raffinata, nonché promotore della cultura italiana nel mondo, ci offre uno spaccato di un anno particolarmente intenso del suo instancabile lavoro. Questa nuova raccolta, che abbraccia articoli, riflessioni e testimonianze pubbliche, documenta il periodo compreso tra giugno 2023 e giugno 2024, facendo immergere il lettore nell’universo di interessi che animano l’autore. L’opera si distingue per la sua capacità di coniugare l’analisi acuta e documentata dell’emigrazione italiana, fenomeno che Palmerini conosce benissimo, grazie alla sua lunga esperienza in questo campo e al contatto diretto con i suoi protagonisti. Prima però d’inoltrarci nei temi del libro, vorrei dedicare alcune parole al suo autore. Innanzitutto desidero ricordare che la carriera giornalistica di Palmerini è costellata di successi e premi, ma spicca un risultato davvero eccezionale che riguarda il suo articolo “Dopo Celestino V, è di Papa Francesco il dono più grande all’Aquila”, pubblicato il 17 agosto 2022. È apparso su ben 52 testate, di cui 42 in Italia e 10 all’estero. Questo primato, riconosciuto in India dal Gems Book of World Records nel febbraio 2024, già di per sé eccezionale, non dimostra solo l’importanza dell’argomento, ma anche la qualità della scrittura dell’autore e la sua autorevolezza nel settore dell’informazione. La poliedrica personalità di Palmerini, dalle molte sfaccettature, con un passato di successo anche come dirigente in un’azienda di Stato e amministratore comunale, non deve farci perdere di vista ciò che lo caratterizza maggiormente: la sua immensa generosità, che ho tra l’altro avuto modo di sperimentare personalmente con il mio John Fante Festival. A questa sua qualità si aggiungono un profondo senso dell’amicizia e una sincera curiosità verso il lavoro altrui, soprattutto verso quelle eccellenze che Palmerini ha contribuito a far emergere negli anni. Credo che sia tutto questo ad alimentare la sua passione per la narrazione giornalistica, in particolare quando racconta le storie degli italiani all’estero. In questa sua meritoria attenzione verso il fenomeno migratorio italiano, spesso trascurato, trovo un’autentica affinità elettiva, anch’io studiosa della materia. Volentieri segnalo il piacere d’essere stata, insieme a Goffredo Palmerini e Antonio Bini, relatrice in un convegno sull’emigrazione abruzzese e sul turismo delle radici, lodevolmente promosso dai Padri Passionisti e tenutosi presso il Santuario di San Gabriele nell’agosto 2024. Una giornata di riflessione molto feconda e ricca di spunti. Un’attenzione sul tema migratorio che anche il John Fante Festival ha fortemente coltivato, fino a farlo diventare anche una sezione letteraria dedicata agli scrittori italiani all’estero attraverso il Premio Italia Radici nel Mondo, che nel 2024 ha tenuto la sua prima edizione. E non a caso questo nuovo libro di Palmerini rappresenta un prezioso contributo alla comprensione dell’emigrazione abruzzese e un tributo alla sua città, L’Aquila. Egli, infatti, racconta con entusiasmo le vicende degli abruzzesi che hanno esportato il loro talento all’estero, svelando al contempo i paesaggi culturali che nascono dall’incontro di mondi diversi. Spicca allora il sentito omaggio a Mario Fratti, aquilano, noto drammaturgo italoamericano partito nel 1963 dall’Italia per emigrare negli Stati Uniti, dove è venuto a mancare il 15 aprile 2023 lasciando un grande vuoto nel panorama della cultura internazionale. Per rendere un omaggio a Mario Fratti, scomparso a New York all’età di quasi 96 anni, Palmerini ha raccolto tutti gli articoli che negli anni ha scritto sul grande autore di teatro, e ne ha fatto un libro, “Il mondo di Mario Fratti”, pubblicato a tre mesi dalla morte del drammaturgo. Il volume, presentato a L’Aquila nell’Aula magna del Gran Sasso Science Institute il 12 luglio 2023, è stata occasione per un commovente Memorial dedicato al celebre autore del musical “Nine” nella sua città natale, con numerose testimonianze dall’Italia e dall’estero, che ne hanno esaltato il talento e la profonda umanità. Questo volume riporta tutti quei contributi in ricordo di Mario Fratti, espressi da personalità del mondo istituzionale, teatrale e dell’informazione. Negli anni Mario Fratti era diventato un amico fraterno di Palmerini, che quasi ogni anno andava a trovarlo a New York. Questa profonda amicizia era probabilmente il frutto della condivisione di radici comuni, creando una speciale connessione tra chi emigra, i “partiti” di Vito Teti, e chi rimane, l’altra faccia della medaglia, “i restati”. E a Palmerini va sicuramente il grande merito di aver contribuito a mantenere vivo il legame del famoso commediografo con la sua terra d’origine. D’altronde Palmerini è uno straordinario costruttore di ponti tra l’Italia e l’altra Italia, verso gli italiani che vivono all’estero. Posso esserne testimone, per le strette mie relazioni che ho con i figli di John Fante, del rapporto d’amicizia che Goffredo aveva stabilito









