Restauro del monumento equestre al Gattamelata di Donatello

La Delegazione Pontificia della Basilica di Sant’Antonio di Padova, Friends of Florence e Save Venice annunciano il loro sostegno finanziario per il restauro  del monumento equestre al Gattamelata di Donatello Padova e Roma, Italia (11 novembre 2024) – La Delegazione Pontificia della Basilica di Sant’Antonio in Padova, con le organizzazioni americane senza scopo di lucro Friends of Florence e Save Venice, annunciano il loro sostegno finanziario per il restauro del monumento equestre al Gattamelata di Donatello. L’opera in bronzo, datata alla metà del XV secolo, è collocata sul sagrato della Basilica di Sant’Antonio di Padova e necessita di interventi urgenti di manutenzione. Grazie dunque a Save Venice, con il sostegno principale di Jon e Barbara Landau, ea Friends of Florence, con il supporto di Stacy Simon, sarà possibile iniziare il prossimo anno i delicati interventi di restauro del monumento equestre, del suo basamento lapideo e dei rilievi originali. La statua del Gattamelata di Donatello è il primo monumento equestre in bronzo a grandezza naturale fuso dai tempi dell’antichità classica. Realizzato tra il 1447 e il 1453, occupa una posizione di rilievo nella piazza antistante la Basilica del Santo di Padova dove nel 1458 fu sepolto il capitano generale dell’esercito veneziano. Dalle risultanze della campagna diagnostica le superfici bronzee della statua del Gattamelata presentano forme di degrado comuni ai monumenti in lega di rame esposti all’aperto, fra i quali il cosiddetto “cancro del bronzo”, una forma di corrosione che colpisce le leghe di rame. In questo processo, il cloruro rameoso reagisce con l’acqua formando acido cloridrico, che a sua volta attacca e corrode il bronzo, intensificando la degradazione del rame. Forse a causa della difficoltà implicita nel fondere una statua equestre di queste dimensioni, Donatello suddivise il monumento in ben 36 pezzi, aumentando così l’instabilità strutturale sia del cavallo che del cavaliere. Il basamento, in trachite e pietra d’Istria, è anch’esso deteriorato, complice l’esposizione continua alle intemperie e il degrado delle malte cementizie applicate durante un precedente intervento di restauro. Per conto della Delegazione Pontificia, nella primavera del 2023, la ditta di restauro Nicola Salvioli ha eseguito una prima indagine conoscitiva del monumento. Le ispezioni ravvicinate hanno riguardato un approfondito controllo autoptico e al microscopio della superficie, l’endoscopia all’interno del bronzo e l’opportunità di campagna fotografica. La dei molti dati rilevabili riguardanti la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione dell’intero monumento, è stata registrata graficamente su modelli 3D da cui sono state estrapolate una serie di tavole riassuntive per una prima valutazione dello stato di fatto dell’opera donatelliana. Da qui l’impegno è proseguito con l’assistenza operativa alle fasi diagnostiche condotte dal CIBA dell’Università di Padova per conto della Soprintendenza ABAP Padovana, individuando punti di analisi e campionando materiale da analizzare relativo alle problematiche più evidenti. Inoltre, nell’ambito degli studi attualmente in corso per sviluppare il progetto di restauro della statua, un aspetto senz’altro rilevante è la determinazione del comportamento strutturale del monumento, tanto per definirne lo stato attuale, sia in regime statico che in caso di evento sismico, quanto ai fini della individuazione di caute procedura nelle delicate fasi di movimentazione del manufatto per l’effettuazione delle ulteriori indagini finalizzate al restauro in ambiente protetto. Sono emerse la fragilità ei segni del tempo ben visibili in alcune porzioni della statua, sia per modalità costruttive e degrado, che per possibili manipolazioni passate (ad esempio le rimozioni ed i riposizionamenti già avvenuti in periodo bellico), e proprio di tali aree sarà necessario avere particolare cura specificamente nella definizione del progetto di restauro. Alla luce delle prove emerge durante tutte le fasi di indagine preliminare il restauro del monumento equestre del Gattamelata e al basamento appare necessario e funzionale a conservare l’opera per le generazioni presenti e future. «A nome della Delegazione Pontificia della Basilica di Sant’Antonio esprimo la gratitudine più viva alle due Fondazioni Friends of Florence e Save Venice, per la generosità con cui hanno scelto di sostenere economicamente gli interventi che saranno necessari per prendersi cura del monumento equestre del Gattamelata . Inutile ricordare come l’opera di Donatello sia uno dei più grandi capolavori dell’arte italiana, che merita di essere custodita anche per le generazioni a venire. Già è stato comunicato che il cammino futuro richiede la conclusione delle analisi sul monumento, in vista degli interventi di restauro che si prospetteranno, facendo tesoro di quanto già è stato compiuto dalla Sovrintendenza, l’Università di Padova e l’Istituto centrale. È con l’auspicio che si possa proseguire nel dialogo tra le diverse istituzioni che ci si augura di poter mettere a frutto le risorse che le Fondazioni metteranno a disposizione per questo obiettivo comune.» – Padre Antonio Ramina, Rettore del Santuario padovano «Da 25 anni Friends of Florence segue il percorso illuminato di Donatello. Durante i programmi che organizziamo per i nostri sostenitori spesso studiamo e visitiamo il Gattamelata di Donatello come esempio della genialità di questo artista che, con la sua arte, ha ispirato intere generazioni di scultori dopo di lui. Siamo felici di tornare a collaborare con Save Venice, con cui abbiamo già lavorato nel 2016 in occasione dell’anniversario dell’alluvione del 1966. Con il sostegno al restauro alla statua equestre del Gattamelata, possiamo continuare questa bellissima sinergia che ci vede ancora insieme nell ‘anno dell’anniversario per i primi 25 anni di Friends of Florence e per i 50 anni di Save Venice. Siamo due fondazioni sostenute da donatori in tutto il mondo che hanno a cuore l’arte, la storia e la bellezza e si impegnano per salvaguardare il patrimonio culturale per le generazioni presenti e future. Siamo immensamente grati alla nostra donatrice e consigliera Stacy Simon, unica sostenitrice da parte di Friends of Florence e ringraziamo inoltre la Delegazione Pontificia della Basilica di Sant’Antonio, il Comune di Padova e la Soprintendenza per la disponibilità e l’accoglienza.» – Simonetta Brandolini d’Adda Presidente di Friends of Florence «In oltre cinquant’anni di sostegno di interventi conservatori Save Venice ha avuto il privilegio di restaurare numerose opere d’arte di rilevanza internazionale. La prossima opera in questa lunga serie — tra le sculture più celebri dell’arte

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CESENA, asta di volumi antichi

Gliubich Casa d’Aste sceglie Cesena ed espone una preview della prossima asta di volumi antichi  alla mostra “C’era una volta… il Libro” del 16 e 17 novembre “Il libro sogna, il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni”, così scriveva il pescarese Ennio Flaiano. Come non credergli e come non pensare che il libro antico “sogna” e fa sognare da secoli appassionati di tutte le età. Sabato 16 e domenica 17 novembre nei padiglioni della Fiera di Cesena si potrà “sognare” potendo scegliere tra una ricca offerta di volumi antichi, vintage e rarità. Carteggio D´Annunzio Gianluca Gliubich, amministratore unico della casa d’aste omonima, con sede a L’Aquila – Capitale italiana della cultura 2026, ha scelto di esser presente per la prima volta alla famosa kermesse arrivata alla sua quindicesima edizione per incrementare un settore, quello del libro antico e di pregio, che vede presente sul mercato la giovane casa d’aste sin dalla sua nascita con ottimi risultati. Arriveranno a Cesena una cinquantina di espositori da tutta Italia e dall’estero; fra loro librerie antiquarie e specializzate in testi rari e prime edizioni fuori catalogo, ma anche commercianti di stampe e mappe d’epoca.Abbiamo chiesto al responsabile del dipartimento libri antichi e manoscritti della Casa d’Aste Gliubich, lo storico Loris Di Giovanni, che sarà presente in fiera con il fratello Antonio, di darci qualche anticipazione. “Porterò a Cesena cinque incunaboli tra cui una bibbia del 1480 ed un volume contenente due rari testi di notariato del 1475 e del 1483, pregiate edizioni di medicina dal XVI al XIX secolo, come l’opera chirurgica di Girolamo Fabrici d’Acquapendente magnificamente illustrata, volumi di storia dell’arte che comprendono la prima edizione del Vasari del 1550 ed un’altra del XVIII secolo dedicata a Leopoldo di Toscana con ben 160 tavole. Non poteva mancare, vista la provenienza geografica della casa d’aste, un ricco carteggio tra il poeta Gabriele d’Annunzio ed il medico Luigi Luise di Francavilla al Mare. Sempre nel medesimo lotto – aggiunge Loris Di Giovanni – una cartolina fotografica rappresentante il Vate che consuma il rancio nella gavetta assieme ai legionari di Fiume, autografata e datata. Sarà presente, inoltre, un’importante selezione di fac-simili a tirature limitate.” Come di consueto la Fiera del libro viene ospitata nella più ampia cornice di “C’era una volta…”, la kermesse dedicata al brocantage, vintage e officina antiquaria, in programma negli stessi giorni con oltre 200 espositori da tutta Italia. di Loris Di Giovanni Fonte: G. Palmerini

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Calabria, vivaio di giovani talenti

Federico Lauro Dott. Luigi Postorivo Don Paolo Baratta (sin.) , Avv. Giuseppe Arnò e la Dott.ssa Alessandra Ciccarelli           È sempre un piacere vedere come Don Paolo Baratta di Castrovillari (CS), Duca di Rugiano, Gran Priore della Calabria dei Cavalieri di Malta Osj USA, insignito dell’onorificenza dell’Ordine al Merito Umanitario e vice presidente del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro, continui a illuminare la scena culturale e musicale della Calabria. La recente esibizione di Federico Lauro, mentre si parla ancora dei successi di Beatrice Limonti, giovane e valente violinista già scoperta da Don Paolo Baratta, è un altro esempio del suo impegno nel promuovere talenti emergenti. Attraverso l´esibizione del giovane Federico la combinazione di virtuosismo musicale e interazione con il pubblico ha creato un’atmosfera unica, un momento di condivisione che va oltre le parole. Per l’occasione, un breve ma caloroso discorso di benvenuto è stato profferito dal presidente del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro, Dott. Luigi Postorivo. L’evento svoltosi all’Hotel Barbieri (Altomonte), un luogo simbolo della gastronomia e della bellezza calabrese, ha messo in risalto non solo le abilità di Lauro ma anche l’importanza della comunità nel sostenere e valorizzare i giovani artisti. L’attestato di merito conferito all’Avv. Giuseppe Arnò dal  Museo di Palazzo Baratta sottolinea ulteriormente l’impegno del Duca Baratta e del Lions Club nel promuovere e gratificare le eccellenze locali. È altresì incoraggiante vedere iniziative come quelle di Ugo Vivone con il progetto Openstage, che mirano a dare visibilità ai talenti musicali calabresi. La Calabria, con la sua ricca tradizione artistica, continua a ispirare e formare generazioni di artisti, grazie a figure come Don Paolo Baratta, che si dedicano a far emergere e a supportare le nuove leve. In definitiva, eventi come questi non solo celebrano il talento, ma rafforzano anche il legame tra cultura e comunità, creando un terreno fertile per il futuro della musica e delle arti in Calabria. Un sentito grazie a Don Paolo Baratta per la sua dedizione e visione nel promuovere queste importanti cause.   I brani con cui si è esibito il giovane Federico:   1) Minuetto numero 23 e numero 55 F. Beyer 2) Minuetto numero 24 opera 179 J. B. Duvernoy 3) Neapolitan Song I. Tchaikovsky 4) Minuetto in sol minore S. Bach 5) Polka Italienne V. Rachmaninov 6) Sonata numero 11 del concerto K331 Rondò alla turca A. Mozart 7) The second Waltz Shostakovich   Cenni biografici di Federico Lauro Nato a Castrovillari il 12.11.2009. Attualmente frequenta il 2º anno del Liceo Classico di Castrovillari. All’età di 5 anni ha iniziato a studiare, per imparare a suonare il pianoforte, con diversi maestri privati, fino alla decisione di iscriversi in un’accademia di musica a Cosenza, ove frequenta tuttora le lezioni. Iscrittosi alla scuola secondaria di primo grado, Federico ha scelto di intraprendere lo studio del violino, dapprima nella scuola pubblica, per continuare poi con maestri privati. In quest’ultimo periodo ha deciso, con passione, di studiare il terzo strumento musicale: la viola. Ha già avuto qualche esperienza di teatro, ed è appassionato di lingua inglese e francese. Ha avuto alcune esperienze che gli hanno permesso di proporsi al pubblico, fin dalla giovane età, ma durante l’ultimo anno si è esibito in performance musicali in ambito locale o in paesi limitrofi. Attualmente continua a coltivare i suoi interessi scolastici e musicali.

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Berlinguer, più che un sogno una ambizione

    Chiedersi se il Pci dimentica Berlinguer significa chiedersi se il Pci dimentica i valori. I nostri militanti hanno magari dimenticato il Berlinguer del compromesso storico, ma hanno viva memoria del Berlinguer dell’austerità. Magari è solo un simbolo, ma accidenti come contano i simboli.  Michele Serra   Sono passati quarant’anni dalla morte di Enrico Berlinguer. Aveva 62 anni, si trovava a Padova ad un comizio, al suo funerale parteciparono un milione e mezzo di persone. Sfidando i dogmi della Guerra fredda e di un mondo diviso in due, Berlinguer e il Partito Comunista Italiano tentarono per 5 anni di andare al governo, aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia Cristiana e arrivando al “compromesso storico“. Questi cinque straordinari anni iniziati con l’attentato al Segretario del Pci a Sofia e chiusi dell’omicidio di Aldo Moro, sono raccontati nel film Berlinguer – La grande ambizione, di Andrea Segre che ha aperto la Festa del Cinema di Roma e ha fatto vincere a Elio Germano il premio come miglior attore protagonista. Segre non crea un semplice biopic, ma dipinge con pennellate decise il ritratto di una “democrazia zoppa e bloccata”, ieri come oggi gravata dalle influenze straniere e mai abbastanza coraggiosa nel portare avanti una vera evoluzione socioeconomica. Allo stesso modo il suo film delinea con precisione i limiti della Sinistra italiana anni ’70, soggetta allo scrutinio di Mosca e alla crisi del capitalismo mondiale. In Berlinguer – La grande ambizione c’è una fetta consistente della Storia italiana: la strage di Brescia, il petrolchimico di Ravenna (con l’eco dell’omicidio Mattei), il segretario del Pcus Leonid Brezhnev (interpretato da un vero sosia) che cautela Berlinguer contro la possibilità di allearsi alle forze democristiane, il referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio, il sessismo malcelato dei militanti di Sinistra, l’attentato delle Brigate Rosse a Francesco Coco, le intercettazioni telefoniche dei Servizi segreti e naturalmente l’omicidio Moro come vulnus dal quale l’Italia, e Berlinguer, non si riprenderanno. La regia di Segre è precisa e mai manichea e plasma un grande film aiutato dagli attori, dalla fotografia di Bennoit Dervaux e dal sonoro magistrale di Alessandro Palmerini,  sempre più bravo a calibrare suoni e sfumature. Noi andiamo a vedere un film, non diremmo mai che andiamo a sentire un film. Come dice un grande specialista di cinema, Roberto Monaco, la parte auditiva è data per scontata, e non ci rendiamo quasi mai conto del ruolo che gioca nel creare l’effetto totale a cui siamo esposti come spettatori. Il detto secondo cui “un’immagine vale più di mille parole” è solo parzialmente vero per il cinema. Se infatti un’immagine può condensare in un istante le caratteristiche di un personaggio o di una situazione, per le quali sarebbero necessarie moltissime parole scritte, è anche vero che la qualità e la quantità di informazioni trasmesse dall’immagine dipendono non solo dall’immagine in sé, ma anche dal sonoro che l’accompagna. Questo soprattutto se il suono è architettato da un maestro come Alessandro Palmerini, due volte premiato con il David di Donatello e Nastro d’Argento per il Miglior Suono (con i film Diaz nel 2013 e Le otto montagne nel 2023), che in una recente intervista ha ricordato come anche i silenzi sono importanti, perché “il silenzio non è assenza di suono, bensì “essenza” di suono”. Tornando al film di Segre, esso riesce a restituire l’idea di un Paese concreto, vivo, desideroso di farsi carico del proprio futuro, un Paese molto distante da quello di oggi. Le idee sono quelle che Berlinguer esprime e difende all’interno di un dibattito politico che fa impallidire i pettegolezzi di oggi, cesellato nelle sue linee essenziali, ma insieme chiaro e dirompente. Le persone sono quelle con cui il Segretario del Pci divide la propria vita: la moglie e i quattro figli, i dirigenti del partito, gli avversari politici ma soprattutto i lavoratori e i militanti che Berlinguer incontra. Mescolando la finzione (con un Elio Germano convincentissimo) con molto materiale di repertorio, il film riesce a restituire l’idea di un Paese vivo di passione politica, senza aver bisogno di cadere nella macchietta o nell’ideologismo, ma raccontando un’Italia che vorremmo ritornasse. di Carlo Di Stanislao

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MONTALTO – Patrimonio culturale motore di sviluppo economico e non solo

Su iniziativa del Gruppo Anziani della Parrocchia della Santissima Trinità e con l´appoggio dell´Amministrazione comunale  di Montalto Uffugo, con una simpatica cerimonia si è svolta in piazza “Camonico” a Taverna (Montalto Uffugo) l’inaugurazione della biblioteca pubblica. Presenti il sindaco, Dott. Biagio Antonio Faragalli, l’assessore con deleghe cultura, spettacolo, turismo, pubblica istruzione, Silvio Ranieri,  p. Gerardo Naranjo Silva,  il Prof. e preside Greco Giuseppe, il sig. Amedeo Bertelli nonché lo stimato Prof. Giuseppe Trotta, noto insegnante del luogo, i quali durante i loro discorsi hanno evidenziato l’importanza dell’iniziativa e il valore pedagogico delle biblioteche, che, nonostante il dilagare dell´informazione digitale, sopravvivono e mantengono la loro rilevanza nella formazione e nell´informazione. Le biblioteche pubbliche, ricordiamo, possono concorrere a garantire il diritto di accesso all’informazione per tutti, ed è molto importante che questo ruolo sia compreso ed esercitato a titolo gratuito. Esse, inoltre, rappresentano un punto di riferimento non solo per leggere, ma per incontrarsi per ragionare e per favorire il dialogo tra civiltà e culture. L’augurio è che l’iniziativa possa essere di presupposto per la realizzazione di una sala lettura e che i libri possano arricchire sempre più la vita dei lettori. La comunità locale, dai bambini agli adulti, ha apprezzato e non poco la pregevole iniziativa, tant´è che ha presenziato numerosa e  festosa all´evento. Nei processi di sviluppo sostenibile di un determinato territorio coinvolgere le comunità mediante programmi di partecipazione è un aspetto essenziale del loro successo e il partenariato pubblico-privato non può che dare i migliori risultati. È certo che Montalto Uffugo  e i Comuni limitrofi da questo progetto culturale pilota potranno  immaginare e modellare un mondo più inclusivo e umano. Non dimentichiamo, infine,  che spesso le espressioni culturali locali possono rappresentare una fonte di attrattività e interesse turistico di non poco conto. Dunque, il nostro plauso a iniziative sociali, come questa del “Gruppo anziani”, che aiutano a migliorare il futuro!        

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AMACI – La Giornata del Contemporaneo

L’AMBASCIATA ITALIANA APRE LE PORTE PER LA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO La visita guidata si terrà l’11 ottobre alle ore 15:00   La Giornata del Contemporaneo è il grande evento che AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani) dedica dal 2005 all’arte contemporanea e al suo pubblico. Nella seconda settimana di ottobre, i musei che collaborano con AMACI aprono gratuitamente le loro porte per un’iniziativa ricca di eventi, mostre, conferenze e laboratori. Un programma eclettico che offre un’occasione imperdibile per sperimentare da vicino la vivacità e la ricchezza dell’arte di oggi.   Anche l’Ambasciata d’Italia aderisce all’iniziativa e l’11 ottobre alle ore 15.00 aprirà le porte ai visitatori interessati a scoprire le peculiarità architettoniche e artistiche dell’edificio progettato da Pier Luigi Nervi, l’illustre ingegnere italiano che collaborò con architetti di fama internazionale come Le Corbusier e Louis Kahn.   L’Ambasciata accoglierà i visitatori e li accompagnerà alla scoperta di alcune opere di importanti autori italiani della sua collezione d’arte contemporanea, come Franco Angeli, Giulio Turcato e Carla Accardi, oltre a quattro rare tavole del pittore italo-brasiliano Candido Portinari.   In questa occasione, il pubblico potrà anche ammirare la mostra “Vissi d’arte. L’Italia nei teatri dell’America Latina”, allestita nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’immigrazione italiana in Brasile. L’arte e l’architettura italiane sono al centro di questa affascinante esposizione, che propone un viaggio nel tempo, attraversando circa 150 anni, dall’Ottocento alla prima metà del Novecento, e nello spazio, passando per oltre 70 edifici teatrali situati in più di 50 città latinoamericane.   INFORMAZIONI SULLA VISITA Le visite sono gratuite, previa prenotazione; Le visite si svolgeranno l’11 ottobre dalle 15.00 alle 16.15 in lingua portoghese. Si prega di arrivare con 15 minuti di anticipo; La visita è garantita per un gruppo di almeno 10 fino a un massimo di 35 visitatori. Il gruppo sarà formato in base all’ordine di prenotazione; I minori possono entrare solo con un adulto responsabile che li accompagni; Le prenotazioni possono essere effettuate al seguente link: https://docs.google.com/forms/d/1f88CCFBPwANl9U9q6yNuM-s2z-PZ2W3NrWauCtVyKZ0/viewform?edit_requested=true Abbigliamento adeguato, no a pantaloncini o infradito. ***** A EMBAIXADA DA ITÁLIA ABRE AS PORTAS EM OCASIÃO DO DIA DO CONTEMPORÂNEO A visita guiada acontecerá no dia 11 de outubro às 15h00   O Dia do Contemporâneo è o grande evento que desde 2005, a AMACI (Associação dos Museus de Arte Contemporânea Italianos) dedica à arte contemporânea e ao seu público. Na segunda semana de outubro, os museus que tem parcerias com a AMACI abrem gratuitamente suas portas para uma iniciativa rica de eventos, mostras, conferencias e laboratórios. Um programa ecléctico que regala a imperdível ocasião de viver de perto a vivacidade e a riqueza da arte de hoje. A Embaixada da Itália também adere à iniciativa e no dia 11 de outubro às 15h00, abrirá suas portas aos visitantes interessados em descobrir as peculiaridades arquitetônicas e artísticas do edifício projetado por Pier Luigi Nervi, o ilustre engenheiro italiano que colaborou com arquitetos de fama internacional, como Le Corbusier e Louis Kahn. A Embaixada receberá os visitantes e os acompanhará à descoberta de algumas obras de importantes autores italianos de seu acervo de arte contemporânea como Franco Angeli, Giulio Turcato e Carla Accardi, assim como os quatro raros painéis do pintor ítalo-brasileiro Candido Portinari. Na ocasião, o público também poderá admirar a exposição “Vissi d’arte. A Itália nos teatros da América Latina”, montada no contexto das celebrações do aniversário dos 150 anos da imigração italiana no Brasil. As artes e a arquitetura italianas são o coração desta fascinante exposição, que propõe uma viagem no tempo, atravessando cerca de 150 anos, desde o século XIX à primeira metade do século XX, e no espaço, passando por mais de 70 edifícios de teatros localizados em mais de 50 cidades da América Latina.   INFORMAÇÕES SOBRE A VISITA As visitas são gratuitas, com reserva antecipada; As visitas realizar-se-ão no dia 11 de outubro, de 15h00 a 16h15 em português. Pedimos aos interessados para chegar com 15 minutos de antecedência; A visita é assegurada para o grupo de no mínimo 10 até o máximo de 35 visitantes. O grupo será formado com base na ordem de reserva; Menores de idade poderão entrar somente com um adulto responsável que os acompanhará; As reservas podem ser realizadas no seguinte link: https://docs.google.com/forms/d/1f88CCFBPwANl9U9q6yNuM-s2z-PZ2W3NrWauCtVyKZ0/viewform?edit_requested=true Roupas apropriadas, não bermuda, nem chinelo.    

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OMAGGIO A SPOLETO 2024

#igrandidialoghinelweb POESIA E PITTURA OMAGGIO A SPOLETO 2024 3° VOTAZIONE POESIA DI LILIANA BIONDI   Spoleto campagna   LA CAREZZA DI LUCREZIA di Anna Manna IDEATRICE ED ORGANIZZATRICE DELL’OMAGGIO A SPOLETO   Lucrezia Borgia, dipinto vincitore NELL’AMBITO DEL PROGETTO I GRANDI DIALOGHI NEL WEB POESIA E PITTURA SI STA SVOLGENDO CON VARI EVENTI ORMAI DA 1 ANNO  L’ OMAGGIO A SPOLETO. I PITTORI HANNO DIPINTO SUI VERSI DI QUATTRO POETI : ANNA MANNA , SANDRO COSTANZI, LILIANA BIONDI, MARIO NARDUCCI. I VINCITORI PER I DIPINTI ISPIRATI DAI  VERSI DI ANNA MANNA E SANDRO COSTANZI SONO STATI ANNUNCIATI IN ESTATE.   Al terzo Incontro “Poeti e  Pittori per L’Omaggio a Spoleto” scocca la  scintilla della questione femminile in un clima fino ad ora riservato solo alle emozioni ed ai ricordi musicali. L’occasione è la poesia della poetessa aquilana LILIANA BIONDI  docente universitaria,  saggista, vivacissima attivita’ letteraria di diffusione della cultura, presente in molte giurie dei più importanti premi letterari italiani ed abruzzesi. All’invito a dipingere sui versi della poetessa aquilana hanno risposto con slancio le pittrici ed i pittori di Spoleto. La vittoria è andata al pittore GINO MEDI .Titolo dell’opera: La Femme Fatale Olio e acrilico su tela 50×70- anno 2024. Il dipinto, ispirato dalla poesia “Spoleto ritrovata” scritta da Liliana Biondi, rappresenta Lucrezia Borgia nel periodo in cui ha soggiornato, nel 1499, come Governatrice del Ducato di Spoleto presso la Rocca Albornoz 2° Posto ex equo  : NATALIA GERMANI E ROMINA HYKA PREMIO SPECIALE fuori concorso MARIA GIOVANNA NARDUCCI , laureata presso l’Accademia di belle arti dell’Aquila e docente di Storia dell’arte presso il Liceo scientifico dell’Aquila. Nella foto: Anna Manna a piazza Pianciani – Spoleto Con la sua poesia  LILIANA BIONDI  ha introdotto con i versi il ricordo di un personaggio Lucrezia Borgia, legata a Spoleto. Così ha scritto la poetessa Liliana Biondi, nota saggista, all’invito di Anna Manna a scrivere versi per Spoleto: “Grazie, Anna carissima, per avermi dato più possibilità di tornare nella bella Spoleto, di cui avevo romantici ricordi giovanili. E grazie per il tuo invito: nella mia poesia ho voluto, tra l’altro, esaltare la bella Lucrezia Borgia, figlia di papa, sposa a 12 anni e duchessa di Spoleto e Foligno, che proprio a Spoleto dette alla luce il figlio Rodrigo, passata nei secoli come una peccatrice, e alla quale la storia recente sta rendendo onore e gloria per la sua saggezza, intelligenza e fede. L’arte parla con voce personale e universale: la voce del singolo artista, raccolta e condivisa, diventa voce universale. Poesia e pittura, sorelle sin dai tempi di Simonide, sono interpreti con-cordi, ma non meno personali e non meno universali, tante sono le interpretazioni che a catena cultori e artisti avvicendano nel tempo, rimodellandole e riplasmandole eternamente secondo canoni di bellezza anch’essi in continuo mutamento.” In pochi versi con la poesia di LILIANA BIONDI la questione femminile entra nel dibattito! Non era facile , bisogna riconoscere, rendere in pittura il concetto che esprime la poetessa e che apre il discorso sulla rivalutazione storica  della figura di Lucrezia Borgia. Il dipinto vincitore ci è riuscito perfetttamente. Da seduttrice peccaminosa Lucrezia diventa Magistra di arte e cultura. Il suo viso al centro del quadro sembra accarezzare, abbracciare il paesaggio. Domina quasi Spoleto ma con grande compostezza ed armonia, sembra illuminare la citta’. Nota la presidente di giuria EUGENIA SERAFINI: “Lucrezia  Borgia era biondissima e aveva i capelli ricci , tanto che un pasticcere , in suo onore, fece una torta con decorazioni che ne ricordano lo splendore dei capelli e a Ferrara è rimasta come tradizione questa torta.” Una giovane donna bella affascinate ma libertina , peccaminosa , negativa insomma. Il pittore attraverso il viso di Lucrezia, rivisitato e rinnovato ci racconta dunque un giudizio diverso sulla donna piu’ famosa dei Borgia. Un giudizio che corregge la malvagita’ dell’epoca estremamente maschilista che bollava come strega peccaminosa “la donna” intelligente e colta. Gino Medi ha colto perfettamente il messaggio della poesia. L’incontro artistico tra il poeta ed il pittore è riuscito perfettamente. Al centro di questa votazione nell’affascinante concorso pittorico c’è stata dunque la figura di una donna che puo’ divenire una rappresentazione dei tempi ostili verso la figura della donna che oggi  vira invece verso una figura di  Domina di arti e cultura. I capelli raccolti con compostezza incorniciano un volto benevolo, quasi materno. Da una docente universitaria, saggista penetrante e colta come LILIANA BIONDI  non poteva venire stimolo artistico piu’ valido. L’Omaggio a Spoleto ha fatto sbocciare un dialogo artistico di capacita’ analitiche non percorse prima. Così il dialogo artistico diventa quasi un approfondimento della storia del luogo, un’indagine conoscitiva del territiorio e della sua storia. LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE PER TUTTI I PITTORI VINCITORI SI SVOLGERA’ IL 1° NOVEMBRE A SPOLETO PRESSO LA GALLERIA LA BOTTEGA DELL’ARTE DI KATY LAUDICINA IN ORARIO POMERIDIANO. BREVE CURRICULUM DI LILIANA BIONDI Liliana Biondi (Curriculum vitae) Nata all’Aquila, si è laureata a 22 anni, con lode, presso l’Università degli Studi dell’Aquila, dove poi ha svolto attività di ricerca e di docenza per 42 anni come assegnista di letteratura italiana, quindi come ricercatrice e docente di Critica letteraria e Letterature comparate. È stata inoltre docente incaricata di Italiano all’Isef di Cassino fino al 1998; e di Sociologia dei fatti religiosi presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Spes et Ratio” dell’Aquila fino al 2024. Le sue ricerche spaziano dal Trecento alla letteratura contemporanea. Oltre alle monografie su Ludovico Antonio Antinori, Ignazio Silone e Laudomia Bonanni, oltre a molteplici curatele, le sue numerose pubblicazioni sono presenti in volumi miscellanei, atti di convegno e riviste nazionali ed internazionali. Le due più recenti sono edite sulla rivista «Tempo Presente», Roma, agosto 2024. È inoltre prefatrice e presentatrice di numerosi testi di poesia, di prosa, di teatro. Studiosa da lunghi anni di Ignazio Silone e di Laudomia Bonanni, è dal 1990 membro del Direttivo del Centro Studi Ignazio Silone di Pescina, e dal 1994 è membro della Giuria del Premio Internazionale Ignazio Silone istituito dalla Regione Abruzzo, giunto quest’anno alla XXVII

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BOOK for PEACE – International Award 2024

A GOFFREDO PALMERINI E GIUSEPPE DI FRANCO IL BOOK FOR PEACE INTERNATIONAL AWARD 2024 Premio a Denis Mukwebe Antonio Imeneo premia Maki Mandela Giuseppe Di Franco Goffredo Palmerini Antonio Imeneo premia Giuliano Berretta ROMA – Conferito al giornalista e scrittore Goffredo Palmerini e al presidente del Centro Studi Federico II Giuseppe Di Franco il prestigioso riconoscimento BOOK for PEACE International Award 2024, promosso in collaborazione con l’UNESCO e con il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA). Ne ha dato comunicazione ai due insigniti il presidente di Book for Peace (https://www.booksforpeace.org), prof. Antonio Imeneo, annunciando peraltro che la consegna del Premio avverrà nel corso di un evento culturale in corso di programmazione e di cui sarà data notizia non appena definiti luogo e data.   “A Goffredo Palmerini, in considerazione delle sue eccezionali capacità professionali e delle sue elevate qualità umane, per la sua preziosa opera a favore della Pace e dei Diritti Umani, per l’importante opera di promozione culturale e giornalistica”, questa la motivazione data dalla Commissione del Premio per il riconoscimento allo scrittore abruzzese, giornalista internazionale. La Commissione ha così motivato il conferimento al Presidente del Centro Studi Federico II, istituzione internazionale con sede a Palermo e rappresentanze a Roma, New York e Bordeaux: “A Giuseppe Di Franco, in considerazione delle sue eccezionali capacità professionali e delle sue elevate qualità umane, per la preziosa opera a favore della Pace e dei Diritti Umani, per l’importante lavoro svolto dal prestigioso Centro Studi Federico II”.   BOOK for PEACE è un progetto nato su iniziativa di un gruppo di associazioni internazionali che promuovono la Pace, la difesa dei Diritti Umani, il dialogo interculturale e la diversità delle espressioni culturali, secondo la Convenzione dell’Unesco. “Book for Peace promuove tali valori universali con un’intensa campagna di iniziative sociali, culturali, solidali e sportive, sia in Italia che all’estero, valorizzando i libri e più in generale le Personalità che, con le loro attività promuovono la Pace”, chiarisce il fondatore e Presidente Antonio Imeneo che, con un lavoro assiduo e appassionato gira il mondo in lungo e largo con un unico obiettivo: promuovere la cultura e il dialogo fra i popoli.   Otto, finora, le edizioni svolte da BOOK for PEACE dal 2017, nel corso delle quali, tra la costellazione di iniziative, il Premio internazionale, tributato a Personalità che onorano e promuovono i valori fondanti dell’associazione. Nell’edizione 2024 il Book for Peace International Award è stato consegnato a Maki Mandela-Amuah, il 18 luglio scorso, nella giornata internazionale dedicata a Nelson Mandela, in una cerimonia tenuta nel Salone d’onore del CONI. Figlia di Nelson Mandela, una delle attiviste per l’uguaglianza e l’inclusione più famose al mondo, Maki Mandela continua a seguire le orme del suo grande padre. Il 4 settembre, nella sede di rappresentanza del Parlamento Europeo a Roma, nell’ambito del convegno “Lo Spazio, lo Sport, la Disabilità per l’inclusione e l’aggregazione”, il Premio Internazionale BOOKS for PEACE alla Carriera è stato inoltre tributato all’Ing. Giuliano Berretta, già Presidente di EUTELSAT e Direttore Generale ESA.   BOOKS for PEACE ha anche premiato il Parco Archeologico di Pompei e la Reggia di Caserta. Il 31 maggio il Parco Archeologico, nella persona del Direttore degli Scavi Gabriel Johannes Zuchtriegel, e il Sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento per il 2024. Il 19 luglio è stata la Reggia di Caserta a ricevere il premio, consegnato alla Direttrice Tiziana Maffei, un riconoscimento all’Arte, alla Cultura, alla Storia, all’Architettura. La Reggia di Caserta è una residenza reale appartenuta ai Borbone delle Due Sicilie. Voluta dal re Carlo di Borbone, la costruzione ebbe inizio il 20 gennaio 1752 su progetto di Luigi Vanvitelli. Completata nel 1845, con il suo enorme Parco oggi Museo verde, la Reggia è un gioiello di architettura e arte e rappresenta uno dei più importanti monumenti italiani. Dal 1997 è riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.   Illustri personalità sono presenti nell’Albo d’Oro del Premio BOOKS for PEACE. Solo per menzionarne alcune, insignite nelle edizioni più recenti: il Premio Nobel per la Pace Denis Mukwebe, la Vicepresidente del Parlamento Europeo on. Pina Picierno, l’Ambasciatore Gaetano Cortese, il soprano e attrice Katia Ricciarelli, il giornalista e direttore agenzia AGC già ufficiale GdF Antonio Albanese, l’Ambasciatore d’Italia all’OSCE di Vienna Stefano Baldi, Claudio Atzori di Medici per l’Africa CUAMM, la scrittrice ucraina Oksana S. Zabuzko, il diplomatico e Pro-Rettore della Mediterranean University of Albania Arben Cici, il soprano Martina Bortolotti von Haderburg, il giornalista sportivo Giampiero Galeazzi, il conduttore televisivo Paolo Bonolis, ed altri ancora.  

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Alessandro Giuli è il nuovo ministro della Cultura

06/09/2024 18:11 ph. Ansa ROMA\ aise\ – Dopo le dimissioni di Gennaro Sangiuliano a seguito del caso Boccia, il governo ha già trovato il suo sostituto: Alessandro Giuli, Presidente della Fondazione Maxxi, sarà il nuovo Ministro della Cultura. Il giuramento di Giuli è in programma al Quirinale alle ore 19.00. Classe 1975, dopo la maturità classica e gli studi filosofici a “La Sapienza” (senza discutere la tesi di laurea), Giuli è diventato giornalista professionista nel 2004, iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio. Dal 1996 è attivo nel mondo del giornalismo in diverse testate locali, tra cui “L’Umanità”, quotidiano del Partito Social-democratico italiano (PSDI). In seguito collabora con Panorama, Enciclopedia Treccani, La Libertà di Piacenza, Sorrisi e Salute, fino ad arrivare nel 2004 a “Il Foglio”, del quale diventa, nel 2008, vicedirettore e, nel 2017, condirettore. Ex conduttore televisivo, dal dicembre 2022, proprio con nomina dell’allora ministro della Cultura Sangiuliano, è presidente del Maxxi, il museo nazionale d’arte contemporanea di Roma. Giuli è anche autore di diversi libri. L’ultimo, “Gramsci è vivo. Sillabario per un’egemonia contemporanea”, pubblicato a maggio da Rizzoli, per la costruzione di un nuovo immaginario sovranista. Nel 2007, con Einaudi, invece, “Il passo delle oche. L’identità irrisolta dei postfascisti”. (aise)  Foto Ministero: Di Krzysztof Golik – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=100251047

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