Berlinguer, più che un sogno una ambizione

    Chiedersi se il Pci dimentica Berlinguer significa chiedersi se il Pci dimentica i valori. I nostri militanti hanno magari dimenticato il Berlinguer del compromesso storico, ma hanno viva memoria del Berlinguer dell’austerità. Magari è solo un simbolo, ma accidenti come contano i simboli.  Michele Serra   Sono passati quarant’anni dalla morte di Enrico Berlinguer. Aveva 62 anni, si trovava a Padova ad un comizio, al suo funerale parteciparono un milione e mezzo di persone. Sfidando i dogmi della Guerra fredda e di un mondo diviso in due, Berlinguer e il Partito Comunista Italiano tentarono per 5 anni di andare al governo, aprendo a una stagione di dialogo con la Democrazia Cristiana e arrivando al “compromesso storico“. Questi cinque straordinari anni iniziati con l’attentato al Segretario del Pci a Sofia e chiusi dell’omicidio di Aldo Moro, sono raccontati nel film Berlinguer – La grande ambizione, di Andrea Segre che ha aperto la Festa del Cinema di Roma e ha fatto vincere a Elio Germano il premio come miglior attore protagonista. Segre non crea un semplice biopic, ma dipinge con pennellate decise il ritratto di una “democrazia zoppa e bloccata”, ieri come oggi gravata dalle influenze straniere e mai abbastanza coraggiosa nel portare avanti una vera evoluzione socioeconomica. Allo stesso modo il suo film delinea con precisione i limiti della Sinistra italiana anni ’70, soggetta allo scrutinio di Mosca e alla crisi del capitalismo mondiale. In Berlinguer – La grande ambizione c’è una fetta consistente della Storia italiana: la strage di Brescia, il petrolchimico di Ravenna (con l’eco dell’omicidio Mattei), il segretario del Pcus Leonid Brezhnev (interpretato da un vero sosia) che cautela Berlinguer contro la possibilità di allearsi alle forze democristiane, il referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio, il sessismo malcelato dei militanti di Sinistra, l’attentato delle Brigate Rosse a Francesco Coco, le intercettazioni telefoniche dei Servizi segreti e naturalmente l’omicidio Moro come vulnus dal quale l’Italia, e Berlinguer, non si riprenderanno. La regia di Segre è precisa e mai manichea e plasma un grande film aiutato dagli attori, dalla fotografia di Bennoit Dervaux e dal sonoro magistrale di Alessandro Palmerini,  sempre più bravo a calibrare suoni e sfumature. Noi andiamo a vedere un film, non diremmo mai che andiamo a sentire un film. Come dice un grande specialista di cinema, Roberto Monaco, la parte auditiva è data per scontata, e non ci rendiamo quasi mai conto del ruolo che gioca nel creare l’effetto totale a cui siamo esposti come spettatori. Il detto secondo cui “un’immagine vale più di mille parole” è solo parzialmente vero per il cinema. Se infatti un’immagine può condensare in un istante le caratteristiche di un personaggio o di una situazione, per le quali sarebbero necessarie moltissime parole scritte, è anche vero che la qualità e la quantità di informazioni trasmesse dall’immagine dipendono non solo dall’immagine in sé, ma anche dal sonoro che l’accompagna. Questo soprattutto se il suono è architettato da un maestro come Alessandro Palmerini, due volte premiato con il David di Donatello e Nastro d’Argento per il Miglior Suono (con i film Diaz nel 2013 e Le otto montagne nel 2023), che in una recente intervista ha ricordato come anche i silenzi sono importanti, perché “il silenzio non è assenza di suono, bensì “essenza” di suono”. Tornando al film di Segre, esso riesce a restituire l’idea di un Paese concreto, vivo, desideroso di farsi carico del proprio futuro, un Paese molto distante da quello di oggi. Le idee sono quelle che Berlinguer esprime e difende all’interno di un dibattito politico che fa impallidire i pettegolezzi di oggi, cesellato nelle sue linee essenziali, ma insieme chiaro e dirompente. Le persone sono quelle con cui il Segretario del Pci divide la propria vita: la moglie e i quattro figli, i dirigenti del partito, gli avversari politici ma soprattutto i lavoratori e i militanti che Berlinguer incontra. Mescolando la finzione (con un Elio Germano convincentissimo) con molto materiale di repertorio, il film riesce a restituire l’idea di un Paese vivo di passione politica, senza aver bisogno di cadere nella macchietta o nell’ideologismo, ma raccontando un’Italia che vorremmo ritornasse. di Carlo Di Stanislao

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MONTALTO – Patrimonio culturale motore di sviluppo economico e non solo

Su iniziativa del Gruppo Anziani della Parrocchia della Santissima Trinità e con l´appoggio dell´Amministrazione comunale  di Montalto Uffugo, con una simpatica cerimonia si è svolta in piazza “Camonico” a Taverna (Montalto Uffugo) l’inaugurazione della biblioteca pubblica. Presenti il sindaco, Dott. Biagio Antonio Faragalli, l’assessore con deleghe cultura, spettacolo, turismo, pubblica istruzione, Silvio Ranieri,  p. Gerardo Naranjo Silva,  il Prof. e preside Greco Giuseppe, il sig. Amedeo Bertelli nonché lo stimato Prof. Giuseppe Trotta, noto insegnante del luogo, i quali durante i loro discorsi hanno evidenziato l’importanza dell’iniziativa e il valore pedagogico delle biblioteche, che, nonostante il dilagare dell´informazione digitale, sopravvivono e mantengono la loro rilevanza nella formazione e nell´informazione. Le biblioteche pubbliche, ricordiamo, possono concorrere a garantire il diritto di accesso all’informazione per tutti, ed è molto importante che questo ruolo sia compreso ed esercitato a titolo gratuito. Esse, inoltre, rappresentano un punto di riferimento non solo per leggere, ma per incontrarsi per ragionare e per favorire il dialogo tra civiltà e culture. L’augurio è che l’iniziativa possa essere di presupposto per la realizzazione di una sala lettura e che i libri possano arricchire sempre più la vita dei lettori. La comunità locale, dai bambini agli adulti, ha apprezzato e non poco la pregevole iniziativa, tant´è che ha presenziato numerosa e  festosa all´evento. Nei processi di sviluppo sostenibile di un determinato territorio coinvolgere le comunità mediante programmi di partecipazione è un aspetto essenziale del loro successo e il partenariato pubblico-privato non può che dare i migliori risultati. È certo che Montalto Uffugo  e i Comuni limitrofi da questo progetto culturale pilota potranno  immaginare e modellare un mondo più inclusivo e umano. Non dimentichiamo, infine,  che spesso le espressioni culturali locali possono rappresentare una fonte di attrattività e interesse turistico di non poco conto. Dunque, il nostro plauso a iniziative sociali, come questa del “Gruppo anziani”, che aiutano a migliorare il futuro!        

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AMACI – La Giornata del Contemporaneo

L’AMBASCIATA ITALIANA APRE LE PORTE PER LA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO La visita guidata si terrà l’11 ottobre alle ore 15:00   La Giornata del Contemporaneo è il grande evento che AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani) dedica dal 2005 all’arte contemporanea e al suo pubblico. Nella seconda settimana di ottobre, i musei che collaborano con AMACI aprono gratuitamente le loro porte per un’iniziativa ricca di eventi, mostre, conferenze e laboratori. Un programma eclettico che offre un’occasione imperdibile per sperimentare da vicino la vivacità e la ricchezza dell’arte di oggi.   Anche l’Ambasciata d’Italia aderisce all’iniziativa e l’11 ottobre alle ore 15.00 aprirà le porte ai visitatori interessati a scoprire le peculiarità architettoniche e artistiche dell’edificio progettato da Pier Luigi Nervi, l’illustre ingegnere italiano che collaborò con architetti di fama internazionale come Le Corbusier e Louis Kahn.   L’Ambasciata accoglierà i visitatori e li accompagnerà alla scoperta di alcune opere di importanti autori italiani della sua collezione d’arte contemporanea, come Franco Angeli, Giulio Turcato e Carla Accardi, oltre a quattro rare tavole del pittore italo-brasiliano Candido Portinari.   In questa occasione, il pubblico potrà anche ammirare la mostra “Vissi d’arte. L’Italia nei teatri dell’America Latina”, allestita nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’immigrazione italiana in Brasile. L’arte e l’architettura italiane sono al centro di questa affascinante esposizione, che propone un viaggio nel tempo, attraversando circa 150 anni, dall’Ottocento alla prima metà del Novecento, e nello spazio, passando per oltre 70 edifici teatrali situati in più di 50 città latinoamericane.   INFORMAZIONI SULLA VISITA Le visite sono gratuite, previa prenotazione; Le visite si svolgeranno l’11 ottobre dalle 15.00 alle 16.15 in lingua portoghese. Si prega di arrivare con 15 minuti di anticipo; La visita è garantita per un gruppo di almeno 10 fino a un massimo di 35 visitatori. Il gruppo sarà formato in base all’ordine di prenotazione; I minori possono entrare solo con un adulto responsabile che li accompagni; Le prenotazioni possono essere effettuate al seguente link: https://docs.google.com/forms/d/1f88CCFBPwANl9U9q6yNuM-s2z-PZ2W3NrWauCtVyKZ0/viewform?edit_requested=true Abbigliamento adeguato, no a pantaloncini o infradito. ***** A EMBAIXADA DA ITÁLIA ABRE AS PORTAS EM OCASIÃO DO DIA DO CONTEMPORÂNEO A visita guiada acontecerá no dia 11 de outubro às 15h00   O Dia do Contemporâneo è o grande evento que desde 2005, a AMACI (Associação dos Museus de Arte Contemporânea Italianos) dedica à arte contemporânea e ao seu público. Na segunda semana de outubro, os museus que tem parcerias com a AMACI abrem gratuitamente suas portas para uma iniciativa rica de eventos, mostras, conferencias e laboratórios. Um programa ecléctico que regala a imperdível ocasião de viver de perto a vivacidade e a riqueza da arte de hoje. A Embaixada da Itália também adere à iniciativa e no dia 11 de outubro às 15h00, abrirá suas portas aos visitantes interessados em descobrir as peculiaridades arquitetônicas e artísticas do edifício projetado por Pier Luigi Nervi, o ilustre engenheiro italiano que colaborou com arquitetos de fama internacional, como Le Corbusier e Louis Kahn. A Embaixada receberá os visitantes e os acompanhará à descoberta de algumas obras de importantes autores italianos de seu acervo de arte contemporânea como Franco Angeli, Giulio Turcato e Carla Accardi, assim como os quatro raros painéis do pintor ítalo-brasileiro Candido Portinari. Na ocasião, o público também poderá admirar a exposição “Vissi d’arte. A Itália nos teatros da América Latina”, montada no contexto das celebrações do aniversário dos 150 anos da imigração italiana no Brasil. As artes e a arquitetura italianas são o coração desta fascinante exposição, que propõe uma viagem no tempo, atravessando cerca de 150 anos, desde o século XIX à primeira metade do século XX, e no espaço, passando por mais de 70 edifícios de teatros localizados em mais de 50 cidades da América Latina.   INFORMAÇÕES SOBRE A VISITA As visitas são gratuitas, com reserva antecipada; As visitas realizar-se-ão no dia 11 de outubro, de 15h00 a 16h15 em português. Pedimos aos interessados para chegar com 15 minutos de antecedência; A visita é assegurada para o grupo de no mínimo 10 até o máximo de 35 visitantes. O grupo será formado com base na ordem de reserva; Menores de idade poderão entrar somente com um adulto responsável que os acompanhará; As reservas podem ser realizadas no seguinte link: https://docs.google.com/forms/d/1f88CCFBPwANl9U9q6yNuM-s2z-PZ2W3NrWauCtVyKZ0/viewform?edit_requested=true Roupas apropriadas, não bermuda, nem chinelo.    

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OMAGGIO A SPOLETO 2024

#igrandidialoghinelweb POESIA E PITTURA OMAGGIO A SPOLETO 2024 3° VOTAZIONE POESIA DI LILIANA BIONDI   Spoleto campagna   LA CAREZZA DI LUCREZIA di Anna Manna IDEATRICE ED ORGANIZZATRICE DELL’OMAGGIO A SPOLETO   Lucrezia Borgia, dipinto vincitore NELL’AMBITO DEL PROGETTO I GRANDI DIALOGHI NEL WEB POESIA E PITTURA SI STA SVOLGENDO CON VARI EVENTI ORMAI DA 1 ANNO  L’ OMAGGIO A SPOLETO. I PITTORI HANNO DIPINTO SUI VERSI DI QUATTRO POETI : ANNA MANNA , SANDRO COSTANZI, LILIANA BIONDI, MARIO NARDUCCI. I VINCITORI PER I DIPINTI ISPIRATI DAI  VERSI DI ANNA MANNA E SANDRO COSTANZI SONO STATI ANNUNCIATI IN ESTATE.   Al terzo Incontro “Poeti e  Pittori per L’Omaggio a Spoleto” scocca la  scintilla della questione femminile in un clima fino ad ora riservato solo alle emozioni ed ai ricordi musicali. L’occasione è la poesia della poetessa aquilana LILIANA BIONDI  docente universitaria,  saggista, vivacissima attivita’ letteraria di diffusione della cultura, presente in molte giurie dei più importanti premi letterari italiani ed abruzzesi. All’invito a dipingere sui versi della poetessa aquilana hanno risposto con slancio le pittrici ed i pittori di Spoleto. La vittoria è andata al pittore GINO MEDI .Titolo dell’opera: La Femme Fatale Olio e acrilico su tela 50×70- anno 2024. Il dipinto, ispirato dalla poesia “Spoleto ritrovata” scritta da Liliana Biondi, rappresenta Lucrezia Borgia nel periodo in cui ha soggiornato, nel 1499, come Governatrice del Ducato di Spoleto presso la Rocca Albornoz 2° Posto ex equo  : NATALIA GERMANI E ROMINA HYKA PREMIO SPECIALE fuori concorso MARIA GIOVANNA NARDUCCI , laureata presso l’Accademia di belle arti dell’Aquila e docente di Storia dell’arte presso il Liceo scientifico dell’Aquila. Nella foto: Anna Manna a piazza Pianciani – Spoleto Con la sua poesia  LILIANA BIONDI  ha introdotto con i versi il ricordo di un personaggio Lucrezia Borgia, legata a Spoleto. Così ha scritto la poetessa Liliana Biondi, nota saggista, all’invito di Anna Manna a scrivere versi per Spoleto: “Grazie, Anna carissima, per avermi dato più possibilità di tornare nella bella Spoleto, di cui avevo romantici ricordi giovanili. E grazie per il tuo invito: nella mia poesia ho voluto, tra l’altro, esaltare la bella Lucrezia Borgia, figlia di papa, sposa a 12 anni e duchessa di Spoleto e Foligno, che proprio a Spoleto dette alla luce il figlio Rodrigo, passata nei secoli come una peccatrice, e alla quale la storia recente sta rendendo onore e gloria per la sua saggezza, intelligenza e fede. L’arte parla con voce personale e universale: la voce del singolo artista, raccolta e condivisa, diventa voce universale. Poesia e pittura, sorelle sin dai tempi di Simonide, sono interpreti con-cordi, ma non meno personali e non meno universali, tante sono le interpretazioni che a catena cultori e artisti avvicendano nel tempo, rimodellandole e riplasmandole eternamente secondo canoni di bellezza anch’essi in continuo mutamento.” In pochi versi con la poesia di LILIANA BIONDI la questione femminile entra nel dibattito! Non era facile , bisogna riconoscere, rendere in pittura il concetto che esprime la poetessa e che apre il discorso sulla rivalutazione storica  della figura di Lucrezia Borgia. Il dipinto vincitore ci è riuscito perfetttamente. Da seduttrice peccaminosa Lucrezia diventa Magistra di arte e cultura. Il suo viso al centro del quadro sembra accarezzare, abbracciare il paesaggio. Domina quasi Spoleto ma con grande compostezza ed armonia, sembra illuminare la citta’. Nota la presidente di giuria EUGENIA SERAFINI: “Lucrezia  Borgia era biondissima e aveva i capelli ricci , tanto che un pasticcere , in suo onore, fece una torta con decorazioni che ne ricordano lo splendore dei capelli e a Ferrara è rimasta come tradizione questa torta.” Una giovane donna bella affascinate ma libertina , peccaminosa , negativa insomma. Il pittore attraverso il viso di Lucrezia, rivisitato e rinnovato ci racconta dunque un giudizio diverso sulla donna piu’ famosa dei Borgia. Un giudizio che corregge la malvagita’ dell’epoca estremamente maschilista che bollava come strega peccaminosa “la donna” intelligente e colta. Gino Medi ha colto perfettamente il messaggio della poesia. L’incontro artistico tra il poeta ed il pittore è riuscito perfettamente. Al centro di questa votazione nell’affascinante concorso pittorico c’è stata dunque la figura di una donna che puo’ divenire una rappresentazione dei tempi ostili verso la figura della donna che oggi  vira invece verso una figura di  Domina di arti e cultura. I capelli raccolti con compostezza incorniciano un volto benevolo, quasi materno. Da una docente universitaria, saggista penetrante e colta come LILIANA BIONDI  non poteva venire stimolo artistico piu’ valido. L’Omaggio a Spoleto ha fatto sbocciare un dialogo artistico di capacita’ analitiche non percorse prima. Così il dialogo artistico diventa quasi un approfondimento della storia del luogo, un’indagine conoscitiva del territiorio e della sua storia. LA CERIMONIA DI PREMIAZIONE PER TUTTI I PITTORI VINCITORI SI SVOLGERA’ IL 1° NOVEMBRE A SPOLETO PRESSO LA GALLERIA LA BOTTEGA DELL’ARTE DI KATY LAUDICINA IN ORARIO POMERIDIANO. BREVE CURRICULUM DI LILIANA BIONDI Liliana Biondi (Curriculum vitae) Nata all’Aquila, si è laureata a 22 anni, con lode, presso l’Università degli Studi dell’Aquila, dove poi ha svolto attività di ricerca e di docenza per 42 anni come assegnista di letteratura italiana, quindi come ricercatrice e docente di Critica letteraria e Letterature comparate. È stata inoltre docente incaricata di Italiano all’Isef di Cassino fino al 1998; e di Sociologia dei fatti religiosi presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Spes et Ratio” dell’Aquila fino al 2024. Le sue ricerche spaziano dal Trecento alla letteratura contemporanea. Oltre alle monografie su Ludovico Antonio Antinori, Ignazio Silone e Laudomia Bonanni, oltre a molteplici curatele, le sue numerose pubblicazioni sono presenti in volumi miscellanei, atti di convegno e riviste nazionali ed internazionali. Le due più recenti sono edite sulla rivista «Tempo Presente», Roma, agosto 2024. È inoltre prefatrice e presentatrice di numerosi testi di poesia, di prosa, di teatro. Studiosa da lunghi anni di Ignazio Silone e di Laudomia Bonanni, è dal 1990 membro del Direttivo del Centro Studi Ignazio Silone di Pescina, e dal 1994 è membro della Giuria del Premio Internazionale Ignazio Silone istituito dalla Regione Abruzzo, giunto quest’anno alla XXVII

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BOOK for PEACE – International Award 2024

A GOFFREDO PALMERINI E GIUSEPPE DI FRANCO IL BOOK FOR PEACE INTERNATIONAL AWARD 2024 Premio a Denis Mukwebe Antonio Imeneo premia Maki Mandela Giuseppe Di Franco Goffredo Palmerini Antonio Imeneo premia Giuliano Berretta ROMA – Conferito al giornalista e scrittore Goffredo Palmerini e al presidente del Centro Studi Federico II Giuseppe Di Franco il prestigioso riconoscimento BOOK for PEACE International Award 2024, promosso in collaborazione con l’UNESCO e con il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA). Ne ha dato comunicazione ai due insigniti il presidente di Book for Peace (https://www.booksforpeace.org), prof. Antonio Imeneo, annunciando peraltro che la consegna del Premio avverrà nel corso di un evento culturale in corso di programmazione e di cui sarà data notizia non appena definiti luogo e data.   “A Goffredo Palmerini, in considerazione delle sue eccezionali capacità professionali e delle sue elevate qualità umane, per la sua preziosa opera a favore della Pace e dei Diritti Umani, per l’importante opera di promozione culturale e giornalistica”, questa la motivazione data dalla Commissione del Premio per il riconoscimento allo scrittore abruzzese, giornalista internazionale. La Commissione ha così motivato il conferimento al Presidente del Centro Studi Federico II, istituzione internazionale con sede a Palermo e rappresentanze a Roma, New York e Bordeaux: “A Giuseppe Di Franco, in considerazione delle sue eccezionali capacità professionali e delle sue elevate qualità umane, per la preziosa opera a favore della Pace e dei Diritti Umani, per l’importante lavoro svolto dal prestigioso Centro Studi Federico II”.   BOOK for PEACE è un progetto nato su iniziativa di un gruppo di associazioni internazionali che promuovono la Pace, la difesa dei Diritti Umani, il dialogo interculturale e la diversità delle espressioni culturali, secondo la Convenzione dell’Unesco. “Book for Peace promuove tali valori universali con un’intensa campagna di iniziative sociali, culturali, solidali e sportive, sia in Italia che all’estero, valorizzando i libri e più in generale le Personalità che, con le loro attività promuovono la Pace”, chiarisce il fondatore e Presidente Antonio Imeneo che, con un lavoro assiduo e appassionato gira il mondo in lungo e largo con un unico obiettivo: promuovere la cultura e il dialogo fra i popoli.   Otto, finora, le edizioni svolte da BOOK for PEACE dal 2017, nel corso delle quali, tra la costellazione di iniziative, il Premio internazionale, tributato a Personalità che onorano e promuovono i valori fondanti dell’associazione. Nell’edizione 2024 il Book for Peace International Award è stato consegnato a Maki Mandela-Amuah, il 18 luglio scorso, nella giornata internazionale dedicata a Nelson Mandela, in una cerimonia tenuta nel Salone d’onore del CONI. Figlia di Nelson Mandela, una delle attiviste per l’uguaglianza e l’inclusione più famose al mondo, Maki Mandela continua a seguire le orme del suo grande padre. Il 4 settembre, nella sede di rappresentanza del Parlamento Europeo a Roma, nell’ambito del convegno “Lo Spazio, lo Sport, la Disabilità per l’inclusione e l’aggregazione”, il Premio Internazionale BOOKS for PEACE alla Carriera è stato inoltre tributato all’Ing. Giuliano Berretta, già Presidente di EUTELSAT e Direttore Generale ESA.   BOOKS for PEACE ha anche premiato il Parco Archeologico di Pompei e la Reggia di Caserta. Il 31 maggio il Parco Archeologico, nella persona del Direttore degli Scavi Gabriel Johannes Zuchtriegel, e il Sindaco di Pompei Carmine Lo Sapio hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento per il 2024. Il 19 luglio è stata la Reggia di Caserta a ricevere il premio, consegnato alla Direttrice Tiziana Maffei, un riconoscimento all’Arte, alla Cultura, alla Storia, all’Architettura. La Reggia di Caserta è una residenza reale appartenuta ai Borbone delle Due Sicilie. Voluta dal re Carlo di Borbone, la costruzione ebbe inizio il 20 gennaio 1752 su progetto di Luigi Vanvitelli. Completata nel 1845, con il suo enorme Parco oggi Museo verde, la Reggia è un gioiello di architettura e arte e rappresenta uno dei più importanti monumenti italiani. Dal 1997 è riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.   Illustri personalità sono presenti nell’Albo d’Oro del Premio BOOKS for PEACE. Solo per menzionarne alcune, insignite nelle edizioni più recenti: il Premio Nobel per la Pace Denis Mukwebe, la Vicepresidente del Parlamento Europeo on. Pina Picierno, l’Ambasciatore Gaetano Cortese, il soprano e attrice Katia Ricciarelli, il giornalista e direttore agenzia AGC già ufficiale GdF Antonio Albanese, l’Ambasciatore d’Italia all’OSCE di Vienna Stefano Baldi, Claudio Atzori di Medici per l’Africa CUAMM, la scrittrice ucraina Oksana S. Zabuzko, il diplomatico e Pro-Rettore della Mediterranean University of Albania Arben Cici, il soprano Martina Bortolotti von Haderburg, il giornalista sportivo Giampiero Galeazzi, il conduttore televisivo Paolo Bonolis, ed altri ancora.  

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Alessandro Giuli è il nuovo ministro della Cultura

06/09/2024 18:11 ph. Ansa ROMA\ aise\ – Dopo le dimissioni di Gennaro Sangiuliano a seguito del caso Boccia, il governo ha già trovato il suo sostituto: Alessandro Giuli, Presidente della Fondazione Maxxi, sarà il nuovo Ministro della Cultura. Il giuramento di Giuli è in programma al Quirinale alle ore 19.00. Classe 1975, dopo la maturità classica e gli studi filosofici a “La Sapienza” (senza discutere la tesi di laurea), Giuli è diventato giornalista professionista nel 2004, iscritto all’Ordine dei giornalisti del Lazio. Dal 1996 è attivo nel mondo del giornalismo in diverse testate locali, tra cui “L’Umanità”, quotidiano del Partito Social-democratico italiano (PSDI). In seguito collabora con Panorama, Enciclopedia Treccani, La Libertà di Piacenza, Sorrisi e Salute, fino ad arrivare nel 2004 a “Il Foglio”, del quale diventa, nel 2008, vicedirettore e, nel 2017, condirettore. Ex conduttore televisivo, dal dicembre 2022, proprio con nomina dell’allora ministro della Cultura Sangiuliano, è presidente del Maxxi, il museo nazionale d’arte contemporanea di Roma. Giuli è anche autore di diversi libri. L’ultimo, “Gramsci è vivo. Sillabario per un’egemonia contemporanea”, pubblicato a maggio da Rizzoli, per la costruzione di un nuovo immaginario sovranista. Nel 2007, con Einaudi, invece, “Il passo delle oche. L’identità irrisolta dei postfascisti”. (aise)  Foto Ministero: Di Krzysztof Golik – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=100251047

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Il Centro Studi Federico II a Venezia

Il Centro Studi Federico II a Venezia   Il Centro Studi Federico II invitato a Venezia alla giornata di apertura della 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica “Essere stati ufficialmente invitati a partecipare alla giornata di apertura di questa manifestazione di alto livello culturale internazionale ci ripaga dell’impegno profuso per i progetti da noi realizzati in campo internazionale”. Così ha dichiarato il Presidente del Centro Studi Federico II, Giuseppe Di Franco. Il 28 agosto 2024 è stata un’intensa giornata culturale organizzata in collaborazione con Biennale di Venezia, Confindustria Veneto, Unione Consoli Onorari, Silighini Company LLC, Fondazione Italia – Giappone e Centro Studi Federico II e in occasione della quale il Presidente Di Franco ha tra l’altro, presentato la tematica prevista dal Centro Studi nel 2024 dedicata alla “Diplomazia Culturale e alla Pace nel mondo”, a una platea di personalità di altissimo livello culturale e istituzionale presenti al Lido di Venezia. L’evento è iniziato alle ore 12 con un Photocall (servizio fotografico) seguito poi dalla presentazione del progetto cinematografico (nato da un’idea di Mattia Carlin) della Silighini Company LCC e dal titolo “Il Console” e dagli interessanti e pregevoli interventi del Regista Prof. Luciano Silighini Garagnani e del Dott. Mattia Carlin, Vice Presidente dell’U.C.O.I. seguiti dalla proiezione backstage del film “Il Console”. La pellicola, che ha avuto i primi ciak in Svizzera, vede come protagonista l’attrice Francesca Monti che interpreta il ruolo di una diplomatica del Vaticano e inoltre anche la presenza di altri attori e attrici tra i quali, Isabel Vincenzi (già Miss Cinema e Miss Italia), Asia Galeotti, Arianna Semeraro, Francesco Oranges, Brando Di Placido, Daniele Giangreco, Hirut Woldeselasie, Paolo Riva, Sofia Crisafi, Arianna Roselli e Francesca La Gala, già volto di Disney Channel e moglie del regista Luciano Silighimi. La première è prevista a Berlino in occasione del Festival del Cinema per poi uscire nelle sale UCI e su Amazon Primevideo. All’interno del programma ha avuto luogo anche la presentazione e proiezione video dei partner giapponesi che hanno partecipato all’evento, ovvero il Regista Maestro Kunihico Ukai e il Maestro Daisuke Tarutani, regista e produttore cinematografico i quali sono intervenuti. A seguire, l’intervenuto del Presidente Di Franco che ha ringraziato le personalità e i rappresentanti delle istituzioni presenti all’evento, ed in particolare il Prof. Luciano Francesco Silighini Garagnani Lambertini (Principe Pontificio, Barone di Mugdock e Lord di Ufford Hall nonché Produttore cinematografico e Regista) e il Dott. Mattia Carlin (Vice Presidente dell’Unione Consoli Onorari). Il Presidente Di Franco, ha inoltre presentato la nuova onorificenza elargita dal Centro Studi, ovvero l’Augustale di Federico II, un’opera d’arte realizzata in ottone dorato, dal M° Scultore Mauro Gelardi in collaborazione con il M° Fonditore Ettore Machì e rifinita dal M° Argentiere Roberto Ventimiglia che riproduce la moneta aurea fatta coniare da Federico II nel 1231, in occasione del pacifico clima di rinascita a seguito della pace con gli infedeli e con il pontefice, e denominata appunto moneta della pace e senza dubbio una delle monete più famose e più belle del Medioevo europeo. Nel contesto del programma ha avuto luogo la cerimonia di consegna dell’Augustale al Regista Luciano Silighini Garagnani, al Dott. Mattia Carlin e al Regista giapponese Maestro Kunihiko Ukai (una leggenda del cinema giapponese che ha lavorato in Giappone per 54 anni come regista e che è stato insignito del premio per il montaggio e il merito culturale dal governo giapponese in occasione del Tokyo International Film Festival). Per il Presidente Di Franco è stata infine un’occasione per portare i saluti del Presidente del Comitato scientifico Goffredo Palmerini (scrittore e giornalista); di Stefano Vaccara (giornalista e scrittore, fondatore della testata giornalistica La Voce di New York e nostro rappresentante negli Stati Uniti) e di Maria Luisa Macellaro La Franca (pianista e direttrice d’orchestra di livello internazionale, che ci rappresenta in Francia a Bordeaux). Il Presidente Di Franco a fine manifestazione ha dichiarato: “Per il Centro Studi Federico II è stata una bellissima esperienza che ci ha permesso di interagire con insigni personalità e con soggetti delle istituzioni pubbliche e private al fine di realizzare in sinergia, incontri, scambi culturali e progetti a livello internazionale”.   Nella foto di gruppo scattata in occasione della cerimonia di consegna dell’Augustale, da sinistra: il regista e produttore cinematografico Daisuke Tarutani, l’attrice Asia Galeotti, Marco Battellini, Mattia Carlin (Vice Presidente Unione Consoli Onorari), il Regista Kunihiko Ukai, il Presidente Giuseppe Di Franco, il Regista e produttore cinematografico Prof. Luciano Silighini Garagnani e l’artista Rena Masuyama.  Fonte: G. Palmerini Nelle altre foto, a seguire: L’attrice Arianna Roselli con Mattia Carlin L’attrice Francesca Monti e Luciano Silighini Garagnani L’attrice Francesca La Gala  

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Lettera aperta a Goffredo Palmerini per il volume Ti racconto così

      Gianfranco Giustizieri   Carissimo Goffredo, eccomi qui di nuovo, anche se con ritardo, all’annuale appuntamento con il tuo libro. Ormai hai costituito una collana che arricchisce la mia biblioteca con pubblicazioni attese e gradite. Titoli diversi, tematiche attuali, ricordi, esplorazioni, amicizie, terre lontane, un mondo sempre senza confini che attende il lettore per condurlo a viaggiare, a conoscere, ad esplorare. Il recente Ti racconto così, (significativo il titolo, semplice ma di ottima presa) sempre edito dalla fedelissima casa editrice One Group, non sfugge alle linee narrative costituenti lo schema dei diversi capitoli, trovando sempre preziose aperture con nomi eccellenti che invitano allo scorrere e alla lettura delle corpose pagine: oltre 300! Un libro che ripercorre un anno, da maggio del 2022 al maggio del 2023, tutto ripreso dopo il fermo obbligatorio dettato dalla pandemia. La Presentazione affidata a Pierfranco Bruni, mi ha colpito intensamente già dall’apertura con la prima frase: “Questo è un libro che racchiude la storia di un uomo”. Infatti le parole racchiudono i tuoi viaggi, le tue conoscenze, l’empatia degli incontri e si trasmettono a noi quasi a divenire metaforicamente nostri. Ma aggiungerei e qui andiamo sul personale, il libro, come gli altri, testimonia te, come ti poni nei rapporti duali, come offri amicizia, cultura, disponibilità. Allora il libro, il tuo libro, i tuoi libri raccontano tra le righe anche la tua storia. L’ottima Prefazione di Lucilla Sergiacomo, che ti annovera quasi un novello pontefice massimo di storiche memorie, registra le indiscusse capacità di lasciare sulle pagine un anno di cronache vicine e lontane come negli antichi “Annales maximi”, rivelando contemporaneamente “la tua vocazione di scrittore glocal e di giornalista odeporico”. Infatti la Sergiacomo entra al centro della tua scrittura: viaggiatore instancabile e inesauribile sai cogliere le opportunità e le sfumature offerte dalle diverse esperienze per narrarle a noi. Esperienze molteplici che ti portano spesso temporaneamente lontano dalla tua/nostra città, futura Capitale italiana della Cultura, alla quale hai voluto dedicare il libro. E come non individuare alcuni capitoli, direi trainanti per la lettura. Come nelle corpose pagine sulla storia dell’emigrazione italiana, di “quell’esercito di braccia che partì dall’Italia verso ogni continente […]”, pagine che riscoprono le radici di un fenomeno divenuto storia, una storia divenuta memoria, ma anche passato come nostro presente: “Quanto sarebbe importante avere un’Italia che contasse 140 milioni d’italiani (60 in Italia, altri 80 all’estero) per sviluppare fortemente il turismo, anche il turismo delle radici, per valorizzare in termini economici ed occupazionali lo straordinario patrimonio d’arte, storia e cultura che l’Italia può vantare”. Così giustamente hai battuto sulla tua tastiera. Un altro capitolo cardine, almeno per me, è quello che scrivesti alla vigilia della venuta a L’Aquila di Papa Francesco “Dopo Celestino V, è di Francesco il dono più grande. Il Papa aprirà la Porta Santa per la Perdonanza n°728”. Anche qui la storia riconduce a memorie e racconti lontani dove s’incrociano nomi impressi nella nostra cultura, per arrivare fino a noi. Una visita incisa “per sempre nella storia della città. Ma rimarrà anche nella memoria del mondo per i valori universali di pace e di riconciliazione che il messaggio celestiniano reca con sé per gli uomini di ogni tempo […]”. Orgogliosamente ricordi nella tua nota d’apertura come quest’articolo sia divenuto successivamente l’articolo più pubblicato al mondo, registrato sul Gems Book of World Records, una specie di Guinness dei primati. Non ho dubbi su questa ampia diffusione oltre ogni confine: quanti secoli si susseguono nella tua scrittura, limpidamente esposta, per far conoscere agli 80 milioni d’italiani residenti all’estero il riconoscimento della Perdonanza Celestiniana come Patrimonio immateriale dell’Umanità deciso dall’Unesco nel 2019! Dall’eremita Pietro del Morrone elevato al soglio pontificio nel 1294, alla Bolla della Perdonanza custodita all’Aquila, fino alla venuta di Papa Francesco: tanta storia racchiusa giornalisticamente in otto pagine di lettura. Poi la cronaca che spazia in una diversità di argomenti, fissa l’esperienza, la coglie e la descrive o la narra sotto molteplici aspetti. E qui trovo tessere elegiache, come sempre le ho cercate nei tuoi libri. Soffermarmi sui pensieri dedicati al Gran Sasso (La più bella Italia …), rappresentarmi antichi luoghi ormai scomparsi (Il Fucino, storia del lago …), rinnovarmi antiche memorie (Castelnuovo, Peltuinum …), immergermi in realtà non conosciute (Columbus day a New York …); oppure fare tesoro di radici fondative (L’Aquila. Inaugurato oggi …, Serata culturale su “Le vie di Carlo V” …), questo ed altro ancora. Un pensiero ancora, sollecitato da te, per coloro che “sono andati avanti”. Non potevi non sigillare nelle tue pagine il nome di Mario Fratti, non solo nella pagina iniziale o per gli incontri avuti a New York, ma riportando nel libro il ricordo del grande drammaturgo da parte di Lucilla Sergiacomo che ben l’ha conosciuto e studiato. Così per Raffaele Colapietra: “Un uomo libero, un grandissimo storico, uno spirito critico fortemente attento alla vita civile, talvolta salace nei giudizi, ma che aiutava a comprendere L’Aquila del presente e quella del futuro […]”, quell’ “eterno uomo libero”, come ha precisato Giustino Parisse nell’articolo seguente al tuo. Altri pensieri, purtroppo tanti, incastonati in parole di amicizia, di stima, di gratitudine, di affetto, di generosità per chi non c’è più. Mi fermo qui, un saggio vuole altri spazi di scrittura e di lettura, ma preferisco inviarti direttamente queste modeste riflessioni. Pongo Ti racconto così al termine della fila, collana “Goffredo Palmerini”, lasciando il posto per gli arrivi futuri. Un caro saluto Gianfranco Giustizieri

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AL CONSERVATORIO ARTURO TOSCANINI SI AVVIANO I DOTTORATI DI RICERCA

  Svolta epocale per i Conservatori di Musica italiani autorizzati dal Ministero della Università e della Ricerca ad attivare il terzo ciclo (dottorati di ricerca – 40° Ciclo A.A. 2024/25).   SCADENZA BANDI: 29 AGOSTO E 2 SETTEMBRE 2024   Il Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera ottiene l’accreditamento per avviare diverse tipologie innovative di dottorato di ricerca e con ciò si afferma sempre di più una Istituzione all’avanguardia rientrando tra i Conservatori di Musica italiani autorizzati dal Ministero della Università e ella Ricerca ad attivare il terzo ciclo di dottorati di ricerca. Vari i dottorati a cui si potrà partecipare anche con la possibilità di alcune borse di studio: – N.2 Borse di studio per partecipare al Dottorato di ricerca triennale di   “Produzione Artistica dell’Opera Lirica” destinato ai cantanti lirici e finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) Missione 4: “Istruzione e ricerca”, Componente 2: “Dalla Ricerca all’Impresa” – Investimento 3.3: “Introduzione ai dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l’assunzione dei ricercatori dalle imprese” (D.M. 630/2024). Dottorato accreditato al soggetto capofila Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera e cofinanziato dalle seguenti prestigiose imprese: Orchestra Classica do Centro di Coimbra (Portogallo), Ente Luglio Musicale Trapanese e Ditta Cappellani Megastore.  SCADENZA BANDO: 2 Settembre 2024 ore 12,00. Il bando è pubblicato su apposita pagina del sito del conservatorio : Dottorati di Produzione Artistica ex DM 630 Sul sito del MUR: https://www.mur.gov.it/it/aree-tematiche/afam/bandi-dottorati-afam/conservatori Sul sito europeo Euraxess: https://euraxess.ec.europa.eu/jobs/funding/public-call-application-admissions-afam-phd-course-artistic-production-associated-form – N. 9 Borse di studio per partecipare al Dottorato di Ricerca triennale in ” Pratiche, Scienze e Tecnologie del Patrimonio Musicale Materiale e Immateriale” sui seguenti temi vincolati: ” Prassi e Tecniche Performative delle Arti Musicali- Teatro d’Opera in Calabria e Sicilia”; “Studia musicorum et conservatio”; “Gli strumenti, i costruttori e la musica per organo nel meridione d’Italia dal XV al XIX secolo” ; “La ricezione della performance musicale di ambito sacro italiano tra Ottocento e Novecento”; “Innovazione sonora e sperimentazione musicale : Opera soundcraft”; “VST Libraries of Calabrian Musical Heritage”; “AI in Soundtrack Creation and Immersive Soundscapes”. Il Dottorato è finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) Missione 4, Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido all’Università” – Investimento 4.1: “Estensione del numero di dottorati di ricerca e dottorati innovativi per la pubblica amministrazione e il patrimonio culturale” (D.M. 629/2024 Dottorato accreditato al soggetto capofila Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza in forma associata con Conservatorio di Musica “Arturo Toscanini” di Ribera, Conservatorio di Musica “F. Cilea” di Reggio Calabria, Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, OSB – Orchestra Sinfonica Brutia, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza SCADENZA BANDO: 29 agosto 2024 ore 12.00 Il bando è pubblicato su apposite pagine dei siti dei conservatori di Ribera e Cosenza: Dottorati di Ricerca ex DM 629 Dottorati di ricerca Sul sito del MUR: https://www.mur.gov.it/it/aree-tematiche/afam/bandi-dottorati-afam/conservatori Sul sito europeo Euraxess: https://euraxess.ec.europa.eu/jobs/funding/public-selection-call-admissions-phd-programmes-higher-education-institutions-artistic Sull’iniziativa interviene il Direttore del Conservatorio Toscanini, Professor Riccardo Ferrara, che  dichiara: “Siamo davvero orgogliosi di essere tra i primi Conservatori in Italia ad avere ottenuto l’accreditamento dei dottorati di ricerca, a seguito di valutazione positiva da parte di ANVUR,  e ringraziamo i vertici dei nostri prestigiosi partners Orchestra Classica di Coimbra, Ente Luglio Musicale Trapanese, Ditta Cappellani Megastore, il  Conservatorio di Cosenza e tutti i partners con esso associati,  il Presidente Giuseppe Tortorici e i nostri organi statutari per la fiducia accordata nonchè il Coordinatore prof.ssa Mariangela Longo per aver curato e portato a buon fine la complicata procedura di elaborazione e di accreditamento dei dottorati”. Per la Coordinatrice del Conservatorio, Professoressa Mariangela Longo: ” Il dottorato di produzione artistica dell’Opera Lirica da noi ideato, finanziato dall’Unione Europea e dalle imprese partners, è una occasione unica e molto importante che il nostro Conservatorio offre  ai talenti neolaureati al Biennio di Secondo Livello in Canto lirico, italiani ed europei. Ai primi di settembre, a seguito della selezione dei partecipanti al bando verranno assegnate due borse di studio triennali pari a 70.000 euro ciascuna. I due vincitori avranno la possibilità di svolgere attività di studio, di ricerca e di produzione artistica con la finalità di mettere in scena ruoli d’opera in produzioni curate da Artisti di chiara fama come il Direttore d’Orchestra Sergio Alapont e la regista- soprano Stefania Bonfadelli, in collaborazione tra il Conservatorio e prestigiose Istituzioni partners italiane e straniere che hanno aderito con entusiasmo alla nostra proposta. Ringraziamo quindi il Presidente da Direção della Ass. Orquestra Clássica do Centro Emília Maria Cabral de Carvalho Martins, il Consigliere delegato  avv. Natale Pietrafitta e il Direttore artistico  prof. Walter Roccaro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese la Direttrice del Conservatorio A. Scontrino di Trapani Prof.ssa Elisa Cordova,  il dott. Attilio Cappellani  della Ditta Cappellani Megastore per la pregevole disponibilità, e naturalmente  lo staff amministrativo del Conservatorio che si è adoperato per gli adempimenti necessari.” Ufficio Promozione e Comunicazione del Conservatorio Arturo Toscanini Rosanna Minafò PR Consulting Giornalista mob. 3484009298 Email [email protected][email protected] Linkedin: https://www.linkedin.com/in/rosanna-minafo Instagram: https://instagram.com/minaforosanna

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E’ in linea da oggi il n. 32-33 di SARAPEGBE, Rivista italiana bilingue di Dialogo Interculturale.  In questo numero un articolo sull’emigrazione.

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