Il Centro Studi Federico II a Venezia

Il Centro Studi Federico II a Venezia   Il Centro Studi Federico II invitato a Venezia alla giornata di apertura della 81ª Mostra internazionale d’arte cinematografica “Essere stati ufficialmente invitati a partecipare alla giornata di apertura di questa manifestazione di alto livello culturale internazionale ci ripaga dell’impegno profuso per i progetti da noi realizzati in campo internazionale”. Così ha dichiarato il Presidente del Centro Studi Federico II, Giuseppe Di Franco. Il 28 agosto 2024 è stata un’intensa giornata culturale organizzata in collaborazione con Biennale di Venezia, Confindustria Veneto, Unione Consoli Onorari, Silighini Company LLC, Fondazione Italia – Giappone e Centro Studi Federico II e in occasione della quale il Presidente Di Franco ha tra l’altro, presentato la tematica prevista dal Centro Studi nel 2024 dedicata alla “Diplomazia Culturale e alla Pace nel mondo”, a una platea di personalità di altissimo livello culturale e istituzionale presenti al Lido di Venezia. L’evento è iniziato alle ore 12 con un Photocall (servizio fotografico) seguito poi dalla presentazione del progetto cinematografico (nato da un’idea di Mattia Carlin) della Silighini Company LCC e dal titolo “Il Console” e dagli interessanti e pregevoli interventi del Regista Prof. Luciano Silighini Garagnani e del Dott. Mattia Carlin, Vice Presidente dell’U.C.O.I. seguiti dalla proiezione backstage del film “Il Console”. La pellicola, che ha avuto i primi ciak in Svizzera, vede come protagonista l’attrice Francesca Monti che interpreta il ruolo di una diplomatica del Vaticano e inoltre anche la presenza di altri attori e attrici tra i quali, Isabel Vincenzi (già Miss Cinema e Miss Italia), Asia Galeotti, Arianna Semeraro, Francesco Oranges, Brando Di Placido, Daniele Giangreco, Hirut Woldeselasie, Paolo Riva, Sofia Crisafi, Arianna Roselli e Francesca La Gala, già volto di Disney Channel e moglie del regista Luciano Silighimi. La première è prevista a Berlino in occasione del Festival del Cinema per poi uscire nelle sale UCI e su Amazon Primevideo. All’interno del programma ha avuto luogo anche la presentazione e proiezione video dei partner giapponesi che hanno partecipato all’evento, ovvero il Regista Maestro Kunihico Ukai e il Maestro Daisuke Tarutani, regista e produttore cinematografico i quali sono intervenuti. A seguire, l’intervenuto del Presidente Di Franco che ha ringraziato le personalità e i rappresentanti delle istituzioni presenti all’evento, ed in particolare il Prof. Luciano Francesco Silighini Garagnani Lambertini (Principe Pontificio, Barone di Mugdock e Lord di Ufford Hall nonché Produttore cinematografico e Regista) e il Dott. Mattia Carlin (Vice Presidente dell’Unione Consoli Onorari). Il Presidente Di Franco, ha inoltre presentato la nuova onorificenza elargita dal Centro Studi, ovvero l’Augustale di Federico II, un’opera d’arte realizzata in ottone dorato, dal M° Scultore Mauro Gelardi in collaborazione con il M° Fonditore Ettore Machì e rifinita dal M° Argentiere Roberto Ventimiglia che riproduce la moneta aurea fatta coniare da Federico II nel 1231, in occasione del pacifico clima di rinascita a seguito della pace con gli infedeli e con il pontefice, e denominata appunto moneta della pace e senza dubbio una delle monete più famose e più belle del Medioevo europeo. Nel contesto del programma ha avuto luogo la cerimonia di consegna dell’Augustale al Regista Luciano Silighini Garagnani, al Dott. Mattia Carlin e al Regista giapponese Maestro Kunihiko Ukai (una leggenda del cinema giapponese che ha lavorato in Giappone per 54 anni come regista e che è stato insignito del premio per il montaggio e il merito culturale dal governo giapponese in occasione del Tokyo International Film Festival). Per il Presidente Di Franco è stata infine un’occasione per portare i saluti del Presidente del Comitato scientifico Goffredo Palmerini (scrittore e giornalista); di Stefano Vaccara (giornalista e scrittore, fondatore della testata giornalistica La Voce di New York e nostro rappresentante negli Stati Uniti) e di Maria Luisa Macellaro La Franca (pianista e direttrice d’orchestra di livello internazionale, che ci rappresenta in Francia a Bordeaux). Il Presidente Di Franco a fine manifestazione ha dichiarato: “Per il Centro Studi Federico II è stata una bellissima esperienza che ci ha permesso di interagire con insigni personalità e con soggetti delle istituzioni pubbliche e private al fine di realizzare in sinergia, incontri, scambi culturali e progetti a livello internazionale”.   Nella foto di gruppo scattata in occasione della cerimonia di consegna dell’Augustale, da sinistra: il regista e produttore cinematografico Daisuke Tarutani, l’attrice Asia Galeotti, Marco Battellini, Mattia Carlin (Vice Presidente Unione Consoli Onorari), il Regista Kunihiko Ukai, il Presidente Giuseppe Di Franco, il Regista e produttore cinematografico Prof. Luciano Silighini Garagnani e l’artista Rena Masuyama.  Fonte: G. Palmerini Nelle altre foto, a seguire: L’attrice Arianna Roselli con Mattia Carlin L’attrice Francesca Monti e Luciano Silighini Garagnani L’attrice Francesca La Gala  

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Lettera aperta a Goffredo Palmerini per il volume Ti racconto così

      Gianfranco Giustizieri   Carissimo Goffredo, eccomi qui di nuovo, anche se con ritardo, all’annuale appuntamento con il tuo libro. Ormai hai costituito una collana che arricchisce la mia biblioteca con pubblicazioni attese e gradite. Titoli diversi, tematiche attuali, ricordi, esplorazioni, amicizie, terre lontane, un mondo sempre senza confini che attende il lettore per condurlo a viaggiare, a conoscere, ad esplorare. Il recente Ti racconto così, (significativo il titolo, semplice ma di ottima presa) sempre edito dalla fedelissima casa editrice One Group, non sfugge alle linee narrative costituenti lo schema dei diversi capitoli, trovando sempre preziose aperture con nomi eccellenti che invitano allo scorrere e alla lettura delle corpose pagine: oltre 300! Un libro che ripercorre un anno, da maggio del 2022 al maggio del 2023, tutto ripreso dopo il fermo obbligatorio dettato dalla pandemia. La Presentazione affidata a Pierfranco Bruni, mi ha colpito intensamente già dall’apertura con la prima frase: “Questo è un libro che racchiude la storia di un uomo”. Infatti le parole racchiudono i tuoi viaggi, le tue conoscenze, l’empatia degli incontri e si trasmettono a noi quasi a divenire metaforicamente nostri. Ma aggiungerei e qui andiamo sul personale, il libro, come gli altri, testimonia te, come ti poni nei rapporti duali, come offri amicizia, cultura, disponibilità. Allora il libro, il tuo libro, i tuoi libri raccontano tra le righe anche la tua storia. L’ottima Prefazione di Lucilla Sergiacomo, che ti annovera quasi un novello pontefice massimo di storiche memorie, registra le indiscusse capacità di lasciare sulle pagine un anno di cronache vicine e lontane come negli antichi “Annales maximi”, rivelando contemporaneamente “la tua vocazione di scrittore glocal e di giornalista odeporico”. Infatti la Sergiacomo entra al centro della tua scrittura: viaggiatore instancabile e inesauribile sai cogliere le opportunità e le sfumature offerte dalle diverse esperienze per narrarle a noi. Esperienze molteplici che ti portano spesso temporaneamente lontano dalla tua/nostra città, futura Capitale italiana della Cultura, alla quale hai voluto dedicare il libro. E come non individuare alcuni capitoli, direi trainanti per la lettura. Come nelle corpose pagine sulla storia dell’emigrazione italiana, di “quell’esercito di braccia che partì dall’Italia verso ogni continente […]”, pagine che riscoprono le radici di un fenomeno divenuto storia, una storia divenuta memoria, ma anche passato come nostro presente: “Quanto sarebbe importante avere un’Italia che contasse 140 milioni d’italiani (60 in Italia, altri 80 all’estero) per sviluppare fortemente il turismo, anche il turismo delle radici, per valorizzare in termini economici ed occupazionali lo straordinario patrimonio d’arte, storia e cultura che l’Italia può vantare”. Così giustamente hai battuto sulla tua tastiera. Un altro capitolo cardine, almeno per me, è quello che scrivesti alla vigilia della venuta a L’Aquila di Papa Francesco “Dopo Celestino V, è di Francesco il dono più grande. Il Papa aprirà la Porta Santa per la Perdonanza n°728”. Anche qui la storia riconduce a memorie e racconti lontani dove s’incrociano nomi impressi nella nostra cultura, per arrivare fino a noi. Una visita incisa “per sempre nella storia della città. Ma rimarrà anche nella memoria del mondo per i valori universali di pace e di riconciliazione che il messaggio celestiniano reca con sé per gli uomini di ogni tempo […]”. Orgogliosamente ricordi nella tua nota d’apertura come quest’articolo sia divenuto successivamente l’articolo più pubblicato al mondo, registrato sul Gems Book of World Records, una specie di Guinness dei primati. Non ho dubbi su questa ampia diffusione oltre ogni confine: quanti secoli si susseguono nella tua scrittura, limpidamente esposta, per far conoscere agli 80 milioni d’italiani residenti all’estero il riconoscimento della Perdonanza Celestiniana come Patrimonio immateriale dell’Umanità deciso dall’Unesco nel 2019! Dall’eremita Pietro del Morrone elevato al soglio pontificio nel 1294, alla Bolla della Perdonanza custodita all’Aquila, fino alla venuta di Papa Francesco: tanta storia racchiusa giornalisticamente in otto pagine di lettura. Poi la cronaca che spazia in una diversità di argomenti, fissa l’esperienza, la coglie e la descrive o la narra sotto molteplici aspetti. E qui trovo tessere elegiache, come sempre le ho cercate nei tuoi libri. Soffermarmi sui pensieri dedicati al Gran Sasso (La più bella Italia …), rappresentarmi antichi luoghi ormai scomparsi (Il Fucino, storia del lago …), rinnovarmi antiche memorie (Castelnuovo, Peltuinum …), immergermi in realtà non conosciute (Columbus day a New York …); oppure fare tesoro di radici fondative (L’Aquila. Inaugurato oggi …, Serata culturale su “Le vie di Carlo V” …), questo ed altro ancora. Un pensiero ancora, sollecitato da te, per coloro che “sono andati avanti”. Non potevi non sigillare nelle tue pagine il nome di Mario Fratti, non solo nella pagina iniziale o per gli incontri avuti a New York, ma riportando nel libro il ricordo del grande drammaturgo da parte di Lucilla Sergiacomo che ben l’ha conosciuto e studiato. Così per Raffaele Colapietra: “Un uomo libero, un grandissimo storico, uno spirito critico fortemente attento alla vita civile, talvolta salace nei giudizi, ma che aiutava a comprendere L’Aquila del presente e quella del futuro […]”, quell’ “eterno uomo libero”, come ha precisato Giustino Parisse nell’articolo seguente al tuo. Altri pensieri, purtroppo tanti, incastonati in parole di amicizia, di stima, di gratitudine, di affetto, di generosità per chi non c’è più. Mi fermo qui, un saggio vuole altri spazi di scrittura e di lettura, ma preferisco inviarti direttamente queste modeste riflessioni. Pongo Ti racconto così al termine della fila, collana “Goffredo Palmerini”, lasciando il posto per gli arrivi futuri. Un caro saluto Gianfranco Giustizieri

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AL CONSERVATORIO ARTURO TOSCANINI SI AVVIANO I DOTTORATI DI RICERCA

  Svolta epocale per i Conservatori di Musica italiani autorizzati dal Ministero della Università e della Ricerca ad attivare il terzo ciclo (dottorati di ricerca – 40° Ciclo A.A. 2024/25).   SCADENZA BANDI: 29 AGOSTO E 2 SETTEMBRE 2024   Il Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera ottiene l’accreditamento per avviare diverse tipologie innovative di dottorato di ricerca e con ciò si afferma sempre di più una Istituzione all’avanguardia rientrando tra i Conservatori di Musica italiani autorizzati dal Ministero della Università e ella Ricerca ad attivare il terzo ciclo di dottorati di ricerca. Vari i dottorati a cui si potrà partecipare anche con la possibilità di alcune borse di studio: – N.2 Borse di studio per partecipare al Dottorato di ricerca triennale di   “Produzione Artistica dell’Opera Lirica” destinato ai cantanti lirici e finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) Missione 4: “Istruzione e ricerca”, Componente 2: “Dalla Ricerca all’Impresa” – Investimento 3.3: “Introduzione ai dottorati innovativi che rispondono ai fabbisogni di innovazione delle imprese e promuovono l’assunzione dei ricercatori dalle imprese” (D.M. 630/2024). Dottorato accreditato al soggetto capofila Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera e cofinanziato dalle seguenti prestigiose imprese: Orchestra Classica do Centro di Coimbra (Portogallo), Ente Luglio Musicale Trapanese e Ditta Cappellani Megastore.  SCADENZA BANDO: 2 Settembre 2024 ore 12,00. Il bando è pubblicato su apposita pagina del sito del conservatorio : Dottorati di Produzione Artistica ex DM 630 Sul sito del MUR: https://www.mur.gov.it/it/aree-tematiche/afam/bandi-dottorati-afam/conservatori Sul sito europeo Euraxess: https://euraxess.ec.europa.eu/jobs/funding/public-call-application-admissions-afam-phd-course-artistic-production-associated-form – N. 9 Borse di studio per partecipare al Dottorato di Ricerca triennale in ” Pratiche, Scienze e Tecnologie del Patrimonio Musicale Materiale e Immateriale” sui seguenti temi vincolati: ” Prassi e Tecniche Performative delle Arti Musicali- Teatro d’Opera in Calabria e Sicilia”; “Studia musicorum et conservatio”; “Gli strumenti, i costruttori e la musica per organo nel meridione d’Italia dal XV al XIX secolo” ; “La ricezione della performance musicale di ambito sacro italiano tra Ottocento e Novecento”; “Innovazione sonora e sperimentazione musicale : Opera soundcraft”; “VST Libraries of Calabrian Musical Heritage”; “AI in Soundtrack Creation and Immersive Soundscapes”. Il Dottorato è finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU a valere sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) Missione 4, Componente 1 “Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione: dagli asili nido all’Università” – Investimento 4.1: “Estensione del numero di dottorati di ricerca e dottorati innovativi per la pubblica amministrazione e il patrimonio culturale” (D.M. 629/2024 Dottorato accreditato al soggetto capofila Conservatorio di Musica “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza in forma associata con Conservatorio di Musica “Arturo Toscanini” di Ribera, Conservatorio di Musica “F. Cilea” di Reggio Calabria, Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia, OSB – Orchestra Sinfonica Brutia, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza SCADENZA BANDO: 29 agosto 2024 ore 12.00 Il bando è pubblicato su apposite pagine dei siti dei conservatori di Ribera e Cosenza: Dottorati di Ricerca ex DM 629 Dottorati di ricerca Sul sito del MUR: https://www.mur.gov.it/it/aree-tematiche/afam/bandi-dottorati-afam/conservatori Sul sito europeo Euraxess: https://euraxess.ec.europa.eu/jobs/funding/public-selection-call-admissions-phd-programmes-higher-education-institutions-artistic Sull’iniziativa interviene il Direttore del Conservatorio Toscanini, Professor Riccardo Ferrara, che  dichiara: “Siamo davvero orgogliosi di essere tra i primi Conservatori in Italia ad avere ottenuto l’accreditamento dei dottorati di ricerca, a seguito di valutazione positiva da parte di ANVUR,  e ringraziamo i vertici dei nostri prestigiosi partners Orchestra Classica di Coimbra, Ente Luglio Musicale Trapanese, Ditta Cappellani Megastore, il  Conservatorio di Cosenza e tutti i partners con esso associati,  il Presidente Giuseppe Tortorici e i nostri organi statutari per la fiducia accordata nonchè il Coordinatore prof.ssa Mariangela Longo per aver curato e portato a buon fine la complicata procedura di elaborazione e di accreditamento dei dottorati”. Per la Coordinatrice del Conservatorio, Professoressa Mariangela Longo: ” Il dottorato di produzione artistica dell’Opera Lirica da noi ideato, finanziato dall’Unione Europea e dalle imprese partners, è una occasione unica e molto importante che il nostro Conservatorio offre  ai talenti neolaureati al Biennio di Secondo Livello in Canto lirico, italiani ed europei. Ai primi di settembre, a seguito della selezione dei partecipanti al bando verranno assegnate due borse di studio triennali pari a 70.000 euro ciascuna. I due vincitori avranno la possibilità di svolgere attività di studio, di ricerca e di produzione artistica con la finalità di mettere in scena ruoli d’opera in produzioni curate da Artisti di chiara fama come il Direttore d’Orchestra Sergio Alapont e la regista- soprano Stefania Bonfadelli, in collaborazione tra il Conservatorio e prestigiose Istituzioni partners italiane e straniere che hanno aderito con entusiasmo alla nostra proposta. Ringraziamo quindi il Presidente da Direção della Ass. Orquestra Clássica do Centro Emília Maria Cabral de Carvalho Martins, il Consigliere delegato  avv. Natale Pietrafitta e il Direttore artistico  prof. Walter Roccaro dell’Ente Luglio Musicale Trapanese la Direttrice del Conservatorio A. Scontrino di Trapani Prof.ssa Elisa Cordova,  il dott. Attilio Cappellani  della Ditta Cappellani Megastore per la pregevole disponibilità, e naturalmente  lo staff amministrativo del Conservatorio che si è adoperato per gli adempimenti necessari.” Ufficio Promozione e Comunicazione del Conservatorio Arturo Toscanini Rosanna Minafò PR Consulting Giornalista mob. 3484009298 Email [email protected][email protected] Linkedin: https://www.linkedin.com/in/rosanna-minafo Instagram: https://instagram.com/minaforosanna

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VIAGGIO IN RIMA ALLA RISCOPERTA DELLA VALLE DI NERFA

PRESENTAZIONI del LIBRO “LA VALLE DI NERFA” di Rupe di Gerifalco a cura di Mira Carpineta, Angelo Fracassi e Carmina Palleschi Due giorni intensi e ricchi di incontri per “La Valle di Nerfa” di Rupe di Gerifalco, rieditato da Tabula Fati di Marco Solfanelli Editore. Un Libro raro e molto particolare, edito nel 1931 che ha trovato nuova vita grazie a Angelo Fracassi, Mira Carpineta e Carmina Palleschi che ne hanno curato la riedizione e le presentazioni tenutesi il 10 agosto scorso a Pagliara e Castellafiume e l’11 agosto a Capistrello radunando un nutrito pubblico di appassionati e curiosi. L’autore del libro, il Maestro e Commendatore di Pagliara dei Marsi, Francesco Di Marzio,  si firma con uno pseudonimo che evoca atmosfere avventurose e medievali: Rupe di Gerifalco, un nome che in realtà indica un luogo ben preciso, dove i ruderi di un antico castello raccontano storie di briganti e cavalieri. “La particolarità e l’originalità di questo libricino – spiega Mira Carpineta, curatrice della ristampa insieme ad Angelo Fracassi e Carmina Palleschi – è nella forma della scrittura scelta dall’autore, ovvero le rime baciate, in versi endecasillabi e quartine. Un modo di descrivere luoghi, paesaggi, tradizioni e genti che grazie alle rime, appunto, è entrato, ed è rimasto, nella memoria collettiva delle popolazioni dei cinque paesi descritti, arrivando fino a noi grazie ai nostri nonni che ce le hanno declamate. “ La Valle di Nerfa  inizia dove i monti “Dogana e Aurunzo fanno sella”, ai bordi della piana del Fucino, l’antico lago prosciugato già dall’imperatore Claudio 2000 anni fa e poi dal principe romano Alessandro Torlonia. Comprende cinque paesi: Petrella Liri, Cappadocia,  Pagliara dei Marsi, Castellafiume e Capistrello. “Il viaggio attraverso i cinque paesi della valle, descritto da Francesco Di Marzio è lo stesso che compie il fiume Liri, che “serpeggia la valle a torti giri” – aggiunge Angelo Fracassi – e testimonia i cambiamenti sociali avvenuti nel territorio, passato da un’economia lacustre e rurale alle prime forma di industrializzazione, con le officine, la centrale elettrica, la cartiera. Ho ritrovato questo libricino, originale, nella biblioteca di mio nonno, ebanista, che aveva eseguito un lavoro per il maestro Di Marzio e che glielo aveva regalato con una dedica autografa. Ci siamo accorti, rileggendolo di quante  affinità ci siano  tra il tempo descritto dall’autore, il 1931, ed oggi. Il Commendatore ha scritto il poemetto per “valorizzare la Valle e le sue peculiarità”, ed è in fondo anche quello che noi stiamo facendo oggi con il recupero di questi bellissimi versi”. Ma oltre alla descrizione geografica dei luoghi, nel libro ci sono tanti dettagli sulle lavorazioni, sulle peculiarità e l’indole dei diversi abitanti della valle. “Aver usato le rime è stato un “espediente” utilissimo per la trasmissione e la memorizzazione dei testi perché anche le persone analfabete potevano impararle e declamarle, come hanno fatto con noi  i nostri nonni – conclude Carmina Palleschi –  È proprio attraverso la trasmissione orale che tanta cultura popolare viene trasmessa e ci ha raggiunto fino ad oggi. I canti delle tradizioni liturgiche, gli stornelli e i mottetti che scandivano la quotidianità rurale, i proverbi che tramandavano il sapere della vita contadina. Attraverso queste testimonianze, oggi sempre più rare possiamo scoprire la storia su cui poggia la nostra attualità”. Gli eventi sono stati realizzati dalle diverse associazioni pro loco dei paesi coinvolti e dai loro attivissimi rappresentanti: Aurora di Marzio e Tonino Meco per Pagliara, Nadia Bussi per Castellafiume, l’associazione Amici dell’Emissario per  Capistrello. Presenti, oltre al numeroso e folto pubblico, la Sindaca di Pagliara e Castellafiume Giuseppina Pirozzi  e l’assessore Emiliana Salvati di Capistrello. A moderare gli eventi il giornalista Alfio Di Battista. ———————  Mira Carpineta nasce a Teramo nel 1964, Laureata in Comunicazione internazionale e interculturale con indirizzo giornalistico, è giornalista pubblicista iscritta all’ODG Abruzzo. Ha diretto fino al 2015 il magazine mensile “PrimaPagina”, un periodico abruzzese di cui oggi gestisce i contenuti del sito web. Scrive articoli per numerose testate in lingua italiana nel mondo, dalla Svizzera all’Australia. Ha pubblicato nel 2023, Na ota nò… (Tabula fati, Chieti), un volume di memorie storiche e familiari su Capistrello. Attualmente ricopre l’incarico di vicedirettore del mensile romano dedicato ai nostri connazionali all’estero: ITALIANItalianinelmondo.com. Angelo Fracassi, Laureato in Scienze biologiche, svolge la sua attività professionale nel campo della sicurezza alimentare. Profondamente legato al suo paese di origine, Capistrello, ha contribuito a farne conoscere aspetti nascosti e storie del passato attraverso varie pubblicazioni tra cui La Confraternita di Nostra Signora del Sacro Cuore. Una storia di Capistrello dal ‘600 ai nostri giorni (2012). Appassionato anche di tradizioni popolari insieme a Carmina Palleschi ha raccolto una serie di canti popolari nel volume Dialoghi abruzzesi tra memoria e futuro (Kirke, 2021) che raccolti in un CD, costituiscono la prima pubblicazione di registrazioni di canti di tradizione orale per Capistrello. Una ulteriore raccolta di canti tradizionali è stata pubblicata in Ad horam nonam, Nuove ricerche sul Sacro Triduo abruzzese fra pratiche sonore e devozione (Kirke, 2022) che rappresenta una analisi sistematiche della tradizione popolare e canora del triduo pasquale a Capistrello. Attualmente partecipa alle attività delle associazioni di volontariato del paese, l’AVIS – Associazione Volontari Italiani Sangue e Gli amici dell’Emissario ETS, che ha contribuito a fondare. Carmina Palleschi, capistrellana doc, anche se romana per necessità lavorative, insegnante di scuola per l’infanzia, con la passione per la realizzazione di costumi teatrali. Impegnata nel volontariato, collabora con alcune organizzazioni noprofit, ma la sua “mission” è in realtà la ricerca e la conservazione del patrimonio culturale orale del suo paese di origine. Da anni, insieme ad Angelo Fracassi, raccoglie racconti, canti, tradizioni popolari, intervistando e registrando le voci delle persone – sempre più rare – depositarie di queste testimonianze, che poi pubblica sulle sue pagine social. Con il Centro Studi Marsicani e la pro Loco di Avezzano ha realizzato un cd e un volume per la Tavola Rotonda Ad Horam Nonam (Kirke, 2022), che rappresenta la prima  pubblicazione di canti di Tradizione orale per Capistrello. La Valle Di Nerfa –di Rupe di Gerifalco, a

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A BOA LEITURA

A liberdade de imprensa é um direito fundamental e qualquer restrição a essa atividade que seja distante das limitações impostas pelos preceitos legais, sejam eles constitucionais ou infraconstitucionais, viola o estado de direito. Uma imprensa amordaçada, controlada ou regulada coaduna-se com regimes de exceção, mesmo porque sem uma livre manifestação de opiniões ou divulgação de notícias inexiste uma ampla fiscalização dos Poderes Executivo, Legislativo e Judiciário, denúncias e investigações que devem a todos atingir, atuações essenciais da imprensa em qualquer democracia. Se a imprensa profissional detinha até há pouco tempo o monopólio da informação, existe atualmente uma nova mídia que integra essa mesma categoria de profissionais, os influenciadores, formada por blogueiros, vloggers, youtubers. Todavia, em que pese toda a proteção legal e inegável importância destinada aos meios de comunicação, há limites, também impostos pela lei, para esse mister, especialmente no caso de excessos ilegais na maneira de propagar os fatos ou lançar uma opinião, distantes da mera narrativa, crítica, ato de defesa demonstrada, aconselhamento ou correção que atinja os direitos de outrem. Da mesma forma, a relativização da objetividade dos fatos, utilizada frequentemente no meio digital, com a prevalência de opiniões sobre os acontecimentos, pode e normalmente traz consequências nefastas, assim como a propagação de fake news, ou, ainda, um meio mais danoso de atuação, consistente nas deepfakes. A responsabilização civil do ofensor nessas situações, com a consequente indenização e os critérios para a sua fixação, bem assim a análise dos direitos da personalidade, em especial o confronto entre a liberdade de expressão e informação e o direito à honra, à vida privada, à intimidade e à imagem, além do exame da denominada “censura do Poder Judiciário” e da ADPF 130 do STJ, entre outros temas, são objeto de estudo nesta obra.

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“Libri Sotto Le Stelle”

BUGNARA: IL 2 AGOSTO VALENTINA DI CESARE A LIBRI SOTTO LE STELLE Venerdì 2 agosto il secondo appuntamento che affronterà i temi dell’emigrazione, delle radici e del patrimonio identitario raccontati da sedici scrittici nordamericane contemporanee. Prosegue con la presentazione del volume di Valentina Di Cesare la terza edizione della rassegna “Libri Sotto Le Stelle” curata dal Centro Studi Nino Ruscitti di Bugnara. Il libro dal titolo “E c’erano gerani rossi dappertutto”, edito dalla Radici Edizioni, è una antologia femminile dell’emigrazione in cui sedici scrittrici nordamericane contemporanee sono state chiamate a confrontarsi con il proprio patrimonio identitario attraverso i propri racconti. Una antologia eterogenea dal punto di vista geografico e anagrafico, concepita sulla base di elementi ben definiti, come l’origine etnica e il genere socialmente inteso e che ospita percorsi artistici differenti. Le autrici – tutte di origini italiane – fanno i conti con il proprio passato familiare, presentando percezioni diverse della propria identità all’interno di entrambe le comunità, quella di arrivo e quella italiana d’origine. Il risultato è un’opera multiforme, sospesa tra retrospezione e introspezione, caratterizzata da una pluralità di sguardi in cui ciascuna scrittrice, a modo proprio, disseppellisce un personale forziere dai fondali di un oceano di memorie e sensazioni, parole e silenzi. Per riportarlo a galla con narrazioni piene di onestà e coraggio. L’appuntamento si terrà a partire dalle ore 21.30 presso il cortile del Palazzo Alesi nel centro storico di Bugnara. Il libro sarà presentato da Marta Di Cola, dottora di ricerca in Filologia, linguistica e letteratura all’Università Sapienza di Roma, insegnante di lettere presso la scuola media, e socia dell’APS Scosse per cui si occupa di linguaggio ed educazione alle differenze. Valentina Di Cesare è nata a Sulmona e cresciuta a Castel di Ieri. Sì è laureata all’Università di Chieti e si è specializzata all’Università di Siena. Vive a Milano dove insegna Lettere nella Scuola alla Scuola Secondaria di Primo grado e Lingua italiana a studenti stranieri. È autrice di tre romanzi: “Marta la sarta” (Tabula Fati, 2014) tradotto in lingua tedesca, romena e araba, “L’anno che Bartolo decise di morire” (Arkadia, 2019, “Tutti i soldi di Almudena Gomez” (Polidoro, 2022). Il suo quarto romanzo uscirà nell’ottobre 2024. Il volume “E c’erano gerani rossi dappertutto. Voci femminili della diaspora italiana in Nord America” pubblicato da Radici, e curato con Michela Valmori, è il primo libro della collana “Strade dorate” dedicata alla scrittura di emigrazione ed immigrazione curata sempre da Di Cesare e Valmori. La rassegna proseguirà il 9 agosto con la presentazione del volume di Omar Pedrini e Federico Scarioni “Cane Sciolto”, e il 22 Agosto con Massimo Tardio “Pascal D’Angelo. Poesie”. Fino al 22 agosto sarà inoltre visitabile la mostra fotografica di Andrea Calvano dal titolo “Educazione Popolare” inaugurata lo scorso venerdì 26 luglio.   [email protected]  328.3690201Borgo San Vittorino, 67030, Bugnara (AQ)   Fonte: Goffredo Palmerini – Matteo Servilio Centro Studi e Ricerche “Nino Ruscitti”Bugnara

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Progetti Erasmus Plus

L’ITS Academy Nuove Tecnologie della Vita A. Volta Sempre più internazionale con l’attivazione dei Progetti Erasmus Plus   Palermo, 25 luglio 2024 – La Fondazione ITS ACADEMY Nuove Tecnologie della Vita Alessandro Volta diventasempre più internazionalerespirando l’Europa grazie all’attivazione del Progetto Erasmus Plus a cui hanno partecipato ben 6 studenti del Corso Biotecnologo di Qualità, vivendo una intensa settimana in Galizia con una agenda ricca di incontri tra Università, Start up e aziende. Il progetto è partito nei giorni scorsi e si concluderà nel mese di luglio 2025. Coinvolgerà in tutto 61 studenti/diplomandi/diplomati ITS Academy NTV A. Volta e 15 membri dello staff. Una esperienza importante quella vissuta dai giovani specializzandi che hanno avuto modo di confrontarsi con altre realtà biotecnologiche visitando tra i tanti Istituti anche il Politechnic Institute of Lugo, il Lucus Augusti Institute, le Amslab Group Companies, tutte importanti istituzioni che lavorano e studiano il mondo dei laboratori biotecnologici. Gli stessi studenti, Mattia Buscemi, Davide Cataldo, Antonio Cucchiara, Alessio Ferrara, Giada Iacopelli e Vincenzo Marino dichiarano sull’iniziativa vissuta “l’Erasmus+ dal quale siamo appena tornati è stata un’esperienza fantastica, piena di emozioni e sensazioni uniche ma soprattutto un momento di grande formazione ed acquisizione di informazioni tecniche e specialistiche. Il primo contatto avuto è stato con il Professor Xosé Portela, che ci ha guidato lungo il percorso conoscitivo di Istituti tecnici di alta specializzazione come il Politechnic Institute of Lugo, oltre ad alcuni laboratori come quello dell’Istituto Superiore di Studi Tecnici sui “Processes and Quality in the Food Industry”.  Grazie a questi significativi incontri abbiamo ampliato le nostre conoscenze rispetto al percorso realizzato all’ITS Academy come Biotecnologico di Qualità. Abbiamo avuto un costante supporto in tutte le attività ed anche la possibilità di interagire con professori e ragazzi che stavano vivendo un’esperienza simile alla nostra. Parte importante del viaggio è stata anche la stupenda relazione che abbiamo stretto con giovani portoghesi, persone con le quali siamo riusciti ad abbattere le barriere linguistiche e culturali. Ringraziamo l’ITS Academy Nuove Tecnologie della Vita A. Volta per la significativa opportunità dataci”. L’ITS Academy NTV A. Voltanell’ultimo anno si è affermato sempre di più nella sua crescita grazie all’attivazione di 2 nuovi percorsi in Sicilia Orientale e avviamento di un importante investimento a Palermo, che vedrà, nei prossimi mesi, grazie ai fondi del PNRR, la nascita della prima culla tecnologica dedicata alla formazione tecnica specialistica nel settore biomedicale e delle biotecnologie: 1.800 mq nel cuore della capoluogo, 14 laboratori biomed e biotech dotati di tecnologie 4.0, nuovi profili professionali per coltivare tecnici talentuosi da proporre alle aziende del settore, che sempre di più si rivolgono all’ITS Academy per selezionare il personale da assumere. Rosanna Minafò [email protected]

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Leggiamo assieme…

La Russia nell’Europa delle culture e delle filosofie con Pierfranco Bruni tra mediterraneo e mondo asiatico La Russia? È anacronistico parlare della Russia. Della letteratura che salva? Bisogna cercare la bellezza sempre. Sostiene Pierfranco Bruni nel suo importante saggio tra letteratura e filosofia dedicato proprio alla letteratura russa edito da Solfanelli: “Il tragico e la bellezza”, prefazione di Rosaria Scialpi. Pierfranco Bruni sottolinea che è necessario penetrare la filosofia per entrare nelle stanze di quella letteratura che va dal primo Ottocento a tutto il Novecento e oltre. Gli scrittori del Novecento hanno sempre legato una cultura comparata che scava nella centralità della religiosità dell’uomo. La cultura russa ha sempre guardato con attenzione all’Europa sia filosofica che poetica e narrativa. Anche il teatro italiano ha avuto la sua importanza. Tra Russia ed Europa. La Cultura Salva. Pierfranco Bruni dialoga con gli scrittori russi. È un dialogo senza l’intolleranza “idiota” di “culture” che emarginano Dostoevskij e le arti o gli scrittori formatisi sulla cultura russa. La letteratura russa ha il realismo nell’inquieto esistere, una inquietudine che travolge tra la storia e la contemplazione. Bisogna amare la Russia pur nella felicità plurinfelice da Evtushenko a Tolstoj, tra la luce e la tragica notte. In letteratura non può esserci “conservazione”, la creazione è sempre “rivoluzione”, ovvero innovazione nella forma e nella lingua. Dalle civiltà moderne, ovvero da Dante all’epoca di Achmatova, l’errore è stato quello di confondere la “conservazione” con la “tradizione”. Nella Russia della civiltà letteraria il passaggio tra tradizione e conservazione è contradditorio. Dostoevskij non amò mai la conservazione, da scrittore fu dentro la Tradizione, ma fu un rivoluzionario, perché fu un uomo libero. La sua filosofia ha la cromaticità dell’esistenzialismo, sul solco della tradizione ontologica che va da Socrate a Masullo. È questo l’itinerario del libro: un viaggio tra tradizione e rivoluzione che va da Dostoevskij a Rozanov, da Acmadulina a Brodski. Qui si intreccia quella poesia che riguarda anche la linea di Esenin. Dostoevskij e Brodski sono in due contesti diversi ma lo spirito tra salvezza e bellezza la letteratura si veste anche di antropologia. Pierfranco Bruni focalizza l’attenzione su questi elementi in cui il senso drammatico diventa consapevolezza di una confessione storica, esistenziale e religiosa tra tragico e bellezza.

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La Capitale Italiana Città del Libro ospita un convegno nazionale su Eleonora Duse e il cinema

Convegno nazionale su Eleonora Duse, la Divina che portò sulla scena cinematografica la Grazia Deledda di “Cenere”. La Capitale Italiana Città del Libro del Ministero della Cultura ospita l’incontro del Comitato nazionale celebrazioni centenario della morte Eleonora Duse in un convegno fissato per il 26 luglio prossimo. Una iniziativa importante che si annovera tra le attività del Comitato e del Vittoriale degli Italiani e Taurianova Capitale Italiana del libro. Un appuntamento che aprirà diversi percorsi sul cinema in bianco e nero dei primi venti anni del Novecento, il teatro internazionale e il linguaggio letterario della Deledda scrittrice Nobel per la letteratura. Diverse le novità. Taurianova ha ben fatto a inserire Eleonora Duse in incontro istituzionale proprio alla luce tra cinema e teatro.  Eleonora Duse arriva anche a Taurianova con un quadro di prospettive coinvolgenti in un anniversario che si celebra in tutto il mondo. Far convergere a Taurianova una visione della cultura internazionale è un atto di ottima prosecuzione che vedrà la Capitale Italiana Città del Libro al centro delle attività del Comitato. Sono previsti interventi di primo piano. La manifestazione è inserita nei giorni dedicati alla Fiera nazionale del libro dal 25 al 28 luglio 2024. Goffredo Palmerini

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Desideri insoddisfatti nella vecchiaia: la lotta silenziosa

di Krishan Chand Sethi * Con il passare del tempo e il nostro viaggio attraverso le fasi della vita, i desideri rimangono un compagno fedele. Si evolvono con noi, riflettendo le nostre aspirazioni, passioni e sogni in diverse fasi. Tuttavia, con l’avanzare dell’età, il panorama della realizzazione cambia, spesso presentando sfide che ci costringono a confrontarci con la disparità tra i nostri desideri e le nostre risorse, in particolare quelle finanziarie. Questo articolo approfondisce le implicazioni filosofiche dei desideri insoddisfatti nella vecchiaia, esplorando come navighiamo in questo terreno con introspezione, resilienza e una comprensione più profonda di ciò che dà veramente significato alle nostre vite. La natura del desiderio e dell’invecchiamento Il desiderio è insito nell’esperienza umana, una forza trainante che ci spinge in avanti, plasma le nostre ambizioni e colora le nostre esperienze. In gioventù, i desideri sono spesso intrecciati con la ricerca di novità, avventura e aspirazioni materiali.  Cerchiamo nuove esperienze, relazioni e beni, alimentati da un senso di potenziale ed energia illimitati. Tuttavia, man mano che maturiamo, i nostri desideri tendono a subire una trasformazione. Possono diventare più sfumati, concentrandosi meno sulle acquisizioni materiali e più sulle esperienze che nutrono il nostro senso di scopo e realizzazione. Questa evoluzione riflette una comprensione più profonda di ciò che conta davvero nella vita: i legami con le persone care, la crescita personale e i contributi al bene comune. La sfida dei vincoli finanziari Una delle dure realtà dell’invecchiamento è l’impatto dei vincoli finanziari sulla nostra capacità di soddisfare i desideri. Nei nostri anni migliori, potremmo aver goduto di un reddito più robusto, che ci ha consentito di dedicarci a viaggi, hobby, ristoranti raffinati e altre attività arricchenti. Tuttavia, con l’avvicinarsi della pensione e con l’avvento dei redditi fissi, i limiti finanziari possono limitare queste attività. Il passaggio da un periodo di relativa abbondanza a uno di vincoli può essere disorientante. Ci costringe a rivalutare le nostre priorità e ridefinire cosa costituisce la realizzazione. L’incapacità di spendere liberamente come prima può evocare sentimenti di perdita, nostalgia per i giorni passati e un senso di impotenza di fronte a desideri insoddisfatti. Riflessioni filosofiche su desiderio e appagamento Da un punto di vista filosofico, la relazione tra desiderio e appagamento diventa particolarmente toccante nella vecchiaia. I filosofi nel corso della storia si sono confrontati con questioni relative al desiderio umano, alla ricerca della felicità e alla natura della realizzazione.  I filosofi stoici, ad esempio, sottolineavano l’importanza della pace interiore e del distacco dai desideri esterni come vie per raggiungere la vera contentezza. Marco Aurelio, imperatore romano e filosofo stoico, scrisse nelle sue “Meditazioni” sull’importanza di concentrarsi su ciò che è sotto il nostro controllo e di accettare con grazia i limiti imposti dalle circostanze esterne. Questa prospettiva può essere particolarmente risonante nel contesto dell’invecchiamento, dove i limiti fisici e finanziari possono limitare la nostra capacità di perseguire determinati desideri. Nella tradizione buddista, gli insegnamenti sul desiderio evidenziano il concetto di brama (tanha) come causa principale della sofferenza. Coltivando la consapevolezza e abbracciando l’impermanenza, gli individui sono incoraggiati a trovare la pace nel momento presente piuttosto che cercare la realizzazione attraverso attività esterne. Questa filosofia ci incoraggia a riflettere sulla natura transitoria dei desideri e sulla possibilità di trovare appagamento attraverso la trasformazione interiore. I pensatori esistenzialisti, d’altro canto, esplorano la tensione tra la libertà individuale e i limiti imposti dalle circostanze. L’invecchiamento può essere visto attraverso questa lente come un confronto con la nostra mortalità e le scelte che facciamo alla luce dei nostri desideri in evoluzione. Jean-Paul Sartre, un importante filosofo esistenzialista, sosteneva che siamo condannati a essere liberi, il che significa che le nostre scelte definiscono chi siamo e plasmano la nostra esperienza del mondo. Nel contesto dell’invecchiamento, questa filosofia ci invita a riflettere su come affrontiamo i limiti delle nostre circostanze e troviamo un significato nelle scelte che facciamo. Trovare significato e scopo In mezzo alle sfide poste dai desideri insoddisfatti, c’è un’opportunità per una profonda introspezione e scoperta. L’invecchiamento ci invita a riconsiderare cosa porta veramente significato e scopo alle nostre vite. Ci spinge a esplorare vie di realizzazione che trascendono la ricchezza materiale e la convalida esterna. Per alcuni individui, questo può comportare l’approfondimento delle relazioni con la famiglia e gli amici, coltivare pratiche spirituali o impegnarsi in attività creative che nutrono l’anima. Altri possono trovare realizzazione nel contribuire alle loro comunità attraverso il volontariato, il mentoring o la difesa di cause a loro care.  Il dott. Viktor Frankl, neurologo e psichiatra austriaco sopravvissuto all’Olocausto, ha scritto ampiamente sulla ricerca di significato nella sua opera fondamentale “Man’s Search for Meaning”. Ha sostenuto che trovare uno scopo e un significato nella vita è essenziale per il benessere psicologico e la resilienza di fronte alle avversità. Questa prospettiva può essere particolarmente rilevante nel contesto dell’invecchiamento, in cui gli individui possono confrontarsi con limitazioni fisiche e la realtà di desideri insoddisfatti. Abbracciare semplicità e gratitudine Man mano che i desideri si adattano alle realtà dell’invecchiamento, c’è un crescente apprezzamento per la bellezza della semplicità e il potere della gratitudine. Abbracciare uno stile di vita minimalista, caratterizzato da un’attenzione all’essenziale e alle esperienze significative, può promuovere un senso di appagamento e ridurre l’enfasi sui beni materiali. Anche praticare la gratitudine, un riconoscimento deliberato degli aspetti positivi della vita, può essere trasformativo. Coltiva una mentalità di abbondanza, consentendoci di trovare gioia nei momenti quotidiani e di apprezzare la ricchezza delle nostre esperienze, indipendentemente dalle limitazioni finanziarie. Il ruolo della resilienza e dell’adattabilità La resilienza, ovvero la capacità di riprendersi dalle avversità, e l’adattabilità sono tratti essenziali per navigare nel terreno dei desideri insoddisfatti nella vecchiaia. Ci consentono di rispondere in modo creativo alle sfide, esplorare percorsi alternativi per la realizzazione e abbracciare il cambiamento con apertura e grazia. L’adattabilità implica la volontà di abbandonare le aspettative rigide e di abbracciare nuove opportunità che si allineano con i nostri desideri in evoluzione. Richiede una mentalità che valorizzi la crescita e l’apprendimento, consentendoci di ridefinire il successo e la realizzazione alle nostre condizioni.

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