VIAGGIO IN RIMA ALLA RISCOPERTA DELLA VALLE DI NERFA

PRESENTAZIONI del LIBRO “LA VALLE DI NERFA” di Rupe di Gerifalco a cura di Mira Carpineta, Angelo Fracassi e Carmina Palleschi Due giorni intensi e ricchi di incontri per “La Valle di Nerfa” di Rupe di Gerifalco, rieditato da Tabula Fati di Marco Solfanelli Editore. Un Libro raro e molto particolare, edito nel 1931 che ha trovato nuova vita grazie a Angelo Fracassi, Mira Carpineta e Carmina Palleschi che ne hanno curato la riedizione e le presentazioni tenutesi il 10 agosto scorso a Pagliara e Castellafiume e l’11 agosto a Capistrello radunando un nutrito pubblico di appassionati e curiosi. L’autore del libro, il Maestro e Commendatore di Pagliara dei Marsi, Francesco Di Marzio,  si firma con uno pseudonimo che evoca atmosfere avventurose e medievali: Rupe di Gerifalco, un nome che in realtà indica un luogo ben preciso, dove i ruderi di un antico castello raccontano storie di briganti e cavalieri. “La particolarità e l’originalità di questo libricino – spiega Mira Carpineta, curatrice della ristampa insieme ad Angelo Fracassi e Carmina Palleschi – è nella forma della scrittura scelta dall’autore, ovvero le rime baciate, in versi endecasillabi e quartine. Un modo di descrivere luoghi, paesaggi, tradizioni e genti che grazie alle rime, appunto, è entrato, ed è rimasto, nella memoria collettiva delle popolazioni dei cinque paesi descritti, arrivando fino a noi grazie ai nostri nonni che ce le hanno declamate. “ La Valle di Nerfa  inizia dove i monti “Dogana e Aurunzo fanno sella”, ai bordi della piana del Fucino, l’antico lago prosciugato già dall’imperatore Claudio 2000 anni fa e poi dal principe romano Alessandro Torlonia. Comprende cinque paesi: Petrella Liri, Cappadocia,  Pagliara dei Marsi, Castellafiume e Capistrello. “Il viaggio attraverso i cinque paesi della valle, descritto da Francesco Di Marzio è lo stesso che compie il fiume Liri, che “serpeggia la valle a torti giri” – aggiunge Angelo Fracassi – e testimonia i cambiamenti sociali avvenuti nel territorio, passato da un’economia lacustre e rurale alle prime forma di industrializzazione, con le officine, la centrale elettrica, la cartiera. Ho ritrovato questo libricino, originale, nella biblioteca di mio nonno, ebanista, che aveva eseguito un lavoro per il maestro Di Marzio e che glielo aveva regalato con una dedica autografa. Ci siamo accorti, rileggendolo di quante  affinità ci siano  tra il tempo descritto dall’autore, il 1931, ed oggi. Il Commendatore ha scritto il poemetto per “valorizzare la Valle e le sue peculiarità”, ed è in fondo anche quello che noi stiamo facendo oggi con il recupero di questi bellissimi versi”. Ma oltre alla descrizione geografica dei luoghi, nel libro ci sono tanti dettagli sulle lavorazioni, sulle peculiarità e l’indole dei diversi abitanti della valle. “Aver usato le rime è stato un “espediente” utilissimo per la trasmissione e la memorizzazione dei testi perché anche le persone analfabete potevano impararle e declamarle, come hanno fatto con noi  i nostri nonni – conclude Carmina Palleschi –  È proprio attraverso la trasmissione orale che tanta cultura popolare viene trasmessa e ci ha raggiunto fino ad oggi. I canti delle tradizioni liturgiche, gli stornelli e i mottetti che scandivano la quotidianità rurale, i proverbi che tramandavano il sapere della vita contadina. Attraverso queste testimonianze, oggi sempre più rare possiamo scoprire la storia su cui poggia la nostra attualità”. Gli eventi sono stati realizzati dalle diverse associazioni pro loco dei paesi coinvolti e dai loro attivissimi rappresentanti: Aurora di Marzio e Tonino Meco per Pagliara, Nadia Bussi per Castellafiume, l’associazione Amici dell’Emissario per  Capistrello. Presenti, oltre al numeroso e folto pubblico, la Sindaca di Pagliara e Castellafiume Giuseppina Pirozzi  e l’assessore Emiliana Salvati di Capistrello. A moderare gli eventi il giornalista Alfio Di Battista. ———————  Mira Carpineta nasce a Teramo nel 1964, Laureata in Comunicazione internazionale e interculturale con indirizzo giornalistico, è giornalista pubblicista iscritta all’ODG Abruzzo. Ha diretto fino al 2015 il magazine mensile “PrimaPagina”, un periodico abruzzese di cui oggi gestisce i contenuti del sito web. Scrive articoli per numerose testate in lingua italiana nel mondo, dalla Svizzera all’Australia. Ha pubblicato nel 2023, Na ota nò… (Tabula fati, Chieti), un volume di memorie storiche e familiari su Capistrello. Attualmente ricopre l’incarico di vicedirettore del mensile romano dedicato ai nostri connazionali all’estero: ITALIANItalianinelmondo.com. Angelo Fracassi, Laureato in Scienze biologiche, svolge la sua attività professionale nel campo della sicurezza alimentare. Profondamente legato al suo paese di origine, Capistrello, ha contribuito a farne conoscere aspetti nascosti e storie del passato attraverso varie pubblicazioni tra cui La Confraternita di Nostra Signora del Sacro Cuore. Una storia di Capistrello dal ‘600 ai nostri giorni (2012). Appassionato anche di tradizioni popolari insieme a Carmina Palleschi ha raccolto una serie di canti popolari nel volume Dialoghi abruzzesi tra memoria e futuro (Kirke, 2021) che raccolti in un CD, costituiscono la prima pubblicazione di registrazioni di canti di tradizione orale per Capistrello. Una ulteriore raccolta di canti tradizionali è stata pubblicata in Ad horam nonam, Nuove ricerche sul Sacro Triduo abruzzese fra pratiche sonore e devozione (Kirke, 2022) che rappresenta una analisi sistematiche della tradizione popolare e canora del triduo pasquale a Capistrello. Attualmente partecipa alle attività delle associazioni di volontariato del paese, l’AVIS – Associazione Volontari Italiani Sangue e Gli amici dell’Emissario ETS, che ha contribuito a fondare. Carmina Palleschi, capistrellana doc, anche se romana per necessità lavorative, insegnante di scuola per l’infanzia, con la passione per la realizzazione di costumi teatrali. Impegnata nel volontariato, collabora con alcune organizzazioni noprofit, ma la sua “mission” è in realtà la ricerca e la conservazione del patrimonio culturale orale del suo paese di origine. Da anni, insieme ad Angelo Fracassi, raccoglie racconti, canti, tradizioni popolari, intervistando e registrando le voci delle persone – sempre più rare – depositarie di queste testimonianze, che poi pubblica sulle sue pagine social. Con il Centro Studi Marsicani e la pro Loco di Avezzano ha realizzato un cd e un volume per la Tavola Rotonda Ad Horam Nonam (Kirke, 2022), che rappresenta la prima  pubblicazione di canti di Tradizione orale per Capistrello. La Valle Di Nerfa –di Rupe di Gerifalco, a

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A BOA LEITURA

A liberdade de imprensa é um direito fundamental e qualquer restrição a essa atividade que seja distante das limitações impostas pelos preceitos legais, sejam eles constitucionais ou infraconstitucionais, viola o estado de direito. Uma imprensa amordaçada, controlada ou regulada coaduna-se com regimes de exceção, mesmo porque sem uma livre manifestação de opiniões ou divulgação de notícias inexiste uma ampla fiscalização dos Poderes Executivo, Legislativo e Judiciário, denúncias e investigações que devem a todos atingir, atuações essenciais da imprensa em qualquer democracia. Se a imprensa profissional detinha até há pouco tempo o monopólio da informação, existe atualmente uma nova mídia que integra essa mesma categoria de profissionais, os influenciadores, formada por blogueiros, vloggers, youtubers. Todavia, em que pese toda a proteção legal e inegável importância destinada aos meios de comunicação, há limites, também impostos pela lei, para esse mister, especialmente no caso de excessos ilegais na maneira de propagar os fatos ou lançar uma opinião, distantes da mera narrativa, crítica, ato de defesa demonstrada, aconselhamento ou correção que atinja os direitos de outrem. Da mesma forma, a relativização da objetividade dos fatos, utilizada frequentemente no meio digital, com a prevalência de opiniões sobre os acontecimentos, pode e normalmente traz consequências nefastas, assim como a propagação de fake news, ou, ainda, um meio mais danoso de atuação, consistente nas deepfakes. A responsabilização civil do ofensor nessas situações, com a consequente indenização e os critérios para a sua fixação, bem assim a análise dos direitos da personalidade, em especial o confronto entre a liberdade de expressão e informação e o direito à honra, à vida privada, à intimidade e à imagem, além do exame da denominada “censura do Poder Judiciário” e da ADPF 130 do STJ, entre outros temas, são objeto de estudo nesta obra.

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“Libri Sotto Le Stelle”

BUGNARA: IL 2 AGOSTO VALENTINA DI CESARE A LIBRI SOTTO LE STELLE Venerdì 2 agosto il secondo appuntamento che affronterà i temi dell’emigrazione, delle radici e del patrimonio identitario raccontati da sedici scrittici nordamericane contemporanee. Prosegue con la presentazione del volume di Valentina Di Cesare la terza edizione della rassegna “Libri Sotto Le Stelle” curata dal Centro Studi Nino Ruscitti di Bugnara. Il libro dal titolo “E c’erano gerani rossi dappertutto”, edito dalla Radici Edizioni, è una antologia femminile dell’emigrazione in cui sedici scrittrici nordamericane contemporanee sono state chiamate a confrontarsi con il proprio patrimonio identitario attraverso i propri racconti. Una antologia eterogenea dal punto di vista geografico e anagrafico, concepita sulla base di elementi ben definiti, come l’origine etnica e il genere socialmente inteso e che ospita percorsi artistici differenti. Le autrici – tutte di origini italiane – fanno i conti con il proprio passato familiare, presentando percezioni diverse della propria identità all’interno di entrambe le comunità, quella di arrivo e quella italiana d’origine. Il risultato è un’opera multiforme, sospesa tra retrospezione e introspezione, caratterizzata da una pluralità di sguardi in cui ciascuna scrittrice, a modo proprio, disseppellisce un personale forziere dai fondali di un oceano di memorie e sensazioni, parole e silenzi. Per riportarlo a galla con narrazioni piene di onestà e coraggio. L’appuntamento si terrà a partire dalle ore 21.30 presso il cortile del Palazzo Alesi nel centro storico di Bugnara. Il libro sarà presentato da Marta Di Cola, dottora di ricerca in Filologia, linguistica e letteratura all’Università Sapienza di Roma, insegnante di lettere presso la scuola media, e socia dell’APS Scosse per cui si occupa di linguaggio ed educazione alle differenze. Valentina Di Cesare è nata a Sulmona e cresciuta a Castel di Ieri. Sì è laureata all’Università di Chieti e si è specializzata all’Università di Siena. Vive a Milano dove insegna Lettere nella Scuola alla Scuola Secondaria di Primo grado e Lingua italiana a studenti stranieri. È autrice di tre romanzi: “Marta la sarta” (Tabula Fati, 2014) tradotto in lingua tedesca, romena e araba, “L’anno che Bartolo decise di morire” (Arkadia, 2019, “Tutti i soldi di Almudena Gomez” (Polidoro, 2022). Il suo quarto romanzo uscirà nell’ottobre 2024. Il volume “E c’erano gerani rossi dappertutto. Voci femminili della diaspora italiana in Nord America” pubblicato da Radici, e curato con Michela Valmori, è il primo libro della collana “Strade dorate” dedicata alla scrittura di emigrazione ed immigrazione curata sempre da Di Cesare e Valmori. La rassegna proseguirà il 9 agosto con la presentazione del volume di Omar Pedrini e Federico Scarioni “Cane Sciolto”, e il 22 Agosto con Massimo Tardio “Pascal D’Angelo. Poesie”. Fino al 22 agosto sarà inoltre visitabile la mostra fotografica di Andrea Calvano dal titolo “Educazione Popolare” inaugurata lo scorso venerdì 26 luglio.   [email protected]  328.3690201Borgo San Vittorino, 67030, Bugnara (AQ)   Fonte: Goffredo Palmerini – Matteo Servilio Centro Studi e Ricerche “Nino Ruscitti”Bugnara

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Progetti Erasmus Plus

L’ITS Academy Nuove Tecnologie della Vita A. Volta Sempre più internazionale con l’attivazione dei Progetti Erasmus Plus   Palermo, 25 luglio 2024 – La Fondazione ITS ACADEMY Nuove Tecnologie della Vita Alessandro Volta diventasempre più internazionalerespirando l’Europa grazie all’attivazione del Progetto Erasmus Plus a cui hanno partecipato ben 6 studenti del Corso Biotecnologo di Qualità, vivendo una intensa settimana in Galizia con una agenda ricca di incontri tra Università, Start up e aziende. Il progetto è partito nei giorni scorsi e si concluderà nel mese di luglio 2025. Coinvolgerà in tutto 61 studenti/diplomandi/diplomati ITS Academy NTV A. Volta e 15 membri dello staff. Una esperienza importante quella vissuta dai giovani specializzandi che hanno avuto modo di confrontarsi con altre realtà biotecnologiche visitando tra i tanti Istituti anche il Politechnic Institute of Lugo, il Lucus Augusti Institute, le Amslab Group Companies, tutte importanti istituzioni che lavorano e studiano il mondo dei laboratori biotecnologici. Gli stessi studenti, Mattia Buscemi, Davide Cataldo, Antonio Cucchiara, Alessio Ferrara, Giada Iacopelli e Vincenzo Marino dichiarano sull’iniziativa vissuta “l’Erasmus+ dal quale siamo appena tornati è stata un’esperienza fantastica, piena di emozioni e sensazioni uniche ma soprattutto un momento di grande formazione ed acquisizione di informazioni tecniche e specialistiche. Il primo contatto avuto è stato con il Professor Xosé Portela, che ci ha guidato lungo il percorso conoscitivo di Istituti tecnici di alta specializzazione come il Politechnic Institute of Lugo, oltre ad alcuni laboratori come quello dell’Istituto Superiore di Studi Tecnici sui “Processes and Quality in the Food Industry”.  Grazie a questi significativi incontri abbiamo ampliato le nostre conoscenze rispetto al percorso realizzato all’ITS Academy come Biotecnologico di Qualità. Abbiamo avuto un costante supporto in tutte le attività ed anche la possibilità di interagire con professori e ragazzi che stavano vivendo un’esperienza simile alla nostra. Parte importante del viaggio è stata anche la stupenda relazione che abbiamo stretto con giovani portoghesi, persone con le quali siamo riusciti ad abbattere le barriere linguistiche e culturali. Ringraziamo l’ITS Academy Nuove Tecnologie della Vita A. Volta per la significativa opportunità dataci”. L’ITS Academy NTV A. Voltanell’ultimo anno si è affermato sempre di più nella sua crescita grazie all’attivazione di 2 nuovi percorsi in Sicilia Orientale e avviamento di un importante investimento a Palermo, che vedrà, nei prossimi mesi, grazie ai fondi del PNRR, la nascita della prima culla tecnologica dedicata alla formazione tecnica specialistica nel settore biomedicale e delle biotecnologie: 1.800 mq nel cuore della capoluogo, 14 laboratori biomed e biotech dotati di tecnologie 4.0, nuovi profili professionali per coltivare tecnici talentuosi da proporre alle aziende del settore, che sempre di più si rivolgono all’ITS Academy per selezionare il personale da assumere. Rosanna Minafò [email protected]

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Leggiamo assieme…

La Russia nell’Europa delle culture e delle filosofie con Pierfranco Bruni tra mediterraneo e mondo asiatico La Russia? È anacronistico parlare della Russia. Della letteratura che salva? Bisogna cercare la bellezza sempre. Sostiene Pierfranco Bruni nel suo importante saggio tra letteratura e filosofia dedicato proprio alla letteratura russa edito da Solfanelli: “Il tragico e la bellezza”, prefazione di Rosaria Scialpi. Pierfranco Bruni sottolinea che è necessario penetrare la filosofia per entrare nelle stanze di quella letteratura che va dal primo Ottocento a tutto il Novecento e oltre. Gli scrittori del Novecento hanno sempre legato una cultura comparata che scava nella centralità della religiosità dell’uomo. La cultura russa ha sempre guardato con attenzione all’Europa sia filosofica che poetica e narrativa. Anche il teatro italiano ha avuto la sua importanza. Tra Russia ed Europa. La Cultura Salva. Pierfranco Bruni dialoga con gli scrittori russi. È un dialogo senza l’intolleranza “idiota” di “culture” che emarginano Dostoevskij e le arti o gli scrittori formatisi sulla cultura russa. La letteratura russa ha il realismo nell’inquieto esistere, una inquietudine che travolge tra la storia e la contemplazione. Bisogna amare la Russia pur nella felicità plurinfelice da Evtushenko a Tolstoj, tra la luce e la tragica notte. In letteratura non può esserci “conservazione”, la creazione è sempre “rivoluzione”, ovvero innovazione nella forma e nella lingua. Dalle civiltà moderne, ovvero da Dante all’epoca di Achmatova, l’errore è stato quello di confondere la “conservazione” con la “tradizione”. Nella Russia della civiltà letteraria il passaggio tra tradizione e conservazione è contradditorio. Dostoevskij non amò mai la conservazione, da scrittore fu dentro la Tradizione, ma fu un rivoluzionario, perché fu un uomo libero. La sua filosofia ha la cromaticità dell’esistenzialismo, sul solco della tradizione ontologica che va da Socrate a Masullo. È questo l’itinerario del libro: un viaggio tra tradizione e rivoluzione che va da Dostoevskij a Rozanov, da Acmadulina a Brodski. Qui si intreccia quella poesia che riguarda anche la linea di Esenin. Dostoevskij e Brodski sono in due contesti diversi ma lo spirito tra salvezza e bellezza la letteratura si veste anche di antropologia. Pierfranco Bruni focalizza l’attenzione su questi elementi in cui il senso drammatico diventa consapevolezza di una confessione storica, esistenziale e religiosa tra tragico e bellezza.

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La Capitale Italiana Città del Libro ospita un convegno nazionale su Eleonora Duse e il cinema

Convegno nazionale su Eleonora Duse, la Divina che portò sulla scena cinematografica la Grazia Deledda di “Cenere”. La Capitale Italiana Città del Libro del Ministero della Cultura ospita l’incontro del Comitato nazionale celebrazioni centenario della morte Eleonora Duse in un convegno fissato per il 26 luglio prossimo. Una iniziativa importante che si annovera tra le attività del Comitato e del Vittoriale degli Italiani e Taurianova Capitale Italiana del libro. Un appuntamento che aprirà diversi percorsi sul cinema in bianco e nero dei primi venti anni del Novecento, il teatro internazionale e il linguaggio letterario della Deledda scrittrice Nobel per la letteratura. Diverse le novità. Taurianova ha ben fatto a inserire Eleonora Duse in incontro istituzionale proprio alla luce tra cinema e teatro.  Eleonora Duse arriva anche a Taurianova con un quadro di prospettive coinvolgenti in un anniversario che si celebra in tutto il mondo. Far convergere a Taurianova una visione della cultura internazionale è un atto di ottima prosecuzione che vedrà la Capitale Italiana Città del Libro al centro delle attività del Comitato. Sono previsti interventi di primo piano. La manifestazione è inserita nei giorni dedicati alla Fiera nazionale del libro dal 25 al 28 luglio 2024. Goffredo Palmerini

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Desideri insoddisfatti nella vecchiaia: la lotta silenziosa

di Krishan Chand Sethi * Con il passare del tempo e il nostro viaggio attraverso le fasi della vita, i desideri rimangono un compagno fedele. Si evolvono con noi, riflettendo le nostre aspirazioni, passioni e sogni in diverse fasi. Tuttavia, con l’avanzare dell’età, il panorama della realizzazione cambia, spesso presentando sfide che ci costringono a confrontarci con la disparità tra i nostri desideri e le nostre risorse, in particolare quelle finanziarie. Questo articolo approfondisce le implicazioni filosofiche dei desideri insoddisfatti nella vecchiaia, esplorando come navighiamo in questo terreno con introspezione, resilienza e una comprensione più profonda di ciò che dà veramente significato alle nostre vite. La natura del desiderio e dell’invecchiamento Il desiderio è insito nell’esperienza umana, una forza trainante che ci spinge in avanti, plasma le nostre ambizioni e colora le nostre esperienze. In gioventù, i desideri sono spesso intrecciati con la ricerca di novità, avventura e aspirazioni materiali.  Cerchiamo nuove esperienze, relazioni e beni, alimentati da un senso di potenziale ed energia illimitati. Tuttavia, man mano che maturiamo, i nostri desideri tendono a subire una trasformazione. Possono diventare più sfumati, concentrandosi meno sulle acquisizioni materiali e più sulle esperienze che nutrono il nostro senso di scopo e realizzazione. Questa evoluzione riflette una comprensione più profonda di ciò che conta davvero nella vita: i legami con le persone care, la crescita personale e i contributi al bene comune. La sfida dei vincoli finanziari Una delle dure realtà dell’invecchiamento è l’impatto dei vincoli finanziari sulla nostra capacità di soddisfare i desideri. Nei nostri anni migliori, potremmo aver goduto di un reddito più robusto, che ci ha consentito di dedicarci a viaggi, hobby, ristoranti raffinati e altre attività arricchenti. Tuttavia, con l’avvicinarsi della pensione e con l’avvento dei redditi fissi, i limiti finanziari possono limitare queste attività. Il passaggio da un periodo di relativa abbondanza a uno di vincoli può essere disorientante. Ci costringe a rivalutare le nostre priorità e ridefinire cosa costituisce la realizzazione. L’incapacità di spendere liberamente come prima può evocare sentimenti di perdita, nostalgia per i giorni passati e un senso di impotenza di fronte a desideri insoddisfatti. Riflessioni filosofiche su desiderio e appagamento Da un punto di vista filosofico, la relazione tra desiderio e appagamento diventa particolarmente toccante nella vecchiaia. I filosofi nel corso della storia si sono confrontati con questioni relative al desiderio umano, alla ricerca della felicità e alla natura della realizzazione.  I filosofi stoici, ad esempio, sottolineavano l’importanza della pace interiore e del distacco dai desideri esterni come vie per raggiungere la vera contentezza. Marco Aurelio, imperatore romano e filosofo stoico, scrisse nelle sue “Meditazioni” sull’importanza di concentrarsi su ciò che è sotto il nostro controllo e di accettare con grazia i limiti imposti dalle circostanze esterne. Questa prospettiva può essere particolarmente risonante nel contesto dell’invecchiamento, dove i limiti fisici e finanziari possono limitare la nostra capacità di perseguire determinati desideri. Nella tradizione buddista, gli insegnamenti sul desiderio evidenziano il concetto di brama (tanha) come causa principale della sofferenza. Coltivando la consapevolezza e abbracciando l’impermanenza, gli individui sono incoraggiati a trovare la pace nel momento presente piuttosto che cercare la realizzazione attraverso attività esterne. Questa filosofia ci incoraggia a riflettere sulla natura transitoria dei desideri e sulla possibilità di trovare appagamento attraverso la trasformazione interiore. I pensatori esistenzialisti, d’altro canto, esplorano la tensione tra la libertà individuale e i limiti imposti dalle circostanze. L’invecchiamento può essere visto attraverso questa lente come un confronto con la nostra mortalità e le scelte che facciamo alla luce dei nostri desideri in evoluzione. Jean-Paul Sartre, un importante filosofo esistenzialista, sosteneva che siamo condannati a essere liberi, il che significa che le nostre scelte definiscono chi siamo e plasmano la nostra esperienza del mondo. Nel contesto dell’invecchiamento, questa filosofia ci invita a riflettere su come affrontiamo i limiti delle nostre circostanze e troviamo un significato nelle scelte che facciamo. Trovare significato e scopo In mezzo alle sfide poste dai desideri insoddisfatti, c’è un’opportunità per una profonda introspezione e scoperta. L’invecchiamento ci invita a riconsiderare cosa porta veramente significato e scopo alle nostre vite. Ci spinge a esplorare vie di realizzazione che trascendono la ricchezza materiale e la convalida esterna. Per alcuni individui, questo può comportare l’approfondimento delle relazioni con la famiglia e gli amici, coltivare pratiche spirituali o impegnarsi in attività creative che nutrono l’anima. Altri possono trovare realizzazione nel contribuire alle loro comunità attraverso il volontariato, il mentoring o la difesa di cause a loro care.  Il dott. Viktor Frankl, neurologo e psichiatra austriaco sopravvissuto all’Olocausto, ha scritto ampiamente sulla ricerca di significato nella sua opera fondamentale “Man’s Search for Meaning”. Ha sostenuto che trovare uno scopo e un significato nella vita è essenziale per il benessere psicologico e la resilienza di fronte alle avversità. Questa prospettiva può essere particolarmente rilevante nel contesto dell’invecchiamento, in cui gli individui possono confrontarsi con limitazioni fisiche e la realtà di desideri insoddisfatti. Abbracciare semplicità e gratitudine Man mano che i desideri si adattano alle realtà dell’invecchiamento, c’è un crescente apprezzamento per la bellezza della semplicità e il potere della gratitudine. Abbracciare uno stile di vita minimalista, caratterizzato da un’attenzione all’essenziale e alle esperienze significative, può promuovere un senso di appagamento e ridurre l’enfasi sui beni materiali. Anche praticare la gratitudine, un riconoscimento deliberato degli aspetti positivi della vita, può essere trasformativo. Coltiva una mentalità di abbondanza, consentendoci di trovare gioia nei momenti quotidiani e di apprezzare la ricchezza delle nostre esperienze, indipendentemente dalle limitazioni finanziarie. Il ruolo della resilienza e dell’adattabilità La resilienza, ovvero la capacità di riprendersi dalle avversità, e l’adattabilità sono tratti essenziali per navigare nel terreno dei desideri insoddisfatti nella vecchiaia. Ci consentono di rispondere in modo creativo alle sfide, esplorare percorsi alternativi per la realizzazione e abbracciare il cambiamento con apertura e grazia. L’adattabilità implica la volontà di abbandonare le aspettative rigide e di abbracciare nuove opportunità che si allineano con i nostri desideri in evoluzione. Richiede una mentalità che valorizzi la crescita e l’apprendimento, consentendoci di ridefinire il successo e la realizzazione alle nostre condizioni.

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Cittadinanza onoraria al calabrese Pierfranco Bruni

Cittadinanza onoraria di Cutro a Pierfranco Bruni per i suoi studi letterari e la sua poetica venerdì 5 luglio Venerdì 5 luglio conferimento della Cittadinanza onoraria di Cutro, Calabria, allo scrittore Pierfranco Bruni.Uno scrittore che è riferimento della letteratura della memoria e della nostalgia. I suoi libri raccontano le radici e la tradizione dei Mediterranei che egli ha attraversato. Personalità di primo piano delle istituzioni e della cultura. Più volte insignito dei Premi alla Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri per i suoi libri.Ha rivestito ruoli importati nell’Unesco come rappresentante della cultura italiana nei Paesi esteri, ambasciatore della letteratura italiana e attualmente è Presidente della Commissione Capitale Italiana Città del Libro 2024.Presiede inoltre il Comitato Nazionale Celebrazioni del filosofo Manlio Sgalambro del Ministero della Cultura. A Francesco Grisi ha dedicato il Centro Studi che presiede e numerosi libri.Francesco Grisi originario proprio di Cutro resta un riferimento per la cultura calabrese e italiana. Quest’anno cadono i 25 anni dalla scomparsa e il Comune di Cutro ha dedicato proprio nella giornata del 5 luglio una giornata di studi conferendo infatti al maggiore studioso grisiano la cittadinanza onoraria.La letteratura calabrese come punto di rilettura di una nuova epoca di fare scrittura. Infatti l’abbinata Pierfranco Bruni e Francesco Grisi è la linea portante di una letteratura che va oltre gli steccati ideologici e incide un solco notevole nei linguaggi universali.Entrambi hanno raccontato la Calabria delle radici e della memoria senza mai creare modelli di rappresentazione di tardo realismo. Un incidere in un immaginario simbolico e sacro.I libri di Pierfranco Bruni dalla poesia alla narrativa passando attraverso la filosofia sono modelli di una scrittura innovativa che pongono in essere il senso della metafora e della metafisica. Cutro e la Calabria questa volta in festa per un ricordo di Grisi e una cittadinanza al suo allievo di un tempo. Nella foto: Pierfranco Bruni

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Galleria Nazionale delle Marche: orari estivi

Palazzo Ducale di Urbino   Galleria Nazionale delle Marche:le aperture straordinarie estivecompresi 14 lunedì consecutivi Dal 1 luglio al 30 settembre il museo diretto da Luigi Gallo apre anche il lunedì pomeriggio. Previsti due prolungamenti d’orario anche per il ponte di Ferragosto   Urbino, 29.06.2024Durante i mesi estivi sarà possibile visitare la Galleria Nazionale delle Marche e la mostra Federico Barocci Urbino. L’emozione della pittura moderna anche il lunedì. Dal 1 luglio al 30 settembre infatti, il Palazzo Ducale di Urbino sarà aperto eccezionalmente ogni lunedì dalle ore 15.00 alle ore 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00).Altre aperture straordinarie sono previste sabato 13 luglio, in occasione del woorkshop di danza di Virgilio Sieni, quando la chiusura sarà posticipata alle ore 23.15 (ultimo ingresso 22.15), come ancora durante gli eventi connessi al Festival Urbino Musica Antica (21,22,23,24,25,27,28 luglio) e l’Urbino Plays Jazz (3 agosto).Due aperture serali sono previste anche per il ponte di Ferragosto (16 e 17 agosto) sempre con l’apertura prolungata fino alle ore 23.15 (ultimo ingresso 22.15).Per approfondimenti sulle singole manifestazioni si rimanda ai seguenti siti web: Centro Nazionale di produzione Virgilio Sieni: http://www.virgiliosieni.it/urbino-silenzio-open-call/; Urbino Musica Antica: https://www.urbinomusicaantica.com/; Urbino Play Jazz: http://www.urbinojazzclub.com/.   Galleria Nazionale delle MarchePalazzo Ducale di UrbinoPiazza Rinascimento 13, Urbino (PU)Telefono: 0722 [email protected]       

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Fare cultura parlando di vini

Cogito R Mirizzi di Montecappone, un grande rosso prima che giunga l’estate Prima di lasciare il palcoscenico ai vini bianchi e alle bollicine, si chiude in bellezza con un grande vino rosso la stagione che vede questi vini farla da protagonista. Il prescelto e certamente all’altezza del compito è Cogito R. di Mirizzi di Montecappone che però si presta volentieri ad essere gustato anche fresco durante la bella stagione quando si ha voglia di rompere la consuetudine Una delle ultime creazioni di Gianluca Mirizzi, vino da uve Grenache che già da qualche anno ha preso il suo posto nella gamma di quest’azienda dall’incredibile qualità prodotta ad ogni sua singola espressione. Dopo oltre vent’anni alla guida di Montecappone e protagonista con i Verdicchio dei Castelli di Jesi, Gianluca nel 2015 ha messo in campo un nuovo progetto, l’Azienda Mirizzi che capitalizza tutta la sua esperienza e la visione sulla viticoltura di quest’area delle Marche. Cogito R. è uno dei figli di questa esperienza e naturalmente sempre con Lorenzo Landi al suo fianco, l’enologo con cui Gianluca Mirizzi ha firmato tante perle enologiche con “Utopia” in testa. La Grenache non è certo un autoctono ma è presente da tanto di quel tempo nella zona da essersi perfettamente integrato con il territorio. Il vino nasce da un bellissimo vigneto in una zona ad alta vocazione situato a 300 mt. S.l.m. tra gli appennini e il mare, a Monte Roberto nella zona dei Castelli di Jesi. Il vigneto esposto ad ovest è certificato “eroico” dal CERVIM, ed i suoli sono costituiti prevalentemente da marne di arenaria e calcare con aggiunta di una piccola quota di argille gialle. Per il sistema di allevamento è stata scelta una controspalliera bassa con potatura a guyot. La vendemmia avviene a piena maturazione delle uve a cui segue una vinificazione svolta in maniera tradizionale, con macerazione sulle bucce per tre settimane e controllo termico del cappello a temperature inferiori ai 25° C circa, eseguendo follature delicate e rimontaggi. Segue poi un lungo affinamento in vasi di cemento. Cogito R. non è una produzione dai numeri esagerati e chi avrà la fortuna di trovarlo al bicchiere non potrà fare a meno di sperimentarne le grandi peculiarità. Nell’assaggio della 2022 il frutto e fresco e cangiante, spezie dolci, accenno floreale fresco, accenni minerali, ed erbe essiccate di macchia e medicinali. Avvolgenza elegante che continua a sorprendere in bocca. Gustoso e rispondente al naso dal sorso leggiadro, accarezza il palato in grande equilibrio e armonia, senza nessuno spigolo e senza mai risultare piatto o “piacione”. La presenza alcolica è perfettamente integrata e lo scatto dinamico richiama continuamente il nuovo sorso. Nonostante la struttura del vino, non è mai pesante e regala un ottimo allungo. Un rosso estremamente piacevole, che anche in estate servito con quei 2 gradi in meno, può essere una bellissima bottiglia per escursioni di gusto diverso nella lunga stagione del bianco. Bruno Fulco

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