Guru ignorante, ma dalla lunga mano di Carlo Di Stanislao “Dice Gesù: molti verranno a mio nome, non vi lasciate sedurre” Vangelo secondo Matteo “Chi non conosce la misura tema la vita” Demostene “Diffidate di chi puzza di perfezione, poiché la vita è difetto e dolore” Anna Magnani All’incirca un anno fa, domenica 1° ottobre 2023, cinquemila persone si sono ritrovate all’Allainz Cloud Arena di Milano, non per assistere a un incontro sportivo o ascoltare una band musicale. A fare il sold out è stato Sadhguru, punto di riferimento contemporaneo per la meditazione mistica. Il “Guru ignorante“, questo è il significato letterale del suo nome, è molto noto sui social ed è considerato uno dei più popolari guru indiani contemporanei, noto soprattutto in occidente. Divi di Hollywood come Will Smith e Matthew McCouneghey sono tra i suoi seguaci. L’evento non era gratuito. Per poter ascoltare il guru, e meditare insieme a lui, era necessario pagare un biglietto che andava da qualche decina di euro per i posti più lontani a 900 euro per quelli in prima fila, dove si era a un passo dal maestro. Nel corso della giornata Sadhguru ha tenuto un lungo discorso guidando una meditazione di gruppo che ha coinvolto i cinquemila estatici presenti. Il maestro ha anche risposto alle domande del pubblico, firmato autografi e fatto foto sempre nella posa caratteristica a mani giunte. A parte continui incontri e seminari soprattutto negli Stati Uniti, il guru ha tenuto discorsi in diversi forum mondiali, nelle sedi delle Nazioni Unite, dell’Unesco, della Banca Mondiale ma anche di Google e Microsoft. Ha cambiato qualcosa negli enti o nei singoli? Assolutamente no, ma di certo ha cambiato il suo conto in banca. Ricordo che sono tantissimi, uomini dello spettacolo e del business mondiale, che nel corso della loro vita, travolti da valanghe di dollari, non hanno retto quel peso e sono corsi in India. Pure i Beatles, a suo tempo, se ne sono andati là in cerca del Nirvana (non ridete, e soprattutto non associate quella loro ricerca con i tanti ‘condimenti’ che i nostri utilizzarono per raggiungere lo stato di grazia). Finito l’effetto, tutti tornano però a casa e quasi tutti tornano a pensare alla grana di prima e a recuperare quello che magari la gita “atarassica” gli aveva fatto perdere. Comunque vale sempre la pena imparare qualcosa da questi signori che, beati loro, te lo dicono in faccia che non fanno niente e tu li paghi. Dei veri geni. Prendiamo quello che il nostro guru ha dichiarato alla magnifica Chiara Maffioletti del Corriere della Sera: “… perché tanti mi amano? Perché io amo loro. Mi stanno solo ricambiando… Essere davanti a una folla per me è lo stesso che guardarmi da solo allo specchio, in bagno“. E ha continuato con la posa ieratica dell’illiminato con sguardo dolce e barba bianca: “La gente ha bisogno di risposte… ‘perché nessuno tratta gli esseri umani da esseri umani. La parte più importante del mio lavoro è ricordare che è la cosa che più conta”. Per il nostro guru la soluzione a tutti i nostri problemi è dentro di noi, è scelta individuale se condurre la propria vita con gioia…non c’è una regola, ma se tutti ne fossimo consci vorremmo vivere con gioia’. Da premio Nobel! Con tutti i problemi che abbiamo in Italia, magari ci potrebbe aiutare a trovare una soluzione, sperando in un cachet alla nostra portata. Tulasi Srinivas, docente di antropologia e religioni all’Emerson College, ha definito Sadhguru «un guru neoliberale per tempi neoliberali», spiegando che con il suo impianto filosofico è riuscito di fatto a superare la contrapposizione tra ascetismo e materialismo. Potere della dialettica per giustificare la spiritualità venduta a peso d’oro. Il sembiante di Sadhguru è quello classico: una bella barba bianca con baffi arricciati, turbante, e abiti variopinti in base alle occasioni. A parte la barba bianca, l’età è indefinibile e denota una certa agilità fisica, di cui dà saggio in alcuni video in cui si cimenta in danze tradizionali. Con un’espressione sorridente e un tono vivace dispensa riflessioni molto semplici ed efficaci, di carattere esistenziale ed esperienziale, che rimangono facilmente impresse perché fanno riferimento a quanto accade a tutti ogni giorno, dalla fame alla paura passando per l’alitosi. Non mancano, per carità, scivoloni, come quando ammonisce a non mangiare melanzane o a non vestire di nero (pure, la sua analisi della natura fisica dei colori è semplice e accattivante). In ciò che dice si può trovare di solito ben poco da contestare, come non lo si troverebbe in chi ci parlasse degli effetti salutari dell’aria marina o dell’importanza di andare a letto presto. Lungi da lui discorsi veementi e fanatici come quelli che fanno tanti suoi correligionari assetati di sangue islamico o cristiano; no no, per carità: Sadhguru deve poter andare bene a tutti, e ne fa un vanto di non avere mai studiato i testi sacri dell’Induismo – da qui il suo nome di “guru ignorante”, che riempie stadi e auditorium di persone pronte ad ascoltarlo. Sadhguru, prima collezionista e venditore di motociclette e ora di saggezza quotidiana, attrae tanta gente perché, pur essendo completamente integrato nella concezione religiosa induista, assai di rado, e solo quasi di sfuggita, pone in questi video temi religiosi, preferendo argomenti come la contestazione del proprio io ideale, l’analisi lucida dei propri bisogni, l’accettazione del vuoto senza compromessi con i riempitivi, ecc. Proprio questa è la sua forza: il messaggio di Sadhguru è estremamente vendibile, perché avvicina le persone all’idea di una dimensione interiore, senza mai portarcele effettivamente, così da non costringerle a scegliere. E questo è un guaio credetemi, una vera iattura. Al di là di una sapienziale diffidenza verso un simile modello, che in ultima analisi lascia l’uomo in balia di se stesso senza poterlo salvare, bisognerebbe lavorare sull’accettazione di una “kenosi” che riguardi l’uomo della strada e le sue inquietudini, certi che sotto l’azione dello Spirito, e con tanta pazienza, potremo far fiorire, con l’aiuto di Dio, tutto questo in