NO ALLA CAVA MOCCIA

COMUNE DI SANTA MARIA A VICO Centomila abitanti al confine tra il casertano e il beneventano dicono no alla cava di Durazzano Si è svolta presso il Comune di Durazzano un’importante riunione tra sindaci, istituzioni, associazioni imprenditoriali e ambientaliste per dire no alle innumerevoli problematiche legate alla cava di Durazzano. La Cava Moccia oramai è una realtà che minaccia la salubrità dell’ambiente del territorio e va contrastata con tutti gli strumenti giuridici e politici concepibili e applicabili. La riunione è stata aperta da Pasqualina Grasso, Sindaco di Durazzano, e da Andrea Pirozzi, Sindaco del Comune di Santa Maria a Vico e presidente del Parco Urbano Dea Diana. “Con decreto n.41 del 7 giugno 2024 della Regione Campania si riapre l’annoso capitolo della cava estrattiva nel comune di Durazzano. Ricordiamo a tutti i cittadini che l’area estrattiva, anche se isolata rispetto al Parco Urbano Dea Diana, di fatto è interclusa, perché per accedervi occorrerebbe transitare attraverso i nostri comuni e all’interno del Parco stesso. Questa è una vertenza che deve unirci tutti per il futuro del nostro territorio e la salute delle nostre famiglie”, hanno ribadito i numerosi consiglieri comunali e le autorità politiche presenti alla riunione aperta. I vari rappresentanti delle istituzioni comunali e dell’associazionismo civico e ambientalista del territorio hanno rilanciato nuove azioni giuridiche, associative e politiche per contrastare l’apertura della cava, ribadendo le azioni obsolete della Regione rispetto alle politiche ambientali degli ultimi decenni. Si tratta di fermare uno scempio ambientale e infrastrutturale per il territorio della Valle di Suessola e per il vicino beneventano, fermando un comparto estrattivo in grado di comportare uno scempio ambientale. Ai rappresentanti istituzionali è giunta anche il sostegno e la concreta solidarietà del Senatore Domenico Matera e dell’Onorevole Francesco Maria Rubano. Le autorità politiche del territorio stanno fortemente lavorando alla strutturazione e alle attività del Parco Urbano Dea Diana per la tutela e lo sviluppo ambientale, turistico e occupazionale dei monti Tifatini, e per questo motivo, si chiede al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, spiegazioni sulle motivazioni di tale scelta, nonché di assumere una posizione netta a favore degli oltre 100.000 cittadini coinvolti. “Siamo pronti ad intraprendere tutte le iniziative giuridiche immaginabili e a mobilitarci politicamente per chiedere un incontro concreto e decisivo con il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca”, hanno ribadito i numerosi sindaci, attori politici e associativi durante l’incontro al Comune di Durazzano. Gli esperti e i rappresentanti politici del territorio stanno lavorando per eliminare definitivamente la questione comparto estrattivo nel cuore delle colline del territorio e salvaguardare un bene primario inviolabile: la salute dei cittadini. Un momento decisivo per concertare le azioni comuni da intraprendere e per informare i cittadini della nuova linea difensiva giuridica. Domenico Letizia <[email protected]>

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“Ti racconto così” – presentazione volume

“Ti racconto così” di Goffredo Palmerini, la presentazione a L’Aquila Venerdì 28 giugno, alle ore 17, il libro sarà presentato presso l’Auditorium ANCE L’AQUILA – Sarà presentato venerdì 28 giugno, alle ore 17, presso l’Auditorium ANCE (L’Aquila, viale Alcide De Gasperi 61) il volume “Ti racconto così” di Goffredo Palmerini (One Group Edizioni), quindicesimo libro del giornalista e scrittore aquilano. Dopo i saluti istituzionali, interverranno Lucilla Sergiacomo, scrittrice e critica letteraria, Fabrizio Marinelli, Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria e saggista, Francesca Pompa, Presidente One Group Edizioni, e l’Autore. Modererà gli interventi la giornalista Angela Ciano. Il libro apre con due eccellenti contributi: la pagina di Presentazione scritta da Pierfranco Bruni, scrittore e poeta, archeologo già direttore del Ministero per i Beni Culturali, impegnato in contemporanea a L’Aquila al convegno nazionale presso l’Emiciclo “Stati Generali della Lettura”, e la Prefazione di Lucilla Sergiacomo, insigne italianista che il 30 giugno riceverà a Pescara il prestigioso Premio Flaiano – Speciale per la Cultura, per i suoi studi e saggi determinanti sull’opera di Ennio Flaiano. Il volume, con fine veste grafica, racconta storie di vita, le bellezze e dell’Abruzzo e dell’Aquila – Città cui è dedicato, Capitale italiana della Cultura 2026 -, viaggi, eventi straordinari, personaggi aquilani che hanno lasciato un’impronta significativa nella comunità, o che nel mondo rendono onore alla terra d’origine. Un libro denso di speranza, di coraggio e di ottimismo. Il libro è già disponibile nelle librerie dell’Aquila, sui principali Store di vendita online e naturalmente presso l’editore ([email protected]). L’evento potrà essere seguito in diretta facebook su Manuwebtv al link https://www.facebook.com/manuwebtv e in registrata su Youtube con il medesimo link. Così tra l’altro Lucilla Sergiacomo annota nella Prefazione al volume: «Se Goffredo Palmerini fosse vissuto ai tempi dell’antica Roma potremmo rintracciarlo nel novero dei pontefici massimi, i magistrati che registravano negli Annales maximi i fatti più rilevanti, politici, militari e sociali, accaduti nell’anno trascorso […]. Come un vero e proprio annalista, anche Palmerini ci restituisce numerose e varie cronache, a partire dai fatti destinati a passare alla storia, come la partecipazione di Papa Francesco al rito della Perdonanza […].» Scrive infine Pierfranco Bruni nella sua Presentazione: «[…] Un ottimo lavoro che si permea del ricordare. Ad ogni contributo resta legato il senso. Ogni capitolo è un orizzonte di senso. Con la gentilezza che lo caratterizza, le annotazioni sono frasi di esistenza che si incidono nel suo e nel nostro cammino. È da qui che prende dimensione un corpus di storia e di storie. Goffredo Palmerini è uno scrittore che si specchia nel giornalismo. Un giornalismo fatto di “cose” in un atto fenomenologico che resiste ad ogni durata.» *** Goffredo Palmerini, nato a L’Aquila nel 1948, è giornalista e scrittore. È stato dirigente delle Ferrovie dello Stato nel settore commerciale dell’esercizio. Per quasi trent’anni amministratore della Città capoluogo d’Abruzzo, è stato più volte assessore e vicesindaco dell’Aquila. Scrive su giornali e riviste in Italia e sulla stampa italiana all’estero. Suoi articoli sono stati pubblicati e vengono ospitati su molte testate in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Sud Africa, Uruguay e Venezuela. È in redazione presso numerose testate giornalistiche in Italia e come collaboratore e corrispondente presso la stampa italiana all’estero. Collabora inoltre con alcune Agenzie internazionali italiane, magazine e riviste culturali. Ha pubblicato i volumi “Oltre confine” (2007), “Abruzzo Gran Riserva” (2008), “L’Aquila nel Mondo” (2010), “L’Altra Italia” (2012), “L’Italia dei sogni” (2014), “Le radici e le ali” (2016), “L’Italia nel cuore” (2017), “Grand Tour a volo d’Aquila” (2018), “Italia ante Covid” (2020), “Mario Daniele, il sogno americano” (2021) tradotto e pubblicato anche in Usa, “Mosaico di Voci” (2021), Il mondo che va (2022), Il mondo di Mario Fratti (2023), Mario Setta, testimonianze di libertà e Ti Racconto Così (2024). Nel 2008 gli è stato tributato il Premio Internazionale “Guerriero di Capestrano” per il contributo reso alla diffusione della cultura abruzzese nel mondo. Conferiti nel 2014 il Premio Roccamorice e a Lecce il Premio Speciale “Nelson Mandela” per i Diritti Umani, nel 2017 a Galatone il Premio della Critica Letteraria. Gli sono stati inoltre conferiti Premi alla Cultura a Galatone (2016), Spoleto e Montefiore Conca (2019), Erice (2022). Tributati inoltre nel 2020 il Premio Nazionale Pratola per la Letteratura e il Premio internazionale Città di Firenze per la Cultura. Per il Giornalismo vincitore nel 2007 del XXXI Premio Internazionale Emigrazione, gli sono poi stati conferiti, sempre per l’attività giornalistica: lo Zirè d’Oro nel 2008, il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia” (2017) con Medaglia del Presidente della Repubblica, il Premio Giornalistico Nazionale “Maria Grazia Cutuli” (2017), il Premio Giornalistico dell’Anno dall’Associazione Stampa italiana in Brasile, il Premio internazionale “Fontane di Roma” (2018), il Premio Eccellenza Italiana e il Premio internazionale Federico II nel 2021. Nel 2023 il Premio Napoli Cultural Classic, nel 2024 il Premio Genius Loci a Roma e a Firenze il Premio Florence Seven Stars per il Giornalismo. Attribuito inoltre nel 2024, dal Gems Book of World Records in India, il primato mondiale per l’articolo più pubblicato nel mondo (su 52 testate, tra italiane ed estere). Da molti anni svolge un’intensa attività con le comunità italiane nel mondo. Studioso di emigrazione, è membro del Comitato scientifico internazionale del “Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (SER-Migrantes, Roma, 2014), per la quale opera è anche uno degli Autori. È membro di prestigiose istituzioni culturali, sia in Italia che all’estero. 26 giugno 2024 Goffredo Palmerini

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SIENA, fonte di vita nuova

Il Fonte battesimale del Duomo di Siena restaurato  Torna a risplendere dopo tre anni di restauri lo straordinario capolavoro in marmo, bronzo dorato e rame smaltato realizzato da Donatello, Jacopo della Quercia, Ghiberti e Giovanni di Turino.  L’Opera della Metropolitana di Siena e l’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, sono lieti di restituire al grande pubblico il Fonte battesimale del Duomo di Siena restaurato. Sarà, infatti, nuovamente visibile dal 25 giugno – dopo tre anni di interventi conservativi – lo straordinario impianto scultoreo realizzato da Donatello, Jacopo della Quercia, Ghiberti e Giovanni di Turino. Il restauro è frutto di una serie di interventi, di altissimo e innovativo livello tecnico, condotti dal personale dell’Opera e da quello, altamente specializzato, dell’Opificio delle Pietre Dure, guidato dapprima dal compianto Marco Ciatti e, successivamente da Emanuela Daffra. Sotto l’alta sorveglianza dei funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, prima diretta da Andrea Muzzi e, attualmente, da Gabriele Nannetti, il personale dell’Opera e dell’Opificio, con la proficua collaborazione di restauratori e docenti universitari, si è avvicendato nel complesso restauro di un’opera frutto della geniale perizia dei massimi artisti della prima metà del Quattrocento: interventi diversi ma collegati che, giunti a compimento, restituiscono alla Chiesa, alla Città e al mondo, un luogo centrale sotto il profilo pastorale e liturgico e, contestualmente, un vero e proprio capolavoro di incommensurabile bellezza. “Per un cristiano si nasce a nuova vita con il battesimo – sottolinea il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena – Colle di Val d’Elsa – Montalcino – e il Fonte battesimale del duomo di Siena ha visto ‘nascere a nuova vita’ tante generazioni di senesi famosi e meno famosi, tanta gente comune, legati tutti in maniera indissolubile a questa città unica. Alla forte connotazione spirituale e religiosa oggi si aggiunge la suggestione per la restituzione al mondo di un capolavoro assoluto del Rinascimento italiano”.“Tutto il complesso del duomo della nostra città – aggiunge il card. Lojudice – è uno scrigno che contiene immensi capolavori di arte che trovano la loro ispirazione nella tradizione cristiana che a Siena e nei suoi territori ha saputo trasformarsi nella chiave di volta delle comunità”.L’intervento di restauro, finanziato dall’Opera della Metropolitana di Siena, è frutto di una sinergia reale e concreta tra la Fabbriceria, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (OPD), a cui è stata affidata la direzione del restauro, coordinato dagli storici dell’arte Laura Speranza e Riccardo Gennaioli, rispettivamente direttori dei settori Restauro Bronzi e Materiali Lapidei dell’OPD. I dipendenti dell’Opera del Duomo e, in particolare, tutti gli addetti di Area tecnica, con l’ausilio di quelli dell’Area Sicurezza e delle altre Aree, hanno partecipato attivamente, ciascuno per le proprie competenze, alle necessarie attività conservative tra cui quelle di restauro lapideo che sono state direttamente svolte dal personale dell’Ente: dal Restauratore Andrea Galgani, e dalle Collaboratrici di restauro Serena Bianchi e Lucrezia Coletta che, quotidianamente, insieme alla restauratrice esterna Irene Giovacchini, hanno eseguito interventi di consolidamento e pulitura seguendo le indicazioni e le scelte metodologiche elaborate dalla direzione tecnica e scientifica del restauro affidata al settore Restauro Materiali lapidei dell’OPD con la restauratrice Camilla Mancini, attiva in prima persona e di Riccardo Gennaioli, direttore del settore. Nei laboratori dell’OPD a Firenze hanno operato sulle parti metalliche, con la direzione tecnica di Stefania Agnoletti, i restauratori interni Maria Baruffetti, Annalena Brini, Elisa Pucci del settore Bronzi diretto da Laura Speranza. Sono stati coinvolti anche restauratori esterni (Antonio Mignemi, Stefano Casu, Elena della Schiava e Merj Nesi). Le indagini scientifiche sono state condotte da OPD (Andrea Cagnini, Monica Galeotti, Simone Porcinai) e da un nutrito gruppo di professionisti esterni.Un team articolato, dunque, che ha saputo operare in stretta sinergia.L’area tecnica dell’Opera del Duomo diretta dall’architetto Enrico De Benedetti ha, inoltre, progettato e curato il nuovo allestimento del Battistero volto a migliorarne l’accoglienza e la fruizione.  “Mantenere, conservare, restaurare e valorizzare i beni che ci sono stati affidati. Sono questi alcuni dei compiti istituzionali dell’Opera della Metropolitana di Siena” – afferma il Rettore prof. Giovanni Minnucci – “e ad essi, per volontà del Consiglio di amministrazione che sentitamente ringrazio, ci siamo rigorosamente attenuti anche in questa felicissima occasione. Restituire, mirabilmente restaurato – alla Chiesa, alla Città di Siena, e alle tante persone che visitano il Complesso monumentale – un bene di una bellezza incantevole ed ineguagliabile, come il Fonte battesimale, è stata una missione alla quale ben volentieri ci siamo dedicati, insieme a tutto il personale dell’Opera, a quello dell’Opificio delle Pietre Dure, ai docenti universitari e ai tecnici esterni alle due Istituzioni. Eravamo pienamente consapevoli, anche alla luce delle decisioni assunte dal precedente CdA, non solo della necessità ineludibile di procedere ad operazioni di restauro mai avvenute, ma anche profondamente convinti dei risultati che la sinergia fra i tanti soggetti coinvolti, grazie alle loro rispettive specifiche competenze, avrebbe potuto generare. Siamo dunque grati a tutti coloro che, a vario titolo, si sono cimentati in questa impresa che indiscutibilmente contribuisce alla conservazione di un bene liturgico ed artistico preziosissimo: un bene la cui visione, d’ora in avanti – ne siamo certi – susciterà forti emozioni e il convinto apprezzamento di tutti coloro che, venendo in visita, si soffermeranno all’interno del Battistero per ammirarlo”. Posizionato al centro della struttura architettonica del Battistero, il Fonte battesimale, è uno tra i maggiori capolavori conservati all’interno del complesso monumentale del Duomo di Siena. Straordinaria opera in marmo, bronzo e rame smaltato realizzata tra il 1417 e il 1431 dai più importanti scultori del primo Rinascimento. Il Fonte è costituito da una vasca esagonale in cui si inseriscono i sei specchi in bronzo dorato raffiguranti la vita del Battista, scanditi dalle statue della virtù di cui due, Fede e Speranza, realizzate da Donatello. Fra gli episodi più rappresentativi assume un particolare rilievo il Battesimo di Gesù di Lorenzo Ghiberti del 1427, elegante e raffinata scena caratterizzata da un pittoricismo e un senso di profondità ottenuti grazie a una graduale riduzione del rilievo Il ciclo si conclude con il celebre Banchetto

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Lo Chef Marco Lo Manto e i suoi cannoli siciliani

Oggi presentiamo lo Chef Marco Lo Manto, recentemente nominato Presidente Delegato dell’Italian Culinary Consortium per la Danimarca. Nativo di Siracusa, una delle città più belle della Sicilia, frequenta il locale Istituto Alberghiero, diplomandosi nel lontano 1996, e ci dice di aver avuto il piacere, oltre che l’onore, di essere stato compagno di classe dello Chef e Presidente ICC Carmelo Carnevale. Inizia come commis in vari ristoranti della sua città, sia come gelatiere e pasticciere che come cuoco ma poi, per amore, si trasferisce in Danimarca: galeotto fu il destino, come si dice, nell’unica serata libera  conosce una ragazza a Siracusa Marina, che poi diventerà sua moglie, che lo invita a Copenaghen e da lì è cominciato il legame con la capitale danese; oggi vive ancora lì con la sua famiglia, ha 2 belle figlie di 15 e 18 anni, Elisa e Sofia, che sono il suo orgoglio e la sua gioia. Nonostante la lontananza si è prodigato, senza badare a spese, a portarle spesso in Sicilia, rafforzando un legame con il resto della sua famiglia, con i suoi genitori e quindi i loro nonni, che le hanno accolte sempre con il loro infinito amore, avviando un andirivieni costante e dando linfa alla conoscenza ormai ottima del loro italiano e del dialetto, anzi della lingua siciliana, oltre che del danese e dell’inglese. Il nostro Chef Marco vive ormai da circa 24 anni nella Danimarca del Nord, precisamente nella città di Hillerød, a 38 km da Copenhagen, una cittadina bella e ospitale anche se non molto grande, con più o meno 35 mila abitanti. Ha lavorato, nel corso degli anni, come pizzaiolo e cuoco in diversi ristoranti della capitale, nota per avere all’interno dei suoi confini i più numerosi ristoranti con stella Michelin al mondo, quindi senz’altro possiamo definire Copenhagen come una città stupenda ma anche interessata alla cultura e alla buona cucina, ovviamente non solo italiana ma anche di altri paesi e tutte di ottimo livello. Ritornando alla sua città natale, Siracusa, il nostro Chef Marco ricorda che già ai tempi della scuola aveva avuto delle esperienze in banchetti, degustazioni ed eventi di ogni dimensione, cosa che poi ha perfezionato lavorando in diversi ristoranti della sua città, cercando di apprendere il più possibile onde alimentare la sua crescita professionale. Ma è poi in Danimarca che ha avuto la possibilità di esprimersi molto di più, specialmente come cuoco, sia in ristoranti italiani di fama che anche in alcuni stellati, imparando sempre cose e tecniche nuove per aumentare il suo bagaglio culinario. Manco a dirlo, ha imparato la lingua locale e l’inglese per potersi esprimere professionalmente al meglio e, dalle suddette esperienze, a cominciare da quelle iniziali nella terra natìa, è nata l’idea di aprire la sua attività di catering, che ormai ha festeggiato il ventennale dell’apertura, datata 2004 (Lomanto catering). Vanta anche la partecipazione in diversi programmi televisivi danesi nazionali, dove ha avuto la possibilità di cucinare e far conoscere soprattutto i piatti tipici siciliani, unitamente a spiegare la nostra filosofia esistenziale, la nostra buona cucina e il saper godere la vita e le nostre cose più belle. Per ritornare alla sua attività attuale, la sua ditta di catering si occupa per prima cosa del servizio mensa durante la pausa lavoro per oltre 200 persone di diversi uffici, mentre  nei weekend è molto attivo nell’organizzazione di feste ed eventi di ogni tipo nella sua sala banchetti, come ricevimenti per matrimoni, funzioni religiose, anniversari e compleanni, oltre a corsi di cucina sia per aziende che per privati. Il nostro Chef Marco ha una vera e propria passione per la preparazione di cibi di buona qualità, esclusivamente con ottimi ingredienti e materie prime, cosa che genera, come ci racconta, il conseguente mantenimento di lunghe relazioni con i propri clienti. Queste soddisfazioni lo hanno portato a perfezionarsi sempre di più, a curare ogni dettaglio della cucina e del servizio, garantendo responsabilmente al suo staff una guida affidabile, sicura e allo stesso tempo gradevole e senza stress. Ha anche trovato il tempo di aprire un bar gelateria italiano qui in Danimarca, dove anche i connazionali potevano degustare un buon gelato, dei cannoli siciliani ma anche lasagne e piadine, purtroppo poi chiuso durante la pandemia, anche se ancora oggi riceve richieste di riapertura dalla sua clientela a cui manca il suo gelato di altissima qualita’, più volte menzionato dai vari giornali locali. Il suo lavoro lo porta a ricercare e a scoprire sempre nuovi prodotti della nostra terra, ad assaggiarli e a sperimentare nuove ricette e nuove tecniche, anche attraverso degli stages con altri colleghi ma, sicuramente, in lui alberga l’assoluta consapevolezza che gli ingredienti e le conserve semplici e genuine, come il basilico fresco, le melanzane sott’olio oppure una marmellata di arance con finocchietto, il peperoncino e la cipolla rossa da abbinare ai vari formaggi, come tanti altri prodotti e quindi sapori, sono delle cose che sono difficili da reperire lontano dai suoi e quindi dei nostri luoghi d’origine. Ad ogni modo, ci dice, specialmente quando va in alcune trasmissioni televisive locali dove si cucina, in genere porta e prepara dei piatti tipici siciliani come la caponata o anche la parmigiana e, immancabilmente, viene letteralmente divorata in studio dai presenti. Dalle sue parole si nota come gli manca la sua Sicilia, il loro modo di essere e di vivere, l’odore e la vista del mare. Gli manca soprattutto la famiglia e principalmente i nipoti, gli mancano le cose di tutti i giorni, come il mercato e la verdura nostrana, gli mancano le cose futili e probabilmente anche le sciocchezze, gli manca, si può dire, tutto, anche se poi non dimentica che il lavoro e la realizzazione professionale lo hanno portato lontano ed è lì che deve stare, almeno per la maggior parte dell’anno. https://lomanto.dk  *Ed eccoci alla ricetta del nostro Chef Marco Lo Manto, tipica della sua terra ma anche la sua ricetta del cuore: i cannoli siciliani. A lui piace molto stendere la pasta con cura, formare i tipici cerchi da mettere sulle canne

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L´opinione di Casilli

Quali saranno le conseguenze e le prospettive future  del voto europeo? Non si può fa finta o, minimamente pensare, che non sia accaduto nulla di nuovo dopo le elezioni europee, come vorrebbero farci credere analisti e politici, orientati quasi tutti a sinistra, nei dibattiti televisivi, perché il voto è stato tutt’altro che una scelta di stabilità, visto che la maggioranza europeista a Strasburgo è la stessa.                                            Angela Casilli E’ una opinione errata per una serie di motivi che vanno dalla sopravvalutazione del ruolo del Parlamento europeo, alla sottovalutazione del ruolo del Consiglio europeo che ha i veri poteri decisionali, perché sono i primi ministri dei vari Paesi dell’Unione presenti nel Consiglio europeo che prendono le decisioni che contano e lo fanno tenendo ben presente i loro elettorati e la loro volubilità. La maggioranza europeista presente nel Parlamento europeo apparsa in questa tornata elettorale abbastanza risicata, a causa della scarsa affluenza alle urne, non sembra essere molto affidabile sotto il profilo decisionale, perché l’area politica di riferimento risulta più ampia di quanto non si pensi e quello che succede nei singoli Paesi non manca di far sentire i suoi effetti su tutti gli altri. Esempio plastico di quanto detto la rivoluzione politica in corso in Francia, dove Macron ha sciolto il Parlamento e indetto nuove elezioni nel tentativo di fermare l’ascesa della Le Pen e una sua alleanza con gli eredi di De Gaulle o, il terremoto politico in Germania dove, un movimento di chiara ispirazione neo-nazista ha sconfitto il partito socialdemocratico al governo, nel conteggio dei voti. Sono circa vent’anni che commettiamo sempre lo stesso errore, cioè quello di sottovalutare l’astensionismo sempre più marcato nelle elezioni: dovremmo invece capire la lezione, perché l’elettorato si ribella in questo modo a un eccesso di regole, a un dirigismo e verticismo che non fanno bene all’Unione e sembrano segnare il suo declino. Le élite europee debbono capire che bisogna difendere la politica dell’integrazione che punta ad una Unione europea che sia appunto “unione“, perciò vanno riviste le politiche finora seguite che, nel tentativo di guidare la transizione verde e quelle energetica, hanno solo creato malcontento e rifiuto nelle popolazione europee. La conseguenza di questo diffuso malessere è stata, anzi è, la deriva a destra di molti Paesi, dopo il tramonto dei populismi di sinistra, come quello di Cinquestelle in Italia e di Podemos in Spagna. Per questa ragione le classi dirigenti europee, interessate a non far definitivamente fallire il processo di integrazione a suo tempo avviato, devono oggi aprire la porta, senza chiedere genuflessioni preventive, a quelle componenti della destra che hanno dimostrato di saper governare nei loro Paesi e di conoscere la dimensione sovranazionale dei problemi e la necessità, quindi, di una maggiore solidarietà tra gli Stati che andrebbe a vantaggio di tutti, senza lasciare nessuno Stato solo, come invece è accaduto al nostro Paese con il fenomeno migratorio. La nostra Premier è oggi l’unica ad aver vinto le elezioni europee tra i Grandi e, ai vertici del Partito Popolare, si è consapevoli di questo successo di cui la Premier dovrà fare buon uso, non solo ottenendo il massimo in termini di potere e poltrone, ma cercando di mantenere la barra dritta, come si suol dire con termine marinaresco, visto il grave empasse franco-tedesco. L’opposizione da noi dovrebbe favorire questo, anziché mettere veti e questo vale per tutti i partiti che non sono al governo e soprattutto per il PD, il partito più forte tra i socialisti europei grazie al risultato ottenuto dalla Schlein, che potrebbe aspirare alla guida del Pse nel Parlamento europeo.  E’ interesse di tutti rilanciare l’Unione Europea su basi nuove e rafforzare la centralità italiana in Europa. Fonte: G.Palmerini

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G7 – La sostenibilità del cibo pugliese

G7, LA SOSTENIBILITÀ DEL FOOD PUGLIESE ATTIRA I BIG E LA STAMPA ESTERA Domani 14 giugno, ore 10, cooking show in Fiera del Levante per assaggiare la filiera della Comunità Vi sveliamo in anteprima il menu dell’executive chef Giuseppe Pedone G7 COMUNITA SOSTENIBILE DELEGAZIONE CANADA G7 –  COMUNITA SOSTENIBILE MINISTRO LOLLOLLOBRIGIDA MINISTRO DOMENICO PINTO MASSIMO BOTTURA CHEF GIUSEPPE PEDONE – TENUTA PINTO Continua a crescere l’interesse del G7 verso la nascente “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” che nello stand allestito in Fiera del Levante stanno raccontando ai big italiani e al mondo una filosofia produttiva rispettosa dell’ambiente, possibile e realizzabile con un antico sapere Made in Puglia unito all’innovazione. Dopo il ministro del Made in Italy Francesco Lollobrigida, la Comunità ha attirato l’attenzione dello chef pluristellato Massimo Bottura che ha sottolineato come questo sia il futuro, perché coniugare sostenibilità nell’intera filiera alimentare, con qualità e nutraceutica dei prodotti è davvero una grande sfida. Si sono poi succedute varie delegazioni estere, fra le quali hanno mostrato particolare attenzione il Canada ed il Giappone. Proprio l’evento in Fiera del Levante del G7 è per la prima occasione nella quale, la Comunità, si è presentata per condividere i 24 mesi di lavoro durante i quali il CIHEAM (Centre International de Hautes Études Agronomiques Méditerranéennes) sede di Bari, con Roberto Capone e Gianluigi Cesari, ha accompagnato scientificamente la sua costituzione. Questo è, in sintesi, il contenuto del progetto di sponsorizzazione presentato a Palazzo Chigi attraverso un apposito bando, a seguito del quale la “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” è risultata ammessa.          È tutto pronto per il cooking show di domani ore 10, nello stand della “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” a cura di un giovane talento che è Giuseppe Pedone, executive chef di Tenuta Pinto, che prima di tornare in Puglia ha lavorato in ristoranti stellati di Parigi. Proprio attingendo all’orto sperimentale di Tenuta Pinto di Mola di Bari, capofila della Comunità, lo chef Pedone domani in Fiera del Levante illustrerà al microfono e farà degustare tre mini assaggi. Le aziende che hanno aderito con entusiasmo alla creazione della Comunità, partecipando al bando di Palazzo Chigi da cui il progetto è stato selezionato, sono otto: Agricola Pinto e Tenuta Pinto di Mola di Bari, Tersan Puglia di Modugno, Tormaresca di Minervino Murge, Frantoio Muraglia di Andria, Pantaleo Agricoltura di Speziale di Fasano, Andriani Spa di Gravina di Puglia, Marchiato Fresco e la web tv Foglie di Conversano. Sono tutte aziende che, lavorando con decisione verso la sostenibilità, producono svariati milioni di euro di fatturato dimostrando come il rispetto per l’ambiente non sia un costo, bensì un fruttuoso investimento.          “Il nostro impegno è quello di favorire la creazione del Food Environment basandosi sulla Dieta Sostenibile Mediterranea Pugliese di cui desideriamo condividere i principi con gli ospiti in arrivo da tutto il mondo in Puglia per il G7 – dichiara Domenico Pinto, azienda capofila della Comunità – . Noi abbiamo ereditato dai nostri avi un grande patrimonio, ora è il tempo di coinvolgere sempre di più i giovani e continuare a investire nella terra, in modo innovativo e guardando al futuro del pianeta”.          Dalla sperimentazione alla cucina, ecco il menu che domani venerdì 14 giugno in Fiera del Levante, la “Comunità dell’economia rurale pugliese verso la sostenibilità certificata” realizzerà dalle ore 10 alle ore 11 con un cooking show dell’executive chef Giuseppe Pedone particolarmente attento alla sperimentazione in corso ed alle tecniche di cucina che valorizzano e preservano la materia prima sostenibile. G7, LA “COMUNITÀ DELL’ECONOMIA RURALE PUGLIESE VERSO LA SOSTENIBILITA’ CERTIFICATA” PRESENTA VENERDÌ 14 GIUGNO ORE 10 IL COOKING SHOW CON I PRODOTTI DELLA SPERIMENTAZIONE IN CORSO Con mini degustazione e illustrazione al microfono del progetto e dei piatti in assaggio A cura dell’executive chef Pedone Giuseppe, Tenuta Pinto (Mola di Bari), capofila del progetto di sostenibilità LISTA MATERIA PRIMA E PRODUTTORE DELLA COMUNITÀ MARCHIATO FRESCO Broccolo pugliese nord FoggiaCocomero Barattiere zona Monopoli/FasanoCiliegia Ferrovia zona Turi/ConversanoAsparagi verdi calibro 12/16 zona LesinaAlbicocche zona San Ferdinando AGRICOLA PANTALEOPassata di pomodoro Bio reginaPomodori secchi sott’olioOlio Evo Biologico ANDRIANI SPARisoni di ceci FRANTOIO MURAGLIAOlio extra vergine di oliva BIO da agricoltura biologica MENU MINI DEGUSTAZIONE N. 3 PORTATE ANTIPASTOCrema di broccolo foggiano con sfera al pomodoro secco, spuma al caciocavallo podolico e Olio Evo Biologico frantoio “Pantaleo” PORTATA PRINCIPALERisoni ai ceci con asparago verde di lesina, cocomero barattiere, passata di pomodoro Bio regina e Olio extra vergine di oliva BIO frantoi “La Muraglia” DESSERTZuppa di ciliegia ferrovia, albicocca di San Ferdinando caramellata e cremoso alla ricotta vaccina e lime Ufficio Stampa KREA’-Communication di Carla Cavicchini 

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Motori, Ferrari più che eccellente!

LA FERRARI VINCE ANCHE L’EDIZIONE DI QUEST’ANNO DI LE MANS ALESSANDRO PIER GUIDI HA NUOVAMENTE GUIDATO VERSO LA VITTORIA IL SUO TEAM UN LIBRO PER CONOSCERE IL DUE VOLTE CAMPIONE DEL MONDO CON LA FERRARI SUL TETTO DEL MONDO ALE PIER GUIDI 51 di Emiliano Tozzi Edizioni Minerva – Collana “FLATOUT” “Non ho scelto le ruote coperte. Loro hanno scelto me.” ALESSANDRO PIER GUIDI “Nel mondo delle gare endurance, tuttavia, pochi piloti sono riusciti a colpirmi come ha fatto Alessandro Pier Guidi.” ANTONELLO COLETTA Domenica 11 giugno 2023: la Ferrari – dopo 50 anni di assenza – torna e vince la novantunesima edizione della 24 Ore di Le Mans. Tre i piloti alla guida per questa storica vittoria: Antonio Giovinazzi, James Calado e Alessandro Pier Guidi. Ed è il piede e la profonda esperienza di quest’ultimo a fare la differenza. Dalle emozioni di quella edizione della 24 Ore nasce un libro a lui dedicato. Alessandro Pier Guidi è pilota di riferimento nel mondo endurance italiano la cui passione nasce, come tanti da bambino, sulle piste di kart. Emiliano Tozzi ha deciso di raccontarci la sua storia attraverso le voci delle persone a lui più vicine: una splendida famiglia acquisita da cui proviene la sua forza “emotiva” in pista. Si susseguono le testimonianze di Franco Giuliani (Presidente Scuderia Ferrari Club Alessandra) e di sua moglie Claudia. Di Alessandro Valeri, l’amico di una vita e Francesco Gastaldi, giornalista de “La Stampa” di Torino. Di Marco Petrini e Nicola Villani, le storiche voci italiane al commento nelle gare del campionato Wec, dalle frequenze televisive di Eurosport. E poi Sara, molto e tanto di più della semplice compagna di vita di Alessandro. Accanto agli amici di una vita, emerge un contesto calato all’interno di una più grande e famosa “famiglia da corsa”, emblema stesso di un nome e un marchio famoso nel mondo oltre i semplici confini delle competizioni. Antonello Coletta e Ferdinando Cannizzo, a capo del progetto 499P, in appena 11 mesi (da quando la vettura mette per la prima volta le ruote in pista) con la sola forza delle proprie idee, hanno saputo portare al vertice l’ultima biposto concepita a Maranello, ottenendo quella vittoria che vale una stagione e un’intera vita nel mondo del motorsport. Quando le ragioni dei tanti e una squadra corse diventano un’unica cosa. Dietro un nome assoluto che travalica immediatamente il semplice mondo dell’automobile. Fino a raggiungere il tetto del mondo. Emiliano Tozzi,scrittore, giornalista e editor, è nato a Faenza nel maggio del 1973. Quindici anni da cantante lirico, senza mai aver perso di vista le quattro ruote da corsa. Dopo un’esperienza nel 2016 con il sito specializzato “FormulaPassion” è stato artefice del blog di automobilismo sportivo “Sinfonia Motore (la voce dell’asfalto)” online da marzo 2017 a marzo 2024. Ha debuttato nel mondo dell’editoria nel 2018 con il titolo Quel giorno a Le Mans (341.3) pubblicato da Pacini Editore nel dicembre dello stesso anno, raccontando il debutto di Cetilar Racing sul leggendario circuito della Sarthe, fino al loro ritorno su quella medesima pista un anno più tardi. Con il libro Chris Amon. La sfortuna non esiste (prefazione di Leo Turrini, edito nell’aprile 2022 da Minerva) è risultato vincitore del premio Selezione Bancarella Sport 2023. Dal 2024, per Minerva, svolge il ruolo di direttore della collana “FlatOut”, con pubblicazioni inerenti al mondo delle due e quattro ruote, di cui anche questo libro fa parte. Ufficio stampa Edizioni Minerva Edoardo Caprino Maria Cira Vitiello [email protected] 331 4193814

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UNA GRANDE FESTA DELLA MUSICA 2024

    CON IL CONSERVATORIO ARTURO TOSCANINI DI RIBERA     Per il 30° di FdM Italiana 1994-2024     Aspettando Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025     PRESENTAZIONE UFFICIALE ALLA CONFERENA STAMPA NAZIONALE     AL MINISTERO DELLA CULTURA     400 Musicisti partecipanti agli eventi del Toscanini     PROGRAMMA GENERALE     19 GIUGNO – ore 21,00- Ribera (AG) -Piazza Duomo – “LA PRIMA ORCHESTRA SIAMO NOI!”     Concerto per Coro, Orchestra Sinfonica e 15 Bande Musicali- Direttore Alberto Maniaci.     21 Giugno- ore 21,00 – Pesaro – Piazza del Popolo – “MANCINI 100”     Evento celebrativo dei 100 dalla nascita del grande compositore italo-americano Henry Mancini in gemellaggio tra i Conservatori delle Città di Pesaro e Ribera/Agrigento, Capitali italiane della cultura 2024 e 2025.     21 Giugno ore 19,00 – Sambuca di Sicilia (AG) – Teatro l’Idea – Rassegna Musicale “MAURIZIO POLLINI” – Rassegna dedicata alla letteratura pianistica e alla musica da camera con pianoforte.     22 Giugno –ore 11,00 – Cinisi (PA) – Atelier Casiglia – “DA SCARLATTI A POULENC” – Concerto/laboratorio di Musica da Camera con strumenti antichi e moderni     COMUNICATO     Presentato ufficialmente il programma della trentesima edizione italiana della Festa della Musica 2024 presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura, in programma il prossimo 21 giugno 2024. Presenti alla conferenza stampa: il coordinatore nazionale della Festa della Musica, Paolo Masini; il presidente dell’AIPFM, Marco Staccioli; il Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi; il responsabile comunicazione della rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Massimo Pronio e il Direttore del Dipartimento Politiche giovanili in rappresentanza del Ministro Andrea Abodi, Michele Sciscioli. Tra i relatori anche la vicedirettrice del Conservatorio Arturo Toscanini, Mariangela Longo, che ha presentato tutto il programma del Conservatorio ed il docente del Conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro, Mauro Campobasso. Durante la conferenza stampa è stata realizzata la diretta streaming dalla RAI Cultura, partner della Festa della Musica, visibile sul link: https://www.raicultura.it/musica/eventi/Presentazione-Festa-della-Musica-edizione-2024-bc4cb07c-20a9-41ce-9d34-958372d22f09.html     “In occasione del 30° della Festa della Musica Italiana e in attesa di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, dichiara la vicedirettrice Longo, il Conservatorio Arturo Toscanini di Ribera, già  partner ufficiale della speciale manifestazione che ogni anno il 21 Giugno  si celebra in Italia e in tutta Europa, si prepara ad organizzare  dal 19 al 22 Giugno eventi importanti che coinvolgeranno 400 musicisti in quattro città diverse con il patrocinio di Rappresentanza Italiana della Commissione Europea, Ministero della Cultura, Dipartimento delle politiche giovanili e il servizio Civile Universale, Associazione Italiana Festa della Musica (AIPFM) che ne coordina tutti gli eventi al livello nazionale, Assessorato Beni Culturali Regione Siciliana e le Istituzioni e  i Teatri coinvolti nelle città ospitanti di Ribera (AG), Pesaro, Sambuca di Sicilia (AG) e Cinisi (PA). Inoltre, A Pesaro, Capitale italiana della Cultura, andrà in scena un grande concerto per i 100 anni di Henry Mancini. Si esibiranno i giovani del Conservatorio “Gioacchino Rossini” di Pesaro in un concerto orchestrale, organizzato con il Pesaro Film Festival, dedicato alle indimenticabili colonne sonore dell’autore italo americano, ed il concerto, vedrà anche la partecipazione di studenti e docenti del Conservatorio “Arturo Toscanini” di Ribera-Agrigento, creando un ideale passaggio di testimone tra Pesaro e Agrigento, Capitali italiana della Cultura 2024 e 2025”.     Gli eventi del Toscanini sono organizzati con il coordinamento artistico della Prof.ssa Mariangela Longo, la direzione di produzione del prof. Simone Piraino, il prezioso contributo di tutti gli organi statutari guidati dal Direttore Prof. Riccardo Ferrara e dal Presidente dott. Giuseppe Tortorici. Eventi ad ingresso libero.     19 GIUGNO – ore 21,00- Ribera (AG) -Piazza Duomo – “LA PRIMA ORCHESTRA SIAMO NOI!”     Il 19 Giugno la piazza Duomo di Ribera si trasformerà in un palco a cielo aperto dove si svolgerà il Concerto per Solisti, Coro, Orchestra Sinfonica del Conservatorio Arturo Toscanini e 15 Bande Musicali organizzato dal Conservatorio Toscanini con il patrocinio del Comune di Ribera.     Il mega evento vedrà protagonisti oltre 300 musicisti che, sotto la direzione d’orchestra del M° Alberto Maniaci e la co-direzione di 15 Maestri delle Bande Musicali, eseguiranno tre inni (Inno d’Italia, Inno europeo, inno della Regione Siciliana) e renderanno omaggio all’Opera lirica italiana, patrimonio mondiale dell’umanità, con musiche di Puccini, Verdi, Bellini. Un evento unico nel suo genere all’insegna della massima condivisione e della inclusione di formazioni diverse in un’unica compagine orchestrale, perfettamente consono alla tematica scelta da Festa della Musica Italiana per i festeggiamenti del suo 30° anniversario. All’evento parteciperanno le seguenti Bande Musicali del territorio: Banda “Vincenzo Bellini” di Agrigento –  M° Carmelo Mangione;  Banda musicale “Luigi Ingo” di Alessandria della Rocca – M° Roberto Guastella;  Banda “Vincenzo Bellini” di Alessandria della Rocca – M° Francesco Garofalo; Complesso bandistico “G. Verdi” di Bivona – M° Salvatore Cutrò; Banda musicale di Burgio – M° Salvatore Caramazza; Banda “Vincenzo Bellini” di Calamonaci – M° Aurelio De Sarno; Complesso bandistico “Città di Caltabellotta” – M° Luciano Monte; Banda musicale “Alessandro Scarlatti” di Cattolica Eraclea – M° Maurizio Mongiovì; Banda “Città di Cianciana” – M° Johnny Gallina; Complesso bandistico “G. Verdi” di Grotte – M° Salvatore Puglisi; Complesso bandistico “The Washington Navel” di Ribera – M° Pietro Giacomazzo; Complesso bandistico “Città di Ribera” – M° Giuseppe Guddemi; “Corpo Bandistico Gino Spicola” Santo Stefano di Quisquina – M° Domenico Spicola; Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Sciacca – M° Accursio Sabella; Banda Musicale “Vincenzo Bellini” di Siculiana – M° Giacomo Consolo. Presenta Valeria Milazzo     Il 21 Giugno- ore 21,00 – Pesaro –Piazza del Popolo – “Mancini 100”-     Evento celebrativo dei 100 anni dalla nascita del grande compositore italo-americano Henry Mancini, vincitore di 4 premi Oscar per la musica da film, numerosissimi Grammy, innumerevoli nomination e passato alla storia per la sua vasta produzione musicale. Il Concerto è organizzato dal Conservatorio G. Rossini di Pesaro in collaborazione con il Conservatorio A. Toscanini di Ribera nell’ambito della 60° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema e dei festeggiamenti per il 30° di FdM, e darà l’occasione del passaggio di testimone tra i Conservatori delle Città Capitali italiane della cultura Pesaro 2024 e Agrigento 2025, alla presenza delle rispettive

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SAPORI DI PACE

Ultime notizie SAPORI DI PACE, UN EVENTO DI GRANDE SUCCESSO A CERIANO LAGHETTO La manifestazione ha concluso il Progetto Agorà Scuola d’italiano per Stranieri MONZA BRIANZA – Grande successo per l’evento Sapori di pace, che si è tenuto sabato 15 giugno 2024 presso l’oratorio di Ceriano Laghetto, a conclusione del Progetto Agorà Scuola di italiano per Stranieri, che ha coinvolto numerosi corsisti, di provenienza varia, soprattutto extraeuropea. La realizzazione dei corsi a Ceriano Laghetto, Cogliate e Lazzate è stato possibile grazie all’impegno sinergico del Circolo Acli di Ceriano, che ha permesso di passare dall’idea all’azione, dell’Associazione Massimo Brioschi che ha messo a disposizione i propri locali e ha risolto diversi problemi logistici, delle Parrocchie di Cogliate e Lazzate, che hanno concesso i propri spazi e degli insegnanti che hanno svolto il proprio operato a titolo volontario. Il pomeriggio di poesie, musica e storie si è caratterizzato per la ricchezza dell’incontro tra culture e lingue diverse. In apertura, il brano “Imagine” di John Lennon, eseguito da Miriam Haidar e Giulia Forlani alla voce e da Antonio Francescon al piano. E’ seguito poi il saluto di Giovanni Forlani, membro molto attivo delle Acli di Ceriano Laghetto, e di Gianna Ferrario, una delle insegnanti del progetto, nonché una ideatrice e promotrice dei corsi; entrambi hanno spiegato come è nato e si è sviluppato il progetto. E’ poi intervenuto il Presidente delle Acli di Ceriano Laghetto, Mauro Piuri, che ha parlato dell’importanza dell’integrazione e dell’accoglienza e della necessità di fare squadra e rete. Il Sindaco neoeletto, Max Occa, ha salutato il numeroso pubblico presente e gli organizzatori dei corsi. L’insegnante Rosella Murano ha ringraziato i Parroci dei comuni interessati per aver messo a disposizione gli spazi e ha introdotto il Parroco di Cogliate, Don Mauro Belloni, che ha salutato i presenti, anche a nome degli altri Parroci, e ha ricordato l’importanza dell’apprendimento e della collaborazione. Le docenti Cinzia Campi e Angela Cavazzoni hanno rivolto il proprio ringraziamento all’Associazione Massimo Brioschi, i cui componenti si sono adoperati in vario modo per la buona riuscita dei corsi. E’ stato poi il momento dell’intervento di Hafez Haidar, poeta finissimo candidato al Nobel per la Pace e la Letteratura, il quale, accompagnato dalle musiche eseguite al piano da Antonio Francescon, ha recitato alcune sue poesie e ha sottolineato l’importanza del dialogo tra culture diverse e della conoscenza reciproca, presupposti imprescindibili per una pace effettiva e duratura. Ha poi ricordato la centralità del ruolo della donna, rimarcando il fatto che i suoi diritti in alcuni Paesi vengano ancora calpestati. Ha citato gli esempi di donne che hanno creduto nel cambiamento: Malala Youzafzai, pakistana insignita del Premio Nobel per la Pace, che si è schierata contro il regime dei Talebani ed ha combattuto affinché anche alle donne venisse riconosciuto il diritto all’istruzione, e di Madre Teresa di Calcutta, anch’essa insignita del Premio Nobel per la Pace, che realizzò la “città della pace”, dove ospitò migliaia di famiglie di lebbrosi. Al progetto hanno lavorato come docenti Cinzia Campi e Angela Cavazzoni, insegnanti a Ceriano Laghetto; Nicoletta Di Muzio, Alessandra Garbagnati, Greta Tonetto, insegnanti a Lazzate; Crina Negoescu, Maria Najimi, Gianna Ferrario, Rosella Murano, Mariacarla Radice, Marco Landini, insegnanti a Cogliate. E’ stata poi la volta dei veri protagonisti della festa, i corsisti, che in un tripudio di colori sono saliti sul palco e si sono presentati, prima di ricevere il diploma di partecipazione ai corsi. Il pianista e le due cantanti hanno infine incantato il pubblico con l’Hallelujah di Leonard Coen. Ha chiuso l’evento la merenda etnica, molto varia, ricca, saporita e colorata, generosamente offerta dalle corsiste e arricchita dal profumato tè preparato da Aziz. Fonte: G.Palmerini

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PITTI UOMO 106

A Pitti Uomo 106 compratori esteri in lieve aumento In crescita Germania, Olanda e gli altri mercatidell’Europa centro settentrionale, confermano i numeri Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, si consolida la ripresa asiatica. In diminuzione – attesa – i compratori italiani In totale circa 11.500 buyer e più di 15.000 visitatori. “I primi dati sull’affluenza finale – riporta con soddisfazione e sobrietà Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – indicano che dopo il grande aumento dello scorso giugno, 20% sul 2022, i compratori esteri registrano una lieve crescita, a raggiungere le 5.300 unità. La conferma dei buyers internazionali – quelli che fanno il mercato e indicano la direzione – sono indicatori importanti per gli espositori, danno fiducia e prospettiva. Il numero delle affluenze italiane invece non conferma i risultati del 2023, diminuiscono del 7%, ma devo dire che questo era ampiamente previsto, considerata la chiusura di tantissimi negozi in questi ultimi due, tre anni e l’andamento poco dinamico dei consumi interni. L’idea che circola tra operatori e commentatori è che – contando su un relativo allentamento delle tensioni geopolitiche e sugli stimoli all’economia da parte delle istituzioni economiche e monetarie – dobbiamo attendere il 2025 per una decisa ripresa.” A poche ore dalla conclusione di questa 106esima edizione, il numero di presenze complessive si avvia a raggiungere gli 11.500 compratori, con una percentuale estera che arriverà al 46%. In totale i visitatori in Fortezza hanno superato le 15.000 presenze. “La qualità delle presenze è alta – prosegue Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine – ci sono i migliori, motivati e intenzionati a far tornare i clienti nei loro negozi e department stores. Da rimarcare quindi, al di là della conferma di Francia, Stati Uniti e UK, la crescita dell’Europa centro settentrionale (Germania a +15% e circa 680 compratori in Fortezza, performance molto buone di Olanda, Austria, Belgio e Paesi Baltici), il sorprendente aumento dell’Europa dell’Est (Polonia, Repubblica Ceca, Serbia, Ungheria, Bulgaria), il consolidamento della ripresa asiatica (anche per i nuovi arrivati come Singapore, Indonesia, Thailandia e Mongolia) e l’exploit di mercati chiave come Turchia e Kazakistan”. I 15 mercati esteri più presenti a Pitti Immagine Uomo 106 sono, nell’ordine:Germania, Olanda, Gran Bretagna, Spagna, Giappone, Turchia, Stati Uniti, Francia, Svizzera, Austria, Belgio, Polonia, Corea del Sud, Russia e Cina. “Anche questa è una stagione che va affrontata con fiducia e coraggio – commenta Antonio De Matteis, presidente di Pitti Immagine – in modo consapevole e, insieme, con la stessa energia di sempre. Sono contento anzitutto per i miei colleghi, che hanno proposto collezioni di grande qualità, in termini di manifattura, nuovi materiali e stile: Pitti Uomo, siamo alla 106esima edizione, ancora una volta rappresenta lo stimolo per presentarsi al meglio, per fare innovazione, per confermarsi leader. Naturalmente non possiamo nasconderci la situazione difficile del mercato italiano. E’ vero che la distribuzione italiana di alto livello – i negozi specializzati che fanno tendenza e che per questo sono méta di visite e analisi da parte dei colleghi esteri di tutto il mondo – è presente senza defezioni, ma il problema è la debole dinamica dei consumi interni. Dobbiamo tutti fare una riflessione e capire come aprire una nuova fase di crescita e di fiducia: rappresentanze imprenditoriali e del lavoro, governo italiano, istituzioni europee…  La squadra di Pitti è inesauribile nel fare ricerca e scouting, fornire servizi agli operatori, ideare eventi speciali e comunicare. Ma tutti noi, a partire dal sottoscritto, sappiamo quanta strada ci sia ancora da fare. Anche Firenze risponde da par suo: con i luoghi, le persone, le atmosfere, le voci… cioè tutta quella vitalità che è indispensabile per qualsiasi evento basato sui rapporti umani”. Un’edizione di Pitti Uomo che ha visto svolgersi anche un ricco calendario di eventi, in Fortezza e in città, con grande partecipazione e attenzione da parte degli oltre 1.000 giornalisti e operatori media arrivati a Firenze. A partire dall’evento speciale di apertura di Paul Smith, il fashion show della Guest Designer Marine Serre, la presentazione col debutto del menswear di Plan C e la prima sfilata in assoluto di Pierre-Louis Mascia. E poi i tanti debutti, i lanci e le anteprime, le celebrazioni di questa edizione, in cui l’internazionalità è stata una cifra distintiva anche delle tante collaborazioni e progetti speciali – da Scandinavian Manifesto a J Quality, fino alla novità China Wave – presentati con successo da Pitti Immagine in Fortezza. Firenze, 14 giugno 2024 Pubblicazione a cura di Ufficio Stampa KREA’ di Carla Cavicchini

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