“Dove finisce la paura, inizia la protezione”

  CONFERITO IL PREMIO INTERNAZIONALE BOOKS for PEACE 2026 A B.A.C.A. – BIKERS AGAINST CHILD ABUSE USA E ITALIA “Dove finisce la paura, inizia la protezione” Nella splendida cornice di San Gimignano si è svolto un evento straordinario che ha visto la partecipazione di 115 moto e oltre 150 bikers provenienti da tutta Italia, isole comprese, uniti da un unico grande obiettivo: proteggere i bambini vittime di abusi e maltrattamenti. In questo contesto di forte valore umano, sociale e simbolico, è stato conferito il Premio Internazionale BOOKS for PEACE 2026 a – Bikers Against Child Abuse USA e Italia, organizzazione internazionale di volontariato impegnata nella tutela e nella difesa dei minori vittime di violenza. Nata negli Stati Uniti nel 1995 e presente in Italia dal 2010, B.A.C.A. affianca istituzioni, tribunali e servizi sociali con una missione concreta e profondamente umana: permettere ai bambini di non vivere più nella paura, i motociclisti di B.A.C.A. intervengono esclusivamente su segnalazione di enti statali, tribunali o servizi sociali, attraverso azioni reali di sostegno, accompagnamento e protezione.   Tra le principali attività svolte dall’associazione: Presenza protettiva I membri scortano i bambini, garantiscono sostegno emotivo e, se richiesto e autorizzato, partecipano anche alle udienze in tribunale affinché i minori possano affrontare momenti estremamente delicati sentendosi protetti e non soli. Integrazione nella “Famiglia” I bambini accolti da B.A.C.A. ricevono un gilet identificativo ed un “nome di strada”, elemento simbolico che permette loro di sentirsi parte di una comunità che li protegge, li sostiene e restituisce loro fiducia e coraggio. All’interno dell’associazione, anche i volontari utilizzano nickname e nomi di strada come ulteriore forma di tutela della privacy e della sicurezza, soprattutto nei percorsi di protezione dei minori e delle persone vulnerabili. L’associazione opera in tutta Italia attraverso numerose sedi operative, denominate “Chapter”, coordinate da volontari che ogni giorno mettono il proprio tempo, la propria umanità e il proprio coraggio al servizio dell’infanzia.     Per Antonio Imeneo, Presidente di BOOKS for PEACE, “il Premio BOOKS for PEACE intende riconoscere il profondo valore etico, civile e sociale dell’opera svolta da B.A.C.A. USA e Italia, autentico esempio di solidarietà attiva, difesa dei diritti umani e tutela dell’infanzia. È stata un’emozione autentica e indimenticabile stringere la mano a questi ‘angeli della strada’, uomini dall’aspetto forte e talvolta intimidatorio, ma capaci di trasmettere, attraverso i loro occhi sinceri, il loro cuore leale e la loro straordinaria umanità, una vibrazione di protezione, amore e coraggio profondamente disarmante.” “I Bikers non girano le spalle, proteggono, sostengono, non lasciano nessuno solo,” questa frase rappresenta l’essenza di una realtà che, nel silenzio e lontano dai riflettori, restituisce dignità, sicurezza e speranza a tanti bambini segnati dalla sofferenza. BOOKS for PEACE, premio internazionale dedicato alla Cultura della Pace, ai Diritti Umani e al dialogo tra i popoli, continua così il proprio percorso di riconoscimento verso donne, uomini e organizzazioni che operano concretamente per costruire un mondo più giusto, umano e inclusivo. “Invio Uno speciale ringraziamento a Niho, Trappola, Puma, Cooper per aver contribuito a realizzare tutto ciò”. Antonio Imeneo  

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Zonta Italia, conclusi a Taranto i lavori dell’Area 3

    Si sono conclusi a Taranto i lavori dell’Area 3 di Zonta Italia, organizzazione internazionale che riunisce club di donne impegnate nella promozione dell’empowerment femminile e del miglioramento delle condizioni di vita delle donne in tutto il mondo. L’Area Meeting di chiusura del biennio Zontiano 2024-2026 si è svolta presso la sede del Comune, dove si sono tenuti i lavori. Presenti al meeting anche le Zontiane di “Palermo Triscele”, Emilia Mulè, Giada Traina, Salvina Amenta, Caterina Di Chiara e Chiara Gaudenti. L’Area Director uscente Evelyn Zappimbulso, insieme alla Governor uscente Kathrin Laubacher e alla Presidente di Zonta Italia Leonilda Cussotto, hanno discusso dei progetti 2026 che stanno per essere varati, sempre insieme e con spirito Zontiano.   Un augurio di buon lavoro va al nuovo Board di Area 03 per il biennio 2026-2028, composto da Area Director Monica Ghirardini, Vice Daniela Ferrara, Tesoriere Caterina Di Chiara, Advocacy Lucia Pangaro, insieme alla nuova Governor Zelinda Legge. Il nuovo Board si è complimentato con la Presidente Internazionale eletta Fernanda Gallo Freschi. In occasione della scorsa Giornata della Terra, le socie Zontiane di tutto il mondo hanno compiuto un grande passo avanti per l’uguaglianza, usando le impronte per dimostrare come la giustizia climatica e la parità di genere siano profondamente connesse. Da ciò che rappresentiamo (i diritti di genere) a ciò che lasciamo dietro di noi (il nostro impatto sul pianeta), ogni azione ci avvicina a un futuro più equo e sostenibile. In questi tre giorni intensi si sono ritrovate, inoltre, Zontiane provenienti da diverse città italiane appartenenti all’Arae 03, dove i valori dei vari club Zonta presenti si sono mischiati al calore della Puglia per poi concludere la serata con una splendida cena sociale, con il rosso passione del Primitivo di Manduria e la conturbante pizzica salentina.   Foto: Gruppo, da sinistra: Leonilda Cussotto, Caterina Di Chiara, Antonella De Marco, Evelyn Zappimbulso, Kathrin Laubacher, Monica Ghirardini. Caterina Di Chiara  

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La buona lettura

COMUNICATO STAMPA ARISCHIA OSPITA LA PRESENTAZIONE DEL VOLUME “FUGA DAL GARIGLIANO” DI EZIO BECCIA Un viaggio tra storia, memoria e territorio alla scoperta delle origini della Valle Saracena   L’AQUILA – Sabato 23 maggio 2026, alle ore 17:30, presso la sede ADUC Usi Civici di Piazza Duomo ad Arischia (L’Aquila), si terrà la presentazione del volume Fuga dal Garigliano. Destinazione Amiternum e la Valle Saracena di Ezio Beccia, pubblicato da One Group Edizioni.   L’opera affronta una delle vicende meno conosciute del Medioevo italiano, ricostruendo, attraverso fonti, pergamene, cronache e tradizioni locali, il possibile percorso compiuto dalle sopravvissute alla battaglia del Garigliano del 915, fino alle montagne dell’Amiternino e della cosiddetta Valle Saracena.   Il volume propone una ricerca che intreccia storia, toponomastica, memoria collettiva e identità territoriale, offrendo nuovi spunti di riflessione sulle origini di alcuni luoghi dell’area aquilana e sul rapporto tra grandi eventi storici e vicende locali.   Il libro è frutto di un lungo e approfondito lavoro di ricerca dedicato alla storia del territorio e alle vicende dell’Italia Medievale su fonti documentarie, pergamene e cronache altomedievali, con particolare attenzione ai rapporti tra memoria storica, identità locale e trasformazioni sociali del territorio appenninico.   Con Fuga dal Garigliano propone una ricostruzione che unisce rigore documentale e capacità narrativa, riportando all’attenzione del pubblico vicende poco conosciute legate alla Valle Saracena, ad Amiternum e alle antiche dinamiche del Ducato di Spoleto.   Oltre all’autore interverranno: Francesca Pompa, Presidente One Group Carlo Fonzi, Presidente IASRIC Sandro Zecca, studioso di fonti medievali Alfonso Forgione, docente di Archeologia Medievale Università dell’Aquila I saluti istituzionali saranno affidati a Elia Serpetti, Presidente ADUC. Modererà l’incontro il giornalista Giustino Parisse.   L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di approfondimento culturale dedicata alla storia del territorio e alla valorizzazione delle sue radici, attraverso un dialogo aperto tra ricerca storica, tradizione e comunità. Ingresso libero. Fonte: Goffredo Palmerini

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Castrovillari varca i confini: missione Lions in Francia nel segno della solidarietà

Il presidente Don Paolo Baratta ospite del Lions Club Roissy Pays de France: focus sui “tulipani della solidarietà” per sostenere la ricerca contro il cancro e rafforzare il legame tra i club   Castrovillari si affaccia con decisione oltre i confini nazionali e consolida la propria presenza nel panorama internazionale del servizio. Lo scorso 1° maggio 2026 il dottor Don Paolo Baratta, presidente del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro, ha partecipato a una conviviale del Lions Club Roissy Pays de France, in Francia, rafforzando un rapporto di collaborazione già avviato tra le due realtà. Nel corso dell’incontro, Baratta ha visitato l’impianto dedicato alla coltivazione dei cosiddetti “tulipani della solidarietà”, iniziativa simbolo dell’impegno Lions a sostegno della ricerca oncologica. I fiori vengono infatti distribuiti nell’ambito di campagne di raccolta fondi destinate a finanziare progetti scientifici contro il cancro, unendo gesto simbolico e impegno concreto. Alla conviviale hanno preso parte autorevoli rappresentanti del Lions francese: Jacques Bresson, secondo vice governatore IDFO Île-de-France Ouest, Manuel Dos Santos, primo vice governatore della stessa area, Antoine Da Costa, primo vicepresidente del Lions Club Roissy Pays de France, Emmanuel Remy, presidente di zona e del club ospitante, ed Eric Blanchard, presidente del Lions Club Hossegor. L’incontro ha rappresentato non solo un momento di condivisione istituzionale, ma anche l’occasione per ribadire lo spirito che anima l’associazione a livello globale: “Insieme possiamo, insieme serviamo”. Un principio che trova piena espressione in iniziative come quella dei tulipani solidali, capaci di coniugare territorio, cooperazione internazionale e sostegno alla ricerca. Castrovillari, ancora una volta, dimostra di saper essere presente anche lontano da casa, portando il proprio contributo a una causa universale come la lotta contro il cancro. di Redazione

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Malta: un elettrocardiografo per bambini tra scienza, solidarietà e autismo

Mosta (Malta), 24 aprile 2026 — Una donazione concreta, un messaggio universale: prendersi cura dei più fragili. Presso il centro Dar Tgħanniqa ta’ Omm di Mosta, il Kiwanis International ha celebrato la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo con un’iniziativa che unisce scienza, solidarietà e cooperazione internazionale. Protagonisti dell’evento, tre club — Kiwanis Club Cosenza, Kiwanis Club Malta First e Kiwanis Club Acicastello Riviera dei Ciclopi — che hanno donato un elettrocardiografo alla LifeNetwork Foundation Malta, rafforzando le capacità diagnostiche e di prevenzione sanitaria per i bambini accolti nella struttura. L’iniziativa nasce da un gemellaggio tra i club di Cosenza e Malta, suggellato nel novembre scorso, e rappresenta un esempio concreto di sinergia internazionale trasformata in beneficio reale per la comunità. La consegna ufficiale è avvenuta alla direttrice Miriam Sciberras, alla presenza di autorità e rappresentanti istituzionali. Nel suo intervento, il presidente del Kiwanis Club Cosenza, Paolo Trotta, ha sottolineato il valore simbolico e umano della donazione: non solo uno strumento medico, ma “un atto di ascolto”, coerente con la missione dell’organizzazione — Serving the Children of the World. Nel corso della cerimonia è stato inoltre consegnato il Manifesto per la Pace e i Bambini nel Mondo, a ribadire l’urgenza di un impegno condiviso in un contesto globale sempre più complesso. Momento centrale della giornata, l’incontro diretto con i bambini del centro: una dimensione semplice e autentica, fatta di gesti, sguardi e presenza, che ha dato senso concreto all’intera iniziativa. Accanto alla donazione, spazio anche alla riflessione scientifica con un convegno dedicato all’autismo. Gli interventi della prof.ssa Cristina Tornali e del prof. Ignazio Vecchio hanno affrontato temi chiave come le basi neurobiologiche, i modelli riabilitativi e l’importanza della diagnosi precoce, sottolineando la necessità di un approccio inclusivo e personalizzato: non è il bambino ad adattarsi al modello, ma il contrario. La giornata si è conclusa con i ringraziamenti ai promotori, ai relatori e a tutti i soci coinvolti, suggellando un’iniziativa che va oltre il gesto tecnico: un ponte tra Italia e Malta, tra volontariato e comunità, tra competenza e umanità. In sintesi, a Mosta non è stato donato soltanto un elettrocardiografo. È stato ribadito, con sobrietà e concretezza, che la solidarietà — quando funziona — ha il suono preciso di un battito che continua. Paolo Trotta KIWANIS INTERNATIONAL  •  Serving the Children of the World Kiwanis Club Cosenza  •  Kiwanis Club Malta First  •  Kiwanis Club Acicastello Riviera dei Ciclopi  

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Amor empio tiranno – I.I.C. New York

  PRESENTATO CON SUCCESSO A NEW YORK IL CORTOMETRAGGIO AMOR EMPIO TIRANNO INTERPRETATO DAL SOPRANO DOMINIKA ZAMARA E PRODOTTO DAL COMPOSITORE TIZIANO BEDETTI     Durante l’applauditissimo concerto del soprano Dominika Zamara accompagnata al pianoforte dal pianista americano Clipper Erickson che si è tenuto negli Stati Uniti il 21 Aprile alle ore 18.00, presso l’Istituto Italiano di Cultura di New York a Park Avenue, è stato presentato il cortometraggio Amor Empio Tiranno prodotto da Tiziano Bedetti ed interpretato dalla stessa soprano Dominika Zamara in veste di cantante ed attrice. Il video è stato girato dal regista, video maker e sceneggiatore torinese Michele Rossi, con le musiche originali di Tiziano Bedetti presso il Castello di Aymavilles in Valle d’Aosta.  Il progetto che ha visto coinvolto il compositore adriese anche nella veste di produttore, è stato realizzato grazie alla Regione Autonoma Valle d’Aosta, la Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Valle d’Aosta, il Comune di Aymavilles l’Associazione La Bottega dei Sogni di Debora Nania e Roberto Pegoraro unitamente agli interpreti Dominika Zamara e Stefano Bigoni. La musica di Tiziano Bedetti ha costruito un percorso che unisce storia e fantasia, su versi della seicentesca poetessa padovana Isabella Canali Andreini, nello scenario fiabesco di sublime bellezza al Castello di Aymavilles (Aosta). Il canto è stato ispirazione per la sceneggiatura e il cortometraggio dove i personaggi si proiettano in un mondo surreale che si svolge in uno scrigno di armonia e bellezza. Il cortometraggio che è stato molto apprezzato dal pubblico newyorkese verrà presentato nei prossimi giorni presso le emittenti televisive americane. Tiziano Bedetti  Fonte: Goffredo Palmerini

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NY – Sanità, innovazione ed etica

COMUNICATO STAMPA   Sanità, innovazione ed etica: al Consolato Generale d’Italia a New York il dialogo Italia–USA per costruire modelli sanitari più umani e sostenibili”   New York, 13 aprile 2026 – Si terrà presso il Consolato Generale d’Italia a New York il convegno internazionale “Ethics, Innovation, Care: The Italy–USA Dialogue for a More Human-Centered Healthcare System”, promosso dagli Intergruppi parlamentari “Progetto Italia (lavori pubblici, edilizia e urbanistica)”, presieduto dall’On. Erica Mazzetti, e “Sanità e Ripresa”, presieduto dall’On. Simona Loizzo, con il coinvolgimento di autorevoli rappresentanti istituzionali, accademici e del mondo sanitario italiano e statunitense. L’iniziativa nasce dalla volontà congiunta dei due Intergruppi di promuovere un dialogo strutturato tra Italia e Stati Uniti sui grandi temi della sanità, con l’obiettivo di mettere al centro la persona e il valore della cura nella sua dimensione più umana, senza trascurare la sostenibilità dei modelli sanitari, anche sotto il profilo economico e organizzativo. Il convegno si inserisce nell’ambito di una più ampia missione istituzionale negli Stati Uniti, finalizzata a rafforzare il dialogo bilaterale sui temi strategici della sanità, dell’innovazione tecnologica e dei modelli organizzativi orientati alla centralità della persona. Ad aprire i lavori sarà il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli. Nel corso della sessione iniziale saranno trasmessi i saluti istituzionali, in collegamento video, del Ministro della Salute del Governo italiano, On. Orazio Schillaci. Interverrà inoltre, sempre da remoto, Don Marco Belladelli, Coordinatore della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa. I lavori del convegno saranno coordinati dall’Ing. Alessandro Astorino, Segretario Generale degli Intergruppi parlamentari promotori. La sessione inaugurale vedrà la partecipazione dell’On. Erica Mazzetti, Presidente dell’Intergruppo parlamentare Progetto Italia, e del Prof. Vittorio De Pedys, Presidente di SIMEST S.p.A., a testimonianza del ruolo strategico dell’internazionalizzazione e degli investimenti nel settore sanitario. Tra i relatori, esponenti di primo piano del panorama internazionale, tra cui Tino Ruta (CEO Knights Care LLC), Massimo Mangini (Presidente Mangini Group), Marc Zimmet (CEO Zimmet Healthcare), Ken Kitatani (ICEED Governance Officer), Tanya Enigk (Vice President CCORisk Management) e Alessandro Salatino (Dana-Farber Cancer Institute – Harvard Medical School). Il convegno si propone di approfondire il confronto tra i sistemi sanitari italiano e statunitense, con particolare attenzione alla sanità per gli anziani, all’innovazione digitale, ai modelli sostenibili di gestione sanitaria e alle nuove frontiere della medicina di precisione. Centrale il tema della “umanizzazione della cura”, in linea con le più recenti evoluzioni normative e con una visione che pone la persona al centro dei percorsi di assistenza. A concludere i lavori sarà Mons. Hilary Franco, Advisor della Missione Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, a testimonianza della rilevanza etica e internazionale dell’iniziativa. Il convegno rappresenta un’importante occasione di dialogo tra istituzioni, imprese e mondo accademico, con l’obiettivo di costruire modelli di cooperazione capaci di coniugare innovazione, sostenibilità – anche economica – e attenzione alla dignità della persona. Per informazioni stampa:Jennifer Adriana LaDelfaU.S. Lead – Diplomatic Advisor, Multilateral Affairs & Cross-Cultural Communications StrategistCell. +1 (917) 887-3458 LA SEGRETERIA Intergruppo Parlamentare Progetto Italia Lavori pubblici, edilizia e urbanistica

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Novant’anni e non sentirli: la Casa d’Italia di Rio celebra la sua storia

    Una mostra elegante e partecipata rende omaggio al simbolo dell’italianità nella Cidade Maravilhosa, tra memoria, cultura e futuro Novant’anni non sono pochi. Per un edificio, poi, sono molto più di una cifra: sono memoria, stratificazione, identità. Sono le voci di generazioni diverse che si sono avvicendate sotto lo stesso tetto, mantenendo vivo un legame che il tempo non ha scalfito. La Casa d’Italia di Rio de Janeiro, fondata il 29 marzo 1936, ha festeggiato questo importante anniversario con una mostra di grande interesse e ottima riuscita, confermandosi ancora oggi uno dei simboli più autorevoli della presenza italiana in Brasile.               Rio de Janeiro, già capitale del Paese fino al 1960 e oggi cuore pulsante dell’omonimo Stato, resta la Cidade Maravilhosa, appellativo che non ha bisogno di spiegazioni. In questa cornice unica, la Casa d’Italia ha sempre rappresentato, per italiani e italo-discendenti, un approdo sicuro: luogo di riferimento, di incontro, di rappresentanza e, soprattutto, di memoria collettiva. Per celebrare il prestigioso traguardo è stata inaugurata, il 31 marzo presso il Polo Culturale ItaliaNoRio, la mostra “Casa d’Italia di Rio de Janeiro: 90 anni”, un’esposizione ben concepita e accuratamente organizzata, capace di ripercorrere con chiarezza e gusto narrativo la storia di uno dei principali emblemi dell’italianità nella capitale fluminense. Alla presentazione del progetto ha preso parte il coordinatore amministrativo del Consolato Generale d’Italia a Rio de Janeiro, Flavio Cenciarelli, in rappresentanza del Console Generale Massimiliano Iacchini. Nel suo intervento ha richiamato il valore originario dell’istituzione, ricordando il “sogno iniziato 90 anni fa, di creare una casa per tutta la comunità italiana nella Cidade Maravilhosa”. Un sogno che ha saputo attraversare i decenni e accogliere visite di altissimo profilo istituzionale. Tra queste, spicca quella del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel 2000, in occasione del cinquecentesimo anniversario della storia del Brasile. Ventiquattro anni dopo, a conferma del valore simbolico e diplomatico della struttura, è seguita la visita del Presidente Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’emigrazione italiana in Brasile. Un passaggio dal forte significato storico e ideale: due Presidenti della Repubblica, a distanza di quasi un quarto di secolo, a rendere omaggio allo stesso luogo, quasi a sancire la continuità del rapporto tra l’Italia e una delle più grandi comunità italiane all’estero. E i numeri, del resto, sono eloquenti: circa 750 mila iscritti all’AIRE e una comunità stimata in 30 milioni di discendenti di emigrati italiani, molti dei quali arrivati in Brasile tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Curata da Aristides Corrêa Dutra, la mostra si sviluppa in tre sezioni tematiche che accompagnano il visitatore lungo un percorso cronologico ben costruito. La prima sala è dedicata alla nascita della Casa d’Italia, con progetti, planimetrie e documenti originali relativi alla sua ideazione negli anni Trenta, inclusi i lavori degli architetti Riccardo Buffa, Giulio Cellini e Clemente Busiri Vici. È una sezione che restituisce con efficacia il contesto storico e il ruolo della comunità italiana nella realizzazione di uno spazio rappresentativo nel cuore di Rio. Il secondo nucleo affronta una fase delicata ma fondamentale: l’appropriazione dell’edificio da parte del governo brasiliano e la successiva restituzione alla collettività italiana negli anni Settanta. Un passaggio che racconta, meglio di molte parole, come la storia delle istituzioni si intrecci inevitabilmente con quella delle comunità. La terza sezione guarda invece al presente: la Casa d’Italia come sede dell’Istituto Italiano di Cultura e del Consolato Italiano, polo di diffusione culturale e diplomatica, oltre che protagonista del processo di riqualificazione avviato dal 2012. Un percorso che ha ampliato la funzione dello spazio, aprendolo a iniziative culturali, educative e gastronomiche. Particolarmente apprezzato dal pubblico l’ambiente interattivo che riproduce la vista dalla finestra del Consolato, una soluzione espositiva raffinata e coinvolgente che arricchisce l’esperienza del visitatore. Di rilievo anche la presenza istituzionale e giornalistica. Il presidente del gruppo Comunità Italiana, Pietro Petraglia, ha sottolineato l’importanza degli interventi di recupero dell’edificio, mentre la stampa italiana in Brasile, attraverso l’ASIB, è stata rappresentata dal cronista Miguel Toscano, in rappresentanza del presidente, avv. Giuseppe Arnò. Presenti anche il CONI, con il delegato Alfredo Apicella, e altre autorevoli istituzioni. La serata si è conclusa con un cocktail elegante e perfettamente all’altezza dell’occasione, suggellando il successo di una manifestazione riuscitissima. Perché, in fondo, gli edifici non sono soltanto muri, finestre e corridoi. Quando custodiscono una storia, diventano qualcosa di più: una coscienza collettiva, una casa nel senso più pieno del termine. E la Casa d’Italia di Rio, dopo novant’anni, continua a essere esattamente questo: non solo un luogo, ma un pezzo d’Italia affacciato sul Brasile, dove il passato non si limita a essere ricordato, ma continua a dialogare con il presente. Giuseppe Arnò in collaborazione con Miguel Toscano * Foto 1-5 di Miguel Toscano Foto 6-8 di Alfredo Apicella

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Roma – L’inedito di Gianni Minà al CONI

 A 3 ANNI DALLA SCOMPARSA DI MINA’ E’ STATO PRESENTATO AL CONI IL SUO INEDITO “FACCE PIENE DI PUGNI”  x x PRESENTATO QUESTA MATTINA AL CONI “FACCE PIENE DI PUGNI. STORIE NON SOLO DI RING” (EDIZIONI MINERVA) L’inedito di Gianni Minà A cura di Loredana Macchietti   Prefazione di Isabella Rossellini Link alla cartella stampa   Roma, 27 marzo 2026 – A tre anni dalla scomparsa di Gianni Minà, è stato presentato oggi al CONI Facce piene di pugni. Storie non solo di ring, libro inedito scritto dallo stesso Minà e pubblicato per la prima volta da Edizioni Minerva, grazie al lavoro della Fondazione Gianni Minà e alla cura di Loredana Macchietti. L’incontro – realizzato in collaborazione con l’USSI, Unione Stampa Sportiva Italiana, che quest’anno celebra gli ottant’anni dalla sua fondazione – ha riunito giornalisti, istituzioni e protagonisti del mondo sportivo.   Facce piene di pugni nasce da un materiale stratificato – interviste, appunti, dattiloscritti – che Minà aveva raccolto seguendo da vicino il mondo della boxe tra Stati Uniti ed Europa. Fin dalle prime pagine è chiaro che non si tratta solo di sport. Il ring diventa un punto di osservazione sul Novecento in cui le tensioni sociali, le questioni razziali, il rapporto tra potere e comunicazione, le traiettorie individuali si intrecciano con la storia collettiva. Minà entra nelle vite dei pugili senza retorica, con quella capacità rara di ascoltare prima ancora che raccontare. La pubblicazione del volume è anche il risultato di un lavoro più ampio, portato avanti dalla Fondazione Gianni Minà, nata nel 2023 per custodire e valorizzare un patrimonio unico fatto di documentari, interviste, articoli e materiali inediti. Negli ultimi anni questo lavoro ha preso forma attraverso progetti concreti, come la creazione dell’Archivio Digitale.   “Le carriere dei giornalisti non sempre sono infinite, ma nel caso di Gianni Minà si può ben pensare ad un insegnamento continuo. Un autentico maestro nel racconto dello sport, in cui ha fatto prevalere principalmente il rispetto per il suo pubblico, fossero lettori o telespettatori. Per lui l’importante era riuscire ad offrire qualcosa di “oltre” per consentire che ci fosse un dialogo tra i beniamini e i protagonisti e chi li porta nel cuore. Un giornalista di rara cultura e grande umanità che tanto ha dato ad un segmento del giornalismo, quello sportivo in particolare, che si preoccupa di raccontare forse più di qualsiasi altro, di raccontare luoghi, territori, persone imprese e sconfitte, ma il tutto all’insegna di un sentimento prevalente, la forza dirompente di un aspetto della vita che non ha barriere ideologiche, ma soprattutto non cede il suo fascino a misure cronometriche o risultati agonistici.  Gianni Minà è una colonna del giornalismo in generale, non soltanto per il settore sport, che però lo ha attratto quasi più di qualunque altro, proprio per quella sua famelica voglia di raccontare e farsi raccontare” – ha dichiarato Gianfranco Coppola, presidente USSI “Per la casa editrice Minerva è un grande onore aver riportato alla luce un’opera così significativa, attesa e necessaria. Pubblicare “Facce piene di pugni” significa restituire ai lettori un progetto di straordinario valore e rendere omaggio alla figura di Gianni Minà, uno dei più grandi narratori del nostro tempo. Il suo sguardo, capace di unire rigore giornalistico e profondità umana, attraversa queste pagine con una forza ancora attualissima. Siamo orgogliosi di aver contribuito a dare nuova vita a un libro che è insieme memoria culturale e testimonianza di un modo di raccontare lo sport e gli uomini. Desidero infine esprimere la mia più sincera riconoscenza a Loredana Macchietti Minà e alle figlie per la fiducia accordataci in questo progetto” – ha dichiarato Roberto Mugavero, Editore di Minerva.   “Il libro “Facce piene di pugni, storie non solo di ring” nasce dal desiderio della Fondazione Gianni Minà di chiudere un progetto a cui il giornalista ha dedicato grande energia: completare la serie per la Rai sulla storia della boxe che era stata interrotta improvvisamente. Molte delle biografie sono state scritte da Minà stesso, estrapolate dai dattiloscritti delle sue interviste fatte negli Usa a cavallo degli anni Settanta. Lo stesso metodo è stato usato per scrivere le biografie mancanti -per cui la fonte certa sono tutte le interviste filmate eseguite dal giornalista per Rai Due e andate in onda una sola volta nei primi anni Ottanta- compresi i suoi articoli, le sue telecronache, i suoi appunti. Minà non riuscì più, nonostante i suoi sforzi, a concludere quella produzione ed era per questo che aveva pensato a un libro, questo libro, che finalmente, dopo quarant’anni, vede la luce” – ha dichiarato Loredana Macchietti.   “’Facce piene di pugni’ è un libro che racconta profondamente lo sguardo di mio padre sul mondo e sullo sport. È anche per custodire e dare continuità a questa visione che è nata la Fondazione Gianni Minà, di cui sono portavoce, con l’intento di proteggere e valorizzare l’archivio filmico e cartaceo del giornalista, frutto di un lavoro che è stato espressione, più che di una professione, di una vocazione. Mio padre, con il suo continuo e intenso impegno, è stato uno dei pochi giornalisti a lasciare testimonianza approfondita di molti grandi del Novecento. La Fondazione, in tre anni, ha all’attivo tre libri. Il lavoro portato avanti è incentrato sia sulla memoria che sulla realizzazione di “ponti” sociali, culturali e scientifici. Attraverso la costruzione di reti, di dialoghi, e di amicizie, siamo convinti che si possa costruire qualcosa di unico e arricchente, all’insegna di quanto ha sempre sostenuto Gianni Minà” – ha dichiarato Francesca Emilia Minà, membro fondatore della Fondazione Gianni Minà.   “Oggi è il giorno del ricordo ma anche della condivisione di un’eredità preziosa, quella del grande Gianni Minà, interprete unico e inimitabile della storia, dei valori e di quel giornalismo autentico e ricco di umanità. Porto i saluti del Presidente Flavio D’Ambrosi e di tutta la Federazione, onorata, nell’anno dei suoi 110 anni, di aver contribuito, con immagini dell’Archivio Storico FPI, alla realizzazione di un’opera che, grazie al Presidente della Fondazione Gianni Minà Loredana Macchietti e a Edizioni Minerva, con il

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IX edizione del Premio Giornalistico Internazionale ARGIL

    GRANDE SUCCESSO PER LA IX EDIZIONE DEL PREMIO GIORNALISTICO INTERNAZIONALE ARGIL – ITALIAN EXCELLENCE AWARD   Si è svolta con straordinario successo martedì 17 marzo 2026, nella prestigiosa Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma, la IX edizione del Premio Giornalistico Internazionale ARGIL – Italian Excellence Award, confermandosi uno degli appuntamenti più autorevoli nel panorama nazionale dedicato al giornalismo e alle eccellenze italiane. La manifestazione ha registrato una partecipazione eccezionale, con sala gremita in ogni ordine di posti, a testimonianza dell’interesse e del prestigio che il Premio continua a rappresentare negli anni. A rendere ancora più significativa l’edizione 2026 è stata la presenza delle telecamere del TG2, che ha seguito l’evento, contribuendo a dare ulteriore visibilità ad un’iniziativa che celebra il talento italiano nel mondo. L’iniziativa, promossa dal Gruppo Giornalisti Gino Falleri, dalla Fondazione Eurispes e da Confimprese Italia, ha visto una conduzione impeccabile da parte di Manuela Biancospino, Direttrice del Premio e Consigliera dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, che ha guidato l’intera cerimonia con professionalità, eleganza e grande capacità narrativa. Un’edizione che ha saputo coniugare memoria, visione e contemporaneità, rendendo omaggio all’eredità del suo ideatore, Gino Falleri, e rafforzando il ruolo del giornalismo come strumento di valorizzazione delle eccellenze italiane. Protagonisti assoluti dell’evento sono stati i premiati, figure di altissimo livello del panorama istituzionale, scientifico, culturale e artistico, che rappresentano il meglio dell’Italia a livello nazionale e internazionale. Tra questi, il Professor Federico Faggin, una delle figure più straordinarie del nostro tempo: inventore, scienziato, imprenditore, pioniere della rivoluzione digitale e, allo stesso tempo, pensatore capace di spingersi oltre i confini della tecnologia per interrogarsi sulle domande più profonde dell’esistenza. Se il suo nome è legato in modo indelebile alla nascita del microprocessore e quindi a una delle più grandi trasformazioni della storia umana, il suo percorso più recente lo ha portato verso un’altra frontiera, forse ancora più decisiva: quella della coscienza. Nel corso della cerimonia sono stati inoltre premiati: Gino Falleri, alla memoria -ideatore del Premio; Mons. Marco Malizia, consigliere ecclesiastico del Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale; il Prefetto di Roma Lamberto Giannini; la Principessa Elettra Marconi; Padre Paolo Benanti; Gigliola Cinquetti; l’Ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci; l’Arma dei Carabinieri, rappresentata dal Comandante di Brigata Marco Pecci; l’On. Simonetta Matone, Magistrata e Deputata della Repubblica; il Presidente aggiunto della Corte dei conti Tommaso Miele; la Senatrice Giusy Versace; la Presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli; Dario Salvatori; il Prof. Marco Lacchini; Andrea Garibaldi; Susy Montante; la Dott.ssa Anna Maria Di Blasio. Un riconoscimenti speciale è andato a Roberto Falleri e ad Antonella Sperati. Una targa di merito è stata inoltre assegnata al Sen. Giovanni Mauro, presidente del quotidiano L’identità, per il contributo innovativo nel panorama editoriale italiano. Il Premio ARGIL, continua a distinguersi come momento di incontro e confronto tra i protagonisti della comunicazione, delle istituzioni e della società civile, valorizzando il racconto delle eccellenze italiane come leva strategica per il posizionamento internazionale del Paese. Il riferimento simbolico ad ARGIL, uno dei più antichi resti umani rinvenuti in Europa, sottolinea il legame profondo tra le radici storiche dell’Italia e la sua capacità di innovare e ispirare nel presente. Anche per questa edizione, il Premio ARGIL ha confermato la propria missione: celebrare il valore dell’informazione e di chi, attraverso il proprio operato, contribuisce alla crescita culturale, sociale ed economica dell’Italia, rafforzando il dialogo tra il nostro Paese e il contesto internazionale. Per ampliare ulteriormente la platea ed il coinvolgimento del pubblico, l’evento è stato trasmesso in diretta streaming e si può rivedere sui portali e sui canali social di Eurocomunicazione. Crediti foto, Federico Ciolli.

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