Jany McPherson, Tony Sgro e Ernesto Simpson – trio pianistico

Dal travolgente sound dell’OJS alle atmosfere cameristiche che vedrà il trio pianistico di Jany McPherson al Santa Cecilia   26 febbraio ore 21.15 | 27 febbraio ore 21.30 | 28 febbraio ore 19.00   Palermo 23 febbraio 2026. Dall’irruenza, dall’esuberanza sonora dei mastini della big band dell’OJS, alla dimensione raccolta e cesellata di un trio pianoforte: è nel contrasto che si rivela tutta la ricchezza della stagione della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group. Con la rassegna Brass Extra Series, il suono si fa cameristico, intimo, vibrante. Le masse orchestrali lasciano spazio al respiro, al dettaglio, alla varietà infinita di colori e atmosfere che solo un trio jazz sa evocare. È un viaggio che attraversa dinamiche sottili, improvvise accensioni ritmiche, ballads di intensa liricità e progressioni armoniche travolgenti. Protagonista del concerto “A Long Way”, che arriva a Palermo grazie alla straordinaria presenza di Jany McPherson, pianista, compositrice e performer di carisma magnetico. Con lei sul palco Tony Sgro al contrabasso ed Ernesto Simpson alla batteria: un trio che unisce eleganza, potenza espressiva e una profonda sintonia musicale. L’innato senso ritmico della natìa Cuba, la toccante intensità interpretativa delle sue ballads e l’energia delle sue costruzioni melodiche fanno della McPherson un’artista dalla firma inconfondibile. È una trascinatrice naturale, capace di trasformare ogni concerto in un’esperienza coinvolgente e immersiva. Nata a Guantánamo, dopo una brillante carriera a Cuba — dove ha ricevuto il prestigioso premio “Adolfo Guzmán” e collaborato con artisti del calibro di Omara Portuondo e il Buena Vista Social Club — si trasferisce in Francia, a Nizza, dove attualmente risiede. Il suo talento viene notato dal celebre producer francese Yves Chamberland, con cui incide l’album d’esordio Tres Almas, che ottiene nel 2013 la nomination ai Cubadisco Internacional come “Miglior album di canzoni contemporanee”, riconoscimento replicato nel 2014 per Blues Side Live. Di grande rilievo la recente collaborazione con John McLaughlin, che l’ha voluta con sé sul palco del North Sea Jazz Festival e del Montreux Jazz Festival durante il tour estivo 2022.     Il suo lavoro discografico più recente, Solo Piano!, raccoglie undici brani — dieci originali — e include una personale rilettura di “Cinema Paradiso” di Ennio Morricone, omaggio raffinato alla grande tradizione melodica italiana. Con “A Long Way”, la Brass Extra Series conferma la propria vocazione alla pluralità dei linguaggi: dalla forza orchestrale alla dimensione cameristica, dalla potenza collettiva al dialogo intimo tra tre strumenti. Una stagione che esplora l’intero spettro sonoro del jazz contemporaneo, offrendo al pubblico palermitano esperienze sempre diverse, ma accomunate dalla qualità e dall’eccellenza artistica.   INFO BIGLIETTI È possibile abbonarsi alla stagione concertistica tramite acquisto online oppure contattando il botteghino al numero 334 7391972. Per maggiori informazioni visitare il sito ufficiale della Fondazione o la pagina Facebook. La musica cambia forma, si trasforma, si contrae e si espande. Dall’irruenza della big band al respiro profondo del trio: un lungo viaggio, “A Long Way”, che approda a Palermo.   Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 – 334.7391972, [email protected], www.thebrassgroup.it, fb fondazionethebrassgroup.   Rosanna Minafò addetto stampa Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group

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Antonella Rita Roscilli presenta Zélia Gattai Amado e l’emigrazione italiana in Brasile 

  INVITO In occasione della Giornata dell’Emigrante Italiano in Brasile, siamo lieti di invitarvi alla presentazione del volume Zélia Gattai Amado e l’emigrazione italiana in Brasile di Antonella Rita Roscilli (Cosmo Iannone Editore), che si terrà: giovedì 19 febbraio 2026, alle ore 17.00 Istituto Guimarães Rosa di Roma (Piazza Navona 18) L’iniziativa, promossa dall’Istituto Guimarães Rosa di Roma, dall’Ambasciata del Brasile in Italia e dall’Associazione di Amicizia Italia-Brasile, accompagnerà il pubblico in un viaggio nella Grande emigrazione italiana verso il Brasile tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Attraverso documenti e testimonianze originali, il volume restituisce speranze, sogni e difficoltà vissute da migliaia di emigranti, portando alla luce dati poco conosciuti, vicende emblematiche e figure oggi dimenticate. Il libro ricostruisce inoltre, per la prima volta in modo completo, la vita di Zélia Gattai Amado, protagonista della cultura brasiliana del Novecento e moglie dello scrittore Jorge Amado, offrendo una preziosa chiave di lettura del dialogo storico e culturale tra Italia e Brasile. Dopo i saluti istituzionali dell’Ambasciatore del Brasile in Italia, Renato Mosca, e dell’On. Fabio Porta, interverranno: Giorgio De Marchis (Università degli Studi Roma Tre), Norberto Lombardi (Cosmo Iannone Editore), Antonella Rita Roscilli, autrice del volume. Modera l’incontro Iara Bartira da Silva, Segretario generale dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile. Vi aspettiamo! “Zélia Gattai Amado e l’Emigrazione Italiana in Brasile”: il 19 febbraio all’Istituto Guimarães Rosa di Roma  (Ambasciata del Brasile) apresentação com conferência do livro de Antonella Rita Roscilli  Por ocasião do Dia do Emigrante Italiano no Brasil, promovido pelo Instituto Guimarães Rosa em Roma, pela Embaixada do Brasil na Itália e pela Associazione di Amicizia Italia-Brasile, convidamos para a apresentação do livro “Zélia Gattai Amado e l’Emigrazione Italiana in Brasile” de Antonella Rita Roscilli (Cosmo Iannone Editore), na quinta-feira, 19 de fevereiro de 2026, às 17h00, no Instituto Guimarães Rosa em Roma (Piazza Navona, 18). O livro leva o leitor a uma viagem pela Grande Emigração Italiana para o Brasil entre o final do século XIX e o início do século XX, reconstruindo os contextos sociais e políticos que marcaram suas partidas e chegadas ao exterior. Por meio de documentos e depoimentos originais, a obra explora as esperanças, os sonhos e as dificuldades vividas por milhares de emigrantes, trazendo à luz fatos pouco conhecidos, eventos emblemáticos e figuras hoje esquecidas. O livro também reconstrói, pela primeira vez de forma abrangente, a vida de Zélia Gattai Amado, figura proeminente da cultura brasileira do século XX e esposa do escritor Jorge Amado, oferecendo uma importante perspectiva sobre o diálogo histórico e cultural entre a Itália e o Brasil. Após as saudações institucionais do Embaixador do Brasil na Itália, Renato Mosca, e do deputado Fabio Porta, os palestrantes serão Giorgio De Marchis, Professor de Literatura Portuguesa e Brasileira (Universidade Roma Tre); Norberto Lombardi, curador das coletâneas “Quaderni sulle Migrazioni”, “Reti” e “I Memoriali” (Cosmo Iannone Editore); Antonella Rita Roscilli, pesquisadora, brasilianista e autora do livro. O encontro será moderado por Iara Bartira da Silva, Secretária-Geral da Associazione di Amicizia Italia-Brasile.

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Brasile–Italia, ponti di sapere sul mare

  Seminario internazionale riunisce magistrati e giuristi a Rio e centra la data: diritto comparato con anteprima di Carnevale Rio de Janeiro ha vissuto, lo scorso 12 febbraio, un incontro in cui la toga ha dialogato con i coriandoli, e nessuno ne è uscito perdente. La Revista Justiça & Cidadania e il Tribunal de Justiça do Estado do Rio de Janeiro hanno promosso, presso la Escola da Magistratura do Estado do Rio de Janeiro, il II Seminario Internazionale di Diritto Comparato: Brasile–Italia, consolidando una tradizione di dialogo che si sviluppa da oltre quindici anni nell’ambito del Ciclo di Studi Internazionali di Diritto Comparato. L’evento ha riunito autorità e studiosi dei due Paesi per discutere, in prospettiva comparata, temi al centro delle trasformazioni contemporanee: diritto regolatorio, diritto tributario, diritti umani e intelligenza artificiale. Materie che talvolta appaiono aride nei codici, ma che si rivelano vive e dinamiche quando messe a confronto tra esperienze giuridiche e culturali differenti. Il coordinamento è stato affidato a figure di primo piano: il ministro Luis Felipe Salomão, vicepresidente dello STJ e del CJF; il desembargador Ricardo Couto, presidente del TJRJ; il desembargador Cláudio dell’Orto, direttore generale dell’Emerj; oltre a Tiago Santos Salles ed Erika Siebler Branco, rispettivamente presidente e vicepresidente della rivista. Un insieme di competenze istituzionali e accademiche che ha garantito solidità e visione al confronto. La presenza dei professori italiani Enrico Albanesi, Francesco Farri, Adriana Salvati, Pier Filippo Giacomo Maria Giuggioli e Naiara Posenato ha conferito al seminario un autentico respiro internazionale. Più che semplici ospiti, autentici ponti tra le scuole della magistratura brasiliana e italiana, rafforzando uno scambio che è tecnico e accademico, ma anche umano. E qui merita una nota lieta la scelta della data. A ridosso del Carnevale, gli illustri visitatori, molti dei quali dichiaratamente innamorati della più grande festa popolare del Brasile, probabilmente hanno potuto prolungare l’esperienza oltre le aule dell’Emerj. Secondo la Riotur, circa 8 milioni di persone animeranno la festa nella capitale fluminense. Uno spettacolo unico al mondo, che per chi arriva dall’Europa è quasi un trattato di antropologia a cielo aperto. Così, tra relazioni sull’intelligenza artificiale e riflessioni sui diritti fondamentali, c’è stato spazio anche per lo stupore di fronte all’energia carioca. Il diritto comparato si è tinto di colori, suoni e ritmo, come a ricordarci che il rigore non deve essere per forza severo per essere profondo. Il seminario ha dimostrato che il dialogo tra Brasile e Italia è vivo, aggiornato e capace di guardare alle sfide del nostro tempo con spirito costruttivo. E ha confermato, con elegante leggerezza, che si possono affrontare i grandi temi del XXI secolo senza rinunciare al sorriso, soprattutto quando, uscendo dall’auditorium, la città già prova i primi accordi di samba. di Redazione

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Napoli explosion: Rio illuminata dal fuoco partenopeo

Al Polo Italia No Rio una serata dedicata all’arte e all’amicizia tra Brasile e Italia Rio de Janeiro ha vissuto ieri una di quelle serate destinate a rimanere nella memoria collettiva della comunità italo-brasiliana. Nel prestigioso spazio culturale del Polo Italia No Rio, cuore pulsante del Sistema Italia in Brasile, si è svolto un evento di altissimo profilo artistico e istituzionale che ha celebrato l’arte, l’identità e la forza culturale di Napoli attraverso la mostra “Napoli Explosion – Fuoco Sacro” del grande artista napoletano Mario Amura. L’iniziativa, magistralmente realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro in stretta collaborazione con il Consolato Generale d’Italia, si è svolta sotto l’Alto Patrocinio Istituzionale della Presidenza della Repubblica Federativa del Brasile,  del Ministro della Cultura Margareth Menezes, con il sostegno del Segretariato Esecutivo della Cultura. Un riconoscimento istituzionale che testimonia l’importanza dell’evento non solo sul piano artistico, ma anche diplomatico e culturale. Il Sistema Italia in azione Il Consolato Generale d’Italia, con la sua prestigiosa equipe guidata dal Console Generale Massimiliano Iacchini contando sulla collaborazione del suo Staff    Flavio Cianciarrelli, insieme a    Pietro Cadoni, Francesca Menegon, Maria Teresa Tiba e altri componenti lo Staff del Consolato, ha dimostrato ancora una volta come il lavoro di squadra e la visione culturale possano trasformare un evento in un autentico momento storico. Al loro fianco, l’Istituto Italiano di Cultura diretto da Marco Marica, che nel suo mandato ha saputo amministrare con grande sensibilità e lungimiranza una delle più preziose istituzioni della diplomazia culturale italiana in Brasile. Una vera perla delle relazioni bilaterali, sostenuta da uno staff qualificato tra cui Francesco Trapanese, Giovanni Maria Ponta Colnago, Giulia Silvestro e Riccardi Cavagnera e altri dello Staff, che hanno lavorato in sinergia con il Consolato e con numerose associazioni ed enti patrocinanti, Istituzionali. Il risultato? Un evento che, a giudizio di molti presenti, può essere considerato tra i più belli e significativi mai realizzati congiuntamente dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Consolato Generale d’Italia a Rio. Mario Amura: il fuoco dentro ha acceso la miccia per rinnovare l´esplosione Quando si parla di Mario Amura si parla di un artista internazionale, nato a Napoli nel 1973, con una formazione cinematografica maturata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, dove ha avuto come maestro il grande Giuseppe Rotunno, storico direttore della fotografia di Fellini, Visconti e De Sica. Tra il 2000 e il 2012 Amura ha firmato direzioni della fotografia presentate a Cannes, Berlino e Venezia, ricevendo anche il prestigioso David di Donatello. Dal 2005 porta avanti progetti legati ai racconti di guerra e al linguaggio visivo dell’emozione, fino a sviluppare il suo celebre progetto “Stop Emotion”, una tecnica che cattura frammenti di tempo e picchi emozionali in una sintesi visiva di straordinaria potenza. Eppure, nulla appare più esplosivo della sua Napoli. Napoli Explosion: non solo fuochi, ma identità La mostra presentata a Rio non è solo una sequenza di immagini. È un percorso immersivo. È un’esperienza sensoriale. È un’esplosione di colori, energia, spiritualità e memoria collettiva. Il pubblico è rimasto a lungo davanti alle opere, quasi ipnotizzato. Ogni fotografia raccontava una Napoli che non è stereotipo, ma forza vitale. Una Napoli che esplode non per distruggere, ma per affermare la propria esistenza. Una città che, come il suo popolo, rinasce continuamente dalle proprie contraddizioni. Durante la presentazione – interamente in italiano – l’emozione è stata amplificata dalla magistrale traduzione della napoletana Giulia Silvestro, dello Staff  dell’Istituto Italiano di Cultura, che con professionalità e sensibilità ha saputo trasmettere in portoghese ogni sfumatura delle parole dell’artista. Amura ha lasciato un messaggio potente: vedere una Napoli diversa, una Napoli che attraverso i fuochi racconta la propria identità. Non sono solo fuochi d’artificio: è il popolo che esplode luce. È la storia che diventa immagine. È il cuore che diventa fotografia. Un momento che parla al futuro Tra i momenti più toccanti della serata, quello in cui la piccola stella di casa, invitata a scattare una fotografia al pubblico presente, ha osservato attentamente la scena prima di scegliere l’angolazione perfetta. Un gesto semplice, ma simbolico. Come se il DNA artistico si manifestasse già in modo naturale. Un segno di continuità, di eredità culturale, di futuro. Per chi, come tanti italiani emigrati in Brasile, ha lasciato Napoli decenni fa, questa mostra ha rappresentato molto più di un evento culturale. È stata una ferita che si riapre dolcemente, una nostalgia che diventa orgoglio, un abbraccio tra due patrie. Cultura come ponte tra le nazioni Il Polo Italia No Rio si conferma così un centro strategico della cultura italiana in America Latina. Non solo luogo fisico, ma spazio simbolico dove arte, diplomazia e identità si incontrano per rafforzare il legame tra Italia e Brasile. La serata con Mario Amura non è stata soltanto una mostra fotografica. È stata una dichiarazione d’amore a Napoli. È stata un atto di diplomazia culturale. È stata la dimostrazione che quando il Sistema Italia lavora unito, il risultato è straordinario. Un saluto, un libro, un ponte tra amici e città Tra i momenti più significativi della serata, a cui seguito un elegante cocktail.”coqutel ,anche un breve ma intenso incontro personale con Mario Amura e il pubbico . In pochi minuti di conversazione, dove anche io ho avuto il piacere  pergere  i saluti di una nostra cara amica comune, Anna Gualtieri,ex dirigente della Ufficio dell´Emigrazione della Regione Campania ,che ama Napoli con la stessa passione che anima tutti noi napoletani nel mondo. Un gesto semplice, ma carico di significato: Napoli non è solo un luogo geografico, è una rete di affetti, relazioni, memoria condivisa. Con grande cordialità, Mario ha ricambiato quell’abbraccio ideale consegnandomi direttamente dalle sue mani il libro ufficiale dell’evento. Un dono prezioso, non solo editoriale, ma simbolico: pagine che racchiudono fuoco, luce, identità e appartenenza. Sfogliare quel volume significa rivivere l’esplosione di colori e di emozioni della mostra, ma anche custodire una testimonianza concreta di una serata che ha rafforzato ancora una volta il legame profondo tra Napoli e Rio de Janeiro. Grazie Mario da parte di tutti i Napoletani

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Milano Women´s fashion week

Collezioni Autunno / Inverno 2026–2027   FASHION VIBES Centro Ambrosiano 28 febbraio, Via Sant’Antonio 5                       Dal 24 febbraio al 2 marzo, Milano riafferma il suo ruolo di capitale mondiale della moda femminile — una città in cui patrimonio storico, innovazione e visione contemporanea si incontrano.   In questo contesto internazionale, Yuliia Palchykova, mente creativa  di Fashion Vibes, da lei fondato e diretto, presenta il 28 febbraio una sfilata esclusiva nello storico Centro Ambrosiano, uno dei complessi architettonici più prestigiosi di Milano, risalente al 1232.   Più di una semplice sfilata, Fashion Vibes è concepita come una narrazione,  un dialogo tra culture, identità e discipline creative. L’evento riunisce haute couture, bridal couture, gioielleria d’autore e fashion concettuale, offrendo una visione forte e raffinata del design internazionale contemporaneo.   PRIMA PARTE — RUNWAY EXPERIENCE   Luxe Living Fashions presenta Puissance Sculptée, una collezione definita da rigore architettonico, volumi scultorei e una visione femminile forte e consapevole.   Mohikas by Archana Soni svela RASA NOVA, reinterpretando l’antico concetto indiano di Rasa in chiave contemporanea, attraverso collezioni donna e uomo che uniscono emozione, artigianalità e forma moderna.   Indira & Isidro presentano gioielli e borse realizzati a mano che fondono l’eredità culturale messicana con un lusso moderno e sofisticato, celebrando l’eccellenza artigianale e l’identità culturale.   Tuttrostyle, fondato da Tatsiana Trafimenkava, propone abiti couture da sera e bridal che esaltano la forza femminile, l’individualità e un’eleganza senza tempo.   SECONDA PARTE — COUTURE & CONCEPT   Ira Langevin presenta ORIGAMI: 14 FORTUNES, una capsule collection statica ispirata alle tradizioni giapponesi dell’origami e alle leggende della fortuna, dove struttura e simbolismo si incontrano.   Guardazel propone haute couture eterea, caratterizzata da silhouette fluide, texture delicate e una poetica leggerezza.   Atelier Ancheita Italy  presenta la Collezione Eternal , una visione couture che celebra la bellezza senza tempo, la sicurezza e l’eleganza della donna senza età. Caratterizzata da una sartoria impeccabile, tessuti lussuosi e dettagli artigianali, la collezione celebra la femminilità in ogni fase della vita, fondendo il patrimonio culturale messicano con l’eccellenza artigianale italiana.   Moran Tubul Un gran finale…Conosciuta come la Queen of Brides, Moran Tubul chiude la sfilata con una bridal couture scultorea di forte impatto emotivo, che unisce forma architettonica e  raffinata sensualità.   SHOWROOM EXPERIENCE Gurosi ospiterà un’esclusiva esposizione showroom nel cortile del Centro Ambrosiano. Orari showroom: 14:00 – 21:00 Dress code: Elegant Cocktail — eleganza e mood.   CONTATTI STAMPA Fashion Vibes [email protected] Instagram: @_fashionvibesmilano   Fonte:  Cristina Vannuzzi <[email protected]>

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Premio Giornalistico Etico “Luci di Verità”

  Cerimonia di Premiazione 24 febbraio 2026 – Roma, Ministero della Cultura, Sala Spadolini     ROMA – Il Premio Giornalistico Etico “Luci di Verità”, promosso dall’Associazione Culturale VerbumlandiArt APS, si svolgerà a Roma martedì 24 febbraio 2026, dalle ore 14:30 alle 18:00, presso il Ministero della Cultura – Sala Spadolini, Via del Collegio Romano, 27, su iniziativa del Sen. Manfredi Potenti. Ogni premiato potrà essere accompagnato da un massimo di 4 ospiti, i cui nominativi dovranno essere trasmessi per email ([email protected]) entro e non oltre il 20 febbraio 2026. Il Premio “Luci di Verità” nasce con l’obiettivo di valorizzare un giornalismo capace di coniugare rigore, coraggio, responsabilità e coscienza etica in un’epoca segnata da disinformazione, semplificazioni e crisi di fiducia nel racconto pubblico.   Il Premio non è “in concorrenza” con altri riconoscimenti, ma è pensato come spazio di luce, di riflessione e di gratitudine verso chi, attraverso la professione giornalistica, continua a difendere la verità come bene comune. Il Premio è ideato e curato da: Regina Resta – Presidente VerbumlandiArt Aps e del Premio Maria Pia Turiello – Presidente Comitato scientifico e vice del Premio Mirella Cristina – avvocato, giornalista, componente del Comitato scientifico   A conferire ulteriore autorevolezza all’iniziativa è il Comitato d’Onore, composto da figure di riconosciuta esperienza nel panorama giornalistico e culturale: Nico Spuntoni – giornalista vaticanista, storico Francesco Mura – direttore Delitti&Misteri Francesco Lenoci – economista, docente Università Cattolica di Milano Goffredo Palmerini – giornalista internazionale, scrittore Roberto Sciarrone – storico, giornalista professionista e direttore rivista verbumpress.it Vinicio Leonetti – giornalista professionista, scrittore   Tra i premiati figurano importanti firme del giornalismo italiano, esponenti del servizio pubblico, del mondo televisivo, della carta stampata e dell’informazione istituzionale. Il Premio assume un profilo sempre più internazionale, con la partecipazione di giornalisti e professionisti provenienti da Paesi e contesti culturali differenti, uniti dal medesimo valore della verità come responsabilità. Inoltre il Premio riserva particolare attenzione alle nuove generazioni, per sostenere il talento e la crescita di giovani professionisti che già si sono distinti per competenza e impegno. Qui di seguito gli insigniti nelle tre sezioni del Premio.   PREMIATI ITALIANI S.E. Card. Fernando Filoni – Gran Maestro Ordine Equestre del Santo Sepolcro, giornalista Anna Maria Esposito – vice caporedattore Rai News 24 Brunella Bolloli – giornalista Libero David Parenzo – giornalista, conduttore radiofonico e televisivo Giovan Battista Brunori – corrispondente RAI da Gerusalemme Giulia Sorrentino – giornalista d’inchiesta Il Giornale Manuela Sain – giornalista e scrittrice Maria Rita Grieco – direttrice RAI Italia Marilena Vinci – giornalista Mediaset Massimo Giraldi – caporedattore centrale e autore Rai Radio 1 Silvia Grassi – giornalista, addetta Ufficio Stampa del CSM   PREMIATI STRANIERI Aleksander Cipa – giornalista e poeta, Presidente dell’Unione Giornalisti Albania Alketa Gashi Fazliu – giornalista e scrittrice, conduttrice telegiornale RTK – Kosovo Marinellys Tremamunno – giornalista, esperta di comunicazione e produzione audiovisiva –Venezuela Tarana Turan Rahimi – giornalista e docente universitaria – Azerbaijan   PREMIATI GIOVANI Angelo Baracco – corrispondente agenzia Italpress, collaboratore rivista Vinile e settimanale Giallo Antonio Errigo – vicedirettore generale ALIS, coordinatore editoriale ALIS Magazine Federica Tomasello – giornalista Mulengezi Adolphe Mihingano – giornalista   I premi consegnati durante la Cerimonia saranno opere originali ed uniche, realizzate dall’artista salentino Tommaso Filieri, di Galatone (Lecce), noto per le sue creazioni artigianali a mano, esclusive e non seriali, pensate per rendere ogni riconoscimento un simbolo autentico ed irripetibile.   INFO Evento: Cerimonia di premiazione – Premio Giornalistico Etico “Luci di Verità” Data: Martedì 24 febbraio 2026 – Orario: 14.30 – 18.00 Sede: Ministero della Cultura – Sala Spadolini, Via del Collegio Romano 27, Roma Accompagnatori: fino a 4 per premiato (nomi entro il 20 febbraio 2026) – Ingresso su accredito Contatti organizzativi: Associazione Culturale VerbumlandiArt APS ([email protected]) Promotrici e Responsabili del Premio: Regina Resta – Maria Pia Turiello Fonte: Goffredo Palmerini

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Gli Hollywood Vampires all’Este Music Festival

Il 2 settembre la superband sul palcoscenico del Castello Carrarese   x Attesa per il divo Johnny Depp, in veste di chitarrista Este, 16 gennaio 2026 – Il grande rock internazionale sbarca all’Este Music Festival e per la sua terza edizione, firmata da DuePunti Eventi, porta sul palco del Castello Carrarese, il 2 settembre, nientemeno che gli Hollywood Vampires, la “best bar band in the world” formata dall’attore e musicista Johnny Depp con Alice Cooper, Joe Perry e Tommy Henriksen. Il supergruppo americano Hollywood Vampires sarà ad Este per una delle due uniche date italiane, con uno show che si preannuncia tra gli eventi rock più attesi della stagione. Particolarmente significativa la presenza di Johnny Depp, protagonista sul palco in una veste inedita e travolgente di musicista. La band ha dichiarato: « Dopo quasi tre anni di assenza, torniamo finalmente in tour nel Regno Unito e in Europa — non vediamo l ora di incontrare un pubblico incredibile, un energia travolgente e vivere altre notti indimenticabili. A prestissimo!» È passato un decennio da quando gli Hollywood Vampires si sono uniti per la prima volta — e continuano a scatenare il palco. Formata nel 2015, la band si è legata grazie all’ amore condiviso per i brani preferiti e al desiderio di celebrare i propri “amici morti e ubriachi” suonando la musica degli eroi caduti del rock. Il nome deriva dal club alcolico degli anni ’70 di Alice Cooper, che annoverava tra i suoi membri John Lennon, Keith Moon e Mickey Dolenz. Gli Hollywood Vampires si sono rapidamente guadagnati la reputazione di band dal vivo travolgente, con show incendiari: un mix esplosivo di inni originali e tributi alle leggende che li hanno ispirati. I loro set sono una celebrazione sfrenata delle più grandi icone del rock, affiancata da un repertorio originale potente. Gli show dei Hollywood Vampires includono classici intramontabili di The Who, Led Zeppelin, David Bowie, Motörhead, The Doors, AC/DC e molti altri, insieme ai successi di Alice Cooper e Aerosmith. È attualmente in lavorazione un documentario intitolato “Unleashed Spirits – The Rise of The Hollywood Vampires”, il cui trailer è già disponibile su www.hollywoodvampires.com. Riguardo la vendita dei biglietti, è prevista una prevendita dedicata agli iscritti alla newsletter D’Alessandro e Galli sarà attiva dalle ore 10.00 di giovedì 22 gennaio alle ore 09.00 di venerdì 23 gennaio. Per accedere alla presale è possibile iscriversi alla newsletter tramite dalessandroegalli.com. La vendita generale inizierà venerdì 23 gennaio alle ore 10.00 su ticketone.it. L’edizione 2026 conferma così l’anima profondamente internazionale di Este Music Festival con grandi nomi del rock mondiale – Deep Purple (17 luglio), Savatage (28 luglio) e Hollywood Vampires (2 settembre) – e un cuore tutto italiano. In cartellone anche Claudio Baglioni (5 luglio), Riccardo Cocciante (20 luglio) e Il Volo (25 luglio), oltre allo spettacolo evento dedicato al fenomeno globale K-POP Music is coming soon in DEMON HUNTERS and SODA POP (22 luglio). Este Music Festival è organizzato da DuePunti Eventi in collaborazione con la Città di Este e con il patrocinio della Provincia di Padova. Inizio concerto Hollywood Vampires ore 21.00. Tutte le info su: www.estemusicfestival.it Biglietti: pit area posto in piedi: € 78+diritto di prevendita posto in piedi:€ 65+diritto di prevendita UPGRADE: € 55 (oltre il prezzo del biglietto) UPGRADE ESCLUSIVO – HOLLYWOOD VAMPIRES Rendi la tua esperienza al concerto degli Hollywood Vampires ad Este ancora più speciale con l’Upgrade Esclusivo pensato per chi vuole aggiungere un tocco di esclusività alla serata L’upgrade include: • Ingresso dedicato e prioritario • Drink di benvenuto • Pass commemorativo ufficiale dell’evento • Omaggio enogastronomico del territorio Un’occasione unica per goderti la serata con comfort, stile e un ricordo speciale da portare a casa! Attenzione: l’acquisto dell’upgrade non include il biglietto di ingresso al concerto, che deve essere acquistato separatamente. Informazioni: DuePunti Eventi- tel. 0445.360516 – [email protected] – https://www.duepuntieventi.com/ Ufficio stampa DuePunti Eventi: Mabi Comunicazione – Mara Bisinella – [email protected] – t. +39.339.6783954  Ufficio stampa DuePunti Eventi: Rosanna Minafò – [email protected], mob. +39.3484009298 Mabi Comunicazione – Mara Bisinella – [email protected] – t. +39.339.6783954

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“La Felicità”, interpretata da Simona Molinari

La “Felicità”, interpretata da Simona Molinari e dal Brass, per stabilizzare l’Orchestra Jazz Siciliana. Quando un titolo rivela un sogno: la stabilizzazione   Da giovedì 8 a domenica 11 gennaio 2026 con doppio turno al Real Teatro Santa Cecilia Biglietti disponibili su www.bluetickets.it Dopo il grande successo dei due concerti al Teatro Bellini di Catania, accolti da continui applausi e da una forte partecipazione di pubblico, il progetto “Kairos” con Simona Molinari e l’Orchestra Jazz Siciliana, diretta dal M° Domenico Riina, approda al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo, dove sarà in scena da giovedì 8 a domenica 11 gennaio, con doppio turno. Il concerto, che a Catania il 3 e 4 gennaio 2026 ha confermato il valore artistico e culturale dell’Orchestra Jazz Siciliana, si inserisce nel più ampio progetto della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group dedicato alla diffusione culturale sul territorio regionale e alla valorizzazione di una delle più importanti realtà orchestrali stabili del panorama jazzistico italiano. Non è casuale che tra i brani in programma spicchi “La Felicità”, interpretata da Simona Molinari insieme all’Orchestra Jazz Siciliana: un titolo che diventa simbolo e dichiarazione d’intenti, metafora di un sogno concreto e condiviso, quello della stabilizzazione dell’orchestra, affinché il lavoro artistico, umano e professionale costruito negli anni possa trovare continuità, tutela e prospettiva. Versatile, elegante, sorprendente, Simona Molinari è una delle voci più raffinate e riconoscibili della scena musicale italiana e internazionale. Capace di muoversi con naturalezza dal pop al jazz, dalla bossa nova all’electro-swing, unisce rigore interpretativo e leggerezza comunicativa. Il suo percorso artistico è impreziosito da collaborazioni con Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Al Jarreau, Gilberto Gil e Peter Cincotti, oltre a esibizioni su palcoscenici iconici come il Blue Note di New York, l’Arena di Umbria Jazz e il Festival di Sanremo. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti, tra cui Premio Tenco, Premio Carosone, Premio Lunezia e Premio Callas. Accanto a lei, l’Orchestra Jazz Siciliana, eccellenza musicale della Fondazione OJS – The Brass Group, diretta dal Maestro Domenico Riina, interprete sensibile e raffinato di un progetto che fonde potenza orchestrale, swing, improvvisazione e profondità emotiva, mantenendo sempre una cifra stilistica personale e contemporanea. “Kairos” – termine con cui gli antichi Greci indicavano il momento giusto, quello in cui accade qualcosa di importante – è più di un concerto: è un atto artistico condiviso, un racconto musicale che attraversa le fasi fondamentali della vita. Dall’innamoramento alle sue trepidazioni, dall’esplosione della passione all’amore maturo, fino al disincanto e alla consapevolezza. Un percorso narrativo scandito da brani come “Egocentrica”, “La Felicità” di Simona Molinari, “Caruso” di Lucio Dalla e “Gracias a la vida” di Violeta Parra. La lunga e consolidata sintonia tra Simona Molinari e l’Orchestra Jazz Siciliana rende queste tappe siciliane particolarmente significative: ogni incontro si trasforma in una festa musicale, ma anche in una presa di coscienza collettiva del valore culturale, sociale e artistico di un’orchestra che rappresenta un patrimonio da preservare. Un appuntamento imperdibile che, attraverso la musica e la bellezza, riafferma il ruolo della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group come protagonista nella produzione e diffusione della grande musica dal vivo in Sicilia, e rilancia con forza un sogno possibile: la stabilizzazione dell’Orchestra Jazz Siciliana. Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 – 334.7391972, [email protected], www.thebrassgroup.it, fb fondazionethebrassgroup.    Rosanna Minafò addetto stampa Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group

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Beato Angelico. E luce sia!

  Palazzo Strozzi torna a celebrare il Rinascimento Fiorentino con la prima grande mostra dedicata a Beato Angelico. Un’impresa straordinaria, irripetibile, resa possibile grazie alla collaborazione con il Museo di San Marco e al contributo di istituzioni museali nazionali e internazionali, come ha ribadito Arturo Galansino Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi.  Si tratta di uno degli eventi culturali di spicco a cavallo 2025-2026 , in un percorso distribuito tra due sedi: Palazzo Strozzi e Museo di San Marco. Il Beato Angelico è senz’altro l’artista simbolo dell’arte del quattrocento e uno dei principali maestri dell’arte italiana in assoluto.  Egli è ricordato quale traghettatore dall’eredità tardo gotica alla nascente arte rinascimentale. Maestro della prospettiva e dell’uso sapiente della luce nel rapporto tra figure e spazio. Questo evento è senz’altro un’occasione unica per esplorare la visione artistica del Frate-pittore che resta sempre legata ad un profondo senso religioso. La mostra mette in buona evidenza la sua influenza verso altri artisti quali Lorenzo Monaco, Masaccio, Filippo Lippi, Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia. L’esposizione riunisce, tra le due sedi,  oltre 140 opere tra dipinti, disegni, miniature e sculture provenienti da prestigiosi musei  quale è il Louvre di Parigi, la Gemaldegallery di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery di Washington, i Musei Vaticani, le Pinacoteche di Monaco, il Rijksmuseum di Amsterdam, oltre a importanti collezioni italiane e internazionali. Come tutti sanno l’Angelico era un frate del convento di Fiesole. Circa nel 1469 viene definito ‘’Angelicus pictor’’ dal confratello Fra Domenico da Corella. da quel momento Angelico diventerà il nome proprio del frate,  che il 3 ottobre 1982 viene beatificato da Giovanni Paolo II e, nel 1984, diverrà patrono universale degli artisti.  La famiglia dei Medici ha avuto con Angelico un rapporto particolare. Nell’ottobre del 1434 Cosimo de’ medici Il Vecchio – rientrato a Firenze dall’esilio – diventa arbitro delle sorti della Repubblica e la sua storia personale si identifica con quella della città. Nel 1436 il convento di San Marco viene tolto ai monaci Silvestrini è assegnato ai domenicani di Fiesole. Ecco allora che all’Angelico viene assegnato il compito di affrescare le celle dei monaci . Egli abbandona il fasto e la solennità delle pale d’altare e sperimenta una pittura diversa. I dipinti sono intensi come temi di meditazione e non come decorazione, il pittore si concentra sulla semplicità delle strutture compositive, sul rigore iconografico e sui valori simbolici dei temi della storia sacra,  il tono doveva essere ascetico in accordo con la vita meditativa condotta dai frati.  Si dice che le decisioni di Angelico di prendere i voti potrebbe essere stata motivata sia dalla profonda fede religiosa ma anche dalle opportunità di creare una bottega indipendente dalle corporazioni dei pittori e dai loro obblighi. Sta di fatto che i guadagni erano peraltro destinati ai confratelli. Di lui si afferma che: ”poi che fu frate non dipinse maj per il prezo  ”. La carriera di Beato Angelico è stata lunga e coronata dal successo sia Fiesole che a Firenze, a Perugia, Orvieto e Roma l’artista si avvalse di un considerevole numero di assistenti. Egli comunque si affermò come figura di spicco tra pittori fiorentini della sua epoca, con i quali era in costante dialogo tra questi Filippo Brunelleschi, Lorenzo Ghiberti, Donatello, Luca della Robbia e Filippo Lippi, quest’ultimo anche lui frate-artista, sebbene l’Angelico mantenendo una indiscussa supremazia quasi incontrastata dopo la morte di Masaccio avvenuta nel 1428. Si legge, infatti, in una lettera a Pietro de Medici che i due pittori più celebri a Firenze dell’epoca erano considerati Filippo Lippi e Beato Angelico.  Angelico muore a Roma il 18 febbraio 1455 e viene sepolto nella chiesa Domenicana di Santa Maria sopra Minerva La fama di questo artista conobbe una grande rinascita a metà del XX secolo, in particolare nel 1955 in occasione dei cinquecentenario della morte, caratterizzata da nuovi studi basati su ricerche archivistiche e analisi tecniche culminate in due esposizioni monografiche, quasi identiche, una in Vaticano inaugurata da Pio XII l’altra al Museo di San Marco a Firenze.  Uno dei fulcri della mostra è la ricostruzione della Pala di San Marco commissionata da Cosimo de’ Medici per l’altare maggiore della chiesa omonima. L’evento rappresenta un’occasione unica. Per la prima volta dopo oltre trecento  anni vengono riunite 17 delle 18 parti note dell’Opera provenienti da importanti musei di tutto il mondo. La mostra ha inoltre reso possibile una vasta campagna di restauri che hanno coinvolto quasi trenta opere, tavole, affreschi, miniature, codici e sculture. Non solo,  alcuni interventi proseguiranno anche dopo la conclusione dell’esposizione permettendo comunque al pubblico di ammirare con occhi nuovi molti capolavori. Sono state affrontate problematiche conservative impegnative e avviati interventi attesi da tempo. Questa campagna è stata realizzata in collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure e con l’ausilio di  affermati restauratori e ha restituito alle opere la loro piena leggibilità, unendo alla valorizzazione del patrimonio artistico un concreto impegno di tutela e di trasmissione alle future generazioni. “Quattro anni di lavori seppur in simbiosi con altri enti – spiegava poi  Galansino, direttore generale della “Fondazione Palazzo Strozzi”, hanno portato a questa bellissima mostra sul Beato Angelico, padre del Rinascimento, da inquadrare più precisamente, nel periodo del tardo gotico e primo Rinascimento unendo innovazione e religione in tutto ciò che vediamo esposto. E quindi un vero e proprio grazie di cuore per chi si è prodigato per tali prestiti eccezionali. “ Nel vero e proprio parterre di grandi relatori dove veniva anche osservato che Palazzo Strozzi ‘teatro’ della mostra guarda gli altri musei facendo sistema, si alzava poi la voce di  Stefano Casciu, direttore direzione regionale Musei della Toscana osservando che il ‘Beato’ si identifica con il Museo di San Marco in uno sforzo collettivo ed importante, lasciando  in ciascuno la propria impronta. Entusiasta la sindaca di Firenze Sara Funaro  nell’osservare la ricca programmazione a venire di buon riferimento culturale, sottolineando l’importanza della Fondazione Strozzi vera e propria istituzione della città, capace di dialogare con gli altri partners. Parole riprese da Bernabò Bocca presidente

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Passagem de Ano no Casino Lisboa

Casino Lisboa celebra o réveillon com The Black Mamba em concerto gratuito  Animação musical com a banda Dynamite e DJ Rui Remix     A banda The Black Mamba é a cabeça de cartaz do réveillon no Casino Lisboa. Tatanka e Miguel Casais sobem ao palco central do Arena Lounge, meia hora depois da chegada de 2026, para revisitar os principais êxitos da sua carreira. A entrada é livre.   Com um genuíno ambiente de Passagem de Ano, o Casino Lisboa acolhe, logo às 22h00, uma actuação especial da banda Dynamite. Já pelas 23h45, será a vez de MC Ricky assegurar a animação, seguindo-se a aguardada celebração da meia-noite. Após os primeiros minutos de 2026, a festa prossegue com DJ Rui Remix. No final do concerto dos The Black Mamba, o icónico DJ Rui Remix regressa ao Arena Lounge para prolongar a animação pela noite dentro.     Concerto The Black Mamba Em noite de celebração, a banda The Black Mamba dá as boas-vindas a 2026 no Arena Lounge do Casino Lisboa. O grupo apresenta o seu quinto álbum “Lost in London”, no qual revisita algumas das composições mais emblemáticas dos seus quatro álbuns anteriores, agora apresentadas num registo live on tape e intimista. Estarão em destaque temas como “It ain’t you”, “Ride The Sun”, “She”, “Slow It Down”, “Grey Eyes”, “DFA”, “Love Is Dope”, “Sweet Amsterdam” e “Crazy Nando”.   Gravado nos lendários Abbey Road Studios, em Londres, o álbum “Lost in London” com uma nova e vibrante roupagem, foi também lançado como uma forma de assinalar os 15 anos de história do grupo.   The Black Mamba são uma fusão sofisticada de soul, funk e blues com um ADN profundamente português, afirmando-se como uma das bandas mais carismáticas e consistentes da música nacional, com uma sonoridade intensa e sedutora.   Animação musical com a banda Dynamite Com um repertório muito diversificado, os Dynamite iniciam, às 22h00, o programa de réveillon do Casino Lisboa. A banda sobe ao palco-multiusos do Arena Lounge para apresentar um conjunto de covers inspirados no do pop, funk e disco.   Os Dynamite são a garantia de um começo de festa explosivo! “Somos uma banda cheia de energia, com mais de 20 anos de experiência a dar vida aos maiores sucessos do pop, funk e disco. Prepara-te para vibrares ao som das músicas que adoras, com uma performance dinâmica que fará os seus convidados dançarem a noite toda.”, referem os Dynamite.   Animação musical com o DJ Rui Remix Rui Remix seleciona, pouco depois da meia-noite, os melhores ritmos e sonoridades para dar as boas-vindas a 2026. Após a actuação dos The Black Mamba, o icónico DJ Rui Remix regressa ao Arena Lounge para conduzir a animação pela madrugada dentro.   DJ Rui Remix dispensa apresentações…figura incontornável da noite portuguesa com uma carreira solida de 42 anos ao serviço do djing, animação e também da divulgação musical. DJ Rui Remix ao qual muitos carinhosamente tratam por mestre é um DJ com uma cultura e conhecimento musical muito vasto, e continua a ser uma referência para muitos jovens e até alguns dos novos valores do panorama nacional. O encontro está reservado para a noite de réveillon no Arena Lounge.   Com entrada livre, o programa de réveillon do Casino Lisboa é o seguinte: – 22h00/23h45: Animação musical com a banda Dynamite – 23h45/00h05: MC Ricky / Celebração da meia-noite – 00h05/00h30: Animação musical com o DJ Rui Remix – 00h30/02h00: Concerto The Black Mamba – 02h00/04h00: Animação musical com o DJ Rui Remix   Mas, para os que desejarem, também, existe a alternativa de concerto com reserva de mesa. Preço por pessoa: 100 €. Informações/reservas: E-mail: [email protected] ou Tlm: 912 457 178   Programa com reserva de mesa: 22h00 – Receção: Gin & Cocktails / Partilhar: Tábua variada composta por queijo amanteigado, foie gras bloc, presunto ibérico pata negra, compota de mirtilo e figo violeta, seleção de tostas, crackers e grissinis / Degustar – a servir antes do final do ano: Prego do lombo no pão 80gr / Bebidas: Vinho branco: Taboadella Unoaked 2024 – Dão Doc., Vinho tinto: Quinta Nova Unoaked 2023 – Douro Doc., Àgua mineral, cerveja & refrigerantes, Café e chá 00h00 – Feliz Ano Novo: Champanhe Laurant Perrier – ½ garrafa por pessoa 01h00h – Ceia: Caldo verde e pão com chouriço   O Casino Lisboa abre às 15h00 e encerra às 03h00. Mas, no dia 31 de dezembro, abre 16h00 e encerra às 04h00. O acesso é livre, sendo que a partir das 22 horas, é para maiores de 14 anos, e maiores de 10 anos acompanhados pelos pais. Nas áreas de Jogo é para maiores de 18 anos.   Gabinete de imprensa da Estoril Sol III Tel: 214667700 * fax: 214667970 [email protected]

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