Seminario internazionale riunisce magistrati e giuristi a Rio e centra la data: diritto comparato con anteprima di Carnevale

Rio de Janeiro ha vissuto, lo scorso 12 febbraio, un incontro in cui la toga ha dialogato con i coriandoli, e nessuno ne è uscito perdente. La Revista Justiça & Cidadania e il Tribunal de Justiça do Estado do Rio de Janeiro hanno promosso, presso la Escola da Magistratura do Estado do Rio de Janeiro, il II Seminario Internazionale di Diritto Comparato: Brasile–Italia, consolidando una tradizione di dialogo che si sviluppa da oltre quindici anni nell’ambito del Ciclo di Studi Internazionali di Diritto Comparato.
L’evento ha riunito autorità e studiosi dei due Paesi per discutere, in prospettiva comparata, temi al centro delle trasformazioni contemporanee: diritto regolatorio, diritto tributario, diritti umani e intelligenza artificiale. Materie che talvolta appaiono aride nei codici, ma che si rivelano vive e dinamiche quando messe a confronto tra esperienze giuridiche e culturali differenti.
Il coordinamento è stato affidato a figure di primo piano: il ministro Luis Felipe Salomão, vicepresidente dello STJ e del CJF; il desembargador Ricardo Couto, presidente del TJRJ; il desembargador Cláudio dell’Orto, direttore generale dell’Emerj; oltre a Tiago Santos Salles ed Erika Siebler Branco, rispettivamente presidente e vicepresidente della rivista. Un insieme di competenze istituzionali e accademiche che ha garantito solidità e visione al confronto.
La presenza dei professori italiani Enrico Albanesi, Francesco Farri, Adriana Salvati, Pier Filippo Giacomo Maria Giuggioli e Naiara Posenato ha conferito al seminario un autentico respiro internazionale. Più che semplici ospiti, autentici ponti tra le scuole della magistratura brasiliana e italiana, rafforzando uno scambio che è tecnico e accademico, ma anche umano.
E qui merita una nota lieta la scelta della data. A ridosso del Carnevale, gli illustri visitatori, molti dei quali dichiaratamente innamorati della più grande festa popolare del Brasile, probabilmente hanno potuto prolungare l’esperienza oltre le aule dell’Emerj. Secondo la Riotur, circa 8 milioni di persone animeranno la festa nella capitale fluminense. Uno spettacolo unico al mondo, che per chi arriva dall’Europa è quasi un trattato di antropologia a cielo aperto.
Così, tra relazioni sull’intelligenza artificiale e riflessioni sui diritti fondamentali, c’è stato spazio anche per lo stupore di fronte all’energia carioca. Il diritto comparato si è tinto di colori, suoni e ritmo, come a ricordarci che il rigore non deve essere per forza severo per essere profondo.
Il seminario ha dimostrato che il dialogo tra Brasile e Italia è vivo, aggiornato e capace di guardare alle sfide del nostro tempo con spirito costruttivo. E ha confermato, con elegante leggerezza, che si possono affrontare i grandi temi del XXI secolo senza rinunciare al sorriso, soprattutto quando, uscendo dall’auditorium, la città già prova i primi accordi di samba.
di Redazione
