Premio internazionale di Giornalismo Etico “Luci di Verità”

  Un successo la 1^ edizione, tenuta il 24 febbraio 2026 nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura   di Goffredo Palmerini                                         ROMA – Un vero successo ha connotato la prima edizione del Premio di Giornalimo Etico “Luci di Verità”, promosso e organizzato dall’Associazione culturale VerbumlandiArt APS. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Roma il pomeriggio del 24 febbraio scorso nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, grazie ai buoni uffici del Sen. Manfredi Potenti che ha assicurato all’evento una cornice istituzionale di prestigio. Il Premio è nato con l’obiettivo di valorizzare un giornalismo capace di coniugare rigore, coraggio, responsabilità e coscienza etica. Ne ha dato una nitida motivazione Regina Resta, presidente di VerbumlandiArt, nell’indirizzo di saluto che ha aperto i lavori. “VerbumlandiArt ha scelto di istituire il Premio di Giornalismo Etico “Luci di Verità” – ha affermato, tra l’altro, Regina Resta – non per aggiungere un nome a un elenco già ricco di riconoscimenti, né per alimentare una competizione tra professionisti che ogni giorno svolgono un lavoro complesso, spesso solitario, talvolta rischioso. Questo premio nasce, al contrario, da una necessità morale. Viviamo in un tempo in cui l’informazione è onnipresente, rapidissima, spesso frammentata.” Regina Resta ha poi aggiunto come in un tempo in cui la verità rischia di essere sommersa dal rumore, dall’urgenza di arrivare primi, dalla spettacolarizzazione del dolore, dalla semplificazione di ciò che semplice non è, il giornalismo non è soltanto una professione, è un presidio civile. Il titolo “Luci di Verità” non è una metafora ornamentale. È una scelta precisa. La luce non abbaglia, non impone, non ferisce: illumina. E la verità, quando è autentica, non divide per forza, ma orienta, rende liberi, restituisce dignità ai fatti e alle persone. Questo premio nasce quindi per riconoscere chi ha scelto di raccontare senza tradire, di informare senza manipolare, di dare voce senza urlare. Nasce per valorizzare un giornalismo che non rincorre il consenso, ma cerca il senso; che non sfrutta la fragilità, ma la custodisce; che non si piega agli interessi, ma resta fedele alla coscienza. Non è un premio per il “migliore” in senso competitivo. È un riconoscimento per chi ha dimostrato che l’etica non è un limite alla libertà di stampa, ma la sua più alta espressione. Regina Resta ha quindi ringraziato il Sen. Potenti, presente ai lavori, la Presidente del Premio Incoronata Boccia, direttrice dell’Ufficio Stampa Rai, intervenuta con un videomessaggio, il Comitato d’onore (composto da Nico Spuntoni – giornalista vaticanista, storico; Francesco Mura – direttore Delitti&Misteri; Goffredo Palmerini – giornalista internazionale, scrittore; Roberto Sciarrone – storico, giornalista e direttore rivista verbumpress.it; Vinicio Leonetti – giornalista, scrittore; Francesco Lenoci – economista, docente Università Cattolica di Milano), infine Maria Pia Turiello e Mirella Cristina, rispettivamente Presidente e componente del Comitato scientifico, che hanno fortemente collaborato nell’organizzazione dell’evento e ne sono state anche eccellenti conduttrici nella cerimonia di premiazione, insieme ad Eugenio Bisceglia, anch’egli membro del Comitato scientifico. Di ciascun premiato è stato tracciato un sintetico profilo ed esposte le argomentate motivazioni a base del riconoscimento conferito, che qui di seguito vengono riportate in sintesi. Tra i premiati figurano importanti firme del giornalismo italiano, esponenti del servizio pubblico, del mondo televisivo, della carta stampata e dell’informazione istituzionale. Il Premio assume un profilo internazionale, con la partecipazione di giornalisti e professionisti provenienti da Paesi e contesti culturali differenti, uniti dal medesimo valore della verità come responsabilità. Inoltre il Premio riserva particolare attenzione alle nuove generazioni, per sostenere il talento e la crescita di giovani professionisti che già si sono distinti per competenza e impegno. È quindi iniziata la consegna dei riconoscimenti agli insigniti delle tre sezioni del Premio, a turno effettuata dai componenti del Comitato d’onore. Il premio una pergamena e una preziosa targa con opere originali ed uniche, realizzate dall’artista Tommaso Filieri, di Galatone (Lecce), noto per le sue creazioni artigianali realizzate a mano con la cenere degli ulivi del Salento colpiti dalla Xylella, esclusive e non seriali, pensate per essere un simbolo autentico ed irripetibile. INSIGNITI D’ECCELLENZA ITALIANI   E. CARD. FERNANDO FILONI – Gran Maestro Ordine Equestre del Santo Sepolcro, giornalista, già Nunzio apostolico in Sri Lanka, Iran, Brasile, Filippine. Motivazione: A S. Em. Cardinale Fernando Filoni, per l’autorevole contributo offerto al giornalismo e alla comunicazione, esercitati come strumenti di dialogo, verità e comprensione tra i popoli.  Giornalista e Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, si è distinto per la capacità di coniugare competenza informativa, profondità culturale e sensibilità umana, offrendo una lettura lucida e responsabile dei grandi temi internazionali, religiosi e sociali. Attraverso un linguaggio chiaro, rispettoso e orientato alla costruzione della pace, ha contribuito in modo significativo alla diffusione di un’informazione consapevole, promuovendo i valori del dialogo, della giustizia e della dignità della persona, nel solco della più alta tradizione etica del giornalismo.   MARIA RITA GRIECO – Direttrice di RAI Italia. Motivazione: A Maria Rita Grieco, Direttrice di RAI Italia, per la visione editoriale, la competenza professionale e l’impegno costante nel promuovere un’informazione di qualità a servizio delle comunità italiane nel mondo. Si distingue per la capacità di guidare il servizio pubblico radiotelevisivo con equilibrio, responsabilità e attenzione ai valori culturali e identitari, rafforzando il legame tra l’Italia e i suoi cittadini all’estero. Attraverso una comunicazione inclusiva, autorevole e attenta alle trasformazioni globali, ha contribuito in modo significativo alla diffusione di un giornalismo credibile e pluralista, valorizzando il ruolo dell’informazione come strumento di coesione, dialogo e rappresentazione della realtà contemporanea. GIOVAN BATTISTA BRUNORI – corrispondente RAI da Gerusalemme. Motivazione: A Giovan Battista Brunori, corrispondente RAI da Gerusalemme, per l’elevato senso di responsabilità, il rigore professionale e il coraggio con cui svolge l’attività di corrispondente in uno dei contesti geopolitici più complessi del mondo. Si distingue per la capacità di raccontare i fatti con equilibrio, chiarezza e profondità analitica, offrendo al pubblico una lettura puntuale e affidabile degli eventi internazionali. Attraverso un giornalismo attento alle fonti,

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Festival di Sanremo 2026, l’ultima notte: tra papillon monumentali e scivoloni di tulle

Vince la musica, trionfa il look (quasi). Sal Da Vinci alza il leone, Arisa si prende la scena, e qualcuno inciampa nel velluto blu elettrico.     Si chiude la settantaseiesima edizione del Festival con il sigillo di Sal Da Vinci, che conquista la vittoria con “Per sempre sì” e un maxi papillon destinato a restare negli annali sartoriali dell’Ariston. La gara è stata combattuta fino all’ultima nota, ma sulla passerella,  perché ormai di passerella si tratta,  la competizione non è stata meno feroce. I padroni di casa (e di stile) Carlo Conti chiude in total black damascato, coerente fino all’ostinazione. Cambia la giacca, non la filosofia: elegante, ma prevedibile. Accanto a lui, Laura Pausini in Balenciaga sfoggia un abito da ballo senza spalline con guanti lunghi ton sur ton: diva classica, senza sbavature. E sorpresa graditissima, Giorgia Cardinaletti illumina la scena in champagne e paillettes: misura, luce e buon gusto. Promossa con lode. I promossi: tra redenzioni e colpi di teatro Leo Gassmann abbandona la “maglietta della salute” e scopre il doppiopetto anni Settanta. Finalmente adulto. Voto 7. Malika Ayane brilla in argento, moderna Cenerentola con qualche eccesso di gel. L’abito incanta, i capelli meno. Voto 6-. Il duo LDA e Aka7even coordina l’eco-pelle nera con freschezza generazionale: giovani, compatti, convincenti. Voto 8. Serena Brancale sceglie eleganza sobria e dedica, con stile misurato e scollatura generosa. Beauty troppo minimal, ma resta intensa. Voto 7-. Effetto tridimensionale per Elettra Lamborghini: glitter silver e make-up coordinato. Finalmente equilibrio tra eccesso e controllo. Voto 8+. La regina vintage è Ditonellapiaga: spacco audace, corpetto stretto e fiore tra i capelli. Personalità pura. Voto 9. E poi Arisa, splendida in due pezzi bianco con maxi fiocco e gioielli luminosissimi: semplicità studiata, sensualità intelligente. Voto 9, e titolo non ufficiale di regina di stile. Il secondo classificato, Sayf, osa il total white con frange fino alla caviglia. Particolare, elegante, riconoscibile. Voto 7. Quanto al vincitore, Sal Da Vinci, lo spezzato “da sposo” con papillon oversize divide: l’effetto cameriere è in agguato, ma lui lo governa con mestiere. Voto 6, ma con coppa in mano. I bocciati: quando il tessuto tradisce Francesco Renga inciampa in paillettes sui revers e cravattino bohémien: più confusione che fascino. Voto 4. Raf osa un velluto blu elettrico con cintura in vita. Coraggioso, sì. Riuscito, no. Voto 3+. Ermal Meta continua sulla via del romanticismo fluttuante con guanti e camperos: troppa narrazione, poca sintesi. Voto 4-. Mara Sattei si perde nel tulle e nel tartan azzurro: voluminoso, poco valorizzante, decisamente fuori tempo massimo. Voto 3. Sipario L’ultima notte di Sanremo 2026 ci consegna una certezza: la canzone può vincere al televoto, ma l’abito resta nella memoria. E se è vero che il Festival finisce a notte fonda, i look,  quelli giusti e quelli sbagliati, continueranno a sfilare nelle conversazioni ancora per settimane. Perché all’Ariston si canta, certo. Ma si giudica anche. E lì, il bis non è mai garantito. * di Redazione

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Sanremo 2026, quarta serata

SANREMO 2026, DITONELLAPIAGA VINCE LA SERATA COVER Trionfo con TonyPitony nella quarta serata dei duetti. Ecco la Top 10 completa     Sanremo, 28 febbraio 2026 – La quarta serata del Festival di Sanremo, dedicata a cover e duetti, ha incoronato Ditonellapiaga insieme a TonyPitony vincitori della serata. Il duo ha conquistato pubblico e giurie con l’interpretazione di “The Lady Is a Tramp”, imponendosi nella classifica finale della Top 10. Il risultato è stato determinato dalla combinazione dei voti di sala stampa (33%), giuria delle radio (33%) e televoto (34%). Al secondo posto Sayf con Alex Britti e Mario Biondi; terza posizione per Arisa accompagnata dal Coro del Teatro Regio di Parma. Top 10 – Quarta serata (Cover e Duetti) Ditonellapiaga con TonyPitony Sayf con Alex Britti e Mario Biondi Arisa con Il Coro del Teatro Regio di Parma Bambole di Pezza con Cristina D’Avena Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca e G Sal Da Vinci con Michele Zarrillo LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo Nayt con Joan Thiele Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso Luchè con Gianluca Grignani A svelare la classifica finale, sul palco dell’Ariston, il direttore artistico Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini e dalla co-conduttrice Bianca Balti. La serata delle cover, tradizionalmente tra le più attese dal pubblico, ha confermato l’energia trasversale del Festival: un ponte tra generazioni e generi musicali, in attesa della finale che assegnerà il titolo di vincitore di Sanremo 2026. di Redazione

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Sanremo 2026, terza serata da standing ovation

Tra Alicia Keys, Eros Ramazzotti e l’exploit di Sal Da Vinci, l’Ariston vive la notte più vivace: musica al centro e classifica che si accende x x La terza serata del Festival scorre veloce, brillante, finalmente concentrata sulle canzoni. A guidare il ritmo, un rodato Carlo Conti affiancato da una frizzante Laura Pausini, capace di alleggerire e tenere il tempo senza sbavature. L’ingresso di Irina Shayk accende l’avvio, ma è la musica a prendersi la scena. Tra i momenti più alti, l’omaggio di Pausini con “Heal the World” di Michael Jackson insieme al Piccolo Coro dell’Antoniano: un passaggio intenso che supera la retorica e punta dritto all’emozione. Poi il tuffo nella memoria con Pippo Baudo che introduce Ramazzotti: l’Ariston esplode quando il cantante romano intona “Aurora” in duetto con Alicia Keys e, subito dopo, conquista il teatro con una potente versione di “Empire State of Mind” riadattata per Sanremo. Ma la serata ha un protagonista indiscusso: Sal Da Vinci. Con “Per sempre sì” mette in fila tecnica, cuore e tradizione, strappa una standing ovation e si commuove. Accanto a lui brillano un’intensa Arisa, sublime anche con un brano non irresistibile, e un Luché in crescita costante. Convince Malika Ayane con classe e misura, mentre Tredici Pietro paga qualche incertezza interpretativa ma porta a casa un buon risultato. Non manca la leggerezza: Ubaldo Pantani nei panni di Lapo Elkann è irresistibile e si conferma mattatore della serata. Tra conferme e assestamenti,   da Francesco Renga a Mara Sattei, fino a Sayf sempre più a suo agio,  la gara prende forma. La cinquina “randomizzata” vede in testa Sal Da Vinci con “Per sempre sì”, seguito da Arisa, Sayf, Luché e Serena Brancale. Una classifica che fotografa una serata finalmente compatta, dove le canzoni contano più dei contorni. Se le prime due notti avevano acceso la curiosità, la terza ha acceso l’Ariston. E quando Sanremo esplode per davvero, significa che il Festival ha ritrovato la sua formula più semplice: voce, emozione, applausi. Il resto è scenografia. Giuseppe Arnò

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Jany McPherson, Tony Sgro e Ernesto Simpson – trio pianistico

Dal travolgente sound dell’OJS alle atmosfere cameristiche che vedrà il trio pianistico di Jany McPherson al Santa Cecilia   26 febbraio ore 21.15 | 27 febbraio ore 21.30 | 28 febbraio ore 19.00   Palermo 23 febbraio 2026. Dall’irruenza, dall’esuberanza sonora dei mastini della big band dell’OJS, alla dimensione raccolta e cesellata di un trio pianoforte: è nel contrasto che si rivela tutta la ricchezza della stagione della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group. Con la rassegna Brass Extra Series, il suono si fa cameristico, intimo, vibrante. Le masse orchestrali lasciano spazio al respiro, al dettaglio, alla varietà infinita di colori e atmosfere che solo un trio jazz sa evocare. È un viaggio che attraversa dinamiche sottili, improvvise accensioni ritmiche, ballads di intensa liricità e progressioni armoniche travolgenti. Protagonista del concerto “A Long Way”, che arriva a Palermo grazie alla straordinaria presenza di Jany McPherson, pianista, compositrice e performer di carisma magnetico. Con lei sul palco Tony Sgro al contrabasso ed Ernesto Simpson alla batteria: un trio che unisce eleganza, potenza espressiva e una profonda sintonia musicale. L’innato senso ritmico della natìa Cuba, la toccante intensità interpretativa delle sue ballads e l’energia delle sue costruzioni melodiche fanno della McPherson un’artista dalla firma inconfondibile. È una trascinatrice naturale, capace di trasformare ogni concerto in un’esperienza coinvolgente e immersiva. Nata a Guantánamo, dopo una brillante carriera a Cuba — dove ha ricevuto il prestigioso premio “Adolfo Guzmán” e collaborato con artisti del calibro di Omara Portuondo e il Buena Vista Social Club — si trasferisce in Francia, a Nizza, dove attualmente risiede. Il suo talento viene notato dal celebre producer francese Yves Chamberland, con cui incide l’album d’esordio Tres Almas, che ottiene nel 2013 la nomination ai Cubadisco Internacional come “Miglior album di canzoni contemporanee”, riconoscimento replicato nel 2014 per Blues Side Live. Di grande rilievo la recente collaborazione con John McLaughlin, che l’ha voluta con sé sul palco del North Sea Jazz Festival e del Montreux Jazz Festival durante il tour estivo 2022.     Il suo lavoro discografico più recente, Solo Piano!, raccoglie undici brani — dieci originali — e include una personale rilettura di “Cinema Paradiso” di Ennio Morricone, omaggio raffinato alla grande tradizione melodica italiana. Con “A Long Way”, la Brass Extra Series conferma la propria vocazione alla pluralità dei linguaggi: dalla forza orchestrale alla dimensione cameristica, dalla potenza collettiva al dialogo intimo tra tre strumenti. Una stagione che esplora l’intero spettro sonoro del jazz contemporaneo, offrendo al pubblico palermitano esperienze sempre diverse, ma accomunate dalla qualità e dall’eccellenza artistica.   INFO BIGLIETTI È possibile abbonarsi alla stagione concertistica tramite acquisto online oppure contattando il botteghino al numero 334 7391972. Per maggiori informazioni visitare il sito ufficiale della Fondazione o la pagina Facebook. La musica cambia forma, si trasforma, si contrae e si espande. Dall’irruenza della big band al respiro profondo del trio: un lungo viaggio, “A Long Way”, che approda a Palermo.   Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 – 334.7391972, [email protected], www.thebrassgroup.it, fb fondazionethebrassgroup.   Rosanna Minafò addetto stampa Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group

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Antonella Rita Roscilli presenta Zélia Gattai Amado e l’emigrazione italiana in Brasile 

  INVITO In occasione della Giornata dell’Emigrante Italiano in Brasile, siamo lieti di invitarvi alla presentazione del volume Zélia Gattai Amado e l’emigrazione italiana in Brasile di Antonella Rita Roscilli (Cosmo Iannone Editore), che si terrà: giovedì 19 febbraio 2026, alle ore 17.00 Istituto Guimarães Rosa di Roma (Piazza Navona 18) L’iniziativa, promossa dall’Istituto Guimarães Rosa di Roma, dall’Ambasciata del Brasile in Italia e dall’Associazione di Amicizia Italia-Brasile, accompagnerà il pubblico in un viaggio nella Grande emigrazione italiana verso il Brasile tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Attraverso documenti e testimonianze originali, il volume restituisce speranze, sogni e difficoltà vissute da migliaia di emigranti, portando alla luce dati poco conosciuti, vicende emblematiche e figure oggi dimenticate. Il libro ricostruisce inoltre, per la prima volta in modo completo, la vita di Zélia Gattai Amado, protagonista della cultura brasiliana del Novecento e moglie dello scrittore Jorge Amado, offrendo una preziosa chiave di lettura del dialogo storico e culturale tra Italia e Brasile. Dopo i saluti istituzionali dell’Ambasciatore del Brasile in Italia, Renato Mosca, e dell’On. Fabio Porta, interverranno: Giorgio De Marchis (Università degli Studi Roma Tre), Norberto Lombardi (Cosmo Iannone Editore), Antonella Rita Roscilli, autrice del volume. Modera l’incontro Iara Bartira da Silva, Segretario generale dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile. Vi aspettiamo! “Zélia Gattai Amado e l’Emigrazione Italiana in Brasile”: il 19 febbraio all’Istituto Guimarães Rosa di Roma  (Ambasciata del Brasile) apresentação com conferência do livro de Antonella Rita Roscilli  Por ocasião do Dia do Emigrante Italiano no Brasil, promovido pelo Instituto Guimarães Rosa em Roma, pela Embaixada do Brasil na Itália e pela Associazione di Amicizia Italia-Brasile, convidamos para a apresentação do livro “Zélia Gattai Amado e l’Emigrazione Italiana in Brasile” de Antonella Rita Roscilli (Cosmo Iannone Editore), na quinta-feira, 19 de fevereiro de 2026, às 17h00, no Instituto Guimarães Rosa em Roma (Piazza Navona, 18). O livro leva o leitor a uma viagem pela Grande Emigração Italiana para o Brasil entre o final do século XIX e o início do século XX, reconstruindo os contextos sociais e políticos que marcaram suas partidas e chegadas ao exterior. Por meio de documentos e depoimentos originais, a obra explora as esperanças, os sonhos e as dificuldades vividas por milhares de emigrantes, trazendo à luz fatos pouco conhecidos, eventos emblemáticos e figuras hoje esquecidas. O livro também reconstrói, pela primeira vez de forma abrangente, a vida de Zélia Gattai Amado, figura proeminente da cultura brasileira do século XX e esposa do escritor Jorge Amado, oferecendo uma importante perspectiva sobre o diálogo histórico e cultural entre a Itália e o Brasil. Após as saudações institucionais do Embaixador do Brasil na Itália, Renato Mosca, e do deputado Fabio Porta, os palestrantes serão Giorgio De Marchis, Professor de Literatura Portuguesa e Brasileira (Universidade Roma Tre); Norberto Lombardi, curador das coletâneas “Quaderni sulle Migrazioni”, “Reti” e “I Memoriali” (Cosmo Iannone Editore); Antonella Rita Roscilli, pesquisadora, brasilianista e autora do livro. O encontro será moderado por Iara Bartira da Silva, Secretária-Geral da Associazione di Amicizia Italia-Brasile.

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Brasile–Italia, ponti di sapere sul mare

  Seminario internazionale riunisce magistrati e giuristi a Rio e centra la data: diritto comparato con anteprima di Carnevale Rio de Janeiro ha vissuto, lo scorso 12 febbraio, un incontro in cui la toga ha dialogato con i coriandoli, e nessuno ne è uscito perdente. La Revista Justiça & Cidadania e il Tribunal de Justiça do Estado do Rio de Janeiro hanno promosso, presso la Escola da Magistratura do Estado do Rio de Janeiro, il II Seminario Internazionale di Diritto Comparato: Brasile–Italia, consolidando una tradizione di dialogo che si sviluppa da oltre quindici anni nell’ambito del Ciclo di Studi Internazionali di Diritto Comparato. L’evento ha riunito autorità e studiosi dei due Paesi per discutere, in prospettiva comparata, temi al centro delle trasformazioni contemporanee: diritto regolatorio, diritto tributario, diritti umani e intelligenza artificiale. Materie che talvolta appaiono aride nei codici, ma che si rivelano vive e dinamiche quando messe a confronto tra esperienze giuridiche e culturali differenti. Il coordinamento è stato affidato a figure di primo piano: il ministro Luis Felipe Salomão, vicepresidente dello STJ e del CJF; il desembargador Ricardo Couto, presidente del TJRJ; il desembargador Cláudio dell’Orto, direttore generale dell’Emerj; oltre a Tiago Santos Salles ed Erika Siebler Branco, rispettivamente presidente e vicepresidente della rivista. Un insieme di competenze istituzionali e accademiche che ha garantito solidità e visione al confronto. La presenza dei professori italiani Enrico Albanesi, Francesco Farri, Adriana Salvati, Pier Filippo Giacomo Maria Giuggioli e Naiara Posenato ha conferito al seminario un autentico respiro internazionale. Più che semplici ospiti, autentici ponti tra le scuole della magistratura brasiliana e italiana, rafforzando uno scambio che è tecnico e accademico, ma anche umano. E qui merita una nota lieta la scelta della data. A ridosso del Carnevale, gli illustri visitatori, molti dei quali dichiaratamente innamorati della più grande festa popolare del Brasile, probabilmente hanno potuto prolungare l’esperienza oltre le aule dell’Emerj. Secondo la Riotur, circa 8 milioni di persone animeranno la festa nella capitale fluminense. Uno spettacolo unico al mondo, che per chi arriva dall’Europa è quasi un trattato di antropologia a cielo aperto. Così, tra relazioni sull’intelligenza artificiale e riflessioni sui diritti fondamentali, c’è stato spazio anche per lo stupore di fronte all’energia carioca. Il diritto comparato si è tinto di colori, suoni e ritmo, come a ricordarci che il rigore non deve essere per forza severo per essere profondo. Il seminario ha dimostrato che il dialogo tra Brasile e Italia è vivo, aggiornato e capace di guardare alle sfide del nostro tempo con spirito costruttivo. E ha confermato, con elegante leggerezza, che si possono affrontare i grandi temi del XXI secolo senza rinunciare al sorriso, soprattutto quando, uscendo dall’auditorium, la città già prova i primi accordi di samba. di Redazione

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Napoli explosion: Rio illuminata dal fuoco partenopeo

Al Polo Italia No Rio una serata dedicata all’arte e all’amicizia tra Brasile e Italia Rio de Janeiro ha vissuto ieri una di quelle serate destinate a rimanere nella memoria collettiva della comunità italo-brasiliana. Nel prestigioso spazio culturale del Polo Italia No Rio, cuore pulsante del Sistema Italia in Brasile, si è svolto un evento di altissimo profilo artistico e istituzionale che ha celebrato l’arte, l’identità e la forza culturale di Napoli attraverso la mostra “Napoli Explosion – Fuoco Sacro” del grande artista napoletano Mario Amura. L’iniziativa, magistralmente realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro in stretta collaborazione con il Consolato Generale d’Italia, si è svolta sotto l’Alto Patrocinio Istituzionale della Presidenza della Repubblica Federativa del Brasile,  del Ministro della Cultura Margareth Menezes, con il sostegno del Segretariato Esecutivo della Cultura. Un riconoscimento istituzionale che testimonia l’importanza dell’evento non solo sul piano artistico, ma anche diplomatico e culturale. Il Sistema Italia in azione Il Consolato Generale d’Italia, con la sua prestigiosa equipe guidata dal Console Generale Massimiliano Iacchini contando sulla collaborazione del suo Staff    Flavio Cianciarrelli, insieme a    Pietro Cadoni, Francesca Menegon, Maria Teresa Tiba e altri componenti lo Staff del Consolato, ha dimostrato ancora una volta come il lavoro di squadra e la visione culturale possano trasformare un evento in un autentico momento storico. Al loro fianco, l’Istituto Italiano di Cultura diretto da Marco Marica, che nel suo mandato ha saputo amministrare con grande sensibilità e lungimiranza una delle più preziose istituzioni della diplomazia culturale italiana in Brasile. Una vera perla delle relazioni bilaterali, sostenuta da uno staff qualificato tra cui Francesco Trapanese, Giovanni Maria Ponta Colnago, Giulia Silvestro e Riccardi Cavagnera e altri dello Staff, che hanno lavorato in sinergia con il Consolato e con numerose associazioni ed enti patrocinanti, Istituzionali. Il risultato? Un evento che, a giudizio di molti presenti, può essere considerato tra i più belli e significativi mai realizzati congiuntamente dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Consolato Generale d’Italia a Rio. Mario Amura: il fuoco dentro ha acceso la miccia per rinnovare l´esplosione Quando si parla di Mario Amura si parla di un artista internazionale, nato a Napoli nel 1973, con una formazione cinematografica maturata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, dove ha avuto come maestro il grande Giuseppe Rotunno, storico direttore della fotografia di Fellini, Visconti e De Sica. Tra il 2000 e il 2012 Amura ha firmato direzioni della fotografia presentate a Cannes, Berlino e Venezia, ricevendo anche il prestigioso David di Donatello. Dal 2005 porta avanti progetti legati ai racconti di guerra e al linguaggio visivo dell’emozione, fino a sviluppare il suo celebre progetto “Stop Emotion”, una tecnica che cattura frammenti di tempo e picchi emozionali in una sintesi visiva di straordinaria potenza. Eppure, nulla appare più esplosivo della sua Napoli. Napoli Explosion: non solo fuochi, ma identità La mostra presentata a Rio non è solo una sequenza di immagini. È un percorso immersivo. È un’esperienza sensoriale. È un’esplosione di colori, energia, spiritualità e memoria collettiva. Il pubblico è rimasto a lungo davanti alle opere, quasi ipnotizzato. Ogni fotografia raccontava una Napoli che non è stereotipo, ma forza vitale. Una Napoli che esplode non per distruggere, ma per affermare la propria esistenza. Una città che, come il suo popolo, rinasce continuamente dalle proprie contraddizioni. Durante la presentazione – interamente in italiano – l’emozione è stata amplificata dalla magistrale traduzione della napoletana Giulia Silvestro, dello Staff  dell’Istituto Italiano di Cultura, che con professionalità e sensibilità ha saputo trasmettere in portoghese ogni sfumatura delle parole dell’artista. Amura ha lasciato un messaggio potente: vedere una Napoli diversa, una Napoli che attraverso i fuochi racconta la propria identità. Non sono solo fuochi d’artificio: è il popolo che esplode luce. È la storia che diventa immagine. È il cuore che diventa fotografia. Un momento che parla al futuro Tra i momenti più toccanti della serata, quello in cui la piccola stella di casa, invitata a scattare una fotografia al pubblico presente, ha osservato attentamente la scena prima di scegliere l’angolazione perfetta. Un gesto semplice, ma simbolico. Come se il DNA artistico si manifestasse già in modo naturale. Un segno di continuità, di eredità culturale, di futuro. Per chi, come tanti italiani emigrati in Brasile, ha lasciato Napoli decenni fa, questa mostra ha rappresentato molto più di un evento culturale. È stata una ferita che si riapre dolcemente, una nostalgia che diventa orgoglio, un abbraccio tra due patrie. Cultura come ponte tra le nazioni Il Polo Italia No Rio si conferma così un centro strategico della cultura italiana in America Latina. Non solo luogo fisico, ma spazio simbolico dove arte, diplomazia e identità si incontrano per rafforzare il legame tra Italia e Brasile. La serata con Mario Amura non è stata soltanto una mostra fotografica. È stata una dichiarazione d’amore a Napoli. È stata un atto di diplomazia culturale. È stata la dimostrazione che quando il Sistema Italia lavora unito, il risultato è straordinario. Un saluto, un libro, un ponte tra amici e città Tra i momenti più significativi della serata, a cui seguito un elegante cocktail.”coqutel ,anche un breve ma intenso incontro personale con Mario Amura e il pubbico . In pochi minuti di conversazione, dove anche io ho avuto il piacere  pergere  i saluti di una nostra cara amica comune, Anna Gualtieri,ex dirigente della Ufficio dell´Emigrazione della Regione Campania ,che ama Napoli con la stessa passione che anima tutti noi napoletani nel mondo. Un gesto semplice, ma carico di significato: Napoli non è solo un luogo geografico, è una rete di affetti, relazioni, memoria condivisa. Con grande cordialità, Mario ha ricambiato quell’abbraccio ideale consegnandomi direttamente dalle sue mani il libro ufficiale dell’evento. Un dono prezioso, non solo editoriale, ma simbolico: pagine che racchiudono fuoco, luce, identità e appartenenza. Sfogliare quel volume significa rivivere l’esplosione di colori e di emozioni della mostra, ma anche custodire una testimonianza concreta di una serata che ha rafforzato ancora una volta il legame profondo tra Napoli e Rio de Janeiro. Grazie Mario da parte di tutti i Napoletani

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Milano Women´s fashion week

Collezioni Autunno / Inverno 2026–2027   FASHION VIBES Centro Ambrosiano 28 febbraio, Via Sant’Antonio 5                       Dal 24 febbraio al 2 marzo, Milano riafferma il suo ruolo di capitale mondiale della moda femminile — una città in cui patrimonio storico, innovazione e visione contemporanea si incontrano.   In questo contesto internazionale, Yuliia Palchykova, mente creativa  di Fashion Vibes, da lei fondato e diretto, presenta il 28 febbraio una sfilata esclusiva nello storico Centro Ambrosiano, uno dei complessi architettonici più prestigiosi di Milano, risalente al 1232.   Più di una semplice sfilata, Fashion Vibes è concepita come una narrazione,  un dialogo tra culture, identità e discipline creative. L’evento riunisce haute couture, bridal couture, gioielleria d’autore e fashion concettuale, offrendo una visione forte e raffinata del design internazionale contemporaneo.   PRIMA PARTE — RUNWAY EXPERIENCE   Luxe Living Fashions presenta Puissance Sculptée, una collezione definita da rigore architettonico, volumi scultorei e una visione femminile forte e consapevole.   Mohikas by Archana Soni svela RASA NOVA, reinterpretando l’antico concetto indiano di Rasa in chiave contemporanea, attraverso collezioni donna e uomo che uniscono emozione, artigianalità e forma moderna.   Indira & Isidro presentano gioielli e borse realizzati a mano che fondono l’eredità culturale messicana con un lusso moderno e sofisticato, celebrando l’eccellenza artigianale e l’identità culturale.   Tuttrostyle, fondato da Tatsiana Trafimenkava, propone abiti couture da sera e bridal che esaltano la forza femminile, l’individualità e un’eleganza senza tempo.   SECONDA PARTE — COUTURE & CONCEPT   Ira Langevin presenta ORIGAMI: 14 FORTUNES, una capsule collection statica ispirata alle tradizioni giapponesi dell’origami e alle leggende della fortuna, dove struttura e simbolismo si incontrano.   Guardazel propone haute couture eterea, caratterizzata da silhouette fluide, texture delicate e una poetica leggerezza.   Atelier Ancheita Italy  presenta la Collezione Eternal , una visione couture che celebra la bellezza senza tempo, la sicurezza e l’eleganza della donna senza età. Caratterizzata da una sartoria impeccabile, tessuti lussuosi e dettagli artigianali, la collezione celebra la femminilità in ogni fase della vita, fondendo il patrimonio culturale messicano con l’eccellenza artigianale italiana.   Moran Tubul Un gran finale…Conosciuta come la Queen of Brides, Moran Tubul chiude la sfilata con una bridal couture scultorea di forte impatto emotivo, che unisce forma architettonica e  raffinata sensualità.   SHOWROOM EXPERIENCE Gurosi ospiterà un’esclusiva esposizione showroom nel cortile del Centro Ambrosiano. Orari showroom: 14:00 – 21:00 Dress code: Elegant Cocktail — eleganza e mood.   CONTATTI STAMPA Fashion Vibes [email protected] Instagram: @_fashionvibesmilano   Fonte:  Cristina Vannuzzi <[email protected]>

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Premio Giornalistico Etico “Luci di Verità”

  Cerimonia di Premiazione 24 febbraio 2026 – Roma, Ministero della Cultura, Sala Spadolini     ROMA – Il Premio Giornalistico Etico “Luci di Verità”, promosso dall’Associazione Culturale VerbumlandiArt APS, si svolgerà a Roma martedì 24 febbraio 2026, dalle ore 14:30 alle 18:00, presso il Ministero della Cultura – Sala Spadolini, Via del Collegio Romano, 27, su iniziativa del Sen. Manfredi Potenti. Ogni premiato potrà essere accompagnato da un massimo di 4 ospiti, i cui nominativi dovranno essere trasmessi per email ([email protected]) entro e non oltre il 20 febbraio 2026. Il Premio “Luci di Verità” nasce con l’obiettivo di valorizzare un giornalismo capace di coniugare rigore, coraggio, responsabilità e coscienza etica in un’epoca segnata da disinformazione, semplificazioni e crisi di fiducia nel racconto pubblico.   Il Premio non è “in concorrenza” con altri riconoscimenti, ma è pensato come spazio di luce, di riflessione e di gratitudine verso chi, attraverso la professione giornalistica, continua a difendere la verità come bene comune. Il Premio è ideato e curato da: Regina Resta – Presidente VerbumlandiArt Aps e del Premio Maria Pia Turiello – Presidente Comitato scientifico e vice del Premio Mirella Cristina – avvocato, giornalista, componente del Comitato scientifico   A conferire ulteriore autorevolezza all’iniziativa è il Comitato d’Onore, composto da figure di riconosciuta esperienza nel panorama giornalistico e culturale: Nico Spuntoni – giornalista vaticanista, storico Francesco Mura – direttore Delitti&Misteri Francesco Lenoci – economista, docente Università Cattolica di Milano Goffredo Palmerini – giornalista internazionale, scrittore Roberto Sciarrone – storico, giornalista professionista e direttore rivista verbumpress.it Vinicio Leonetti – giornalista professionista, scrittore   Tra i premiati figurano importanti firme del giornalismo italiano, esponenti del servizio pubblico, del mondo televisivo, della carta stampata e dell’informazione istituzionale. Il Premio assume un profilo sempre più internazionale, con la partecipazione di giornalisti e professionisti provenienti da Paesi e contesti culturali differenti, uniti dal medesimo valore della verità come responsabilità. Inoltre il Premio riserva particolare attenzione alle nuove generazioni, per sostenere il talento e la crescita di giovani professionisti che già si sono distinti per competenza e impegno. Qui di seguito gli insigniti nelle tre sezioni del Premio.   PREMIATI ITALIANI S.E. Card. Fernando Filoni – Gran Maestro Ordine Equestre del Santo Sepolcro, giornalista Anna Maria Esposito – vice caporedattore Rai News 24 Brunella Bolloli – giornalista Libero David Parenzo – giornalista, conduttore radiofonico e televisivo Giovan Battista Brunori – corrispondente RAI da Gerusalemme Giulia Sorrentino – giornalista d’inchiesta Il Giornale Manuela Sain – giornalista e scrittrice Maria Rita Grieco – direttrice RAI Italia Marilena Vinci – giornalista Mediaset Massimo Giraldi – caporedattore centrale e autore Rai Radio 1 Silvia Grassi – giornalista, addetta Ufficio Stampa del CSM   PREMIATI STRANIERI Aleksander Cipa – giornalista e poeta, Presidente dell’Unione Giornalisti Albania Alketa Gashi Fazliu – giornalista e scrittrice, conduttrice telegiornale RTK – Kosovo Marinellys Tremamunno – giornalista, esperta di comunicazione e produzione audiovisiva –Venezuela Tarana Turan Rahimi – giornalista e docente universitaria – Azerbaijan   PREMIATI GIOVANI Angelo Baracco – corrispondente agenzia Italpress, collaboratore rivista Vinile e settimanale Giallo Antonio Errigo – vicedirettore generale ALIS, coordinatore editoriale ALIS Magazine Federica Tomasello – giornalista Mulengezi Adolphe Mihingano – giornalista   I premi consegnati durante la Cerimonia saranno opere originali ed uniche, realizzate dall’artista salentino Tommaso Filieri, di Galatone (Lecce), noto per le sue creazioni artigianali a mano, esclusive e non seriali, pensate per rendere ogni riconoscimento un simbolo autentico ed irripetibile.   INFO Evento: Cerimonia di premiazione – Premio Giornalistico Etico “Luci di Verità” Data: Martedì 24 febbraio 2026 – Orario: 14.30 – 18.00 Sede: Ministero della Cultura – Sala Spadolini, Via del Collegio Romano 27, Roma Accompagnatori: fino a 4 per premiato (nomi entro il 20 febbraio 2026) – Ingresso su accredito Contatti organizzativi: Associazione Culturale VerbumlandiArt APS ([email protected]) Promotrici e Responsabili del Premio: Regina Resta – Maria Pia Turiello Fonte: Goffredo Palmerini

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