La mia filosofia: trovare la luce nelle ombre della sofferenza

di Krishan Chand Sethi *   La sofferenza è stata il mio maestro, nonché l’ombra che mi ha accompagnato per tutta la vita, plasmando il nucleo stesso del mio essere. Ha guidato i miei pensieri, influenzato le mie decisioni e infine modellato la mia filosofia. Queste esperienze non solo mi hanno cambiato, ma mi hanno spinto a introspezione, riflessione e una profonda ricerca su come la sofferenza influenzi la crescita personale e la comprensione. Questa filosofia non deriva da una teoria speculativa, ma dall’esperienza; credo che possa parlare a chiunque abbia mai sentito il peso del dolore e cercato in esso un significato.   Le origini della mia filosofia   Non ho mai trovato il mio posto tra coloro che sembravano accettare il dolore come parte della crescita. Per la maggior parte delle persone, era solo un ospite indesiderato da evitare, simile a una debolezza. Ma la vita ha avuto il suo modo di cambiare le cose, portando nella mia esistenza perdita, fallimenti e momenti di dubbio personale, spogliando strato dopo strato le illusioni che circondavano la mia identità.   Ricordo distintamente un periodo di fallimento professionale e di dolore personale. Non erano episodi rari, ma quella stagione di sofferenza si protrasse così a lungo da rendere estremamente difficile capire chi fossi e quale fosse il mio valore. Quando un progetto significativo fallì, mi sentii sopraffatto dall’inadeguatezza. In retrospettiva, quel fallimento mi spinse verso la resilienza e la creatività. Solo mesi dopo, affrontando un nuovo progetto con le lezioni apprese, capii l’importanza di quell’esperienza dolorosa.   Imparare a vedere il dolore come un’opportunità di riflessione   La sofferenza mi ha insegnato che la riflessione è essenziale. Il dolore zittisce il rumore circostante e ti costringe a confrontarti con i tuoi pensieri. Ho iniziato a pormi domande profonde: Questo è davvero importante per me? Sto vivendo una buona vita? Cosa vuole insegnarmi questo dolore? Ho scoperto che la sofferenza contiene opportunità nascoste per la crescita.   Il ruolo della resilienza nella mia storia   La resilienza non è innata, ma si apprende attraverso la sofferenza. Ho capito che è un muscolo che si rafforza con le sfide. In momenti di perdita personale e pressioni professionali, ho trovato una forza interiore che non sapevo di possedere. Ogni sfida superata mi ha insegnato a piegarmi senza spezzarmi.   Empatia: un frutto della sofferenza   La sofferenza mi ha donato empatia. Prima, i problemi degli altri sembravano distanti. Ora, capisco più profondamente le loro esperienze. Questo ha influenzato non solo le mie relazioni personali, ma anche il mio lavoro creativo.   La ricerca di significato nella sofferenza   Durante il mio cammino, mi sono chiesto: perché soffriamo? Cercando risposte nella filosofia e nella spiritualità, ho trovato il pensiero di Viktor Frankl: “Quando non possiamo più cambiare una situazione, siamo sfidati a cambiare noi stessi”. Queste parole sono diventate la base della mia filosofia.   Illusioni infrante e chiarezza acquisita   La sofferenza infrange le illusioni sulla giustizia e la prevedibilità della vita. Pur essendo dolorosa, porta chiarezza, aiutandoci a focalizzarci su ciò che conta davvero.   La creatività nata dal dolore   Il dolore ha spesso alimentato il mio viaggio artistico. Nei momenti più difficili, la scrittura è stata un conforto, trasformando il dolore in forza e speranza. Racconto spesso questa esperienza per incoraggiare gli altri a usare la sofferenza come trampolino di lancio creativo.   Sofferenza nelle relazioni e nella comunità   La sofferenza non definisce solo l’individuo, ma anche le relazioni e le comunità. Ho visto la forza che emerge quando le persone si uniscono durante le avversità, trovando sostegno reciproco resilienza collettiva.   Lezioni pratiche dalla sofferenza   Riflettere: la sofferenza insegna, ma richiede tempo per comprendere le lezioni. Chiedere aiuto: il dolore non deve essere affrontato da soli. Focalizzarsi sulla crescita: chiedersi “Cosa posso imparare da questo?” trasforma il dolore in opportunità.   Conclusione: la sofferenza come maestro   La sofferenza è il più grande insegnante. Mi ha condotto alla scoperta di me stesso, portandomi resilienza, empatia e creatività. Non segna la fine, ma l’inizio di un cambiamento profondo. Per coloro che sono in preda al dolore, ecco il mio punto di vista: il dolore non segna la fine ma solo l’inizio di un cambiamento profondo. È un’opportunità per crescere, relazionarsi e apprendere quanto siano profonde la tua forza e la tua saggezza. Come dice Rumi: “La ferita è il luogo dove entra la luce”. Questa non è una filosofia astratta, ma un’esperienza vissuta che continua a plasmare la mia vita e il mio lavoro.     Dr. Sethi K.C. – (Autore)                                   Daman, India – Auckland, Nuova Zelanda   Traduzione dall’Inglese a cura della scrittrice Arch. Franca Colozzo Fonte: G.Palmerini

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LA VERA ARTE RESTA ETERNA

L’arte ha un significato ampio in cui ciascun individuo trasmette le proprie capacità, le proprie emozioni, le tecniche e molto altro attraverso un linguaggio personale. Nel corso dei secoli passati, i nobili ed i mecenati hanno voluto lasciare una testimonianza del loro potere attraverso la richiesta di opere d’arte che generalmente sfociavano in dipinti, statue, monumenti, templi e sontuose costruzioni abitative.   A testimonianza di ciò, basti pensare alle maestose opere artistiche sia egizie, greche, dell’antica Roma o nelle Americhe – con le civiltà Maya, Inca e Azteca – o alla grande muraglia cinese, a Petra, famosa città giordana, al Taj Mahal in India e tanti altri capolavori. Poi, In un contesto storico particolare, qual è stato il Rinascimento italiano, basti pensare alla nascita quasi contemporanea di diversi geni, come ad esempio Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti, che hanno dato vita a capolavori entrati nello scenario mondiale come unici ed irripetibili.   Al primo viene attribuito il quadro più famoso e prestigioso al mondo, “La Gioconda“; al secondo, oltre al capolavoro del “Giudizio Universale” nella Cappella Sistina, due grandi capolavori scultorei, il “Mosè”, custodito presso la chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma, e “La Pietà”, situata nella basilica di San Pietro nella città del Vaticano.   Adesso, ritornando nell’era attuale, credo che bisognerebbe fare un distinguo tra un’opera che possa essere qualificata come d’arte o come un’operazione commerciale o mediatica. Secondo il mio parere, la banana attaccata al muro con un nastro adesivo di Maurizio Cattelan e venduta per 6,2 milioni di dollari è stata solo una grande operazione mediatica, essendo un’opera “viva”, quindi deperibile, è evidente che non possa considerarsi un’opera d’arte.   Molto probabilmente l’opera, pur veicolando un messaggio molto profondo tale da far riflettere su alcuni concetti, non può essere definita assolutamente opera d’arte e non mi trova d’accordo. Quest’ultima potrebbe essere ricordata per qualche anno solo per la cifra folle spesa per acquistarla, ma le meraviglie da me sopra menzionate sono destinate ad essere ammirate per l’eternità e non hanno prezzo perché patrimonio dell’umanità.   Piero Martino Fonte: G.Palmerini

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EUGENIA SERAFINI TRA REALTÀ E IMMAGINIFICO

Alla nota Libreria Horafelix di Roma “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.”  Possiamo dire che non c’è frase più significativa di questa che Gabriel García Márquez genialmente scrive nero su bianco, per introdurre la serata di presentazione di due libri preziosi attraverso i quali Eugenia Serafini racconta e si lascia raccontare tra realtà e immaginifico: il poema “Canto dell’’Effimero” di Eugenia Serafini, 2^ Edizione Roma 2022, che ha meritato la Menzione Speciale al prestigioso XXXV Premio Letterario Internazionale Camaiore /Francesco Belluomini 2023 e il libro-intervista Eugenia Serafini si racconta di Silvana Lazzarino, 2^ Ediz. ampliata, Artecom-onlus 2024.                                                                                                                                                                                             La serata che si svolge a Roma a conclusione della Rassegna Iplac 2024 (Circolo Insieme per la Cultura) il 14 dicembre 2024 alle ore 18,00  presso la libreria Caffè letterario Horafelix in Via Reggio Emilia, 89, è dedicata  a conoscere ancora più da vicino questa grande e straordinaria artista di fama internazionale: Eugenia Serafini, “PREMIO ALL’ECCELLENZA IPLAC – XVI Premio Letterario Internazionale 2023. Il CANTO DELL’EFFIMERO/ Piccolo tour Roma Carrara e ritorno”, diario poetico come lo definisce nella postfazione Nicolò Giuseppe Brancato, “nasce da una serie di “coincidenze”: Nell’estate del 1995, portando dei fiori alla nonna, Eugenia Serafini ebbe la strana sensazione che Eugenia Guidugli volesse comunicarle qualcosa: non sapeva cosa, ma le venne istintivo pensare che si sarebbe coronato il suo sogno di insegnare all’Accademia carrarina: fatto sta che, nell’autunno dello steso anno e cioè solo qualche mese dopo, le giunse la relativa nomina. I viaggi da Roma a Carrara e ritorno, in una situazione così favorevolmente ed inaspettatamente particolare, furono stimolo per questo che oserei chiamare “diario poetico”, diario di sentimenti, sensazioni, esperienze, emozioni universa-li, ove la brevità è suggerita anche dal veloce succedersi di immagini durante il viaggio in treno: e d’altra parte, il termine “diario” non è sinonimo di “effimero” sostantivato? L’insegnamento a Carrara è stato gravido di ulteriori risultati: senza di esso non sarebbe stata invitata dal DAMS dell’Università della Calabria a tenere una serie di letture e di stage, né poi chiamata per chiara fama alla cattedra di Disegno  presso la stessa Università.” E bene ne intuisce il valore profondo Elio Pecora che nella Prefazione così sottolinea: “In un tale effimero e nella sua attentata leggerezza si muovono e si pronunciano i momenti dell’esistenza, lacerti di verità accostate. Così la pena e l’allegria, il bisogno d’amore e la sua perdita, il dubbio che consuma e il desiderio che non s’arrende, il pensiero della morte e i meandri della memoria s’intrecciano e si alternano nei versi brevi, nelle frasi in corsa per declivi di inchiostro sottile, dietro cancellature che lasciano trapelare il negato e l’incauto.” Salone e ingresso alla Biblioteca della AABB di Carrara Una chiosa della stessa Serafini già nel titolo “Parole per una poetica” rivela l’esigenza di chiarire e sottolineare le numerose sperimentazioni linguistiche e segniche del suo lungo percorso poetico e di ricerca artistica intermediale a tutto campo, che la pone tra i più interessanti e creativi rappresentanti della creatività attivi tra i due millenni: 1900 e 2000. L’incontro prosegue con la conversazione tra la giornalista, poeta e scrittrice Silvana Lazzarino ed Eugenia Serafini, sul libro/intervista “Eugenia Serafini…. si racconta” , nel quale Silvana Lazzarino sottolinea con acume e grande sensibilità, come la nota artista multimediale, poetessa, giornalista, docente universitaria, proceda nel suo lavoro a partire da scelte importanti, nuove esperienze grazie a incontri determinanti come sono stati tra gli altri quello con Mario Verdone e Lawrence Ferlinghetti. In questo testo si avverte la profonda connessione tra amore per la sua terra i monti della Tolfa, affetti familiari, amicizie con artisti e intellettuali, e quello che ruota intorno all’evoluzione della sua arte dove spiccano tematiche inerenti l’aspetto ecologico e sociale, senza dimenticare il possibile recupero dell’originaria armonia tra l’uomo e la natura di cui egli è parte integrante. A moderare la serata è la nota scrittrice di gialli Maria Rizzi, Presidente Iplac, relatori sono lo scrittore e poeta Roberto de Luca Vice-Presidente Iplac e Silvana Lazzarino giornalista, autrice e poetessa, mentre le letture sono a cura dell’artista Eugenia Serafini e della poetessa e scrittrice Federica Sciandivasci Consigliera Iplac. La serata si chiude con un’apericena durante la quale brindare al Natale orami alle porte. Per quanti desiderino fermarsi con prenotazione obbligatoria contattare il numero 347 5789139. SCHEDA Per la Rassegna Iplac 2024 Presentazione dei libri Canto dell’Effimero di Eugenia Serafini, Ediz. Artecom-onus, Roma 2022 Eugenia Serafini si racconta di Silvana Lazzarino, Ediz. Artecom-onlus 2024 Modera: Maria Rizzi Relatori: Silvana Lazzarino e Roberto De Luca Letture a cura di Eugenia Serafini e Federica Sciandivasci presso la libreria Horafelix, Via Reggio Emilia, 89 Roma sabato 14 dicembre 2024 ore 18.00 Nella foto: Serafini e Verdone

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La luce interiore: un faro di resilienza e autostima

  di Krishan Chand Sethi Dentro di te c’è una luce che nessuna tempesta può offuscare, un fuoco che nessuna mano può rubare. Questa qualità particolare è presente in tutti noi: una luce indistruttibile e un fuoco spontaneo che nessuna forza umana può spegnere. Questa luce interiore rappresenta speranza, energia e autostima. Allo stesso modo, il fuoco simboleggia passione e resilienza, elementi fondamentali della nostra natura. Questi non possono essere toccati dalle circostanze esterne né dagli sforzi di chiunque di controllarli o indebolirli. La verità di questa luce e di questo fuoco dentro di noi è una delle doti più potenti che una persona possa avere, poiché significa che, qualunque cosa la vita ci riservi, la nostra forza interiore rimane indistruttibile. La luce interiore: un faro di resilienza e autostima   La luce interior ci ricorda che il nostro valore è intrinseco, non collegato a successi, riconoscimenti esterni o opinioni altrui. Quando il mondo ci dice continuamente che dobbiamo dimostrare di essere sufficienti, questa luce interiore ci conferma la nostra forza intrinseca. È una fonte di resilienza nei momenti di oscurità, quando ci sentiamo vulnerabili o incerti, illuminando il nostro cammino verso il future, nonostante i venti contrari di dubbi o delusioni. Krishan Chand Sethi (nella foto) Questa luce non solo fa parte di noi, ma è anche la nostra capacità di compassione, empatia e bontà. Ci permette di connetterci con gli altri, di vedere il bene negli esseri umani e di dare significato alle relazioni e alle esperienze della vita. È ciò che ci consente di perdonare e di andare avanti anche nei momenti più difficili, rendendoci paradossalmente ancora più forti e resilienti.   Il fuoco indomabile: una fonte di passione e di scopo Se la luce rappresenta la nostra verità, allora il fuoco rappresenta la nostra passione e le nostre ambizioni. Questo fuoco non può essere rubato o spento, perché arde dal profondo, nella maniera più autentica e genuina. È quella voce interiore che ci spinge a inseguire i nostri sogni, a coltivare i nostri talenti e a esprimerci con coraggio. È ciò che ci fa andare avanti anche quando tutto sembra troppo difficile, perché dentro di noi c’è qualcosa che va più in profondità delle difficoltà momentanee. Questo fuoco rappresenta la possibilità di crescere, di cercare nuove opportunità e di muoverci verso obiettivi che risuonano con chi siamo realmente. Ci spinge a perseguire la realizzazione piuttosto che la semplice sopravvivenza. Questo fuoco si nutre delle battute d’arresto e dei fallimenti, trasformandoli in carburante per ardere ancora più intensamente. È ciò che trasforma il nostro dolore in scopo, le nostre lotte in forza e i nostri sogni in realtà.   La luce e il fuoco immuni alle tempeste esterne   Le tempeste della vita – come la perdita, il rifiuto, il tradimento o le avversità – possono scuoterci, ma non possono toccare la nostra luce e il nostro fuoco interiore. Le circostanze esterne possono cambiare, ma il nostro nucleo rimane intatto e oltre il controllo altrui. Le persone possono cercare di imporci le loro limitazioni o di influenzarci con energie negative, ma questi tentativi funzionano solo se glielo permettiamo. Finché rimaniamo radicati nella nostra luce e nel nostro fuoco, rimaniamo ancorati a qualcosa che appartiene solo a noi.   Il viaggio verso la luce e il fuoco interiori   Riconoscere e onorare la nostra luce e il nostro fuoco è uno degli atti più potenti che possiamo fare per noi stessi. Questa consapevolezza ci aiuta a costruire una relazione profonda con noi stessi, rafforzando la nostra capacità di affrontare le sfide della vita. Questa connessione ci libera dalla necessità di cercare approvazione esterna, permettendoci di inseguire i nostri sogni senza paura del giudizio o del fallimento. Ci insegna a lasciar andare ciò che non ci serve più e a concentrarci su ciò che è veramente importante per la nostra crescita personale. Condividere la luce e il fuoco con il mondo   Anche se questa luce e questo fuoco sono profondamente personali, hanno il potenziale di illuminare anche le vite degli altri. Vivendo autenticamente, possiamo ispirare gli altri a scoprire la loro forza interiore. Come una candela che ne accende un’altra senza perdere la propria fiamma, il nostro fuoco può accendere speranza e resilienza nelle vite altrui.   Un percorso di vita illuminato dalla luce e dal fuoco   Questa luce e questo fuoco evolvono con noi, adattandosi ai nostri sogni e alle nostre esperienze in continua trasformazione. Ma al centro di tutto rimane una costante: la nostra essenza, una fonte inalterabile di guida e forza. Attraverso questa forza interiore, non solo creiamo una vita piena e soddisfacente per noi stessi, ma anche per chi ci circonda. Dentro ognuno di noi c’è una luce che nessuna tempesta può spegnere e un fuoco che nessuna mano può rubare. È l’essenza della nostra anima, il nucleo indomabile del nostro essere, capace di cambiare le nostre vite e ispirare il mondo intorno a noi.   Dr. Sethi K.C. Daman, India – Auckland, Nuova Zelanda   ***   “Within You, There Is a Light That No Storm Can Dim, a Fire No Hand Can Steal”   This particular quality is in all of us: it is indestructible light and impulsive fire, which human might cannot quench and snuff out. Such a thing as inner light does make for hope, vigor, and self-esteem. For such a thing, a fire means passion and intention-resilience, of the very basic nature about ourselves. These cannot be touched by external circumstances or anybody else’s efforts to control or weaken them. The truth of this light and fire within is one of the most empowering realizations a person can make, for it means that, no matter what life may throw at us, our core strength remains unbreakable.   The Inner Light: A Beacon of Resilience and Self-Worth   It reminds me that I am worth it in there, with an inner light brighter to test my value within-not connected with achievement, validation through externals, or people’s opinions of

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Novità librarie – Antonella Rita Roscilli

I 150 anni della Emigrazione italiana in Brasile approdano alla Fiera Nazionale Letteraria “Più Libri Più Liberi” di Roma che giunge quest’ anno alla sua 23esima edizione. Si terrà dal 4 all’8 dicembre presso il Centro Congressi Roma-La Nuvola all’Eur, costruito dal famoso architetto Massimiliano Fuksas. Durante i cinque giorni si attendono 670 eventi e 590 espositori che presenteranno al pubblico le novità del proprio catalogo. La Cosmo Iannone Editore nella Fiera occupa lo Stand F57  e presenterà “Zélia Gattai Amado e l’Emigrazione italiana in Brasile” la nuova opera di Antonella Rita Roscilli, che verrà lanciata l’8 dicembre p.v. nella Sala Vega, alle ore 10.30. Questo libro è stato scelto per omaggiare i 150 anni dell’emigrazione italiana in Brasile. Parteciperanno alla conferenza  S.E. Renato Mosca de Souza, Ambasciatore del Brasile in Italia, San Marino e Malta; Fabio Porta, Deputato italiano eletto in Sud America – Circoscrizione Esteri, Presidente dell’Associazione di Amicizia Italia-Brasile; e il Prof. Norberto Lombardi, Direttore della Collana “Quaderni sulle migrazioni” della Cosmo Iannone. L’opera traccia il percorso della cosiddetta Grande emigrazione italiana oltreoceano, tra la fine del sec. XIX e inizi del XX, evidenziando i contesti socio-politici italiani e brasiliani nell’ambito dei quali avvenivano le partenze e gli arrivi, fornendo documenti e testimonianze originali che rivelano i valori che accompagnarono molti emigranti di quel tempo e le difficoltà che furono costretti a patire in terra straniera. L’autrice focalizza dati finora sconosciuti ai più, utopie, sogni e lotte per i diritti sociali, ponendo l’accento su alcune caratteristiche migratorie. Dedica alcune pagine a storie uniche come la Colônia Cecília, riscatta la memoria di personaggi dimenticati, come l’italiano Oreste Ristori, Francesco Arnaldo Gattai e Giovanni Rossi, ricorda i cosiddetti “schiavi bianchi”. E’ questo l’ humus che respirò fin da piccola Zélia Gattai. Figlia e nipote di emigranti italiani conservò per tutta la vita valori e tradizione del paese dei suoi antenati. Una vita di straordinario coraggio e dignità la condusse fino all’incontro col famoso scrittore brasiliano Jorge Amado, di cui fu moglie per oltre 50 anni. In questo libro l’autrice, che è biografa ufficiale di Zélia Gattai, ne ripercorre l’esistenza completa. L’opera è arricchita da introduzioni di Evelina Hoisel (Presidente dell’Academia de Letras da Bahia-ALB e docente universitaria in Brasile), di Myriam Fraga, poetessa e direttrice della Fondazione Casa de Jorge Amado a Salvador Bahia; di Fabio Porta, e da una postfazione a firma del professor Roberto Vecchi (Università di Bologna). L’opera era stata originariamente pubblicata in Brasile, in lingua portoghese, dalla casa editrice  Edufba dell’Università Federale di Bahia-UFBA. La versione originale del libro venne lanciata a Salvador all’ Academia de Letras da Bahia, alla presenza di S.E. Antonio Bernardini, Ambasciatore dell’Italia in Brasile. Venne, poi, scelta per inaugurare a Brasilia la “Settimana della Lingua Italiana nel Mondo” all’Università di Brasilia-UnB. E ancora, venne presentata  nello stato di Minas Gerais alla Casa-Fiat di Belo Horizonte: a São Paulo all’Istituto di Cultura Italiana. In Europa, sempre la versione portoghese, fu presentata in Portogallo durante il Simposio Mondiale sulla Lingua Portoghese SIMELP, a Firenze nel prestigioso “Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux”. Infine, a Roma, nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, nel corso di una conferenza per i 150 anni, alla quale hanno partecipato Renato Mosca, Fabio Porta e il professor Giorgio De Marchis (Università Roma Tre). Ricordiamo che la Fiera Letteraria “Più Libri Più Liberi” è promossa e organizzata dall’Associazione degli Editori Italiani, Centro per il Libro e la Lettura del Ministero dei Beni Culturali, Regione Lazio, Roma Capitale, Camera di Commercio di Roma e ICE Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane, SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e Poste Italiane, in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche di Roma, ATAC, Azienda di trasporti Capitolina, EUR Spa, RAI, il Giornale della Libreria.   Note biografiche dell’autrice. Ricercatrice, scrittrice, brasilianista, giornalista e traduttrice, ha lavorato a lungo alla Rai-Radiotelevisione italiana. Tra le sue opere e scritti ricordiamo “Da palavra à imagem em Anarquistas graças a Deus” (ed. Edufba), “Zélia de Euá rodeada de estrelas” (Ed CasadePalavras), “Storia di un Pino di città e altri racconti” (Antonio Dellisanti editore). Da molti anni si dedica all’Intercultura, agli studi sull’emigrazione italiana, promuovendo al contempo la diffusione della cultura e della letteratura brasiliana in Italia e in altri paesi europei. È fondatrice e direttrice di “Sarapegbe”, rivista italiana bilingue on line di dialogo interculturale, con collaboratori di entrambe le sponde dell’Atlantico. Membro Corrispondente per l’Italia all’Academia de Letras da Bahia-ALB, è altresì membro corrispondente dell’Istituto Geografico Storico di Bahia-IGHB ove integra il Comitato Editoriale della Rivista della istituzione. Laureata presso l’Università La Sapienza di Roma, in Lingue e Letterature Moderne (Letteratura Brasiliana e Letterature Africane di espressione portoghese) ha specializzazioni in Brasile. Possiede un Dottorato di Ricerca in Studi Multidisciplinari con tesi sulla rappresentazione dell’emigrante italiano nella fiction televisiva brasiliana (ancora inedita) alla UFBA, dove ha inoltre conseguito un Master, con tesi pubblicata. Nel 2022, in occasione del bicentenario della nascita di D. Teresa Cristina di Borbone, ultima imperatrice del Brasile, di origini italiche, ricevette dall’Ambasciatore del Brasile in Italia S.E. Hélio Vitor Ramos Filho la “Medaglia Teresa Cristina di Borbone delle Due Sicilie” per la sua dedizione agli studi e  divulgazione di questa figura storica.   Cosmo Iannone Editore Stand F57 XXIII Fiera Letteraria Nazionale “Più Libri Più Liberi” 4-8/12/2024 Centro Congressi Roma – La Nuvola Viale Asia, 25  Eur

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“THE MILLENNIUM RENAISSANCE”

IL CAMBIAMENTO DI CUI IL NOSTRO MONDO HA URGENTE BISOGNO È ORA NELLA NUOVA RIVISTA DI RRM3 “THE MILLENNIUM RENAISSANCE”     Dr. Arch. Franca Colozzo *   Come quasi tutti i pensatori e gli scienziati del mondo vanno ormai affermando da decenni, l’umanità non sarà in grado di sopravvivere a tutte le sfide fatali che sta affrontando, a meno che non si stabilisca e si metta in atto un necessario “Cambiamento Mentale”.   Pienamente consapevole di questa necessità vitale, RRM3 – RINASCIMENTO RENAISSANCE MILLENNIUM III, ha iniziato a tessere la tela del suddetto cambiamento mentale pubblicando le sue idee in una nuova rivista futuristica “LA RINASCITA – MILLENNIUM – Progettare il futuro”.   La creazione di una nostra rivista a disposizione di tutti nasce dalla constatazione della condizione disastrosa in cui versa il nostro mondo, sofferente, tartassato da guerre, genocidi, persecuzioni, ingiustizie sociali, per cui abbiamo pensato di dare il nostro umile contributo anche attraverso varie soluzioni sui media. La rivista dell’Associazione internazionale RRM3 – RINASCIMENTO RENAISSANCE MILLENNIUM III è ora disponibile a livello mondiale. L’annuncio viene dato dal suo ideatore ed anche creatore grafico, il fondatore e presidente dell’Associazione, Prof. Arch. George Onsy (Cairo, Egitto).     Il sito su cui la rivista è disponibile: https://online.anyflip.com/stpj/nujg/mobile/index.html       Nella prima uscita di questa rivista, con il suo primo numero attualmente in commercio in tutto il mondo dal Canada e dall’India ed online come Flipbook, oltre che come video magazine su YouTube, ci si è prefissi di aiutare il nostro mondo sofferente su 5 livelli: SPIRITUALE, CULTURALE/INTELLETTUALE, COGNIZIONE DEI MEDIA, TECNOLOGICO, RISOLUZIONE DEI PROBLEMI. La rivista internazionale di RRM3, “THE MILLENNIUM RENAISSANCE – Progettare il futuro”, è nata per aiutare il nostro mondo sofferente attraverso diversi livelli di soluzioni urgenti e creative. Essa, attraverso 5 sezioni multidisciplinari regolari sotto il titolo “THE ETERNORAMA ACADEMY – Imparare l’eterno”, invita il lettore a fare un giro attraverso le seguenti n. 5 sezioni: AIUTARE IL NOSTRO MONDO SOFFERENTE ATTRAVERSO 5 CANALI DI SOLUZIONI CREATIVE URGENTI     Il nostro mondo materialistico mortale ha bisogno di una SPIRITUALITÀ UNIVERSALE (MILLENNIUM III 24-HOUR YOGA), secondo il seguente schema:   I – ACADEMIA ETERNORAMA con le sue 5 sezioni transdisciplinari:   Il nostro mondo affetto da materialismo devastante ha bisogno di: SPIRITUALITÀ DI GUARIGIONE GLOBALE – LO YOGA 24 ORE DEL MILLENNIO III;   2- Il nostro mondo di mentalità ristretta ha bisogno di: PANORAMA CULTURALE/INTELLETTUALE;   3- Il nostro mondo di campagne di lavaggio del cervello ha bisogno di: MONITORAGGIO DELL’ARTE DEI MEDIA E DEL PUBBLICO AMPIO;   4- Il nostro mondo soggiogato dalla tecnocrazia ha bisogno di: TECNOLOGIA UMANIZZATA;   5- Il nostro mondo affetto da problematiche complesse ha bisogno di: RISOLUZIONE VISIVA DEI PROBLEMI, in cui cerchiamo di applicare i nostri schemi innovativi grafici di mappatura dei problemi per attivare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (SDG) e per risolvere i rischi globali che minacciano il mondo odierno.   Dopo ognuna di queste sezioni, la redazione invita il lettore a commentare o ad aggiungere il proprio contributo di scrittura, arte, ricerca su qualsiasi punto esposto.   II – La Parte II apre oltre 20 pagine ai lavori creativi da parte dei lettori sul tema principale della rivista: VIOLENZA, TERRORISMO E GUERRA.   Questa parte è suddivisa in 4 sottosezioni: scrittura, arte visiva, arte performativa e ricerca. Nel primo numero abbiamo pubblicato i lavori correlati di 15 scrittori, 3 artisti visivi e 3 artisti dello spettacolo. Tutti coloro che hanno inviato i loro lavori saranno pubblicati nei prossimi numeri, 1.2.   * Siamo profondamente grati per questa meravigliosa pubblicazione a:   Sethi Krishan Chand – INDIA, il nostro membro del consiglio direttivo RRM3 e consulente per le pubblicazioni per aver pubblicato questa rivista a sue spese come FLIP – book online.   Alexander Kabishev – RUSSIA, il nostro membro del consiglio direttivo RRM3 e consulente per le pubblicazioni per aver fatto del suo meglio per pubblicarla come rivista cartacea.   Goffredo Palmerini – ITALIA, l’eminente scrittore e giornalista italiano e nostro Presidente Associato di RRM3, sempre pronto a pubblicare i nostri risultati, comprese le notizie su questa rivista, su 250 giornali e riviste in tutto il mondo.   Franca Colozzo – ITALIA, la nostra Direttrice Esecutiva di RRM3, cui è rivolto il nostro ringraziamento per il suo continuo aiuto nel follow-up, nei contatti, nella condivisione dei nostri lavori su tutte le piattaforme dei social media e nella comunicazione RRM3 con l’UE.   Grazie mille e congratulazioni a tutti da parte del Prof. George Onsy (Egypt), Fondatore-Presidente di RRM3, e oltre 500 dei nostri membri RRM3, luminari del mondo della cultura, dell’arte, della ricerca e del lavoro umanitario.     * Direttrice Esecutiva di RRM3

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Forum culturale “Idee dal Sud”

Si terrà Sabato 23 Novembre a Bari, presso il Collegio Universitario di Merito IPE Poggiolevante, ,via Orfeo Mazzitelli 41, il Forum culturale Idee dal Sud.Il Forum è promosso ed organizzato da ENAC – Ente Nazionale Attività Culturali con la collaborazione di IO SUD – Segreteria Regionale Puglia, dallo Schiller Institute e da Gens Nova.O.d.V L’evento culturale che avrà luogo nel capoluogo pugliese si propone di fornire delle risposte concrete alla spinosa domanda del nostro tempo: La vita Umana è ancora un valore irrinunciabile? In un mondo dove la globalizzazione ha ormai prevaricato ogni buon senso e ha completamente distrutto quell’interessenza che univa i popoli della terra, arrivando sinanco a minare le fondamenta dell’impianto sociale più importante al mondo, la famiglia, ha ulteriormente aggredito e vandalizzato il concetto più sublime quello della vita che oggi pare non abbia più valore.I gravi fatti di cronaca ormai quotidiani evidenziano questo gravissimo effetto. Cosa fare per arginare o per meglio dire combattere il fenomeno dilagante? Una delle risposte potrebbe essere la realizzazione di un “Osservatorio sulla sicurezza dei cittadini” costituito da Partnership tra le varie Pubbliche Amministrazioni, Mass-media e Società civile per promuovere, soprattutto, la collaborazione dei cittadini con le autorità per il contrasto alla criminalità. L’evento pubblico, che avrà inzio alle ore 9:30, vedrà la partecipazione di ospiti illutri tra cui l’ Avv. Francesco Paolo Sisto, Vice Ministro alla Giustizia, e la Prof.ssa, Senatrice Adriana Poli Bortone, Presidente nazionale IO SUD e Sindaco di Lecce. Dopo l’apertura a cura del Dott. Antonio Peragine, delegato regionale ENAC e direttore del Corriere Nazionale, inizierano i lavori moderati dal Dott. Maurizio Abbate – Presidente Nazionale ENAC e dalla Dott.ssa Alessia Ruggeri – Delegata Schiller Institute. Sono previsti gli interventi  del Prof . Salvatore Maria Mattia Giraldi – Rettore della Federiciana Università Popolare; del Prof. Pierfranco Bruni – Presidente Centro Studi Francesco Grisi; della Dott.ssa Maria Pia Di Medio – medico- già sindaco di Cassano delle Murge; dell’Avv. Ascanio Amenduni, esperto europeo in diritto; dell’Avv. Antonio Maria Lascala – Vicepresidente Gens Nova o.d.g.; del Prof. Giuseppe Mastronardi – Docente di Data Security e Digital Forensics; del Prof.Rosario Polizzi, medico, già parlamentare XIII legislatura; del prof. Filippo Maria Boscia, Presidente associazione nazionale medici cattolici e Società Italiana di Bioetica; della prof. Italia Buttiglione, presidente Patto Etico e Civico di Scienze e Vita; dell’Avv. Francesca Magliano – movimento IO SUD – con delega regionale all’associazionismo; della signora Margherita Rebufoni – rappresentante della Fondazione Nadia Toffa; della Prof.ssa Roberta Simini – già docente di Teologia patristica presso Facoltà di Teologia Pugliese; della Dott.ssa Anna Paola Giuliani – Vicesindaco del Comune di Sansevero, e dell’Ing. Domenico Di Paola – già AD aeroporti di Puglia. La partecipazione all’evento, seconda tappa di una serie di manifestazioni culturali proposte su tutto il territorio nazionale, è totalmente gratuita. ^^^^^^^ Iscriviti al nostro canale You Tube https://youtube.com/@webtv.A.n.i.m.APS.?si=1LyAvkHl5y-SHVSD SERVIRE GLI ITALIANI, NON SERVIRSENE La stampa al servizio della persona! — Goffredo Palmerini  

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Restauro del monumento equestre al Gattamelata di Donatello

La Delegazione Pontificia della Basilica di Sant’Antonio di Padova, Friends of Florence e Save Venice annunciano il loro sostegno finanziario per il restauro  del monumento equestre al Gattamelata di Donatello Padova e Roma, Italia (11 novembre 2024) – La Delegazione Pontificia della Basilica di Sant’Antonio in Padova, con le organizzazioni americane senza scopo di lucro Friends of Florence e Save Venice, annunciano il loro sostegno finanziario per il restauro del monumento equestre al Gattamelata di Donatello. L’opera in bronzo, datata alla metà del XV secolo, è collocata sul sagrato della Basilica di Sant’Antonio di Padova e necessita di interventi urgenti di manutenzione. Grazie dunque a Save Venice, con il sostegno principale di Jon e Barbara Landau, ea Friends of Florence, con il supporto di Stacy Simon, sarà possibile iniziare il prossimo anno i delicati interventi di restauro del monumento equestre, del suo basamento lapideo e dei rilievi originali. La statua del Gattamelata di Donatello è il primo monumento equestre in bronzo a grandezza naturale fuso dai tempi dell’antichità classica. Realizzato tra il 1447 e il 1453, occupa una posizione di rilievo nella piazza antistante la Basilica del Santo di Padova dove nel 1458 fu sepolto il capitano generale dell’esercito veneziano. Dalle risultanze della campagna diagnostica le superfici bronzee della statua del Gattamelata presentano forme di degrado comuni ai monumenti in lega di rame esposti all’aperto, fra i quali il cosiddetto “cancro del bronzo”, una forma di corrosione che colpisce le leghe di rame. In questo processo, il cloruro rameoso reagisce con l’acqua formando acido cloridrico, che a sua volta attacca e corrode il bronzo, intensificando la degradazione del rame. Forse a causa della difficoltà implicita nel fondere una statua equestre di queste dimensioni, Donatello suddivise il monumento in ben 36 pezzi, aumentando così l’instabilità strutturale sia del cavallo che del cavaliere. Il basamento, in trachite e pietra d’Istria, è anch’esso deteriorato, complice l’esposizione continua alle intemperie e il degrado delle malte cementizie applicate durante un precedente intervento di restauro. Per conto della Delegazione Pontificia, nella primavera del 2023, la ditta di restauro Nicola Salvioli ha eseguito una prima indagine conoscitiva del monumento. Le ispezioni ravvicinate hanno riguardato un approfondito controllo autoptico e al microscopio della superficie, l’endoscopia all’interno del bronzo e l’opportunità di campagna fotografica. La dei molti dati rilevabili riguardanti la tecnica esecutiva e lo stato di conservazione dell’intero monumento, è stata registrata graficamente su modelli 3D da cui sono state estrapolate una serie di tavole riassuntive per una prima valutazione dello stato di fatto dell’opera donatelliana. Da qui l’impegno è proseguito con l’assistenza operativa alle fasi diagnostiche condotte dal CIBA dell’Università di Padova per conto della Soprintendenza ABAP Padovana, individuando punti di analisi e campionando materiale da analizzare relativo alle problematiche più evidenti. Inoltre, nell’ambito degli studi attualmente in corso per sviluppare il progetto di restauro della statua, un aspetto senz’altro rilevante è la determinazione del comportamento strutturale del monumento, tanto per definirne lo stato attuale, sia in regime statico che in caso di evento sismico, quanto ai fini della individuazione di caute procedura nelle delicate fasi di movimentazione del manufatto per l’effettuazione delle ulteriori indagini finalizzate al restauro in ambiente protetto. Sono emerse la fragilità ei segni del tempo ben visibili in alcune porzioni della statua, sia per modalità costruttive e degrado, che per possibili manipolazioni passate (ad esempio le rimozioni ed i riposizionamenti già avvenuti in periodo bellico), e proprio di tali aree sarà necessario avere particolare cura specificamente nella definizione del progetto di restauro. Alla luce delle prove emerge durante tutte le fasi di indagine preliminare il restauro del monumento equestre del Gattamelata e al basamento appare necessario e funzionale a conservare l’opera per le generazioni presenti e future. «A nome della Delegazione Pontificia della Basilica di Sant’Antonio esprimo la gratitudine più viva alle due Fondazioni Friends of Florence e Save Venice, per la generosità con cui hanno scelto di sostenere economicamente gli interventi che saranno necessari per prendersi cura del monumento equestre del Gattamelata . Inutile ricordare come l’opera di Donatello sia uno dei più grandi capolavori dell’arte italiana, che merita di essere custodita anche per le generazioni a venire. Già è stato comunicato che il cammino futuro richiede la conclusione delle analisi sul monumento, in vista degli interventi di restauro che si prospetteranno, facendo tesoro di quanto già è stato compiuto dalla Sovrintendenza, l’Università di Padova e l’Istituto centrale. È con l’auspicio che si possa proseguire nel dialogo tra le diverse istituzioni che ci si augura di poter mettere a frutto le risorse che le Fondazioni metteranno a disposizione per questo obiettivo comune.» – Padre Antonio Ramina, Rettore del Santuario padovano «Da 25 anni Friends of Florence segue il percorso illuminato di Donatello. Durante i programmi che organizziamo per i nostri sostenitori spesso studiamo e visitiamo il Gattamelata di Donatello come esempio della genialità di questo artista che, con la sua arte, ha ispirato intere generazioni di scultori dopo di lui. Siamo felici di tornare a collaborare con Save Venice, con cui abbiamo già lavorato nel 2016 in occasione dell’anniversario dell’alluvione del 1966. Con il sostegno al restauro alla statua equestre del Gattamelata, possiamo continuare questa bellissima sinergia che ci vede ancora insieme nell ‘anno dell’anniversario per i primi 25 anni di Friends of Florence e per i 50 anni di Save Venice. Siamo due fondazioni sostenute da donatori in tutto il mondo che hanno a cuore l’arte, la storia e la bellezza e si impegnano per salvaguardare il patrimonio culturale per le generazioni presenti e future. Siamo immensamente grati alla nostra donatrice e consigliera Stacy Simon, unica sostenitrice da parte di Friends of Florence e ringraziamo inoltre la Delegazione Pontificia della Basilica di Sant’Antonio, il Comune di Padova e la Soprintendenza per la disponibilità e l’accoglienza.» – Simonetta Brandolini d’Adda Presidente di Friends of Florence «In oltre cinquant’anni di sostegno di interventi conservatori Save Venice ha avuto il privilegio di restaurare numerose opere d’arte di rilevanza internazionale. La prossima opera in questa lunga serie — tra le sculture più celebri dell’arte

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CESENA, asta di volumi antichi

Gliubich Casa d’Aste sceglie Cesena ed espone una preview della prossima asta di volumi antichi  alla mostra “C’era una volta… il Libro” del 16 e 17 novembre “Il libro sogna, il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni”, così scriveva il pescarese Ennio Flaiano. Come non credergli e come non pensare che il libro antico “sogna” e fa sognare da secoli appassionati di tutte le età. Sabato 16 e domenica 17 novembre nei padiglioni della Fiera di Cesena si potrà “sognare” potendo scegliere tra una ricca offerta di volumi antichi, vintage e rarità. Carteggio D´Annunzio Gianluca Gliubich, amministratore unico della casa d’aste omonima, con sede a L’Aquila – Capitale italiana della cultura 2026, ha scelto di esser presente per la prima volta alla famosa kermesse arrivata alla sua quindicesima edizione per incrementare un settore, quello del libro antico e di pregio, che vede presente sul mercato la giovane casa d’aste sin dalla sua nascita con ottimi risultati. Arriveranno a Cesena una cinquantina di espositori da tutta Italia e dall’estero; fra loro librerie antiquarie e specializzate in testi rari e prime edizioni fuori catalogo, ma anche commercianti di stampe e mappe d’epoca.Abbiamo chiesto al responsabile del dipartimento libri antichi e manoscritti della Casa d’Aste Gliubich, lo storico Loris Di Giovanni, che sarà presente in fiera con il fratello Antonio, di darci qualche anticipazione. “Porterò a Cesena cinque incunaboli tra cui una bibbia del 1480 ed un volume contenente due rari testi di notariato del 1475 e del 1483, pregiate edizioni di medicina dal XVI al XIX secolo, come l’opera chirurgica di Girolamo Fabrici d’Acquapendente magnificamente illustrata, volumi di storia dell’arte che comprendono la prima edizione del Vasari del 1550 ed un’altra del XVIII secolo dedicata a Leopoldo di Toscana con ben 160 tavole. Non poteva mancare, vista la provenienza geografica della casa d’aste, un ricco carteggio tra il poeta Gabriele d’Annunzio ed il medico Luigi Luise di Francavilla al Mare. Sempre nel medesimo lotto – aggiunge Loris Di Giovanni – una cartolina fotografica rappresentante il Vate che consuma il rancio nella gavetta assieme ai legionari di Fiume, autografata e datata. Sarà presente, inoltre, un’importante selezione di fac-simili a tirature limitate.” Come di consueto la Fiera del libro viene ospitata nella più ampia cornice di “C’era una volta…”, la kermesse dedicata al brocantage, vintage e officina antiquaria, in programma negli stessi giorni con oltre 200 espositori da tutta Italia. di Loris Di Giovanni Fonte: G. Palmerini

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