Sanremo 2026, seconda serata tra lacrime e risate

Lauro commuove l’Ariston, Lillo lo scompiglia: in top five Paradiso, Lda-Aka 7even, Nayt, Fedez-Masini ed Ermal Meta   La seconda serata del Festival di Sanremo prova a invertire la rotta degli ascolti e si muove come una maratona ben cronometrata da Carlo Conti: ritmo serrato, emozioni calibrate, qualche rischio calcolato. Il momento più intenso arriva quando Achille Lauro, accompagnato dal soprano Valentina Gargano e da un coro di venti elementi, porta sul palco Perdutamente, omaggio alle vittime di Crans-Montana. L’Ariston si spegne, trattiene il fiato, ascolta. “Se può aver confortato anche solo una persona, era un dovere”, dice Lauro. E per una volta il Festival smette di essere spettacolo e diventa raccoglimento. Ad aprire la gara dei Big è Patty Pravo, regale in velluto rosso rubino. Sfilano poi LDA e Aka 7even, Enrico Nigiotti, Tommaso Paradiso, Elettra Lamborghini (alle prese con insonni “festini bilaterali”), Ermal Meta che dedica Stella stellina ai bambini vittime di Gaza, Levante, le Bambole di Pezza, Chiello, J-Ax, Nayt, Fulminacci, Fedez & Masini, Dargen D’Amico e Ditonellapiaga. A fine serata, nella top five (senza ordine di piazzamento) entrano Tommaso Paradiso, Lda & Aka 7even, Nayt, Fedez & Masini ed Ermal Meta: un mix di generazioni e stili che fotografa la geografia attuale del pop italiano. Spazio anche alle Nuove Proposte, con l’incoraggiamento di Laura Pausini (“non abbiate paura e go go”), e il pass per la finale a Filippucci e Angelica Bove. Emozione personale per Gianluca Gazzoli, che ricorda la madre nel giorno del suo compleanno: Sanremo, ogni tanto, concede anche questi cortocircuiti tra palco e vita. Sul fronte spettacolo, la quota comicità è affidata a Lillo Petrolo, che gioca a smontare il cerimoniale festivaliero tra finte introduzioni solenni e improbabili coreografie di galleria. E se qualcuno temeva la noia, Lillo ha provveduto a sabotarla con metodo. Momento amarcord con il premio alla carriera a Fausto Leali, accolto da una standing ovation: 82 anni portati con orgoglio e una memoria che riporta al Festival in bianco e nero dal Casinò. Un ponte tra epoche, quando la canzone aveva meno effetti speciali e più voce. In platea e sul palco anche lo sport, in ideale staffetta con Milano-Cortina, e il Coro dell’Anffas a dare nuova sostanza a Si può dare di più. Sanremo resta questo: un luogo dove si può piangere per una canzone, ridere per una battuta, discutere per una classifica. E mentre i numeri degli ascolti vengono vivisezionati come un bilancio statale, l’Ariston continua a fare il suo mestiere antico: raccontare l’Italia che canta, che polemizza, che si commuove. Perché alla fine il Festival non è mai solo una gara. È uno specchio. E lo specchio, si sa, non mente: al massimo stona. Giuseppe Arnò

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Visita a Marino di Antonio Peragine

  Il Direttore del Corriere Nazionale ricevuto a Palazzo Colonna “La nostra disponibilità per promuovere la Cultura a Marino” le sue parole di Anna Maria Gavotti     Si profila una sorta di gemellaggio tra la Puglia e il Lazio, tra Bari e Marino, al momento non tra le celeberrime e ottime “orecchiette alle cime di rapa” e la succulenta “matriciana”, che comunque male non ci sta, diciamola tutta, ma tra culture e tradizioni diverse di eccellenza e di valori della nostra bella Italia! Questa la sintesi di un incontro svoltosi nella giornata odierna a Marino, nella sede municipale di Palazzo Colonna tra l’amministrazione comunale nelle persone del Sindaco Stefano Cecchi, il Vice Sindaco Maria Sabrina Minucci e l’Assessore Roberta Covizzi e il Direttore del Corriere Nazionale Antonio Peragine, giunto con il suo Capo della Redazione romana Giovanni Ierfone, alla presenza anche del Direttore artistico del Teatro V. Colonna di Marino Giorgio Granito. Antonio Peragine è Direttore dei quotidiani online Il Corriere Nazionale (testata di punta del network Retewebitalia, il primo network italiano che riunisce circa 100 quotidiani online consorziati e rappresenta una rete nazionale di testate giornalistiche dal Nord al Sud del Paese, di cui è Presidente), Corriere di Puglia e Lucania, Radici e Stampa Parlamento. Ricopre inoltre l’incarico di Direttore del Dipartimento di Giornalismo e Relazioni Pubbliche Internazionali, Etica e Dinamiche dell’Informazione dell’Università Federiciana Popolare. È Presidente dell’Associazione Nazionale Italiani nel Mondo (ANIM APS). “Noi abbiamo dato la nostra disponibilità di una collaborazione gratuita a promuovere la cultura a Marino, le caratteristiche della città, il Teatro V. Colonna e tutto ciò che sia utile a far conoscere il territorio su tutte le nostre testate – ha dichiarato al termine dell’incontro il Direttore Antonio Peragine –  Se l’amministrazione comunale è con noi siamo molto felici di collaborare a questa crescita. Promuovere l’attività di Marino sulle nostre testate nazionali mi sembra un’ottima opportunità. Divulgare le notizie sulle attività del Comune, su ciò che fa il Sindaco e l’Amministrazione comunale. Sa soddisfare la cittadinanza? Vogliamo aiutare a capire Marino. L’obiettivo che ci diamo è quello di dare visibilità alla politica culturale di Marino. Abbiamo offerto una possibilità, vedremo se sarà accettata”. Il Direttore, nel corso dell’incontro, ha prospettato l’eventualità di tenere conferenze o recital da parte di personalità della cultura e della musica di livello nazionale e internazionale o anche di tenere la convention annuale dell’ENAC proprio al Teatro V. Colonna con un grande ritorno di immagine per la città. Il Vice Sindaco Maria Sabrina Minucci ha affermato che la specificità di Marino è la Sagra dell’Uva “grazie alla quale siamo conosciuti in tutto il mondo, quindi ben venga questo respiro internazionale – ha detto il Vice Sindaco – Per quanto ci riguarda faremo del nostro meglio per reperire tutti i fondi necessari a favorire questa possibilità per il territorio. Inoltre siamo molto attenti ai bandi, che siano regionali, nazionali o europei che spesso intercettiamo e che ci aiutano a realizzare i nostri eventi e i nostri progetti” sottolineando il fatto che la presenza di tali personalità,  cui faceva cenno il Direttore, potrebbe essere contestualizzata all’interno delle manifestazioni che si tengono nel corso dell’anno. Il tutto non nell’immediato, ma con una seria programmazione  che permetta di organizzare al meglio gli eventi stessi. A margine della riunione istituzionale, il Direttore Peragine ha visitato il Teatro Vittoria Colonna, manifestando interesse per la struttura e per il suo percorso artistico e organizzativo. Una visita di carattere conoscitivo, che si inserisce in una più ampia riflessione sulle possibili relazioni culturali tra realtà teatrali italiane di rilievo, in vista di future collaborazioni e scambi, anche con importanti teatri del panorama nazionale. In questo quadro si colloca la posizione favorevole del Direttore artistico del Teatro Vittoria Colonna, Giorgio Granito, che ha evidenziato come nella prossima Stagione Teatrale potrebbero trovare spazio performance di qualità, capaci di conferire ulteriore prestigio a una struttura che già oggi opera al meglio delle proprie possibilità, registrando molti sold out negli spettacoli andati in scena dall’inizio della stagione ad oggi.

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Un calendario “diplomatico”

Un calendario sui palazzi delle Ambasciate d’Italia di Arturo Varè C’è un’Italia che si racconta anche attraverso i luoghi: palazzi storici, ville e residenze che ospitano Ambasciate, Residenze degli Ambasciatori e Istituti Italiani di Cultura. Non sono semplici sedi operative, ma spazi di rappresentanza in cui architettura, arti decorative e memoria istituzionale si intrecciano, offrendo una forma concreta e immediatamente percepibile della presenza italiana nel mondo. In questa prospettiva si colloca la nuova iniziativa legata alla collana dell’Editore Carlo Colombo di Roma, dedicata alla valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero: la pubblicazione del “Calendario Ambasciate 2026”, concepito come progetto editoriale che accompagna il raggiungimento del sessantesimo volume della Collana, traguardo che testimonia la continuità e la solidità di un lavoro di lungo periodo.     L’Ambasciatore Gaetano Cortese, autore del calendario, rinnova per il 2026 l’iniziativa avviata nel 2024: un calendario illustrato che raccoglie immagini delle copertine e degli ambienti interni di alcune Ambasciate e Residenze pubblicate nella Collana, trasformando un patrimonio spesso poco accessibile in un racconto visivo fruibile e immediato. L’edizione 2026 è concepita come un viaggio in dodici tappe, in cui ogni mese diventa l’occasione per entrare idealmente in un palazzo-simbolo della presenza italiana nel mondo. Il percorso inizia a gennaio con l’Ambasciata d’Italia all’Aja (“Il Palazzo di Sophialaan”), prosegue a febbraio con Vienna (Palazzo Metternich), marzo con Bruxelles (Palazzo Caraman Chimay), aprile con Bucarest (Villa Stolojan), maggio con Oslo (Villa di Inkognitogaten) e giugno con Berna (Villa dei Marchesi Paulucci di Calboli). Nel secondo semestre, luglio è dedicato a Helsinki (Villa Hjelt), agosto a Stoccolma (Palazzo di Oakhill), settembre all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid (Palazzo Abrantes), ottobre all’Ambasciata d’Italia ad Ankara, novembre alla Residenza dell’Ambasciatore a Washington (Villa Firenze) e dicembre all’Ambasciata d’Italia a New Delhi. Nell’introduzione al Calendario, il diplomatico Stefano Baldi ricorda come i volumi già pubblicati sulle Residenze degli Ambasciatori e sugli altri palazzi di rilievo all’estero – di proprietà dello Stato italiano e destinati a ospitare le nostre Missioni diplomatiche – siano ormai numerosi. Nella maggior parte dei casi si tratta di opere corredate da ricche sezioni fotografiche e da un testo, talvolta bilingue, prevalentemente dedicato alla storia degli edifici. Baldi sottolinea inoltre che la collana curata dall’Amb. Gaetano Cortese rappresenta oggi la raccolta più completa di questo genere editoriale: un risultato che non deriva solo dall’ampiezza del catalogo, ma dalla qualità del metodo, capace di restituire il valore delle sedi diplomatiche oltre il loro pur rilevante profilo architettonico. In più occasioni, osserva Baldi, è stato evidenziato come le Missioni costituiscano una sintesi simbolica fra Paese rappresentato e Paese ospitante; il loro significato trascende dunque il mero valore degli edifici e si configura come testimonianza tangibile dei rapporti bilaterali, della loro evoluzione storica e della loro solidità. In questo quadro, le Residenze, soprattutto quando demaniali, assumono una funzione particolarmente strategica: sono strumenti di lavoro di primaria importanza e un mezzo straordinario di collegamento con la realtà locale in cui operano gli Ambasciatori, risultando spesso lo spazio più idoneo non solo per incontri ufficiali, ma anche per le molteplici iniziative di promozione dell’Italia a beneficio delle diverse componenti del Sistema Paese. Al di là dell’impatto visivo, il Calendario ha il merito di richiamare l’attenzione sul lavoro quotidiano di tutela che consente a queste sedi di rimanere all’altezza della loro funzione: manutenzione, conservazione e interventi di restauro che preservano edifici spesso complessi, storicamente stratificati e fortemente simbolici. In questo senso, la pubblicazione diventa anche un modo per valorizzare la costante attenzione dei Capi Missione e delle strutture competenti al mantenimento e alla cura di un demanio diplomatico che non è soltanto un insieme di immobili, ma un capitale culturale e istituzionale dell’Italia nel mondo. Per gentile concessione dell’autore e dell’editore, la versione digitale del “Calendario Ambasciate 2026” è scaricabile all’indirizzo: https://diplosor.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/12/calendario_ambasciate_cortese_2026-3.pdf Le versioni digitali dei volumi della Collana diretta dall’Amb. Gaetano Cortese sono inoltre consultabili online nella “Biblioteca digitale dei libri scritti da diplomatici italiani”, che raccoglie numerose pubblicazioni di autori provenienti dalla carriera diplomatica, inclusa una sezione dedicata ad Ambasciate e Residenze: https://diplosor.wordpress.com/biblioteca-digitale-dei-libri-di-diplomatici-italiani/   Fonte: Goffredo Palmerini

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Il Lions Club celebra l’amicizia e la cultura a Villa Gallo/Bonifati

Festa degli auguri a Castrovillari tra nuovi ingressi, riconoscimenti culturali e spirito di servizio Castrovillari – Nella splendida cornice di Villa Gallo/Bonifati, venerdì 20 dicembre 2025, si è svolta la tradizionale festa degli auguri del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro, un appuntamento all’insegna della convivialità, dell’amicizia e della condivisione dei valori che da sempre contraddistinguono il mondo lionistico. La serata è stata impreziosita dall’ingresso ufficiale di due nuovi soci, Filomena Cecere e Alessia Abate, accolte con entusiasmo dai presenti, a testimonianza della vitalità e della crescita del Club sul territorio. Momento centrale dell’evento è stata la consegna del Premio culturale “Roberto Baratta”, intitolato al poeta castrovillarese del Cinquecento. Il riconoscimento è stato conferito all’Accademia Pollineana per il costante impegno culturale e professionale profuso negli anni a favore della città di Castrovillari. Il premio è stato consegnato dal Presidente del Lions Club, dott. Don Paolo Baratta, e dall’avv. Claudio Zicari, direttore del Sistema museale di Castrovillari, in rappresentanza del dott. Gianluigi Trombetti, premiato nella precedente edizione e assente per motivi di salute, che ha comunque voluto far giungere il proprio saluto telefonico.L’Accademia Pollineana, impossibilitata a essere presente con la sua presidente Minella Bloise, è stata rappresentata dal vicepresidente Pasquale Pandolfi. A impreziosire ulteriormente la cerimonia è stato l’intervento della professoressa Angela Lo Passo, che ha letto un sonetto del poeta Roberto Baratta, composto secondo i canoni stilistici del Petrarca, suscitando vivo apprezzamento tra il pubblico. Nel corso della serata è giunto anche il saluto telefonico del II Vice Governatore del Distretto 108 Ya, Gianfranco Ucci, che ha ringraziato i presenti per l’impegno costante ispirato al motto lionistico We Serve, augurando a tutti un proficuo e ricco anno 2026. Il presidente dott. Don Paolo Baratta ha infine espresso un sentito ringraziamento alle autorità lionistiche e ai rappresentanti delle associazioni presenti: Achille Morcavallo, responsabile distrettuale Ambiente, Economia e Lavoro; Giuseppe Minasi, componente distrettuale del service “Una speranza per la salvaguardia della salute dei minori delle aree a rischio”; Franca Canadè, presidente del Lions Club Arbëria; Marianna Fioravante, presidente del Kiwanis Club Castrovillari; Riccardo Mazziotti, in rappresentanza del Rotary Club Alto Ionio Cosentino; Claudio Zicari, direttore del Sistema museale di Castrovillari; Pasquale Pandolfi, vicepresidente dell’Accademia Pollineana. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai membri del Direttivo del Club, al cerimoniere Loredana De Mico per l’eccellente conduzione della serata e a tutti i soci del Lions Club Castello Aragonese, il cui impegno ha reso possibile la piena riuscita dell’evento.

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Debutterà il 22 novembre a Modena il premio internazionale di poesia “Sergio Camellini”

  DEBUTTERÀ IL 22 NOVEMBRE A MODENA IL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “SERGIO CAMELLINI” La 1^ edizione del premio intitolato al grande Poeta modenese si terrà nell’Aula magna del Palazzo Ducale   di Goffredo Palmerini         a MODENA – Debutterà a Modena, il 22 novembre 2025 alle ore 15:30, il Premio internazionale di Poesia “Sergio Camellini”, dedicato al grande poeta modenese scomparso il 12 giugno 2024. La prima edizione si svolgerà al Palazzo Ducale, nell’Aula magna dell’Accademia militare. Presidente onoraria del Premio è MARCELLA CAMELLINI, figlia del poeta e dirigente medico nel reparto di cardiologia dell’ospedale civile di Sassuolo. Sergio Camellini è stato per oltre un decennio esponente di punta dell’Associazione culturale VERBUMLANDIART, fondata e presieduta da REGINA RESTA, poetessa e infaticabile promotrice culturale. Per onorare la memoria dell’insigne Poeta l’associazione salentina ha istituito il premio internazionale a lui dedicato e lo ha impiantato nella terra che gli aveva dato i natali. SERGIO CAMELLINI era nato a Sassuolo (Modena) il 14 dicembre 1940. Autore fecondo dal verso trasparente e ricco di sentimento, immediato nella comprensibilità, poeta costruttore di ponti d’amicizia e condivisione di valori universali, Camellini era largamente conosciuto e stimato nel mondo letterario italiano e internazionale, soprattutto amato per le sue singolari doti umane, di rispettosa attenzione all’altro. Un autentico operatore di pace e un gentiluomo di rara finezza d’animo.   Eccellente nella professione di psicologo clinico, biopsicosessuologo e psicogeriatra, Sergio Camellini aveva nella poesia la sua seconda ragione di vita e nella civiltà contadina il suo rifugio dai rumori e dal parossismo del mondo moderno. Con le sue splendide liriche ha cantato le piccole gioie, le fatiche del quotidiano, la natura, l’amore, i ricordi, che portano a riflessioni sull’esistenza umana contemporanea. Poesia, la sua, che si sviluppa guardando l’Oltre, con forza e coraggio. Il suo poetare esprime dolcezza, scivola ad inseguire versi ricchi di accelerazioni emotive. La sua penna intinge al rispetto reciproco, vergando sul quaderno della vita i valori di sempre sulle ali della libertà, dell’amicizia e della pace. Appassionato cultore dell’arte povera, studioso della civiltà contadina, nella sua casa a Borgo Serrazzone, suo buen retiro sull’Appennino emiliano, aveva fondato un vero e proprio Museo agreste con attrezzi agricoli ed utensili dei diversi mestieri artigiani. Migliaia di pezzi raccolti negli anni con intensa passione ed esposti nel giardino, collocati con cura sulle pareti e nei locali pianterreno dell’ampia casa di montagna, costituiscono la straordinaria collezione etnoantropologica di civiltà contadina che Camellini ha composto e che ora lascia alla libera fruizione dei visitatori quale significativo patrimonio culturale.   Numerosi, di Sergio Camellini, sono i volumi di poesia pubblicati, tra i quali ricordiamo: So di essere (Edizioni Progetto Cultura, 2003), Rivoli di pensiero sulla carta (Pagine, 2013), Poesia sei tu (SD Collezioni Editoriali, 2014), Bagliori (Ed.Ursini, 2015), Sogno di un mattino di primavera (SD Collezioni Editoriali, 2015), So di essere (Edizioni progetto cultura, 2016), Tenero è l’amore (Guido Miano, 2017), L’azzurro del tuo cielo (Il Convivio, 2017), Tra le righe del pensiero (Edizioni Progetto Cultura, 2018), Opera Omnia Sergio Camellini (Guido Miano, 2018), Il canto delle Muse (Guido Viano, 2019), Madre natura è vita (Aletti, 2019), S’accende una luce (Il Convivio, 2020), Viandante dei sogni (Dantebus Edizioni, 2020), I colori della fantasia (Guido Miano, 2021), Ascolto i silenzi (Consulta, 2021). Presente in numerose antologie, sillogi e poesie di Sergio Camellini sono state tradotte e pubblicate in serbo e in inglese. Ha partecipato ad eventi culturali e letterari in Serbia e India. Innumerevoli i premi e i riconoscimenti alla sua poesia, alla cultura e alla carriera che gli sono stati tributati nei più prestigiosi concorsi letterari in Italia e che ne fanno uno degli autori più noti e apprezzati. Grande la partecipazione, dall’Italia e dall’estero, a questa prima edizione del Premio, come assai rilevante è stato il lavoro della Giuria, presieduta dal prof. HAFEZ HAIDAR, già docente di Letteratura araba all’Università di Pavia, insigne poeta, scrittore e traduttore, candidato al Premio Nobel per la Pace e la Letteratura, Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. La GIURIA PER AUTORI ITALIANI è così composta: Anna Maria Lombardi (filosofa, psicologa, psicoterapeuta, autrice e poetessa), Francesco Nigri (poeta, digital marketing specialist), Hebe Muñoz (poetessa, scrittrice, traduttrice), Marcella Camellini (cardiologa, docente e divulgatrice medico-scientifica), Marilisa Palazzone (docente e autrice), Michele Miano (editore, critico letterario e poeta), Rosella Murano (docente, scrittrice e poetessa), Stefania Romito (giornalista, scrittrice e poetessa). Questa, invece, la composizione della GIURIA PER AUTORI STRANIERI: Angela Kosta (poetessa, scrittrice, giornalista, traduttrice), Hebe Muñoz (poetessa, scrittrice, traduttrice), Irene Doura Kavadia (scrittrice, poetessa, docente, traduttrice), Marta Tarantino (Ph.D. ricercatrice Università Orientale di Napoli, scrittrice, traduttrice), Miriam Haidar (docente, autrice, traduttrice), Mirjana Dobrilla (autrice, traduttrice), Taghrid Bou Merhi (poetessa e scrittrice, giornalista, traduttrice). Il COMITATO ORGANIZZATORE del Premio è composto da: Regina Resta (Presidente Verbumlandiart Aps), Marcella Camellini, Graziano Perria (già Primo Dirigente della Polizia di Stato), Maria Pia Turiello (criminologa forense), Mirella Cristina (avvocato, già parlamentare), Sabrina Di Bona (già ispettore PS). Compongono il COMITATO D’ONORE del Premio Andrea Bortolamasi, Assessore alla cultura del Comune di Modena, Maria Savigni, Assessore alla cultura del Comune di Sassuolo, Giuliano Albarani, Assessore alla cultura del Comune di Carpi, Cav. Maria Carafoli, Presidente del Panathlon International Club Modena, Silvia Stefani, Responsabile servizi di Staff del Sindaco di Sassuolo, On. Mirella Cristina, Avvocato e già Parlamentare, Angela Govi, Artista, Francesco Lenoci, docente Università Cattolica Milano, Francesco Nigri, Founder & CEO iBusiness Srls, Franco Guerzoni, Artista Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore, Hafez Haidar, Ufficiale OMRI, Hebe Muñoz, poetessa e traduttrice, Rodolfo Vettorello, poeta e critico letterario, Rosella Murano, docente e poetessa, Maria Pia Turiello, presidente Comitato Scientifico Verbumlandiart, Regina Resta, presidente Verbumlandiart, e Marcella Camellini, presidente onoraria del Premio. Dopo un prologo musicale e i saluti istituzionali, che saranno aperti dal video La vita di Sergio Camellini e dall’intervento della Presidente Onoraria del Premio, Marcella Camellini, seguito dagli interventi di Regina Resta, della Sen. Vincenza Rando e dai rappresentanti delle Municipalità presenti, la Cerimonia di premiazione prenderà il via con la consegna delle Targhe di Onorificenza alla Carriera e all’Eccellenza Culturale alle Personalità sotto indicate.   SEN. VINCENZA RANDO – Avvocato;

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La trasfigurazione di Gino Cecchettin

Atroce sofferenza che si fa fervore al contrasto della violenza di genere    Isola della Scala (Verona) – Dallo straziante dolore ad una missione possibile per tentare d’arginare il futuro ripetersi, attraverso ricuciti, rinnovati paradigmi di cultura del rispetto inculcati fin dall’infanzia, di drammi del parallelo pianeta maledetto chiamato Femminicidio.    Al Showtime Arena del Palariso, nel corso di Taste of earth (L’evoluzione della Fiera del bollito, festival della cucina tradizionale ed internazionale), il pienone di pubblico di tutte le età (con predominanza di quella anziana) ha ascoltato con emozione le parole di Gino Cecchettin (Rovigo, 3 settembre 1968), padre di Giulia (Padova, 5 maggio 2001, abitante con i familiari – papà Gino, sorella Elena, fratello Davide – a Vigonovo, Venezia), studentessa in Ingegneria biomedica all’Università di Padova prossima alla laurea, uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta (Padova, 18 dicembre 2001), incapace di rassegnarsi alla fine della loro relazione.    Accoltellata alla testa ed al collo l’11 novembre 2023 nella zona industriale di Fossò (Venezia) e caricata nel bagagliaio dell’auto, il suo cadavere venne rinvenuto il 18 novembre successivo in una zona boschiva (chiamata Pian delle more) tra il lago di Barcis e Piancavallo, in provincia di Pordenone. Turetta fu arrestato dalla polizia tedesca, alla sera del 18 novembre,  mentre era con la vettura ferma, rimasta senza benzina, nella corsia d’emergenza dell’autostrada A9, tra Bad Dürrengberg e lo svincolo Rippachtal, verso Monaco di Baviera. Detenuto nel carcere di Halle, il giovane trovò estradizione in Italia il 25 novembre, venendo incarcerato nella Casa circondariale scaligera, a Montorio. Dove si trova tuttora.    Già reduce, in mattinata, da un incontro con oltre 600 studenti degli istituti scolastici del Comune, Cecchettin, sul palco del Showtime Arena, è stato accolto dal sindaco di Isola della Scala, Luigi Mirandola, dall’amministratore unico di Ente Fiera, Roberto Venturi e da quanti (assessorato ai Servizi sociali, Commissione pari opportunità ecc.) hanno collaborato all’organizzazione dell’evento.    Quindi, ha sviluppato gli spunti proposti della psicologa intervistatrice Franca Consorte, partendo da estrapolazioni del libro dello stesso Cecchettin (con Marco Franzoso) “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia” (Rizzoli, Milano, 2024, ediz. aggiornata 2025).    Un viaggio a ritroso in un mix d’agrodolce e pena, tra reminiscenze anche fanciullesche e giovanili, che non ha tralasciato un altro abisso d’enorme sofferenza, quella patita per la perdita, a soli 51 anni per un tumore, della moglie Monica Camerotto, deceduta il 20 ottobre 2022 (poco più d’un anno prima della tragedia di Giulia). Come se non fosse bastato tanto tormento, il 14 febbraio 2025 è scomparsa la madre di Gino, Carla Gatto, 76 anni, pittrice e scrittrice. Nel suo romanzo “Con lo zaino sulle spalle” figura come interprete Emma, una ragazza fatalmente in fuga dalla violenza, vittima d’una “società patriarcale”.    Cecchettin ha voluto rievocare, tra molto altro, quel pianto di sfogo, a dirotto, da solo, in un angolo all’esterno del cimitero, dopo le esequie della moglie. Lacrime a fiotti, lasciate asciugare senza togliersele dal viso con un fazzoletto… Ed il paio di accenni a chi le ha tolto Giulia in modo così crudele, chiamato per nome, Filippo, forse per abitudine colloquiale sopravvissuta, quasi istintivamente, nello spasmo interiore. S’è soffermato sulla “creatura” nata in memoria della figlia, la Fondazione “Giulia Cecchettin” ETS (Ente del Terzo Settore), per trasformare il dolore in un’opportunità sociale, nell’impegno a favore dell’inclusione e del contrasto alla violenza di genere.    Al termine del confronto a cuore aperto con la dott.ssa Consorte, i Lions Club di Isola della Scala e Bovolone, come segno tangibile di sostegno, hanno donato duemila euro alla Fondazione. Gino Cecchettin (dal volto scavato, stanco e dal sorriso d’occasione velato di tristezza infinita), infine, ha stretto le mani a tanti in sua piena vicinanza. Servizio e foto di Claudio Beccalossi

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Un weekend di cultura e solidarietà: il Kiwanis di Cosenza in prima linea

Tre giorni di incontri, dibattiti e gemellaggi internazionali tra arte, dialogo mediterraneo e impegno civile. Il Kiwanis Club di Cosenza si prepara a vivere un fine settimana denso di appuntamenti culturali e di alto profilo sociale. Domani, 14 novembre, presso l’Hotel San Francesco di Rende, il Club dedicherà la serata all’opera I dettagli di bellezza in 20 luoghi della Calabria, firmata da Mario Vicino. Dopo i saluti istituzionali del presidente, prof. Paolo Trotta, dell’avv. Silvio Aliffi e del conte Carmelo Crispino, la parola passerà all’autore, che guiderà i presenti in un percorso di approfondimento. A moderare l’incontro sarà la prof.ssa Titti Mauro. Nella stessa location, il 15 novembre, spazio al “Caminetto Culturale”, focalizzato sul dialogo multiculturale del Mediterraneo. L’iniziativa, anch’essa promossa dal Kiwanis Club di Cosenza, vedrà l’intervento del prof. emerito Domenico Milito, presidente nazionale Fnisism, figura di spicco nel mondo della formazione. Il programma culminerà domenica con il Charter Day, celebrato in occasione del gemellaggio con il Kiwanis Club di Malta: un momento simbolico che rafforza relazioni internazionali e valori comuni. Un weekend intenso, che ben rappresenta lo spirito del Kiwanis: «Fare il bene costa fatica; ma la fatica passa subito e resta il bene». Un plauso convinto va al presidente Trotta, promotore instancabile di iniziative orientate al bene comune e al dialogo tra comunità.          

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Roma – Premio Gazzetta Diplomatica

ALL’AMBASCIATRICE DEL CANADA A ROMA IL PREMIO GAZZETTA DIPLOMATICA  “AMBASCIATORE DELL’ANNO 2025”         ROMA – Elissa Ann Golberg è l’Ambasciatore dell’Anno 2025. Il prestigioso riconoscimento, tributato come consuetudine dalla rivista Gazzetta Diplomatica, è stato assegnato all’Ambasciatrice del Canada nell’ambito di una cerimonia che si è tenuta lunedì scorso presso la Camera dei Deputati, nell’Aula dei Gruppi Parlamentari, alla presenza di circa 200 ospiti tra autorità, diplomatici e rappresentanti istituzionali.   A selezionare i vincitori del Premio è stata una giuria di esperti, formata da parlamentari, professionisti e diplomatici, presieduta dall’Ambasciatore Stefano Benazzo. L’iniziativa, promossa dalla testata diretta da Marco Finelli, celebra ogni anno l’eccellenza diplomatica e consolare, il dialogo tra i popoli e l’impegno per la cooperazione internazionale.   Tra i parlamentari intervenuti, il segretario di presidenza Roberto Traversi, assieme ai deputati Fabio Porta della Commissione Affari Esteri di Monteciorio e Christian Di Sanzo, eletto nella Circoscrizione Nord e Centro America, e i Senatori Andrea De Priamo della Commissione Affari Costituzionali e Luigi Nave, Presidente dell’Integruppo Parlamentare Italia-Canada.   Il Premio Gazzetta Diplomatica alla Carriera è stato conferito con particolare enfasi all’imprenditrice Anna Fendi, icona del Made in Italy e ambasciatrice culturale nel mondo.   Come Console Onorario dell’Anno 2025 sono stati premiati Federico Cosenz (Lussemburgo, Palermo), Fortunato Giovanni Peron (Croazia, Bologna) e Valentina Mazza (Kazakhstan, Napoli).   I Premi Speciali sono infine stati assegnati a Luiza Pufu (Ambasciata di Romania), Camillo della Nebbia (Esercito Italiano) e Federico Quadrelli (Comites Berlino).   Fonte: Goffredo Palmerini

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Bologna, una coppa e una promessa

In libreria dal 5 novembre Bologna, una coppa e una promessa (Minerva Edizioni) di Leonardo Vicari QUANDO UN SOLO MINUTO BASTA A CAMBIARE TUTTO: IL RACCONTO DI UNA CITTÀ, DI UNA PARTITA E DI UN ATTESA LUNGA VENTICINQUE ANNI Bologna, 3 novembre 2025 – C’è un istante, nel calcio come nella vita, in cui il tempo smette di scorrere e si fa rivelazione. Per Leonardo Vicari, giornalista e voce storica della radio bolognese, quell’istante arriva al 53’, quando Ndoye segna e Bologna intera trattiene il fiato. Ma “53’ Ndoye – Bologna, una Coppa e una promessa” (Minerva Edizioni) non è il resoconto di una partita: è la cronaca sentimentale di una città che ha imparato a riconoscersi nei propri sogni, nelle proprie sconfitte e nei propri ritorni. Attraverso il filo rosso della Coppa Italia, Vicari ripercorre venticinque anni di storia sportiva e personale, dagli anni Novanta all’attualità: allenatori, radio, stadi semivuoti, passioni civili, ferite e rinascite. La “Coppa” diventa metafora di una PERCORSO che resiste all’ironia, al disincanto e al tempo che passa. Un trofeo mai conquistato NÈ TROPPO AMBITO ma DA LUI continuamente inseguito — come le promesse che non si smettono di fare, anche quando sembrano impossibili da mantenere.   L’autore: Leonardo Vicari è nato a Bologna, dal 1979 ne vive le voci e i colori, le evoluzioni e i mugugni. È giornalista, conduttore di Quasi Gol su Radio Nettuno Bologna Uno e ideatore del progetto @rimasugli che ricerca e raccoglie dal 2011 le scritte apparse su ogni tipo di parete della città.   UFFICIO STAMPA MINERVA: Korina Sheremet –  [email protected] | 3803835997 Camilla Malfatti – [email protected] | 3428827067 Benedetta Dalla Rovere – [email protected] | 335 5230658  

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Tutela delle acque e dei mari

Tutela delle acque e dei mari, Rete IZS: “La scienza al servizio della salute pubblica e dell’ambiente” a a La tutela delle acque e dei mari rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo: cambiamenti climatici, inquinamento, diffusione di plastiche e specie aliene, resistenza antimicrobica e nuove esigenze produttive dell’acquacoltura mettono alla prova la salute degli ecosistemi acquatici e, con essa, la sicurezza alimentare e la salute collettiva. In questo scenario, la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali Italiani è impegnata, anche con progetti di cooperazione internazionale, in un ampio programma di sorveglianza epidemiologica, diagnostica, monitoraggio e ricerca per la salvaguardia del benessere delle acque e degli ambienti marini, un ambito in cui ambiente, salute animale e salute umana si intrecciano profondamente. “Tutelare le acque e i mari significa garantire un patrimonio naturale da tramandare alle future generazioni – spiega Simonetta Cherchi, Direttore Generale dell’IZS della Sardegna – e assicurare un ecosistema sostenibile, ancor di più in ragione delle caratteristiche specifiche della nostra Regione. Le acque rappresentano, per la Sardegna in particolare, un patrimonio naturale di inestimabile valore, essenziale per la tutela della biodiversità e per attività come acquacoltura, pesca e turismo. In tale contesto la condivisione di know-how ed esperienze è fondamentale. Progetti come Aquae Strength rafforzano le capacità diagnostiche, migliorano la sorveglianza epidemiologica e promuovono un uso più responsabile dei medicinali veterinari nella produzione ittica, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la qualità delle produzioni”. Un impegno condiviso anche dall’IZS delle Venezie, che dal 1994 è Centro di Referenza Nazionale per lo studio e la diagnosi delle malattie dei pesci, molluschi e crostacei, parte del Centro Specialistico Ittico (CSI), che ospita anche il Laboratorio di Referenza dell’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale (WOAH) per l’encefalo-retinopatia virale dei pesci. “Gli Istituti sono oggi protagonisti di una rete di collaborazioni dal Mediterraneo fino all’Asia centrale e al Sud-Est asiatico – sottolinea Giuseppe Arcangeli, direttore del Centro. Iniziative come Aquae Strength e Central Aqua rafforzano la sicurezza alimentare dei prodotti ittici, Tarta-Net tutela la biodiversità del Mediterraneo monitorando lo stato di salute della tartaruga marina comune e la diffusione di geni di antibiotico-resistenza. Oltre alla ricerca e alla diagnostica avanzata, l’Istituto è impegnato su progetti mirati come quello sul granchio blu, che minaccia la biodiversità del Delta del Po, e partecipa a programmi europee come FuturEUAqua, per rendere l’acquacoltura più resiliente e sostenibile. È un lavoro di squadra che mette la scienza al servizio della salute pubblica e della tutela ambientale”. Dalla Sardegna al Nord-Est, fino alla Sicilia, l’impegno della Rete si muove lungo un’unica direttrice: mettere la conoscenza scientifica al servizio della tutela degli ecosistemi acquatici e della biodiversità mediterranea. “Attraverso il Centro di Referenza Nazionale per le Tartarughe Marine (C.Re.Ta.M.) – dichiara il Direttore Generale dell’IZS della Sicilia Francesca Di Gaudio –, affrontiamo le sfide ambientali più pressanti, legate all’inquinamento e all’impatto antropico nel Mediterraneo. Tra i progetti più significativi, quello finanziato dalla WOAH, che utilizza la Caretta caretta come organismo sentinella per monitorare geni di resistenza antimicrobica e inquinanti ambientali. Siamo inoltre impegnati nello studio dell’impatto delle plastiche sul microbiota intestinale delle tartarughe marine e nella diffusione di patogeni e geni di resistenza agli antibiotici, per comprendere il legame tra inquinamento, salute animale e salute umana. Infine, con il CNR abbiamo sviluppato un progetto pilota allo scopo di progettare protesi di pinna destinate a esemplari adulti di Caretta caretta mutilati, per consentirne la reintroduzione in natura. Un esempio di sostenibilità, innovazione e tutela della biodiversità in ottica One Health”. La tutela delle acque e dei mari, dunque, non è solo un impegno ambientale ma un investimento nella salute e nel futuro: un percorso che la Rete IZS porta avanti ogni giorno, con competenze scientifiche, visione condivisa e spirito di collaborazione.     Irene Perfetti — UFFICIO STAMPA RETE IZS: +39 333 7299556

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