Circolo Italiano San Paolo News

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Festa do Cinema Italiano – 12ª edição de 8 ½

Em 2025, o 8 ½ Festa do Cinema Italiano comemora sua 12ª edição no Brasil entre 26 de junho e 2 de julho, com uma programação especial. O Festival já conta com 10 cidades confirmadas:  São Paulo, Rio de Janeiro, Belo Horizonte, Brasília, Salvador, Fortaleza, Recife, Porto Alegre, Curitiba e Caxias do Sul. O premiado montador italiano Jacopo Quadri é o grande convidado de honra desta edição. Em 2025, venceu o David di Donatello de Melhor Montagem por “A Grande Ambição”, de Andrea Segre, e também assina a montagem de “Felicità”, ambos presentes na programação do 8 ½ Festa do Cinema Italiano deste ano, e “Fuori”, de Mario Martone, que acaba de ser lançado no Festival de Cannes esse ano. A programação conta com 11 filmes ao todo, com grande destaque para o aclamado “Vermiglio”, de Maura Delpero, que fez sua estreia em Veneza e, além de vencer o Grande Prêmio do Júri (Leão de Prata), recebeu também os prêmios de Melhor Filme Italiano e Melhor Jovem Atriz, para Maura Delpero no Festival de Veneza 2024 e indicado pela Itália para disputar uma das vagas no Oscar 2025 de filme internacional. A produção explora as complexas dinâmicas familiares e sociais em meio aos desafios impostos pela Segunda Guerra Mundial. Outro destaque é o longa “La Vita Accanto”, de Marco Tullio Giordana, que fez sua estreia mundial no último Festival de Locarno, em uma exibição fora da competição oficial. Em celebração ao centenário recém-completado de Marcello Mastroianni, um dos maiores ícones do cinema italiano, também integra a programação a exibição de cópias restauradas dos clássicos “La Dolce Vita” e “8 ½”, de Federico Fellini.   Confira a programação no site oficial do evento: https://festadocinemaitaliano.com.br/

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Nostalgia: un mix di dolcezza e malinconia

Lungo l´ Avenida Atlântica a Copacabana (Rio de Janeiro) ho avuto il piacere di scoprire Gino Restaurante, uno stupendo locale affacciato sull’oceano, con la sua tipica cucina italiana, prevalentemente napoletana, una magnifica sorpresa per me dopo diversi giorni a Rio, quasi in crisi di astinenza: ottimi la carne ed il pesce della cucina brasiliana, ma (lo ammetto, sono campanilista) l’esigenza di sentire i “nostri” sapori era, ormai, divenuta indifferibile. Soprattutto, avevo una gran voglia di pizza: pizza vera, pizza con pomodoro buono, pizza con olio extravergine di oliva e mozzarella. Da Gino ho incontrato il gran cerimoniere Mimmo, socio e direttore del ristorante, napoletano verace, ed ho potuto soddisfare la mia golosità: fiori di zucca con ricotta, arancini, pizza con vera mozzarella di bufala, tortino al cioccolato, limoncello. A Rio, in realtà, già mi sento a casa: del resto, Sud America e Meridione d’Italia hanno la stessa anima. Da Gino anche un po’ di più, e vorrei aggiungere che questo testo, un po’ somigliante ad una recensione di TripAdvisor, è tutt’altra cosa: è saudade, dolce nostalgia della propria terra che, inesorabilmente e impietosamente, non risparmia gli italiani all’estero. E ha colpito anche me. E poi, come spiegarlo, in italiano non ha una traduzione letterale esatta: la saudade è l’indefinibile insieme di malinconia e tristezza, la mancanza di qualcosa, che sa di mare, di gente in giro per il mondo che lasciano la propria terra per lavorare ed inseguire un sogno e, affacciati su una spiaggia, mentre fumano una sigaretta e guardano l’infinità dell’oceano, pensano ai loro cari, alla famiglia che un giorno riabbracceranno. Una parola meravigliosa che racchiude davvero tutta la somma delle emozioni di chi è lontano, in qualsiasi parte del mondo, e che non va combattuta ma accettata come scotto da pagare per la propria scelta di vita fatta. Francesca Sesti

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Informativo Comites SP

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Referendum: 29 milioni di euro per il voto all’estero

16/06/2025 13:19 ROMA\ aise\ – “Per l’organizzazione del voto all’estero, in occasione dei recenti referendum abrogativi, sono stati assegnati alla rete consolare oltre 29 milioni di euro. Tanti? Troppi? Pochi? Sicuramente sono tanti soldi”. Così il sottosegretario agli esteri Giorgio Silli che venerdì scorso alla Camera ha risposto alla interrogazione con cui Toni Ricciardi, deputato Pd eletto in Europa, chiedeva numeri certi sulle risorse stanziate dalla Farnesina per l’ultima tornata elettorale, quella dei referendum abrogativi dell’8 e 9 giugno. Nella interrogazione, Ricciardi chiedeva conto su come fossero stati ripartiti i fondi tra le diverse sedi consolari, stigmatizzando poi l’assenza di una adeguata campagna informativa rivolta ai connazionali. Nella sua risposta, Silli ha spiegato che i soldi sono stati utilizzati “per le spese connesse ai servizi logistici, come il trasporto del materiale votato all’interno di un Paese con più sedi consolari, per la stampa del materiale elettorale e per le campagne informative”. A titolo di comparazione, ha aggiunto, “in occasione delle elezioni politiche del 2022, erano stati assegnati agli uffici consolari circa 25 milioni di euro. Il dato delle elezioni europee del 2024, per cui sono stati stanziati circa 4,5 milioni di euro, non è comparabile in considerazione delle diverse modalità di voto. Ricordo, infatti, che alle elezioni europee i connazionali all’estero non votano per corrispondenza, ma vengono costituiti seggi esclusivamente nei Paesi membri dell’Unione”. Per l’ultimo referendum, ha precisato il Sottosegretario, “sono stati stanziati 350.000 euro aggiuntivi, così ripartiti: per le attività di manutenzione, sviluppo, aggiornamento e messa in sicurezza degli applicativi informatici utilizzati per la corretta gestione del voto; per l’acquisto e l’invio ai consolati del materiale di sigillatura e dei sacchi necessari per il confezionamento delle bolgette diplomatiche; per le spese connesse alla stampa, presso il Poligrafico dello Stato, del materiale elettorale per le sedi impossibilitate ad effettuare la stampa in loco; per il servizio di sorveglianza presso l’aeroporto di Fiumicino delle buste votate”. I fondi sono stati ripartiti tra le sedi consolari “sulla base dei preventivi di spesa trasmessi da ogni ufficio consolare” in base al “numero di elettori della propria circoscrizione e ai costi locali dei servizi necessari agli adempimenti normativi: stampa del materiale elettorale, spedizione del plico e invio delle buste votate in Italia con corriere diplomatico accompagnato. Sembra una stupidaggine, – ha spiegato Silli – ma lo stesso francobollo, lo stesso costo della spedizione della scheda votata cambia da Paese a Paese. Quindi, alla Farnesina, sostanzialmente, riceviamo delle richieste, dei preventivi, suddivisi per area, sulla base di tutto quello che le ho elencato fino ad adesso”. Quanto alla campagna informativa, la Farnesina “ha diramato opportune istruzioni alla rete diplomatico-consolare. A tutti gli uffici consolari è stato chiesto di dare ampio spazio alle informazioni necessarie al corretto svolgimento del voto nei propri canali informativi – siti istituzionali, profili social, testate locali -, nonché attraverso il coinvolgimento dei comitati degli italiani all’estero. Fin dalla pubblicazione del decreto di indizione dei referendum la Farnesina ha pubblicato regolarmente contenuti sul proprio portale istituzionale e sui profili social ufficiali, mentre in parallelo tutti i siti web delle sedi diplomatiche e consolari, così come i loro profili social, sono stati costantemente alimentati con aggiornamenti sulle modalità di partecipazione e sulle scadenze”. Uno “sforzo informativo”, ha evidenziato Silli, “che ha coinvolto quindi tutte le sedi consolari, in particolare quelle con il maggior numero di connazionali residenti. I consolati hanno inoltre osservato – e mi avvio a concludere -, anche in questa tornata elettorale, aperture straordinarie per consentire la consegna di duplicati elettorali a coloro che accidentalmente non avessero ricevuto entro il 25 maggio il plico originario. A conferma dell’intenso lavoro svolto dalla rete consolare e della diffusione capillare delle informazioni sulla modalità di voto, il tasso medio di affluenza riscontrato all’estero è stato pari al 23,88 per cento, con picchi del 38-39 per cento in alcuni Paesi dell’America latina, per esempio. Dato ben più alto, ben più alto, di quello registrato nei referendum abrogativi: nel 2022, il 16 per cento e il 19 per cento nel 2016”. Ringraziato il personale del Ministero “per quello che hanno fatto”, Silli ha detto di essere “profondamente e intimamente convinto che questo meccanismo di voto per gli italiani all’estero non funziona: costa troppo e, come dire, si espone a brogli costantemente, ahimè – in questa tornata referendaria non ne ho notizia ma, in passato, ve ne sono stati tantissimi”. Il sottosegretario ha informato circa i suoi contatti con i colleghi rappresentanti di Governi per confrontarsi sui meccanismi di voto, riportando la loro “incredulità” quando sentono che la Farnesina riesce a gestire il voto di 7 milioni di cittadini sparsi nel mondo, e sostenendo che “sia arrivato il momento di fare una riflessione aggiuntiva e cercare di migliorare il meccanismo”, rendendolo “più semplice” e “magari meno costoso” ma soprattutto più sicuro “blindandolo di fronte a quelli che sono stati gli scandali enormi di brogli che ci sono stati anche nell’ultima tornata elettorale delle elezioni politiche”. Nella sua replica, Ricciardi si è detto “totalmente, completamente e profondamente insoddisfatto, e anche abbastanza indignato per quanto ho ascoltato. Perché mi verrebbe da dire, Sottosegretario, che nonostante voi, 1.300.000 italiani nel mondo hanno votato; nonostante voi, queste persone hanno reclamato un diritto; e nonostante voi, le persone si sono recate a votare, soprattutto in America Latina, per lo schifo che avete fatto sulla cittadinanza e che continuate a fare”. Per il deputato “è intollerabile, inaccettabile che un componente di un Governo democratico venga in quest’ Aula a rivendicare, a denunciare, che il costo dell’espletamento del momento democratico più alto di una democrazia – ovvero, il voto popolare – costi troppo. E allora facciamoli i conti, Sottosegretario”. “Le reti diplomatico-consolari vi hanno chiesto il doppio dei soldi, il doppio! I preventivi superavano i 50 milioni di euro. Gliene avete dati, in prima istanza, 24 milioni e mezzo, meno delle politiche del 2022, e non teniamo in considerazione l’inflazione, l’aumento dei costi, le guerre, tutte quelle argomentazioni che questo Governo utilizza ogni volta per dire alle italiane e agli italiani che non ci sono i soldi. E allora – ha detto Ricciardi – questa è una

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RAI – programmazione 18.06.25

        A “Casa Italia”, le periferie riqualificate    In prima pagina, gli aggiornamenti sul conflitto tra Iran e Israele, dopo le dichiarazioni di Donald Trump su una possibile entrata in guerra degli Stati Uniti. A seguire, l’approfondimento è tutto dedicato alle periferie italiane, in questa puntata di mercoledì 18 giugno su Rai Italia, RaiPlay e Rai 2 in terza serata. Dopo, tornerà l’appuntamento con lo “Sportello Italia” e lo spazio dedicato al cinema. Finale di puntata in musica. Approfondimento tutto dedicato alle periferie delle nostre città, tra riqualificazione e stato dei territori. Come si vive in alcune zone d’Italia? I conduttori di “Casa Italia”, Roberta Ammendola e Giampiero Marrazzo, faranno il punto della situazione con Fabio Ciciliano, commissario straordinario per le periferie e capo della protezione civile e Giorgio De Finis, ideatore e curatore Museo MAAM di Roma. A seguire, si parlerà di innovazione e sostenibilità, batterie elettriche delle automobili e di un progetto per lo smaltimento che coinvolge l’aeroporto di Roma Fiumicino. Dopo, tornerà lo “Sportello italia” con i consigli del notaio Clarissa Fonda e la pagina del cinema, a cura di Carlo Gentile. Finale di puntata in musica, con un omaggio speciale a Raffaella Carrà nel giorno del suo compleanno.   Questa la programmazione nel mondo Roma 14:45 Londra e Lisbona 13:45 New York 8:45 Rio de Janeiro e Buenos Aires 10:45 Cape Town 15:45 Pechino e Hong Kong 21:45 Tokyo 22:45 Sydney 00:45  

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Genio Italiano, Virtuosismo Brasiliano: L’Ancelotti Day a Rio

Carlo Ancelotti è atterrato a Rio de Janeiro tra cori, bandiere e speranze: il primo straniero a guidare la Seleção promette un connubio esplosivo tra tattica europea e magia verdeoro. RIO DE JANEIRO — È atterrato domenica 25 alle ore 20:45 al Galeão (Aeroporto Internacional Tom Jobim) accolto come una divinità del calcio. Carlo Ancelotti, per i brasiliani già “Lancellotti”, ha fatto il suo ingresso nella patria del futebol bailado sotto una pioggia di flash, cori e applausi. Ad attenderlo, un’onda gialla e verde di tifosi entusiasti, molti dei quali lo definiscono o salvador da pátria. In Brasile, il calcio è religione, e l’arrivo del “mister dei miracoli” ha assunto i toni di un pellegrinaggio collettivo. Scortato dalla famiglia, il corteo diretto alla Barra da Tijuca ha raggiunto l’Hotel Hyatt, quartier generale provvisorio del nuovo Commissario Tecnico. Lunedì, alle 15 in punto, è andata in scena la presentazione ufficiale: tra sorrisi, strette di mano e un portoghese ancora titubante, Ancelotti ha annunciato la lista dei convocati per le prossime sfide contro Ecuador e Paraguay, decisive per la corsa a Qatar 2026. Un matrimonio tra culture calcistiche Quello tra il tecnico di Reggiolo e la Seleção è un sodalizio che promette scintille. Vincitore di tutto – dalla Champions League alla Coppa del Mondo per Club – Ancelotti porta in dote un curriculum che parla da sé: gestore di spogliatoi galattici, esperto nel bilanciare ego e talento, architetto di squadre armoniche ed efficaci. Ma riuscirà a coniugare il pragmatismo tattico europeo con l’estro e l’anarchia creativa del calcio brasiliano? È la domanda che tutti si pongono. La sfida non è solo sportiva: è culturale, quasi antropologica. Mai prima d’ora la nazionale verdeoro era stata affidata a un tecnico straniero. La scelta, storica e rivoluzionaria, è un segnale di apertura e autocritica: dopo anni di risultati deludenti, il Brasile cerca nel genio italiano una nuova via alla vittoria. L’Italia nel cuore del Brasile L’eco dell’arrivo di Ancelotti si fa sentire anche nella comunità italiana in Brasile. Per gli oltre 30 milioni di brasiliani con origini italiane, il nuovo CT rappresenta un legame emotivo e identitario. Non a caso, si vocifera che il 2 giugno – Festa della Repubblica – il mister possa essere ospite d’onore ai festeggiamenti ufficiali organizzati dal Consolato Generale. Sarebbe un simbolico abbraccio tra due nazioni unite dalla passione per il calcio e dal sangue misto delle loro genti. Il futuro inizia ora Ora la parola passa al campo. La doppia sfida con Ecuador e Paraguay sarà il primo banco di prova. Gli occhi del mondo saranno puntati sulla panchina verdeoro, dove siederà per la prima volta un uomo che ha fatto della calma e della competenza il suo marchio di fabbrica. Il Brasile sogna il sesto titolo mondiale. E se a guidarlo fosse proprio un italiano, magari destinato a incrociare di nuovo il cammino dell’Italia in finale… beh, sarebbe poesia. O, come direbbero da queste parti, futebol arte. Da Rio de Janeiro, per voi, con l’anima divisa tra due bandiere. Redazione Foto:licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported 

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