OMaR News

  SANITÀ, PER LA PRIMA VOLTA IN SARDEGNA SOMMINISTRATA LA TERAPIA GENICA PER LA SMA: A RICEVERLA UNA BIMBA DI POCHI MESI RICOVERATA AL MICROCITEMICO DI CAGLIARI   L’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) è una grave patologia genetica rara neurodegenerativa. A fare la diagnosi e a seguire tutte le fasi del trattamento è stato il Prof. Salvatore Savasta, Direttore della Clinica Pediatrica Assessore Armando Bartolazzi: “È una tappa del percorso che consentirà ai cittadini sardi di ricevere trattamenti avanzati anche nella nostra Regione. E la dimostrazione che in Sardegna la Sanità non va in vacanza”   Cagliari, 24 settembre 2025 – Lo scorso 17 settembre, per la prima volta in Sardegna, all’Ospedale Microcitemico “A. Cao” di Cagliari è stato effettuato un trattamento di terapia genica per l’atrofia muscolare spinale (SMA). A ricevere l’infusione del gene modificato è stata una bimba di pochi mesi alla quale ad agosto era stata diagnosticata la SMA (di tipo 1), una gravissima malattia genetica rara che, in assenza di trattamento, comporta una progressiva e rapida perdita delle capacità motorie fino a ridurre le aspettative di vita a pochissimi mesi o anni. Il trattamento è stato effettuato presso la Clinica Pediatrica e Malattie Rare diretta dal Prof. Salvatore Savasta, che ha seguito personalmente la procedura dopo che, nei primi di agosto, aveva diagnosticato la patologia richiedendo tempestivamente il test genetico di conferma, che è stato subito effettuato dalla Dott.ssa Stefania Murru, Responsabile della SSD Laboratorio di Genetica e Genomica dello stesso presidio Microcitemico.   “Dal momento stesso in cui abbiamo ricevuto la conferma dalla positività del test genetico – racconta il Prof. Savasta – non c’è stato un solo giorno in cui non si sia lavorato per programmare gli accertamenti necessari ed espletare tutte le pratiche burocratiche che precedono il trattamento. In Sardegna, fino ad oggi, non era mai stata effettuata una terapia genica per la SMA, nonostante questo siamo riusciti a superare ogni passaggio grazie alla vicinanza delle Istituzioni, in particolar modo dell’Assessore Armando Bartolazzi, che ha colto l’urgenza e l’importanza della situazione clinica. Desidero ringraziare la famiglia per la disponibilità e la fiducia dimostrata nei confronti dei sanitari, la Coordinatrice Infermieristica Mariella Sedda per l’accoglienza e la professionalità dimostrata e infine ringrazio la Dott.ssa Monica Marica, specialista in malattie rare e che già segue soggetti con la stessa patologia”.   “Ho seguito con attenzione e costante impegno la vicenda di questa bimba sin dal momento della diagnosi, avvenuta lo scorso agosto. Abbiamo lavorato con discrezione e determinazione affinché fosse avviato il trattamento nel minor tempo possibile. Oggi posso esprimere una grande soddisfazione per il trattamento effettuato, e desidero rivolgere un sentito ringraziamento a tutto il personale dell’Ospedale Microcitemico per la dedizione e la professionalità dimostrate – dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Sardegna, Armando Bartolazzi – Questa è la prima volta che una terapia genica per SMA viene effettuata in Sardegna: ed è solo una tappa, importante, di un percorso che consentirà finalmente ai cittadini sardi affetti da malattie genetiche di ricevere trattamenti avanzati anche nella nostra Regione, con l’accesso a terapie innovative di questo tipo. Si tratta di un impegno significativo, sia sotto il profilo economico che organizzativo, per la Regione, che al momento non ha la possibilità di attingere al Fondo nazionale per i Farmaci Innovativi. Tuttavia, riteniamo che questo sia un passo fondamentale per il rafforzamento del sistema sanitario regionale e per la creazione di una rete pediatrica di eccellenza. Questo passo, in linea con la realizzazione dell’Ospedale del Bambino che diventerà un centro di riferimento per l’erogazione di cure pediatriche ad alta specializzazione, rappresenta un altro tassello decisivo per la sanità della Sardegna. Con queste iniziative, la Regione compirà un notevole passo in avanti nella qualità dell’assistenza sanitaria offerta ai nostri cittadini più giovani. Questi sono i fatti che dimostrano che la sanità in Sardegna lavora anche in estate e non va in vacanza: compatibilmente con delle difficoltà storiche, non solo stiamo facendo del tutto per migliorare, ma otteniamo anche risultati di grande eccellenza”.   “Siamo certamente consapevoli – conclude Bartolazzi – dei ritardi accumulati nell’attuazione del programma di screening neonatale, che include malattie rare come la SMA (e anche altre patologie come le lisosomiali) ma posso assicurare che la Regione sta collaborando con i massimi esperti del settore per avviare quanto prima il programma. I fondi aggiuntivi recentemente stanziati contribuiranno a velocizzare questo processo”.   “Questo intervento conferma che la strada da intraprendere per la realizzazione di un Ospedale del Bambino, in cui gestire clinicamente tutte le patologie pediatriche, deve essere strettamente collegata allo sviluppo della ricerca, delle tecnologie e delle indagini diagnostiche – commenta Aldo Atzori, Manager della ASL n.8 – Come ASL di Cagliari stiamo dando il nostro contributo, anche favorendo, con cura e attenzione, il passaggio di gestione dell’ospedale Cao all’ARNAS Brotzu. Mentre questo passaggio si svolge, occorre però anche garantire lo svolgimento di tutte le procedure atte a portare avanti i percorsi intrapresi. Uno degli importanti interventi realizzati proprio in questa fase di Commissariamento è quella di favorire il completamento delle gare per l’approvvigionamento dei kit diagnostici per lo screening neonatale della SMA, uno dei passi senza dubbio importanti per garantire un futuro alle cure pediatriche in Sardegna”.   “Siamo felici che la terapia genica per l’atrofia muscolare spinale sia disponibile anche nella nostra Regione – affermano Rita Trogu e Roberta Contu, Referenti regionali dell’Associazione Famiglie SMA – Si tratta di un trattamento rilevante che può migliorare la qualità di vita dei bambini e delle famiglie. Per far sì che questa opportunità terapeutica possa ancor di più contribuire a dare un futuro migliore ai piccoli pazienti sardi, e a quelli di tutto il Paese, è necessario che a livello nazionale sia completato l’inserimento della SMA nel panel dello screening neonatale, così da garantire diagnosi tempestive e accesso immediato alle cure”.   SMA E TERAPIA GENICA   L’atrofia muscolare spinale – spiega l’Osservatorio Malattie Rare (OMaR) – è caratterizzata dalla perdita dei motoneuroni, ovvero quei neuroni che trasportano i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli,

Read More »

Rimpianto per il definitivo… fuori onda di  Emilio Fede

  Il giornalista, anchorman televisivo e scrittore Emilio Fede s’è spento per cause naturali a 94 anni d’età, accanto alla figlia Sveva, il 2 settembre 2025. Noto anche per le sue sfuriate ed intemperanze come direttore e conduttore dell’edizione serale del TG4, pane per i denti satirici di Antonio Ricci e del suo “Striscia la notizia”.    Nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) il 24 giugno 1931, era ospite della Residenza “San Felice” di Segrate (Milano). Dopo i funerali nella chiesa di Dio Padre nel quartiere Milano 2 di Segrate e la cremazione, le ceneri di Fede trovano riposo nella cappella della famiglia de Feo nel cimitero di Mirabella Eclano (Avellino), accanto alla moglie Diana.    Ecco un suo ricordo “dal vivo”, scritto in forma “mista”, diaristico-biografica. Riguarda l’incontro casuale ed il breve dialogo con lui nella confusionaria atmosfera della stazione di Milano Centrale, l’11 giugno 2016. Quando sfoderava ancora lucida e pungente verve, senza più eccessi di passata protervia… (c. b.)      «Mamma mia, com’è invecchiato!»   Milano, 11 giugno 2016 – Scendo senza fretta, in tarda mattinata, dal treno proveniente da Verona e m’infilo nel marasma della stazione Centrale che non risparmia gli spintoni senza scuse, le gimcane tra trollies, il farsi largo tra zombies piantati davanti ai tabelloni riepilogativi di arrivi e partenze. La coincidenza verso Gerenzano-Turate non è prossima ed allora me la prendo comoda, curiosando tra la folla che s’assiepa o si disperde verso convogli o uscite. Inganno l’attesa squadrando persone e situazioni attorno e, alla mia sinistra, individuo un personaggio conosciuto, propenso ad entrare nel Freccia Club. Mi stacco dalla mia noiosa postazione e gli vado incontro mentre lui, il giornalista ex direttore del TG4 Emilio Fede, parlotta con il suo accompagnatore. Lo fermo presentandomi (ed esagerando volutamente nell’adularlo) come suo “indegno collega”. E mi scodella, con l’inconfondibile e familiare timbro vocale, un panegirico sui giornalisti da considerare tutti allo stesso livello, “luminosi” o “spenti” che possano essere. Come a dire che tra me e lui non esiste alcuna differenza (sic). Mah! Approfitto dell’incontro per una foto assieme scattata dalla persona che lo segue e che mi sa tanto di scorta di protezione. Gli stringo la mano e lui, Emilio Fede, l’ex “padreterno” di certo giornalismo televisivo ed il collerico in fuori onda “rubati” per darli in pasto al pubblico guardone, “scompare” con la sua “ombra” all’interno del Freccia Club. Osservo l’incedere lento del famoso giornalista che s’appoggia, di tanto in tanto, al suo… “badante” e commento tra me e me: «Mamma mia, com’è invecchiato!». In effetti, il popolare conduttore televisivo, per forza d’anagrafe, ha perso molto del suo smalto, spesso polemicamente aggressivo. Come natura dalla nodosa radice siciliana comanda…   Dalla direzione del TG1 Rai a quella del TG4 Mediaset   Figlio d’un brigadiere dei Carabinieri che, a suo tempo, operò vari anni in Etiopia, Emilio si trasferì con la famiglia, al termine della Seconda guerra mondiale, da San Piero Patti (sempre Messina) a Roma. In seguito, si sposò nel 1965 con la giornalista del TG1 (e destinata a senatrice) Diana Carla Carmela de Feo, figlia dell’ex vice presidente della Rai, Italo de Feo, dalla quale ebbe due figlie, Sveva e Simona. La moglie morì il 23 giugno 2021, ad 84 anni, dopo una lunga malattia. Fede, passando dalle prime collaborazioni con giornali, fece l’ingresso nella Rai nel 1958, in qualità di conduttore a contratto per “Il circolo dei castori”, con Enza Sampò e Febo Conti, acquisendo l’esclusiva con la televisione di Stato dal 1961. Fu inviato speciale in Africa per 8 anni, seguendo post colonizzazioni e guerre civili. Operò con Sergio Zavoli nel programma d’inchiesta TV7, settimanale d’approfondimento del TG1. Per 5 anni, dal 1976, apparve da conduttore proprio del TG1, segnando il passo come volto della prima edizione a colori del 28 febbraio 1977, assumendone la direzione per 2 anni, dal 1981. Lasciate alle spalle anche trasmissioni come “Test” e “Obiettivo su…”, chiuse con la Rai nel 1987 per motivazioni alterne: un processo per gioco d’azzardo che lo coinvolse (ed in cui venne assolto) e/o per un restyling sugli equilibri politico-ripartitori (palesi o sottobanco) dei vari scranni di comando nella tivù pubblica. Quindi, Fede passò a Rete A fondando e dirigendo il TgA andato in onda dal 7 settembre 1987. Seguì nel 1989 il salto alla Fininvest berlusconiana per reggere il timone di Videonews dapprima e di Studio Aperto su Italia 1 poi. Nel 1992 divenne direttore del TG4 di Rete 4, emittente che già aveva ospitato il suo rotocalco settimanale d’attualità “Cronaca”. Sempre per Rete 4 lanciò i programmi “Le grandi interviste”, “Sipario”, “Sipario notte”, “Password – Il mondo in casa”. Per effetto di trattative fallite, il 28 marzo 2012 Mediaset destituì Emilio Fede dalla direzione del TG4 e, nell’agosto successivo, il giornalista riapparve nel canale del digitale terreste Vero Capri, tenendo una rubrica settimanale d’attualità politica ed economica intitolata “Attualità con Fede”. Tra il 2013 ed il 2014, fu direttore editoriale del quotidiano “La Discussione” (fondato da Alcide De Gasperi nel 1952). Anche lui non seppe resistere alle sirene della politica, candidandosi alle elezioni politiche del 1979 ed a quelle europee del 1984 con il Partito Socialista Democratico Italiano. Senza essere eletto. Nel luglio 2012 costituì il movimento d’opinione “Vogliamo Vivere”, sciolto dopo per mancanza di fondi… essenziali. E nel settembre 2013 rese noto d’aver fondato un organismo politico, “Le ali della libertà”, mentre, nel maggio 2014, s’aggregò a “Uniti si vince” di Luca Miatton a puntello di Silvio Berlusconi. Sottoposto spesso e volentieri a critiche, prese di posizione, diatribe dal momento della sua entrata nella “corte” berlusconiana in poi, Fede subì per il suo personalissimo modo di condurre il TG4 (tutto orientato pro Berlusconi, secondo l’“Osservatorio di Pavia”, Istituto di ricerca e d’analisi della comunicazione) nonché d’esternare la sua esuberanza giornalistica, pesanti multe dall’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) per violazione della legge sulla par condicio, querele, verifiche da parte della Guardia di Finanza, procedimenti giudiziari.   Il suo lascito nelle biblioteche   La bibliografia

Read More »

L’USEF ricorda gli emigrati caduti sul lavoro

  Si è conclusa l’uno settembre una significativa serata che l’USEF APS ha realizzato con fondi dell’Assessorato della Famiglia delle Politiche Sociali e del lavoro dedicata agli emigrati morti sul lavoro. L’iniziativa collocata all’interno dell’edizione 2025 dell’ALLORO FEST, si è avvalsa della collaborazione dell’associazione Gruppo Folk Conca D’Oro ed il patrocinio non oneroso del Comune. Serata ricca di spunti e piena di significato attentamente seguita dal un pubblico che affollava il capace spazio del “Giardino dei Giusti” di via Alloro a Palermo. Con l’iniziativa che si è anche avvalsa di una mostra fotografica che riporta le sciagure più significative, l’USEF APS ha voluto rendere omaggio alle migliaia di morti, che hanno insanguinato le vie dell’emigrazione. Notevole successo dell’iniziativa che al cospetto di un parterre affollatissimo è iniziata con una introduzione dell’On. Pino Apprendi presidente dell’USEF provinciale di Palermo che ha illustrato la funzione dell’USEF e l’importanza dell’associazionismo. Il segretario generale nel suo intervento ha ripercorso l’iter legislativo sull’emigrazione, prima ostacolata da una circolare del presidente del Consiglio del 1868 che impediva di emigrare in Algeria ed USA ed in seguito da una circolare del 1873 che imponeva a chi emigrava che in caso di malattia avrebbe dovuto pagarsi il biglietto di ritorno. Nel 1888 nasce la prima legge (legge Crispi) che raccogliendo le pressioni degli industriali del Nord e dei latifondisti del mezzogiorno preoccupati che venisse a mancare manodopera a basso costo, inasprì le regole per chi volesse emigrare. Solo una legge del 1901 prese atto del grande flusso migratorio prevedendo alcuni diritti per i lavoratori che emigravano. Il flusso che aveva già portato all’estero parecchi milioni di italiani, si calcola che dal 1870 al 1970 oltre 27 milioni di italiani emigrarono, ebbe un rallentamento durante il periodo dell’autarchia imposta da Mussoli. Un rallentamento che non si ripercorse sulle sciagure se il 28 febbraio del 1940 nelle miniere di Arsia (Istria) uno scoppio di grisou uccise 185 minatori e ne ferì 150. Seguì dopo la fine della guerra l’epoca degli accordi che l’Italia fece con diversi Paesi europei per evitare la pressione sociale dovuta alla grande massa di disoccupati e sottoccupati e nello stesso tempo procurarsi le necessarie risorse per rilanciare le industrie del Nord e dare inizio alla ricostruzione. Fu così che vennero stipulati accordi con la Francia, la Germania, la Svizzera, l’Olanda. Famoso per le sue conseguenze rimase l’accordo con il Belgio del 1946, quando l’Italia si impegnò a fornire 50.000 lavoratori in cambio di carbone. Figlia di questo accordo è la tragedia di Marcinelle dove perirono 262 operai di cui 136 italiani. Fu la sciagura che diede una svola alla politica dell’emigrazione ed a quella mineraria in genere. Dei disegni di legge giacenti in V commissione in materia di emigrazione ha parlato la Dr.ssa Di Liberti, che ha anche enumerato una serie di provvedimenti in favore delle famiglie e della possibilità di accedere ai tanti bandi che l’Assessorato pubblica o è in procinto di pubblicare che recepiscono leggi e fondi siciliani ed europei che rispondono alle esigenze della popolazione siciliana, come ad esempio i provvedimenti per favorire il rientro dei cervelli, le agevolazioni per chi trasferisce la propria residenza in uno dei centri in via di spopolamento favorendo la ripopolazione  dei piccoli centri. In campo anche agevolazione per il recupero del patrimonio edilizio e l’aumento dei servizi all’infanzia per favorire le nascite. L’importante serata va avanti con il racconto “Il salto del Gambero” scritto da Ignazio Rosato ed affidato alla bravura dell’attrice Rossella Leone accompagnata dalla fisarmonica di Pierpaolo Petta. Un racconto di emigrazione verso l’America mediante un estenuante viaggio in nave “dal molo Santa Lucia di Palermo ad Ellis Island ed il ritorno alla terra degli avi in aereo di una nipote che alla fine decide di non tornare più in America e di restare in Sicilia dove ha ritrovato le proprie radici. La canzone “Merica Merica” chiude lo spettacolo che tanta commozione ha creato tra il pubblico e tanti spunti di riflessione ha suggerito a tanti. Per finire, un ambiente, quello minerario dove alle difficoltà lavorative si mescolava lo sfruttamento dei cosiddetti “carusi” in Sicilia ma anche in Europa anche se era proibito assumere ragazzi inferiori a 14 anni. Un ambiente dove lo sfruttamento del minerale avveniva anche a scapito della sicurezza. Questi sono gli eroi che l’USEF ha inteso affidare al ricordo della memoria che non deve morire mai e che deve restare fonte di ispirazione e di esempio per costruire un futuro migliore. Questo ha voluto dire la scopertura della targa intitolata a questi eroi e resa visibile a tutti dopo che è stata tirata giù la bandiera dell’USEF che la copriva. L’unica chiusura possibile di una iniziativa a perenne ricordo di una pagina di storia del popolo siciliano. Della nostra storia. Salvatore Augello

Read More »

CS Giulianova, “Spazio Contest Show”

CS Giulianova. Il viaggio di “Spazio Contest Show” prosegue con la 6° finale nazionale a Giulianova. Giovedì, 4 settembre, ore 20:30, nello Chalet “Caprice” Lungomare Zara. Ingresso libero Il viaggio di “Spazio Contest Show” prosegue con la 6° finale nazionale a Giulianova Giovedì, 4 settembre, ore 20:30, nello Chalet “Caprice” Lungomare Zara. Ingresso libero     Giulianova. L’attesa è finita, l’emozione continua e il viaggio di “Spazio Contest Show” prosegue senza sosta! Un evento che promette di essere un’autentica celebrazione dell’arte e della passione per tutte l’età. Il viaggio prosegue con la 6° finale nazionale a Giulianova, giovedì 4 settembre, ore 20:30, nello Chalet “Caprice” Lungomare Zara con ingresso libero. Sarà un’altra serata memorabile dove i migliori talenti, dai 6 agli 80 anni, con entusiasmo e sana competizione, si sfideranno per il titolo in un crescendo di emozioni e performance straordinarie: dal ritmo travolgente della danza, alle melodie incantevoli del canto; dalle performance teatrali che emozionano, alle sfilate che incantano. L’evento vuole essere una vetrina completa per ogni forma d’arte senza limiti. A giudicare i talenti sarà una giuria d’eccezione, composta da professionisti del settore come: Walter Garibaldi, autore, regista e agente di spettacolo; Massimo Fascetti, attore; Marcella Di Pasquale, cantante da “The Voice Senior” e Loris Danesi, stilista internazionale. La loro esperienza e la loro competenza saranno fondamentali per individuare i talenti più promettenti. Punto di forza di questo format è l’inclusività, dove la passione non ha età né barriere; dove ogni talento di ogni generazione e con diverse abilità, dai giovanissimi agli adulti, si sente a proprio agio e possa esprimere il meglio di sé in uno spazio per brillare. L’evento, curato dall’Associazione Culturale “GaJa Eventi”, in collaborazione con  “Progetto Pegaso”, sarà presentato da Lara Falò e Walter De Berardinis. Walter De Berardinis <[email protected]>

Read More »

Matilde Brandi alla XXII edizione del Palio del Barone

La Gran Dama e custode delle chiavi della Città sarà Matilde Brandi L’attrice romana parteciperà alla XXII edizione del Palio del Barone – edizione 2025 Sabato, 16 agosto, centro storico di Tortoreto, ingresso libero La protagonista assoluta della XXII edizione del Palio del Barone di Tortoreto sarà l’attrice, showgirl e conduttrice televisiva, Matilde Brandi. La Brandi vestirà per la prima volta gli abiti della Gran Dama e custode delle chiavi della città e sfilerà con il corteo storico medievale sabato 16 agosto, ore 20,30, nel cuore del centro storico, insieme alla coppia dei Baroni. L’attrice romana, dopo la vestizione, uscirà per la prima volta dalla sede comunale con le chiavi della città tra le sue braccia materne e gentili. Ha esordito, dopo il diploma al balletto di Roma, nella trasmissione “Club  92” con Gigi Proietti. La popolarità la raggiunge in poco tempo quando partecipa, agli inizi degli anni ’90, al programma “Fantastico” di Rai1 con Raffaella Carrà e Johnny Dorelli. Successivamente emigrò alle reti della Mediaset nel programma di Canale 5 “Buona Domenica” diventando anche prima ballerina. Alla fine degli anni ’90 affianca Adriano Celentano nello show “Francamente me ne infischio” di Rai 1 e prima ballerina nel varietà del sabato sera “Torno sabato” con Giorgio Panariello. Negli anni 2000, mentre inizia una intensa attività teatrale, affianca Carlo Conti in “Baciami Versilia”. E’ stata anche la primadonna della compagnia del Bagaglino di Pier Francesco Pingitore in onda su Canale 5, con Leo Gullotta, Oreste Lionello e Pippo Franco. Poi concorrente in vari programmi televisivi come Tale e quale show, Grande Fratello VIP, Detto fatto, L’isola dei famosi e Ne vedremo delle belle. Questo è il terzo anno consecutivo che il patron del Palio Ennio Guercioni e il suo staff scelgono come testimonial un personaggio noto al grande pubblico. La Gran Dama, nelle scorse edizioni, è stata impersonata da Manila Nazzaro e Milena Miconi.  La rievocazione storica gode dell’alto patrocinio del Comune di Tortoreto e della Regione Abruzzo.   Walter De Berardinis <[email protected]>  

Read More »

Comites São Paulo News

  As últimas atualizações e informações importantes da Comunidade italiana de São Paulo. Para facilitar o acesso, abaixo segue o link direto para o informativo mais recente:   Clique aqui para acessar o informativo   Os demais informativos estão disponíveis para consulta em nosso site oficial. Para acessá-los, por favor, visite o seguinte link: https://comites.org.br/informativo   Secretaria Comites SP

Read More »

TE – Corso di aggiornamento al santuario di San Gabriele

    Fare il confessore oggi, tra crisi del senso del peccato e nuove aperture di Papa Francesco nel campo della morale sessuale. Se ne parla in un corso di aggiornamento al santuario di San Gabriele (TE). ‘Mestiere’ difficile quello del confessore.  Soprattutto in un’epoca nella quale da tempo si dice che è stato smarrito il senso del peccato e che viviamo in tempi di relativismo morale. Il che significa di conseguenza crisi del sacramento del perdono, confessionali sempre più deserti in quasi tutte le parrocchie, anche se nei santuari sono ancora molti i fedeli che si confessano. Soprattutto oggi, epoca nella quale un Papa come Francesco non ha mai smesso di predicare il vangelo della misericordia, con aperture in vari campi, come quello della morale sessuale nei confronti dei divorziati risposati e delle coppie omosessuali, con le note proteste da parte di alcuni ambienti della chiesa cattolica. “Se una persona è gay, cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicare?”, disse Papa Francesco di ritorno dalla visita in Brasile nel 2013. E poi le varie aperture ai divorziati risposati di papa Francesco: “La Chiesa non chiude la porta ma la spalanca a tutti”. Tuttavia, dopo le aperture di Papa Francesco, Papa Leone XIV ha rimesso invece l’accento sulla famiglia formata sul matrimonio di un uomo e una donna. Nel suo primo incontro con gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, Papa Leone ha chiesto di investire “sulla famiglia, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna”. Insomma, peccato e misericordia dopo Papa Francesco e ai tempi di Papa Leone. Perdono e indulgenza, attuali come non mai in questo anno giubilare. Crisi del sacramento del perdono e nuove prospettive nel campo della morale sessuale, accoglienza e accompagnamento delle coppie irregolari, apertura alle coppie omosessuali. Questi temi saranno al centro del corso di aggiornamento “Fare il confessore oggi” che si svolgerà dal 21 al 23 luglio 2025 presso il santuario di San Gabriele. Il convegno, che sarà moderato da padre Marco Staffolani, docente preso la pontificia università Lateranense di Roma, inizierà lunedì 21 luglio alle ore 16 con il saluto di padre Aniello Migliaccio, primo consultore dei Passionisti italiani, di monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo-Atri e di monsignor Camillo Cibotti, vescovo di Isernia-Venafro e del Trivento e presidente della Conferenza episcopale abruzzese-molisana. Seguirà una conferenza su ‘La confessione nell’esperienza e nella tradizione passionista’, tenuta dal passionista padre Alessandro Ciciliani, storico. Nei giorni seguenti, su alcune tematiche della morale sessuale cattolica, interverranno il professor Tonino Cantelmi, chirurgo e psicoterapeuta, padre Maurizio Faggioni francescano, docente di bioetica nelle università pontificie e don Aristide Fumagalli, sacerdote milanese e docente di teologia morale, che interverrà sul tema “L’amore possibile: persone omosessuali e morale cattolica”. In un suo recente libro don Fumagalli si interroga su come riuscire ad accompagnare e integrare nelle comunità cristiane il mondo lgbt. Nel libro l’autore prende una posizione chiara: “La questione morale riguardante l’amore omosessuale non è ‘se’ sia possibile, ma ‘come’ possa essere vissuto”. Il convegno sarà concluso dall’intervento di monsignor Emidio Cipollone, arcivescovo di Lanciano-Ortona che tratterà il tema ‘La crisi del sacramento del perdono?’.   SANTUARIO DI SAN GABRIELE 64048 S. GABRIELE   (TE) tel. 0861 97721 – 3484755206 e-mail: [email protected] internet: www.sangabriele.org           UFFICIO  STAMPA  responsabile: VINCENZO FABRI                                                                                                                                       cel. 348 4755206 e-mail: [email protected]

Read More »

Evaristo Beccalossi, il fantasista mancino

Evaristo Beccalossi, il fantasista mancino Le traversie di salute di Evaristo Beccalossi, noto ex centrocampista dell’Inter poi commentatore sportivo   Brescia – Purtroppo, l’ho saputo molto in ritardo. Evaristo Beccalossi (Brescia, 12 maggio 1956), l’ex calciatore centrocampista, il fantasista mancino, il genio & sregolatezza soprattutto nell’Inter, allora il numero 10 d’oro ed oggi capo delegazione dell’Italia Under-19, colpito il 9 gennaio scorso da emorragia cerebrale ed entrato in coma profondo due giorni dopo. Ricoverato all’ospedale Fondazione Poliambulanza di Brescia. Intubato in sala di rianimazione. Ed il risveglio, dopo 47 giorni di coma e 131 giorni di ricovero, con la prospettiva d’un lungo percorso di rieducazione dopo le dimissioni del 21 maggio. Nonostante il grave problema di salute, non “tradì” mai la sua Inter seguendone le partite a distanza. In lui s’impose subito una forza di recupero con l’intenzione dichiarata di rientrare negli usuali ranghi collaborativi. Festeggiò i suoi 69 anni in Poliambulanza, in pieno programma di riabilitazione. Adesso capisco perché non rispondeva ai messaggi di mio figlio Alessandro e miei inviati al suo cellulare. Noi, ormai sparuti Beccalossi del ramo veronese (parenti del ceppo originario bresciano, mio nonno Angelo e mio padre Luigi, infatti, erano di Brescia) siamo vicini alla moglie Danila ed alla figlia Nagaja. Tieni duro, grande Becca!!!   La sintesi d’un campione discontinuo   Evaristo iniziò nelle giovanili del Brescia (1972-1975) per poi passare in prima squadra, nelle stagioni 1972-1978 (93 presenze e 15 reti segnate in partite di campionato). I… migliori anni della sua carriera li visse nell’Inter, tra il 1978 ed il 1984 (come nel parametro precedente, 156 entrate in campo e 31 realizzazioni). In totale, durante i sei anni a Milano, Beccalossi accumulò 216 partecipazioni tra campionati e coppe, siglando 37 goals. Memorabili furono alcune sue perle, in positivo ed in negativo: la doppietta nel Derby della Madunina Inter-Milan del 28 ottobre 1979 (vinto appunto per 2 a 0 dall’Inter) ed i ben due rigori da lui calciati e falliti nella partita Inter-Slovan Bratislava (finita 2 a 0) del 15 settembre 1982, andata dei sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe. Conferme d’una classe estrosamente efficace ma irregolare come rendimento.    Con la compagine nerazzurra vinse il campionato di Serie A nella stagione 1979-1980, arrivò alle semifinali di Coppa dei Campioni 1980-1981 e s’aggiudicò i tornei di Coppa Italia del 1981 e del 1982. Fu il non convocato d’eccellenza dal commissario tecnico della nazionale Enzo Bearzot (Joannis, Udine, 26 settembre 1927 – Milano, 21 dicembre 2010) per il Campionato mondiale di calcio FIFA 1982 (o Coppa del Mondo FIFA 1982) in Spagna, nonostante l’apprezzamento trasversale dell’ambiente calcistico. L’esclusione fu motivo di polemiche e scontento.   Il nomignolo Dribblossi affibbiato dal grande giornalista Gianni Brera   Per il suo funambolismo tattico fu battezzato Dribblossi da Gianni Brera (all’anagrafe Giovanni Luigi Brera, San Zenone al Po, Pavia, 8 settembre 1919 – Codogno, Lodi, 19 dicembre 1992, giornalista e scrittore, noto pure per le sue onomaturgie, commentatore e filosofo appassionato ed acuto del calcio), venendo spesso paragonato al grande interista di tempi precedenti Mario Corso (San Michele Extra, Verona, 25 agosto 1941 – Milano, 20 giugno 2020), calciatore centrocampista e poi allenatore. Durante un nostro colloquio telefonico, Evaristo mi raccontò dei rapporti d’amicizia e di vicinanza abitativa a Milano con Corso ed un altro campione dell’Inter del passato (centrocampista tra il 1961 ed il 1970), Luis, detto Luisito, Suárez Miramontes (La Corũna, Spagna, 2 maggio 1935 – Milano, 9 luglio 2023), anche allenatore della squadra nel 1974-1975, nel 1992 e, ad interim, nel 1995. Archiviati i clamori interisti, Beccalossi venne dato in prestito alla Sampdoria (campionato 1984-1985) ed “arruolato”, di poi in poi, nel Monza (1985-1986), nel ritrovato Brescia (1986-1988), nel Barletta (1988-1989), nel Pordenone (1989-1990) e nel Breno, società calcistica del Bresciano (1990-1991), dicendo addio al calcio giocato il 1° luglio 1991. A tanto correre sui campi di calcio vanno aggiunte le tre partite disputate tra il 1976 ed il 1980 con la nazionale Under-21 e le quattro presenze (ed una rete) nell’Italia Olimpica 1979-1980. Ricevette anche due riconoscimenti. Quale miglior interno destro (n. 8) al Carlin’s Boys 1974 (il Torneo giovanile internazionale Carlin’s Boys si ripete dal 1947 a Sanremo, in genere ad agosto ed è riservato a formazioni di categoria Under-19) e come vincitore 1981-1982 de “L’Intrepido d’Oro” (promosso dal settimanale “L’Intrepido”, attribuito al miglior calciatore di campionati di calcio delle Serie A, B e C). Ficcato nel cassetto dei ricordi il kit da calciatore, non s’isolò dal rettangolo verde assumendo, nel luglio 2014, l’incarico di supervisore del Lecco, squadra di cui diventò presidente fino al 2016. Nel biennio 2017-2018 fu capo delegazione della nazionale italiana Under-20, riprendendo il ruolo nell’agosto 2020. Nel settembre 2022 rifece capolino (dopo aver già svolto le stesse funzioni dall’estate 2018) nel direttivo dell’Italia Under-19. Poi, il salto come commentatore sportivo in trasmissioni come “Qui studio a voi stadio” (Telelombardia), “Controcampo” (Italia 1), “Diretta stadio… ed è subito goal!”, “Diretta stadio” (7 Gold, poi circuito Netweek), “La domenica sportiva” (Rai 2) ed altre. La biografia calcistica di Evaristo Beccalossi non poteva sfuggire alla “regola” della consacrazione editoriale. Le sue gesta sul campo sono state condensate in “La mia vita da numero 10”, scritto con Eleonora Rossi e prefazione di Enrico Ruggeri (DIARKOS, Sant’Arcangelo di Romagna, Rimini, 2023).   Claudio Beccalossi

Read More »

Prossima l’uscita di “Intrecci di memoria”,

  Il nuovo libro di Goffredo Palmerini    L’AQUILA – È prossima l’uscita di “Intrecci di memoria”, il nuovo libro del giornalista e scrittore Goffredo Palmerini, pubblicato dalle Edizioni One Group. Il volume, in corso di stampa, sarà disponibile per inizio luglio nelle librerie e sulle principali agenzie di vendita online. Questo sedicesimo libro di Palmerini si apre con due notevoli contributi: la PRESENTAZIONE di Sonia Cancian, docente, saggista e storica della McGill University di Montreal (Canada), e la PREFAZIONE di Giovanna Di Lello, docente e scrittrice, direttrice artistica del John Fante Festival di Torricella Peligna. Con l’assenso dell’editore One Group, se può essere d’interesse, quale anticipazione all’imminente uscita del libro, qui di seguito la Presentazione di Sonia Cancian.   ***   PRESENTAZIONE di Sonia Cancian    Nel 1936, il filosofo tedesco Walter Benjamin descrisse il narratore come qualcuno che era “già diventato qualcosa di remoto da noi e qualcosa che sta diventando ancora più distante.” Ciò che era ovvio per Benjamin è che man mano che l’industrializzazione e il capitalismo arrivavano a definire e determinare gradualmente le nostre vite, l’esperienza e la conoscenza sarebbero diventate sempre meno apprezzate. Oggi, la narrazione, quell’antica pratica di raccontare storie attraverso immagini, suoni, segni e gesti rimane in tutte le arti e la cultura. Tuttavia, non c’è dubbio, sta diventando più distante.   Fortunatamente, ci sono delle resistenze a questa tendenza. Una di queste resistenze è lo straordinario lavoro dell’illustre giornalista e scrittore Goffredo Palmerini, un lavoro immerso in un’intensa attività di relazioni intrecciate, testimoniate momento per momento nelle nostre comunità dalla penisola all’estero. In questa grande sensibilizzazione culturale di Palmerini emerge, niente di meno, che il suo 16° libro. Accurando una notevole passione di vita e un omaggio alla vita culturale, in questo volume, edito da One Group, Palmerini riserva uno sguardo acuto alla memoria collettiva e a quella singolare lungo un intero anno, da giugno 2023 allo stesso mese del 2024.   Insieme ai 15 volumi precedenti, Goffredo da lunga data fa onore alla rilevanza della memoria come ponte così come trasmissione tra italiani all’interno e all’esterno dei confini della penisola. In questo cammino evenemenziale, Goffredo Palmerini, cittadino italiano del mondo, ci invita a riflettere sulla nostra italianità storica e contemporanea in Italia e nel mondo. La migrazione, tema tuttora molto dibattuto nella politica locale e internazionale, è un argomento su cui Palmerini richiama affettuosamente la nostra attenzione.   Infatti, Palmerini ci invita a considerare “una delle più grandi diaspore della storia dell’umanità qual è stata l’emigrazione italiana. Abbiamo ora un’altra Italia oltre confine di 80 milioni di oriundi che amano l’Italia più di noi.” Palmerini insiste sulla migrazione italiana come “vera risorsa per la promozione del Belpaese, se appunto si volesse mettere a sistema le nostre comunità nel mondo. Sarebbero i nostri migliori ambasciatori. I nostri connazionali non sono più quelli partiti con la valigia di cartone, descritti negli stereotipi. Hanno sofferto pregiudizi e stigmi nella prima generazione dell’emigrazione. Poi i loro figli si sono man mano integrati nelle società d’accoglienza, si sono fatti apprezzare.   La cartografia caleidoscopica tessuta da Palmerini si snoda allora e oggi, attraverso un rizoma di testimonianze, corrispondenze, cronache, omaggi, interviste, resoconti storici attraverso l’Italia e la diaspora italiana, iniziando dalla città di Bovisio-Masciago, in Lombardia, e spostandosi tra L’Aquila, Chieti, Roma, Napoli, Firenze, Milano, Torino, Parigi, Bruxelles, New York, Montreal, Ottawa, Hamilton, Toronto, Cordoba, permettendoci inoltre di viaggiare da casa nostra in diversi Paesi del mondo, tra cui l’India, l’Australia, il Sud America, l’Africa, ecc.   In questo libro, Palmerini dimostra la straordinaria ampiezza e profondità del nostro patrimonio culturale e le sue risonanze diasporiche nel XXI secolo, in frequenti casi, molto tempo dopo le ere della migrazione di massa della fine del XIX secolo e del XX secolo. Egli rivela l’orizzonte di sfumature della cultura italiana in un contesto in cui l’insistenza per l’omogeneità culturale preme sul mondo. La testimonianza di Palmerini si legge come un polilogo, concetto teorico definito dalla filosofa franco-ungherese Julia Kristeva caratterizzato da molteplici logiche, discorsi ed esistenze, solitamente identificati nella letteratura, nell’arte visiva, nel linguaggio e nel discorso.   Il lavoro appassionante di lunga data di Palmerini sulla cultura italiana oltre confine, e questo libro non fa eccezione, è un omaggio alla sua grande sensibilità, all’importanza della cultura, della memoria e del racconto come incontro solare all’oscurità che infligge i nostri universi. Nel suo libro, Palmerini non solo fa un appello alla cultura, si impegna in una resistenza che si aggancia alla promessa della cultura come veicolo essenziale per soccorrere l’umanità con una maggior empatia e sensibilità. Il libro di Goffredo Palmerini porta a considerare quanto la memoria appartenga all’oggi e ieri, e quanto sia fondamentale per il futuro.   *** Sonia Cancian, nata in Canada da famiglia di origine italiana, è docente universitaria, storica, ricercatrice, scrittrice, traduttrice, editrice e psicanalista. Ha conseguito il PhD in Storia alla Concordia University di Montreal, un Master of Arts in Lingua e Letteratura italiana alla McGill University di Montreal, una Laurea in Lingua Francese e Traduzione alla Concordia University e, più recentemente, il Master of Arts in Psicanalisi alla Université Paul-Valéry di Montpellier (Francia). Studiosa del fenomeno migratorio, ha sviluppato, come ricercatrice post-dottorale in collaborazione con la Prof. Donna Gabaccia, il progetto di ricerca The Digitizing Immigrant Letters Project, dedicato alla storia dell’immigrazione e alla corrispondenza dal 1850 al 1970, presso l’Immigration History Research Center dell’Università del Minnesota. Come docente ha insegnato Storia contemporanea del Canada e del Québec, storia di genere, storia dell’immigrazione alla Concordia University, alla McGill University, all’Université de Montréal e alla University of Minnesota. Docente alla Zayed University di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, ha insegnato Geografia umana e Storia contemporanea. Ha partecipato a diverse conferenze internazionali in Europa, Asia e nelle Americhe, come relatrice in materie di sua competenza, incluse la storia dell’emigrazione contemporanea, la storia delle donne e del genere, la storia delle emozioni, e nelle migrazioni la corrispondenza e le storie di vita, la lingua e la cultura, l’esilio e la psicanalisi. Attualmente, oltre all’impegno di scrittura di due libri centrati sul tema della migrazione

Read More »

Continua il braccio di ferro tra Harvard e Trump

“Vedere Harvard che prende una posizione per la difesa della libertà causa ispirazione”. Queste le parole di Kareem Abdul-Jabbar, l’ex cestista e allenatore di pallacanestro americano, in un recente discorso. L’ex stella della NBA ha continuato spiegando che la posizione di Harvard forma un grande contrasto con tutti i miliardari, le aziende legali, i media, i politici e altre università che si sono piegati davanti agli attacchi di Donald Trump. Lo scontro fra Trump e il prestigioso ateneo dura da quasi due mesi. L’inquilino alla Casa Bianca le sta provando tutte ma la Harvard University continua a resistere nonostante le ovvie difficoltà considerando le leve del potere presidenziale che rasentano quelle di un regime autoritario. Gli attacchi di Trump a Harvard, iniziati nel mese di aprile, furono inclusi in una lettera in cui la Casa Bianca esigeva notevoli cambiamenti nelle operazioni dell’ateneo. Con una risposta negativa da Harvard, il 47esimo presidente impose il congelamento di fondi per 2 miliardi di dollari che poi furono aumentati a 3 miliardi. Secondo Stephen Miller, l’ultra conservativo consigliere di Trump, Harvard è da anni responsabile di attività “illegali basate sulla discriminazione razziale contro i cittadini americani”. Inoltre Trump ha accusato Harvard di dare precedenza a studenti stranieri invece di ammettere studenti americani. La Casa Bianca ha persino accusato Harvard di essere antisemita e ha minacciato di togliere fondi alla prestigiosa università per darli a scuole tecniche che attirano studenti alla ricerca di programmi per lavori specializzati invece di lauree accademiche. Harvard, a differenza di altre università come la Columbia University di New York, ha deciso di non obbedire alle minacce del presidente e di sfidarlo con denunce. Fino adesso sembra che l’ateneo numero 1 in America e anche a livello mondiale, secondo il Center for World University Ranking (CWUR), stia avendo successi con i giudici. Trump però continua i suoi attacchi e sta minacciando di negare visti a studenti stranieri che desiderano studiare a Harvard. Le minacce sono potenzialmente pericolose. Il 31 percento degli studenti a Harvard sono stranieri. Questi individui contribuiscono in moltissimi modi, a cominciare dall’aspetto economico poiché pagano le rette complete, parti delle quali vengono poi usate per borse di studio per studenti americani. Inoltre gli studenti stranieri contribuiscono notevolmente all’economia americana. Il numero di studenti stranieri nelle università americane ha raggiunto 1,1 milioni di unità, contribuendo 44 miliardi di dollari all’economia americana, generando 378 mila posti di lavoro. I contributi degli studenti stranieri vanno al di là delle finanze poiché non poche delle aziende note a tutti sono state influenzate da contributi vitali di studenti stranieri. Alcune di queste includono Google, Tesla, SpaceX, Nvidia,WhatsApp, Instagram, Moderna ecc. Queste aziende sarebbero probabilmente state fondate in altri Paesi se le politiche anti-studenti stranieri di Trump fossero esistite in passato. La presenza di questi studenti e ricercatori stranieri in America contribuisce anche a migliorare le ricerche condotte dalle università americane in tanti campi come medicina, tecnologia, e difesa. I fondi del governo che Trump vuole tagliare a Harvard e altri atenei non sono dunque carità ma notevoli investimenti che migliorano la qualità della vita e la sicurezza del Paese. Le ricerche richiedono molto tempo e non generano profitti immediati richiesti dalle corporation. La collaborazione tra governo e università è dunque indispensabile. Trump non riesce a capire non solo le cose basiche sui dazi ma investire per il futuro non rientra nei suoi programmi. I suoi bisogni sono immediati e richiedono costanti vittorie per soddisfare le sue esigenze e imporre il suo volere non solo a Harvard ma anche a tante altre istituzioni che abbracciamo i media, la politica, le aziende, il sistema giudiziario e le belle arti. Uno degli attacchi sferrati da Trump è stato di accusare Harvard di essere antisemita per le manifestazioni pro-Palestina avvenute nel campus, qualcosa che ovviamente ha coinvolto tante altre università. Bisogna sempre ricordare che quando Trump accusa si tratta spesso di una proiezione del suo stato d’animo e della sua politica. Un sondaggio di quest’anno condotto dal National Survey of Jewish Voters ci dice infatti che il 52 percento degli elettori di religione ebraica considera Trump anti-semita. Inoltre il 72 percento lo vede come pericoloso e il 64 percento disapprova l’operato dell’attuale presidente. Gli attacchi di Trump a Harvard e le altre università americane recheranno danni specialmente per la questione dei visti agli studenti stranieri che potrebbero essere limitati per possibili post sui social che non siano di gradimento all’attuale inquilino della Casa Bianca. Alla fine però la battaglia con Harvard si risolverà. L’ateneo più prestigioso al mondo esiste da centinaia di anni e continuerà per molti altri. Il suo coraggio di resistenza è, come ha detto Abdul-Jabbar, fonte di ispirazione. Trump, invece, fra qualche anno uscirà dalla scena politica e verrà ricordato per le sue politiche disastrose non solo verso le università ma nel suo ruolo di abbandonare il ruolo di leader del Paese nel mondo. ============= Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

Read More »
NOTIZIE CORRELATE

Vedi anche

Trump, Mercosur e il nuovo ordine commerciale: gli USA non sono più indispensabili Scrocconi, sanguisughe, odiosi e chi più ne.

    A “Casa Italia”, la scuola che verrà     In prima pagina: i colloqui di Riad per la.

Si svolgerà a Roma la Cerimonia del Premio OMaR per la comunicazione sulle malattie e i tumori rari per la.