Fare cultura parlando di vini

La sfida di Migrante per un grande Cesanese a Olevano Romano Sul palcoscenico del vino Laziale sempre più in fermento, nel corso degli anni  e sulla scia dei risultati ottenuti dalla Docg Cesanese del Piglio anche i vini di Olevano Romano hanno guadagnato la loro luce. Siamo nella provincia Romana tra i monti Prenestino-Lepino-Ernici ad un’altitudine di m.570 s.l.m. immersi tra vigneti ed uliveti in un territorio abitato sin dai tempi dell’antica Roma che del vino ha sempre fatto una delle sue prerogative maggiori, ma che nel tempo ha saputo operare una trasformazione straordinaria uscendo dall’ambito locale per andare a ritagliarsi il suo posto sulle piazze italiane e all’estero. Su questi terreni collinari viene coltivato prevalentemente il Cesanese, uno dei pochissimi autoctoni a bacca rossa del Lazio. Esattamente il Cesanese di Olevano derivante dalla varietà di Affile, una volta vinificato dolce ed abboccato  e tanto caro ai nonni di tutti i romani di oggi, ma decisamente fuori dai radar per gli appassionati di vino delle ultime generazioni. Ad oggi il disciplinare di produzione per il Cesanese di Olevano prevede la possibilità di piccole quote di uve a bacca bianca per aumentare il tenore di acidità. Lorenzo Migrante e sua moglie Luciana sono tra le migliori espressioni della nuova generazione di viticoltori, che facendo tesoro della lunga tradizione locale ha traghettato il Cesanese di Olevano nei tempi moderni sviluppandone il potenziale. Sempre presenti ad ogni evento e degustazione in prima persona, per spiegare con passione i loro vini e il contesto in cui nascono. La loro produzione si attesta sugli 80 quintali per ettaro per una resa massima del 65%. I vigneti si estendono su un territorio collinare di origine vulcanica di composizione mista limoso e argilloso con quote calcaree, che insieme alle costanti escursioni termiche fornisce un clima favorevole al profilo organolettico dei vini. A Lorenzo Migrante abbiamo avuto il piacere di rivolgere qualche domanda: Nel 2000 la grande decisione insieme alla Signora Luciana di dedicarsi anima e corpo al vino. Venivate già da questo mondo oppure è stata una scelta improvvisa e cosa vi ha spinto ad un certo punto nel tentare questa strada? Si venivamo già da questo mondo. La nostra famiglia e il nostro territorio in generale ha sempre avuto una grande tradizione contadina. La vigna ha sempre fatto parte della nostra quotidianità e la vendemmia è sempre stata vissuta come una festa. Nel 2000 abbiamo deciso di trasformare questa passione in lavoro con la missione di far emergere le potenzialità enogastronomiche che il nostro territorio aveva conservato per secoli. All’attività oggi prende parte anche suo figlio; in questa convivenza generazionale le vostre visioni di viticoltura vanno d’accordo o creano occasioni di dibattito? Sicuramente viviamo attimi di incomprensioni e di dibattito, ma sono sempre costruttivi e necessari un confronto tra generazioni. La nostra visione di viticoltura è comunque la stessa, ovvero il rispetto della natura e il minimo intervento in cantina. Quest’anno sono 25 anni di attività, una data importante. Tracciando un primo bilancio di questa avventura cosa direbbe? E quale sono stati i momenti più importanti? Sicuramente il bilancio è positivo. Ad oggi abbiamo una clientela stabile che ci permette di avere sicurezze economiche e finanziarie. Non saprei riconoscere momenti più importanti di altri. È stato frutto di tante piccole decisioni e avvenimenti che ci hanno portato a dove siamo oggi. E a questo punto nella corsa ai prossimi 25 anni di attività è d’obbligo chiederle, come si immagina la Società Agricola Migrante? Sicuramente in crescita date le nuove opportunità che il mondo ci offre. Sia dal punto di vista tecnologico che dal punto di vista di come il vino viene percepito. Non più come un alimento ma come un’esperienza sensoriale in cui immergersi. Dal 2000 ad oggi quali progressi ha fatto Il Cesanese di Olevano e quali secondo lei sono le prospettive future per questa Doc? Partivamo da un momento storico in cui il Cesanese era visto come un vino da tavola di medio-bassa qualità. Grazie al nostro impegno e di tutte le altre aziende che hanno deciso di imbattersi nella nostra stessa missione ci troviamo oggi con una Doc che comincia a farsi conoscere. Il Cesanese è un vitigno di qualità che sa esprimere un grande potenziale. Un vitigno che ha già espresso un grande potenziale, si può aiutare a spingersi ancora oltre oppure ha già toccato il massimo del suo livello qualitativo possibile? Io penso che si potrà solo migliorare grazie alle nuove filosofie vitivinicole che stanno emergendo sempre più improntate al rispetto della natura e alla sostenibilità. Per non parlare poi delle novità tecnologiche che il nostro momento storico ci offre. Oggi “sostenibilità” è una delle parole chiave anche nel mondo del vino. Come si sposa con tecnologia e tradizione? Cercando di prendere questa parola chiave e trasformarla in un punto fisso nella nostra mente. Il mondo è la nostra casa e dobbiamo prendercene cura, oggi giorno qualsiasi progetto che non si preoccupi del concetto di sostenibilità ambientale è destinato all’autodistruzione. Il Sigillum è l’unico in cui viene impiegato il legno ricercando una maggior eleganza e complessità, Consilium invece regala un Cesanese tutto frutto e sorso gustoso. In comune condividono il livello qualitativo ma quale secondo lei rappresenta maggiormente l’anima del Cesanese? Beh sicuramente direi che la vinificazione solo in acciaio esprime le qualità più pure del Cesanese in quanto l’acciaio non rilascia alcun sapore lasciando quindi inalterate le qualità organolettiche. Con il legno si cercano di esaltare queste qualità ottenendo un vino più complesso. Il Cesanese del Piglio ha indicato una direzione qualitativa che Il Cesanese di Olevano ha saputo seguire. Cosa ne pensa della possibilità di una doc unica tra i due territori? Sarebbe un’opportunità, oppure una limitazione dell’espressione territoriale? Mah, io penso che l’unione faccia la forza e potrebbe essere un buon obiettivo per le nuove generazioni. Senza trascurare la Doc di Affile. Fantasticando, se non avesse fatto il viticoltore ad Olevano Romano, dove le sarebbe piaciuto farlo e con quale vitigno avrebbe voluto cimentarsi? Mi affascina molto la cosiddetta

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Novità librarie: Annina Vallarino

Annina Vallarino, “Il femminismo inutile. Vittimismo, narcisismo e mezze verità: i nuovi nemici delle donne”.    Recensione     Il testo di Annina Vallarino che qui si presenta e pubblicato da Rubbettino, si segnala per il suo coraggio. Non la temerità astiosa e rissosa dei social, né l’impudenza verbale e inconcludente, ma il meditato coraggio di chi vuole guardare la realtà senza far sconti e con la tranquilla forza di una ragione che non si arrende alle nebbie delle ideologie. L’autrice è una femminista per la quale il femminismo sembra realizzare il precetto kantiano dell’illuminismo come “uscita dell’uomo (della donna) dallo stato di minorità, imputabile a se stesso”. Cosa significa ciò? Significa che la Vallarino rivendica, giustamente, le conquiste del femminismo storico e le relative lotte che hanno portato le donne a svolgere un nuovo ruolo nella società moderna facendole uscire, certo non totalmente, dallo “stato di minorità” in cui si trovavano confinate. E’ stato un grande processo di emancipazione collettiva in cui un nuovo soggetto sociale, identificato dal sesso di appartenenza, si faceva carico di una promessa di liberazione riguardante non solo le donne ma l’intera società. Era l’autoaffermazione decisa del proprio valore che si realizzava sfidando un mondo maschile ostile e, spesso, sprezzante verso le capacità, le competenze, le possibilità e talvolta, la vera e propria intelligenza, femminile; questa autoaffermazione portava con sé la coscienza che solo un cambiamento radicale delle strutture di potere era in grado di umanizzare e liberare dallo sfruttamento i rapporti tra i sessi e all’interno dei sessi. Questo femminismo storico, ricostruito citando i classici teorici e la vita concreta di molte donne, ha subito una torsione di significato alla fine del millennio e negli anni successivi. Qui il testo, rifiutandosi di sottomettere la realtà alla fantasia, analizza nel dettaglio e con ammirevole acutezza metodologica le caratteristiche del neofemminismo, partendo dal principio che “uomini e donne sono entità complesse e sfaccettate” (pag. 104). Ne esce un quadro desolante. Senza mezzi termini viene rimproverato al neofemminismo un arretramento culturale preoccupante che, a fronte di una radicalizzazione parolaia sempre più estrema, giunge a negare proprio quell’autoaffermazione singola e quella promessa di liberazione collettiva che erano le componenti principali del femminismo: le donne da soggetto della storia che prendono il proprio destino nelle proprie mani sfidando apertamente il pregiudizio e lo sfruttamento, sono tornate ad essere qualcosa di fragile, eterne vittime da difendere in qualsiasi situazione, da un appuntamento andato male a una presunta “cultura dello stupro”; il tutto condito da quella che, icasticamente, Vallarino definisce “lagna” ovvero l’insopportabile tendenza all’autocommiserazione e la sconsiderata abitudine di incolpare continuamente l’altro sesso. Abitudine che alla fine risulta un boomerang perché invocando sempre più fumose idee (patriarcato, cultura dello stupro, mascolinità tossica ecc. ecc.) si giunge proprio a deresponsabilizzare il criminale che agirebbe non tanto per propria scelta ma perché vittima a sua volta di una non ben precisata “cultura”: la responsabilità personale (cardine del nostro sistema giudiziario) annega nelle brume dell’indefinito e sorge lo spettro di una corruzione totale che però, a differenza del peccato originale, colpisce solo i maschi. Un caso per tutti: come è mai possibile parlare di patriarcato (società in cui, per fare un esempio, eredita i beni solo il figlio maschio) in una nazione dove una donna è primo ministro e un’altra donna guida il maggiore partito di opposizione? E’ evidente lo scollamento dalla realtà perché le parole descrivono anche chi le usa oltre che la realtà stessa. Né si salvano dalla refrigerante critica dell’autrice i cosiddetti strumenti statistici di cui si sottolineano i vari limiti che privano del tutto di valore le presunte “prove” a sostegno delle astratte fumoserie di cui sopra. Il neofemminismo, in conclusione, rappresenta per la Vallarino un gigantesco arretramento delle donne e, aspetto particolare, si tratta di un arretramento, kantianamente, “imputabile a se stesse” perché l’errore fondamentale è stato il ripiegamento sulla singola da proteggersi e sempre in pericolo (quasi come un panda in via di estinzione), tralasciando l’aspetto collettivo di “uscita dallo stato di minorità”, di rivendicazione del proprio valore del femminismo storico. Resta una domanda: chi trae vantaggio da tutto ciò? Il testo fa notare come eminenti testate e giornalisti di fama abbiano scelto un adeguamento alla retorica neo femminista, che si segnala come caso particolare del totalitario  “politicamente corretto”, ma sfugge nel libro il motivo. Certo, l’autrice vuole smascherare l’aspetto reazionario del neofemminismo (anche nello scivoloso rapporto con le persone transgender), non descrivere questo lato dell’industria culturale, ma alcuni cenni sono di grande interesse. Sfilano così davanti ai nostri occhi chi su questa retorica costruisce le proprie carriere negli ambiti giornalistici, universitari, politici, “culturali” (sarebbe forse il caso di tornare a ripensare il significato della parola cultura), alle pasdaran social pronte a bacchettare come vergini vestali chi la pensa criticamente (alle quali sarebbe da consigliare il testo di Otto Weininger “Sesso e carattere” così, forse, comprenderebbero meglio il mondo in cui si trovano), alle influencer che, regine della mercificazione, concionano su etica e morale, alle grandi star che da superprivilegiate discettano di inclusività (con tutta la carica di untuoso e perbenistica superiorità del termine) alla rimozione ideologica del fatto che la natura è un dato che si impone al di là dell’artificio (cultura?) umana, a chi nei mass media, in tal modo, può spostare l’interesse su argomenti precisi a scapito di altri, magari più urgenti ma scomodi; il caso di Luana D’Orazio (morta per incidente sul lavoro in un’industria tessile) è significativamente ricordato così come la questione del velo islamico, vera e propria cartina al tornasole di una retorica femminista di facciata che si arrende alla retorica identitaria. Un libro coraggioso di cui si consiglia caldamente la lettura per la precisa analisi che effettua dell’esistente. Nicola F. Pomponio

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Progetto KA171 MMM Mediterranean Sub-Saharan Music Movement

Il Conservatorio Alessandro Scarlatti annuncia l’evento finale del Progetto KA171 MMM Mediterranean Sub-Saharan Music Movement 24 e 25 giugno – Molo di Sant’Erasmo e al Teatro di Santa Cecilia   Il progetto Erasmus “MMM Mediterranean Sub-Saharan Music Movement”, coordinato dal Conservatorio di Palermo, approda al Molo di Sant’Erasmo e al Teatro di Santa Cecilia per i suoi due eventi conclusivi, martedì 24 e mercoledì 25 giugno. Il Conservatorio A. Scarlatti conclude con due eventi complementari il progetto di International Credit Mobility che ha condotto con istituzioni partner di Tunisia, Egitto e Nigeria. I due anni di progettualità e scambi fruttuosi con la Alexandria University, la University of Lagos, l’Institut Supérieur de Musique di Sousse e l’Institut Supérieur de l’Education Specialisée di Manouba si concluderanno con due appuntamenti complementari: un ricco concerto all’interno del Sicilia Jazz Festival, presso il Teatro di Santa Cecilia, mercoledì 25 alle ore 21.45, e la sua anteprima sul mare, ricca di movimento e dialogo fra le due sponde del Mediterraneo, presso il Molo di Sant’Erasmo, spazio urbano de La Mariposa, Milonga Sociale, martedì 24 giugno alle ore 19.30. Due eventi possibili grazie all’impegno dei maestri Flora Faja, Giovanni Mattaliano, Giuseppe Urso, Francesco Guaiana e Vito Giordano e al supporto dell’Asd/Aps ColorTango Palermo e Tango Young Palermo, Maestra Federale Maura Laudicina, e della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana The Brass Group. Tanta musica e movimento con i nuovi strumenti realizzati all’interno del progetto, figure storiche della contaminazione mediterranea a Palermo e gli studenti e i docenti del Conservatorio e degli Istituti partner di Sousse e Manouba.   L’ufficio stampa Rosanna Minafò PR Consulting Giornalista mob. 3484009298 Email [email protected][email protected] Linkedin: https://www.linkedin.com/in/rosanna-minafo Instagram: https://instagram.com/minaforosanna

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“ORA”, narrazione poetica e approccio scientifico

“ORA The limits of the planet”: a Chicago il videomapping del collettivo italiano IMAGINARIUM 10/06/2025 20:06   CHICAGO\ aise\ – Un nuovo progetto congiunto vede collaborare questa estate l’Istituto Italiano di Cultura di Chicago e ART on THE MART: è l’installazione video “ORA The limits of the planet” del collettivo creativo italiano IMAGINARIUM. L’installazione sarà visibile dal 10 luglio al 7 settembre, animando la facciata del Merchandise Mart nel centro di Chicago. “ORA The limits of the planet” è una visionaria opera multimediale creata da Francesca Pasquinucci e Davide Giannoni di IMAGINARIUM, con musiche originali composte da Davide Giannoni. L’installazione affronta temi urgenti legati al cambiamento climatico, la perdita di consapevolezza ambientale e l’evoluzione del rapporto tra l’umanità, la natura e il cosmo. Sviluppata in collaborazione con esperti di climatologia e scienze spaziali, “ORA” fonde narrazione poetica e approccio scientifico. L’opera combina illustrazioni tradizionali realizzate a pennarello su carta con animazioni digitali, invitando lo spettatore a un viaggio surreale e immersivo attraverso il concetto dei limiti ecologici ed esistenziali del pianeta. IMAGINARIUM è uno studio toscano, premiato nel 2018 come Eccellenza Italiana per l’Arte dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles e dalla IACC – Italy America Chamber of Commerce West. Lo studio si occupa di scenografia e arti visive per la musica classica, pop e l’opera lirica. È diretto da Davide Giannoni e Francesca Pasquinucci che, dopo studi musicali, letterari, artistici e teatrali, hanno sviluppato una ricerca focalizzata sull’interazione tra arti materiali tradizionali e arti digitali. Hanno rivolto il loro interesse al videomapping come strumento di narrazione e creazione di spazi onirici, trovando in esso un ulteriore mezzo di approfondimento e sviluppo del loro stile surreale, ancorato alle regole della poesia e alla follia ideativa del Teatro Barocco Italiano. ART on THE MART, presentato in collaborazione con il Department of Cultural Affairs and Special Events (DCASE) di Chicago, è una delle più grandi piattaforme di arte digitale al mondo e che trasforma un punto di riferimento architettonico in una tela permanente e monumentale. Esempio brillante dell’impegno duraturo di Chicago per l’arte pubblica, ART on THE MART applica tecniche all’avanguardia di video mapping al Riverwalk di Chicago, proiettando opere d’arte contemporanea sulla facciata di 2,5 acri di THE MART, l’edificio commerciale privato più grande degli Stati Uniti, riconosciuto a livello internazionale come innovatore globale in ambito culturale, del design e della tecnologia. (aise) 

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Un Ponte di Fratellanza tra Siziano e Bals: Scuole, Comunità e Cuori in Festa

SIZIANO (PV) – Una tre giorni intensa e ricca di emozioni ha trasformato Siziano in un crocevia di culture, solidarietà e pedagogia internazionale. L’occasione è stata il gemellaggio tra l’Istituto Comprensivo di Siziano e la Scuola Speciale ‘Centrul Școlar pentru Educație Incluzivă’ di Bals, in Romania, nell’ambito di un progetto Erasmus volto a promuovere metodologie didattiche inclusive e il dialogo tra realtà educative europee. La dirigente scolastica prof.ssa Laura Maria Forlin e il prof. Paolo Trotta, promotori dell’iniziativa, hanno dato vita a un partenariato che ha coinvolto non solo la scuola, ma l’intera comunità sizianese. Il progetto, nato durante una riunione del Kiwanis International Europe a Copenaghen, ha preso forma grazie all’incontro tra il prof. Trotta e la prof.ssa Claudia Gabriela Nitulescu, entrambi membri del Kiwanis Club, un’organizzazione internazionale dedicata al servizio dei bambini nel mondo. Un’accoglienza calorosa Dal 21 maggio, Siziano ha accolto la delegazione romena composta da sei docenti: Claudia Gabriela Nitulescu, Florentina Triculescu, Liliana Daniela Piriianu, Lorenta Daniela Dragan, Serban Felicia Adelina Ciocirlan e Madalina Militaru. Un ricco programma ha permesso loro di visitare tutti gli ordini scolastici dell’Istituto Comprensivo: dall’Infanzia alla Secondaria di primo grado. Tra i momenti più significativi, i laboratori didattici tenuti dai docenti italiani: di Scienze e Planetario con il prof. Riccardo Bonomi, di Spagnolo con il prof. Fabio Guazzoni, di Musica con la prof.ssa Flora Citino e di Arte con il prof. Alfio Palizzolo. La delegazione è stata accolta dai bambini della Scuola dell’Infanzia con la “Danza dell’Accoglienza”, mentre nella Primaria si sono susseguite esibizioni musicali e danzanti accompagnate dal sax del prof. Claudio Perelli. Immancabile il tradizionale “Tea Time”, curato dalla prof.ssa Adele Garlaschelli, in coincidenza con la Giornata Internazionale del Tè. Il supporto delle istituzioni e delle associazioni Alla cerimonia di apertura hanno preso parte anche le autorità locali, tra cui l’assessore all’istruzione Silvia Panari, e rappresentanti del mondo Kiwanis. Particolarmente significativo è stato l’intervento della dott.ssa Silvia Rinaldi, luogotenente governatrice del Kiwanis Divisione 15 Lombardia-Liguria, che ha tenuto una lectio magistralis sul tema del bullismo durante l’evento “Bulli e dintorni”. Nel corso della manifestazione è stato proiettato il cortometraggio “Francesca”, con la partecipazione di attori come Tony Sperandeo e Barbara Bacci, realizzato per sensibilizzare contro il bullismo e le devianze giovanili. Un confronto vivace ha visto protagonisti anche gli alunni e i genitori, rappresentati dalla dott.ssa Ilaria Spelti, esperta del tema. Cultura, emozioni e riconoscimenti Non sono mancati momenti di arte e musica: una suggestiva mostra di disegni a cura del prof. Palizzolo ha esposto paesaggi e architetture romene realizzati dagli studenti in onore degli ospiti. Il concerto finale, al Teatro Lanterna, ha visto protagonisti alunni e docenti in una scaletta che spaziava dagli inni nazionali all’opera e ai canti tradizionali di entrambi i Paesi. Nel corso della serata conclusiva sono stati consegnati tre attestati di benemerenza dalla Società Generale Cristiana di Mutuo Soccorso PT Group Salute, con il patrocinio della Gazzetta Italo Moldova, della Gazzetta Italo Brasiliana e dell’ASIB. Le onorificenze sono andate alla dirigente Laura Maria Forlin, alla prof.ssa Claudia Gabriela Nitulescu e alla dott.ssa Silvia Rinaldi, per l’impegno nel promuovere valori di fratellanza, inclusione e cooperazione tra i popoli. In attesa della prossima tappa Il gemellaggio si concluderà a ottobre con la visita della delegazione italiana in Romania. “Siamo entusiasti della straordinaria accoglienza e profondamente grati per il calore ricevuto”, ha dichiarato la prof.ssa Nitulescu, salendo sul palco per cantare insieme agli studenti italiani. La dirigente Forlin e il prof. Trotta hanno espresso soddisfazione per il successo dell’iniziativa, auspicando che questo sia solo l’inizio di una lunga collaborazione internazionale all’insegna dell’educazione, dell’amicizia e della pace. Paolo Trotta

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FLORENCE SEVEN STARS, I VINCITORI

PREMIUM INTERNATIONAL FLORENCE SEVEN STARS, I VINCITORI DEL 2025 FIRENZE 2025 FLORENCE 2025 FLORENCIA 2025 FLORENTIA 2025 FLORENZ 2025 GRAN TERRAZZA BELVEDERE – PALAZZO PLUS FLORENCE Sabato 28 giugno 2025, alle ore 19.00 – Via S. Caterina d’Alessandria 15     FIRENZE – Tutto è pronto per la cerimonia di premiazione dei Vincitori del Premium International Florence Seven Stars, edizione 2025, che si terrà sabato 28 giugno alle ore 19 presso la Gran Terrazza Belvedere del Palazzo PLUS FLORENCE, in Via S. Caterina d’Alessandria 15.   Il Prof. Carlo Franza, storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, giornalista e critico del quotidiano Il Giornale, Presidente della Giuria, prima della cerimonia di premiazione terrà una lectio magistralis su “L’Analfabetismo funzionale nel Paese Italia”. La premiazione degli insigniti avverrà nel corso del Gran Concerto d’Estate tenuto dai valenti professionisti dell’Accademia Fiorentina MusicArea sul “Belvedere” del Plus Florence, con splendida vista sul centro storico di Firenze.   La Giuria internazionale, composta da insigni studiosi e presieduta dall’illustre Prof. Dott. Carlo Franza, intellettuale di chiara fama, attraverso più sessioni di lavoro ha definito la rosa dei Vincitori dei prestigiosi riconoscimenti dell’edizione 2025.   VINCITORI Premium International Florence Seven Stars – Grand Prix Absolute – GIANNI BUCHER SCHENKER – Scultore Premio per la Cultura – LUIGI MARIA VIGNALI – Direttore Generale per gli Italiani all’estero – Ministero Affari Esteri Premio per il Management Culturale – GIUSEPPE MANICA – già Dirigente MAECI e Direttore Istituti italiani di Cultura Premio per l’Editoria – ANDREA PONTINI – Owner testata InsideOver – Milano Premio Dodici Stelle d’Europa per il Giornalismo Internazionale – GOFFREDO PALMERINI Premio “Sindaco dell’Anno” – OSVALDO STENDARDO – Alessano (Lecce) Premio “Artista dell’Anno” – MARIO ZAPPA – alla memoria Premio per l’Arte Performativa – EUGENIA SERAFINI Premio per l’Epigrafia Romana – NICOLÒ GIUSEPPE BRANCATO Premio per la Poesia – LAURA OTTAVIANI – per il libro “All’ombra del mio antico albero” Premio Dodici Stelle d’Europa per l’Arte – CONCHITA DE PALMA Premio per la Pittura – PIERLUIGI GHIDINI Premio alla Carriera – LOI DI CAMPI Premio della Critica – MONICA GORINI Premio dell’Europa – TIZIANA COCCIA Premio Dodici Stelle dell’Internazionalità Primato Mondiale dell’Enologia – GIOVANNI GIARDINA – Canicattì (AG) Premio per l’Imprenditoria – SICILY FOOD – Aragona (Agrigento) Premio “Ristorante-Osteria dell’Anno”. – CAPOLINEA FRISÀ BISTROT, di PARIDE SANSÒ e figli – Milano Premio Dodici Stelle d’Europa per il Gusto – PANIFICIO SAN GIUSEPPE, di GIACOMO ZIMBARDO – Cammarata (AG) Arte del Gusto Italy – PANE AMORE E …, di GIUSI LA CAVA – Catania   Il Premio, sicuro vanto della Città di Firenze, con la sua internazionalità vive destinazioni colte, mirate, professionali, ed è conferito alle migliori figure delle Arti, della Diplomazia, del Giornalismo, della Cultura e della Scienza, alle Imprese innovative, a quel Made in Italy con capacità tali di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali, culturali, ambientali e produttivi. Sicché è l’assegnazione del Premium International Florence Seven Stars ad accreditarne il valore e ad esserne degna testimonianza.   Nella foto da sin.: Gianni Bucher Schenker, Luigi Maria Vignali, Eugenia Serafini, Carlo Franza e Amb. Gaetano Cortese e Goffredo Palmerini.

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MISSIONE CULTURALE VERBUMLANDIART IN MACEDONIA E ALBANIA

                  22 maggio 2025   I GIORNI DELLA MISSIONE CULTURALE VERBUMLANDIART IN MACEDONIA E ALBANIA Successi, emozioni e nuove collaborazioni negli incontri della delegazione a Bitola, Ohrid, Skopje e Tirana di Goffredo Palmerini   L’AQUILA – Ci vuole sempre qualche giorno per mettere ordine alle emozioni e raccogliere il senso e i risultati di una fruttuosa missione culturale VERBUMLANDIART, svoltasi dal 10 al 15 maggio, rafforzando la feconda attenzione che l’associazione internazionale salentina da anni riserva alla realtà letteraria e artistica dell’area balcanica, con relazioni che l’hanno vista dal 2014 protagonista attiva in Serbia, Croazia, Montenegro ed ora in Macedonia del Nord e Albania. Ne sono nati, negli anni, scambi culturali, partenariati e collaborazioni di significativo valore, che la missione ha inteso espandere nei due nuovi Paesi balcanici.   È il primo pomeriggio del 10 maggio quando la delegazione di VerbumlandiArt si compone presso l’aeroporto di Tirana con i cinque membri giunti da diverse provenienze: la presidente Regina Resta e l’interprete Mirjana Dobrilla, arrivate con un volo da Bari, l’on. Mirella Cristina da Milano, infine chi scrive, vicepresidente dell’associazione, e Maria Pia Turiello, presidente del Comitato scientifico, arrivati con un volo da Roma Ciampino. Il primo evento che impegnerà la delegazione, secondo il programma della missione, è programmato domani, domenica 11 maggio, a Bitola, terza città più grande della Macedonia, nota per la sua storia millenaria, per la multiforme vita culturale, per le sue splendide architetture, per essere importante centro amministrativo, economico e culturale. Noleggiamo un’auto in aeroporto e si parte per Bitola, 216 chilometri e tre ore e mezza il tempo di viaggio previsto.   L’autostrada da Tirana, dopo una trentina di chilometri, diventa una strada a due corsie accanto a cantieri in piena attività che vanno realizzando nuovi tratti autostradali verso il confine con la Macedonia, tra una teoria di magnifici paesaggi montuosi e boschivi che ci conducono a lambire lo splendido azzurro del lago di Ohrid. Il lago, per un terzo in territorio albanese, è una vasta e profonda distesa d’acqua di circa 350 km2, incastonata tra le montagne, una meraviglia paesaggistica circondata dal verde scuro dei boschi cedui e dallo smeraldo dei prati nei punti meno acclivi. Il percorso stradale è piacevole ed invitante, mentre costeggiando il lago ne scopre man mano gli scorci, fin quando, nei pressi della città di Ohrid non declina verso Bitola, distante ancora una settantina di chilometri. Vi giungiamo a sera, in centro città. Una buona cena presso il Gala Garden Bitolj, poi la sistemazione al Robevski Luxury Rooms sul lungo corso cittadino solo pedonale, nel pieno del passeggio serale di un mare di allegra gioventù. Davvero un piacere vedere tanti giovani vivere la propria città nel suo cuore più bello, impreziosito da gradevoli architetture.   Bitola la scopriamo bellissima città la mattina di domenica 11 maggio, in una giornata di sole. Fu fondata da Filippo il Macedone nel IV secolo a.C. L’antica Heraclea, a tre chilometri dall’attuale città, in età romana godeva di una posizione strategica per i commerci tra l’Egeo e l’Adriatico. Saccheggiata ma non distrutta da Teodorico nel V secolo, fu in quello successivo occupata dagli Slavi, che le diedero l’attuale nome. Bitola ebbe un ruolo rilevante nel X secolo, all’epoca dell’impero bulgaro, quando lo zar Samuele (976 – 1014) creò il primo Stato macedone e ne fece una realtà multietnica con una forte componente slava, fino alla resa a Bisanzio, nel 1018. Tre secoli dopo gli Ottomani la conquistarono e ne fecero un avamposto militare, con un cospicuo insediamento di Turchi, che si stabilirono sulle rive del fiume Dragor, dando alla struttura urbana della città la sua caratteristica impronta. Dopo il 1492 la diaspora ebraica, in fuga dalla penisola iberica, diede un forte impulso alla città e ne favorì lo sviluppo dei traffici e dei commerci, con la trasformazione economica che si consolidò nei secoli successivi. Grazie ai mercati di bestiame ed agricoli, Bitola diventò una città fiorente, la più importante della Macedonia, attraendo altre comunità come gli albanesi e i valacchi. La ricchezza della città consentì la costruzione di belle architetture, di stupende chiese e moschee, diventando un incrocio di genti e culture e favorendo l’apertura di Consolati da una dozzina di Paesi europei, tanto da meritarsi l’appellativo di “città dei consoli”.   Alcune di tali meraviglie ammiriamo, alla fine del corso Marsal Tito e arrivando nella piazza sistemata a giardino che su un lato offre la presenza di due moschee, una delle quali diventata museo, sull’altro l’antica Torre dell’orologio (Saat kula), simbolo di Bitola, costruita in pianta quadrata nel 1664 in 33 metri d’altezza. Poco distante c’è la magnificente chiesa ortodossa di San Demetrio, edificata nel 1830, arricchita di splendide icone, decorazioni e apparati lignei dipinti in oro zecchino. Alle ore 12, al Gala Garden, c’è il primo impegno ufficiale per la delegazione italiana, l’incontro con artisti e letterati di LATERAL, associazione culturale per le arti audiovisive, la letteratura, la musica e il cinema. Ne è fondatore e presidente Igor Trajkovski Foja, che ha seguito la sua formazione universitaria presso la Film Academy di Ohrid. Con Gordana Petrov organizzano prestigiose manifestazioni dedicate alla letteratura e alla cultura, con l’obiettivo di promuovere artisti d’ogni disciplina, in particolare i giovani talenti. Gordana, ora interamente dedita all’attività letteraria e culturale, è stata avvocata, docente universitaria a Kiev e redattrice televisiva presso l’emittente Orbis. Da oltre 15 anni si dedica alla scrittura. Ha pubblicato 28 romanzi e 12 libri di poesia, è presente in 16 antologie internazionali e scrive articoli scientifici nel campo della diplomazia e del diritto internazionale.   L’evento, culminante di un concorso letterario, è soprattutto una manifestazione di accoglienza agli Ospiti d’onore della delegazione dell’associazione Verbumlandiart, composta dalla presidente Regina Resta (poetessa e critica letteraria), Maria Pia Turiello (presidente del Comitato scientifico e criminologa forense), on. Mirella Cristina (avvocata e già Parlamentare), Mirjana Dobrilla (poetessa e traduttrice) e dal vicepresidente Goffredo Palmerini, giornalista e scrittore. È Gordana Petrov a presentare la delegazione al centinaio di scrittori, artisti

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A SULMONA IL PREMIO NAZIONALE PRATOLA XVI EDIZIONE

Il 14 giugno, nello splendido scenario dell’Abbazia di S. Spirito al Morrone, ospiti e Personalità di prestigio.                       SULMONA (L’Aquila) – Una kermesse, uno spettacolo organizzato dall’Associazione Culturale “Futile Utile” magistralmente diretta con passione e competenza dai giornalisti ENNIO e PIERPAOLO BELLUCCI, che nonostante la scarsa disponibilità di mezzi economici a disposizione si conferma come una delle più importanti e significative manifestazioni dell’intero Abruzzo e non solo. Questa XVI edizione dedicata alla memoria dell’Artista aquilano MARCELLO MARIANI, un autentico Maestro, una delle figure più rappresentative del movimento pittorico informale, avrà come madrina d’eccezione la bravissima Inviata del TG1-Rai STEFANIA BATTISTINI, sempre puntuale ed obiettiva con i suoi reportage dai maggiori teatri di guerra del mondo.   Testimonial sarà il prof. HAFEZ HAIDAR, eminente figura di poeta-scrittore, più volte candidato al Premio Nobel per la Pace e la Letteratura. Mentre lo spazio dedicato alla poesia sarà affidato al noto attore-doppiatore di cinema, teatro e televisione EDOARDO SIRAVO, una delle “voci” più coinvolgenti ed apprezzate del panorama italiano. La manifestazione si svolgerà, per la prima volta, all’interno dell’Abbazia di SANTO SPIRITO AL MORRONE, luogo celestiniano per eccellenza, un posto di struggente, incomparabile bellezza e spiritualità, testimonianza di un’arte altissima e di fede profonda.   Prestigioso e rappresentativo di varie realtà internazionali, nazionali e regionali il “parterre” dei Premiati nelle diverse sezioni in cui si articola il Premio: Letteratura, Cultura, Medicina e Ricerca Scientifica, Giornalismo, Solidarietà, Televisione, Poesia. In buona sostanza, una manifestazione tutta da seguire in presenza e anche attraverso la diretta TV per Abruzzo e Molise di Rete 8, integrata dalle riprese della squadra di Massimo Scafati per il sito di APK, affidata alla brillante presentazione del giornalista di Rete 8 ENRICO GIANCARLI e che sarà caratterizzata anche dagli interventi e dalle sottolineature musicali del Soprano dalla voce inconfondibile CHIARA TARQUINI, dal bravo chitarrista EUGENIO CARONNA e dagli estrosi e creativi MASSIMO DOMENICANO al pianoforte e GIANNI FERRERI alla tromba. Questo l’elenco completo di coloro che riceveranno i “Premi Speciali”:   MAURIZIO DE GIOVANNI – Letteratura e Cultura ANDREA LO CICERO – Sport e Spettacolo LUCA TELESE – Giornalismo e Tv AURORA RUFFINO – Letteratura e Cinema ALESSANDRO ANTINELLI – Giornalismo Sportivo ANTONIO DEL GIUDICE – Giornalismo e Cultura GIOVANNI D’ALESSANDRO – Letteratura e Cultura DANIELA D’ALIMONTE – Cultura e Poesia ASJA VARANI – Sport CHARLES L.CASTIGLIONE – Medicina e Ricerca Scientifica RICCARDO LETTERIO – Economia e Lavoro LUCA ZAVARELLA – Economia e Lavoro MARCELLO D’ANDREA – Medicina e Ricerca Scientifica SANTE VENTRESCA – Solidarietà e impegno civile   E veniamo al nutrito elenco delle personalità che riceveranno l’ambito riconoscimento partendo da MAURIZIO DE GIOVANNI, affermato SCRITTORE, sceneggiatore, drammaturgo e autore televisivo. Suoi i romanzi “Il Commissario Ricciardi”,” I bastarti di Pizzofalcone”, “Mina Settembre” da cui sono state tratte serie televisive di successo interpretate da Lino Guanciale, Alessandro Gassman, Serena Rossi. L’ultima sua pubblicazione da poco in libreria è “L’antico amore”.   ANDREA LO CICERO VAINA detto “Barone” per via delle ascendenze nobiliari della sua famiglia. Già RUGBISTA pilone sinistro con 103 presenze nella Nazionale italiana e ben 4 edizioni della Coppa del Mondo. Attualmente CHEF molto apprezzato, conduttore tv Gambero rosso, Ambasciatore UNICEF. LUCA TELESE, noto e affermato GIORNALISTA, Direttore del quotidiano dell’Abruzzo “IL CENTRO”. Saggista, è autore e conduttore televisivo. ALESSANDRO ANTINELLI, GIORNALISTA e telecronista sportivo tra i più conosciuti ed apprezzati, Caporedattore centrale di RAI-SPORT.   AURORA RUFFINO, giovane ma già affermata ATTRICE e SCRITTRICE, in testa alle classifiche letterarie con il suo libro “Volevo salvare i colori”. ASJA VARANI, pescarese, CAMPIONESSA Europea e Mondiale, orgoglio d’Abruzzo, vera regina del Pattinaggio corsa. ANTONIO DEL GIUDICE, per anni ha diretto il quotidiano “Il Centro”, GIORNAIISTA e SCRITTORE sensibile e straordinario uomo di cultura.   Una proiezione internazionale con CHARLES L. CASTIGLIONE, americano legato all’Abruzzo, MEDICO CHIRURGO, per il suo elevato contributo alla chirurgia plastica ricostruttiva ed il suo impegno nella ricerca. Ma anche, soprattutto, per il suo lato umano, il suo sostegno ai più deboli, prestando servizio gratuito in Ecuador per aiutare chi ne ha più bisogno.   Non mancano Riconoscimenti a diversi autorevoli Rappresentanti dell’ABRUZZO che vale, che portano in alto il nome della nostra regione con il loro lavoro, la loro intelligenza, la loro competenza nei rispettivi campi di azione.   GIOVANNI D’ALESSANDRO, uomo di grande cultura, SCRITTORE più che affermato e celebrato, tornato recentemente in libreria, dopo qualche anno di assenza, con il suo nuovo romanzo “Lo sperduto”, una storia d’amore a cerchi concentrici, edito da Città Nuova. DANIELA D’ALIMONTE, POETESSA, dialettologa, Ricercatrice e profonda conoscitrice degli usi e dei costumi abruzzesi, come nella migliore tradizione deniniana. RICCARDO LETTERIO, nato a Rocca Pia, giovane e brillante INGEGNERE che lavora per la Dumarey Group, Azienda leader nella mobilità sostenibile, specializzata in sistemi di propulsione, trasmissioni e soluzioni energetiche avanzate, con particolare attenzione sulle tecnologie a idrogeno ed elettriche. È Business Assistant al CEO, ruolo strategico di supporto all’Amministratore delegato dell’entità italiana.   MARCELLO D’ANDREA, pratolano di origine, NEUROCHIRURGO altamente qualificato, specializzato in Neurochirurgia vascolare, vero punto di riferimento per soluzioni chirurgiche avanzate. Responsabile della struttura semplice Neurochirurgica presso l’ospedale “M.Bufalini” dell’Ausl della Romagna, dove è anche vice direttore dell’Unità complessa. LUCA ZAVARELLA, di Pratola Peligna, INGEGNERE, che, per iCubed, lavora come responsabile dell’area Data e Al, coordinando i team che si occupano di dati e intelligenza artificiale, favorendo collaborazione, scambio di competenze e sviluppo di soluzioni alternative. SANTE VENTRESCA, docente e SCULTORE, oltre mezzo secolo amorevolmente dedicato alle persone con disabilità. Con coraggio, encomiabile costanza, grandi sacrifici e caparbietà è riuscito a creare la residenza per il “Dopo di Noi”-Villa Gioia e il Centro Diurno di Torrone, strutture fondamentali per la vasta area peligna.   Alle Personalità insignite saranno consegnati in omaggio i disegni caricaturali realizzati dall’artista Franco Pasqualone. Appuntamento, dunque, al pomeriggio di sabato 14 giugno presso l’incantevole Abbazia di Santo Spirito al Morrone o alla diretta televisiva di RETE 8.   Fonte: Goffredo Palmerini

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AQ – TORNA L’AQUILACULT DA MAGGIO A DICEMBRE 25

AL CENTRO COMMERCIALE L’AQUILONE TORNA L’AQUILACULT DA MAGGIO A DICEMBRE 2025 Incontri, storie e tanti ospiti d’eccezione   L’AQUILA, 14 maggio 2025 – Dopo il successo dell’edizione 2024, torna L’AQUILACULT, il progetto culturale del Centro Commerciale L’Aquilone per avvicinare il pubblico alla cultura in modo diretto e inclusivo. Mentre la passata edizione ha visto protagonisti personaggi eccellenti della cultura locale, la rassegna 2025 varca i confini con personalità di respiro nazionale, autorevoli e influenti, appartenenti ai vari mondi: cultura, spettacolo, musica, sport, letteratura, gastronomia…   Da maggio a dicembre 2025 il calendario della rassegna andrà arricchendosi man mano di nuovi appuntamenti che uniscono linguaggi, generazioni e ambiti diversi, in uno spazio aperto alla cittadinanza.   L’edizione 2025 si apre con due appuntamenti, alle ore 18:00: nel weekend di sabato 17 “Vivi lo sport, balla la vita” della Federlibertas e Movi&Dance L’Aquila e domenica 18 maggio interviene una personalità di spicco come Annalisa Minetti con “Musica e sport per la vita” un incontro spettacolo in cui eseguirà brani di successo del suo repertorio.   L’Associazione sportiva Federlibertas L’Aquila e Movi&Dance mettono in scena uno spettacolo di danza e sport per l’inclusione sociale in cui artisti e ballerini si esibiranno nelle varie discipline insieme a ragazze e ragazzi con disabilità, offrendo al pubblico uno spettacolo ricco di energia e passione.   La domenica invece sarà la volta di Annalisa Minetti, cantautrice, atleta paraolimpica, modella e autrice di programmi televisivi. Incontrerà il pubblico e porterà la sua esperienza di donna dalla carriera vincente e avvincente.  Presenteranno l’attore Paolo del Vecchio e la giornalista Francesca Martinelli.   L’AQUILACULT si pone l’obiettivo di rendere il centro commerciale un luogo vivo di partecipazione culturale, capace di stimolare il confronto attraverso esperienze trasversali e ospiti di prestigio. Ogni appuntamento sarà l’occasione per condividere riflessioni e creare connessioni in vista di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.   Chiuderanno la kermesse di maggio, sempre alle 18:00, Grazia Di Michele e Maria Teresa Reale in programma sabato 24 “Dalle parti del cuore” Incontro dialogo con esibizione musicale dal loro repertorio mentre domenica 25 interverranno Angelo De Nicola e Gianfranco Di Giacomantonio con “Don Attilio Cecchini, l’ultima intervista”.   L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito e aperto a tutta la cittadinanza. Un’occasione imperdibile per farsi travolgere dall’energia delle storie, dai corpi in movimento e sguardi che uniscono: L’AQUILACULT per riscoprire il potere della cultura che include, emoziona e connette!   Ufficio Stampa – One Group Francesca Pompa – 3482267317   Fonte: Goffredo Palmerini

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Opéra di Nancy, un “Elisir d’Amore” frizzante e poetico

  All‘Opéra National de Lorraine, L’Elisir d’Amore di Donizetti conquista il pubblico con una messa in scena vivace e curata, capace di valorizzare la leggerezza e l’umanità di questa amatissima partitura. Il regista David Lescot firma uno spettacolo di grande freschezza, puntando su un lavoro attoriale minuzioso: ogni interprete incarna il proprio personaggio con naturalezza, attraverso un uso calibrato delle espressioni e dei gesti. Le interazioni tra Adina (Rocío Pérez), Nemorino (Matteo Desole), Belcore (Mikhail Timoshenko) e Dulcamara (Patrick Bolleire) sono costruite con intelligenza teatrale, alimentando un gioco scenico sempre chiaro e coinvolgente, che arricchisce la trama senza appesantirla. Sul versante musicale, la direzione orchestrale di Chloé Dufresne si distingue per precisione e sensibilità. Il Maestro guida l’orchestra con tempi fluidi e fraseggi curati, mantenendo il giusto equilibrio tra slancio ritmico e morbidezza lirica. I cantanti sono sostenuti con attenzione, il che permette loro di esprimersi al meglio, sia nei momenti più brillanti che in quelli più intimi. Un’operazione riuscita, che regala a L’Elisir una freschezza rara e un sapore autentico, in perfetta sintonia con lo spirito dell’opera. Un Elisir che fa davvero bene al cuore, portando un tocco di magia alla scena operistica di Nancy. Resterà in scena fino al 3 maggio 2025. Giovanni Zambito   Foto: Matteo Desole / Nemorino / Opéra National de Lorraine – Nancy Fonte Goffredo Palmerini

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