Giovanni Gravina è il neo presidente della SISDCA

IL PROFESSOR GIOVANNI GRAVINA ELETTO ALL’UNANIMITÀ PROSSIMO PRESIDENTE DELLA  SOCIETÀ ITALIANA PER LO STUDIO DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE     Comunicato Stampa, 21 novembre 2024   La Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA) ha eletto quale prossimo presidente il Prof. Giovanni Gravina, insigne clinico, specialista endocrinologo e attualmente Direttore Sanitario della Casa di Cura San Rossore di Pisa.   Prof. Giovanni Gravina Le votazioni si sono tenute durante l’ultimo congresso nazionale a Roma, aperto dalla Magnifica Rettrice dell’Università la Sapienza, Antonella Polimeni, dal Dr. Roberto Copparoni e dalla Dott.ssa Denise Giacomini, del Ministero della Salute, e a cui hanno partecipato gli oltre trecento specialisti che compongono l’associazione e che hanno votato la fiducia al Prof. Gravina, eletto all’unanimità dal nuovo Consiglio Direttivo di SISDCA. Giovanni Gravina affiancherà il Presidente attualmente in carica, Dott.ssa Patrizia Todisco, per la durata del suo mandato e assumerà l’incarico nel triennio successivo. A fianco del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, istituzioni cui è chiamata a partecipare ai tavoli e agli studi specifici in materia, la Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare è la più antica società scientifica italiana che si occupa delle patologie dell’alimentazione ed è stata la prima società al mondo a scegliere come focus della propria mission la multidisciplinarietà, includendo tra i suoi membri medici psichiatri e internisti, psicologi e psicoterapeuti, dietisti e nutrizionisti. Nata nel 1991, con suo primo presidente il Prof. Massimo Cuzzolaro, ha ben presto assunto prestigio per clinici e ricercatori di diverse discipline in Italia e in Europa, ed è divenuta riferimento fondamentale per la formazione e l’approfondimento sul trattamento di Anoressia, Bulimia e Binge Eating Disorder, grazie alla promozione e al consolidamento degli studi su connessioni e sovrapposizioni tra obesità, disturbi dell’alimentazione e disturbi dell’immagine corporea. Il Prof. Gravina, medico specialista in endocrinologia e formato in ambito psicoterapeutico, ha ricevuto il prestigioso incarico, raccogliendo l’eredità dei famosi specialisti che lo hanno preceduto nel ruolo di Presidenti della SISDCA, grazie all’esperienza clinica e alle competenze maturate nella sua trentennale attività nel campo dello studio e del trattamento dei disturbi alimentari, che ha svolto a Pisa nel Centro della Casa di Cura San Rossore da lui diretto e nel servizio pubblico, come fondatore e medico del Centro Arianna della ASL Nordovest Toscana, apprezzato relatore in numerosi Congressi nazionali ed internazionali, autore di articoli scientifici, membro di tavoli del Ministero della Sanità e dell’Istituto Superiore di sanità per la stesura di documenti e linee guida su prevenzione e trattamento dei disturbi alimentari, docente nel corso di Laurea magistrale in Scienze della Nutrizione Umana dell’Università di Pisa e della Scuola di Psicoterapia ad indirizzo analitico transazionale di Pisa, componente dell’editorial Board della rivista scientifica internazionale Eating and Weight Disorders. I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA), o Disordini del Comportamento Alimentare, che includono anche molti soggetti che richiedono cure per obesità, sono uno tra i disagi sociali più diffusi, come spiega il Dr. Gravina: “l’elevata incidenza di comportamenti patologici nell’ambito dell’alimentazione, soprattutto tra i giovani, è solo la punta dell’iceberg di disagi ben più profondi e complessi. I numerosi fattori che emergono tra i pazienti, divenuti ancora più vulnerabili dopo la pandemia e anche nell’attualità complessa di guerre, conflitti e immagini violente – servite quotidianamente dai media e dai social nella loro totale crudezza senza valutarne le conseguenze tra i più giovani e fragili -, il disagio in famiglia, a scuola, nella società in generale – dal bullismo alla dipendenza dal web – mostrano una comunità attraversata da comportamenti alimentari disfunzionali che sono lo specchio di malesseri profondi. La prevenzione e la cura dei pazienti è divenuta difficile, troppo spesso i pazienti arrivano allo specialista dopo due anni dall’inizio del disturbo, un tempo lunghissimo se si considera che i disagi alimentari sono forme patologiche di lunga o lunghissima durata, ci vogliono anni per risolverle e soprattutto richiedono un approccio multidisciplinare. Oggi l’errore di lettura dietro un comportamento alimentare disfunzionale è il vero problema. Anoressia, Bulimia, Ortoressia, Bing Eating Disorder (BED), Obesità e le evoluzioni fenotipiche, hanno bisogno di competenze tipicamente multidisciplinari (Psichiatri, Psicologhi, Psicoterapeuti, Medici Internisti ed Endocrinologi, Dietisti e Nutrizionisti, Educatori e Terapisti). Non ultimo, in un campo così delicato come quello come quello delle patologie comportamentali occorre una reale sensibilità del mondo politico ed economico rispetto alle esigenze e richieste di pazienti così delicati e complessi e delle loro famiglie”. — Rosi Fontana head & founder ——– ROSI FONTANA – PRESS & PUBLIC RELATIONS @we move ideas and opinions www.rosifontana.it – mob. +39 335 5623246 * * Questo numero di telefono è operativo negli orari di lavoro dell’Agenzia: dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 18:00. In tutti gli altri orari e giorni Vi preghiamo di inviare una mail Fonte: G.Palmerini

Read More »

La “colonna spezzata” con le ceneri di Enzo Tortora

  Milano – Il Cimitero monumentale della città meneghina fu edificato tra il 1864 ed il 1866 in stile eclettico con richiami bizantini, gotici e romanici, su progetto dell’architetto Carlo Francesco Maciachini (citato anche col cognome Maciacchini o Macciacchini, Induno Olona, Varese, 2 aprile 1818 – Varese, 10 giugno 1899). Venne inaugurato il 2 novembre 1866. Un ambito del camposanto, innalzato e dal grande scalone, situato all’entrata principale, accoglie le estreme dimore di personaggi insigni. Si tratta del Famedio (dal latino famae aedes, cioè “tempio della fama”), ampia struttura in marmo e mattoni di stampo neogotico, concepito in origine come chiesa. In un angolo dell’Edicola F di Levante Superiore (con cellette per ceneri o resti esumati di “cittadini noti e benemeriti”) s’impone la particolare “colonna spezzata” marmorea (terminante con un capitello corinzio) che custodisce le ceneri di Enzo Tortora (dai nomi aggiuntivi Claudio e Marcello, Genova, 30 novembre 1928 – Milano, 18 maggio 1988), giornalista, conduttore ed autore televisivo e radiofonico, attore e politico, vittima di malagiustizia all’italiana con magistrati/inquisitori che, addirittura, poi hanno fatto ulteriori salti di carriera. Il delirio di Stato del “caso Tortora” costituisce ancora un indegno marchio a fuoco negli annali del diritto e della giustizia in ambito nazionale. Anche per l’esempio umano e morale dimostrato dal ritenuto colpevole. Infatti,  dopo il plateale arresto da parte dei carabinieri alle 4 di mattina del 17 giugno 1983 (con l’accusa di traffico di stupefacenti ed associazione di stampo camorristico) e la sua elezione ad europarlamentare nelle liste del Partito Radicale il 17 giugno 1984 (con 414.514 preferenze) e, quindi, tornato libero il 20 luglio successivo, Tortora, il 13 dicembre 1985 volle dimettersi rinunciando all’immunità parlamentare. Dal 29 dicembre fu messo agli arresti domiciliari, continuando ad affrontare a testa alta l’iter giudiziario contro di lui che già l’aveva condannato in primo grado, il 17 settembre 1985, a dieci anni di reclusione. Venne assolto con formula piena, il 15 settembre 1986, dalla Corte d’appello di Napoli e, il 17 giugno 1987, la Cassazione confermò la sentenza assolutoria ponendo fine al calvario giudiziario che, purtroppo, minò la sua salute stroncata da un tumore polmonare. Tortora viene tuttora considerato tra i precursori/fondatori della televisione in Italia, conduttore, tra molto altro, de “La domenica sportiva” e del programma televisivo di successo “Portobello” (“Mercatino del venerdì”). Nelle sue volontà testamentarie, aveva lasciato scritto di deporre le proprie ceneri, a cremazione avvenuta, in una custodia in legno con una copia di un’edizione di “Storia della colonna infame” di Alessandro Manzoni con prefazione di Leonardo Sciascia (Racalmuto, Agrigento, 8 gennaio 1921 – Palermo, 20 novembre 1989). Nel libro viene ripercorsa quella che fu una delle prime vicende di  giustizia ingiusta in Italia. Il contenitore è stato inserito nella parte centrale in vetro della “colonna spezzata” che riporta una significativa frase dello stesso Sciascia: “Che non sia un’illusione”… Servizio e foto di Claudio Beccalossi        

Read More »

Saranno fonte di ispirazione per chi li ha amati

    I sogni di Ester Raccampo e Edoardo Lombardi continueranno a vivere attraverso i libri acquistati grazie al denaro della raccolta fondi, iniziata lo scorso anno, che ha raggiunto la notevole cifra di 12mila euro e che sono stati donati alle biblioteche scolastiche di Scarperia, Barberino di Mugello e Luco. Ma chi erano Ester e Edoardo? Erano due ragazzi di 29 anni che il 25 dicembre dello scorso anno, tornando a casa da Pistoia dove avevano festeggiato il Natale con i genitori di Edoardo, si stavano recando a casa dai familiari di Ester, la mamma Elena, il babbo Jimmy, la sorella Noemi, i nonni e gli zii, ma erano stati investiti da un’auto che percorreva la strada a folle velocità colpendoli in pieno, senza lasciar loro scampo. Morti sul colpo. “Poco prima Ester ci aveva telefonato” spiega Elena Cipriani, la mamma di Ester “ ci aveva comunicato che stavano arrivando, mancavano pochi minuti e ci saremmo visti per cenare insieme e chiudere al meglio il Santo Natale. Così purtroppo non è stato”. Da quel tragico momento il dolore ha invaso le famiglie di Ester e Edoardo, che hanno deciso di far tumulare i corpi dei due ragazzi nello stesso cimitero, a Borgo San Lorenzo. Erano così innamorati Ester e Edoardo che dovevano riposare vicini, per sempre. Abbiamo parlato di dolore, un dolore atroce, indescrivibile, a tratti inaccettabile, per una morte sicuramente assurda. “Una figlia e un genero  che hai appena sentito per telefono, che stanno tornando a casa sereni, guidando in modo tranquillo in una giornata di festa, ad un tratto non ci sono più, spariscono e di loro restano soltanto quel lieve profumo dentro un maglione appena acquistato e che non te la senti di riporre, o un libro aperto lasciato sul comodino e quei ricordi invadenti che affollano la mente e ti annientano. Ma bisogna reagire e non farsi distruggere da quel dolore per commemorare nel migliore dei modi quei due ragazzi così pieni di vita, amanti della lettura e della musica”. Due giovani, entrambi laureati in storia, Ester era passata dalla laurea breve, in lettere, alla magistrale in scienze storiche, mentre Edoardo era laureato in  storia contemporanea e si stava preparando ad un dottorato di ricerca, pur insegnando nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Scarperia, mentre Ester era passata di ruolo il primo di settembre 2023 nella scuola secondaria di primo grado di Barberino di Mugello. Ester avrebbe discusso il 28 di giugno 2024 l’anno di prova, questo purtroppo non è stato possibile perciò la preside, professoressa Alessandra Pascotto, ha fatto una menzione speciale al momento delle discussioni ufficializzando anche l’anno di prova di Ester che non l’aveva potuto discutere. Subito dopo la loro scomparsa le famiglie dei due giovani hanno acconsentito all’idea di Erica Lucioli, rappresentante dei genitori della scuola primaria di Luco di Mugello, che ha proposto una raccolta fondi destinata all’acquisto di libri che la coppia, appassionata di storia e letteratura, divorava. “Ogni libro letto, porterà tra le sue pagine, il ricordo e la luce di Ester ed Edoardo” così ha spiegato l’ideatrice. E come abbiamo scritto, in breve tempo, si è raggiunta la quota di 12mila euro per l’acquisto di libri da dedicare alla lettura dei ragazzi delle scuole medie e della scuola primaria. I libri, ben 5mila, sono stati scelti con cura dalla mamma di Ester, docente alla scuola primaria di Luco di Mugello, che ha trascorso tutto il suo tempo libero dall’insegnamento a preparare la lista per l’acquisto. Oggi, a pochi mesi dal primo anniversario della morte dei due ragazzi, le biblioteche scolastiche di Barberino e Scarperia, oltre ai libri, portano i loro nomi ad eterna memoria. L’amore per la figlia ha dato un forte slancio a Elena che con l’aiuto  della sua famiglia e in collaborazione con “La Scriveria” di Borgo San Lorenzo ha appena ideato un premio letterario, in ricordo di Ester, da inserire nella manifestazione “Ingorgo Letterario”. Il concorso è rivolto ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado e alle classi quinte della scuola primaria di tutto il Mugello e prenderà il via il 16 novembre. “Il progetto prevede la lettura e l’eventuale recensione su quanto è stato letto” spiega Elena ”consequenziale sarà la domanda: cosa può scaturire dalla lettura? Sarà la domanda chiave che faremo ai ragazzi, per stimolare in loro lo spirito critico e indurli alla riflessione; per aiutarli a rispondere utilizzeremo le recensioni che Ester aveva svolto per alcune testate giornalistiche, per le case editrici e il suo blog personale. ” Ma le iniziative non finiscono qui. “La cosa più bella in assoluto” spiega ancora Elena “sarà il concerto per il compleanno di Ester, il 23 novembre. Mia figlia, infatti, avrebbe compiuto 30 anni, per questo abbiamo organizzato nella Pieve di Borgo San Lorenzo, per le ore 21, un concerto che è la replica di quello svolto in aprile nella chiesa di Santa Trinita che ebbe un successo enorme, infatti la chiesa era gremita e le persone si trovavano persino fuori, nella piazza. Il coro, composto da sessanta persone, tra le quali un soprano e un tenore, è diretto da un collega di mia figlia, il professore Raffaele Puccianti, e interpreterà “La Messa di Requiem” di Bramhs. La voce narrante durante l’evento sarà quella di Noemi, la sorella di Ester, che parlerà di lei. Al termine della serata io farò gli auguri a mia figlia. Ritengo che questa Messa di Requiem sia molto bella, perché è una preghiera laica e invia un messaggio di speranza ai vivi. Molte persone hanno aiutato me e la mia famiglia ad organizzare questo ricordo, tra queste vorrei ringraziare la professoressa Marilisa Cantini che insieme alla Pro Loco borghigiana ci ha sostenuto in questa iniziativa. Durante l’evento ci sarà una raccolta fondi per l’acquisto di nuovi libri da donare alle biblioteche scolastiche” conclude così Elena e tra le pieghe della sua voce vibra la commozione per un dolore che, malgrado tutto, è ancora molto forte dentro di lei. Francesca Lippi  

Read More »

La finestra su Roma

di Bruno Fulco Il lupo perde il pelo ma non il vizio… A Roma le finestre sono ancora spalancate vista la coda climatica della bella stagione che non ne vuole sapere di lasciare il passo all’autunno, e nemmeno il ripristino dell’ora solare ha contribuito a restituire le atmosfere autunnali tipiche di questo periodo. Panettoni e pandori attendono già sugli scaffali dei supermercati, mentre mentalmente si fa fatica a desiderare un cartoccio di caldarroste così vestiti in bermuda e maniche corte. La zucca si, quella sta andando alla grande, non ancora in cucina ma bensì impiegata per la ricorrenza di Halloween, inutile importazione consumistica di cui la cultura italiana non sentiva assolutamente bisogno. L’origine di Halloween sarebbe legata al Capodanno celtico che segnava la fine dell’estate e l’ingresso dell’inverno, e più precisamente alla festa di Samhain che decretava la settimana in cui, secondo le antiche tradizioni, avveniva l’incontro tra il mondo terreno e l’aldilà. Nessun orrore quindi proprio come avviene per il Día de los muertos, celebrazione dei defunti messicana celebrata con musica, bevande e cibi tradizionali insieme a rappresentazioni caricaturali della morte, che però hanno il significato di ritrovare il contatto con i propri cari.  Una festa di origini precolombiane in cui le tradizioni locali si sono fuse con quelle portate dal cristianesimo. Un elemento culturale quindi, ben lontano dalla pagliacciata horror ridotta solamene ad un’enorme operazione commerciale. Ma la nostra società alle pagliacciate è ben abituata ed anzi sembra nutrirsi sempre più di queste. Basta affacciarsi un attimo ogni giorno sulle vicende politiche del belpaese per rendersene conto. Alla soglia dei due anni di mandato, da sinistra non sanno più come fare per mettere in crisi un governo che pur con tutti i suoi errori, sta comunque dimostrando una certa stabilità costringendo la Schlein e compagni a trovate sempre più povere di idee concrete. Tra le pecche maggiori del governo Meloni c’è forse quello a volte di affidarsi a personaggi inopportuni a rappresentarlo, ma questo non può certo giustificare il distorto concetto democratico della sinistra. Una morale non scritta di cui sono gli unici detentori, che li autorizza a demolire con ogni mezzo tutto ciò che è diverso da loro e dal loro pensiero. Le armi sono sempre quelle, anche se alcune un po’ spuntate come il continuo richiamo al fascismo, che probabilmente sta iniziando a scavallare la soglia oltre il quale rende ridicolo chi lo sbandiera sempre come spauracchio ai quattro venti in ogni occasione. Alcune di queste armi però sono sempre cariche e pronte all’uso, come una certa stampa ormai più vicina a quella scandalistica, che è sempre in caccia di pettegolezzi ravanando nella vita privata e familiare di ogni riferimento riconducibile a destra, come un cane randagio fa nella spazzatura. Anche la magistratura è tra queste e si sa il Lupo perde il pelo ma non il vizio. Le modalità di come i togati utilizzino il loro potere sono sotto gli occhi di tutti, ma nessuno dei loro inciampi sembra essere sufficiente a ricondurre la loro funzione a quello che dovrebbe essere, e da cui oggi con ilo loro operato dimostrano di essere ben lontani. In un altro paese il caso Palamara avrebbe avuto ben altre conseguenze, ma stampa e media “amici” si sono limitati a gestire la cosa per depotenziarne i potenziali effetti. Forti di questa copertura questi “funzionari pubblici investiti di poteri giudiziari”, o almeno una parte di essi, hanno proseguito imperterriti in quella che sembra essere prevalentemente la loro mission politica, con gli effetti che tutti hanno potuto vedere, ad esempio nella questione dei migranti in Albania. Un modo per intralciare l’operato del governo, oppure per mettere pressione e frenare la riforma sulla separazione di carriera tra giudici e pm? Chi lo sa, certo però che le intercettazioni sulla Premier nelle chat dei magistrati non depongono certo a favore dell’onestà intellettuale di questi ultimi. Estraniarsi da tutto questo con l’arte in una città come Roma è però sempre possibile. In questo periodo potrebbe aiutarci l’esposizione “Ligabue. I misteri di una mente” che offre una nuova lettura del lavoro di Antonio Ligabue, una rilettura in chiave psicologica per dare un quadro complessivo più aggiornato dell’artista, liberando la sua opera unica dalle tante etichette limitanti che nel tempo gli sono state appiccicate.

Read More »

Fare cultura parlando di vini

Vini Giovanni Terenzi ambasciatori del Cesanese che guadagna consensi a passi da gigante   Il rosso del Lazio per eccellenza conquista sempre più le preferenze dei consumatori ma non è certo una sorpresa per chi in questo vitigno ci ha sempre creduto   Il Lazio del vino fondamentale per la diffusione della cultura enoica nel mondo sin dalla notte dei tempi, ha vissuto lunghi tratti di smarrimento sulla via della qualità. Fasi alterne capaci per ampi periodi di offuscare le grandi attitudini di questo territorio, che insieme alle peculiarità pedoclimatiche ne fanno un ambiente ideale per la viticoltura.   Grazie al cielo però da almeno qualche decennio il motore della ricerca qualitativa ha ripreso a lavorare a pieno regime. A rimetterlo il moto un variegato mix di attori che oggi compongono l’ambiente della viticoltura Laziale. Tra questi troviamo le nuove leve, che armate di grande volontà hanno osato credere nel loro territorio troppo a lungo messo in ombra, a volte anche dai suoi stessi protagonisti.   Queste nuove generazioni di viticoltori, grazie all’esempio e al lavoro di alcune aziende storiche hanno trovato una spalla valida su cui appoggiare la loro intraprendenza. Riferimenti sicuri da cui prendere spunto, esempio, ispirazione ed esperienze.   Tra questi capisaldi per quanto riguarda le vicende del Cesanese e specificamente per la Docg del Piglio, è d’obbligo menzionare Vini Giovanni Terenzi, Cantina a conduzione familiare giunta oggi alla quinta generazione e situata a La Forma nel comune di Serrone (Fr). Presente già negli anni ’50 come realtà Agricola è a Giovanni Terenzi, Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana e memoria storica del territorio, che deve la sua trasformazione in Azienda Vinicola nel 1974.   È di quegli anni, infatti, l’amore per il Cesanese di Affile, che nel 1989 segna il cambio di passo decisivo con il reimpianto del vigneto di proprietà esclusivamente con questo varietale per le uve a bacca rossa, e con la Passerina per i bianchi. Da allora è ancora il Cav. Giovanni ad occuparsi degli otto ettari di vigna, operando senza l’uso di prodotti chimici e diserbanti nel pieno rispetto dell’ambiente.   Insieme alla Signora Santa sua moglie, cura personalmente ogni fase del calendario agricolo della vite, dalla potatura fino alla vendemmia passando per tutte le altre fasi: dalla potatura verde, alla pulizia delle erbe infestanti, limitando al minimo il numero dei trattamenti con l’obiettivo di alzare sempre più l’asticella della sostenibilità.   Ad occuparsi delle operazioni di cantina pensa suo figlio Armando che segue personalmente le operazioni di vinificazione e affinamento dei vini, curandone anche tutto il processo che porta alla distribuzione sui mercati internazionali.   Insieme a lui sua Sorella Pina Terenzi si occupa di amministrazione, public relations e organizzazione di eventi, ma il suo impegno per questo vitigno ha valicato i confini Aziendali nel 2023, quando ha assunto la Presidenza del Consorzio di tutela vini Cesanese del Piglio. Grazie alla grande disponibilità di Armando Terenzi abbiamo avuto il piacere di approfondire alcuni aspetti sul mondo Cesanese e sulle sue prospettive:   Quando si parla di Cesanese del Piglio non si può non menzionare la Famiglia Terenzi. E’ consapevole del vostro ruolo nell’ascesa del gradimento di pubblico verso questo vino? È un grande onore per noi essere riconosciuti in questo modo ed è certamente motivo di orgoglio. Dai nostri vigneti nascono solo vini che esaltano il territorio con l’obiettivo costante di raggiungere la massima qualità. Il concetto di territorialità per noi è fondamentale ed è il motivo per cui negli anni ‘70 abbiamo deciso di investire in quest’aerea.   Una famiglia di viticoltori da quattro generazioni. Quando è stato il momento di svolta per la vostra realtà Aziendale? Ci sono due fasi che dobbiamo tenere a mente. La prima quando nella metà degli anni ’90 in famiglia ci siamo resi conto che dovevamo focalizzare tutta la nostra attenzione verso queste uve per esaltarne il potenziale; la seconda quando insieme ai nostri colleghi produttori – pochi a dir la verità – abbiamo messo in gioco tutto quello che avevamo per ottenere il riconoscimento della DOCG.   In vigna va ancora papà Giovanni, memoria agricola storica del territorio, mentre le attività di cantina sono più affar suo. In questa convivenza generazionale le vostre visioni di viticoltura vanno d’accordo o creano occasioni di dibattito? E chi ha l’ultima parola? Il confronto in famiglia c’è sempre, anche nelle piccole scelte. Ognuno di noi ha la sua autonomia, ma le decisioni importanti vengono sempre prese insieme e l’ultima parola spetta sempre a lui…Giovanni!   Negli ultimi anni 10 – 15 anni il Cesanese ha innalzato la sua qualità senza comprometterne i tratti essenziali. Quali sono stati gli elementi importanti di questa ascesa? L’ascesa la si deve soprattutto al fatto che il Cesanese ha finalmente trovato nel consumatore una dimensione che merita rispetto, il rispetto di un territorio, il rispetto di coltivarlo, il rispetto della qualità che ognuno di noi cerca. Indubbiamente questi fattori hanno innalzato la qualità e noi abbiamo fatto soltanto il nostro dovere cioè quello di avvicinare questo vino ad un pubblico di nicchia.   Un vino come il Colle Forma rivela i tratti caratteriali più autentici del Cesanese del Piglio mentre nel Vajoscuro la ricerca dell’eleganza appare più evidente. A parte le differenze di prezzo, quale catalizza di più le preferenze del pubblico? Il Colle Forma rivela i tratti più caratteristici del Cesanese perché la maturazione in botte grande – rovere di Slovenia da 20 hl – non interviene eccessivamente nelle caratteristiche organolettiche del prodotto, mentre la maturazione del Vajoscuro avviene in piccole botti – tonneaux da 350l di rovere francese di primo e/o secondo passaggio – in cui aumenta il rapporto tra volume del vino e superficie della botte andando così a cedere in modo più deciso i classici sentori tostati. Due vini provenienti da stesse uve e stessi vigneti ma che hanno un’anima diversa.   A che punto siamo rispetto all’espressione del potenziale di questo vitigno? Ritiene che abbia già raggiunto il suo massimo oppure c’è da lavorarci ancora,

Read More »

I Cavalieri dell’Ordine Patriarcale

In occasione dell’incontro annuale di ottobre per ricordare il Patrono Sant’Ignazio, il Delegato per l’Italia settentrionale dei Cavalieri dell’Ordine Patriarcale Lino Mortarino, ha invitato S.B. Ignace Youssef III Younan, Patriarca Siro-cattolico di Antiochia a celebrare una Divina Liturgia sabato 12 ottobre alle ore 11 a Borgolavezzaro nell’antica chiesa di Santa Maria. Il Patriarca, ha accolto di buon grado l’invito rispondendo “Mi auguro che possiamo riunire il più grande numero dei nostri carissimi Cavalieri e loro famiglie, per supplicare il Signore a darci la pace vera e per rinnovare la nostra Speranza, in Lui, nostro Salvatore e Spes nostra! “ Considerata l’occasione così speciale, l’invito è stato esteso a tutte le autorità locali, alle associazioni che operano nel sociale, nel volontariato, nello sport e nell’assistenza al prossimo. Esse rappresentano un po’ la volontà di tutta la comunità ad operare, ciascuno nel proprio settore, per la concordia e l’aiuto a coloro che quotidianamente vivono accanto a noi: è certo un primo ma importante passo per ricercare la concordia e la pace. La nostra gratitudine dunque e il nostro grazie a Sua Beatitudine per  avere accolto l’invito a presiedere, accompagnato da S. Ecc. Mons. Rami Alkabalan, Procuratore Patriarcale presso la Santa Sede, la solenne Celebrazione di sabato 12 ottobre. Ringraziamo anche il Sindaco, le Autorità civili e militari e i Sacerdoti che hanno presenziato alla Divina Liturgia secondo il rito della Chiesa Apostolica di Antiochia dei Siri Il Patriarca, in questi giorni in Vaticano per il Sinodo voluto da Papa Francesco, proviene da Beirut in Libano, terra tanto provata da troppi anni e sottoposta a prove terribili e conosce molto bene la tragica attuale situazione.         Il Delegato

Read More »

Story By: Jennifer Adriana LaDelfa

The Italian American Museum Rings The Nasdaq Opening Bell in Recognition of Italian American Heritage Month in NYC Story By: Jennifer Adriana LaDelfa The Nasdaq Opening Bell Ceremony in partnership with The Italian American Museum kicked off Italian Heritage Month in New York City on October 3, 2024;the year of Italian Roots Tourism in the world! In honor of the occasion, Marie Palladino, Head of Education, represented Dr. Joseph Scelsa, the Founder of the Italian American Museum, ringing the opening bell. This special event was curated by Jennifer Adriana LaDelfa of Jennifer Adriana Public Relations, Inc. and Founder of La Media New York.  The immersive experience at 4 Times Square included prayers led by Don Luigi Portarulo of Saint Patrick’s Cathedral. Donee’ Smalls, MBA represented the Department of Veterans Affairs on behalf of 103 year old Italian born WW ll Veteran, Knight Dominick Critelli. Cav. Giuliana Ridolfi Cardillo attended the event in promotion of the 500th Anniversary since the Florentine explorer, Giovanni Da Verrazzano, discovered New York Bay. She represented the Tuscan Association & the prestigious Italian Heritage and Culture Committee of New York. Marzia Bortolin, former publicist for the National Italian Board of Tourism attended along with guests from the Columbus Citizens Foundation and many young Italian Americans that represent the future of the Italian community.  A Nasdaq representative welcomed the Italian American Museum, IAM,  in opening remarks expressing, “we are so exited that you can join us right here at the cross roads of the world in Times Square New York as we get set to ring todays opening bell in recognition of Italian American Heritage Month. In 2001, the Italian American Museum in New York State was chartered as the first Italian Museum in America and since then their mission has been to tell inspiring stories highlighting Italian American accomplishments through hard work, ingenuity and perseverance. The future holds many opportunities for the Italian American Museum to provide enhanced programing, increased access, deeper understanding and broader community engagement. Marie, we are thrilled to have you and your team here to celebrate Italian American Heritage Month. Nasdaq knows the meaning of hard work, ingenuity and perseverance and we applaud you and your entire team for all of your hard work in keeping the Italian American culture alive. Now please join me in welcoming Marie Palladino.” “Good morning, my name is Marie Palladino, the Head of Education at New York’s Italian American Museum, the first Museum in America’s history dedicated to telling the story of Italian American heritage and history. The Museum itself was originally a financial center for the immigrants in Little Italy, the historic Banca Stabile still located in the Heart of Little Italy at 151 Mulberry Street. On behalf of the Museum, I am honored and excited to be here kicking off Italian American Heritage and Culture Month as we ring the Nasdaq bell. After years of dedication and hard work we are thrilled to reopen the Museum’s doors to the public this month on October 14th after a 5 year redesign project with three inaugural exhibitions: “Puppet Homecoming, papà Manteo marionettes “The Quincentenary,” and “Good Night, Maria”. In Spring 2025, we will debut our permanent exhibit which will feature the achievements of Italians in America from 500 years ago when Verrazzano first sailed into New York Bay up until today. Today I humbly speak on behalf of the 18 million Italian Americans across the nation, and countless unheard voices from the past, our ancestors, that made unimaginable sacrifices to contribute to the mosaic of America. Grazie mille a Nasdaq for this honor and to all who have supported the Italian American Museum on this rewarding journey.” As Marie Palladino rang the Nasdaq Opening Bell at 9:30 am, all guests at this intimate VIP event were transported to Italy living la dolce vita! The Italian hit song Volare played loudly through the studio, while green, white & red confetti & streamers representing the Italian flag’s colors cascaded down. There was not a single person in the room that wasn’t smiling, laughing, singing, and dancing in celebration as we honored our beloved Italy. The Nasdaq opening bell ceremony is the opening of the stock market. It is televised live around the world on Fox Business, CNBC, Bloomberg, Bloomberg BNN, Yahoo Finance, MSN & on the Times Square Billboard. The bell has been rung by celebrities distinguished guests and members of notable not for profit organizations. Some past bell ringers include Ebay, Amazon, Tom Hanks, Zoe Saldana, Michael Phelps, and Serena Williams. This recognition by Nasdaq partnering with the museum was significantas it announced to the world that New York’s Italian American Museum has arrived!

Read More »

Lions Club News

      Il 4 ottobre, su incarico del Presidente del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibariade Valle dell´Esaro, Dott. Luigi Postorivo, il Vicepresidente Don Paolo Baratta e il Tesoriere Alessandra Ciccarelli hanno portato i saluti all´Avv. Giuseppe Arnò, di origine calabrese, Past Presidente del Lions Club di Nova Friburgo (Brasile), Direttore della Gazzetta Italo-Brasiliana e e Presidente nazionale dell´ASIB (Associazione Stampa Italiana in Brasile), confermando quanto sia importante la convivialità e la collaborazione dei Club Lions, sia a livello nazionale che internazionale.     Lions Clubs International è l’organizzazione di club di servizio più grande al mondo con più di 1 milione 400 mila soci in circa 46 mila club distribuiti in oltre 200 paesi e aree geografiche di tutto il mondo.

Read More »

La finestra su Roma

di Bruno Fulco Disagi elettrici romani in tonalità arancio Sulla capitale si profila la classica “Ottobrata Romana”, una magia climatica che spesso negli anni fortunati regala ai turisti le condizioni ideali per chi sceglie di godersi la visita della Città Eterna in questo periodo. Temperature diurne che sfiorano quelle estive rinfrescando solo la sera e la notte, consentendo così di togliere le pile al telecomando del condizionatore per riporlo nel cassetto fino all’anno prossimo. Chi invece nella capitale ci vive ha la possibilità di stare ancora un po’ all’aperto prima della clausura invernale che si preannuncia molto dura. Non certamente per via del clima, ma per tutti i disagi che i cittadini dovranno affrontare in vista del “benedettissimo” Giubileo 2025. Disagi già iniziati da tempo e che all’avvicinarsi della scadenza si acuiscono sempre di più, esasperando la vita di chi la città la percorre in lungo e in largo per portare a compimento la sua routine giornaliera. A destra e a manca è tutta una distesa di reti arancioni che delimitano cantieri di ogni tipo, divenute il simbolo di una città dall’organizzazione latente e senza la programmazione necessaria ad una città di importanza planetaria come Roma. Planetaria è anche la pazienza dei suoi cittadini, che mentre dilatano il proprio disagio nelle ore perse tra traffico, file e attese varie, ingannano il tempo disquisendo sui temi d’attualità più gettonati, tra i quali attualmente figura quello delle auto elettriche. Stavolta il giochino non ha funzionato, ed il solito schema di colpevolizzare la gente per  consumi e abitudini, nell’intento di convertirli alla religione dell’auto elettrica, è fallito in pieno. L’eco – terrorismo messo in piedi dalle ricche Lobby per cui il “green” è solo un colossale affare, questa volta ha toppato su tutta la linea. Non è stato sufficiente il coinvolgimento su  larga scala di tutti i mezzi di condizionamento di massa, quali giornali, tv, personaggi noti in grado di plasmare il pensiero delle masse e quant’altro. La dura realtà ha colpito al cuore le ricche Eco Lobby nel loro unico credo, quello del profitto, che nulla ha a che vedere con la lungimiranza di chi ha a cuore le sorti del pianeta. Con i maggiori porti europei invasi da auto elettriche cinesi che nessuno comprerà, con il down della Tesla auto elettrica del “guru” Elon Musk, divenuto prima oggetto di culto e oggi in picchiata con le perdite che hanno superato il 30%, i governi specie quelli dei paesi europei stanno operando una repentina quanto goffa marcia indietro, in barba a tutti gli ideali green sbandierati ai quattro venti solo per fare cassa. Le maggiori case automobilistiche hanno già abbandonato i piani di espansione nell’elettrico lasciando il campo al motore ibrido, protagonista reale della decarbonizzazione. Fatto ampiamente annunciato da Toyota, gente che di motori “ci capisce”, che qualche tempo fa ne ha previsto l’espansione fino alla copertura del 70% del mercato. L’utopia del motore elettrico insomma sta lentamente tramontando, relegando per il futuro questa tipologia ad una quota residuale. A parte gli enormi costi produttivi, la questione delle terre rare, o lo smaltimento delle batterie, ma veramente qualcuno ha pensato che disseminare di colonnine di ricarica tutta la terra sarebbe stata una soluzione praticabile? Ma poi non eravamo in crisi energetica mondiale ad un livello tale che recenti presidenze del consiglio raccomandavano caldamente di non accendere i condizionatori e di diradare le docce? Ma chi ha incoraggiato la ricarica casalinga delle auto, quando basta accendere contemporaneamente forno, phon e condizionatore per far saltar e la corrente, sa veramente di cosa sta parlando? L’accresciuta coscienza ambientale della gente fa si che le scelte di acquisto siano sempre più ponderate, ma non si può imporre così su due piedi un cambio di abitudini consolidate da generazioni. Non si può limitare la libertà o creare oggettive difficoltà di vita, proponendo come modello ideale esclusivo, un’auto dalle ridotte capacità di percorrenza e con l’incubo della ricarica. Sono scelte che solo un patto tra poteri forti ed economie dominanti poteva concepire. Un grande affare mondiale, che li avrebbe consolidati operando un certo controllo di massa derivante  dalle ridotte capacità di movimento delle auto. Senza rischio di essere tacciati di complottismo si può tranquillamente affermare che socialmente avremmo operato una selezione che avrebbe riportato il mondo a 100 anni fa, quando ad avere la capacità autonoma di spostamento erano in pochi, con tutto quello che comporta. Ma forse questo poteva anche essere un obbiettivo celato. Intanto per testare maggiormente la capacità di resistenza al disagio dei romani, dal 31 ottobre 2024 stop ai ciclomotori, microcar e motoveicoli diesel Euro 2. Un provvedimento che concorrerà ad appesantire ulteriormente la situazione del traffico romano visto che chi utilizza quel tipo di veicolo probabilmente opterà per utilizzare la macchina. Ma in questi giorni si parla di un rinvio al provvedimento in extremis. Forse dovuto ad un barlume di saggezza? probabilmente solo motivato da un ritardo della messa in funzione del sistema di controllo dei varchi non ancora pronto. Bisognerebbe scappare, sì… ma dove? In qualsiasi posto dove spaziando con lo sguardo il campo visivo non sia turbato da quelle odiose recinsioni arancioni ormai diventate tratto identitario di questa città.    

Read More »

Schegge di pensiero

Guru ignorante, ma dalla lunga mano di Carlo Di Stanislao     “Dice Gesù: molti verranno a mio nome, non vi lasciate sedurre” Vangelo secondo Matteo   “Chi non conosce la misura tema la vita” Demostene   “Diffidate di chi puzza di perfezione, poiché la vita è difetto e dolore” Anna Magnani All’incirca un anno fa, domenica 1° ottobre 2023, cinquemila persone si sono ritrovate all’Allainz Cloud Arena di Milano, non per assistere a un incontro sportivo o ascoltare una band musicale. A fare il sold out è stato Sadhguru, punto di riferimento contemporaneo per la meditazione mistica. Il “Guru ignorante“, questo è il significato letterale del suo nome, è molto noto sui social ed è considerato uno dei più popolari guru indiani contemporanei, noto soprattutto in occidente. Divi di Hollywood come Will Smith e Matthew McCouneghey sono tra i suoi seguaci. L’evento non era gratuito. Per poter ascoltare il guru, e meditare insieme a lui, era necessario pagare un biglietto che andava da qualche decina di euro per i posti più lontani a 900 euro per quelli in prima fila, dove si era a un passo dal maestro. Nel corso della giornata Sadhguru ha tenuto un lungo discorso guidando una meditazione di gruppo che ha coinvolto i cinquemila estatici presenti. Il maestro ha anche risposto alle domande del pubblico, firmato autografi e fatto foto sempre nella posa caratteristica a mani giunte. A parte continui incontri e seminari soprattutto negli Stati Uniti, il  guru ha tenuto discorsi in diversi forum mondiali, nelle sedi delle Nazioni Unite, dell’Unesco, della Banca Mondiale ma anche di Google e Microsoft. Ha cambiato qualcosa negli enti o nei singoli? Assolutamente no, ma di certo ha cambiato il suo conto in banca. Ricordo che sono tantissimi, uomini dello spettacolo e del business mondiale, che nel corso della loro vita, travolti da valanghe di dollari, non hanno retto quel peso e sono corsi in India. Pure i Beatles, a suo tempo, se ne sono andati là in cerca del Nirvana (non ridete, e soprattutto non associate quella loro ricerca con i tanti ‘condimenti’ che i nostri utilizzarono per raggiungere lo stato di grazia). Finito l’effetto, tutti tornano però a casa e quasi tutti tornano a pensare alla grana di prima e a recuperare quello che magari la gita “atarassica” gli aveva fatto perdere. Comunque vale sempre la pena imparare qualcosa da questi signori che, beati loro, te lo dicono in faccia che non fanno niente e tu li paghi. Dei veri geni. Prendiamo quello che il nostro guru ha dichiarato alla magnifica Chiara Maffioletti del Corriere della Sera: “… perché tanti mi amano? Perché io amo loro. Mi stanno solo ricambiando… Essere davanti  a una folla per me è lo stesso che guardarmi da solo allo specchio, in bagno“. E ha continuato con la posa ieratica dell’illiminato con sguardo dolce e barba bianca: “La gente ha bisogno di risposte… ‘perché nessuno tratta gli esseri umani da esseri umani. La parte più importante del mio lavoro è ricordare che è la cosa che più conta”. Per il nostro guru la soluzione a tutti i nostri problemi è dentro di noi, è scelta individuale se condurre la propria vita con gioia…non c’è una regola, ma se tutti ne fossimo consci vorremmo vivere con gioia’. Da premio Nobel! Con tutti i problemi che abbiamo in Italia, magari ci potrebbe aiutare a trovare una soluzione, sperando in un cachet alla nostra portata. Tulasi Srinivas, docente di antropologia e religioni all’Emerson College, ha definito Sadhguru «un guru neoliberale per tempi neoliberali», spiegando che con il suo impianto filosofico è riuscito di fatto a superare la contrapposizione tra ascetismo e materialismo. Potere della dialettica per giustificare la spiritualità venduta a peso d’oro. Il sembiante di Sadhguru è quello classico: una bella barba bianca con baffi arricciati, turbante, e abiti variopinti in base alle occasioni. A parte la barba bianca, l’età è indefinibile e denota una certa agilità fisica, di cui dà saggio in alcuni video in cui si cimenta in danze tradizionali. Con un’espressione sorridente e un tono vivace dispensa riflessioni molto semplici ed efficaci, di carattere esistenziale ed esperienziale, che rimangono facilmente impresse perché fanno riferimento a quanto accade a tutti ogni giorno, dalla fame alla paura passando per l’alitosi. Non mancano, per carità, scivoloni, come quando ammonisce a non mangiare melanzane o a non vestire di nero (pure, la sua analisi della natura fisica dei colori è semplice e accattivante). In ciò che  dice si può trovare di solito ben poco da contestare, come non lo si troverebbe in chi ci parlasse degli effetti salutari dell’aria marina o dell’importanza di andare a letto presto. Lungi da lui discorsi veementi e fanatici come quelli che fanno tanti suoi correligionari assetati di sangue islamico o cristiano; no no, per carità: Sadhguru deve poter andare bene a tutti, e ne fa un vanto di non avere mai studiato i testi sacri dell’Induismo – da qui il suo nome di “guru ignorante”, che riempie stadi e auditorium di persone pronte ad ascoltarlo. Sadhguru, prima collezionista e venditore di motociclette e ora di saggezza quotidiana, attrae tanta gente perché, pur essendo completamente integrato nella concezione religiosa induista, assai di rado, e solo quasi di sfuggita, pone in questi video temi religiosi, preferendo argomenti come la contestazione del proprio io ideale, l’analisi lucida dei propri bisogni, l’accettazione del vuoto senza compromessi con i riempitivi, ecc. Proprio questa è la sua forza: il messaggio di Sadhguru è estremamente vendibile, perché avvicina le persone all’idea di una dimensione interiore, senza mai portarcele effettivamente, così da non costringerle a scegliere. E questo è un guaio credetemi, una vera iattura. Al di là di una sapienziale diffidenza verso un simile modello, che in ultima analisi lascia l’uomo in balia di se stesso senza poterlo salvare, bisognerebbe lavorare sull’accettazione di una  “kenosi”  che riguardi l’uomo della strada e le sue inquietudini, certi che sotto l’azione dello Spirito, e con tanta pazienza, potremo far fiorire, con l’aiuto di Dio, tutto questo in

Read More »
NOTIZIE CORRELATE

Vedi anche

The Castellammare del Golfo Social Club opened its doors on November 15, 2025, at 2 p.m. for a heartfelt community.

Alla nota Libreria Horafelix di Roma “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda.

#igrandidialoghinelweb POESIA E PITTURA OMAGGIO A SPOLETO 2024 3° VOTAZIONE POESIA DI LILIANA BIONDI   Spoleto campagna   LA CAREZZA.