Sparate a vista! I cieli d’Europa sotto assedio dei palloncini

Da Rascel alla realtà: i palloncini non sono più un gioco da bambini ma una seccatura geopolitica tra radar, droni e aeroporti in tilt. L’Europa, con i suoi tempi biblici, cerca ancora di capire se abbatterli o invitarli a un vertice. Intanto, dall’Italia, arriva almeno una buona notizia: la scienza vola più in alto di tutti. a a Dove andranno a finire i palloncini? “Dove andranno a finire i palloncini, quando sfuggono di mano ai bambini…” cantava Renato Rascel, con la leggerezza dei tempi in cui l’unico problema era non farli scappare verso l’azzurro. Oggi, però, quei palloncini sembrano aver cambiato mestiere: da simbolo di festa a pretesto di tensioni internazionali. La saga comincia qualche anno fa con i famigerati “palloni spia” cinesi, sorpresi a fluttuare sopra i cieli del Canada e degli Stati Uniti. Pechino, naturalmente, nega ogni addebito, forse, chissà, erano davvero sfuggiti di mano a qualche infante distratto. Ma le risate durarono poco: i palloncini vennero abbattuti e la festa finì nel boato dei missili. L’Europa insegue (lentamente) Col passare del tempo la faccenda si è fatta seria: ora i palloncini compaiono regolarmente sui radar degli aeroporti europei, provocano chiusure temporanee, allarmi militari e un discreto disorientamento istituzionale. Da dove arrivano? La risposta è ovvia: non dai giardini d’infanzia dell’Est. Il problema, come sempre, è che l’Europa, questa vecchia signora dai piedi di piombo, non sa mai se indignarsi, mediare o convocare un vertice di “alto profilo tecnico”. Nel frattempo i palloncini continuano a fare i loro voli pindarici, indisturbati tra una capitale e l’altra, e ai cittadini non resta che guardare in su e sperare che non atterrino sul proprio tetto. La soluzione “alla buona” Così, mentre le cancellerie riflettono, sembra finalmente maturata una decisione sensata: abbatterli a vista, senza esitazioni, come si faceva una volta con le zanzare. Oppure, per restare nel registro del bon ton diplomatico, potremmo restituire la cortesia raddoppiando la quantità di oggetti volanti diretti verso i mittenti. Dopotutto, l’ironia è un’arma gentile ma efficace. Curiosi di sapere come finirà? Anche noi. E, conoscendo Bruxelles, c’è da scommettere che ci vorranno almeno tre riunioni e un sottocomitato prima che qualcuno trovi il coraggio di dire “fuoco!”. Ma almeno… l’Italia vola alto E qui, per fortuna, arriva una buona notizia che rimette un po’ d’ordine in questo cielo impazzito: a Roma, presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea, è stato eseguito il primo trapianto al mondo di arteria polmonare. Un intervento pionieristico su una paziente con tumore infiltrante, che conferma l’Italia come eccellenza mondiale nel campo dei trapianti. Mentre i palloncini invadono i cieli e le cancellerie litigano sui comunicati, la nostra sanità, quella tanto bistrattata, continua a scrivere pagine di vera grandezza. E per chiudere, una modesta proposta Il problema, in fondo, non risiede in Italia. Qui, tra un corteo e una riforma della Giustizia che finalmente prende forma, si continua a fare, a inventare, a operare. No: il nodo sta nei centri di comando dell’astronave Europa, dove il comandante Kirk tarda a entrare in plancia e l’equipaggio discute sul regolamento d’ingaggio. Nel frattempo, i palloncini volano. Ma almeno noi, ogni tanto, riusciamo ancora a toccare il cielo, con una arteria in più e una burocrazia in meno. Di Redazione

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XIX edizione del Premio Nazionale delle Arti (PNA)

PREMIO NAZIONALE DELLE ARTI XIX^EDIZIONE SEZIONE STRUMENTI A PERCUSSIONE  CONCERTO DEI FINALISTI 31 OTTOBRE ORE 20.00 – SALA FERRARA Ingresso libero sino ad esaurimento posti   a   a Il Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo ospiterà, dal 28 al 31 ottobre 2025, la XIX edizione del Premio Nazionale delle Arti (PNA) per la sezione Strumenti a Percussione, prestigiosa manifestazione promossa dal Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). L’evento, che rappresenta uno dei momenti più significativi nel panorama della formazione musicale italiana, vedrà la partecipazione di studenti provenienti dai Conservatori di tutta Italia, impegnati in una competizione di alto livello tecnico e artistico. Le giornate di selezione, curate dai docenti della Classe di Strumenti a Percussione del Conservatorio Scarlatti, Fulvia Ricevuto e Andrea Muratore, si svolgeranno presso le sedi del Conservatorio di Palermo. La finale è in programma il 31 ottobre 2025 nella Sala Ferrara. Tra i componenti della commissione giudicatrice tre percussionisti di fama internazionale, il M° Jayu Jin, M° Juanjo Guillem ed il M° Peter Prommel, che valuteranno le prove degli studenti provenienti dai Conservatori italiani, garantendo un confronto di eccellenza e un giudizio di alto profilo artistico e didattico. Il Premio Nazionale delle Arti, istituito dal MUR, intende valorizzare le eccellenze artistiche e promuovere la qualità della formazione nei Conservatori e negli Istituti Superiori di Studi Musicali italiani. Ogni edizione è dedicata a una o più sezioni strumentali o artistiche, offrendo ai giovani interpreti l’opportunità di esibirsi in contesti di rilievo nazionale e di confrontarsi con docenti, maestri e compositori di fama internazionale. Per l’edizione 2025, l’organizzazione è curata dal Conservatorio “Alessandro Scarlatti” di Palermo, che da anni si distingue per la qualità della propria offerta formativa e per la promozione della musica contemporanea e della ricerca artistica. Sulla iniziativa interviene il Direttore del Conservatorio “A. Scarlatti” di Palermo, M° Mauro Visconti, “Siamo grati ai dirigenti del MUR per aver scelto il Conservatorio di Palermo quale sede per lo svolgimento di questo importante premio. Tanti talentuosi studenti, provenienti dai Conservatori italiani, si ritroveranno per affrontare, con la serenità che non deve mai mancare, questa esperienza di condivisione e confronto. Ai colleghi Fulvia Ricevuto e Andrea Muratore, docenti delle classi di Strumenti a Percussione, esprimiamo gratitudine per l’insostituibile collaborazione e, soprattutto, per l’attività ordinaria che rappresenta motivo di vanto per tutto il Conservatorio.” Finalisti Premio Nazionali delle Arti: Categoria Solisti – Di Stefano Francesco (“Alessandro Scarlatti” Conservatory from Palermo, Sicily) Programma J.S. Bach, Suite per liuto in mi minore BWV 996 (trascrizione per marimba) – Piras Luca (“Giovanni Pierluigi da Palestina” Conservatory from Cagliari, Sardinia) Programma Miki, Time; Gerassimez, Asventuras; Friedman, Texas Hoedown; Carter, Caries da Eight Pieces for Four Timpani. – Plantamura Clara (“Niccolò Piccinni” Conservatory from Bari, Puglia) Programma Walund, Hard-boiled Capitalism and the day MR. Friedman Noticed Google is a Verb; Zotlan Marjan, “Niflheim”; Zitazume, “Side by side”. Finalisti Premio Nazionali delle Arti: Categoria Ensemble – Marino Salvatore Mario (“Alessandro Scarlatti Conservatory from Palermo, Sicily) Programma J.L. Adams, Deep and Distant Thunder Del Corno, Dogma #4 – Potenza Michele (“Stanislao Giacomantonio from Cosenza, Calabria) Programma Trevino, Seesaw Kosinski, Song and Dance.   Rosanna Minafò addetto stampa Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo

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Ravaioli: torta di mele alla cannella

Articolo di Alex Ziccarelli La Chef Laura Ravaioli e la sua torta di mele alla cannella Oggi parliamo della Chef Laura Ravaioli, una grande professionista molto nota sia in Italia che all’estero, già da diverso tempo nella famiglia di CHEF Italia, Associazione Professionale e Operatori del Mondo Ho.Re.Ca. Ci dice che lei è praticamente cresciuta nella trattoria di sua nonna che, unitamente a sua mamma, è stata la sua prima maestra e, naturalmente, anche l’artefice del suo percorso professionale che inizia nel 1984, quando, per seguire la sua grande passione, la cucina, lascia gli studi universitari e comincia, quasi per gioco, a collaborare con diverse aziende di catering. Troverà comunque il tempo di diplomarsi in grafica e tecniche di stampa. Dopo un paio d’anni, formatasi nel frattempo tecnicamente e professionalmente, diventa cuoca per la prima volta, addirittura in uno dei locali, allora, più famosi del momento: l’Hemingway di Roma. Dopo pochi mesi diventa secondo chef in un grande ristorante: il Pianeta Terra, stella Michelin, considerato all’epoca, sia dai critici che dal pubblico, fra i primi nella classifica dei più prestigiosi locali di Roma oltre che d’Italia. Poi, di conseguenza, si moltiplicano le esperienze lavorative in altri rinomati ristoranti con Chef come Gualtiero Marchesi e Gianfranco Vissani. Viene poi chiamata a New York in l’occasione dell’apertura di un nuovo locale, un evento che segnerà l’inizio dell’alternanza tra l’attività didattica in varie scuole della Capitale e le consulenze a livello internazionale, in Asia come negli Stati Uniti fino alla Nuova Zelanda, mirate al restyling di ristoranti ubicati all’interno di strutture di proprietà di grandi gruppi alberghieri, tra i quali Ciga Hotels, Sheraton, Westin Hotel and Resort e Starwood. Per queste aziende ha anche pubblicato, sia in italiano che in inglese, diversi libri di cucina, destinati, come diffusione e vendita, esclusivamente all’interno dei vari esercizi alberghieri delle relative compagnie e, per citarne un paio, “La cucina dei grandi alberghi” per The Luxury collection – Ciga Sheraton e “Taste in style” per The Luxury collection – Starwood. Nel 1999 viene chiamata al lancio del primo canale televisivo europeo tematico interamente dedicato al cibo: Raisat Gambero Rosso Channel. Da allora, con varie rubriche, tra cui “Le ricette di Laura Ravaioli”, raggiunge e mantiene un livello massimo di ascolti nel settore, dalla cucina veloce di tutti i giorni alla cucina delle feste, dai piatti della tradizione italiana ai classici della cucina internazionale, sempre spiegati e illustrati in modo semplice e chiaro. Sempre per Gambero Rosso – Città del Gusto la nostra Chef Laura Ravaioli è anche responsabile per l’organizzazione di Grandi Eventi sia in Italia che all’estero. Ha inoltre lavorato per diverse grandi aziende alimentari prestando il suo impegno volto alla creazione e alla messa a punto di diversi prodotti destinati alla Grande Distribuzione. Nel mondo dell’editoria ha anche collaborato a libri e riviste come autore di testi e food stylist, affiancando diversi affermati fotografi di food. Ha pubblicato tre libri: ‘’La cucina dei single’’ per De Agostini, ‘’Cuciniamo insieme’’ per Mondadori e, da ultimo, ‘’Ricette per una vita felice’’ per Gambero Rosso Editore. Nel suo DNA c’è l’amore per la cucina della tradizione nel totale rispetto degli ingredienti e, soprattutto, delle stagioni e ritiene molto importante la ricerca e le nuove tecniche sperimentali. E poi, pur amando le fantastiche creazioni dei suoi colleghi, specifica, e ci tiene molto, di non voler fare cucina creativa per sua scelta, mentre le piace proporre piatti ormai dimenticati come quelli che fanno parte della quotidianità ma con quel piccolo tocco professionale in più. Naturalmente, poi, la sua grande preparazione la rende oltremodo eclettica nei più svariati campi della ristorazione, dalla cucina etnica alla cucina della classica tradizione italiana. E poi adora molto insegnare, dedica molto tempo allo studio e alla ricerca ma cerca sempre di immaginare cosa le potrebbe essere chiesto e le piace prevenire le domande, dando spiegazioni esaurienti e il più possibile esaustive. E questo si percepisce subito, basta guardarla in una qualsiasi puntata delle sue trasmissioni: mentre realizza una ricetta, la nostra Chef Laura Ravaioli spiega le relative tecniche, offrendo diverse informazioni utilissime per imparare a cucinare, raccontando anche storie e aneddoti della sua vita in giro per il mondo e del suo lavoro. Ha infine realizzato una serie di 50 puntate dedicate alla cucina etnica, un’idea nata come una sorta di album di viaggio, proponendo tantissime ricette relative a piatti sia visti che assaggiati ovunque nel mondo, un percorso, tra storia e gusto, per raccontare sapori, profumi, cibi, tradizioni, riti e abitudini alimentari dei vari paesi visitati, realizzato attraverso i piatti più rappresentativi tratti dalle diverse tradizioni culinarie del pianeta, dall’America del Sud al Magreb, dalla grande tradizione cinese della cucina imperiale ai classici della cucina indiana, ogni singola puntata dedicata ad una ricetta che diventa principalmente il pretesto per raccontare il paese da cui proviene, attraverso la musica, le immagini e, ovviamente, i relativi approfondimenti sui singoli ingredienti. Come risultato finale, un grande viaggio in 50 tappe nel pianeta cibo, un racconto itinerante all’insegna delle grandi proposte della cucina etnica. Negli ultimi 10 anni, tra l’altro, si è anche occupata di cucina Kosher, con lezioni pratiche ma anche teoriche, realizzando tre serie di documentari, dei quali uno realizzato in Israele per il Ministero del Turismo Israeliano. Recentemente ha partecipato, come membro della giuria, alla Coppa d’Oro, trofeo internazionale dedicato prevalentemente alla pizza romana. *Ed eccoci ora alla ricetta che ci presenta la nostra Chef Laura Ravaioli, la torta di mele alla cannella, semplice e golosa, ottima come dolce da colazione o merenda, ma può essere anche un magnifico dessert. Inoltre, ha un profumo davvero irresistibile, si può dire che è il dolce perfetto per l’autunno e per l’inverno, specialmente quando le giornate sono soleggiate ma fredde. E non a caso, nell’introdurla, la nostra Chef Laura ci parla del profumo di casa sua: “Pochi e semplici gli ingredienti. Veloce, facile ed economica. Mentre cuoce, emana un delizioso profumo, profumo di cose buone e semplici, cose di una volta, un po’ come accadeva a Proust

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La più bella del mondo (per loro)

Quando la Costituzione diventa uno scudo per pochi e una beffa per tutti a a Ma cos’altro deve accadere in Italia per capire perché questa, per Lor Signori, è la più bella Costituzione del mondo?Eh sì, perché se serve a conservare privilegi e a garantire che chi comanda davvero non debba mai presentarsi alle urne, allora sì: è perfetta. Che volete che siano le libere elezioni democratiche, quelle in cui gli italiani credono ancora di decidere chi li governa? Robetta. Un passatempo civico, come la tombola di Natale.In realtà, bastano tre o quattro postazioni “chiave” dell’ordinamento statuale e i novecento fra deputati e senatori diventano comparse di lusso. Lo chiamano “equilibrio dei poteri”, ma somiglia piuttosto a un equilibrismo da circo: lo spettacolo è gratuito, ma il pubblico paga caro.Ecco il trucco: Presidenza della Repubblica; Corte Costituzionale; Corte dei Conti; Ragioneria Generale dello Stato; Authority varie ed eventuali. In quasi tutti questi organismi, i magistrati regnano come sovrani assoluti — e nei gabinetti ministeriali il loro verbo è legge. La parola d’ordine, oggi, è “giustiziabilità”: un termine che pare inventato per far paura, ma significa una cosa semplice, la pretesa del potere giudiziario di giudicare tutto e tutti, persino ciò che il Parlamento decide.Tutto, naturalmente, in nome dei “diritti umani”, categoria talmente vasta da comprendere persino il diritto dei giudici a fare ciò che vogliono. Ora, qualcuno saprebbe dire dove finisce questa “giustiziabilità” e dove comincia la democrazia?Perché, a forza di giustiziare tutto, il rischio è che prima o poi venga giustiziato anche il popolo,  e nel più rigoroso rispetto della più bella Costituzione del mondo.

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Il Ponte dei sospiri (di troppo)

Da secoli l’Italia discute se unire due sponde o due mentalità: mentre il mondo costruisce, noi consultiamo toghe, pareri e nostalgie del passato. a a a Ma che Paese è il nostro? Siamo alla vigilia dell’ennesimo remake di una commedia nazionale dal titolo già pronto: “Ritorno al passato”.Mentre nel mondo si tirano ponti come spaghetti, dal Giappone alla Danimarca, passando per la Cina che ne inaugura uno ogni lunedì, noi restiamo lì, immobili, a dibattere da mezzo secolo se farlo o no, quel benedetto Ponte sullo Stretto. Ogni volta che si arriva al dunque, spunta un manipolo di giuristi, di esperti, di “custodi della prudenza” pronti a dirci che no, non è il momento, non è il modo, non è opportuno. Pare quasi che il Ponte di Messina sia il nostro personale Ponte dei Sospiri: non perché porti a Venezia, ma perché ogni volta che se ne parla si sospira, chi di noia, chi di disperazione. C’è in Italia una categoria professionale non dichiarata ma onnipresente: i detrattori di mestiere. Gente che, se potesse, metterebbe il veto anche al tramonto, perché “non è sostenibile”. Per costoro, ogni grande opera è un attentato alla purezza del Paese, una rapina alle casse dei servizi sociali, un oltraggio alla lentezza. Meglio continuare così: due ore di fila per traghettare, asinelli per il trasporto locale e il fascino dell’arretratezza come richiamo turistico. Calabria e Sicilia, musealizzate a cielo aperto, a beneficio di viaggiatori nostalgici del dopoguerra. C’è poi l’altra Italia, quella che, pur tra mille ironie, vorrebbe unire davvero ciò che il mare separa. E questa volta il governo, per voce di Salvini, assicura che sì, il ponte si farà. Anche perché, per legge, pure se la Corte dei Conti borbotta, il Consiglio dei ministri può decidere che l’opera serve al Paese. Traduzione: o si va avanti o si torna davvero indietro di cinquant’anni, ma con stile. Insomma, siamo di fronte a una tragicommedia tutta italiana: un Paese che discute, rimanda, litiga e poi si stupisce di non arrivare mai.E mentre gli altri costruiscono ponti, noi continuiamo a costruire comitati. Come direbbe il professor Zemeckis, autore di Back to the Future: “Benvenuti a Ritorno al passato,  l’unico film che in Italia non finisce mai.” Giuseppe Arnò

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Bagnaia nel tunnel: “Non sento più la moto, così è impossibile”

A Le Mans, Pecco Bagnaia ha toccato il punto più basso della sua stagione – e forse della sua carriera recente – con un weekend da dimenticare: zero punti tra Sprint e gara, una caduta sabato e un altro incidente domenica, chiudendo 16° e ultimo. Il tutto condito da una sensazione sempre più evidente: non c’è più feeling con la sua Ducati. “È uno dei tre peggiori weekend della mia vita”, ha ammesso il campione del mondo in carica ai microfoni di Sky. E basta guardare i numeri per capirlo: è la prima volta che Pecco non porta a casa nemmeno un punto tra sabato e domenica. Incolpevole nell’incidente con Bastianini, ma protagonista di un errore sabato, Bagnaia si è trovato a cambiare moto due volte in gara e a combattere con una sensazione che definisce inquietante: l’assenza totale di feedback dall’anteriore. “Non sento più il limite. Posso fare il giro più veloce o cadere, ma le sensazioni sono le stesse. Questo è il vero problema”, ha spiegato. La sua Ducati GP24.5, sulla carta molto simile alla Desmosedici 2024 con cui ha vinto due titoli, si sta invece rivelando un enigma. E mentre Marc Márquez, con la GP25 più evoluta, continua a brillare e ad accorciare nella classifica mondiale, Pecco affonda nel dubbio e nella frustrazione. “Fino all’anno scorso quando frenavo sentivo la gomma, sentivo i movimenti. Quest’anno no, non sento niente finché non cado”. L’assenza di sensazioni è il nodo centrale della crisi. Anche il bagnato, tradizionalmente terreno favorevole a chi ha gran sensibilità, diventa un incubo se manca il feeling: “Sul bagnato hai bisogno di feedback. E questa moto non me ne dà”. Anche se la strategia – ispirata a quella di Zarco – era quella giusta, l’incidente e i problemi tecnici (leva del cambio danneggiata, marce che entrano a fatica) lo hanno messo fuori dai giochi. Pecco ha poi provato a rientrare con gomme slick, ma il meteo lo ha costretto a tornare ai box per cambiare di nuovo moto. La delusione è palpabile, ma la voglia di cercare una via d’uscita resta: “Non mi sono mai considerato sfortunato. La sfortuna ce l’ha chi sbaglia, la fortuna chi vince. Ora siamo tutti sulla stessa barca, stiamo lavorando per trovare una soluzione, anche se è difficile”. Il mondiale è ancora lungo, ma Pecco deve ritrovare se stesso – e soprattutto, la sua moto – prima che la situazione diventi irrecuperabile. Credito foto: MotoGP 2025. GP di Francia. Pecco Bagnaia, è crisi con la GP24.5: “Posso fare il record o cadere, non sento il limite di questa moto” – MotoGP – Moto.it

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