Milano Women´s fashion week

Collezioni Autunno / Inverno 2026–2027   FASHION VIBES Centro Ambrosiano 28 febbraio, Via Sant’Antonio 5                       Dal 24 febbraio al 2 marzo, Milano riafferma il suo ruolo di capitale mondiale della moda femminile — una città in cui patrimonio storico, innovazione e visione contemporanea si incontrano.   In questo contesto internazionale, Yuliia Palchykova, mente creativa  di Fashion Vibes, da lei fondato e diretto, presenta il 28 febbraio una sfilata esclusiva nello storico Centro Ambrosiano, uno dei complessi architettonici più prestigiosi di Milano, risalente al 1232.   Più di una semplice sfilata, Fashion Vibes è concepita come una narrazione,  un dialogo tra culture, identità e discipline creative. L’evento riunisce haute couture, bridal couture, gioielleria d’autore e fashion concettuale, offrendo una visione forte e raffinata del design internazionale contemporaneo.   PRIMA PARTE — RUNWAY EXPERIENCE   Luxe Living Fashions presenta Puissance Sculptée, una collezione definita da rigore architettonico, volumi scultorei e una visione femminile forte e consapevole.   Mohikas by Archana Soni svela RASA NOVA, reinterpretando l’antico concetto indiano di Rasa in chiave contemporanea, attraverso collezioni donna e uomo che uniscono emozione, artigianalità e forma moderna.   Indira & Isidro presentano gioielli e borse realizzati a mano che fondono l’eredità culturale messicana con un lusso moderno e sofisticato, celebrando l’eccellenza artigianale e l’identità culturale.   Tuttrostyle, fondato da Tatsiana Trafimenkava, propone abiti couture da sera e bridal che esaltano la forza femminile, l’individualità e un’eleganza senza tempo.   SECONDA PARTE — COUTURE & CONCEPT   Ira Langevin presenta ORIGAMI: 14 FORTUNES, una capsule collection statica ispirata alle tradizioni giapponesi dell’origami e alle leggende della fortuna, dove struttura e simbolismo si incontrano.   Guardazel propone haute couture eterea, caratterizzata da silhouette fluide, texture delicate e una poetica leggerezza.   Atelier Ancheita Italy  presenta la Collezione Eternal , una visione couture che celebra la bellezza senza tempo, la sicurezza e l’eleganza della donna senza età. Caratterizzata da una sartoria impeccabile, tessuti lussuosi e dettagli artigianali, la collezione celebra la femminilità in ogni fase della vita, fondendo il patrimonio culturale messicano con l’eccellenza artigianale italiana.   Moran Tubul Un gran finale…Conosciuta come la Queen of Brides, Moran Tubul chiude la sfilata con una bridal couture scultorea di forte impatto emotivo, che unisce forma architettonica e  raffinata sensualità.   SHOWROOM EXPERIENCE Gurosi ospiterà un’esclusiva esposizione showroom nel cortile del Centro Ambrosiano. Orari showroom: 14:00 – 21:00 Dress code: Elegant Cocktail — eleganza e mood.   CONTATTI STAMPA Fashion Vibes [email protected] Instagram: @_fashionvibesmilano   Fonte:  Cristina Vannuzzi <[email protected]>

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Stagione Concertistica 2026 del Conservatorio Alessandro Scarlatti

Inaugurazione con il Concerto Del Coro e dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Palermo   x  Valentina Ingrassia, soprano Emanuela Prestigiovanni, contralto Luciano Giambra, tenore Gaspare Provenzano, basso   Fabio Ciulla, Maestro del Coro Loris Capister, Direttore   Musiche di Eliodoro Sollima e Gioachino Rossini   Mercoledì 4 febbraio ore 20.30–Sala Grande del Teatro Massimo Il Conservatorio Alessandro Scarlatti apre la nuova Stagione Concertistica 2026 con un concerto – evento che vede protagonisti il Coro e l’Orchestra Sinfonica diretti dal M° Loris Capister. Il M° Fabio Ciulla, in veste di maestro del Coro, interverrà assieme ai solisti Valentina Ingrassia (soprano), Emanuela Prestigiovanni (contralto), Luciano Giambra (tenore), Gaspare Provenzano (basso). I solisti, selezionati per l’occasione, sono studenti delle classi di Canto dei docenti Antonina Alessi, Tiziana Arena e Patrizia Gentile. Appuntamento mercoledì 4 febbraio ore 20.30 presso la Sala Grande del Teatro Massimo. Un concerto imperdibile per gli amanti della musica classica, che segna l’inizio di una stagione ricca di appuntamenti di grande qualità all’insegna della musica e della cultura. La Stagione Concertistica 2026 del Conservatorio Alessandro Scarlatti è la sintesi del percorso didattico-artistico che caratterizza la missione del Conservatorio. Il Concerto d’inaugurazione punta sugli studenti con le musiche di Elidoro Sollima e Gioachino Rossini. La collaborazione tra i docenti e gli studenti è il dato più entusiasmante che caratterizza l’offerta complessiva. Il Conservatorio Scarlatti intende così offrire un ventaglio di proposte musicali variegate e di alto livello, con l’obiettivo di avvicinare alla musica un pubblico sempre più ampio, dando spazio ai propri studenti, eccellenze dell’Istituzione grazie anche al lavoro dei coordinatori, Maestri Nicola Genualdi e  Gianfranco Pappalardo. Sulle attività della Stagione interviene il Vicesindaco del Comune di Palermo, Dott. Gianpiero Cannella, “La cultura e la musica hanno una funzione fondamentale nella nostra società grazie alla essenza che rappresentano e nello specifico nel rapporto con i giovani e la comunità. Per questo, come amministrazione comunale, stiamo lavorando in modo concreto per attivare un Distretto Musicale grazie alla partnership tra i Teatri cittadini, il Conservatorio ed i Licei”. Mentre il Presidente del Conservatorio, il Dott. Giovanni Angileri, dichiara: “La Stagione concertistica 2026 si configura come un percorso culturale di grande valore, capace di coniugare formazione, produzione artistica e apertura al territorio. Un programma ricco e articolato che intende valorizzare l’eccellenza del nostro Conservatorio, mettendo al centro il lavoro dei docenti e il talento degli studenti, veri protagonisti di un progetto che celebra la musica come linguaggio universale, spazio di crescita e occasione di incontro. Attraverso queste iniziative, il Conservatorio Alessandro Scarlatti rinnova il proprio impegno nella diffusione della cultura musicale in tutte le sue espressioni”. Per il Direttore del Conservatorio Alessandro Scarlatti, M° Mauro Visconti: “La produzione artistica del nostro Conservatorio è la naturale conseguenza di un’attività didattica efficace. Il connubio tra didattica e produzione rappresenta una delle sfide più stimolanti per il corpo docente. In nessun altro contesto accademico il rapporto docente-studente è così intenso e fecondo sotto il profilo didattico, artistico e umano: una peculiarità che va tutelata, gestita con attenzione e valorizzata. Negli ultimi anni abbiamo ampliato e consolidato le collaborazioni con le principali realtà artistiche, culturali e religiose del territorio. La Stagione concertistica che annualmente proponiamo è frutto di un considerevole impegno didattico, artistico, organizzativo ed economico. Il Conservatorio, a fianco di chi opera nella stessa direzione, si pone a servizio della comunità in una logica di apertura e accoglienza. Vogliamo dare il nostro contributo alla vita culturale del territorio, con la consapevolezza che la nostra missione, anche come forma di “terapia sociale”, è oggi più che mai necessaria e preziosa”. Inaugurazione Stagione Concertistica 2026 L’inaugurazione della Stagione Concertistica 2026 è affidata al Coro e all’Orchestra Sinfonica del Conservatorio, formata da docenti, dagli allievi ed ex allievi appositamente selezionati. Appuntamento il 4 febbraio alle ore 20.30 presso la Sala Grande del Teatro Massimo di Palermo. I protagonisti, oltre al Coro e all’Orchestra Sinfonica del Conservatorio, sono i docenti ed allievi del Conservatorio, M° Fabio Ciulla, Maestro del coro e il M° Loris Capister, Direttore dell’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Alessandro Scarlatti e i solisti Valentina Ingrassia, soprano, Emanuela Prestigiovanni, contralto, Luciano Giambra, tenore, Gaspare Provenzano, basso. Il programma del concerto di inaugurazione prevede musiche di Eliodoro Sollima con uno dei suoi ultimi lavori, Attesa; e la Petite Messe Solennelle di Rossini. Il numero XI della messa di Rossini, originariamente per Armonium solista, è stato orchestrato dal M° Fabio Correnti e durante il concerto inaugurale, verrà proposta questa versione.  Inoltre, del compositore palermitano, il Conservatorio ricorda anche il suo impegno civile con una composizione che guarda alla pace dell’uomo verso l’uomo pur nell’intenzione denunciatrice verso la pena di morte. Pezzo di profonda umanità che in raccolta preghiera si lega alla Messa di Rossini in una sorta di riconciliazione interiore tra fede, umanità ed arte. Il tema della pace dell’anima nel lavoro di Rossini emerge soprattutto in sezioni come il Kyrie e l’Agnus Dei, dove si percepisce un desiderio di quiete e di redenzione universale. Tematiche molto attuali sulle quali ognuno può riflettere grazie al verbo della musica. Eliodoro Sollima (Marsala, 1926 – Palermo, 2000) Attesa per 2 corni, pianoforte concertante, archi e percussioni. Eliodoro Sollima ha rappresentato per la storia musicale siciliana del dopoguerra un indiscusso punto di riferimento e, per la qualità della prolifica produzione, una figura artistica capace di mantenere il rigore stilistico per cui si era contraddistinto. Quest’anno ricorre il centesimo anniversario della sua nascita e il Conservatorio lo ricorda con una delle sue ultime composizioni. Sollima scrive Attesa nel 1997/98, in memoriam dell’americano Joseph O’Dell condannato a morte. L’idea matura in quel turbamento collettivo provocato dal dibattito sulla pena di morte, che a Palermo soprattutto era in corso. In quegli anni il sindaco Orlando si intesta una battaglia di civiltà contro la pena capitale, sottoscritta da numerosi intellettuali, volta a salvare la vita del condannato. L’esecuzione arriva tuttavia nel 1997 e la salma verrà trasferita e tumulata a Palermo per volere dell’allora consiglio comunale. «Attesa … vuole evocare la convulsa sequenza di… emozioni che tormentano le ultime

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“La Felicità”, interpretata da Simona Molinari

La “Felicità”, interpretata da Simona Molinari e dal Brass, per stabilizzare l’Orchestra Jazz Siciliana. Quando un titolo rivela un sogno: la stabilizzazione   Da giovedì 8 a domenica 11 gennaio 2026 con doppio turno al Real Teatro Santa Cecilia Biglietti disponibili su www.bluetickets.it Dopo il grande successo dei due concerti al Teatro Bellini di Catania, accolti da continui applausi e da una forte partecipazione di pubblico, il progetto “Kairos” con Simona Molinari e l’Orchestra Jazz Siciliana, diretta dal M° Domenico Riina, approda al Real Teatro Santa Cecilia di Palermo, dove sarà in scena da giovedì 8 a domenica 11 gennaio, con doppio turno. Il concerto, che a Catania il 3 e 4 gennaio 2026 ha confermato il valore artistico e culturale dell’Orchestra Jazz Siciliana, si inserisce nel più ampio progetto della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group dedicato alla diffusione culturale sul territorio regionale e alla valorizzazione di una delle più importanti realtà orchestrali stabili del panorama jazzistico italiano. Non è casuale che tra i brani in programma spicchi “La Felicità”, interpretata da Simona Molinari insieme all’Orchestra Jazz Siciliana: un titolo che diventa simbolo e dichiarazione d’intenti, metafora di un sogno concreto e condiviso, quello della stabilizzazione dell’orchestra, affinché il lavoro artistico, umano e professionale costruito negli anni possa trovare continuità, tutela e prospettiva. Versatile, elegante, sorprendente, Simona Molinari è una delle voci più raffinate e riconoscibili della scena musicale italiana e internazionale. Capace di muoversi con naturalezza dal pop al jazz, dalla bossa nova all’electro-swing, unisce rigore interpretativo e leggerezza comunicativa. Il suo percorso artistico è impreziosito da collaborazioni con Ornella Vanoni, Andrea Bocelli, Al Jarreau, Gilberto Gil e Peter Cincotti, oltre a esibizioni su palcoscenici iconici come il Blue Note di New York, l’Arena di Umbria Jazz e il Festival di Sanremo. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti, tra cui Premio Tenco, Premio Carosone, Premio Lunezia e Premio Callas. Accanto a lei, l’Orchestra Jazz Siciliana, eccellenza musicale della Fondazione OJS – The Brass Group, diretta dal Maestro Domenico Riina, interprete sensibile e raffinato di un progetto che fonde potenza orchestrale, swing, improvvisazione e profondità emotiva, mantenendo sempre una cifra stilistica personale e contemporanea. “Kairos” – termine con cui gli antichi Greci indicavano il momento giusto, quello in cui accade qualcosa di importante – è più di un concerto: è un atto artistico condiviso, un racconto musicale che attraversa le fasi fondamentali della vita. Dall’innamoramento alle sue trepidazioni, dall’esplosione della passione all’amore maturo, fino al disincanto e alla consapevolezza. Un percorso narrativo scandito da brani come “Egocentrica”, “La Felicità” di Simona Molinari, “Caruso” di Lucio Dalla e “Gracias a la vida” di Violeta Parra. La lunga e consolidata sintonia tra Simona Molinari e l’Orchestra Jazz Siciliana rende queste tappe siciliane particolarmente significative: ogni incontro si trasforma in una festa musicale, ma anche in una presa di coscienza collettiva del valore culturale, sociale e artistico di un’orchestra che rappresenta un patrimonio da preservare. Un appuntamento imperdibile che, attraverso la musica e la bellezza, riafferma il ruolo della Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group come protagonista nella produzione e diffusione della grande musica dal vivo in Sicilia, e rilancia con forza un sogno possibile: la stabilizzazione dell’Orchestra Jazz Siciliana. Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 – 334.7391972, [email protected], www.thebrassgroup.it, fb fondazionethebrassgroup.    Rosanna Minafò addetto stampa Fondazione Orchestra Jazz Siciliana – The Brass Group

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Il Lions Club celebra l’amicizia e la cultura a Villa Gallo/Bonifati

Festa degli auguri a Castrovillari tra nuovi ingressi, riconoscimenti culturali e spirito di servizio Castrovillari – Nella splendida cornice di Villa Gallo/Bonifati, venerdì 20 dicembre 2025, si è svolta la tradizionale festa degli auguri del Lions Club Castello Aragonese Pollino Sibaritide Valle dell’Esaro, un appuntamento all’insegna della convivialità, dell’amicizia e della condivisione dei valori che da sempre contraddistinguono il mondo lionistico. La serata è stata impreziosita dall’ingresso ufficiale di due nuovi soci, Filomena Cecere e Alessia Abate, accolte con entusiasmo dai presenti, a testimonianza della vitalità e della crescita del Club sul territorio. Momento centrale dell’evento è stata la consegna del Premio culturale “Roberto Baratta”, intitolato al poeta castrovillarese del Cinquecento. Il riconoscimento è stato conferito all’Accademia Pollineana per il costante impegno culturale e professionale profuso negli anni a favore della città di Castrovillari. Il premio è stato consegnato dal Presidente del Lions Club, dott. Don Paolo Baratta, e dall’avv. Claudio Zicari, direttore del Sistema museale di Castrovillari, in rappresentanza del dott. Gianluigi Trombetti, premiato nella precedente edizione e assente per motivi di salute, che ha comunque voluto far giungere il proprio saluto telefonico.L’Accademia Pollineana, impossibilitata a essere presente con la sua presidente Minella Bloise, è stata rappresentata dal vicepresidente Pasquale Pandolfi. A impreziosire ulteriormente la cerimonia è stato l’intervento della professoressa Angela Lo Passo, che ha letto un sonetto del poeta Roberto Baratta, composto secondo i canoni stilistici del Petrarca, suscitando vivo apprezzamento tra il pubblico. Nel corso della serata è giunto anche il saluto telefonico del II Vice Governatore del Distretto 108 Ya, Gianfranco Ucci, che ha ringraziato i presenti per l’impegno costante ispirato al motto lionistico We Serve, augurando a tutti un proficuo e ricco anno 2026. Il presidente dott. Don Paolo Baratta ha infine espresso un sentito ringraziamento alle autorità lionistiche e ai rappresentanti delle associazioni presenti: Achille Morcavallo, responsabile distrettuale Ambiente, Economia e Lavoro; Giuseppe Minasi, componente distrettuale del service “Una speranza per la salvaguardia della salute dei minori delle aree a rischio”; Franca Canadè, presidente del Lions Club Arbëria; Marianna Fioravante, presidente del Kiwanis Club Castrovillari; Riccardo Mazziotti, in rappresentanza del Rotary Club Alto Ionio Cosentino; Claudio Zicari, direttore del Sistema museale di Castrovillari; Pasquale Pandolfi, vicepresidente dell’Accademia Pollineana. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ai membri del Direttivo del Club, al cerimoniere Loredana De Mico per l’eccellente conduzione della serata e a tutti i soci del Lions Club Castello Aragonese, il cui impegno ha reso possibile la piena riuscita dell’evento.

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Premio Internazionale di Poesia “Sergio Camellini”

EMOZIONI E COMMOZIONE AL PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “SERGIO CAMELLINI” Un grande successo la prima edizione, tenutasi nell’Aula magna dell’Accademia Militare di Modena   di Goffredo Palmerini       MODENA –Emozioni intense e grande commozione ha regalato la cerimonia conclusiva del Premio Internazionale di Poesia “Sergio Camellini” alle Personalità intervenute, ai numerosi poeti italiani e stranieri, al pubblico che sabato scorso, 22 novembre ha ricolmato l’Aula magna dell’Accademia Militare di Modena. Lo splendido, possente Palazzo Ducale, che dal 1947 ospita l’Accademia dove si formano gli Ufficiali dell’Esercito italiano e dei Carabinieri, è stata suggestiva cornice alla prima edizione del Premio intitolato al grande Poeta modenese. Un vero successo, una risposta davvero entusiasmante, sotto ogni punto di vista: dall’attenzione delle istituzioni alla cospicua partecipazione degli autori, giunti da ogni parte d’Italia e dall’estero, perfino dal lontano Perù, per ricevere il meritato riconoscimento alle loro opere e per fare memoria di Sergio Camellini, grande poeta ma soprattutto persona di straordinaria sensibilità, profonda umanità e incontenibile empatia. Un uomo del dialogo, costruttore di ponti di amicizia e di pace, di armonia e di bellezza. Se ne è avuta subito percezione in apertura della cerimonia con la proiezione del video con le immagini fotografiche della vita familiare e letteraria di Sergio Camellini, con sottofondo le note del brano “La vita è bella” di Nicola Piovani suonate dal vivo alla fisarmonica da Claudio Ughetti, medico ed amico di Sergio. Una commozione palpabile, anche ampiamente evidente dagli occhi lucidi di tanti presenti, hanno accompagnato l’ouverture del Premio con le immagini di Sergio e del suo sorriso solare, dei suoi tanti incontri con persone e personaggi, sintesi d’una vita fatta di relazioni umane, di amicizie autentiche e di affetti. Il lungo applauso alla fine del video ha richiamato in tutti partecipazione emotiva e ricordi personali.   Impeccabili conduttori della serata Francesco Nigri e Hebe Muñoz, che hanno dato brillantezza e ritmo ad una manifestazione densa di presenze e di premiati, chiamando al podio le personalità insignite del Premio d’Eccellenza culturale e alla Carriera e i vincitori delle diverse Sezioni del concorso poetico. Per ciascuno dei premiati hanno letto la motivazione del riconoscimento, conferito dal Comitato di Giuria presieduto dal poeta e scrittore Hafez Haidar, candidato al Nobel per la Pace e la Letteratura. Prima di tutto, però, hanno chiamato a dare i saluti la Presidente onoraria del Premio, Marcella Camellini, la Presidente dell’associazione VERBUMLANDIART, Regina Resta, promotrice ed organizzatrice del Premio, e i rappresentanti delle Istituzioni. Marcella Camellini, raggiungendo il podio con un velo di commozione, ha portato il saluto a nome di tutta la famiglia Camellini ed in particolare di sua madre, non presente motivi di salute.   “Siamo qui oggi insieme – ha sottolineato Marcella Camellini – per un motivo profondo, che risuona nel cuore di chiunque creda nel potere trasformativo della parola, dell’empatia e della gentilezza. Non siamo qui solo per inaugurare un premio letterario, siamo qui per celebrare un’eredità inimitabile, e per gettare un ponte culturale tra Paesi e tra generazioni, tra il passato che ci ha formati e il futuro che dobbiamo ispirare. Oggi onoriamo la memoria e l’opera di Sergio Camellini: il Padre, l’Uomo, il Poeta. È raro che in una sola esistenza si concentri una tale intensità di esperienza umana e di visione artistica. Egli non è stato solo un grande poeta contemporaneo ma è stato, per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, un Padre. Un Padre di famiglia: con la pazienza, la saggezza e l’amore che illuminano le sue liriche più intime. Un Padre intellettuale: per generazioni di lettori e scrittori, ai quali ha insegnato ed insegna che la vera poesia non è un esercizio di stile, ma un atto di autenticità e di coraggio. Un Uomo di profonda empatia e gentilezza: le sue parole non descrivono semplicemente il mondo, esse lo abbracciano. Nelle sue strofe troviamo la fragilità dell’esistenza, il dolore non detto, la gioia inattesa, ma soprattutto, la capacità di vedere la bellezza ovunque, anche nelle crepe dell’anima, un invito costante a scendere nelle profondità del nostro sentire, a riconoscerci nelle storie degli altri e a trasformare ogni ferita in una scintilla di poesia. Ci ha donato un’eredità umana fatta di ascolto, rispetto e incondizionato amore per l’altro.   La nostra promessa è quella di proseguire il cammino, il viaggio tracciato in vita da nostro padre e mantenere un ponte culturale, soprattutto con le nuove generazioni. Il tema scelto per questo Premio è la VALIGIA. Rappresenta il viaggio, non solo fisico, ma quello interiore della crescita, della conoscenza e della ricerca artistica. Rappresenta i Contenuti, tutto ciò che di prezioso, invisibile e impalpabile portiamo con noi, proprio come il Poeta porta con sé la sua sensibilità e la sua visione del mondo. Per costruire un legame autentico tra le generazioni, abbiamo chiesto agli studenti della classe 5 B del Liceo Artistico Adolfo Venturi di interpretare questo concetto di “valigia” e di identità con i loro personali linguaggi visivi. Hanno realizzato opere uniche che sono manifesti della loro individualità, celebrando l’unicità, l’identità e la diversità come fonte di ricchezza inestimabile. Ognuno di questi giovani artisti consegnerà personalmente al vincitore l’opera realizzata con le proprie mani, trasformando il premio in un passaggio di testimone diretto, un vero e proprio abbraccio tra chi ha appena iniziato il suo viaggio e chi viene celebrato per il cammino percorso.   Il premio è il modo per mantenere viva la sua voce – ha infine aggiunto Marcella Camellini – e garantire che l’eco del suo genio non svanisca mai unendo la parola del poeta all’arte visiva dei giovani. L’obbiettivo finale è che Poesia, Arte e Cultura escano simbolicamente dalle Accademie attraverso una VALIGIA e raggiungano i luoghi della vita quotidiana, per contrastare e spegnere ogni forma di violenza portando i valori positivi di Gentilezza, Rispetto, Pace e Amicizia. Nostro Padre ci ha lasciato i versi, ma ci ha lasciato soprattutto la lezione che l’unica via per l’immortalità è l’amore. E in questo premio, l’Amore per l’Uomo, per la Parola, per l’Arte

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XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026

L’Arena ospiterà Beauty in Action, grandiosa conclusione dei XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026   Verona – Orgoglio di città per un evento internazionale di prestigio, preannunciato durante  Road to Closing Ceremony (Strada verso la Cerimonia di Chiusura). La manifestazione conclusiva, cioè, dei XXV Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 (che si disputeranno dal 6 al 22 febbraio 2026 a Milano e Cortina d’Ampezzo), battezzata Beauty in Action (Bellezza in Azione), che si terrà, appunto, il 22 febbraio 2026, vanto assoluto nell’Arena scaligera, a cura della Fondazione Milano Cortina 2026. L’anticipazione ha avuto luogo nella suggestiva cornice del Teatro Filarmonico, il cui progetto originario di sala d’opera all’italiana di Francesco Galli da Bibbiena (architetto e scenografo bolognese), in legno laccato secondo lo stile barocco, venne realizzato tra il 1716 ed il 1729, con inaugurazione avvenuta il 6 gennaio 1732. Purtroppo, drammatiche circostanze costrinsero addirittura due volte alla sua ricostruzione. Nella notte tra il 20 ed il 21 gennaio 1749 vi si verificò un incendio. Fu riedificato dall’architetto emiliano Giannantonio Paglia apportando alcune modifiche ed ebbe l’inaugurazione-bis nel 1754. Il 23 febbraio 1945, poi, la RAF (Royal Air Force) effettuò su Verona un secondo bombardamento nello stesso giorno, dopo il precedente dell’USAAF (United States Army Air Force) colpendo e facendo crollare anche il teatro. L’Accademia filarmonica fece sapere che si sarebbe impegnata nel rifacimento rispettando la struttura precedente, adeguandola a moderne necessità pratiche. I lavori (su piano, optato nel 1956, dell’architetto veronese Vittorio Filippini) iniziarono nel 1961 e la nuova apertura ufficiale avvenne nel 1975. Le autorità intervenute al Filarmonico hanno voluto rimarcare l’enorme responsabilità organizzativa colta e rispettata in pieno e l’ennesima opportunità mondiale dell’illustre catino d’epoca romana che vedrà, quale stella già in cartellone, il famoso ballerino Roberto Bolle, il primo a raggiungere in contemporanea i titoli di Étoile del Teatro alla Scala di Milano e di Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York. Inoltre, è Guest Artist al Royal Ballet presso la Royal Opera House del Covent Garden a Londra, nel Regno Unito. Oltre a Bolle, sono previsti altri grandi nomi, in esibizione e retroscena. Al preavviso di Beauty in Action (prima prassi solenne olimpica nell’ambito d’un monumento storico come l’Arena, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO – United Nations Educational Scientific And Cultural Organization, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura – assieme al centro storico veronese) si sono alternati in interventi Matteo Salvini (vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti), Francesco Lollobrigida (ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste), il veronese Gianmarco Mazzi (sottosegretario di Stato al ministero della Cultura, con delega allo Spettacolo), Luca Zaia (presidente della Regione Veneto), Damiano Tommasi (sindaco di Verona), Cecilia Gasdia (ex soprano veronese, sovrintendente della Fondazione Arena). Hanno preso la parola, riguardo allo spettacolare congedo in Arena, anche Giovanni Malagò (presidente del CONI – Comitato Olimpico Nazionale Italiano – dal 19 febbraio 2013 al 26 giugno 2025 e presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, istituita il 9 dicembre 2019 per pianificare e realizzare sia i Giochi Olimpici che i XIV Paralimpici Invernali, sempre a Milano e Cortina d’Ampezzo, dal 6 al 15 marzo 2026), Andrea Varnier (amministratore delegato della Fondazione), Maria Laura Iascone (direttrice delle Cerimonie istituzionali). Beauty in Action (definita un “tributo alla bellezza in movimento in tutte le sue forme”, una “fusione di lirica, musica, danza, cinema, design e tecnologia”) s’avvale della creatività di esponenti di Filmmaster SpA diretti dal presidente Alfredo Accatino. Il relativo team conta su Adriano Martella (Creative director), Stefania Opipari (Show director), Stefano Ciammitti (Costume designer), Michele Braga (Music director), Claudio Santucci (Set designer). L’occasione al Filarmonico è servita anche per mostrare il render (cioè l’immagine terminale da mostrare prima dell’attuazione concreta d’un processo d’elaborazione immagini da un modello 3D, con computer grafica) ufficiale della scenografia in Arena, col palcoscenico ispirato ad una goccia d’acqua. Una disposizione visiva del tutto inedita, senza separazioni tra palco e platea ma come una grande piazza italiana al centro dello spazio interno, pulsante e variabile, animata da coreografie, luci, allestimenti mutevoli. Ma… Non solo l’Arena… La fantasia celebrativa del fine Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 coinvolgerà pure piazza Bra (dove s’incastona l’anfiteatro) e, ancora, il Teatro Filarmonico, con esecuzioni dell’orchestra e del coro della Fondazione Arena di Verona.   Servizio e foto di Claudio Beccalossi

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COP30 – Intervista all´Ambasciatore Alessandro Cortese

Intervista all’Ambasciatore d’Italia alla COP30 di Belem Tra ambizioni e realtà: l’Italia alla COP30 A dieci anni dagli Accordi di Parigi, la diplomazia italiana punta su transizione, cooperazione e responsabilità condivisa     a 1- Ambasciatore, dieci anni dopo Parigi, la COP30 riconosce di fatto che l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro +1,5 °C non è stato raggiunto.Cosa significa questo “fallimento” per la diplomazia internazionale e, in particolare, per l’Europa e l’Italia? È ancora realistico parlare di obiettivi globali condivisi? Premetto che non sono un negoziatore, ma un osservatore privilegiato della Conferenza, per cui non posso addentrarmi nei complessi tecnicismi del negoziato. Effettivamente l’obiettivo di aumento massimo delle temperature di 1,5 gradi entro il 2030 si rivela adesso molto difficilmente raggiungibile. Però non parlerei di un fallimento, nel senso che la diplomazia ambientale multilaterale sta compiendo un grande sforzo, anche tramite le COP, per cercare di rimettere le cose in carreggiata. Si tratta innanzitutto di implementare nel migliore dei modi i tanti e importantissimi impegni che sono stati assunti negli anni. Per esempio sugli investimenti è difficile mantenerli troppo ambiziosi, specie quando un importantissimo partner si è chiamato fuori dagli Accordi di Parigi e dai negoziati di Belém. Effettivamente un insieme di situazioni rende le cose particolarmente difficili, ma non direi che la diplomazia ha fallito o stia fallendo. Quello che propongono i brasiliani — ma vedremo poi cosa scriveranno nei documenti, che non sono ancora circolati — è di rilanciare il processo e di implementare ciò che è stato deciso a Baku lo scorso anno e a Parigi dieci anni fa. È di grande importanza che la COP continui a tenersi ogni anno, perché questo attira l’attenzione dei nostri leader e spinge i Paesi a fare uno sforzo importante, rendendosi anche l’opinione pubblica conto che, se ciò non avviene, il nostro pianeta così come lo conosciamo potrebbe finire male in tempi non lunghissimi. Naturalmente i brasiliani si pongono obiettivi ambiziosi, anche perché hanno una risorsa fondamentale per il futuro del pianeta, che è l’Amazzonia, e che va preservata in tutti i modi, perché è da essa che dipende in buona parte il mantenimento di un clima che non porti agli eccessi climatici estremi che stiamo vivendo. Eventi estremi che in passato avvenivano a distanza di anni, mentre invece oggi avvengono con grandissima frequenza, talvolta a distanza di settimane o mesi in differenti parti del mondo. Siamo tutti ormai consapevoli dell’emergenza climatica e pochi sono i Paesi che non riconoscono questo problema. 2. Uno dei cardini di questa Conferenza è la mobilitazione di 1.300 miliardi di dollari l’anno per i Paesi in via di sviluppo entro il 2035.Secondo lei, il sistema internazionale dispone davvero degli strumenti – politici e finanziari – per rendere credibile un impegno di tale portata? E quale ruolo può giocare l’Italia, anche attraverso la cooperazione e il know-how tecnologico? Guardi, prima dicevo che gli obiettivi spesso sono molto ambiziosi. Ma questo è molto importante perché l’impegno sia maggiore. Ad esempio, dai 1.300 miliardi discussi a Baku, alla fine del negoziato si è arrivati a 300 miliardi, che peraltro è cifra di tutto rispetto. Poi è importante monitorare l’effettiva attuazione degli impegni da parte della membership. Non è facile né scontato. Da parte brasiliana — e questo è condivisibile — è importante anche individuare modalità originali per reperire risorse, attraverso partenariati pubblico-privati, il coinvolgimento più proattivo delle banche di sviluppo, ecc. Per esempio, presso il Padiglione italiano alla COP, si è tenuto a inizio settimana un evento realizzato da Enel, dove è stato illustrato come l’azienda investa nelle energie rinnovabili e alternative in Brasile. Anche Cassa Depositi e Prestiti, in un evento che si è tenuto nei giorni scorsi qui a Belém, sempre nel Padiglione italiano, ha indicato di aver messo a disposizione risorse importanti per finanziare progetti nel settore in varie parti del mondo. Chiaramente, con le risorse che possono essere allocate da uno Stato si crea una massa critica mirata. Questo richiede anche lavoro da parte dei governi per assicurarsi che vi sia coerenza nella loro attuazione. L’Italia a Belém possiamo dire che è in prima fila come partecipazione di alto livello: la presenza — non scontata — del nostro Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Tajani al Vertice dei Leader in apertura, e adesso con il Ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin, che sta seguendo passo passo, come nelle precedenti edizioni, i negoziati sul documento finale. Posso dire che la voce dell’Italia qui è abbastanza ascoltata, e non solo in seno all’Unione Europea: nei giorni scorsi, ad esempio, il Ministro Pichetto Fratin ha firmato un Memorandum d’intenti in materia ambientale con la Ministra dell’Ambiente del Brasile, Marina Silva. 3. Il Brasile, Paese ospitante, ha impostato la COP30 su sei pilastri che intrecciano ambiente, sviluppo umano e finanza verde.Come si inserisce l’Italia in questa visione? Ci sono ambiti in cui il nostro Paese può essere ponte tra Europa e America Latina, soprattutto in materia di energia e biodiversità? Come il Brasile, l’Italia insiste molto sull’importanza dei biocarburanti anche in sede europea, essendo una risorsa non inquinante e alternativa ai combustibili fossili. È molto importante, in materia ambientale come in tanti altri settori, non fare passi indietro. Anche un piccolo passo in avanti ha il suo peso. Credo che il Brasile stia cercando di individuare qui a Belém delle chiavi di lettura originali che consentano di avanzare. 4. L’assenza dei leader delle principali potenze inquinanti – Stati Uniti, Cina, India e Russia – pesa come un macigno.Quanto è difficile negoziare in un contesto in cui mancano i protagonisti decisivi? E cosa può fare la diplomazia europea per evitare che la COP30 si riduca a un forum di buone intenzioni? È vero che qualche Paese è mancato al vertice, ma a mio avviso la partecipazione è stata cospicua: vi erano più di 50 Paesi rappresentati al massimo livello, come l’Italia con il Vicepresidente del Consiglio. Tra quelli che ha citato, la Cina con il Vice Primo Ministro, l’India, la Russia presente ma a un livello meno rappresentativo per motivi

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Blue Brass, con jam session

RISPLENDE IL RIDOTTO DELLO SPASIMO La Fondazione The Brass Group inaugura La Casa del Jazz palermitana, nota anche come Blue Brass, con jam session riservate ai giovani talenti.      Palermo, 2025 La Fondazione The Brass Group annuncia la riapertura del Blue Brass – Ridotto dello Spasimo, luogo storico della musica jazz e simbolo della rinascita culturale della città. L’11 e 12 novembre segnano l’inaugurazione della nuova stagione con due serate dedicate alla musica dal vivo e alle Jam Sessions a tema, che coinvolgeranno giovani talenti e musicisti affermati in un dialogo aperto e creativo. La riapertura è coordinata da Vito Giordano e Fabio Lannino, con la collaborazione di Lucy Garsia, nell’ambito della programmazione culturale della Fondazione The Brass Group. Il Blue Brass, spazio che da sempre rappresenta un punto di riferimento per la scena jazz siciliana, rinnova la sua vocazione originaria: essere casa del jazz, luogo d’incontro, formazione e crescita artistica. La programmazione proseguirà tutti i martedì e mercoledì del mese, con un concerto il martedì (biglietto d’ingresso € 10,00 più diritto di prevendita) e una jam session strutturata ed educativa il mercoledì, ad ingresso libero, sotto la supervisione di Vito Giordano, che si avvarrà della collaborazione di Tommaso Lannino per la valorizzazione e il coinvolgimento delle nuove leve. Il calendario offrirà al pubblico un ricco percorso di concerti, collaborazioni e incontri tra giovani talenti e artisti di esperienza internazionale, confermando il ruolo del Blue Brass come laboratorio creativo e spazio di formazione viva. Dalle radici del Brass Group, nato nel 1974, al futuro che suona oggi, il club torna a rappresentare la continuità di una storia che ha visto esibirsi giganti come Chet Baker, Dexter Gordon e Charles Mingus, accanto a giovani musicisti destinati a diventare protagonisti della scena internazionale. Da quando la Fondazione ha sede allo Spasimo, il Brass Group ha contribuito in modo determinante al recupero sociale e culturale del centro storico di Palermo, restituendo alla città uno spazio di musica, incontro e partecipazione. Il progetto si inserisce nel percorso di continuità e innovazione che caratterizza da sempre la missione della Fondazione: promuovere la cultura del jazz, sostenere i giovani talenti e valorizzare la bellezza di uno dei luoghi più suggestivi della città, sede storica della Fondazione Brass , un faro acceso già in tempi bui ,  in cui serviva dare segnali di riscoperta del centro storico di Palermo : ebbene il Brass è stato faro e vessillo della cultura del coinvolgimento di un territorio cittadino negato . I prossimi appuntamenti: 18 novembre A tribute to Chick Corea 19 novembre Blue Brass Jam 25 novembre Palco Rosso – Le Donne non si toccano 26 novembre Blue Brass Jam 2 dicembre Filosto e Friends 3 dicembre Blue Brass Jam 9 dicembre Vito Giordano e Carmen Avellone quintet 10 dicembre Blue Brass Jam 16 dicembre Big Papa & Kids feat Antonella Schiró 17 dicembre Blue Brass Jam Infoline Fondazione The Brass Group: 091 778 2860 – 334.7391972, [email protected], www.thebrassgroup.it, fb fondazionethebrassgroup.    Rosanna Minafò addetto stampa Orchestra Jazz Siciliana – Fondazione The Brass Group.  

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Il centenario di Ossi di Seppia

“Eugenio Montale – Tra il mal di vivere e il mare”: un progetto scientifico internazionale celebra il centenario di Ossi di Seppia   In occasione del centenario della pubblicazione di Ossi di Seppia (1925–2025), vede la luce il volume collettaneo Eugenio Montale – Tra il mal di vivere e il mare, curato da Stefania Romito (Collana Nuovo Rinascimento Milano, Passerino Editore). L’opera nasce nell’ambito del Progetto Scientifico Internazionale “Montale – Ossi di Seppia Centenario”, promosso dalle Associazioni Ophelia’s Friends Cultural Projects e Verso un Nuovo Rinascimento APS Milano, e rappresenta la nuova tappa di un percorso letterario di alto profilo, avviato dopo il successo del Progetto Duse Centenario.   Il centenario di Ossi di Seppia non è soltanto un’occasione celebrativa, ma un momento di riflessione sull’eredità viva e multiforme del più grande poeta italiano del Novecento. Come sottolinea Stefania Romito nella sua densa Introduzione, questo libro nasce con l’intento di rileggere Montale non come monumento letterario, ma come voce ancora viva e interrogante del nostro tempo. A cento anni dalla pubblicazione del suo primo capolavoro, Montale continua a parlarci del dolore, dell’inquietudine, della resistenza interiore che attraversano l’animo umano. Romito invita il lettore a considerare la poesia montaliana come uno spazio di libertà e di pensiero, una forma di conoscenza che, pur nata nel contesto di un’Italia oppressa dal fascismo, riesce a varcare ogni confine nazionale. La curatrice scrive che «Ossi di seppia resta un libro giovane, capace di interrogare il presente e di parlare ancora a tutti noi, oltre i confini della storia e della letteratura», e in questa prospettiva si colloca l’intero progetto: non una chiusura su Montale, ma un rilancio del suo messaggio umano e poetico.   Il volume raccoglie saggi e contributi di studiosi e scrittori italiani e internazionali che indagano la poetica montaliana da prospettive letterarie, filosofiche, estetiche e simboliche, configurandosi come un prezioso strumento di studio per studenti e appassionati di letteratura grazie agli approfondimenti originali che propone su aspetti ancora poco esplorati dell’opera di Montale. Questi i saggisti, in ordine alfabetico: Gianluca Borgese, Romelda Bozhani, Lidia Caputo, Gianluigi Chiaserotti, Pina Colitta, Mario De Rosa, Marvi del Pozzo, Angela Valenti Durazzo, Emilio Filieri, Arjan Kallço e Jorida Tollkuçi, Antonella Monaco, Adolfo Polignano, Regina Resta, Stefania Romito, Walter Rossi, Simone Saccomani, Pino Sassano e Luca Siniscalco. Una sezione speciale, Montale oltre Montale, testimonia l’attualità e la vitalità dell’eredità poetica del Premio Nobel, proponendo un dialogo fecondo tra parola, immagine e memoria. In essa trovano spazio opere visive, riflessioni creative di Ylenia Paladino, autrice dell’opera pittorica rappresentata in copertina, Lorena Sambruna e Nadia Martorano, oltre ai materiali museali provenienti dalla collezione privata “La Camelia Collezioni” di Maria Luisa Siviero e Alessandra Restelli. I saggi esplorano il Montale filosofo e metafisico, interprete del “male di vivere” come condizione universale; il Montale intimo e umano, che trova nella musica, nelle relazioni e nella memoria il ritmo profondo della sua parola; e infine il Montale europeo, la cui voce dialoga con le grandi correnti del pensiero e della poesia del Novecento. La curatrice evidenzia come la forza di Ossi di Seppia consista nella trasformazione dell’elemento quotidiano in simbolo universale: una foglia secca, un rivo strozzato, l’arsura del meriggio diventano segni metafisici, spiragli di senso in un mondo disincantato. È questo, sottolinea Romito, il miracolo della poesia montaliana: «rendere visibile l’invisibile, far emergere il trascendente dal reale».   Il progetto, di respiro internazionale, è sostenuto da una fitta rete di  Partner gemellati nazionali e internazionali: Publierre Communication, Mondadori Milano (Bookstore), la Camelia Collezioni di Vigevano, Biblioteca Publike “Thimi Mitko” di Korçe (Albania), Associazione culturale “…incostieraamalfitana.it”, OraQuadra.info Magazine, Apsec Associazione per la Promozione della Scienza dell’Educazione e della Cultura, Il Pianeta della Danza di Isabella Sisca, Studio Scopelliti – Ugolini,  Associazione della Tuscia, Bobino Club di Milano, VerbumlandiArt, CinqueW News, Università UniTreEdu, Castello di Piea d’Asti, Università Privata Popolare “The infinite Rose”. Il Volume collettaneo Eugenio Montale – Tra il mal di vivere e il mare è disponibile sia in versione cartacea che in e-book su tutte le piattaforme di vendite di libri on line o scrivendo a: [email protected] o [email protected].   ——– Ufficio stampa Associazione culturale “Ophelia’s friends Cultural Projects” e-mail: [email protected]

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Goffredo Palmerini a Manoppello

IL VALORE DELLA PAROLA, LA FORZA DELLE RADICI A Manoppello la presentazione di “Intrecci di memoria” di Goffredo Palmerini         a MANOPPELLO (Pescara) – “Ponte tra epoche, popoli e destini la scrittura è capace di restituire voce a persone luoghi e memorie spesso dimenticati”. Intorno a questi temi, partendo dall’Abruzzo per giungere ai teatri del mondo, si è sviluppato l’incontro dedicato a Intrecci di memoria, il libro di Goffredo Palmerini, edito da One Group Edizioni.   L’appuntamento, parte della rassegna Incontri con l’Autore, ha animato sabato pomeriggio l’ex chiesa di San Lorenzo a Manoppello, offrendo un’occasione di riflessione sulla forza della parola e della memoria. Il volume di Goffredo Palmerini attraversa storie di emigrazione, incontri culturali, storie che raccontano la forza delle radici e la capacità di mantenere vivo il legame con la propria terra anche quando si è lontani.   Durante la serata, Francesca Pompa, presidente di One Group, e il giornalista Ennio Bellucci hanno dialogato con l’autore, mentre il musicista e autore Beppe Frattaroli ha impreziosito l’appuntamento con un’intensa lettura in note dell’opera, dando voce e suono alle parole di Palmerini. Nel suo intervento, il sindaco Giorgio De Luca ha ricordato come “il tema dell’emigrazione appartenga profondamente alla storia e all’identità di Manoppello. L’incontro con Goffredo Palmerini, che ringrazio, – ha detto ancora De Luca – ha confermato quanto i libri, e la parola, restino strumenti preziosi per custodire la memoria, onorare le radici e costruire ponti tra l’Italia e “l’altra Italia” nel mondo”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Manoppello, dalla Pro Loco e dall’Associazione Futile Utile, ha offerto uno spazio di confronto sul valore dell’identità e della memoria. Fonte: Goffredo Palmerini

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