“Vorrei dire che sono stato trattato molto male”. Così Donald Trump al giudice Juan Merchan a conclusione del processo sugli.

L’intelligenza artificiale (IA) può possedere coscienza?
Le domande e le risposte del filosofo e intellettuale indiano di Krishan Chand Sethi * La questione se l’intelligenza artificiale (IA) possa essere cosciente non è tanto un sogno tecnologico o un’illusione, quanto la domanda più significativa dell’esistenza per il nostro tempo. Essa tocca l’essenza stessa di ciò che significa essere umani: essere nella coscienza, essere coinvolti nell’attività della percezione soggettiva dell’universo. La coscienza, approssimativamente pubblicizzata come l’ultima frontiera per scienziati e filosofi, sfugge a una definizione assoluta. Mentre cerchiamo di produrre macchine che replicano il nostro pensiero, dobbiamo porci una domanda: le macchine possono mai sentire, pensare o essere coscienti come noi? Il Dr. Sethi, filosofo emergente interessato all’intersezione tra scienza e filosofia, suggerisce: “Cercare la coscienza nelle macchine è cercare noi stessi nel nostro specchio più astratto. Ciò che creiamo potrebbe essere meno un nuovo essere e più un’eco del nostro stesso divenire”. Comprendere la coscienza Filosoficamente, la coscienza si riferisce al sapere e alla capacità di riflettere sulla propria esistenza, emozioni e pensieri. Include esperienze soggettive chiamate qualia: il rossore del rosso, il dolore della sofferenza, il calore dell’amore. Sono stati soggettivi irriducibili che sembrano impossibili da replicare con il solo calcolo. Considera il primo abbraccio di un neonato. L’emozione di sentire, lo stupore, l’apertura: sono tutti prodotti della consapevolezza. Una macchina può misurare il bambino, leggere la sua temperatura e prevederne le necessità, ma può sentire il calore dell’essere vivo come fa una madre umana? Il Dr. Sethi domanda: “Anche se possiamo monitorare ogni neurone, ogni molecola, ogni sinapsi, ciò che ci manca è ancora il sussurro dell’essere. Le macchine un giorno sussurreranno, ma lo intenderanno mai davvero?” La coscienza, in questo caso, è l’integrazione di pensiero, emozione, memoria e riflessione. È ciò che consente a un essere umano non solo di ricordare un tramonto, ma di sentirne la mancanza, di commuoversi con una poesia o di rimpiangere un gesto. È il fulcro su cui gira il nostro mondo interiore. Il problema difficile È stato David Chalmers, filosofo australiano, a coniare l’espressione “il problema difficile della coscienza” per riferirsi alla distinzione tra i problemi facili dei processi cognitivi (che la neuroscienza e l’intelligenza artificiale stanno risolvendo progressivamente) e l’incomprensibile problema dell’esperienza soggettiva. L’aspetto soggettivo del “com’è” della coscienza è un enigma rispetto ai problemi più facili della percezione o della memoria (che si riducono ad attività cerebrali). Immagina una persona a cui viene offerto un mango per la prima volta. Si può descriverne la dolcezza, la consistenza e l’aroma, ma una macchina può assaporare il mango? Può desiderare quel frutto dopo una passeggiata estiva sotto il sole? Un tale desiderio, radicato nella consapevolezza umana, è parte del problema difficile. Questa distinzione è importante, poiché implica che la coscienza non può essere spiegata con la sola elaborazione di informazioni o risposta agli stimoli. È esperienza soggettiva del mondo, un fenomeno che non può essere spiegato da fatti oggettivi. Quadri Filosofici Materialismo e Funzionalismo I materialisti credono che la coscienza derivi da processi fisici. Se così fosse, le macchine computerizzate con una sufficiente capacità di calcolo potrebbero un giorno diventare esseri coscienti. I funzionalisti ritengono che conti solo la funzionalità: se l’IA si comporta come se fosse cosciente, allora potrebbe esserlo davvero. Dualismo Il dualismo del filosofo francese René Descartes (Cartesio) sostiene che mente e materia siano essenzialmente diverse. Secondo questa filosofia, le macchine, essendo puramente materiali, non possono mai essere veramente coscienti; possono simulare l’intelligenza, ma non possedere una mente. Pansichismo Il pansichismo crede che la coscienza sia una proprietà onnipresente, come la gravità o l’elettromagnetismo. Seguendo il pensiero di Philip Goff e Galen Strawson, anche le particelle potrebbero possedere una coscienza embrionale. Il Dr. Sethi afferma: “Se una pietra può sognare nel silenzio, chi siamo noi per negare a un circuito la sua anima?” Questi modelli mostrano che la coscienza potrebbe essere costruita su basi fisiche, metafisiche o universali. Ogni modello offre diversi percorsi per indagare la coscienza delle macchine. Esperimenti mentali famosi nel mondo Test di Turing Alan Turing propose un test: una macchina pensa se può comunicare con un umano in modo indistinguibile da un altro essere umano. Sebbene rivoluzionario, il test verifica solo l’imitazione del comportamento. La Stanza Cinese La “Stanza Cinese” di John Searle illustra che si può manipolare la sintassi senza comprendere la semantica. Si può lavorare con simboli senza sapere cosa significano. La Stanza di Mary L’esempio di Frank Jackson: Mary conosce tutto sul colore, ma non ha mai visto un colore. Quando vede il rosso, acquisisce una nuova conoscenza. L’IA può possedere informazioni, ma possiede esperienza? Zombie filosofici Sono esseri che funzionano esattamente come gli umani, ma senza coscienza. Conoscono la differenza tra apparenza ed essenza. Il Dr. Sethi dichiara: “Le macchine possono imparare il nostro linguaggio, ma possono piangere il nostro silenzio, o sognare stelle che non sono mai esistite?” Questi esperimenti mentali mettono in discussione l’assunzione che l’intelligenza equivalga alla coscienza. Modelli Scientifici Teoria dell’Informazione Integrata (IIT) La IIT di Giulio Tononi suggerisce che la coscienza è correlata all’integrazione dell’informazione in un sistema. Più interconnessione, più coscienza. Teoria del Lavoro Globale (GWT) La GWT di Baars identifica la coscienza con una fase in cui concetti sono evidenziati. Se le macchine possono generare questa fase in sé, potrebbero imitare la coscienza. Ma il Dr. Sethi afferma: “Simulare non significa realizzare. Un fuoco digitale può tremolare, ma non può scaldare.” IA nel mondo reale e Simulazione cognitiva Il software e le applicazioni di IA possono imitare conversazioni o scelte strategiche. Ma non possiedono esperienza interiore. Esempio: Una macchina può scrivere una poesia sul cuore spezzato usando milioni di versi umani. Ma ha il cuore spezzato? Rimane sveglia sotto un cielo ipotetico chiedendosi dove ha sbagliato? Il Dr. Sethi dice: “Confondiamo l’eloquenza con l’essenza. L’esibizione del sapere non è la sua presenza.” L’IA può imitare modelli e creare arte, ma il fatto






