Ripulita la statua di San Giovanni Paolo II
deturpata da frange vandaliche pro-Pal

Roma, piazza dei Cinquecento (che ricorda i circa 500 soldati italiani caduti nella Battaglia di Dogali del 26 gennaio 1887 tra le truppe del Regno d’Italia e quelle dell’Impero etiope).
Sono stati cancellati simbolo (falce e martello) e scritta (fascista di m…) obbrobriosi (lasciati dai più esagitati dei manifestanti pro-Pal il 4 ottobre 2025, dapprima bardando sacrilegamente con una kefiyah, copricapo tradizionale arabo e mediorientale diventato simbolo della solidarietà internazionale verso il popolo palestinese) dalla maestosa (ben circa 7 metri d’altezza) statua bronzea con patina argentea sfumata sul verde, raffigurante papa Karol Józef Wojtyła (Wadowice, Polonia, 18 maggio 1920 – Città del Vaticano, 2 aprile 2005) e che giganteggia, appunto, in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini ed accanto ai terminals di varie linee di autobus dell’Atac SpA, Azienda per la mobilità del Comune di Roma.
L’opera di Oliviero Rainaldi, intitolata “Conversazioni”, è stata inaugurata il 18 maggio 2011 quale donazione da parte della Fondazione “Silvana Paolini Angelucci” Onlus e dell’artista stesso alla Città Eterna in occasione della beatificazione del pontefice Giovanni Paolo II, il 1° maggio 2011, da papa Benedetto XVI (al secolo Joseph Aloisius Ratzinger, Marktl, Germania, 16 aprile 1927 – Città del Vaticano, 31 dicembre 2022). Il Sommo Pastore Wojtyła venne poi canonizzato il 27 aprile 2014 da papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio, Buenos Aires, Argentina, 17 dicembre 1936 – Città del Vaticano, 21 aprile 2025).
Nemmeno il più pessimista, nei momenti solenni d’inaugurazione, avrebbe potuto profetizzare l’avvento dei “nuovi vandali” mascherati da “pacifisti”, “nonviolenti”, “sostenitori degli oppressi”, “idealisti e propugnatori” d’una Palestina “dal fiume al mare” (che presumerebbe l’eliminazione dello Stato d’Israele, sic) nonché “cellule attive” dell’ennesima fase storica antisemita il cui livello d’aggressività ed intolleranza sta crescendo sempre più non solo in Italia…
Articolo e foto
Claudio Beccalossi
