Lucio Presta, l´uragano che torna a casa

A Roseto Capo Spulico il 2 agosto la presentazione del libro «L’uragano. Sole, fulmini e saette» e il conferimento dell’onorificenza «Calabria che lavora»

 

 

C’è chi parte dalla Calabria per conquistare il mondo e chi, prima o poi, sente il bisogno di tornarvi per raccontarsi. Lucio Presta appartiene alla seconda categoria. E lo farà il prossimo 2 agosto, alle ore 22, al Parco Qualità della Vita di Roseto Capo Spulico, dove presenterà il suo libro L’uragano. Sole, fulmini e saette, in una serata che intreccia cultura, spettacolo, memoria e identità territoriale.

Un titolo che è già una dichiarazione d’intenti. Perché nella vita professionale e personale di Presta non sembrano essere mancati né il sole né i fulmini, né tantomeno le saette. Il libro diventa così l’occasione per ripercorrere una storia fatta di incontri, passioni, scelte, successi e retroscena, con il linguaggio di chi decide di mettere a nudo, senza troppi filtri, il proprio percorso umano e professionale.

Ma quella di Roseto Capo Spulico non sarà soltanto una presentazione editoriale.

Nel corso della serata, infatti, la Commissione Cultura, Scienza e Pensiero, su gentile segnalazione del professor Giovanbattista Trebisacce, conferirà a Lucio Presta l’onorificenza «Calabria che lavora», attribuita quale riconoscimento per il prestigio conferito con la sua attività al mondo della cultura e dello spettacolo italiano.

La motivazione mette in evidenza il carisma, la perseveranza e la capacità di Presta di muoversi nel difficile universo dello spettacolo come un autentico «mercante di stelle»: un uomo capace di individuare il talento, accompagnarlo e costruire un ponte tra chi ha qualcosa da dire e un pubblico disposto ad ascoltare.

Un riconoscimento che guarda anche alla Calabria e al rapporto mai interrotto con la terra d’origine. A Cosenza, Presta ha dedicato attenzione, impegno e una parte significativa della propria esperienza, fino ad assumere anche una responsabilità diretta nella vita pubblica con la candidatura a sindaco. Una scelta che, al di là degli esiti politici, resta la testimonianza di un legame con la propria comunità e di un’idea di partecipazione civica che merita di essere ricordata.

E poi ci sono i giovani.

Tra le iniziative che accompagnano il suo percorso figura «Nextv», un laboratorio gratuito articolato in quindici incontri con alcuni dei più importanti professionisti della televisione italiana. Un progetto pensato per trasmettere alle nuove generazioni non soltanto competenze, ma soprattutto una parola che oggi sembra aver perso qualche estimatore: merito. E insieme al merito, il valore della preparazione, della gavetta e dello spirito di sacrificio.

Non è dunque casuale la frase scelta per accompagnare l’onorificenza:

«La generosità, l’onestà e l’etica: per queste mi faccio ammazzare».

Parole forti, forse persino provocatorie, ma coerenti con il ritratto di un uomo che ha fatto della determinazione una delle cifre della propria carriera e che, attraverso il libro, sceglie ora di raccontare anche il lato meno visibile di una lunga esperienza nel mondo dello spettacolo.

La serata di Roseto Capo Spulico si inserisce nel calendario delle iniziative culturali che animano l’Alto Ionio Cosentino e rappresenta anche un’occasione per rinsaldare quel filo, spesso sottile ma mai spezzato, che lega una terra ai suoi figli più conosciuti.

Il 2 agosto, dunque, l’uragano torna metaforicamente a casa. E questa volta, più che sole, fulmini e saette, porta con sé una storia da raccontare e un riconoscimento da ricevere.

Del resto, avrebbe probabilmente osservato Indro Montanelli, nella vita non basta aver avuto successo: prima o poi bisogna anche tornare nel luogo da cui si è partiti. Perché è lì che, spesso, il successo viene sottoposto all’esame più severo: quello della memoria.

Mimmo Leonetti

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