Le più belle interviste

Il Console Generale d’Italia a San Paolo, Dott. Domenico Fornara, ha gentilmente risposto alle domande formulate dal Presidente dell’Associazione Stampa Italiana in Brasile (ASIB).
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Pubblichiamo di seguito, in versione integrale, questa intervista esclusiva.

A poche settimane dal Suo rientro a Roma, previsto per il prossimo 28 luglio, si avvia a conclusione un mandato che ha coinciso con una fase di significativa crescita della presenza italiana nello Stato di San Paolo e con un ulteriore consolidamento delle relazioni tra Italia e Brasile.

In occasione dell’80° anniversario della Repubblica Italiana, desideriamo ripercorrere alcuni momenti significativi della Sua esperienza in Brasile e raccogliere una riflessione sul presente e sul futuro della nostra comunità.

Signor Console, tra poche settimane lascerà San Paolo. Con quale stato d’animo guarda a questi quattro anni trascorsi alla guida del Consolato Generale?

E’ stata a tutti gli effetti un’esperienza eccezionale. Ho avuto la fortuna e il privilegio di partecipare ad un periodo di grande rilancio delle relazioni bilaterali. Abbiamo ricevuto il Presidente della Repubblica Mattarella, il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Tajani e numerose altre delegazioni politiche ed imprenditoriali. Abbiamo celebrato i 150 anni dell’immigrazione italiana in Brasile. Si tratta di tutti eventi di altissimo profilo che hanno dato un forte impulso ai rapporti italobrasiliani, con ricadute visibili anche sugli scambi commerciali.

Se dovesse sintetizzare la Sua esperienza brasiliana in tre parole, quali sceglierebbe e perché?

Compatibilità, complementarietà e sviluppo. Le società italiana e brasiliana presentano evidenti aspetti di compatibilità e di complementarietà. Si tratta di due dinamiche che producono sviluppo. E questo è evidente guardando a quanto l’immigrazione italiana ha contribuito allo sviluppo sociale, culturale, economico e politico del Brasile. E lo è anche se guardiamo alle prospettive dell’applicazione dell’Accordo tra l’Unione Europea e il Mercosul, del quale Brasile e Italia sono e saranno a mio avviso i principali beneficiari.

Qual è il ricordo umano più significativo che porterà con sé una volta rientrato in Italia?

Il calore con cui mi hanno accolto le tantissime collettività italiane sparse nella grande circoscrizione del Consolato Generale (che comprende, oltre allo Stato di San Paolo, il Mato Grosso, il Mato Grosso del Sud, la Rondonia e l’Acre).

Quale risultato raggiunto durante il Suo mandato ritiene più rappresentativo del lavoro svolto?

Il Consolato Generale ha quasi raddoppiato la sua produttività negli ultimi quattro anni, a fronte di una fortissima pressione sul fronte della richiesta di servizi consolari. Abbiamo registrato oltre 150.000 nuovi cittadini ed abbiamo ora una popolazione AIRE pari a quella della città di Bologna (circa 400.000 persone). Siamo passati dai 21.000 passaporti emessi nel 2021 ai quasi 40.000 nel 2025. Abbiamo gestito quattro tornate elettorali/referendarie stampando e inviando centinaia di migliaia di schede, decine di tonnellate di carta che sono state poi portate a Roma garantendo il diritto di voto ai nostri connazionali. Abbiamo organizzato oltre 200 eventi promozionali. Desidero essere chiaro su un punto: si tratta di risultati che vanno ascritti innanzitutto ai miei colleghi che hanno lavorato in maniera encomiabile.

La visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2024 ha rappresentato uno dei momenti più alti delle relazioni tra Italia e Brasile. Che significato ha avuto per Lei quell’evento?

Una visita di Stato è il momento più importante nella carriera di un diplomatico. Ricordo la forte emozione che ho provato quando vidi il Presidente Mattarella scendere la scaletta dell’aereo. Tra me e me pensai che avrei fatto qualcosa di goffo per l’eccessiva emozione ma per fortuna tutto è andato bene grazie anche all’umanità, al calore ed al tratto gentilissimo del Presidente.

Come descriverebbe oggi la comunità italiana e italo-brasiliana della circoscrizione di San Paolo e quali prospettive ne intravede per il futuro?

È una comunità eccezionale che rappresenta il meglio di San Paolo. La città non sarebbe quella che è senza gli italiani. Ho molto apprezzato le varie sfaccettature della comunità italiana, da quella di più antica immigrazione ai nuovi espatriati che continuano a dinamizzare ed arricchire la società paulistana. Sono convinto che vi siano ancora ampi margini di sviluppo delle relazioni tra Italia e Brasile grazie al dinamismo degli italobrasiliani ed alla curiosità di molti giovani italiani che si affacciano su questo meraviglioso paese. 

In questi anni il tema della cittadinanza italiana ha assunto un ruolo centrale. Quale messaggio desidera rivolgere ai tanti discendenti italiani che continuano a guardare all’Italia come parte della propria identità?

Il Governo ed il Parlamento italiano hanno riformato la legge sulla cittadinanza. Una decisione sofferta ma necessaria per evitare alcuni eccessi e ricondurre la normativa nell’alveo degli standard europei in materia di cittadinanza. La nuova normativa predilige proprio il “genuine link”, ovvero privilegia chi dimostra un legame forte con l’Italia. Parallelamente facilita l’immigrazione di ritorno degli italodiscendenti e il riconoscimento della cittadinanza agli italodiscendenti che risiedono in Italia. Il Governo ha inoltre lanciato il progetto “Turismo delle Radici”, teso a riconnettere gli emigranti italiani con i luoghi di provenienza dei loro antenati. Si tratta di iniziative poste in essere per aiutare proprio chi guarda all’Italia come parte della propria identità.

Quale aspetto della presenza italiana in Brasile – culturale, economico, sociale o umano – l’ha maggiormente colpita?

Mi ha molto colpito come le culture musicali si sono reciprocamente contaminate. Oltre all’apporto della musica classica e lirica italiana allo sviluppo della musica brasiliana, è interessante la contaminazione nella musica contemporanea.  Negli anni ’70 e ’80 molti artisti brasiliani hanno vissuto periodi in Italia, anche per causa della dittatura in Brasile. Tra questi, Vinicius de Moraes, Toquinho e Chico Buarque. In quegli anni hanno sviluppato interessantissime collaborazioni con grandi artisti italiani, una tra tutte Ornella Vanoni. Ne sono nate canzoni bellissime che hanno in qualche maniera fuso la tradizione della Bossa Nova con il Jazz e la musica leggera italiana. Musiche che a loro volta hanno influenzato generazioni di artisti in Brasile. Una meraviglia.

C’è un incontro, una persona o un episodio che, a Suo giudizio, rappresenta particolarmente bene il legame tra Italia e Brasile?

Ricordo con grande allegria e affetto il Sorriso di Massimo Ferrari. Massimo è il padre della cucina italiana a San Paolo. Abbiamo lavorato con lui in diverse edizioni della Settimana della cucina regionale italiana a San Paolo. È una persona splendida, generosissima, con un sorriso sempre per tutti. Per questi motivi quando è venuto in visita il Presidente della Repubblica abbiamo organizzato una cena nel suo bellissimo ristorante, Felice & Maria. Massimo ha ricevuto il Presidente in maniera impeccabile, facendolo sentire a casa e chiedendo di non essere pagato. Il corrispettivo della cena è stato devoluto all’Arsenale della Speranza. Per questo gesto, il Presidente Motu Proprio ha concesso a Ferrari l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Quale augurio desidera rivolgere al Suo successore alla guida del Consolato Generale di San Paolo?

Di approfittare soprattutto dell’umanità che emana l’italianità a San Paolo. Di immergersi nella nostra comunità e di arricchirsi con le tante storie che ascolterà e vivrà.

E quale messaggio desidera lasciare alla comunità italiana e italo-discendente che continuerà a rappresentare uno dei ponti più solidi tra i nostri due Paesi?

Un sentito ringraziamento per il calore con cui sono stato accolto e per le tante lezioni che qui ho imparato. Siete i veri ambasciatori della cultura italiana. Continuate ad essere italiani ed a lavorare come nesso tra due Paesi straordinari, l’Italia e il Brasile.

Quando, negli anni a venire, ripenserà al Brasile e a San Paolo, quale immagine o quale emozione crede riaffiorerà per prima nella Sua memoria?

I bambini che giocano felici nella nostra sala d’aspetto in attesa del loro passaporto.

di Redazione

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