La finestra su Roma

 

 

di Bruno Fulco

Branca Branca Branca, leon leon leon

Deliziati da un’estate romana che sembra non finire mai mostrando una delle migliori versioni di Roma, l’autunno si preannuncia mite. Ragionando da turista questo è senz’altro il periodo migliore per godere l’atmosfera della città eterna, anche per noi che turisti non siamo ma ogni tanto ci rechiamo nel cuore della città, magari la domenica mattina, tentando di scovare quegli “angoletti” dove la misura del tempo si fa relativa rendendo perfettamente aderente a Roma la definizione di eterna.

Fuori dai sentimentalismi ci apprestiamo a un anno impegnativo per tutto il paese, ma che vedrà nella capitale il centro degli accadimenti politici che condizioneranno la vita pubblica dei prossimi anni. A circa 12 mesi dalle elezioni politiche c’è da giurare che la battaglia sarà cruenta e senza esclusione di colpi. Ai nastri di partenza i contendenti si presentano agguerriti, in alcuni casi con la bava alla bocca.

Da una parte l’odierna opposizione che proporrà il cosiddetto “campo largo”, talmente largo da non sembrare nemmeno un campo. Generalmente in un campo si sceglie bene cosa coltivare e poi ci si impegna per ottenere i frutti delle proprie scelte. In questo campo di tipo politico invece, bisognerebbe coltivare idee ma è proprio questa la nota dolente.

Nel campo largo verrà arruolato chiunque, basta essere in possesso dell’unico requisito richiesto che è quello di voler vincere le elezioni. In virtù di questo “nobile” scopo questa sorta di “Armata Brancaleone” è pronta ad arruolare chiunque. Poco importa se gli alfieri di questo mal connesso sodalizio non vanno d’accordo praticamente su ogni questione da affrontare nella quotidianità politica.

Conflitto Russia – Ucraina, Medioriente, politica economica, politica estera, energia, immigrazione e quant’altro, per questa adunata non c’è convergenza praticamente su nulla, fatto salvo il cercare di raccattare qualche voto dagli immigrati spingendosi persino a scrivere la propria propaganda in arabo, ma contemporaneamente girandosi dall’altra parte davanti alle più palesi violazioni dei diritti civili che questi compiono sul nostro territorio.

Nel segno della massima coerenza a guidare l’Armata non sarà certo il grande Vittorio Gassman, ma si pensa alle primarie tra persone che nel passato a più riprese si sono gettate fango addosso, salvo poi senza il minimo imbarazzo far finta di niente per mero opportunismo politico, nel segno della sacra ambizione della lotta a conquistarsi una poltrona.

Dall’altra parte dello schieramento una coalizione di governo il cui grande merito più evidente è stato quello di arrivare praticamente agli sgoccioli del mandato, un segno di stabilità per il paese che non è proprio cosa da poco. Certo non è mancato qualche imbarazzo di percorso, dovuto più cha altro ad alcuni personaggi nella squadra di governo che forse potevano essere scelti meglio.

Anche dal punto di vista dei provvedimenti ci si poteva aspettare qualcosa di più, specialmente vista l’energia iniziale con il quale questo esecutivo si era insediato. Parte di questa però è stata assorbita tra le bizze di Trump, le guerre e l’arginare delle “grandi trovate” Europee e certamente non è stato un mandato semplice per Giorgia Meloni.

Inoltre, in questi anni all’interno della destra si sono registrati cambiamenti importanti tra cui la nascita di FN, formazione politica guidata dal generale Vannacci che porta le istanze della parte meno accomodante, che negli intenti non ha nessuna voglia, per ora, di scendere a compromessi con alcuno.

Questo sarà uno dei grandi nodi intorno ai quali si decideranno le sorti del prossimo governo perché, se i nuovi arrivati come dichiarano vogliono tirare dritti per la loro strada allora i numeri per la Premier si faranno preoccupanti. Certamente assisteremo ad un lungo balletto di corteggiamento, tipo quello che fanno gli uccelli in natura per arrivare all’accoppiamento, nel tentativo di trovare dei punti di convergenza che permettano di andare nella stessa direzione.

C’è da giurarci, sarà un anno tosto in cui scandali e scandaletti si susseguiranno nel tentativo di screditare l’avversario. Questa volta però tra una rivelazione di una fonte segreta, un “pare” o un “si dice” molto probabilmente non ci sarà il prode Sigfrido a raccontarceli.

 

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