Bolivia: una svolta storica

Rodrigo Paz Pereira eletto presidente della Bolivia: una svolta storica tra riforme, simbolismo e dialogo internazionale a a   L’elezione di Rodrigo Paz Pereira alla presidenza della Bolivia il 19 ottobre 2025 segna un punto di svolta nella storia politica del paese andino. Con il 54,5% dei voti, il leader del Partido Demócrata Cristiano (PDC) ha posto fine a due decenni di dominio del Movimiento al Socialismo (MAS), aprendo le porte a una nuova fase di riforme, dialogo internazionale e riscoperta delle radici culturali e diasporiche della Bolivia. Ma cosa significa questa vittoria per la stabilità interna, le relazioni con il Brasile e per le comunità italiane che vivono in entrambi i paesi?   Uno degli elementi più significativi di questa transizione è stato il gesto politico e istituzionale di Jorge “Tuto” Quiroga, secondo classificato nelle elezioni presidenziali. Dopo aver riconosciuto pubblicamente la vittoria di Rodrigo Paz, Quiroga ha dichiarato: “Rodrigo Paz è il presidente eletto e il PDC governerà la Bolivia per i prossimi cinque anni. Il nostro dovere è garantire stabilità e rispetto per la volontà popolare.” Questo atto, accolto con rispetto da ampi settori della società boliviana e della comunità internazionale, ha contribuito a: Consolidare la legittimità democratica del nuovo governo. Prevenire tensioni post-elettorali e favorire un clima di governabilità e pacificazione nazionale. Aprire la strada a forme di collaborazione istituzionale tra forze politiche moderate, nel rispetto della pluralità democratica. Il gesto di Quiroga è stato interpretato come un segno di maturità politica e di responsabilità repubblicana, rafforzando l’immagine di una Bolivia pronta a superare le polarizzazioni e a costruire un futuro condiviso. Rodrigo Paz Pereira è figlio dell’ex presidente Jaime Paz Zamora e della galiziana Carmen Pereira. Nato a Santiago de Compostela nel 1967, ha vissuto la sua infanzia in diversi paesi sudamericani, un percorso che ha forgiato una visione politica aperta, multiculturale e profondamente democratica. Ex sindaco di Tarija e senatore, è noto per il suo stile sobrio, pragmatico e per la sua capacità di mediazione. La sua elezione è stata accolta come segnale di rinnovamento: un ritorno alla moderazione, alla diplomazia e alla valorizzazione delle identità multiple che compongono il tessuto boliviano. Negli ultimi anni, Bolivia e Brasile hanno cercato di rafforzare la cooperazione bilaterale, firmando accordi in settori strategici come agricoltura, energia, salute e sicurezza. Nel 2025, i due paesi hanno riattivato la Commissione Mista Demarcadora di Limiti, dopo sette anni di inattività, per aggiornare i confini nella zona San Matías–Buena Vista–Cuatro Hermanos. Con l’arrivo di Paz Pereira, si prospetta un rafforzamento di tali legami. La sua visione centrista e il suo stile diplomatico potrebbero facilitare: Una maggiore integrazione energetica, con progetti condivisi nel settore del gas naturale e delle energie rinnovabili. Collaborazioni ambientali, soprattutto nella gestione sostenibile dell’Amazzonia e nella lotta contro la deforestazione. Iniziative culturali e migratorie, che valorizzino le comunità transfrontaliere e promuovano il dialogo interculturale. Grazie alla sua storica influenza regionale, il Brasile potrebbe vedere in Paz un interlocutore stabile e affidabile, capace di rilanciare l’asse La Paz–Brasilia come motore di cooperazione sudamericana. La comunità italiana in Bolivia, sebbene meno numerosa rispetto a quella brasiliana, è attiva e ben organizzata. Attraverso reti come InterNations, gli italiani residenti nel paese mantengono vive le tradizioni, promuovono scambi culturali e partecipano alla vita sociale boliviana. Con l’elezione di Paz Pereira, si apre la possibilità di: Rafforzare i legami con l’Italia, valorizzando la sua eredità europea e promuovendo accordi culturali e accademici. Includere la comunità italiana nei processi cerimoniali e istituzionali, riconoscendone il contributo storico e sociale. Promuovere iniziative artistiche e simboliche, che integrino l’iconografia italiana con quella boliviana, in un dialogo visivo e rituale. La comunità italiana in Brasile è la più grande al mondo fuori dall’Italia, con circa 30 milioni di discendenti. Concentrata soprattutto negli stati di São Paulo, Santa Catarina e Rio Grande do Sul, questa diaspora ha influenzato profondamente la cultura, l’economia e la politica brasiliana. In questo contesto, la presidenza di Paz Pereira potrebbe: Favorire scambi culturali tra le comunità italiane di Bolivia e Brasile, creando ponti artistici, cerimoniali e accademici. Promuovere il turismo delle radici, attirando italo-discendenti in Bolivia per riscoprire le connessioni storiche e familiari. Stimolare la creazione di reti imprenditoriali transnazionali, che valorizzino il capitale umano e culturale della diaspora. Paz Pereira ha già dimostrato una sensibilità particolare verso il simbolismo e la ritualità politica. La sua eredità galiziana e il suo legame con figure artistiche e intellettuali europee lo rendono particolarmente attento alla dimensione culturale della governance. Per le comunità italiane, questo potrebbe tradursi in: Cerimonie istituzionali inclusive, che riconoscano le diverse radici etniche e culturali della Bolivia. Medaglie e onorificenze simboliche, che celebrino il contributo delle comunità italiane alla costruzione del paese. Murales, installazioni e arte pubblica, che integrino elementi italiani, boliviani e brasiliani in una narrazione visiva condivisa. Naturalmente, non mancano le sfide. La Bolivia affronta problemi strutturali come la povertà, la polarizzazione politica e la crisi climatica. Le relazioni con il Brasile, sebbene promettenti, devono superare ostacoli storici e differenze ideologiche. Tuttavia, la presidenza di Paz Pereira — rafforzata dal gesto di responsabilità di Tuto Quiroga — offre un’opportunità unica per: Riconciliare le identità multiple della Bolivia, valorizzando la diversità come forza. Rafforzare la diplomazia regionale, con un approccio pragmatico e inclusivo. Rilanciare il ruolo delle comunità italiane, non solo come testimoni del passato migratorio, ma come protagonisti del futuro culturale e sociale. Finalmente, l’elezione di Rodrigo Paz Pereira non rappresenta soltanto un cambio di leadership: è un invito a ripensare la Bolivia come spazio di convergenza tra Europa e Sudamerica, tra simbolismo e pragmatismo, tra passato diasporico e futuro condiviso. Il gesto di Tuto Quiroga, in questo contesto, si configura come un atto fondativo di una nuova stagione politica, dove la cerimonia, l’arte e la diplomazia si intrecciano per costruire un paese più inclusivo, aperto e consapevole delle sue radici. Vincenzo Tuccillo Inviato Asib per Bolivia

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Washington DC, XII edizione del Premio Eccellenza Italiana

LE NOMINATION AL PREMIO GIÀ RACCONTANO IL FUTURO DELL’ECCELLENZA ITALIANA  CI SI PREPARA A WASHINGTON DC ALLA XII EDIZIONE      Roma, 18 settembre 2025 – A un mese esatto dalla Ceremony Awards che si svolgerà al National Press Club a Washington DC, fioccano le candidature per la XII edizione del Premio Eccellenza Italiana. Il Premio racconta il Merito e il Talento degli Italians nel mondo partendo dalle Imprese e dai Professionisti del Bel Paese che meritano di essere raccontati. Ideato nel 2013 dal giornalista internazionale Massimo Lucidi, socio del prestigioso circolo di Washington DC, il NPC, che dal 1908 si batte per la libertà di stampa nel mondo, il Premio è cresciuto anno dopo anno con edizioni ininterrotte anche al tempo del Covid con doppie contemporanee Cerimonie a Washington DC e a Roma. Al momento oltre 200 candidature che saranno valutate entro il 4 ottobre a San Francesco da una commissione presieduta dal fiorentino Filippo Gucci che si avvale del contributo e la partecipazione di altri 17 componenti oltre il fondatore, rappresentativi di tanti settori e interessi che la Fondazione rappresenta. Tra le candidature che potranno prendere parte alle Ceremony Awards di Washington DC il prossimo 17 ottobre ovvero per il Thanksgiving a Roma il 27 novembre, bastano pochi nomi emblematici per capire che davvero partecipa una composita eterogenea rappresentanza di quel mondo imprenditoriale e professionale di eccellenza che si distingue per originalità e impegno.   Partiamo da Anchorage Group che offre anche un tema di confronto sui delicati temi della Libertà e Sostenibilità che affronta la Fondazione E-novation. Anchorage Group, boutique indipendente di consulenza finanziaria con sede a Londra, ma testa e cuore italiano, annuncia la preparazione del lancio del suo primo fondo di turnaround dedicato alle piccole e medie imprese italiane. L’iniziativa segue la recente acquisizione di una società di asset management con sede nel Principato del Liechtenstein, che consentirà al Gruppo di operare con un veicolo regolamentato e di offrire agli investitori una piattaforma solida e internazionale. Il nuovo fondo nasce con l’obiettivo di supportare le PMI italiane che attraversano fasi di temporanea difficoltà finanziaria o gestionale, ma che presentano potenzialità industriali e prospettive di crescita. Attraverso interventi mirati di ricapitalizzazione e affiancamento manageriale, Anchorage Group intende rilanciare aziende sane ma sottoperformanti, contribuendo così alla valorizzazione del tessuto imprenditoriale italiano e alla creazione di valore per gli investitori. “L’esperienza accumulata negli ultimi quindici anni, che ci ha visti protagonisti in numerosi progetti di ristrutturazione e rilancio aziendale, ci ha portato a maturare la convinzione che sia arrivato il momento di offrire al mercato una soluzione strutturale” – dichiara Davide Cognolato, Head of Turnaround di Anchorage Group e candidato al Premio Eccellenza Italiana. “Con questo fondo vogliamo da un lato cogliere opportunità di investimento ad alto potenziale e dall’altro dare un contributo concreto al rafforzamento e alla modernizzazione del tessuto imprenditoriale italiano, che oggi necessita non solo di capitali, ma anche di un nuovo paradigma manageriale.” Il fondo si concentrerà principalmente su: interventi di turnaround (rilancio di imprese con potenziale industriale ma temporanee difficoltà di liquidità o redditività; supporto manageriale attraverso un gruppo di esperti con comprovata esperienza in ristrutturazioni e sviluppo strategico; focus settoriale su comparti chiave dell’economia italiana, con particolare attenzione alle filiere produttive ad alto valore aggiunto. Con questa iniziativa, Anchorage Group consolida il proprio posizionamento come partner strategico per investitori istituzionali, family office e imprenditori che desiderano contribuire attivamente alla rinascita e alla crescita sostenibile delle PMI italiane.   “Basterebbe fermarsi a una candidatura del genere – chiosa Massimo Lucidi – per riflettere sul Valore del Premio in termini di Networking e di Netreputation. In realtà vi dico adesso altri nomi che sorprendono ed entusiasmano anche me”.   Giuseppe Casillo ceo di Altanus Geneve e cofondatore della scuola di orologeria del Tarì a Marcianise è l’esempio di come una azienda raggiunge l’eccellenza se mente e cuore dell’imprenditore pensano a far crescere il Valore nella sostenibilità che è inclusione sociale, formazione, passaggio generazionale. Di grande livello pure la candidatura di Next Yacht Group, il gruppo che nasce nel 2021 dall’acquisizione del cantiere FIPA, portando con sé oltre cinquant’anni di eccellenza nello yachting italiano. Custode di due brand iconici – Maiora e AB Yachts – il Gruppo unisce tradizione, innovazione e un’autentica passione per il mare, con l’obiettivo di ridefinire il concetto di lusso a bordo. Maiora, dal 1975 simbolo di eleganza senza tempo, esprime la massima artigianalità italiana con yacht personalizzati nei minimi dettagli, che uniscono design raffinato, tecnologia e comfort assoluto. AB Yachts, da oltre trent’anni laboratorio di visione e performance, è sinonimo di velocità, innovazione e linee avveniristiche. Con i suoi yacht jet-propelled, capaci di raggiungere i 60 nodi nel comfort più assoluto, offre esperienze uniche a chi cerca potenza, stile e distinzione in mare.   Claudio Bugatti guida Bugatti Industrie leader nel settore della produzione di componenti metalliche di alta qualità. Con una storia di successo che abbraccia oltre 80 anni, offre soluzioni metalliche affidabili e innovative per soddisfare le esigenze di clienti diversi e internazionali. L’esperienza consolidata permette di fornire componenti di precisione, resistenti e adatti alle applicazioni industriali sempre più esigenti.   Bruno Nardelli Presidente e Ceo della Liu Jo Luxury, il brand che rende il lusso accessibile del marchio ombrello Liu Jo, nato nel 1995 dai fratelli Marchi e cresciuto nel mondo, conferendo all’Italia un primato nel cosiddetto segmento premium contemporary.   Gianni Casella founder dello Studio Casella International è un fiscalista internazionale con passaporto canadese studi negli States e in Italia tra Milano Roma e Salerno.   “Resta ancora una settimana per candidarsi attraverso una mail o la app Premio Eccellenza Italiana” dichiara soddisfatta Azzurra Rinaldi newyorkese Vicepresidente della Fondazione E-novation.   Michele Pinto <[email protected]> Fonte: Goffredo Palmerini

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Aiuta Celine a costruire una nuova scuola in Kenya

Help Celine Build her Primary School in Kenya Lorenzo Toninelli organizza questa raccolta fondi Donazione protetta In English below Un Futuro di Speranza: Costruiamo Insieme una Scuola in Kenya Ogni bambino ha diritto a un’istruzione, a un luogo sicuro dove imparare, crescere e sognare. In molte parti del mondo, però, questo diritto è ancora un privilegio. È da questa consapevolezza che nasce la straordinaria iniziativa di Lorenzo Toninelli: costruire una nuova scuola in Kenya, un gesto concreto di solidarietà che può cambiare davvero la vita di tanti giovani.Questa opera umanitaria non è solo un progetto edilizio, ma una vera e propria semina di futuro, cultura e dignità. È un invito rivolto a tutti noi: partecipare, sostenere, condividere. Perché solo insieme possiamo trasformare un sogno in realtà e offrire a questi bambini le opportunità che meritano. Unisciti a Davide, Lorenzo, Celine e a tutti coloro che credono nella forza dell’educazione: costruiamo insieme un ponte di speranza verso il domani. AIUTA CELINE A COSTRUIRE UNA NUOVA SCUOLA IN KENYA Celine è la direttrice della Alsel Academy, scuola da lei stessa fondata nel 2015 con l’obiettivo di promuovere l’educazione a bambini e ragazzi di famiglie in contesti rurali caratterizzati da una diffusa povertà nell’area di Tiwi. Da anni Celine si prende cura di centinaia di bambini in una struttura ormai fatiscente, che consiste in alcuni edifici che sorgono in un terreno in affitto. Uno di questi edifici è stato gravemente danneggiato da una tempesta, costringendo gli studenti a stiparsi in aule già troppo anguste. Inoltre, la maggior parte dei fondi provenienti dalle famiglie degli studenti viene utilizzata per coprire il costo dell’affitto. Tutte queste criticità hanno spinto Celine a risparmiare per anni al fine di acquistare un lotto di terra in cui costruire una nuova scuola. Finora sono stati costruiti solamente i muri: mancano ancora il tetto, i pavimenti, gli infissi, le lavagne, i banchi, le sedie e in generale tutto quello che la renderebbe una scuola a tutti gli effetti. Aiutaci a realizzare il sogno di Celine e dei suoi studenti, completando la costruzione della nuova scuola. Il primo passo è quello di raccogliere i fondi necessari per il tetto, le porte e le finestre: il totale per l’acquisto dei materiali e degli strumenti necessari per installarlo corrisponde 3000€. Al superamento di questa soglia, seguirà l’acquisto di lavagne e tutto il resto del materiale didattico. Ogni donazione potrà fare la differenza. Grazie! Davide Manuelli & Lorenzo Toninelli ————————— HELP CELINE BUILD A NEW SCHOOL IN KENYA Celine is the director of Alsel Academy, a school she founded herself in 2015 with the goal of promoting education for children and young people from families in rural areas affected by widespread poverty in the Tiwi region. For years, Celine has been taking care of hundreds of children in a now dilapidated facility made up of a few buildings on rented land. One of these buildings was severely damaged by a storm, forcing students to cram into already overcrowded classrooms. Moreover, most of the funds provided by the students’ families are used to cover the cost of rent. All these challenges have led Celine to save for years in order to buy a plot of land where she could build a new school. So far, only the walls have been built: the roof, floors, windows and doors, blackboards, desks, chairs, and everything else needed to make it a fully functioning school are still missing. Help us make Celine and her students’ dream come true by completing the construction of the new school. The first step is to raise the funds needed for the roof, doors, and windows: the total cost for purchasing the materials and tools necessary for installation is €3,000. Once this goal is reached, we will proceed with purchasing blackboards and all other educational materials. Every donation can make the difference. Thank you! Davide Manuelli & Lorenzo Toninelli Mostra di più   💚 3 Aggiornamenti (1) Oggidi Lorenzo Toninelli, Organizzatore Grazie al vostro supporto, nelle prime 48 ore di apertura del progetto, abbiamo già raggiunto il 30% del nostro obiettivo iniziale! Vi ringraziamo di cuore per tutta la generosità e il buon cuore che state dimostrando, continuando a diffondere questa campagna ci avvicineremo sempre di più all’obiettivo. Un ringraziamento speciale a tutti voi. Un abbraccio, Lorenzo DonaCondividi Organizzatore Lorenzo Toninelli Organizzatore Borgo San Lorenzo Contatto

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VILLA HJELT, IL NUOVO LIBRO DELL’AMBASCIATORE GAETANO CORTESE

  L’Autore ha portato in omaggio le prime copie all’Ambasciatore di Finlandia a Roma, dr. Matti Lassila   ROMA – Senza soste l’attività pubblicistica dell’Ambasciatore Gaetano Cortese nel documentare le meraviglie artistiche e architettoniche delle Rappresentanze diplomatiche italiane nel mondo. Questa volta si tratta della residenza dell’Ambasciatore d’Italia ad Helsinki. L’Autore del volume Villa Hjelt – La residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Helsinki, Gaetano Cortese, il 16 maggio scorso ne ha fatto omaggio all’Ambasciatore della Repubblica di Finlandia a Roma, recandosi presso la sua residenza in Villa Sangiorgi, avendo con S.E. Matti Lassila un cordiale incontro.   L’Autore ha consegnato in anteprima all’Ambasciatore Matti Lassila alcuni esemplari del libro, appena pubblicato dall’editore Servizi Tecnologici Carlo Colombo, ricorrendo quest’anno il centenario dell’acquisizione di Villa Hjelt alla Stato Italiano e il trentesimo anniversario dell’adesione della Finlandia in seno all’Unione Europea (1995-2025).   Il libro si apre con un ricordo dell’editore Giovanni Battista Colombo, recentemente scomparso, redatto dal giornalista Goffredo Palmerini. Grande mecenate dell’editoria italiana, Giovanni Battista Colombo ha vivamente sostenuto ed incoraggialo, nell’arco degli ultimi 25 anni, la pubblicazione delle opere curate dall’ambasciatore Gaetano Cortese sulle ambasciate e residenze italiane nel mondo, con una prestigiosa Collana libraria dedicata alla valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico delle rappresentanze diplomatiche italiane all’estero.   Con le celebrazioni, durante il 2024, del 25° anniversario della fondazione della Collana, si è illustrata e doverosamente valorizzata l’opera dell’editore Giovanni Battista Colombo che, in un quarto di secolo, ha dato alle stampe ben 50 volumi di gran pregio della Collana, 34 in versione italiana e 16 tradotti in altre lingue: araba, francese, inglese, tedesca, olandese, norvegese e portoghese.   Nel corso del cordiale colloquio l’ambasciatore Cortese ha anticipato all’ambasciatore Lassila la presentazione della nuova iniziativa editoriale, il prossimo 17 giugno alle ore 17:30, presso la Camera dei Deputati – Sala delle Conferenze Stampa, su iniziativa dell’On. Fabio Raimondo, Presidente del Gruppo di Amicizia Italia – Finlandia, e con la partecipazione del Sen. Giulio Terzi di Sant’Agata, Presidente della IV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Senato della Repubblica.   Il Sen. Terzi, durante la sua missione diplomatica quale Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti contribuì nel 2011 alla realizzazione del pregevole volume “Il Palazzo sul Potomac”, dedicato all’Ambasciata d’Italia a Washington in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America, pubblicato nella preziosa Collana in entrambe le versioni, italiana ed inglese, che ha riscosso grande plauso presso gli ambienti americani ed italiani.   Fonte: Goffredo Palmerini

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Controapartheid 2.0: Ramaphosa a Canossa (con la mazza da golf sotto il braccio)

Dal risarcimento all’esproprio, dalla riconciliazione al rimprovero: Ramaphosa cerca aiuti, Trump gli mostra un documentario. E l’amore internazionale finisce in frantumi… davanti alla Casa Bianca. “Amor con amor si paga”, recita il saggio. Ma quando si tratta di geopolitica, forse il detto più adatto sarebbe: “fai attenzione a chi prendi a schiaffi, potrebbe avere i cordoni della borsa”. È il caso del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, volato fino alla Casa Bianca con l’aria contrita e la speranza di risvegliare la generosità del tycoon Donald Trump. Peccato che abbia dimenticato un dettaglio: Trump non è noto per la sua clemenza, soprattutto quando si parla di persecuzioni, vittimismo e diritti di proprietà – soprattutto se a subirli sono bianchi in Africa. L’incontro, nato con intenzioni da manuale diplomatico – si parlava di aiuti economici e nuovi accordi commerciali – si è trasformato in un barbecue diplomatico in cui a finire sulla griglia è stato proprio Ramaphosa. Il presidente sudafricano, tra un accenno al golf (tentativo estremo di entrare nelle grazie del leader americano) e qualche sorriso di circostanza, si è visto ribaltare la sedia da Trump in persona. Letteralmente. “Parliamo delle cose brutte che stanno succedendo in Africa”, ha esordito Trump, mentre gli porgeva un telecomando e faceva partire un documentario shock sulle violenze contro i contadini bianchi in Sudafrica. Altro che “inviti cordiali”: il presidente USA ha accusato il suo ospite di tollerare un clima da safari giuridico, dove a essere cacciati non sono i leoni, ma i proprietari terrieri afrikaner. La questione è tanto spinosa quanto imbarazzante: una legge firmata da Ramaphosa permette l’esproprio delle terre senza indennizzo, nel nome della giustizia sociale post-apartheid. Un intento nobile, certo, ma dai risultati un po’… selettivi. Secondo Trump, si tratta di razzismo istituzionalizzato. Secondo Ramaphosa, sono solo “casi isolati”. Ma davanti alla domanda secca: “Perché nessuno è stato arrestato?”, l’unica cosa che ha arrestato è stato il flusso delle sue parole. Il clou? Trump che ricorda con nonchalance come gli Stati Uniti abbiano “accolto cittadini sudafricani che si sentivano perseguitati”. Praticamente, l’equivalente diplomatico di dire: “Io i tuoi li tratto meglio di te”. Insomma, mentre Ramaphosa si aggrappa al passato per giustificare il presente, Trump prende il presente a sprangate per cambiare il futuro. Gli aiuti? Bloccati. Gli scambi commerciali? In standby. La simpatia personale? Prossima allo zero. Il Sudafrica, nel tentativo di riparare a un’ingiustizia storica, rischia di crearne un’altra. E Ramaphosa, in cerca d’amore a stelle e strisce, è tornato a casa con il cuore spezzato. E forse anche un po’ il portafogli. Del resto, come disse una volta un certo Don Vito Corleone: “Non è personale, sono solo affari”. Giuseppe Arnò

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La guerra commerciale di Trump e il pericolo di un conflitto mondiale

Se l’Europa del lontano 1941, quando fu scritto il Manifesto di Ventotene da alcuni antifascisti al confino nell’isola, non è quella di oggi, è perché sono trascorsi ottant’anni dalla fine della seconda Guerra Mondiale e la pace è stata assicurata dalla politica lungimirante di tutti i Paesi europei, compresi quelli che gravitavano nell’area bolscevica. L’Europa di oggi vede, invece, un autocrate in Russia che pretende di occupare con la forza territori che ritiene spettino al suo Paese, non sappiamo in base a quale diritto, l’Ucraina appunto, un presidente  americano che abbandona i suoi alleati europei, pensando solo a difendere gli interessi immediati del suo Paese con una guerra commerciale insidiosa come non mai e, per finire, cercando di favorire la pace tra Ucraina e Russia con una negoziazione che premia l’aggressore e umilia l’aggredito. La gravità del momento si riflette sulla decisione presa dal Consiglio Europeo di accelerare i lavori per potenziare la difesa europea nei prossimi cinque anni, perché questo è il tempo che occorre alla Russia per attaccare i Paesi baltici e la Polonia ed è, anche, il tempo necessario per una transizione non traumatica dalla leadership americana a quella europea nella Nato. I tempi accelerati e il processo decisionale europeo, piuttosto lento e in qualche momento farraginoso, ha spinto alcuni Paesi, i cosiddetti volenterosi, a muoversi autonomamente per aiutare militarmente l’Ucraina e organizzare la sicurezza futura dell’Europa. Vedremo cosa sarà deciso in proposito, nel vertice di Parigi, fortemente voluto dall’infaticabile Macron in questi giorni. La guerra commerciale minacciata da Trump, con l’introduzione di dazi su tutte le merci e i servizi prodotti dai Paesi finora alleati dell’America, saranno dazi importanti, come quelli già introdotti sull’acciaio e l’alluminio, che si aggirano sul 25% in più rispetto al passato. Con ciò aprendo la strada a protezionismi immotivati, alla chiusura di mercati dal sapore incomprensibilmente autarchico, con conseguenze gravi per le filiere produttive dei Paesi Europei e legittime preoccupazioni di tutti anche per la pace, in un mondo dove, economia e politica sono sempre più interconnesse e dove, una guerra commerciale potrebbe portare fatalmente ad una guerra  tout court. Imporre dazi, come vuole fare Trump, non è più solo una misura presa per difendere l’economia della propria Nazione, ma una vera e propria misura che condiziona le politiche internazionali e, se applicata con una precisa strategia, alterare e ridisegnare gli assetti geopolitici mondiali. Dazi, criptovalute operanti al di fuori dei tradizionali circuiti bancari, minacce informatiche, sono armi non convenzionali utilizzate per minare la stabilità politica di governi alle prese con cambiamenti geopolitici che vedono un pezzo di ordine internazionale, vacillare e cedere il posto ad un nuovo disordine internazionale, con conflitti armati diffusi un po’ dovunque, guerre commerciali e finanziarie particolarmente aggressive.   Il Wall Street Journal, quotidiano finanziario molto vicino al tycoon, ha parlato di una stupida guerra commerciale, in grado però di mettere in discussione il sistema economico internazionale, una volta terminata la guerra in Ucraina. Nessuno dei Paesi membri dell’Unione Europea può affrontare da solo una guerra economica di tale portata, neppure quelli governati da leaders entrati in sintonia con il tycoon. Proprio per quanto detto, sarebbe necessario, in un contesto europeo che rischia di essere cancellato nella politica e nel modo di pensare dai cambiamenti epocali in corso, avere una visione comune, una maggiore integrazione dell’Unione Europea, rafforzandone i poteri che già esistono, come nella politica commerciale, e creandone di nuovi, ad esempio nella politica della difesa. Angela Casilli

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Ci lascia una leggenda

“Sono stato addestrato a essere un attore, non una star”  Gene Hackman Il mondo del cinema è in lutto per la scomparsa di Gene Hackman, deceduto il 26 febbraio 2025 all’età di 95 anni nella sua residenza di Santa Fe, in New Mexico. L’attore premio Oscar è stato trovato senza vita insieme alla moglie, Betsy Arakawa, e al loro cane. Le autorità locali hanno escluso segni di effrazione o gioco scorretto; le cause del decesso sono attualmente oggetto di indagine. Gene Hackman e la moglie trovati morti nella loro casa in New Mexico Nato il 30 gennaio 1930 a San Bernardino, in California, Eugene Alden Hackman ha avuto un’infanzia segnata da difficoltà familiari, che lo hanno portato a sviluppare una profonda comprensione della natura umana, elemento che avrebbe poi caratterizzato la sua arte recitativa. Dopo aver prestato servizio nei Marines, Hackman ha intrapreso la carriera di attore, trasferendosi a New York e studiando presso la Pasadena Playhouse. Nonostante gli inizi difficili, la sua determinazione lo ha portato a emergere nel panorama cinematografico internazionale. La svolta nella carriera di Hackman è arrivata con il ruolo di Buck Barrow in “Gangster Story” (1967), che gli è valso la sua prima candidatura all’Oscar come Miglior Attore Non Protagonista. Successivamente, ha consolidato la sua fama con interpretazioni in film come “Il braccio violento della legge” (1971), dove ha interpretato il detective Jimmy “Popeye” Doyle, ruolo che gli ha fruttato l’Oscar come Miglior Attore Protagonista. Nel 1992, ha vinto il suo secondo Oscar, questa volta come Miglior Attore Non Protagonista, per il ruolo dello sceriffo “Little” Bill Daggett in “Gli spietati”, diretto da Clint Eastwood. Tra le sue interpretazioni più iconiche, si ricorda quella del carismatico e astuto criminale Lex Luthor nei film di “Superman” degli anni ’70 e ’80, dove ha saputo dare profondità e ironia al personaggio, rendendolo memorabile per diverse generazioni di spettatori. La sua versatilità gli ha permesso di spaziare tra generi diversi, dalla commedia al dramma, passando per il thriller e il western. Oltre alla carriera cinematografica, Hackman ha coltivato una passione per la scrittura, pubblicando diversi romanzi di successo. Dopo il suo ritiro dalle scene nel 2004, ha dedicato gran parte del suo tempo alla letteratura e alla pittura, vivendo una vita lontana dai riflettori insieme alla moglie Betsy Arakawa, con la quale era sposato dal 1991. La scomparsa di Gene Hackman rappresenta una perdita incolmabile per il mondo del cinema. La sua capacità di incarnare personaggi complessi e sfaccettati, unita a una presenza scenica imponente, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della settima arte. Il suo lavoro continuerà a ispirare attori, registi e appassionati di cinema per le generazioni a venire.   Carlo Di Stanislao   Fonte: Goffredo Palmerini

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L’AQUILA MISSIONE AUSTRALIA

OGGI L’INCONTRO CON LA CITTÁ GEMELLATA DI HOBART   HOBART – Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e una delegazione della Fondazione Carispaq, composta dal vicepresidente Pierluigi Panunzi e dal segretario generale David Iagnemma, ha incontrato il primo cittadino della gemellata Hobart, Anna Reynolds, alla presenza del console generale di Melbourne, Chiara Mauri, e delle associazioni che curano l’amicizia con il capoluogo abruzzese. Il legame tra le due città è stato formalizzato nel 1997, quando l’allora sindaco Antonio Centi si recò in Australia con l’obiettivo di avviare relazioni e contatti con le comunità abruzzesi del luogo. “Mai come in questa fase di rigenerazione e rilancio dell’Aquila e delle aree interne d’Abruzzo, con il Giubileo e il cammino verso Capitale italiana della Cultura 2026, è importante rinsaldare i legami di amicizia tra L’Aquila e gli altri paesi, in particolare con l’Australia dove esiste una tra le più grandi comunità di emigranti italiani e abruzzesi del mondo. È stato emozionante incontrare e confrontarci con gli amministratori di Hobart e con le associazioni dei nostri fratelli residenti dall’altra parte del pianeta eppure così vicini alla nostra comunità in un rapporto di reciproca condivisione” ha dichiarato il sindaco Biondi. “Anche in vista dell’anno dedicato a Capitale della cultura, con il sindaco di Hobart abbiamo valutato la possibilità di organizzare iniziative di condivisione puntando sui nostri ragazzi. La Fondazione Carispaq, in tal senso, si è detta disponibile. Le nostre istituzioni formative possono avere un ruolo determinante in questo senso. Nel colloquio con il sindaco Reynolds e i suoi collaboratori abbiamo concentrato l’attenzione anche sulla possibilità di scambiare l’ospitalità di artisti. Il ministero degli Esteri del Governo Meloni, inoltre, è molto proattivo nella valorizzazione del ‘turismo delle radici’ e ciò rappresenta un’ulteriore opportunità di relazioni culturali tra i due Paesi”. La delegazione aquilana, in questi giorni, è in Australia in missione istituzionale per incontrare, ringraziare e illustrare, ad attori e sostenitori coinvolti nella campagna di solidarietà avviata dopo il sisma del 2009, il progetto di restauro della torre civica di palazzo Margherita che è finanziato proprio grazie alla loro generosità. In occasione della visita a Hobart, infatti, il sindaco ha donato una targa all’associazione che custodisce il gemellaggio con L’Aquila, The Hobart City Council Hobart-L’Aquila Sister City Committee, guidata da Antonio De Cesare,  e una maglia del Nuovo Nasket Aquilano n. 99 con la scritta “L’Aquila ringrazia”, così come il fiore della memoria e gadget dell’Aquila Capitale della Cultura. La missione continua nella giornata di domani con la visita al Comites New South Wales, l’organizzazione che collabora con il Consolato italiano a Sydney per promuovere la cultura italiana, assistere i connazionali e organizzare eventi comunitari, alla presenza, ancora una volta, di diverse associazioni che hanno contribuito alla raccolta fondi per L’Aquila. Il presente messaggio, corredato dei relativi allegati, contiene informazioni confidenziali e riservate, tutelate legalmente dal Regolamento UE n.679/2016 e da leggi civili e penali in materia, ed è destinato esclusivamente al destinatario sopra indicato, il quale è l’unico autorizzato ad usarlo, copiarlo e, sotto la propria responsabilità, diffonderlo. Chiunque ricevesse questo messaggio per errore o comunque lo leggesse senza esserne legittimato è pregato di rinviarlo immediatamente al mittente, distruggendone l’originale, ed è avvertito che trattenerlo, copiarlo, divulgarlo, distribuirlo a persone non autorizzate costituisce condotta punibile penalmente ai sensi degli artt.616 e 618 c.p.p. e che tutti i danni che dovessero derivare, al mittente o a terzi, a causa di tale illecita condotta saranno oggetto di tutela risarcitoria ex art.2043 c.c. dinanzi alla competente autorità giudiziaria. — Goffredo Palmerini

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L’AQUILA MISSIONE AUSTRALIA: OGGI L’ABBRACCIO CON LA FONDAZIONE PROMOTRICE DELLA MARATONA DI SOLIDARIETÀ

ILLUSTRATO IL PROGETTO DELLA TORRE CIVICA Melbourne, 21 gennaio 2025 – Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e una delegazione della Fondazione Carispaq hanno consegnato oggi una targa di ringraziamento alla Fondazione Australian Abruzzo Earthquake Appeal di Melbourne, istituita dal governo australiano e dalla comunità italiana del paese oceanico nel 2009 con lo scopo di avviare una maratona di solidarietà che ha permesso di raccogliere 4 milioni di dollari. Fondi destinati, dopo un lungo lavoro di mediazione e numerose difficoltà amministrative, al recupero della Torre civica di Palazzo Margherita. Nel corso della cerimonia, molto sentita e attesa dalle comunità italiane residenti in Australia, è stato presentato il progetto che sarà pronto entro 60 giorni per poi entrare nell’iter di approvazione definitivo.Una notizia che ha suscitato grande commozione ed entusiasmo da parte dei presenti nella sede del Coasit – organizzazione che si occupa di tutela e di servizi per gli italiani in Australia – che ha ospitato la cerimonia, e del gruppo editoriale Il Globo, in prima linea nella raccolta, che ha condotto un’intervista esclusiva al sindaco diffusa in tutte le comunità all’estero. “Oggi, a nome della comunità aquilana, abbiamo ringraziato gli amici italo-australiani che, all’altro capo del pianeta, hanno mostrato generosità e radicato senso di appartenenza. La missione istituzionale ci consente di abbracciare, insieme alla Fondazione, quanti non hanno perso fiducia in 14 anni di difficoltà, e di salutare gli attori determinanti per l’individuazione della soluzione come il Comites Victoria e Tasmania”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.È grazie a un paziente lavoro di mediazione e all’interessamento della Fondazione Carispaq, infatti, che il Comune dell’Aquila è riuscito a scongiurare la perdita delle risorse, inizialmente destinate al progetto urbano di Piazza d’Armi. La delegazione aquilana, ricevuta al suo arrivo a Melbourne da Ubaldo Aglianò, presidente del Comites Victoria e Tasmania, ha incontrato anche i referenti della Casa d’Abruzzo Club, uno dei più grandi club di italiani in Australia con oltre 2 mila soci, la cui prestigiosa struttura è stata inaugurata nel 1982 anche dall’allora sindaco dell’Aquila, Tullio de Rubeis. Al presidente della Casa d’Abruzzo Club, Biondi ha donato il sigillo dell’Aquila e una maglia del Paganica Rugby, così come il fiore della memoria e gadget dell’Aquila Capitale della Cultura. La missione continua nella giornata di domani: previsto l’incontro con il sindaco di Hobart, Anna Reynolds, città gemellata con L’Aquila, alla presenza del console generale di Melbourne, Chiara Mauri, e delle associazioni che curano l’amicizia con il capoluogo abruzzese. — Goffredo Palmerini

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NA – Capodanno sul lungomare

  CAPODANNO DI NAPOLI 2024: al “BIT FEST – Back In Town” con RIVA STARR e DEBORAH DE LUCA. 14 ore di musica con oltre venti artisti. Nei quattro giorni di festeggiamenti promossi dal Comune di Napoli, spiccano due eventi dedicati ai giovani e ai turisti under 35: musica elettronica con talenti internazionali napoletani, come Riva Starr e Deborah De Luca e spazio ai giovani del contest per DJ “Napoli Cambia Traccia”. Non mancheranno inoltre musica funk, pop, rap e dance con artisti come Tony Esposito, Ellynora, Marco Corvino, Greg Rega, Jovine, Jelecrois e La Nap Jam Session, che renderà omaggio a Pino Daniele. Un totale di oltre 20 artisti, tra solisti e band, si alterneranno per 14 ore di musica. Previste oltre 20 mila persone. Per il terzo anno consecutivo il Capodanno di Napoli si articolerà in quattro giorni, unendo tradizione e contemporaneità. La città si prepara a celebrare in grande stile il nuovo anno anche con l’evento “BIT FEST – Back in Town”, pensato per il pubblico giovane e i turisti under 35, offrendo un’alternativa artistica al concerto tradizionale, in linea con le tendenze europee della musica elettronica. La due giorni, che rientra nel programma complessivo del Capodanno voluto dal Sindaco Manfredi per il macro progetto Napoli Città della Musica, vedrà protagonisti la notte del 31 dicembre i talenti internazionali napoletani Riva Starr (presso Piazza Vittoria) e Deborah De Luca (presso il main stage della Rotonda Diaz); mentre il 1° gennaio sarà il turno di Tony Esposito per un pomeriggio in memoria di Pino Daniele. Coinvolti oltre 20 artisti per un totale di 14 ore di musica dal vivo con una presenza di pubblico stimata in oltre 20 mila persone. SCARICA LE FOTO Il “BIT FEST – Back in Town” non è solo un evento musicale, ma un’esperienza che unisce persone, culture e stili, promuovendo un dialogo tra Napoli e il mondo. Cittadini e turisti si riuniranno in un unico luogo per festeggiare l’inizio del 2025, immersi in un’atmosfera di creatività e innovazione arricchita da proiezioni video e performance artistiche. Il tutto sarà ambientato nella suggestiva cornice di Partenope appena sveglia. L’intera manifestazione, a ingresso libero, si svolgerà alla Rotonda Diaz e a Piazza Vittoria, dalle ore 22:00 alle 5:00 per la notte del 31 dicembre, trasformando il Lungomare Caracciolo in un palcoscenico vibrante di musica elettronica e dance. Un’offerta artistica pensata per i gusti dei più giovani che potranno vivere le atmosfere dance tipiche di Ibiza o Berlino, offrendo anche ai turisti un’esperienza unica di Napoli. Durante la lunga maratona di musica da club si alterneranno alla consolle DJ come Danilo De Santo, Ellynora, MrPhn, Marco Corvino e Camilla De Simone. Prima di loro si esibirà il DJ vincitore del contest “Napoli Cambia Traccia” che verrà annunciato a fine contest il 28 dicembre. Quest’iniziativa si è ampliata grazie alla collaborazione con l’A.P.S. “4 Eaw City Sound” che ha individuato un giovane proveniente da un contesto sociale difficile. Il talento individuato potrà usufruire di un corso di formazione professionale per DJ e gli verrà donata una consolle completa, per aiutarlo a seguire il suo sogno artistico e lavorativo. Il Bit Fest – Back in Town, organizzato da The Band Agency e DROP Eventi, proseguirà il pomeriggio del 1° gennaio alla Rotonda Diaz. Dalle ore 18:00 a mezzanotte, una maratona live vedrà l’esibizione di Tony Esposito, storico percussionista di Pino Daniele e negli anni 80 anticipatore dei ritmi dance. Prima di lui si esibiranno artisti come Greg Rega con la sua inconfondibile voce soul, Jelecrois, Gea, Gioz, El Say, Fabrizio Mandara, Balbucea, Jovine, Brugnano, Sabba, Tartaglia, Simona Boo e i ragazzi di CIOÈ, giovani talenti formati dall’Accademia diretta da Lello Arena. Gli artisti saranno accompagnati da una straordinaria backing band composta da Massimiliano Jovine, Antonio Esposito e Giuseppe Spinelli dei 99 Posse, insieme a Enrico Sforza e Dario Spinelli. La conduzione dell’evento sarà affidata a Davide Scafa di Radio Marte e il dj set finale a Irene Ferrara. Durante le sei ore di live, si renderà omaggio a Pino Daniele, in occasione dell’imminente anniversario della sua scomparsa, con brani del bluesman napoletano rivisitati e riarrangiati dalla Nap Jam Orchestra. Chi sono Deborah De Luca e Riva Starr Deborah De Luca e Riva Starr sono due DJ e produttori di fama internazionale, nati a Napoli, che hanno conquistato il pubblico globale. Entrambi si preparano a tornare nella loro città d’origine per un’esibizione che promette di far ballare e divertire il pubblico. Riva Starr, pseudonimo di Stefano Miele, è un DJ che ha collaborato con artisti di fama mondiale come Fatboy Slim, Groove Armada, Armand Van Helden, Calvin Harris, Diplo, Carl Cox e Bob Sinclar, suonando in festival di prestigio come Glastonbury, Fuji Rock, Creamfields e Tomorrowland nonché di scena Deborah De Luca, originaria delle Vele di Scampia, è riconosciuta a livello globale come DJ, producer e leader di un’etichetta discografica. Ha collaborato con artisti come Geolier, Emma Marrone, Franco Ricciardi e Achille Lauro, e si è esibita in festival importanti come Time Warp, Burning Man e Galactica. Con oltre tre milioni di follower sui social, è una delle personalità più influenti del panorama musicale elettronico. Contatti https://capodannolungomarenapoli.it/ https://dropeventi.it/ https://www.instagram.com/dropeventi/ https://www.facebook.com/dropeventi.it

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