Il primo Angelus di Papa Leone da Castel Gandolfo

14/07/2025 10:59 Copyright: Vatican Media   ROMA\ aise\ – “Per vivere in eterno non occorre ingannare la morte, ma servire la vita, cioè prendersi cura dell’esistenza degli altri nel tempo che condividiamo. Questa è la legge suprema, che viene prima di ogni regola sociale e le dà senso”. E questo il messaggio che Papa Leone XIV ha affidato a fedeli e pellegrini giunti in Piazza della Libertà a Castel Gandolfo per assistere alla recita dell’Angelus domenicale, il primo dalla residenza estiva del Pontefice. “Il Vangelo di oggi inizia con una bellissima domanda posta a Gesù: “Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?” (Lc 10,25). Queste parole”, ha esordito Prevost, “esprimono un desiderio costante nella nostra vita: il desiderio di salvezza, cioè di un’esistenza libera dal fallimento, dal male e dalla morte”. “Ciò che il cuore dell’uomo spera viene descritto come un bene da “ereditare”: non si tratta di conquistarlo con la forza, né di implorarlo come servi, né di ottenerlo per contratto. La vita eterna, che Dio solo può dare, viene trasmessa in eredità all’uomo come dal padre al figlio”, ha spiegato il Papa. “Ecco perché alla nostra domanda Gesù risponde che per ricevere il dono di Dio bisogna accogliere la sua volontà. Come è scritto nella Legge: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore” e “il tuo prossimo come te stesso” (Lc 10,27; cfr Dt 6,5; Lv19,18). Così facendo, corrispondiamo all’amore del Padre: la volontà di Dio, infatti, è quella legge di vita che Dio per primo pratica verso di noi, amandoci con tutto sé stesso nel Figlio Gesù”. “Fratelli e sorelle, guardiamo a Lui!”, ha esortato Papa Leone. “Gesù è la rivelazione del vero amore verso Dio e verso l’uomo: amore che si dona e non possiede, amore che perdona e non pretende, amore che soccorre e non abbandona mai. In Cristo, Dio si è fatto prossimo di ogni uomo e di ogni donna: perciò ciascuno di noi può e deve diventare prossimo di chi incontra lungo il cammino. Sull’esempio di Gesù, Salvatore del mondo, anche noi siamo chiamati a portare consolazione e speranza, specialmente a chi è scoraggiato e deluso”. “Per vivere in eterno, dunque, non occorre ingannare la morte, ma servire la vita, cioè prendersi cura dell’esistenza degli altri nel tempo che condividiamo. Questa è la legge suprema, che viene prima di ogni regola sociale e le dà senso”, ha concluso il Santo Padre, rivolgendo poi un appello “alla Vergine Maria, Madre di misericordia”, affinché ci aiuti “ad accogliere nel nostro cuore la volontà di Dio, che è sempre volontà d’amore e di salvezza, per essere ogni giorno operatori di pace”. Al termine dell’Angelus, salutando tutti i presenti per “la calorosa accoglienza”, Prevost non ha mancato infine di rammentare: “non dimentichiamoci di pregare per la pace e per tutti coloro che, a causa della violenza e della guerra, si trovano in uno stato di sofferenza e di bisogno”. (p.di dionisio\aise)

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Leone XIV. Appunti di un cronista in Vaticano

Vita e visione di un Papa agostiniano Un racconto a due voci per capire l’uomo, il Papa e il tempo che stiamo vivendo. Il libro di Anthony Muroni e Sebastiano Catte per Com.Unica libri   Roma, giugno 2025 – Un Conclave inaspettato, un Papa che viene dall’America profonda, un giornalista che si muove tra le navate silenziose di San Pietro, mentre il mondo attende un nome. È da qui che nasce Leone XIV. Appunti di un cronista in Vaticano, il nuovo libro edito da Comunica Libri, che racconta la sorprendente elezione al soglio pontificio di Robert Francis Prevost, il primo Papa statunitense della storia. Un’opera suddivisa in due parti, due sguardi, due livelli di lettura che si intrecciano: da una parte la cronaca viva dei giorni che hanno preceduto e seguito l’elezione, dall’altra la ricostruzione biografica e spirituale di una figura destinata a lasciare un segno profondo nella Chiesa e nel mondo. Il libro nasce dall’incontro tra Anthony Muroni, giornalista professionista e direttore di Tele Sardegna, già autore di un libro dedicato a Papa Francesco all’inizio del suo pontificato e Sebastiano Catte, vicedirettore dell’agenzia giornalistica Com.Unica e da sempre attento ai temi della spiritualità contemporanea. Insieme offrono al lettore un racconto unico, accessibile, avvincente. Non un testo per soli addetti ai lavori, ma una narrazione per tutti: credenti e non credenti, appassionati di attualità e osservatori curiosi, lettori in cerca di senso e contesto. La prima parte del libro è firmata da Anthony Muroni e ha il passo rapido del reportage, il tono sobrio del testimone, la tensione del momento. Nei suoi “appunti” si respira il clima febbrile e sospeso che ha accompagnato la morte di Papa Francesco e le ore che hanno condotto all’apertura del Conclave. Con lo sguardo lucido del cronista e la sensibilità di chi porta con sé le radici della propria terra – la Sardegna – Muroni racconta da dentro, tra i corridoi del Vaticano e le piazze della Roma cattolica, restituendo la complessità e l’umanità di quei giorni con uno stile diretto, asciutto, coinvolgente. Muroni, inviato per l’Unione Sarda anche per il Conclave che elesse al soglio pontificio il Cardinale Jorge Mario Bergoglio, ricorda nelle pagine introduttive che nella precedente esperienza si sentiva spinto dalla voglia di raccontare con precisione quella che era la cronaca di giornate straordinarie. “Oggi, invece – sottolinea – sento che la cronaca non basta. Serve qualcosa di più. Serve uno spazio in cui riflettere, cucire insieme i frammenti raccolti e donare a chi legge non solo il ‘cosa è successo’, ma anche il ‘perché’ dietro ogni gesto, parola e decisione.” Nelle pagine del libro non troviamo forzature, né sensazionalismi: solo lo sguardo di chi osserva, ascolta, annota. Si alternano ritratti di cardinali, indiscrezioni ragionate, riflessioni sul futuro della Chiesa e impressioni colte sul campo. E poi l’attimo decisivo: l’elezione di un cardinale poco conosciuto dal grande pubblico, Robert Francis Prevost, missionario agostiniano, figlio spirituale delle periferie del mondo e delle domande profonde dell’uomo contemporaneo. Nella seconda parte, curata da Sebastiano Catte, il tono cambia ma resta coerente, senza mai perdere l’approccio divulgativo. È qui che emerge il profilo di Leone XIV: dalla giovinezza a Chicago, segnata dalla passione per la matematica e per i Chicago White Sox, al percorso religioso nell’Ordine di Sant’Agostino, fino agli anni vissuti come missionario in Perù, dove ha condiviso la vita quotidiana delle comunità più povere del continente latinoamericano. Catte ricostruisce i momenti chiave del cammino spirituale e umano di Prevost: l’insegnamento accademico, la guida dell’Ordine agostiniano, l’ingresso nei dicasteri vaticani, e infine l’elezione al pontificato con il nome di Leone XIV, in omaggio a una figura antica ma anche come segno di forza e discernimento. Ne emerge il ritratto di un Papa che unisce rigore e mitezza, razionalità e intuizione, dottrina e passione. Un pontefice capace di parlare a credenti e non credenti, che non teme il confronto con le sfide globali, ma le affronta con il passo dell’uomo di fede e la lucidità del pensatore. È pertanto un libro sul tempo che stiamo vivendo. Un tempo fragile, attraversato da guerre, disuguaglianze, crisi di senso. In questo contesto, la figura di Leone XIV si staglia come un segno di discontinuità e di fedeltà: fedeltà al Vangelo, ma anche alla vita concreta delle persone. Il libro offre al lettore strumenti per comprendere cosa sta accadendo nella Chiesa e nel mondo cattolico, ma lo fa senza tecnicismi né barriere. Ogni pagina è costruita per includere, per accogliere, per accompagnare. “L’obiettivo non è tanto quello di spiegare tutto – scrive Catte – ma  aprire spazi di riflessione e ascolto, condividere una mappa, una prima guida attraverso i gesti, le parole e i silenzi di un uomo che – da Chicago a Roma, passando per il Perù – ha saputo farsi prossimo, e ora si ritrova, quasi con discrezione, al centro della scena mondiale.”   …………     Scheda del libro Titolo: Leone XIV. Appunti di un cronista in Vaticano Autori: Anthony Muroni – Sebastiano Catte Editore: Comunica Libri Pagine: 238 Prezzo: €14,50 (cartaceo)  – €5,99 (ebook) Distribuzione: Su Amazon e in seguito su altri store online e librerie https://www.amazon.it/LEONE-XIV-cronista-Vaticano-agostiniano/dp/B0FBMCYGC8 ISBN:  979-8-89971-008-7 Per interviste, recensioni o richieste copie saggio: Comunica Libri Scrivere a [email protected]

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VINO ITALIANO E MERCATO ASIATICO

Giansanti (Confagricoltura) a Osaka: una grande opportunità per i nostri produttori 06/06/2025 17:29 OSAKA\ aise\ – “L’Asia rappresenta un mosaico di mercati estremamente diversi per cultura, economia e regolamentazione: una sfida complessa ma anche un’enorme opportunità per il vino italiano”. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, durante il suo intervento alla tavola rotonda “Market trends and opportunities for Italian wine in Asia”, organizzata ieri, 5 giugno, nell’Auditorium del Padiglione Italia Forum dell’Expo mondiale di Osaka 2025. Il panel è iniziato con gli interventi di Mario Vattani, commissario generale per l’Italia all’Expo 2025 di Osaka, del ministro per l’Agricoltura, la Sovranità Alimentare e le Foreste, Francesco Lollobrigida e di Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia Ice che ha organizzato l’incontro insieme alla Farnesina. Non solo Giappone. “Insieme alla Cina e alla Corea del Sud, Tokyo rappresenta uno dei mercati più maturi dell’area”, ha dichiarato il presidente di Confagricoltura. “Questi tre Paesi, complessivamente, assorbono da soli quasi 300 milioni di euro di vino italiano, ovvero circa i due terzi dell’intero export verso l’Asia. C’è margine per crescere all’interno di questo triangolo e per allargare gli orizzonti verso India, Vietnam, Hong Kong e Singapore”. “Dieci anni fa, nel 2015, eravamo a Milano sempre per Expo e il valore dell’export del nostro agroalimentare era pari a 28 miliardi di euro, oggi supera i 70 miliardi di euro. Dietro a ogni prodotto italiano – ha proseguito – c’è una ricchezza che coniuga il saper fare italiano e il valore economico che riusciamo a esprimere. Il lavoro che è stato intrapreso è importante e dobbiamo proseguire in questa direzione. Gli Stati Uniti non sono sostituibili. Sono un mercato su cui dobbiamo continuare a investire”. “I nostri produttori possono contare su punti di forza riconosciuti a livello globale: qualità eccellente, ampia varietà e una forte identità territoriale”, ha aggiunto Giansanti. “Per affrontare con successo questi sbocchi commerciali è fondamentale “fare sistema”: serve una collaborazione sempre più stretta tra aziende, istituzioni e consorzi, con l’obiettivo di promuovere un’immagine coordinata e strutturare un’organizzazione integrata capace di abbattere i costi e facilitare una penetrazione capillare”. (aise) 

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25 ANNI INGV | A Ragusa la celebrazioni per il quarto di secolo dell’Istituto

25 ANNI INGV | A Ragusa l’evento conclusivo delle celebrazioni per il quarto di secolo dell’Istituto Due giorni di scienza e cultura nel suggestivo scenario del barocco siciliano racconteranno l’impegno dell’INGV nella ricerca e nella tutela del territorio [Roma, 4 giugno 2025] I prossimi 9 e 10 giugno, negli spazi del Mediterraneo Palace Hotel di Ragusa, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) terrà l’evento organizzato a conclusione delle celebrazioni per il venticinquesimo anniversario dalla sua istituzione. Due giornate dedicate alla ricerca scientifica e alla tutela del territorio organizzate in un contesto geografico e geologico di straordinaria complessità, il territorio ibleo, cerniera tra Africa ed Europa, caratterizzato da una lunga storia geodinamica che lo rende teatro di fenomeni sismici, erosivi e idrogeologici unici nel Mediterraneo. I seminari, organizzati dalla Sezione INGV di Palermo e dall’Osservatorio Etneo INGV di Catania, coinvolgeranno anche il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, il Comune di Ragusa e l’Ufficio Scolastico Regionale, rappresentato dalla prof.ssa Daniela Mercante per l’Ambito territoriale Ragusa, che nell’ambito dell’accordo quadro stipulato tra INGV e USR per la Sicilia conferma il ruolo sinergico tra ricerca e formazione. Il programma della due giorni affronterà alcuni dei temi più attuali e rilevanti per il territorio ibleo: rischio sismico e prevenzione, con la presentazione dell’Osservatorio Sismico Urbano (OSU); intrusione marina negli acquiferi costieri e impatti sulla serricoltura ragusana; inquinamento da plastiche ed erosione della costa; sistemi di allertamento della popolazione in caso di eventi estremi, con l’uso di tecnologie DSS e AI per il governo del territorio. L’apertura dei lavori sarà affidata alla Presidente del Libero Consorzio Comunale, Maria Rita Annunziata Schembari, seguita dai saluti istituzionali del Sindaco Giuseppe Cassì, del Presidente dell’INGV Fabio Florindo, del Capo Dipartimento della Protezione Civile (DPC) Fabio Ciciliano, del Prefetto di Ragusa Giuseppe Ranieri, del Presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) Stefano Laporta e del Dirigente Generale della Protezione Civile regionale Salvo Cocina. A condurre i lavori sarà Massimo Chiappini, Direttore del Dipartimento Ambiente dell’INGV, che illustrerà le principali attività di ricerca dell’Istituto insieme a Stefano Branca, Direttore dell’Osservatorio Etneo, e Antonio Paonita, Direttore della Sezione INGV di Palermo. “L’INGV è da sempre vicino alla società esercitando il proprio ruolo nella caratterizzazione dei rischi ambientali e cercando di comprendere sempre meglio le interazioni tra uomo e ambiente”, dichiara il Direttore Chiappini. “La scelta del territorio ibleo come palcoscenico dell’evento conclusivo delle celebrazioni per i 25 anni dell’Ente dimostra un impegno costante e capillare nello studio e nella caratterizzazione del territorio nazionale”. “La cooperazione tra la comunità scientifica rappresentata dall’INGV e il Libero Consorzio Comunale è per noi strategica per tutti gli aspetti che riguardano la prevenzione dei rischi e la pianificazione degli interventi”, aggiunge la Presidente Schembari. Ad accompagnare la due giorni di conferenze, nella serata di lunedì 9 giugno è in programma al Duomo di San Giorgio un concerto organistico eseguito dal Maestro Marco D’Avola sull’Organum Maximum Serassi-Allieri: un repertorio di musica organistica italiana barocca e romantica, per un momento dall’elevato valore culturale in una cornice patrimonio UNESCO dal 2002. L’evento conclusivo del venticinquennale dell’INGV rappresenta un’occasione unica in cui scienza, istituzioni e cultura si incontrano nel cuore della Sicilia sud-orientale, in un territorio che è anche laboratorio naturale a cielo aperto per l’osservazione e lo studio dei rischi naturali e antropici. Maggiori informazioni nel programma allegato.   Link utili: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Osservatorio Etneo (INGV-OE) Sezione INGV di Palermo Libero Consorzio Comunale di Ragusa USR Sicilia

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ARTE PITTORICA – PERLE DI PUGLIA

    Giuseppina Mondelli nasce a Cologno Monzese (MI) nel 1968. Esegue gli studi universitari presso la Facoltà di Scienze MM.FF.NN. di L’Aquila conseguendo il Diploma di Laurea Quinquennale in Scienze Biologiche con Indirizzo Fisiopatologico. Giuseppina Mondelli rivela il suo notevole talento artistico in tenera età, già a dodici anni viene insignita del Diploma d’Arte. Espone le sue opere in numerose personali di pittura tra cui “Antespettiva” al Museo Nazionale D’Abruzzo con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e della Soprintendenza ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Storici per l’Abruzzo-L’Aquila, dove rimane in esposizione permanente l’opera pittorica “Contemplazione” (Inserita nell‘Archivio “Esposizione Nazionale Quadriennale D’Arte di Roma“ il 26 ottobre 2000). Espone le sue opere pittoriche anche in Gallerie Private tra cui la prestigiosa Galleria “Associazione Margutta” in Via Margutta a Roma. L’artista vince numerosi concorsi di pittura tra cui il primo premio della “Prima rassegna d’Arte Sacra Nazionale”. L’artista attualmente vive e risiede a San Giovanni Rotondo, con il suo Studio Artistico in via Imbriani n°45. Fonte: https://giuseppinamondelli.com/     di Redazione

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RAI NEWS

    A “Casa Italia”, turismo a primavera     In prima pagina: il “vertice dei volenterosi” a Parigi, con i leader dei Paesi alleati dell’Ucraina, alla presenza del Presidente Zelensky. A seguire, l’approfondimento di questa puntata di giovedì 27 marzo su Rai Italia, RaiPlay e Rai 2 in terza serata, sarà tutto dedicato al settore del turismo. Dopo, tornerà la pagina dedicata allo sport e l’appuntamento con il grande cinema. Finale di puntata sulle note della Carmen. Il settore del turismo, trainante nel nostro Paese, si prepara alla stagione primaverile. I dati dello scorso anno confortano, ma quali sono le previsioni per quest’anno? I conduttori di “Casa Italia”, Roberta Ammendola e Giampiero Marrazzo, parleranno di questo e molto altro con Enzo Carella, presidente FederTerziario Turismo, Loredana Tartaglia, giornalista Dove e Walter Pecoraro, presidente Federalberghi Lazio. Si parlerà poi del progetto “Il Civico delle radici”, ideato dal Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, volto a far conoscere le storie più emblematiche e significative dei nostri emigranti nel mondo. Seguirà la rubrica di sport, a cura di Piercarlo Presutti, dove si parlerà dei successi dei dirigenti sportivi italiani che lavorano all’estero, con un ospite d’eccezione: Michele Uva, direttore UEFA per la sostenibilità sociale e ambientale. Ancora, ci sarà la rubrica dedicata agli amanti della lettura “A spasso con i libri”, dove ospite di Sabina Stilo è lo scrittore Gianrico Carofiglio. Poi la pagina del cinema, con Carlo Gentile, a Bari dove è in corso il Bifest. Infine, chiusura di puntata con Maria Carfora, sulle immagini del Balletto Carmen tratto dalla novella di Prosper Mérimée dal celebre Teatro dell’Opera di Roma.   Questa la programmazione nel mondo Roma 14:45 Londra e Lisbona 13:45 New York 8:45 Rio de Janeiro e Buenos Aires 10:45 Cape Town 15:45 Pechino e Hong Kong 21:45 Tokyo 22:45 Sydney 00:45  

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RAI NEWS 25.03.25

    A “Casa Italia”, la scuola che verrà     In prima pagina: i colloqui di Riad per la pace tra Ucraina e Russia, con gli Stati Uniti a fare da negoziatori. A seguire, l’approfondimento di questa puntata di martedì 25 marzo su Rai Italia, RaiPlay e Rai 2 in terza serata, sarà tutto dedicato alla scuola. Tornerà l’appuntamento con il viaggio della settimana e la pagina dedicata allo sport. In chiusura, ci sarà lo spazio dedicato alla moda e la musica. Queste sono settimane decisive per la scelta degli istituti superiori da parte degli studenti di terza media e delle loro famiglie. E mentre l’Italia si prepara ad attuare la riforma del Ministro dell’istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, negli Stati uniti il Presidente Donald Trump annuncia imponenti tagli al settore. Cosa succederà a questi fondi, alle scuole e agli studenti? I conduttori di “Casa Italia”, Roberta Ammendola e Giampiero Marrazzo, faranno il punto della situazione tra gli altri con Laura Pepe, corrispondente Rai da New York e Daniele Grassucci, direttore Scuola.net. A seguire, si andrà alla scoperta del Perù per il viaggio della settimana. Ne parleranno tra gli altri Massimiliano Mazzanti, ambasciatore d’Italia in Perù, e Marco Lercari Carbone, presidente Associazione Educativa Raimondi. Dopo, ci sarà la pagina dedicata allo sport, a cura di Piercarlo Presutti, dove si parlerà del Premio Bearzot e dell’Unione Sportiva Acli. Ancora, tornerà l’appuntamento con la moda, a cura di Fabiana Giacomotti, dove si parlerà della Winterace che si è appena conclusa a Cortina, una delle manifestazioni più attese del calendario invernale, con un ospite d’eccezione…Chiusura di puntata in musica, con l’intervista di Maria Cristina Zoppa a Lucio Corsi, grande protagonista del Festival di Sanremo e che concorrerà per l’Italia all’Eurovision Song Contest.     Questa la programmazione nel mondo Roma 14:45 Londra e Lisbona 13:45 New York 8:45 Rio de Janeiro e Buenos Aires 10:45 Cape Town 15:45 Pechino e Hong Kong 21:45 Tokyo 22:45 Sydney 00:45  

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RAI – 24/02/2025 – News

A “Casa Italia”, Treccani, un secolo di cultura    In prima pagina: il voto in Germania di ieri. Un voto importante per tutta l’Europa. A seguire, l’approfondimento di questa puntata di lunedì 24 febbraio su Rai Italia, RaiPlay e Rai 2 in terza serata, sarà tutto dedicato ai 100 anni della Treccani, una vera e propria istituzione per il nostro Paese. Tornerà il consueto appuntamento del lunedì con la rubrica del Made in Italy per parlare del comparto della meccanica, e il nostro attesissimo “Sportello Italia”. Finale di puntata sempre in musica. Dopo gli ultimi aggiornamenti sul voto in Germania, con la vittoria della CDU di Friedrich Merz, si parlerà di un secolo di cultura della Treccani, un Istituto simbolo dell’eccellenza culturale italiana in ogni ambito: lettere, storia, lingua, arte, scienza, musica, sport e tradizioni. Quanto è cambiato negli anni? I conduttori di “Casa Italia”, Roberta Ammendola e Giampiero Marrazzo, faranno il punto con Valeria Della Valle, linguista, Diana Marano, responsabile progetto Giulia by Treccani e Michele Ortone, società Dante Alighieri. A seguire, tornerà la rubrica dedicata alle eccellenze italiane, per vedere numeri e prospettive di un comparto che va fortissimo, quello della meccanica e della meccatronica. Ne parleranno Giuseppe Moreschi, piccola Industria Confindustria Brescia e Raffaele Crippa, direttore ITS Lombardia Meccatronica Academy. Dopo, si parlerà delle Frecce tricolori, in occasione dell’anniversario del primo marzo, anche nell’ottica della difesa del futuro. Ancora, ci sarà l’imperdibile appuntamento con il nostro “Sportello Italia” con l’avvocato Marianna De Cinque, dove si tornerà a parlare di contenziosi sui figli, soprattutto quando c’è di mezzo una separazione o un divorzio. Chiusura di puntata in musica, con le canzoni scelte e arrangiate dal maestro Palatresi che ci riporterà al 1980, un anno ricco di brani indimenticabili… Questa la programmazione nel mondo Roma 14:45 Londra e Lisbona 13:45 New York 8:45 Rio de Janeiro e Buenos Aires 10:45 Cape Town 15:45 Pechino e Hong Kong 21:45 Tokyo 22:45 Sydney 00:45  

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Insegnante a 21 anni e pure youtuber. L’exploit d’un torinese

Una frase sempre più presente negli ultimi anni afferma che “i giovani non hanno voglia di lavorare”. A quanto pare si scova, invece, l’eccezione (che non conferma la regola). Un ragazzo a Torino s’è fatto notare perché, a soli 21 anni, è riuscito a guadagnarsi la cattedra vincendo il concorso. Questa è la storia del professore Roberto Colletti (classe 2003). «Una volta finite le scuole superiori – spiega l’interessato – ho iniziato a mandare le MAD (Messa a disposizione) ma nessuno m’ha chiamato perché il mio punteggio è risultato nullo. Io, però, ho sempre avuto l’ambizione d’insegnare e, crescendo, mi sono ritrovato una grande passione per la grafica. Il problema è che disponevo “soltanto” del del diploma». – Come s’è evoluta, allora, la situazione? «Mi sono messo a lavorare in un’azienda e, contemporaneamente, mi sono iscritto al TFA (Tirocinio Formativo Attivo) presso l’Università di Torino. Sono riuscito entro ottobre 2022 ad acquisire i 24 CFU (Credito Formativo Universitario) richiesti per insegnare attraverso esami online». «Mentre lavoravo è uscito un concorso ordinario con i fondi PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) con la mia classe inclusa. Ho deciso di partecipare e, alla fine, ho superato la prova. Sono venuto a conoscenza della notizia ad agosto, con i loro tempi burocratici ed a settembre mi sono trovato con la cattedra da insegnante in grafica e comunicazione multimediale, all’Istituto d’istruzione superiore “Erasmo da Rotterdam” di Nichelino, nel Torinese. Per quest’anno abbiamo il contratto di lavoro a tempo determinato con abilitazione ma, una volta svolto e completato, verremo regolarizzati». «Il mio sogno è sempre stato quello d’insegnare – sottolinea il neo professore – ma non ho mai voluto fare solo questo. Se facessi solo l’insegnante infatti, non mi sentirei appagato. Lavoriamo 18 ore a settimana e, quindi, il resto del tempo va dedicato a qualcos’altro d’importante. Sto pensando d’aprirmi una partita Iva o di fare delle grafiche a pagamento. Ho varie opportunità da vendere nelle ore extra scolastiche grazie alla materia che insegno. Ad esempio, ho un canale su YouTube che si chiama “Inside Infinity Italia” ed ho circa 300mila iscritti. La creazione di questo canale mi permette di studiare algoritmi e video sull’intelligenza artificiale». – Fai un lavoro che è in contatto con giovani che hanno pochi anni meno di te. Nonostante questo, riesci a far valere la tua autorevolezza d’insegnante? «Certo, mi faccio rispettare assolutamente. Il primo giorno mi sono fatto presentare dai colleghi che conoscevano già i ragazzi delle mie classi e grazie a loro sono riuscito a guadagnare un rispetto reciproco».   – Ti sei chiesto se, alla tua età, sei in grado di gestire la classe? Pensi d’avere le caratteristiche d’insegnante? «Un professore deve essere empatico. – risponde sicuro Colletti – Deve esserci per forza da parte del professore verso i ragazzi. Poi serve autorevolezza, cioè una forma di distacco, altrimenti non viene riconosciuta la figura di ruolo. Con queste premesse si crea una sorta di barriera tra il professore ed i ragazzi. Poi, serve tanta voglia di fare, di provare a trasferire certi progetti pure all’esterno delle mura scolastiche, con l’iscrizione a concorsi o bandi per mostrare agli studenti come funziona il mondo esterno. Bisogna farli pensare in grande, stimolandoli per migliorarne le qualità e aumentandone l’autonomia. Io, giovane, sono convinto d’inculcare tutte questi aspetti nei ragazzi». – Hai notato differenze, in ambito scolastico, nel passaggio da studente ad insegnante?    «Da studente non comprendevo bene alcuni miei professori. Adesso noto quanto i miei colleghi dedichino tanto tempo agli alunni. Una cosa che mi secca da quando insegno è, decisamente, la burocrazia. Organizzare l’uscita d’una classe, ad esempio, fa passare giorni tra moduli e autorizzazioni. Si potrebbe procedere con la digitalizzazione, lasciando perdere il cartaceo ormai obsoleto». Alessandro Beccalossi

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L’orizzonte infinito: perché il successo degli altri non è il tuo fallimento

di Krishan Chand Sethi Successo e fallimento sono due facce della stessa medaglia, ma questa dualità nasconde la vasta e intricata rete dell’esperienza umana. E la natura, la filosofia e la psicologia umana raccontano una storia molto diversa: non un gioco a somma zero, ma il modo in cui il successo condiviso riflette la connessione reciproca in tutto. Riconoscerlo porterà alla consapevolezza di un senso di abbondanza incontaminata, in collaborazione con la crescita personale, quando ci renderemo conto che il successo degli altri non deve necessariamente essere il nostro.   La natura del successo Il successo è fondamentalmente una parola piuttosto individualistica. Per uno, potrebbe essere il successo nella carriera, ma per un altro potrebbe avere a che fare con il nutrimento di relazioni profonde o semplicemente con la pace interiore. La diversità in ogni singolo percorso significa che nessun successo sarà simile ad un altro.   La natura è piena di tale varietà. Ecco perché una foresta prospera, perché ogni albero, ogni pianta, ogni creatura fa qualcosa in modo diverso. Allo stesso modo, potrebbe esserci una quercia comune, ma la grandiosità di quella grande quercia non ruba la bellezza del fiore selvatico. E viceversa, il nostro successo non toglie la nostra capacità e fatica nella vita.   Riconoscere questo cambia la competizione in apprezzamento. Poiché il successo è personale e ampio, ci liberiamo dal bisogno di confronto. A nostra volta, iniziamo a celebrare il successo umano in questo ampio spettro di sforzi umani.   Il mito della scarsità La scarsità è l’illusione che impedisce di godere dei trionfi nella vita degli altri. Un culto è perpetuamente alimentato dalla dichiarazione della scarsità di opportunità, così come di altre risorse, e dalla celebrazione del trionfo che mantiene il suo carattere “vittoria-perdita”.   Per uno, l’abbondanza è la natura dell’universo. Pensa ad un mondo di idee: solo perché qualcuno ha inventato un telefono, non significa che Internet non sarebbe potuto esistere. Così spesso, una innovazione crea il trampolino per un’altra, creando terreno per una crescita generale. La promozione di un collega non segna la fine della nostra crescita professionale; a volte crea anche nuove porte per noi.   Ho combattuto contro le ombre tutta la vita. Uno di questi è il mio collega, il cui sviluppo professionale è abbastanza rapido. Inizialmente, sembrava che il suo successo avesse attirato più attenzione sul mio fallimento. Con il passare del tempo, mi sono reso conto che il suo successo mi offriva l’opportunità di lavorare insieme e imparare l’uno dall’altro. Mi ha dato delle idee che hanno migliorato le mie competenze, e il suo successo mi ha reso più ispirato che geloso.   Errore psicologico del confronto Il confronto è uno degli istinti umani. Gli psicologi sociali chiamano questa teoria del confronto sociale, dove confrontiamo le nostre abilità e realizzazioni con quelle degli altri per valutarci. A volte funziona come fattore motivante, ma la maggior parte delle volte porta al sentimento di inadeguatezza e risentimento.   Questo può essere notevolmente aumentato nell’era dei social media. C’è solo il bello da vedere nel miglior aspetto della vita degli altri, distogliendo lo sguardo dal peggiore, come accade su Instagram, LinkedIn. Quando ci si apre a tutte queste “storie di successo” degli altri, ci si sente un fallimento.   Tuttavia, questo deve essere bilanciato dallo sviluppo della consapevolezza di sé. Immagina come i tuoi punti di forza, valori e obiettivi specifici garantiscano che il successo di qualcuno non sia in alcun modo limitato ad una particolare area. Abbandona i confronti, concentrati sul percorso e celebra quegli enormi o piccoli traguardi nel lavorare per i tuoi obiettivi personali.   L’effetto a catena del successo Il successo raramente si presenta come un evento a sé stante. Ci sono molte onde che creano benefici per tanti. Prendi la scoperta che ha cambiato il mondo scientifico. Il riconoscimento di un singolo scienziato fa progredire la conoscenza a beneficio dell’umanità, crea ispirazione per ulteriori ricerche e aiuta a salvare la vita umana. Similmente, se la promozione è stata un successo per un dipendente, il lavoro aumenterà per numero, un buon leader e l’opportunità per i colleghi. Così, il successo diventa una vittoria di gruppo, non un fine individuale.   Lo sport è un esempio altamente emotivo Un vincitore viene incoronato mentre vince e segnare un nuovo record lascia il suo impatto su tutti nell’area. Lui pratica più duramente, ispirando gli altri a perfezionarsi nel lavoro per ispirare coloro che lo seguono o lo vedono praticare l’eccellenza da percorrere. In questo modo, il successo è una salita olistica.   Dopotutto, è la storia umana che porta la maggiore testimonianza della cooperazione. Sono quelle grandi civiltà, l’innovazione nelle migliori tecnologie e i movimenti artistici che emergono da sforzi concertati. Ecco perché la dipendenza sottolinea che il successo deriva solitamente da uno sforzo cooperativo piuttosto che individualistico.   Per esempio, considera un film; ciò che uno vuole in tutto questo processo di realizzazione del film può essere visto dai cineasti e dai migliori nel cinema, ma richiede comunque un’incredibile armata di lavoratori per realizzare un successo cinematografico: sceneggiatori, operatori, editori, designer di costumi, e letteralmente migliaia di altri. Nessuno che ci sia stato può essere detto di essere emerso da solo.   Ho visto come la cooperazione cambi il tono delle cose nella mia vita professionale. Una volta ho guidato un progetto che è diventato molto grande non perché io abbia davvero contribuito, ma per il valore e la creatività che l’intero team ha aggiunto. Così, quella esperienza ha rafforzato l’idea che il successo degli altri moltiplica il nostro, piuttosto che esserne un detrattore.   Empatia e gioia condivisa È l’empatia che cambia la nostra percezione del successo. È ciò che fa capire la lotta e il sacrificio di altri che hanno raggiunto il successo in un determinato campo; fa sì che una persona rispetti gli altri e si leghi di più. La fiducia, il rispetto reciproco e il senso di comunità entrano in gioco perché ognuno riceve assistenza per la propria attività.   L’aspetto spirituale

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