Affetti in saldo

Quando anche i sentimenti finiscono in vetrina: all’Università della Calabria una riflessione necessaria sui legami nell’epoca dei social

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C’era un tempo in cui gli affetti si custodivano come argenteria di famiglia: con cura, con rispetto, persino con un certo pudore. Oggi, invece, sembrano talvolta esposti come merce di stagione, tra una notifica luminosa e l’ansia di un messaggio lasciato in sospeso. Si acquistano illusioni di vicinanza in tempo reale, si consumano attenzioni rapide, si confonde il calore umano con il riflesso freddo di uno schermo.

È forse questa la fotografia più sincera del nostro tempo: una società capace di mettere tutto in vetrina, persino ciò che, per sua natura, dovrebbe sottrarsi al prezzo, al conteggio e al consumo. Da qui il titolo, tanto efficace quanto provocatorio: “Affetti in saldo”, espressione che accosta con felice forza evocativa due universi apparentemente inconciliabili, quello dell’intimità emotiva e quello del mercato.

Gli affetti, per definizione, dovrebbero appartenere alla sfera di ciò che non si vende e non si compra. Eppure, nella civiltà dell’immagine e della connessione permanente, anche i rapporti umani rischiano di essere trattati come prodotti: si scelgono, si mostrano, si usano e, all’occorrenza, si sostituiscono. Il valore di una persona finisce così, spesso inconsapevolmente, per essere misurato in termini di disponibilità immediata, utilità emotiva o capacità di restituirci una rassicurante conferma di noi stessi.

È il tempo del “visualizzato” che ferisce più di una parola brusca, del “like” scambiato per vicinanza autentica, del silenzio digitale elevato a forma di congedo sentimentale. Non è colpa soltanto della tecnologia, sarebbe troppo semplice e persino ingeneroso sostenerlo. Il nodo è più profondo: è mutato il nostro modo di interpretare la presenza dell’altro, il senso dell’attesa, la durata stessa dei legami. Gli affetti diventano davvero “in saldo” quando cessano di essere esperienza profonda per ridursi a conferma rapida, quasi un bene di consumo emotivo.

In questo scenario si inserisce con grande attualità e spessore culturale la presentazione del volume “Affetti in saldo. Educazione, social media e crisi dei legami emotivi”, in programma giovedì 9 aprile 2026, alle ore 10:30, presso l’Aula Solano, Cubo 19B, dell’Università della Calabria.

L’iniziativa, ben oltre la semplice presentazione di un libro, si propone come un momento di riflessione pubblica e accademica su uno dei temi più urgenti del nostro tempo: la trasformazione delle relazioni affettive nell’epoca dei social media e dell’esposizione continua.

 

A destra il prof . Trebisacce

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Il volume nasce all’interno dei corsi di Pedagogia sociale, sotto la curatela del Prof. Giovanbattista Trebisacce, docente di Pedagogia generale e sociale, e prende forma attraverso il contributo diretto delle studentesse, protagoniste di un percorso laboratoriale che ha saputo trasformare vissuti personali, osservazioni sul presente e riflessioni teoriche in una narrazione corale, lucida e profondamente contemporanea.

Al centro dell’opera si staglia una domanda tanto semplice nella forma quanto decisiva nella sostanza: che cosa accade ai sentimenti, alla durata dei rapporti, al senso dell’incontro e della presenza reciproca in una società dominata dalla velocità, dalla visibilità e dalla sostituibilità dei legami?

È proprio qui che la pedagogia si riappropria del suo ruolo più alto: non quello di impartire lezioni morali, ma di restituire profondità a ciò che la fretta moderna tende a rendere superficiale. Attesa, reciprocità, responsabilità, limite e durata tornano a essere parole chiave di una riflessione educativa che riguarda non solo gli studenti, ma l’intera comunità.

Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali dell’On. Giusy Princi, dell’On. Rosaria Succurro, della Prof.ssa Maria Mirabelli, del Prof. Berardino Sciunzi, della Dott.ssa Loredana Giannicola e del Prof. Peppino Sapia, Delegato del Rettore.

Seguiranno gli interventi delle autrici — Chiara Chiaravalloti, Federica Salineto, Gaia Tocci, Serena Spezzano, Miriam Aurora Cetera, Loredana Mazzaferro, Annamaria Carola Fusaro ed Erica Spadafora — che daranno voce alle pagine del volume e al percorso umano e formativo che ne ha accompagnato la nascita.

Interverranno inoltre la Prof.ssa Angela Costabile, la Prof.ssa Rossana Adele Rossi e la Prof.ssa Simona Perfetti, a testimonianza del carattere interdisciplinare dell’incontro, sospeso tra pedagogia, psicologia e riflessione sulla formazione delle nuove generazioni.

L’introduzione e le conclusioni saranno affidate al Prof. Giovanbattista Trebisacce, mentre la conduzione dell’evento sarà curata dalla Dott.ssa Carmela Formoso.

E forse, in fondo, il senso più profondo di questo appuntamento sta proprio qui: ricordarci che non tutto può essere ridotto a consumo immediato. Non i sentimenti, non la presenza dell’altro, non il tempo necessario perché un legame diventi davvero tale.

Perché una civiltà che mette in saldo i propri affetti, prima o poi, finisce per svendere anche sé stessa. E allora non resteranno che cuori in vetrina, splendenti sotto le luci del mercato, ma vuoti come quei negozi eleganti dove nessuno entra più.

Un finale, questo, che qualche buon giornalista, vecchio stampo, avrebbe forse liquidato con un sorriso amaro: siamo diventati modernissimi nel comunicare, e terribilmente antiquati nel sentire.

Mimmo Leonetti

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