di Bruno Fulco
L’Estate romana segna il fallimento dell’ideologia green a tutti i costi

X
Su strade e autostrade italiane si è appena consumato l’ultimo fine settimana “bollino rosso” per il traffico e malgrado il calendario dica il contrario, è il segnale che l’estate è formalmente finita. Lentamente i quartieri di Roma si ripopolano e il traffico mattutino inesorabilmente sarà destinato ad aumentare di giorno in giorno da qui in avanti.
Di consolazioni per quanti hanno abbandonato i luoghi di villeggiature, è il fatto che le temperature sono in calo e l’aria diviene progressivamente più respirabile. Quest’anno l’umidità è stata inesorabile come da anni non accadeva ed anche i più “green”, che solitamente storcono il naso davanti all’utilizzo del condizionatore, hanno vissuto aggrappati allo split di quest’ultimo per sopravvivere negli ultimi due mesi, cancellando in un colpo solo tutte le “eco -ansie” di cui si riempiono la bocca quando devono criticare le abitudini degli altri.
Analogo è stato anche il comportamento del mondo dei ciclisti romani che sostengono in maniera manichea l’uso delle due ruote, salvo poi disertare in massa le piste ciclabili rendendo ridicole sia le loro prediche trasudanti disprezzo delle automobili, oltre che inutili i milioni di euro spesi dall’amministrazione capitolina per realizzarle sacrificando migliaia di posti auto.
Sia chiaro che qui non si vuole sostenere l’uso indiscriminato dell’auto ma per un normo dotato è abbastanza chiaro che in mancanza di un Trasporto pubblico iper-efficiente nessuno preferisce raggiungere il proprio posto di lavoro in un’ora o più a fronte di 15 minuti di auto propria per poi percorrere l’itinerario a ritroso a fine giornata.
Concetti semplici che solo la miopia politica dell’attuale sindaco riesce a ignorare e che anzi, per rafforzare la propria posizione ideologica in favore di un finto green che a Roma nulla risolve, ha approfittato dell’assenza dei Romani in vacanza per trasformare migliaia di parcheggi pubblici in parcheggi a pagamento, semplicemente coprendo con una pennellata di blu le strisce bianche.
Una lenta battaglia che vuole rendere l’automobile sempre più un bene di lusso, una sorta di ritorno ai primi anni del 1900. Disegno di una finta sinistra sempre più al servizio delle classi agiate e che purtroppo risiede anche a Bruxelles dove con le politiche green rischia di perdere 726.000 posti di lavoro entro il 2040 nel settore automobilistico.
Tornando all’amministratore della Capitale, l’operato del Sindaco non è passato inosservato nemmeno a livello internazionale. La CNN, infatti, gli ha dedicato un’ampia pagina in tema di verde pubblico, mettendo in risalto come le direttive impartite dal sindaco Gualtieri attraverso abbattimento di alberi e ristrutturazioni scellerate abbia creato in sostanza solamente delle isole di calore, che questa estate torrida giunta ai titoli di coda ha evidenziato come fallimentari.
Il servizio dell’emittente internazionale prende in esame Piazza Risorgimento nei pressi del Vaticano e il suo progetto di riqualificazione datato 2024, con filari di alberi per garantire ombra, e sulla carta dotato di sistemi di nebulizzazione, fontane e inerbimento della superficie. Ad oggi di tutto questo non rimane nulla, il verde è morto e del resto di quanto annunciato non c’è traccia, al punto che la giornalista descrive come sia impossibile frequentare la piazza l’estate.
Questo non è certo l’unico intervento del genere messo in atto da questa giunta, basta vedere la Piazza dei Cinquecento davanti alla Stazione Termini trasformata in una distesa di asfalto fumante che ha suscitato ondate di polemiche. Ma forse il capolavoro è il rifacimento di Piazza Augusto Imperatore anche questa ampiamente contestata dai cittadini, costata 35 milioni di euro e resa una spianata di marmo e travertino senza traccia di verde, e completata dalla rimozione dei cipressi secolari che facevano da contorno al Mausoleo e ormai parte integrante della sua immagine.
Una gestione del verde pubblico che nel periodo novembre 2021 – dicembre 2025 ha registrato l’abbattimento di 29.842 alberi (706 sono stati i crolli dovuti agli eventi atmosferici) contro le 67.640 nuove piantumazioni. Attenendosi ai soli numeri sarebbe stata un’operazione monumentale di incremento del verde, con un guadagno di +37.798 alberi, peccato che i numeri poi vadano interpretati.
Molte le associazioni che hanno lamentato tagli spropositati di alberi di alto fusto e spesso secolari anche senza una reale causa, come ad esempio l’associazione CURAA (Cittadini Uniti Roma Alberi Abitanti) o diversi comitati di quartiere. Alberi che in sostanza secondo loro andavano solo curati e gestiti meglio.
Un’operazione che oltre ai problemi del caldo ha deturpato paesaggisticamente diversi quartieri della città. Al posto di questi, migliaia di alberelli abbandonati a sé stessi senza essere innaffiati e senza cura alcuna, già oggi in parte secchi e utili solo ad aumentare la sensazione di abbandono della città.
Nella migliore delle ipotesi quelli che resisteranno avranno bisogno di almeno 20 per sostituire il patrimonio abbattuto in tutta fretta dopo anni di incuria e ci vorranno moltissimi anni per colmare il debito di carbonio prodotto da questa operazione con conseguente peggioramento dell’aria. E intanto come se niente fosse in queste ore si sta già mettendo a punto la mappa dei nuovi tagli per il mese di settembre.
