La finestra su Roma

di Bruno Fulco

Le notti magiche inseguendo un gol non sono più roba per noi

 

 

L’Italia si sta sciogliendo sotto i colpi dell’anticiclone subtropicale africano, un’area di alta pressione che originata sul deserto del Sahara si espande a macchia d’olio verso l’Europa, portando temperature che in questi giorni superano stabilmente i 35 gradi tendendo ai 40 per gran parte della giornata. 

L’ancora di salvezza non possono essere che i condizionatori, con buona pace di tutti gli eco – predicatori che moralizzano la gente sul loro uso, sostenuti anche dagli pseudo economisti che in virtù dei consumi energetici esortano a non usarli. Che poi sono gli stessi che rifiutano il nucleare in casa nostra come fonte di energia ma sono pronti a morire per quello dei nostri vicini di casa, Spagna compresa che ne ha annunciato la dismissione entro il 2035 ma che intanto ci sta dentro alla grande.

L’altro rimedio naturale è quello dei bagni al mare, quasi un’illusione che a volte evolve in puro disagio. Quello che avviene sulle spiagge quando si schiudono le uova delle piccole tartarughe, potrebbe avvenire anche a chi dalle grandi città non resiste al miraggio della costa.

Alla stregua delle piccole tartarughe più sfortunate, che hanno la sfortuna di rompere il guscio di giorno e vengono bruciate dal sole mentre corrono affannosamente verso l’acqua, gli automobilisti che si avventurano tra le migliaia di auto che intasano ogni strada che corre verso il mare, arrivano nella maggior parte alla meta esausti e stravolti dalla calura con il rischio di non trovare nemmeno posto, trasformando quella che doveva essere una giornata di sollievo in un incubo ad alta temperatura.

Una volta i più saggi avrebbero preferito rimanere in casa con il frigo carico di birre, gelati ed ogni genere di conforto per godersi la rassegna calcistica mondiale ma ahimè questo è uno sport che non ci vede più come rappresentanti dell’élite. Per noi niente più notti magiche inseguendo un gol ma solamente un ruolo passivo da spettatori.

Da questo punto di osservazione neutro però si può cogliere meglio lo stato del calcio mondiale. L’ennesima mancata qualificazione dell’Italia oltre ad aver addolorato un popolo intero che di calcio ci campa, è solo un triste presagio della sorte a cui va incontro il calcio Europeo confermato dalle eliminazioni di questa fase.

Olanda e Germania squadre dal blasone calcistico simile all’Italia, anche se inferiore, abbandonano il mondiale Usa senza nemmeno superare il girone di qualificazione. Le due compagini figuravano addirittura tra le favorite per la vittoria finale ma una sorte quasi simile a quella degli Azzurri si è abbattuta su di loro, visto che ad eliminarle sono state rispettivamente Marocco e Paraguay, come a noi la Serbia ha impedito addirittura l’accesso alla competizione.

La caratteristica comune di queste disfatte calcistiche è senza dubbio la perdita di identità e la sconfitta del sistema calcistico di queste nazioni. Gli stessi discorsi che si sono fatti per l’Italia sono riproducibili anche per queste Nazionali perché la differenza che c’è è nella modalità ma le cause rimangono le stesse.

Per quanto riguarda l’Italia, la scelta di acquistare calciatori a basso costo di paesi africani, sudamericani e slavi per trasformarli in prodotti da vendere ha avuto un esito catastrofico. Le scuole calcio si sono trasformate in attività di lucro senz’anima infischiandosene di portare sul campo il talento del dna calcistico dei ragazzi italiani.

Per le altre nazionali europee a questo si aggiunge anche il fenomeno della naturalizzazione, che porta come risultato finale squadre infarcite di talenti nativi di altri paesi o con un avo o un genitore di quello stato e che hanno facoltà di scegliere la nazionalità per cui gareggiare. Non si tratta nemmeno di un fatto di identità o del valore di un rapporto maturato con la nazione ospitante ma solo di opportunità. In pratica un giocatore talentuoso che si trova nella possibilità di scegliere opterà sempre per quella più titolata.

È indicativo l’esempio dei fratelli Brian Brobbey e Derrick Luckassen, padri diversi, stessa madre nati e in Olanda. Il primo autore con l’Olanda, di una doppietta alla Svezia e in gol contro la Tunisia, l’altro marcatore sabato notte col Ghana al suo esordio contro la Croazia. Così come i fratelli Doué, Guéla ha optato per la Costa d’Avorio e il più piccolo e talentuoso Désiré, per la Francia. Guarda caso il più dottato sceglie sempre la squadra più forte e mai il contrario.

In questo stato di cose tra le favorite per la vittoria finale risulta la Francia sempre più simile ad un Africa Mix di calciatori di grande talento, insieme all’Argentina che di contro ricorda un po’ l’Italia di tanti anni fa, dove la passione era il motore di tutto il movimento. Caratteristiche mostrate oggi dalla nazionale Albiceleste dove i calciatori che arrivano al successo sono quelli animati dalla grande fame di realizzazione ed amore per il proprio paese, sentimento fuori moda alle nostre latitudini. Senza dimenticare poi che tra le sue fila gioca un certo Lionel Messi, uno tra i migliori giocatori al mondo di sempre.

Lo sport è anche un po’ lo specchio dei nostri tempi e il tema della mancanza di identità così evidente nel calcio, travalica lo sport per diventare uno degli argomenti tra i più caldi in tutta Europa, dove evidentemente gli equilibri stanno saltando. Purtroppo, politiche scellerate hanno permesso un’immigrazione senza controllo, generando situazioni al limite in molte città dove l’esasperazione si trasforma in episodi di violenza senza quartiere. Ne è l’esempio la rivolta di Belfast, scoppiata a seguito dell’aggressione compiuta da un richiedente asilo sudanese ai danni di un cittadino irlandese.

In molte città d’Europa cresce il movimento che vuole la remigrazione di massa e naturalmente, tutto ciò si presta alla strumentalizzazione più acuta. In Italia questo sentimento è stato prontamente raccolto dalla formazione politica Futuro Nazionale guidata da Vannacci, che appena fuoriuscito dalla Lega di Salvini con il suo nuovo partito ha superato la Lega stessa nei sondaggi e viaggia nei consensi verso la doppia cifra, ponendosi come un interlocutore non trascurabile per il governo in carica in vista delle prossime elezioni.

Il partito dell’ex Generale raccoglie il malcontento di pancia di tutta quella popolazione che è stanca di fatti di cronaca che vedono al centro i frutti della disperazione di quell’immigrazione fuori controllo.  Masse di immigrati volute a tutti i costi strumentalizzandone le vicende umane a scopo politico, per poi abbandonarle a sé stessa sul territorio nazionale.

Il movimento favorevole alla remigrazione vorrebbe il ritorno nei paesi di origine di chi commette reati e rifiuta l’integrazione a regole, usi e costumi culturali della nostra società, giustificata sempre con motivazioni di disagio e umanitarie. A fare le spese di questa ventata di intolleranza che infiamma tutto senza i necessari distinguo, è l’enorme popolazione di immigrati presente nel nostro paese che lavora senza disturbare cercando di integrarsi sempre di più, nel tentativo di dare un corso migliore al futuro della propria famiglia.

Purtroppo, però da una parte e dall’altra l’ideologia ha il potere di accecare le menti impedendo anche il più semplice dei ragionamenti. Il buon senso non ha parte politica e basterebbe applicare quello per rendersi conto di ogni situazione e regolarsi di conseguenza. Esistono solo le cose giuste e le cose sbagliate e basterebbe mettere da parte questioni di opportunità e tifo politico. Ma siamo ancora anni luce lontani da un modo di pensare di questo tipo.

 

Iscriviti
Notificami
guest

0 Comentários
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
NOTIZIE CORRELATE

Vedi anche

Oggi a Palermo si è svolta una delle udienze del processo Open Arms, che vede imputato Matteo Salvini, all’epoca dei fatti ministro dell’Interno. Le.

Dal travolgente sound dell’OJS alle atmosfere cameristiche che vedrà il trio pianistico di Jany McPherson al Santa Cecilia   26.

23 giugno 2026   “Personaggi e Persone”, Goffredo Palmerini e la memoria che non svanisce Recensione   “La memoria è.