Cavicchini intervista Donadoni

Maggio 2026

 

                               ROBERTO DONADONI

                                  Quando la grinta si accompagna all’onestà                       

Roberto Donadoni sempre affascinante con la sua bella chioma argentea, nelle precedenti edizioni del “Premio Semplicemente Donna” ed ancora  “Premio Fair Play Menarini”,  in maniera tranquilla nonchè estremamente cortese, rispose che nel calcio era uscito da tempo facendo l’allenatore.

E quindi tanto di cappello per questo signore ex calciatore italiano nonché ex centrocampista, stato anche vice campione nel mondo nel 1994 con l’Italia.

Tempi in cui nel Milan veniva considerato un vero e proprio punto di forza in quanto annoverato tra i migliori calciatori di ‘ala’ nella storia del calcio italiano.

Ci piacciono le sue risposte secche e decise capendo la grinta accompagnata dall’onestà  che ha in corpo, trasportata poi nell’amata professione.

Ci può parlare dei valori dello sport?

“Semplicemente quelli che porto avanti nonché avuti dall’educazione dei miei genitori che corrispondono a lealtà, passione con voglia di raggiungere gli obbiettivi nel pieno rispetto degli avversari.”

Nel vostro ambiente esisteva solidarietà?

“Assolutamente sì, poi chiaramente come in tutti gli ambienti esistono cose positive e negative pensando che parliamo d’un gioco di squadra.”

Secondo lei  lo sport viene più considerato in Italia oppure all’estero?

Penso che ci sia un minimo comune denominatore che vale per tutti quanti.”

Se lei fosse ministro dello sport  di cosa si occuperebbe?

Sorride. Bisogna prima diventare prima ministro dello Sport…difficilmente accadrà”

Notiamo che lei è molto incisivo e quindi terminiamo domandandole il più grande calciatore esistente.

“Non saprei, credo ci sia una buona schiera di giocatori, il livello è questo e quindi buono!”

E’ un uomo di rimpianti?

Mi guarda fisso e…”No, nella mia vita non ci sono rimpianti bensì solamente obbiettivi e risultati che si vogliono ottenere. L’importante è sempre dare il meglio ed il massimo, poi come và…và! L’importante è credere in ciò che fai e proseguire anche se niente toglie che a volte ti chiedi che potevi fare ancora di più. Ma questo rientra nella logica delle cose.”

Orgogli?

“Mah, sicuramente di aver fatto qualcosa nella mia vita dipeso dalle mie scelte. E questo con scopo di fare sempre meglio chiaramente secondo le mie possibilità.”

Grazie, vuol aggiungere qualcosa?

“Direi bene così. E grazie a lei.”

 

Carla Cavicchini

 

 

 

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