Il sen. Marco Lisei: «Ci chiediamo anche noi perché nessuna procura apra un fascicolo su quanto emerge dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sull’emergenza SARS-CoV-2»
Roma – Proseguono con rivelazioni di circostanze oscurate e battibecchi tra maggioranza ed opposizione (soprattutto tra Fratelli d’Italia ed il Movimento 5 Stelle) le sedute della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2 e sulle misure adottate per prevenirla ed affrontarla. Organo bicamerale istituito con Legge 5 marzo 2024, n. 22, pubblicata nella “Gazzetta Ufficiale” il 13 marzo successivo ed insediatasi ufficialmente il 18 settembre.
Le sessioni si tengono, normalmente, presso l’Aula al secondo piano di Palazzo San Macuto (tra via del Seminario e piazza San Macuto, nel rione Pigna, a Roma), con prima costruzione risalente alla metà del XVI secolo. L’edificio storico, dal 1974 e dopo un radicale restauro, è diventato sede distaccata della Camera dei deputati e di lavori delle commissioni bicamerali d’inchiesta. Ospita anche la Biblioteca della Camera dei deputati, aperta al pubblico dal 14 dicembre 1988.
Tra i commissari c’è proprio il Giuseppe Conte premier in due governi (dal 1° giugno 2018 al 13 febbraio 2021) e, quindi, nel delicatissimo periodo-clou sotto esame della Commissione da cui dovrebbe, per forza di cose se non per banale dignità, essere audito formalmente dopo aver per prassi, però, rassegnato le dimissioni anche solo provvisoriamente (escluse a piè fermo dallo stesso).
Il corpo istituzionale è composto da: presidente Marco Lisei (Fratelli d’Italia); vicepresidenti: Francesco Maria Salvatore Ciancitto (Fratelli d’Italia), Gian Antonio Girelli (Partito Democratico); segretari: Stefano Benigni (Forza Italia); Peppe De Cristofaro (Alleanza Verdi e Sinistra).
Membri senatori: Francesco Boccia (Partito Democratico), Claudio Borghi (Lega – Salvini Premier), Annamaria Furlan (Italia Viva), Guido Quintino Liris (Fratelli d’Italia), Lucio Malan (Fratelli d’Italia), Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle), Massimiliano Romeo (Lega – Salvini Premier), Licia Ronzulli (Forza Italia), Luigi Spagnolli (Gruppo per le Autonomie), Francesco Zaffini (Fratelli d’Italia), Ylenia Zambito (Partito Democratico), Antonella Zedda (Fratelli d’Italia), Ignazio Zullo (Fratelli d’Italia).
Gli appartenenti deputati, a loro volta: Alberto Bagnai (Lega – Salvini Premier), Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia), Chiara Braga (Partito Democratico), Alice Buonguerrieri (Fratelli d’Italia), Paolo Ciani (Partito Democratico), Alfonso Colucci (Movimento 5 Stelle), Giuseppe Conte (Movimento 5 Stelle), Francesco Filini (Fratelli d’Italia), Simona Loizzo (Lega – Salvini Premier), Federica Onori (Azione), Annarita Patriarca (Forza Italia), Filiberto Zaratti (Alleanza Verdi e Sinistra).
Il tema spinoso dei retroscena della conduzione contingente in quel drammatico lasso di tempo (alle prese con una sorta d’ipotizzato cordone protettivo politico-giudiziario-mediatico) era stato discusso pure durante un evento del 12 dicembre 2025 dell’annuale manifestazione politica e kermesse giovanile “Atreju” di Fratelli d’Italia, tenutasi nei giardini di Castel Sant’Angelo, a Roma.
In Sala Giustizia giusta aveva toccato più stimoli il filo conduttore “Proteggere la salute, difendere i diritti: l’eredità della pandemia Covid”. Con la partecipazione di Marco Lisei (senatore di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’emergenza sanitaria epidemiologica da SARS-Cov-2), Alice Buonguerrieri (deputata di Fratelli d’Italia e capogruppo nella specifica Commissione d’inchiesta), Federica Angelini (presidente del Comitato Ascoltami), Paolo Bellavite (professore di Patologia generale all’Università di Verona), Giovanni Frajese (medico e consulente della Commissione parlamentare ricordata), Maria Rita Gismondo (direttrice della Microbiologia Clinica e Virologia dell’Ospedale “Luigi Sacco” di Milano), con introduzione di Antonella Zedda (senatrice di Fratelli d’Italia) e moderatore Fabio Amendolara (giornalista de “La Verità”)
Il senatore Marco Lisei (Bologna, 15 marzo 1977), a fine incontro, ha risposto a miei pungoli sulla criticabile realtà oggettiva dietro le quinte del ventilato “decisionismo di Stato” in “era Covid”.
– Non riesco a darmi pace. Ma è mai possibile che, con tutto quanto sta affiorando nella vostra Commissione d’inchiesta bicamerale e reso pubblico, nessuna procura apra un fascicolo?
«I compiti della commissione non possono dare delle sentenze e mettere in galera nessuno. Le commissioni d’inchiesta si chiudono con delle relazioni. Quello che emerge all’interno delle commissioni d’inchiesta può essere preso dalla magistratura se emergono degli elementi di reato e possono dar corso a dei procedimenti penali. Il nostro materiale è tutto a disposizione delle procure. Le procure leggono, come tutti i cittadini, sui giornali, quello che sta emergendo ed è responsabilità dei procuratori e della magistratura andare avanti per individuare delle responsabilità. Lei se lo chiede e ce lo chiediamo anche noi».
– Essendoci un clima di sfiducia nei confronti della magistratura in Italia, assistere a questa sorta d’indifferenza, di benaltrismo disturba il minimo senso della logica.
«Ha detto tutto lei. Io le posso solo dire che noi l’impegno lo stiamo mettendo tutto e che in commissione stanno emergendo tante verità scomode che allora non sono emerse».
Claudio Beccalossi
Foto: from video Beccalossi
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