Zona Sul, l’arte di crescere senza chiamarla fortuna


Dalla bancarella di Ipanema a oltre quaranta negozi: un modello imprenditoriale che merita applausi. Ma anche qualche cassa in più.

«La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità», ammoniva Seneca. E se c’è una storia che smentisce l’alibi della dea bendata, è quella dei fratelli Francesco Leta e Mario Leta, immigrati italiani che nel 1959 fondarono il Supermercato Zona Sul, partendo da una semplice bancarella nel mercato di Ipanema.

Oggi Zona Sul è una catena con oltre quaranta negozi nello Stato di Rio de Janeiro. Per molti carioca è “il” supermercato: qualità, assortimento, attenzione al cliente, un tocco di italianità che profuma di casa anche sotto il sole dei tropici. Non fortuna, dunque, ma intuito. Non caso, ma capacità di leggere il bisogno di una città in crescita e offrirle un servizio all’altezza, con prodotti selezionati, importati e locali, e con un’evoluzione tecnologica che ha abbracciato vendita online e consegne a domicilio.

Fin qui, l’elogio è doveroso. Crescere senza perdere identità è merce rara nel commercio al dettaglio. E la famiglia Leta ha saputo farlo, accompagnando l’espansione con una struttura amministrativa più complessa, tra gerenti, controlli qualità, statistiche e supervisione capillare.

Proprio per questo,  ed è qui che l’affetto si fa esigente, stona come una nota fuori spartito il disservizio riscontrato presso il punto vendita di Av. Nossa Senhora de Copacabana 595: la cassa riservata ad anziani, gestanti e persone con disabilità affidata a una sola cassiera. Il risultato? File che, con indulgenza retorica, potremmo definire bibliche.

La segnalazione alla gerente di turno non è mancata. L’effetto, per ora, sì.

È un dettaglio? Forse. Ma nei dettagli si misura la coerenza tra reputazione e realtà. Una catena che ha fatto della qualità il proprio vessillo non può permettersi che la corsia della priorità diventi il corridoio dell’attesa. Perché se è vero che la fortuna non esiste, è altrettanto vero che la pazienza, soprattutto a una certa età, non è una risorsa rinnovabile.

Noi continuiamo a tifare per Zona Sul. Ci piacerebbe poterle assegnare un dieci e lode senza postille. Ma, come insegnava il vecchio Seneca,  e come ricorderebbe un cronista un po’ malizioso, il talento incontra l’opportunità. Sta poi all’organizzazione non farlo inciampare… in coda alla cassa.

Giuseppe Arnò

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