Festival di Sanremo 2026, l’ultima notte: tra papillon monumentali e scivoloni di tulle

Vince la musica, trionfa il look (quasi). Sal Da Vinci alza il leone, Arisa si prende la scena, e qualcuno inciampa nel velluto blu elettrico.

 

 

Si chiude la settantaseiesima edizione del Festival con il sigillo di Sal Da Vinci, che conquista la vittoria con “Per sempre sì” e un maxi papillon destinato a restare negli annali sartoriali dell’Ariston. La gara è stata combattuta fino all’ultima nota, ma sulla passerella,  perché ormai di passerella si tratta,  la competizione non è stata meno feroce.

I padroni di casa (e di stile)

Carlo Conti chiude in total black damascato, coerente fino all’ostinazione. Cambia la giacca, non la filosofia: elegante, ma prevedibile.
Accanto a lui, Laura Pausini in Balenciaga sfoggia un abito da ballo senza spalline con guanti lunghi ton sur ton: diva classica, senza sbavature.
E sorpresa graditissima, Giorgia Cardinaletti illumina la scena in champagne e paillettes: misura, luce e buon gusto. Promossa con lode.

I promossi: tra redenzioni e colpi di teatro

Leo Gassmann abbandona la “maglietta della salute” e scopre il doppiopetto anni Settanta. Finalmente adulto. Voto 7.

Malika Ayane brilla in argento, moderna Cenerentola con qualche eccesso di gel. L’abito incanta, i capelli meno. Voto 6-.

Il duo LDA e Aka7even coordina l’eco-pelle nera con freschezza generazionale: giovani, compatti, convincenti. Voto 8.

Serena Brancale sceglie eleganza sobria e dedica, con stile misurato e scollatura generosa. Beauty troppo minimal, ma resta intensa. Voto 7-.

Effetto tridimensionale per Elettra Lamborghini: glitter silver e make-up coordinato. Finalmente equilibrio tra eccesso e controllo. Voto 8+.

La regina vintage è Ditonellapiaga: spacco audace, corpetto stretto e fiore tra i capelli. Personalità pura. Voto 9.

E poi Arisa, splendida in due pezzi bianco con maxi fiocco e gioielli luminosissimi: semplicità studiata, sensualità intelligente. Voto 9, e titolo non ufficiale di regina di stile.

Il secondo classificato, Sayf, osa il total white con frange fino alla caviglia. Particolare, elegante, riconoscibile. Voto 7.

Quanto al vincitore, Sal Da Vinci, lo spezzato “da sposo” con papillon oversize divide: l’effetto cameriere è in agguato, ma lui lo governa con mestiere. Voto 6, ma con coppa in mano.

I bocciati: quando il tessuto tradisce

Francesco Renga inciampa in paillettes sui revers e cravattino bohémien: più confusione che fascino. Voto 4.

Raf osa un velluto blu elettrico con cintura in vita. Coraggioso, sì. Riuscito, no. Voto 3+.

Ermal Meta continua sulla via del romanticismo fluttuante con guanti e camperos: troppa narrazione, poca sintesi. Voto 4-.

Mara Sattei si perde nel tulle e nel tartan azzurro: voluminoso, poco valorizzante, decisamente fuori tempo massimo. Voto 3.

Sipario

L’ultima notte di Sanremo 2026 ci consegna una certezza: la canzone può vincere al televoto, ma l’abito resta nella memoria. E se è vero che il Festival finisce a notte fonda, i look,  quelli giusti e quelli sbagliati, continueranno a sfilare nelle conversazioni ancora per settimane.

Perché all’Ariston si canta, certo. Ma si giudica anche. E lì, il bis non è mai garantito.

* di Redazione

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