Al Polo Italia No Rio una serata dedicata all’arte e all’amicizia tra Brasile e Italia
Rio de Janeiro ha vissuto ieri una di quelle serate destinate a rimanere nella memoria collettiva della comunità italo-brasiliana. Nel prestigioso spazio culturale del Polo Italia No Rio, cuore pulsante del Sistema Italia in Brasile, si è svolto un evento di altissimo profilo artistico e istituzionale che ha celebrato l’arte, l’identità e la forza culturale di Napoli attraverso la mostra “Napoli Explosion – Fuoco Sacro” del grande artista napoletano Mario Amura.
L’iniziativa, magistralmente realizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro in stretta collaborazione con il Consolato Generale d’Italia, si è svolta sotto l’Alto Patrocinio Istituzionale della Presidenza della Repubblica Federativa del Brasile, del Ministro della Cultura Margareth Menezes, con il sostegno del Segretariato Esecutivo della Cultura.
Un riconoscimento istituzionale che testimonia l’importanza dell’evento non solo sul piano artistico, ma anche diplomatico e culturale.
Il Sistema Italia in azione
Il Consolato Generale d’Italia, con la sua prestigiosa equipe guidata dal Console Generale Massimiliano Iacchini contando sulla collaborazione del suo Staff Flavio Cianciarrelli, insieme a Pietro Cadoni, Francesca Menegon, Maria Teresa Tiba e altri componenti lo Staff del Consolato, ha dimostrato ancora una volta come il lavoro di squadra e la visione culturale possano trasformare un evento in un autentico momento storico.
Al loro fianco, l’Istituto Italiano di Cultura diretto da Marco Marica, che nel suo mandato ha saputo amministrare con grande sensibilità e lungimiranza una delle più preziose istituzioni della diplomazia culturale italiana in Brasile. Una vera perla delle relazioni bilaterali, sostenuta da uno staff qualificato tra cui Francesco Trapanese, Giovanni Maria Ponta Colnago, Giulia Silvestro e Riccardi Cavagnera e altri dello Staff, che hanno lavorato in sinergia con il Consolato e con numerose associazioni ed enti patrocinanti, Istituzionali.
Il risultato? Un evento che, a giudizio di molti presenti, può essere considerato tra i più belli e significativi mai realizzati congiuntamente dall’Istituto Italiano di Cultura e dal Consolato Generale d’Italia a Rio.
Mario Amura: il fuoco dentro ha acceso la miccia per rinnovare l´esplosione
Quando si parla di Mario Amura si parla di un artista internazionale, nato a Napoli nel 1973, con una formazione cinematografica maturata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia, dove ha avuto come maestro il grande Giuseppe Rotunno, storico direttore della fotografia di Fellini, Visconti e De Sica.
Tra il 2000 e il 2012 Amura ha firmato direzioni della fotografia presentate a Cannes, Berlino e Venezia, ricevendo anche il prestigioso David di Donatello. Dal 2005 porta avanti progetti legati ai racconti di guerra e al linguaggio visivo dell’emozione, fino a sviluppare il suo celebre progetto “Stop Emotion”, una tecnica che cattura frammenti di tempo e picchi emozionali in una sintesi visiva di straordinaria potenza.
Eppure, nulla appare più esplosivo della sua Napoli.
Napoli Explosion: non solo fuochi, ma identità
La mostra presentata a Rio non è solo una sequenza di immagini. È un percorso immersivo. È un’esperienza sensoriale. È un’esplosione di colori, energia, spiritualità e memoria collettiva.
Il pubblico è rimasto a lungo davanti alle opere, quasi ipnotizzato. Ogni fotografia raccontava una Napoli che non è stereotipo, ma forza vitale. Una Napoli che esplode non per distruggere, ma per affermare la propria esistenza. Una città che, come il suo popolo, rinasce continuamente dalle proprie contraddizioni.
Durante la presentazione – interamente in italiano – l’emozione è stata amplificata dalla magistrale traduzione della napoletana Giulia Silvestro, dello Staff dell’Istituto Italiano di Cultura, che con professionalità e sensibilità ha saputo trasmettere in portoghese ogni sfumatura delle parole dell’artista.
Amura ha lasciato un messaggio potente: vedere una Napoli diversa, una Napoli che attraverso i fuochi racconta la propria identità. Non sono solo fuochi d’artificio: è il popolo che esplode luce. È la storia che diventa immagine. È il cuore che diventa fotografia.
Un momento che parla al futuro
Tra i momenti più toccanti della serata, quello in cui la piccola stella di casa, invitata a scattare una fotografia al pubblico presente, ha osservato attentamente la scena prima di scegliere l’angolazione perfetta. Un gesto semplice, ma simbolico. Come se il DNA artistico si manifestasse già in modo naturale. Un segno di continuità, di eredità culturale, di futuro.
Per chi, come tanti italiani emigrati in Brasile, ha lasciato Napoli decenni fa, questa mostra ha rappresentato molto più di un evento culturale. È stata una ferita che si riapre dolcemente, una nostalgia che diventa orgoglio, un abbraccio tra due patrie.
Cultura come ponte tra le nazioni
Il Polo Italia No Rio si conferma così un centro strategico della cultura italiana in America Latina. Non solo luogo fisico, ma spazio simbolico dove arte, diplomazia e identità si incontrano per rafforzare il legame tra Italia e Brasile.
La serata con Mario Amura non è stata soltanto una mostra fotografica. È stata una dichiarazione d’amore a Napoli. È stata un atto di diplomazia culturale. È stata la dimostrazione che quando il Sistema Italia lavora unito, il risultato è straordinario.
Un saluto, un libro, un ponte tra amici e città
Tra i momenti più significativi della serata, a cui seguito un elegante cocktail.”coqutel ,anche un breve ma intenso incontro personale con Mario Amura e il pubbico . In pochi minuti di conversazione, dove anche io ho avuto il piacere pergere i saluti di una nostra cara amica comune, Anna Gualtieri,ex dirigente della Ufficio dell´Emigrazione della Regione Campania ,che ama Napoli con la stessa passione che anima tutti noi napoletani nel mondo.
Un gesto semplice, ma carico di significato: Napoli non è solo un luogo geografico, è una rete di affetti, relazioni, memoria condivisa.
Con grande cordialità, Mario ha ricambiato quell’abbraccio ideale consegnandomi direttamente dalle sue mani il libro ufficiale dell’evento. Un dono prezioso, non solo editoriale, ma simbolico: pagine che racchiudono fuoco, luce, identità e appartenenza.
Sfogliare quel volume significa rivivere l’esplosione di colori e di emozioni della mostra, ma anche custodire una testimonianza concreta di una serata che ha rafforzato ancora una volta il legame profondo tra Napoli e Rio de Janeiro.
Grazie Mario da parte di tutti i Napoletani a Rio !
Alfredo Apicella
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