Patrioti o pecoroni?


Dopo 62 anni addio agli autogrill: dal caffè bollente al panino gommoso, presto tutto “formato europeo”


C’è chi difende la patria con spada e scudo, e chi con un caffè ristretto servito in bilico sull’Autostrada del Sole. Gli italiani, si sa, hanno fatto scuola al mondo intero: non solo nella moda o nell’arte, ma anche nella sacra liturgia della sosta autostradale. Un panino un po’ stanco, una cotoletta sventurata e un espresso che nemmeno a Napoli… eppure era nostro.

Ora però ci stanno spogliando di tutto. A breve ci resterà solo l’anima, e non è detto che sia in buone condizioni. La notizia è fresca: gli autogrill – gioia di camionisti insonni, famiglie in vacanza e turisti in pellegrinaggio verso la vera Italia – verranno smantellati, o peggio “riformati”. Naturalmente per uniformarli all’europeissimo e malinconico standard da aeroporto low-cost. Addio carattere, addio stile di vita: benvenuta insalata pronta in plastica biodegradabile.

Il tutto nasce dall’accordo tra Autogrill e il colosso svizzero Dufry. Nella nuova governance, Alessandro Benetton diventa Presidente Onorario (perché un Benetton in autostrada non si nega mai a nessuno), mentre Gianmaria Tondato da Ruos guiderà le attività in Nord America. L’obiettivo dichiarato? “Uniformare la gestione e l’offerta”. Tradotto: fare in modo che il caffè sappia di niente, ovunque tu sia.

Ma non è che questa voglia di standardizzare rientri nel grande progetto di “impecorimento” dei popoli a vantaggio dei soliti noti pastori? Un giorno ci tolgono il bidet, il giorno dopo l’autogrill… e noi zitti a brucare.

Forse sarebbe il caso che qualcuno al governo si svegliasse, Presidente Meloni inclusa: se ci sfilano un pezzo alla volta del nostro stile di vita, con che coraggio potremo ancora dirci patrioti? Attacchi pure la spina, Presidente: qui rischiamo di restare a secco persino di caffè.

Giuseppe Arnò

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