L’insalata caprese, piatto tipico italiano, nell’ennesima opera degli street artists Cibo e Millo.



Ca’ di David (Verona) – L’accoppiata artistica Cibo & Millo autrice d’un nuovo dipinto murale su una parete esterna che già ospitava un disegno in scala ridotta incentrato sullo stesso soggetto gastronomico, eseguito dal primo coprendo precedenti scritte e simboli non consoni sul muro, poi purtroppo vandalizzato.
L’insalata caprese, piatto tipicamente italiano (a base, com’è ampiamente noto, di pomodoro, mozzarella, olio extravergine, basilico fresco ed origano), fa da star del suggestivo lavoro del duo Cibo (Pier Paolo Spinazzè, Vittorio Veneto, Treviso, 1982) e Millo (Francesco Camillo Giorgino, Mesagne, Brindisi, 1979).
«Questo murale è stato composto a quattro mani. – spiega soddisfatto Cibo – Si tratta d’uno degli undici realizzati in tre comuni del Veronese. Tutti documentati dalle foto scattate da Martha Kooper, fotografa di New York di 82 anni, Nonna Graffiti, che ha fotografato tutti i writers più bravi del mondo, cogliendo con noi, passo per passo, il lavoro d’arte urbana che ha generato i murales».
Gli interventi sono stati riassunti nella mostra fotografica Best Before, Street Art against a rancid future presso il Forte Sofia (o Forte Santa Sofia, già Werk Sofia, ex fortificazione asburgica risalente al 1838), sulle colline a nord-ovest di Verona.
«Nello specifico, ciò che abbiamo creato qui, a Ca’ di David, è una “torre di caprese”, con un personaggio che la costruisce, la tiene in piedi perché molto precaria. Simboleggia il tricolore. Perciò, rappresenta la precarietà della caprese e dell’Italia. Ed il tentativo d’aggiustarla, di sorreggerla, di preservarla».
Lo street artist collabora dal 2020 col Comune di Napoli bonificando frasi e segni di violenza estremisti o volgari tramite composizioni mangerecce partenopee dagli accesi colori attinenti al suo stesso pseudonimo. D’intesa con l’assessorato alla Creatività urbana, il Tavolo Interassessorile per la Creatività urbana e Caffè Borbone, s’adopera nella sovrapposizione positiva di scarabocchi dell’odio su varie superfici urbane segnalate anche dai cittadini.
Per Millo (che da alcuni anni lavora a Pescara), a sua volta, le pareti vuote costituiscono “una grande tela bianca su cui esprimersi”. Lasciata l’attività d’architetto per seguire la sua forte passione per l’arte ed il disegno, ha raggiunto specifici vertici figurativi, partecipando a vari Street Art Festival ed avendo suoi estrosi risultati murali (inventive in bianco e nero frammentate da esplosioni di tinte intense) premiati ed esposti pure all’estero.
Procedimenti e prestazioni artistici di Cibo e Millo nel Veronese sono stati tallonati anche a Ca’ di David dalla citata fotografa Martha Cooper, classe 1943, originaria di Baltimora (Maryland, Usa) e poi trasferitasi nel distretto di Manhattan, a New York. Già addentro all’ambiente artistico underground newyorkese, dagli Anni Settanta del secolo scorso, segue da vicino l’attività dei protagonisti della street art internazionale.
Foto del suo archivio sono entrate a far parte del patrimonio visivo sull’avvento delle culture hip-hop e dei graffiti. Ha iniziato come fotografa stagista nel “National Geographic”, proseguendo come fotografa dello staff al “New York Post”, con sue immagini pubblicate in un considerevole numero di riviste e libri ed esposte in musei di tutto il globo.
È referente della fotografia al City Lore, il New York Center for Urban Culture fondato nel 1985, primo organismo negli Stati Uniti volto a “promuovere il patrimonio culturale vivente di New York City e dell’America attraverso programmi educativi e pubblici al servizio dell’equità culturale e della giustizia sociale” ed a “documentare, presentare e sostenere le culture grassroots di New York City per garantire la loro eredità viva”.
Servizio e foto di
Claudio Beccalossi
