STOP ALLE DIESEL EURO 5: LA NUOVA FOLLIA EUROPEA CHE CI SALVERÀ (DALLE NOSTRE AUTO)
Bruxelles colpisce ancora: preparatevi a camminare, l’apocalisse green è servita!
Sì, di una vera follia si tratta! E non una di quelle follie simpatiche, tipo comprarsi un lama domestico o imparare a suonare il didgeridoo. No, questa è una follia “alla Bruxelles”, di quelle che ti fanno venire voglia di trasferirti su un’isola deserta, magari alimentata a diesel Euro 4.
Con la stramberia del Green Deal, la nostra amata Unione Europea pensava di essere la prima della classe, la paladina del pianeta, la Greta Thunberg del consesso internazionale. Che sogno ingannatore! Mentre noi, ligi e obbedienti, ci prepariamo a trasformare le nostre auto in rottami fumanti, il resto del mondo se la ride. Da tutte le parti si va avanti a petrolio, carbone e combustibili fossili di ogni specie, e da noi? Da noi si strozza l’economia fino a farla soffocare, vietando la circolazione delle auto diesel 5ª generazione e, per non farci mancare nulla, la vendita di nuove auto a benzina e diesel che emettono CO2 a partire dal 2035.
E gli altri, direte voi? Beh, gli altri si prendono il loro tempo, con divieti previsti per il 2050 o “oltre”, che è un po’ come dire “quando avremo finito di contare i soldi”. Intanto la gloriosa produzione europea dell’auto muore, e con essa la speranza di una vita sostenibile per migliaia di famiglie che, ingenuamente, pensavano di poter vivere grazie all’industria automobilistica. Ma che illusi!
C’è bisogno di un’azione decisa da parte del governo, dicono. Ovviamente, è necessario porre fine a queste stravaganze di Bruxelles! Non per nulla le altre nazioni extra europee la fanno da padroni in campo economico, militare e geopolitico, mentre noi, costretti “vegani” della mobilità, stiamo a discutere questioni di lana caprina, in attesa di essere divorati dai predatori del “no green deal”.
PUNTI CHIAVE (OVVERO, I VOSTRI NUOVI INCUBO NOTTURNI)
Preparatevi, perché dal 1° ottobre rischiano di fermarsi più di un milione di veicoli nelle quattro grandi regioni del Nord: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La “colpa”? Ovviamente le diesel Euro 5 nei Comuni con più di 30mila abitanti, e il blocco durerà fino al 15 aprile 2026. Non un giorno di meno! Ma non temete, solo il 19 luglio si avrà la risposta definitiva al decreto del 19 maggio scorso. Sessanta giorni per decidere se rovinarci la vita o no. Suspense!
Il vice premier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ha promesso battaglia. E noi ci fidiamo, ci mancherebbe. Dopo tutto, chi meglio di lui può capire la drammatica situazione di chi si vede costretto a lasciare la propria auto in garage per colpa di un po’ di CO2?
IL PROBLEMA INQUINAMENTO (CHI SE NE FREGA, VERO?)
Lo stop ai veicoli diesel Euro 5 immatricolati tra il 2011 e il 2015 affonda le sue radici, udite udite, nell’eccessivo inquinamento atmosferico della Pianura Padana e nella volontà di contrastare i livelli elevati di CO2 e polveri sottili. Ma dai! Chi l’avrebbe mai detto che respirare aria pulita fosse una priorità?
Fortunatamente, il governo ha intenzione di proporre “misure alternative” per evitare di lasciare a piedi milioni di cittadini che, poveretti, sarebbero impossibilitati a utilizzare le proprie auto. Chissà, magari ci daranno dei monopattini a pedali gratis.
LE FASCE ORARIE (PER I VOSTRI SPOSTAMENTI NOTTURNI E FESTIVI)
Qualora lo stop andasse in porto (e, diciamocelo, andrà in porto), esso riguarderebbe i giorni feriali (quindi da lunedì a sabato) dalle ore 8 alle ore 18.30. Ogni anno, dal 15 settembre al 15 aprile. Enorme, nemmeno a dirlo, il numero di auto costrette al fermo: in Piemonte sarebbero circa 250mila veicoli fermi (l’8% delle auto in circolazione), mentre in Veneto lo stop sarebbe ancora peggiore con più di 350 mila vetture ferme. Ma tanto, chi ha bisogno di andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola in quelle ore?
LE PAROLE DI SALVINI (IL NOSTRO EROE, SENZA MANTELLE NÉ POTERI FORTI)
Come accennato, sul piede di guerra c’è Matteo Salvini, che qualche giorno fa ha dichiarato che l’esecutivo è al lavoro “per fermare il blocco delle auto con motore Euro 5. Questo fa parte delle follie europee, della Commissione von der Leyen che ha approvato quella fesseria economico-industriale che si chiama Green Deal”. E ha aggiunto, con la saggezza di un oracolo moderno: “Non è possibile obbligare le persone a comprare auto elettriche dopo il 2035, ma nemmeno nel 2040 o oltre: qui ci sono cittadini che il prossimo anno non potranno più usare milioni di veicoli Euro 5, questi sono i problemi veri”. Finalmente qualcuno che capisce!
QUALI ALTERNATIVE (O COME PRENDERCI IN GIRO CON CLASSE)
Le quattro regioni sono in contatto con il governo per trovare altre possibilità e starebbero lavorando a “misure compensative” per ridurre gli inquinanti evitando il blocco coatto delle diesel Euro 5. Tra le ipotesi al vaglio, udite udite, c’è persino l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per una migliore gestione del traffico cittadino e minori consumi di carburante. Sì, perché è risaputo che l’intelligenza artificiale, da sola, può magicamente far sparire lo smog e le polveri sottili! Geni!
LE MULTE PREVISTE (PER I TRASGRESSORI CHE VOGLIONO ANCORA SPOSTARSI)
Attualmente, chi dovesse eludere l’eventuale blocco rischia sanzioni fino a 168 euro. E non solo! Qualora fosse beccato una seconda volta con due stesse infrazioni nell’arco di due anni, rischia la sospensione della patente tra i 15 e i 30 giorni. Perché, ovviamente, se non puoi usare la tua auto, tanto vale non avere la patente, giusto?
Insomma, il futuro è qui, ed è rigorosamente a piedi o in bicicletta. O magari, con un po’ di fortuna, in un calesse trainato da intelligenza artificiale. Che meraviglia, “sèm a pòst”, per dirla in vernacolo milanese!
Giuseppe Arnò
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