Osservazione del Sac. Giuseppe Calabrese del mondo di oggi
Il futuro non appartiene a coloro che violano il diritto internazionale o lo vogliono cancellare del tutto mostrando la forza nella logica che è anche giusto chi è più forte. Apparterrà invece a chi è capace di unire la legge positiva e quindi il diritto internazionale con la ragione e gli strumenti diplomatici in un impegno personale per gli ideali e le grandi sfide della società e della politica estera mondiale.
Questo è lo spirito della democrazia. «Non è solo sufficiente, consentire il dissenso. Dobbiamo esigerlo. Perché vi è molto su cui dissentire» come affermava all’Università di California di Berkeley il grande e compianto senatore Robert Kennedy.
Dissentiamo sul fatto che l’amministrazione che governa oggi gli Stati Uniti d’America nell’operazione denominata “Operation Absolute Resolve” dell’altra notte, non solo ha usato la forza contro un Paese sovrano, come lo proibisce l’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite, ma per di più l’isolamento del sistema di comunicazione, fino a quando addirittura contravvenendo alla Convenzione di New York all’immunità giurisdizionale di uno Stato e dei suoi beni davanti ai tribunali di un altro Stato, è stato arrestato e sequestrato il capo di Stato del Venezuela e condotto negli Stati Uniti, perché rapire e trasferire un capo di Stato mentre è in carica, senza il consenso dell’autorità nazionale né di organismi multilaterali, è da considerarsi come rapimento di leader stranieri.
Dissentiamo sull’assurdità di qualche esponente politico che ha affermato la legittimità dell’azione avvallando così che le nazioni più forti, stracciando la carta delle Nazioni Uniti firmata dopo la II guerra mondiale, hanno il diritto di invadere territori sovrani come se giocassero a giochi da tavola come Risiko.
Questa logica non risolverà i problemi del nostro mondo delle tante guerre che si stanno combattendo o di focolai che possono prendere vigore. Non aiuterà coloro, (come i miei parenti a cui ho avuto pensiero e della popolazione di quello che stava accadendo) e che sono seriamente impegnati nella difficile vita che si svolge quotidianamente nel Venezuela.
Perciò non mi resta di dovermi rivolgere a voi giovani del Venezuela e degli Stati Uniti a me particolarmente cari, come a voi giovani del mondo per stimolarvi a nuovi modi di pensare e di agire a partire dallo studio dell’etica, perché un agire diverso e migliore in democrazia è auspicabile ed è possibile e soprattutto che abbia alla base il rispetto innanzitutto della legge naturale e delle leggi del diritto internazionale.
Si tratta evvero di combattere il narcotraffico e difendere la sicurezza dei propri cittadini, ma nel rispetto della legge internazionale e non con atti che non solo ricordino il passato, ma che avallino la tesi che il più forte può ricorrere a tutti gli strumenti possibili pur di vincere e mostrare al mondo il dominio e la potenza e portare il Paese in uno scenario di incertezza o di guerra. Perché una sola cosa è certa «la violenza genera violenza».
Comprendere le cause di anni di dittatura non significa consentire l’effetto perché nessun Paese ha diritto di invadere arbitrariamente l’incolumità di Paesi vicini e sovrani.
Crediamo innanzitutto nello studio e nel rispetto delle leggi di diritto internazionale come del rispetto della Costituzione di ogni Stato perché «la costituzione salvaguarda allo stesso modo la saggezza e l’ignoranza, la compassione e l’egoismo». E che il Governo degli Stati Uniti dovrebbe andare al tavolo dei negoziati o fare dei passi significativi e necessari per andare al tavolo dei negoziati sul fatto che vi saranno elezioni, il solo strumento che conserva e promuove la democrazia e che solo il popolo venezuelano alla fine determinerà e deciderà il proprio avvenire proprio tramite il voto elettorale.
Questa situazione venga contenuta il più presto possibile dalle Nazioni Unite perché se così non fosse cosa fermerebbe la Cina a invadere Taiwan, o ancora Gli Stati Uniti a invadere la Groenlandia o il Canada, non si creerebbe un effetto domino in altri stati che vorrebbero adoperare la stessa politica del governo statunitense? Violare del tutto il diritto internazionale significherebbe iniziare una III guerra mondiale.
Nota di redazione
Per coerenza e onestà di pensiero, osserviamo che analoghe considerazioni avrebbero dovuto essere espresse anche in occasione dell’annessione della Crimea da parte della Russia e della successiva invasione dell’Ucraina. Il diritto internazionale non può essere invocato a geometria variabile.
