“Toulouse Lautrec – un viaggio nella Parigi della Belle Epoque”

Museo degli Innocenti di Firenze
Dal 27 settembre 2025 al 22 febbraio 2026

“Essere abbracciati dalla cupola del Brunelleschi
ed il Campanile di Giotto accanto è il massimo!”
Così racconta l’assessore Bettarini alla cultura di Firenze alla mostra Toulouse-Lautrec “Un viaggio nella Parigi della Belle Epoque” in mostra al Museo degli Innocenti sino al 22 febbraio 2026.
Prosegue poi Bettarini sotto la luce limpida e pura nello spazio dell’Altana, osservando che questo sarà decisamente un autunno caldo grazie al buon fermento culturale che si respira già da adesso. Quanto al pittore francese – termina – è bellissimo immergersi in questa arte dal momento che proprio l’arte interloquisce soprattutto in questo contesto alla veduta di opere gioiose, coloratissime del caro artista che, nella sua veste infantile, piena di stupore, conservava gioiosamente.”
Susseguono i vari relatori elogiando le affiche uniche e personalissime di Lautrec in cui la Belle époque regna incontrastata grazie alle meravigliose scenografie, arredi ed altro, avute in prestito dai vari musei. Ben 90 sezioni sono presenti in un circuito splendido, pure giocherellone, ammirando tale rivoluzione estetica a tutto tondo forti del fatto che la bellezza è un diritto universale. Sottolineando pure che l’arte oltre ad avere una forte valenza educativa e sociale, è capace di stimolare riflessione e creatività, arricchendoci ulteriormente.
“Pur essendo nella culla del Rinascimento – spiega ancora un altro relatore – la Parigi di fine 800 e Montmartre, sono il sogno di quei tempi portando alla luce l’amicizia che legava Van Gogh a Toulouse-Lautre .Proprio quel Lautrec rivoluzionario grazie all’esposizione del ‘Manifesto’ come vediamo da questi oli preziosissimi. E se Firenze è teatro d’arte antica e contemporanea, adesso con tutti questi effetti scenografici nonché filmici, sembra addirittura d’essere sul set di un film.
Toulouse Lautrec portò l’arte nelle strade e nel nel quotidiano in funzione di una buona chiave di lettura aperta a tutti. E come allora non tuffarsi in questo cornice squisitamente retrò, altamente stimolante, ricca di fascino e seduzione, assieme alla purezza della natura non mancando di sottolineare che, prima, tali opere venivano realizzate in anni ed anni di lavoro e non certamente di corsa come oggi!”
“ Quanto alla luce – si prosegue – è fondamentale come fondamentale osservare quelle sottili penombre dettate dall’atmosfera delle candele, donando fascino e seduzione in ambienti del “caffè concerto “ arricchiti dai meravigliosi nonché raffinatissimi salotti privati!
Una vera e propria pacchia per quest’uomo piccolo piccoletto eppur estremamente raffinato, amato dalle donne tanto che una fanciulla rifiutata soffrì così tanto, arrivando al punto di uccidersi.
Sembra adesso di vederlo adesso entrare nei suoi luoghi magici resi ancor più magici del suo vitalissimo brio con l’amatissima pila di fogli. accompagnati da sottili matite.
Suo luogo deputato? Il Moulin Rouge, amatissimo teatro, ove si sentiva il Re del locale dipingendolo in maniera squisita.”
il finale dell’incontro è per la storica d’arte capace di osservarlo umano ed umoristico, seppur nella sua ferocia d’uomo schietto d’ apprezzamenti, in compagnia di buona spregiudicatezza.
Le francesine gli ruotavano attorno ammirandone l’eleganza interiore dettata dalle buone maniere, con piacere del buon vivere. Forse un modo per esorcizzare i suoi problemi di salute, capaci di portarlo alla morte ad appena 38 anni. La sua traccia indelebile? Un’arte personalissima e curatissima la sua, che non morirà mai! crescendo addirittura nel tempo.
Perché tutto questo? Beh…Siamo nella Parigi di fine Ottocento. E l’epoca della spensieratezza e del progresso dell’arte che invade i Boulevard, ove pittori, scrittori e ballerine, si danno appuntamento nei numerosi Caffè.
In questo fermento culturale nasce e si afferma Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), figura unica nel panorama artistico europeo. Pittore, illustratore e innovatore grafico, frequentatore assiduo di locali come il Moulin Rouge, seppe trasformare il mondo della notte fatto di spettacoli, teatri e caffè concert, assieme a prostitute, ballerine e chansonnier, in vera e propria arte. In punta di penna. Pardon…matita.
Egli intraprese una tecnica litografica innovativa introducendo il concetto di grafica promozionale tanto che i suoi manifesti sono diventati vere e proprie icone visive della Belle Epoque.
Il Museo degli Innocenti di Firenze, dal 27 settembre 2025, ci offre uno spaccato del mondo di Toulouse-Lautrec, un viaggio nella Parigi della Belle époque.
Una grande mostra che annovera tra le tante opere esposte quelle provenienti dal prestito della collezione Wolfgang Krohn di Amburgo ove si potranno ammirare litografie a colori, manifesti pubblicitari, disegni a matita e a penna. Opere uniche legate alle immagini dell’aristocratico visconte Henry de Toulouse Lautrec, di cui talune provenienti dal museo a lui dedicato ad Albi (Francia).

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Una mostra che presenta anche i lavori di altri grandi protagonisti della Belle époque e dell’Art Nouveau. Figure femminili di Alfons Mucha, i manifesti vivaci e coloratissimi di Jules Cheret, considerato questi, pioniere della pubblicità moderna.
E le suggestive atmosfere di George de Feure. Ancora le opere raffinate di Friedrich August Cazals e Paul Berthon, tutti artisti straordinari che hanno saputo trasformare la grafica in arte.
A completare l’allestimento un ricco apparato di fotografie video e arredi d’epoca che trasportano i visitatori in un viaggio multisensoriale nella Parigi tra il 1880 e il 1900. Epoca in cui arte, tecnologia, libertà espressiva e nuove forme di intrattenimento, gettarono le basi del mondo moderno.
Mentre l’Europa viveva un periodo di relativa pace e progresso, Parigi diventava la capitale del piacere e dell’avanguardia, dove architettura, pittura, arredamento, scultura e musica, erano invasi dai rimandi alla natura, al mondo vegetale nonché all’immagine nuova della figura femminile.
Con “Toulouse Lautrec – un viaggio nella Parigi della Belle Epoque” Firenze celebra non solo un artista straordinario, ma anche un momento storico irripetibile che ancora oggi continua a influenzare la nostra immaginazione estetica.
Parigi diventa il cuore della modernità Europea. Un periodo di straordinaria vivacità culturale in cui la città si trasforma nel simbolo di un nuovo modo di vivere.
In ogni angolo della città si vedono brillanti litografie colorate testimoni di una rivoluzione estetica, dove ogni manifesto diventa un frammento di quella modernità che pulsa nelle strade.
Il fenomeno esplode dal 1890 alimentato anche dalla crescita industriale.
Nascono addirittura riviste specializzate che raccontano questa nuova forma d’arte. Per la prima volta nella storia, l’arte esce dalle gallerie per invadere direttamente le strade.
Toulouse-Lautrec proclama con fervore rivoluzionario: “l’affiche, il y a qu’ca ” – il manifesto, nient’altro conta !
Giova ricordare che all’epoca il mondo dell’arte guardava con sospetto la stampa a colori, solo la litografia in bianco e nero era considerata arte degna di rispetto mentre quella colorata veniva relegata al rango di prodotto commerciale.
Toulouse-Lautrec perfeziona una nuova tecnica iniziando a disegnare direttamente sulla pietra litografica, processo forse suggerito dalla all’epoca recente scoperta delle xilolografie giapponesi.
Un’onda travolgente attraversa tutta l’Europa: è arrivata all’Art Nouveau .
Una rivoluzione del gusto convinta che l’arte non debba rimanere confinata nei musei e nelle gallerie, bensì permeare ogni ambiente in cui l’uomo vive e lavora. La corrente dell’Art Nouveau dimostra che la bellezza non è un lusso per pochi, bensì un diritto universale che può! e deve colorare ogni momento della vita moderna.
In questo fermento creativo, che trasforma Parigi nei laboratorio dell’arte moderna, Henri de Toulouse-Lautrec si inserisce figura destinata a ridefinire per sempre il linguaggio del Manifesto.
Nato nel 1864 in una famiglia aristocratica dell’Albigeois, porta con sé un bagaglio di contraddizioni che alimenterà la sua arte. Nobile di sangue eppure bohemien per scelta, fisicamente fragile, è dotato di una forza creativa travolgente. Per questo amatissimo nella sua unicità.
I suoi ritratti diventano tessere – tele preziose di un mosaico più ampio, ‘vestendo’ la documentazione lucida e appassionata della società parigina di fine Ottocento.
Attraverso volti e sguardi, Toulouse-Lautrec ci racconta un’epoca intera . Assolutamente geniale nella sua piccolezza grandiosa.

Carla Cavicchini

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