Il professor Giovanbattista Trebisacce e la Calabria che non smette di credere nel valore dell’educazione e dei diritti umani.
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Con la consueta limpidezza che contraddistingue il suo pensiero, il professor Giovanbattista Trebisacce – già docente associato all’Università della Calabria (UNICAL – Rende) – ci accompagna in una riflessione profonda sul senso stesso dell’essere umano e delle sue relazioni, nella sua più recente opera:
“Diritti umani e solidarietà internazionale. L’azione socio-educativa dell’ONU e delle organizzazioni non governative”.
Un testo denso, ricco di prospettive e di spunti filosofici, in cui i diritti umani, nelle loro dimensioni materiali e spirituali, diventano il filo conduttore di un viaggio interiore. Il lettore è guidato tra i grandi temi della speranza, della dignità e della responsabilità sociale, con quello stile chiaro e appassionato che da sempre contraddistingue il pensiero del professore calabrese.
Studioso di pedagogia generale e di filosofia dell’educazione, Trebisacce è attento lettore dell’opera di Antonio Banfi, di cui ha approfondito il concetto di intenzionalità e i legami con il pragmatismo deweyano e la fenomenologia husserliana.
Autore di monografie e saggi di grande valore, continua a proporre una visione della pedagogia come ponte tra sapere e coscienza civile.
In uno dei suoi più recenti interventi, dal titolo “Il ruolo dell’educazione nell’uso etico dell’intelligenza artificiale”, il professore ha offerto una riflessione quanto mai attuale: l’educazione, sostiene, è la chiave per garantire che l’innovazione tecnologica resti al servizio dell’uomo, e non viceversa. Solo una formazione fondata sulla consapevolezza etica può assicurare un futuro realmente umano nell’era dell’intelligenza artificiale.
Prosegue così, con coerenza e passione, il suo impegno per una pedagogia al servizio della tecnologia etica e dei diritti umani, in un dialogo costante tra scienza e coscienza.
Non sorprende, dunque, che l’associazione “Calabria che lavora” – nata a Roma nel 1988, in via della Scrofa 117, con l’intento di segnalare e riconoscere le personalità calabresi che continuano a operare con coraggio in una terra tanto difficile quanto generosa – abbia voluto rendere omaggio al professor Trebisacce.
Figura autorevole e luminosa, egli incarna quella passione tenace e indissolubile che lega l’intelligenza alla propria terra d’origine.
Grazie, professore, per averci ricordato che il metodo educativo, fondato sulla ragione e sulla dignità, non è solo valido per il nostro Sud, ma per tutto il Bel Paese.
E come recita il titolo di uno dei suoi più stimolanti progetti:
“Intelligenza artificiale per il cambiamento: combattere la violenza di genere con l’innovazione”,
il sapere può e deve essere strumento di libertà, mai di potere.
L’associazione “Calabria che lavora” è certa che il valore di un pensatore come Giovanbattista Trebisacce non sfuggirà alla sensibilità del governatore Roberto Occhiuto, anche in vista della futura composizione della giunta regionale.
Mimmo Leonetti
