Evaristo Beccalossi, il fantasista mancino
Le traversie di salute di Evaristo Beccalossi,
noto ex centrocampista dell’Inter poi commentatore sportivo
Brescia – Purtroppo, l’ho saputo molto in ritardo. Evaristo Beccalossi (Brescia, 12 maggio 1956), l’ex calciatore centrocampista, il fantasista mancino, il genio & sregolatezza soprattutto nell’Inter, allora il numero 10 d’oro ed oggi capo delegazione dell’Italia Under-19, colpito il 9 gennaio scorso da emorragia cerebrale ed entrato in coma profondo due giorni dopo. Ricoverato all’ospedale Fondazione Poliambulanza di Brescia. Intubato in sala di rianimazione. Ed il risveglio, dopo 47 giorni di coma e 131 giorni di ricovero, con la prospettiva d’un lungo percorso di rieducazione dopo le dimissioni del 21 maggio.
Nonostante il grave problema di salute, non “tradì” mai la sua Inter seguendone le partite a distanza. In lui s’impose subito una forza di recupero con l’intenzione dichiarata di rientrare negli usuali ranghi collaborativi. Festeggiò i suoi 69 anni in Poliambulanza, in pieno programma di riabilitazione.
Adesso capisco perché non rispondeva ai messaggi di mio figlio Alessandro e miei inviati al suo cellulare. Noi, ormai sparuti Beccalossi del ramo veronese (parenti del ceppo originario bresciano, mio nonno Angelo e mio padre Luigi, infatti, erano di Brescia) siamo vicini alla moglie Danila ed alla figlia Nagaja.
Tieni duro, grande Becca!!!
La sintesi d’un campione discontinuo
Evaristo iniziò nelle giovanili del Brescia (1972-1975) per poi passare in prima squadra, nelle stagioni 1972-1978 (93 presenze e 15 reti segnate in partite di campionato). I… migliori anni della sua carriera li visse nell’Inter, tra il 1978 ed il 1984 (come nel parametro precedente, 156 entrate in campo e 31 realizzazioni).
In totale, durante i sei anni a Milano, Beccalossi accumulò 216 partecipazioni tra campionati e coppe, siglando 37 goals. Memorabili furono alcune sue perle, in positivo ed in negativo: la doppietta nel Derby della Madunina Inter-Milan del 28 ottobre 1979 (vinto appunto per 2 a 0 dall’Inter) ed i ben due rigori da lui calciati e falliti nella partita Inter-Slovan Bratislava (finita 2 a 0) del 15 settembre 1982, andata dei sedicesimi di finale di Coppa delle Coppe. Conferme d’una classe estrosamente efficace ma irregolare come rendimento.
Con la compagine nerazzurra vinse il campionato di Serie A nella stagione 1979-1980, arrivò alle semifinali di Coppa dei Campioni 1980-1981 e s’aggiudicò i tornei di Coppa Italia del 1981 e del 1982.
Fu il non convocato d’eccellenza dal commissario tecnico della nazionale Enzo Bearzot (Joannis, Udine, 26 settembre 1927 – Milano, 21 dicembre 2010) per il Campionato mondiale di calcio FIFA 1982 (o Coppa del Mondo FIFA 1982) in Spagna, nonostante l’apprezzamento trasversale dell’ambiente calcistico. L’esclusione fu motivo di polemiche e scontento.
Il nomignolo Dribblossi affibbiato dal grande giornalista Gianni Brera
Per il suo funambolismo tattico fu battezzato Dribblossi da Gianni Brera (all’anagrafe Giovanni Luigi Brera, San Zenone al Po, Pavia, 8 settembre 1919 – Codogno, Lodi, 19 dicembre 1992, giornalista e scrittore, noto pure per le sue onomaturgie, commentatore e filosofo appassionato ed acuto del calcio), venendo spesso paragonato al grande interista di tempi precedenti Mario Corso (San Michele Extra, Verona, 25 agosto 1941 – Milano, 20 giugno 2020), calciatore centrocampista e poi allenatore.
Durante un nostro colloquio telefonico, Evaristo mi raccontò dei rapporti d’amicizia e di vicinanza abitativa a Milano con Corso ed un altro campione dell’Inter del passato (centrocampista tra il 1961 ed il 1970), Luis, detto Luisito, Suárez Miramontes (La Corũna, Spagna, 2 maggio 1935 – Milano, 9 luglio 2023), anche allenatore della squadra nel 1974-1975, nel 1992 e, ad interim, nel 1995.
Archiviati i clamori interisti, Beccalossi venne dato in prestito alla Sampdoria (campionato 1984-1985) ed “arruolato”, di poi in poi, nel Monza (1985-1986), nel ritrovato Brescia (1986-1988), nel Barletta (1988-1989), nel Pordenone (1989-1990) e nel Breno, società calcistica del Bresciano (1990-1991), dicendo addio al calcio giocato il 1° luglio 1991.
A tanto correre sui campi di calcio vanno aggiunte le tre partite disputate tra il 1976 ed il 1980 con la nazionale Under-21 e le quattro presenze (ed una rete) nell’Italia Olimpica 1979-1980.
Ricevette anche due riconoscimenti. Quale miglior interno destro (n. 8) al Carlin’s Boys 1974 (il Torneo giovanile internazionale Carlin’s Boys si ripete dal 1947 a Sanremo, in genere ad agosto ed è riservato a formazioni di categoria Under-19) e come vincitore 1981-1982 de “L’Intrepido d’Oro” (promosso dal settimanale “L’Intrepido”, attribuito al miglior calciatore di campionati di calcio delle Serie A, B e C).
Ficcato nel cassetto dei ricordi il kit da calciatore, non s’isolò dal rettangolo verde assumendo, nel luglio 2014, l’incarico di supervisore del Lecco, squadra di cui diventò presidente fino al 2016. Nel biennio 2017-2018 fu capo delegazione della nazionale italiana Under-20, riprendendo il ruolo nell’agosto 2020. Nel settembre 2022 rifece capolino (dopo aver già svolto le stesse funzioni dall’estate 2018) nel direttivo dell’Italia Under-19.
Poi, il salto come commentatore sportivo in trasmissioni come “Qui studio a voi stadio” (Telelombardia), “Controcampo” (Italia 1), “Diretta stadio… ed è subito goal!”, “Diretta stadio” (7 Gold, poi circuito Netweek), “La domenica sportiva” (Rai 2) ed altre.
La biografia calcistica di Evaristo Beccalossi non poteva sfuggire alla “regola” della consacrazione editoriale. Le sue gesta sul campo sono state condensate in “La mia vita da numero 10”, scritto con Eleonora Rossi e prefazione di Enrico Ruggeri (DIARKOS, Sant’Arcangelo di Romagna, Rimini, 2023).

Claudio Beccalossi
